Alla ricerca della casa di Stromboli dalla Calabria

di GREGORIO CORIGLIANO – Mia nonna era nata a Stromboli, la più coinvolgente delle Isole Eolie. Come l’avesse conosciuta il padre di mio padre non l’ho mai saputo o, forse, col passare di tanti anni l’ho dimenticato.

Una delle poche cose che ricordo, e che mi ha raccontato mio padre, è che dall’isola veniva in barca a remi a trovare il padre di mio padre che poi avrebbe sposato. So che remava lei e si dava il cambio con suo padre.

Ricordo ancora che portavano capperi, nient’altro. Sei ore di barca a forza di remi. Evidentemente, gioventù a parte, doveva essere una donna energica, visto che poi ha concepito ed allevato ben dieci figli.

Ha sempre vissuto a San Ferdinando, dove mio nonno si era trasferito lasciando Laureana di Borrello. E qui ha sempre fatto il falegname. Era la fine del 1800, attorno al 1870. Mio padre, ultimo di dieci figli era infatti del 1916. E’ stato verso il 1960, mia nonna vivente, che mio padre e mio zio Frank, venuto dagli Stati uniti ebbero l’idea di andare a Stromboli per verificare lo stato delle cose, anzi della casa.

Fece loro compagnia un parente diretto di mia nonna, venuto apposta da Napoli, di cui non ricordo il nome. Era un signore alto e robusto che venne a San Ferdinando per una settimana, ospite di mio padre, con il figlio quindicenne. Non ho ormai nessuno a cui poter chiedere per sapere notizie di questo signore, il cui aspetto ho impresso nella memoria, come quello del figlio che ha dormito nel mio stesso lettino, pe mancanza di posti-letto.

Fino a qualche anno fa, ricordavo anche il cognome. Adesso il galoppare della vecchiaia mi impedisce il ricordo. Forse verrà, come spesso accade. Mio padre, mio zio ed il napoletano con ferry boat da Reggio andarono a Stromboli. La cosa che fecero, però, è stata solo la scoperta dell’isola, della casa di mia nonna neanche l’ombra, nessuna traccia. In casa abbiamo la foto della traversata sulla nave.

Tornato che fu un’altra volta mio zio dall’America, io ero già grande, ricordò il caso della casa di nonna. Ed invitò me ad andare a compiere una ulteriore verifica, aggiungendo stavolta di compiere una salto anche a Filicudi, perché, in quest’altra isoletta, ci sarebbe stata la casa di uno zio, marito di una sorella di mio padre, Maria, di cui ricordo bene il nome anche se non l’ho mai conosciuto: Peppino Taranto. In men che non si dica, organizzo il viaggio da Reggio. Aliscafo fino a Milazzo, poi Lipari, quindi Stromboli. Con me Luigina, impareggiabile ed impagabile compagna di vita.

Alla ricerca della casa smarrita. Domanda di qua e domanda di là, trascorriamo una piacevole giornata all’isola. Niente da fare. Solo un signore giudizioso ci ha detto di andare al catasto. Noi non ci avevamo, colpevolmente, pensato. Marcia indietro, aliscafo pe Lipari. Un’oretta di verifiche a registri e scartoffie varie, ma di case intestate a Mariangela De Simone, questo il nome di mia nonna o di Giuseppe Taranto, nulla di nulla. Chiediamo di un geometra, lo troviamo. A pagamento, ci aiuta, ma non veniamo a capo di nulla.

Avevamo visto a Stromboli molti ruderi, forse anche quelli della casa dei genitori di mia nonna, ma vattelapesca. In quegli anni era fiorente il mercato dei ruderi. Così sarebbero, poi, nate le ville dei benestanti italiani. L’acquisto di case abbandonate dai proprietari, diventate res nullius, hanno fatto la fortuna degli audaci.

Delusi e sconsolati perchè non saremmo mai diventati ricchi da avere una casa alle Isole, torniamo indietro ed anziché rientrare nelle Calabrie, come dicono gli isolani, ci fermiamo a Taormina. Telefonata al professor Lello Galluzzo per un consiglio turistico-alberghiero, cena di grande livello al ristorante le Batracomiomachie, pernottamento al San Domenico, per festeggiare la delusione.

