Siclari scrive ai parlamentari calabresi: lavoriamo uniti per difendere diritto alla salute dei calabresi

Il senatore di Forza ItaliaMarco Siclari, ha scritto una lettera indirizzata a tutti i parlamentari eletti in Calabria, rappresentanti di tutti i partiti, per «invitarli a condividere un percorso istituzionale, fuori ed al di là degli schieramenti politici, per affrontare e risolvere l’emergenza sanitaria in Calabria che ha raggiunto livelli di massima allerta».

«Di fronte ad una politica nazionale – ha spiegato il senatore Siclari – che non ha saputo o voluto risolvere i problemi della sanità calabrese, occorre uno scatto di orgoglio e di dignità che deve partire proprio dai massimi rappresentanti elettivi del territorio. In particolare, mi sono rivolto ai 19 Parlamentari del Movimento Cinquestelle che sommano il 61,29% della rappresentanza complessiva della regione. Si è veramente toccato il fondo, per quanto riguarda i diritti dei calabresi».

«Non possiamo seguire strade diverse – ha aggiunto – per ragioni di schieramento o di partito, in particolar modo, di fronte al diritto fondamentale alla salute, oggi, “cancellato” in Calabria per diverse ragioni. L’emergenza sanitaria in Calabria dura da decenni ormai, è certificata dal commissariamento, dal piano di rientro ed oggi è aggravata dalla pandemia Covid, un’emergenza nell’emergenza».

Il senatore forzista, dunque, ha proposto lo sto al commissariamento della Sanità in Calabria «da giugno 2021 indipendentemente da chi vince le prossime elezioni regionali» e la nomina condivisa di un nuovo commissario, «che abbia esperienza dimostrata sul campo delle emergenze nazionali e che guidi la sanità calabrese nel periodo Covid-19 e fino all’uscita dal commissariamento (giugno 2021)».

«L’obiettivo primario – ha spiegato Siclari – è il diritto alla salute e dare risposte ai calabresi, piccoli e grandi. Oggi, più di prima, tutti i politici devono, portare al petto, un’unica spilla che è quella della ‘speranza dei calabresi’, e lavorare per i loro diritti. Hanno condiviso il mio invito tutti i parlamentari di centrodestra, i senatori Giuseppe MangialavoriFulvia Michela Caligiuri ed i deputati Roberto Occhiuto, Maria Tripodi, Wanda Ferro, Domenico Furgiele, Francesco Cannizzaro e Sergio Torromino».

«Spero – ha auspicato Siclari – che anche i Parlamentari calabresi, che sostengono la maggioranza di governo, condividano il percorso proposto e, stando anche alle dichiarazioni pubbliche di alcuni esponenti del Movimento Cinquestelle, nutro molte speranze che sulla sanità in Calabria si posa fare fronte comune».

«Mi attendo – ha proseguito il senatore – una telefonata dai parlamentari calabresi rappresentanti dei partiti di maggioranza per organizzare un incontro, e verificare  se ci sono le condizioni per discutere insieme del diritto alla salute che manca da oltre un decennio ai calabresi, bambini e adulti che siano».

«Sarà una grande dimostrazione di amore e di senso di appartenenza – ha sottolineato Siclari – verso il nostro territorio e di attenzione verso l’appello più volte fatto dal Colle che chiede il dialogo tra le diverse componenti politiche».

«Se riusciremo a confrontarci su questo importante tema – ha concluso – la Calabria riuscirà a dimostrare, per la prima volta nella storia, a tutto il Paese, che siamo i primi a compattarci di fronte alla necessità di un’intera popolazione e dei più bisognosi».

La lettera

Cari Colleghi,

ritengo opportuno e doveroso scrivere, a ciascuno di Voi, in questo momento drammatico che sta attraversando la nostra regione e tutti i cittadini calabresi. Vi invito a condividere un percorso istituzionale, fuori ed al di là degli schieramenti politici: la nostra terra è stata penalizzata per decenni dalla stessa classe politica calabrese che, nella maggioranza dei casi, ha peccato per scarso peso politico nazionale o peggio per una visione personale, egoistica e clientelare che ha sacrificato il”merito”ed il”bene comune”delle famiglie, degli anziani e dei adolescenti nostri conterranei; ma, oggi, è evidente a tutti che è stata abbandonata, anche da uno Stato, incapace di “considerare i calabresi figli della stessa Nazione”. Uno Stato che non ha voluto, attraverso i propri uomini, dare fiducia ai nostri territori e programmare il rilancio e lo sviluppo della Calabria e, purtroppo, dobbiamo ammetterlo con dolore, spesse volte, anche privo della reale volontà politica di far uscire dal pregiudizio negativo verso la Calabria e i calabresi.

Oggi siamo chiamati ad uno scatto di orgoglio e di dignità, per primi noi che siamo i massimi rappresentanti elettivi dei cittadini calabresi che ci hanno votato per una giusta voglia di rinnovamento, preferendo, rispetto ad una “vecchia” e consolidata classe politica i giovani ed alla prima esperienza, rispetto ai partiti storici e tradizioni le forze nuove. In particolare

mi rivolgo a ciascun collega del Movimento Cinquestelle che siete la stragrande maggioranza ben 19 Parlamentari, 7 Senatori e 12 Deputati e il 61,29% della rappresentanza complessiva della regione.

Seguo, come ciascuno di Voi, da vicino le sorti della regione più bisognosa in Europa, e approfondisco in modo attento le dinamiche sanitarie legate alla difficile pandemia in quanto medico specializzato in questa materia, me ne occupo politicamente da Capogruppo in Commissione Salute in Senato per il mio partito eletto, oltretutto, in un collegio dove l’assistenza sanitaria, come risaputo, peggiora di anno in anno nonostante i notevoli e preziosi sforzi da parte dei colleghi medici e operatori e tecnici sanitari.

So bene che la Costituzione ci vuole rappresentanti di tutta la Nazione, una ed indivisibile e che dobbiamo esercitare il nostro mandato senza alcun vincolo territoriale, politico, partitico, ma oggi non possiamo neanche più finta di niente. Si è veramente toccato il fondo per quanto riguarda i diritti dei calabresi. Non possiamo seguire strade diverse, per ragioni di schieramento o di partito, in particolar modo, di fronte al diritto fondamentale alla salute, oggi, “cancellato”in Calabria per diverse ragioni. L’emergenza sanitaria in Calabria dura da decenni ormai, è certificata dal commissariamento, dal piano di rientro ed oggi è aggravata dalla pandemia COVID, un’emergenza nell’emergenza.

Il mio invito è quello di percorrere, nell’interesse della Calabria e dei Calabresi e solo al fine di poter guardare in faccia ciascuno dei nostri corregionali e dei nostri elettori, avendo la coscienza serena di aver fatto di tutto per garantire cure ed assistenza