E l’indomani, felici e (s)contenti torniamo sulla terra ferma. Il sogno di una villa eoliana, o della shakesperiana notte di mezza estate, era svanito, come dei parenti si è persa ogni traccia, né De Simone, né Taranto. Siamo stati ricchi di un sogno. E non è poco. (gc)

L’OPINIONE / Gianluca Gaetano: Bisogna perseverare nelle azioni di tutela della natura e del paesaggio

di GIANLUCA GAETANOSe questa fosse una storia di fantasia, si potrebbero derubricare a bizzarra circostanza gli annunci contemporanei  della nascita della riserva regionale Foce del Mesima e le misure cautelari inflitte ai responsabili degli sversamenti di percolato nello stesso fiume.

La storia, però, non è di fantasia e il fiume come ricettacolo di liquami infetti e l’altipiano delle Serre come gigantesca discarica abusiva sono solo le ultime evidenze di condotte molto gravi che potrebbero ingenerare rassegnazione in chi, quotidianamente, subisce i costi dell’inquinamento e si ingegna come può per trovare soluzioni.

Nonostante le continue evidenze di mala gestione, tuttavia, non è consentito arrendersi alla frustrazione:  l’ancora di salvezza, la scialuppa di salvataggio deve giungere, in primis, dalla magistratura e dalle forze di P.G. grazie a cui, tassello dopo tassello, vengono svelate le malefatte perpetrate a danno dell’ambiente e della salute pubblica ma è altrettanto chiaro che, senza uno sforzo corale, ogni ipotesi di cambiamento risulta velleitaria.

Si può definire encomiabile l’attenzione delle Procure verso i crimini ambientali, la gravità dei quali è assimilabile a quella dei reati associativi ma su temi del genere, tuttavia, non si può agire solo per delega: è necessario affiancare gli organi dello Stato con quelle azioni civiche di vigilanza, sensibilizzazione e impegno sociale utili a evitare ogni arretramento sul contrasto all’inquinamento.

L’amministrazione comunale di San Ferdinando, già impegnata nel risanamento ambientale, rivolge sentimenti di sincera gratitudine alle forze dell’ordine e tutte le autorità coinvolte nella repressione degli illeciti ambientali ed è determinata a proseguire l’opera di tutela del territorio con attività di controllo e azioni legali anche collettive.

La cura dell’ambiente è un valore in sé ma è anche lo strumento per garantire sviluppo economico e sicurezza dei cittadini; esiste una relazione diretta tra salute e ambiente, così come tra tutela ecologica ed economia locale. Molte comunità, in Calabria, subiscono le gravi conseguenze della mala gestio  relativa al trattamento dei rifiuti e di quei comportamenti che, in nome del profitto senza scrupoli, uccidono i sogni e le speranze di intere popolazioni.

La protezione dell’ambiente, la salvaguardia dei corsi d’acqua e l’uso appropriato delle infrastrutture idriche e depurative sono priorità fondamentali per il Comune di San Ferdinando che rivolge un duplice appello a perseverare nelle azioni di tutela della natura e del paesaggio: agli organi inquirenti per il contrasto ai reati e alla società civile per promuovere la partecipazione spontanea e la cura condivisa dei beni comuni. 

Questi eventi e queste notizie di reato, se da un lato preoccupano perché svelano l’indifferenza e l’arroganza di molti operatori ecologici, dall’altro rassicurano perché evidenziano lo sforzo repressivo degli inquirenti e indicano che si va nella giusta direzione,  richiamando l’importanza di una vigilanza costante e di azioni incisive per preservare la natura e la sicurezza dei cittadini.

La legalità non è un concetto astratto, ma un sistema di regole ben definito entro il quale organizzare la convivenza civile che si protegge a partire dai piccoli gesti della quotidianità ed è con questo convincimento che il Comune di San Ferdinando, di recente riconosciuto come “Plastic Free”, coadiuva il WWF nella gestione della Riserva “Foce del Mesima” ed è impegnato in una importante opera di riqualificazione della fascia costiera.

La città di San Ferdinando continuerà a fare la sua parte e si impegna a collaborare attivamente con le autorità competenti per individuare i responsabili di illeciti ambientali e ad adottare tutte le misure necessarie per proteggere l’habitat naturale e la bellezza del paesaggio. (gg)

[Gianluca Gaetano è sindaco di San Ferdinando]

SAN FERDINANDO (RC) – Il sindaco esprime solidarietà a Patrizia Rodi di Rosarno

di LUCA GAETANO – In un momento di profonda preoccupazione per la sicurezza e la giustizia nel nostro territorio, desidero rivolgermi a voi per esprimere la più sincera solidarietà nei confronti di Patrizia Rodi, un’imprenditrice coraggiosa della vicina città di Rosarno, che attualmente sta affrontando intimidazioni mafiose.

È con grande determinazione e unità che voglio far sentire la nostra voce come comunità di San Ferdinando; è inaccettabile che una figura così positiva e proattiva sia stata presa di mira da elementi criminali che minacciano la stabilità e la sicurezza di tutte le persone oneste e laboriose.

Come Sindaco di San Ferdinando e a nome dell’intera amministrazione comunale, desidero esprimere il nostro totale rifiuto di tali atti nefasti e la nostra solidarietà a Patrizia Rodi e a tutti coloro che, a causa dell’oppressione mafiosa, vengono privati dei diritti fondamentali della persona umana.

In questo momento critico è fondamentale che ci uniamo come comunità per condannare con forza le azioni di intimidazione e di prevaricazione della criminalità organizzata. Dobbiamo essere uniti nel respingere qualsiasi forma di violenza che mette a repentaglio la sicurezza e il benessere dei cittadini e delle imprese, minando la convivenza civile e minacciando la cornice di legalità che è garanzia di benessere, diritti e progresso.

Mi impegno personalmente e dobbiamo impegnarci tutti, come comunità locale, per contrastare ogni forma di criminalità che minacci il nostro territorio. La lotta contro la mafia richiede un impegno corale, condiviso e convinto della società civile e delle istituzioni affinché possiamo preservare le nostre famiglie, le nostre imprese, la nostra libertà e il nostro futuro.

Invito ogni singolo cittadino di San Ferdinando a mostrare la propria solidarietà a Patrizia Rodi e a tutti coloro che sono vittime di intimidazioni mafiose. Solo attraverso la coesione e la determinazione possiamo proteggere i nostri valori e garantire che la giustizia prevalga e la sicurezza venga garantita.

Insieme, possiamo dimostrare che la nostra comunità è più forte della paura, e che la solidarietà è la chiave per sconfiggere qualsiasi forma di minaccia. San Ferdinando si erge con forza contro la criminalità organizzata, pronta a difendere la giustizia, la legalità e la sicurezza di tutti. (lg)

(Luca Gaetano è sindaco di San Ferdinando)

SAN FERDINANDO (RC) – Il 23 marzo lo svelamento dell’opera di Paola Grossi Gondi

Il 23 marzo alle ore 18, a San Ferdinando, ci sarà lo svelamento di una opera d’arte contemporanea che l’artista romana Paola Grossi Gondi ha donato alla città, denominata “Filo Rosso per San Ferdinando”, realizzata in continuità con analoga installazione presso la Galleria d’arte moderna e contemporanea di Roma.

Saranno presenti il Prefetto di Reggio Calabria, la vicepresidente della Regione Calabria Giuseppina Princi, il ministero della Cultura, il capo delegazione Fai, l’Accademia di Belle arti di Reggio Calabria e una qualificata rappresentanza di esponenti politici e delle maggiori autorità locali, ivi inclusi i vertici delle forze dell’ordine.

La cerimonia inizierà alle ore 18 con l’inizio dei lavori in sala consiliare, Municipio di San Ferdinando piazza Nunziante 1, a seguire interventi dei relatori.

Durante la cerimonia verrà conferita la cittadinanza onoraria a Filoreto D’Agostino, consigliere di Stato, già presidente Tar Lazio e Sicilia.

Alle 19.30 tutti gli intervenuti lasceranno la sala per recarsi all’aperto di fronte al Municipio per lo svelamento dell’opera e successiva benedizione del vicario generale della diocesi di Oppido-Palmi. Seguirà momento conviviale in piazza Nunziante, all’interno di un dehor adiacente il palazzo municipale. (rrc)

SAN FERDINANDO (RC) – Al via il progetto “Comunità educante”

L’amministrazione comunale di San Ferdinando in collaborazione con il professor Augusto Di Stanislao,psicoterapeuta e scrittore di fama, danno vita al progetto “San Ferdinando Comunità Educante”.

Il progetto “San Ferdinando Comunità Educante” è una iniziativa educativa senza precedenti che coinvolge l’intera comunità locale, mettendo al centro tutte le agenzie sociali ed educative del territorio, dando spazio alle nuove generazioni di San Ferdinando. È un processo di “lettura” e “ri-lettura” del contesto, radicato nella storia e nell’identità della comunità, con l’obiettivo di preparare il futuro partendo dal presente.

L’educazione gioca un ruolo cruciale in questo processo proattivo, fungendo da catalizzatore per migliorare le sorti dell’intera comunità sanferdinandese. L’amministrazione comunale, con il suo ruolo di regia, si impegna a coinvolgere appieno le articolazioni politico-amministrative e l’intero apparato professionale per garantire il successo della proposta.

Lo schema di lavoro prevede diverse sessioni formative articolate in moduli: A – “Comunità Educante: I Contenuti”; B – “Ruolo dell’Ente Locale: Regia e Strategia”; C – “Il Comune, la Comunità: Brainstorming”. Successivamente, si pianifica un’iniziativa pubblica, dove verrà presentato il “Manifesto della Comunità educante”.

Il Manifesto, una proposta aperta, sarà inviato per eventuali modifiche e integrazioni a tutti i soggetti coinvolti. La condivisione ufficiale del Manifesto avverrà durante una cerimonia di sottoscrizione, con la partecipazione di scuole, famiglie, agenzie sociali e presidi territoriali.

A completamento di questo percorso, l’amministrazione comunale proporrà un “Patto Educativo” che coinvolgerà tutte le agenzie significative del territorio. La sua sottoscrizione segnerà il passaggio dalla teoria alla pratica, impegnando tutti nella costruzione di una comunità più educata, inclusiva e coesa.

Il percorso “Verso la Comunità Educante” si concluderà entro aprile 2024, e l’amministrazione comunale si impegna a mantenere un ruolo di riferimento nella realizzazione e nel rispetto del Patto Educativo.

Il professor Di Stanislao, interpellato, dichiara: «La costruzione della Comunità Educante è un progetto lungimirante e di grande concretezza avviato dalla amministrazione comunale di San Ferdinando che la pone all’avanguardia sotto il profilo educativo a livello nazionale. Sono felice di contribuire a realizzare una proposta che ha un fondamento scientifico e che si candida a diventare un caso di studio e un modello teorico-pratico laddove amministrazione comunale, scuola, chiesa, famiglie, associazioni e società civile diventano protagonisti del cambiamento». (rrc)

SAN FERDINANDO (RC) – Giornata mondiale dell’epilessia, il Comune si tinge di viola

Il municipio di San Ferdinando si tinge di viola. Questo avviene in occasione della Giornata internazionale dell’epilessia che coincide con il secondo lunedì di febbraio, coglie l’invito dell’Associazione italiana epilessia e della Lega italiana contro l’epilessia per contribuire all’azione di sensibilizzazione nel far conoscere questa malattia e combattere lo stigma che l’accompagna.

Oggi l’amministrazione comunale colorerà la facciata del proprio palazzo municipale di viola, colore simbolo, per rischiarare una patologia, per certi aspetti poco considerata ma, che conta nel mondo circa 50 milioni di persone affette da diverse forme di epilessia.

L’epilessia, riconosciuta come malattia sociale dall’ Organizzazione mondiale della Sanità, risulta essere una delle condizioni croniche più frequenti con 600 mila casi solo in Italia.

«E’ fondamentale che l’iniziativa in atto serva ad aumentare le conoscenze sull’Epilessia e le sue manifestazioni – afferma il vicesindaco Ferdinando Scarfò, delegato alle Politiche sociali e Disabiltà – Affrontare argomenti, come le modalità di apprendimento dei bambini con Epilessia, la gestione del tempo libero, delle attività scolastiche e sportive, offrendo, poi, ai docenti e a tutto il personale scolastico un’adeguata formazione sulle corrette modalità di gestione e soccorso del bambino, nonché le modalità di somministrazione dei farmaci in corso di crisi epilettica, equivarrebbe a combattere lo stigma ed i pregiudizi che ancora aleggiano su questa malattia. Con le terapie adeguate, grazie al progresso scientifico, si può gestire la patologia senza pregiudicare la qualità della vita». (rrc)

SAN FERDINANDO (RC) – Avviato il progetto di Smart City

San Ferdinando guarda alla Mobilità sostenibile. Il Comune inaugura, infatti, un nuovo capitolo verso la sostenibilità con il lancio del progetto innovativo di Micromobilità e Smart City. Quest’iniziativa ambiziosa mira a trasformare la cittadina tirrenica in un modello di sviluppo urbano intelligente e sostenibile, promuovendo la mobilità verde e riducendo l’impatto ambientale.

Il progetto di Micromobilità e Smart City, avviato con entusiasmo dalle autorità locali, mira a migliorare la qualità della vita dei cittadini, promuovendo modalità di trasporto più ecologiche e intelligenti. Attraverso l’introduzione di soluzioni avanzate di mobilità sostenibile, San Ferdinando si posiziona all’avanguardia nell’adozione di tecnologie innovative per affrontare le sfide ambientali e migliorare l’efficienza urbana.

Il programma ha preso avvio con l’installazione di panchine “smart” che fungeranno da postazioni di prelievo e rilascio di e-bike e monopattini, consentendo altresì di ricaricare gratuitamente cellulari e mezzi elettrici grazie all’alimentazione per mezzo di pannelli solari.

Le postazioni, inoltre, consentiranno, tramite appositi kit, di effettuare manutenzioni alla propria e-bike di gonfiare i pneumatici grazie al compressore elettrico incorporato.

Le principali caratteristiche del progetto includono: Sistema di Micromobilità: Saranno implementati nuovi servizi di micromobilità, compresi sistemi di bike-sharing, scooter elettrici e veicoli a basso impatto ambientale. Queste opzioni forniranno ai cittadini alternative sostenibili per gli spostamenti quotidiani, riducendo l’uso di veicoli tradizionali a combustione e favorendo uno stile di vita attivo.

Infrastrutture Intelligenti: San Ferdinando abbraccia la tecnologia smart city per ottimizzare l’utilizzo delle risorse e migliorare l’esperienza urbana. L’implementazione di infrastrutture intelligenti consentirà una gestione più efficiente del traffico, un migliore monitoraggio dell’illuminazione pubblica, una gestione più sostenibile delle risorse energetiche e consentirà inoltre di fornire ai visitatori informazioni esaustive e personalizzate, garantendo una esperienza il più possibile completa e rispondente alle esigenze di ognuno.

Promozione della Mobilità Elettrica: Il progetto incoraggerà attivamente l’adozione di veicoli elettrici, promuovendo la creazione di stazioni di ricarica e incentivando i cittadini ad abbracciare modalità di trasporto più ecocompatibili.

Il Sindaco di San Ferdinando, Luca Gaetano, ha dichiarato: «Il nostro obiettivo è creare una città in cui la sostenibilità e l’innovazione guidino lo sviluppo urbano. La micromobilità e la smart city sono i pilastri di questo ambizioso progetto che migliorerà la qualità della vita per residenti e visitatori, riducendo al contempo l’impronta ecologica. Il progetto di Micromobilità e Smart City rappresenta un passo importante verso un futuro più verde e sostenibile per San Ferdinando, dimostrando il nostro impegno nei confronti delle generazioni future. La comunità è invitata a partecipare attivamente a questo cambiamento, adottando stili di vita e modalità di trasporto più efficienti e a basso impatto ambientale». (rrc)

San Ferdinando tra i 200 Comuni in udienza da Papa Francesco

C’è stata anche San Ferdinando, rappresentata da Luca Gaetano, all’udienza dei 200 sindaci con Papa Francesco. San Ferdinando, infatti, è stato selezionato come Comune Innovatore nell’ambito delle progettualità per l’innovazione tecnologica promosse da Asmel.

Nel suo discorso il Santo Padre ha evidenziato come i cittadini dei piccoli Comuni «scontano divari importanti in termini di opportunità, e questo resta una fonte di diseguaglianza» che spesso «spinge la parte più intraprendente della popolazione ad andarsene. A restare sono soprattutto gli anziani e coloro che più faticano a trovare alternative. Di conseguenza, cresce in questi territori il bisogno di Stato sociale, mentre diminuiscono le risorse per darvi risposta».

Il messaggio di Papa Francesco rivolto ai sindaci, con l’invito a proseguire nel favorire l’incontro tra “sociale e nuove tecnologie”, è in linea con la missione di Asmel,  realtà associativa che conta 4.296 Enti locali presenti su tutto il territorio nazionale ed è rivolta principalmente ai piccoli e medi Comuni italiani che rappresentano la frontiera di prossimità della Repubblica nel rapporto diretto con i cittadini e le comunità locali.

Il sindaco di Gaetano, nell’incontro con Santo Padre, ha consegnato al Pontefice il caloroso saluto da parte dei sanferdinandesi e gli ha rivolto sentimenti di gratitudine per la sua alta guida spirituale.

Nell’augurare al Papa un sereno prosieguo in salute e coscienza, ha altresì ricevuto la benedizione per San Ferdinando e i suoi cittadini. 

«È stato un nobile onore aver rappresentato San Ferdinando in questa occasione così solenne, l’incontro con il Santo Padre mi ha dato l’opportunità di incarnare la dignità dei sanferdinandesi e di porgere a tutti noi la benedizione del Papa – afferma Luca Gaetano – abbiamo tutti apprezzato le parole di Francesco che, in conclusione del suo discorso, ha posto l’accento sulla denatalità e sul calo demografico. Ringrazio i vertici di Asmel e tutti coloro che hanno lavorato duramente per organizzare questa udienza. La qualifica di ‘Comune Innovatore’ ci rassicura sulla bontà del lavoro che stiamo svolgendo e ci induce a proseguire senza sosta nell’opera di sviluppo e rigenerazione della città». i(rrm)

La scappanza vince sulla restanza, purtroppo

di GREGORIO CORIGLIANOIn quello che, in tanti ormai – vedo – chiamiamo il luogo dell’anima, vado spesso. Assai spesso, rispetto a coloro i quali non vanno mai e avrebbero l’ardire di considerarlo un luogo privilegiato, pur senza averne titolo. E non è tanto il poter o dover fare qualcosa di concreto, quanto il sentire di dover andare.

Assai spesso il luogo dell’anima non coincide col luogo di vita o di residenza. Anzi! È tale, quel luogo, perché è vicino, ma è lontano, arrivi e scappi, rimani e vai via, lo pensi e fuggi.

E spesso, quando vai e ti fermi ore, uno o più giorni, stai chiuso in casa e leggi, rifletti, navighi, prendi il sole d’estate o ascolti il rumore del mare, la pioggia sui vetri, la goccia che cade dal tetto che deve andare in manutenzione, di inverno. Qualche altra esci, a piedi o in macchina, in bicicletta spesso. Soprattutto tra primavera o estate. D’inverno, mai. In autunno sicuramente. 

L’altro giorno ho fatto un giro in bici,  ho comprato i giornali che ho depositato nel cestino, sono andato al cimitero «una visita a quanti ci hanno voluto e non ci sono più è sentita ed è d’obbligo», poi ho girovagato, ripercorrendo strade scolpite nella memoria, ma che non facevo da tempo.

Vie normalissime, alcune curate, altre in totale abbandono ma che con la bici più che con la macchina risaltano. Tant’è! E la vicenda dei comuni, soprattutto calabresi, grandi e piccoli, sempre alle prese con i bilanci asfittici, con la mancata dedizione, col menefreghismo non solo degli amministratori, quanto dei residenti. Pulizia ed erbacce a parte, cosa balza subito agli occhi di chi ha elevato a luogo dell’anima quelle strade, quei luoghi quelle casette?

La chiusura ermetica, proprio ermetica delle porte di casa.

Dico ermetica perché ai portoncini c’è attaccato anche un lucchetto con catenella, oltre alla chiusura normale e che da sotto la porta non è stata fatta la pulizia da molto tempo. Segno evidente di una casa chiusa, non in “quel” senso, ma di una casa non frequentata, non abitata, qualcuna addirittura abbandonata.

Case nuove, recenti e case vecchie appartenente a gente che conoscevo e che mi ritorna in mente.
O case, pur abitate, nelle quali non abita più il vecchio proprietario, qualche volta venduta, qualche altra vissuta dai parenti. Lo capisco da tanti segni. Quella di mia nonna, per esempio, non c’è più. Un tuffo al cuore.

Al posto del “pilazzo” c’è una costruzione moderna che ha rivalutato e non di poco, quella dei miei zii. Mi sposto più avanti e vedo la casa di Amedeo, il portone con catena, mezzo sgangherato, la finestrella semi aperta (lui non c’è più, neanche Isa) in compenso nel cortile crescono –ed in quantità – limoni di pregio, res passantis.

Nei paraggi, la casa di una parente, i cui figli vivono a Roma, mi pare. Andando avanti, se non ricordo male, la casa di “Pilò” figli e figlie al Nord, forse.

Vado in piazza, la gente c’è, non come un tempo, ma c’è. Ercolino fa da attrattore di un gruppetto che parla, ride, sghignazza, taglia e cuce, gente ed amici vicini. «Ma tu ricordi a Giuvanni di coculi?

E a Cola u craparu? Vo ma vidi a fotografia i Fallara?… I figghioli!».

Giro l’angolo e vedo le case dei Palla, quasi tutte in abbandono, tranne la prima e l’ultima, i cui proprietari vivono di quella che Vito Teti chiama restanza.

Altri, invece si sono fatti fregare dalla “scappanza” come la chiamo io.  Sono scappati ed i figli vanno in vacanza a Tropea, perché più snob. Tutti colti dal fenomeno della scappanza, assai spesso motivata, intendiamoci.

Quello che non capisco, però, è il mancato ritorno, sia pure una volta all’anno o una volta ogni cinque. Mai, mai. Non si è mai più voluto ascoltare il richiamo delle radici, che, evidentemente, non c’erano o si erano seccate.

E la villa del commendatore del paese? Ristrutturata, ma chiusa. Peccato! In Via Lucca, pur stretta, ormai si parcheggia! In Via Torino, a parte mio fratello e Francesco, Carmelina del pesce, chi è rimasto? 

Dove c’era la casa dell’ingegnere La Ficara c’è un b&b. E la casa dell’Arciprete Sgambetterra? I sigilli, non c’è neanche la nipote che prima di fare il caffè diceva allo zio: “aspetta che prima mi lavo le mani e poi lu culu” (colare da macchinetta napoletana!) Pino La Ficara è fuggito a Bari, la casa del Pesco (requiem) è deserta, è tornata Elisabetta, non vedente ma auscultante la figlia dell’avvocato Rombolà, non c’è più la storica casa della DC (migliaia di assemblee), il bar del bacio del Cavallo, saracinesche abbassate.  Tutti scappati.  I genitori perché pensionati per restare accanto ai figli, i figli perché non c’è lavoro, le mogli per seguire i mariti, i figli dei figli perché hanno scelto l’estero.   Anche se a stancare è stata soprattutto la tristezza della scappanza, che non è solo o tanto un fatto materiale, quanto il taglio, per me ingiustificabile, delle radici. Che non ha giustificazione alcuna: nessuno ha mai sentito parlare di Pavese, men che meno ha letto “La luna ed i falò”.  Ercolino, aspettami. 

Io arrivo. Finchè posso.

San Ferdinando mare! (gc)

SAN FERDINANDO (RC) – Confcommercio e Comuni uniti per stare vicino agli imprenditori

Siglato un importante accordo tra il Comune di San Ferdinando ed Assicomfidi – Consorzio di Garanzia Fidi – espressione della Confcommercio della Provincia di Reggio Calabria. L’investimento mira a dotare le imprese con sede legale o operativa nel Comune di un importante strumento per l’accesso al credito attraverso un utilizzo virtuoso dei fondi di garanzia.

Obiettivo aiutare l’imprenditore nell’accesso al credito, nella finanza agevolata, nel riequilibrio finanziario, nell’educazione finanziaria.

Il Sindaco Gianluca Gaetano, unitamente al delegato alle attività produttive Domenico Rizzo e al Consiglio Comunale, evidenzia i punti di forza dell’iniziativa tesa a sostenere le imprese in questa difficile fase economica per un accesso al credito equo e solidale, con particolare attenzione alle macroaree agricoltura e turismo, senza escludere tutte le partite iva.

L’accordo consentirà, grazie all’intervento del Comune di San Ferdinando, il raggiungimento di una serie di risultati: abbattimento del costo del denaro e rimodulazione finanziamenti al fine di garantire una rata più sostenibile per l’impresa, accesso gratuito al fondo di garanzia grazie all’intervento del Comune, consulenze gratuite sul credito e sullo start-up di impresa individuando gli strumenti più adatti per la finanza aziendale (microcredito, fondo perduto per artigiani, finanza garantita), finanziamenti per la prevenzione del fenomeno del racket e dell’usura, consulenze aziendali per il miglioramento del rating bancario e redazione business plan gratuito.

Oggi le imprese hanno bisogno di essere affiancate nelle complesse fasi di accesso al credito e di riequilibrio finanziario in un periodo in cui il costo del denaro è aumentato esponenzialmente, le banche danno sempre meno credito o a condizioni troppo onerose con tassi di interesse elevati e rate difficili da sostenere.
L’imprenditore potrà richiedere il finanziamento bancario garantito ed il contributo rivolgendosi ad Assicomfidi direttamente, presso le sedi Confcommercio o attraverso i canali che il comune andrà a costituire. L’attività di intermediazione comprenderà anche la redazione a titolo gratuito del business plan normalmente richiesto dalla banca. Non si esclude la possibilità di agganciare le operazioni di finanza garantita con strumenti a fondo perduto.

Il progetto mira anche a realizzare percorsi di educazione finanziaria con la collaborazione dei consulenti e delle stesse banche per favorire un salto di qualità dell’imprenditore migliorando la sua capacità di stare sul mercato.
Tra i fondi di garanzia messi a disposizione da Assicomfidi, inoltre, i fondi per la prevenzione del racket e dell’usura a conferma dell’attenzione del comune rispetto alle problematiche che colpiscono il territorio.

Il Presidente del confidi Lorenzo Labate, ringrazia a nome di Assicomfidi e della Confcommercio il Comune di San Ferdinando e in particolar modo il delegato alle attività produttive Domenico Rizzo e il sindaco Gianluca Gaetano per avere dimostrato una visione di sviluppo del territorio tesa ad affrontare le attuali problematiche dell’imprenditore in un’ottica di crescita di sistema in rete attraverso un accesso al credito assistito.

Il Direttore di Assicomfidi Giuseppe Calabrò, rinnovando l’apertura del confidi Confcommercio verso tutti gli enti, nel ringraziare il Comune, evidenzia la necessità che tutti gli attori locali dimostrino e portino avanti una visione di sviluppo del territorio che non può prescindere dall’affrontare la problematica dell’accesso al credito, attraverso il virtuoso utilizzo degli strumenti già esistenti e nuove proposte operative mettendosi a disposizione delle imprese, dei consulenti, degli enti e dell’intero territorio.
Il contributo sarà parametrato su operazioni di finanziamento fino a 50.000 euro ma l’intervento dei fondi di garanzia renderà possibili operazioni di finanza agevolata anche di importo superiore fino a 200.000 euro.

Il sindaco di San Ferdinando, unitamente al delegato Rizzo, dichiara che «Questa amministrazione ha intenzione di affiancare e sostenere le imprese nel loro percorso evolutivo, consapevoli che senza crescita economica ogni ipotesi di sviluppo diventa velleitaria. Questa convenzione, oltre a costituire un argine verso il preoccupante fenomeno dell’usura, potrà dare un concreto supporto alle startup e alle aziende esistenti per ottenere credito agevolato e consulenze qualificate nel segno della sostenibilità». (rrc)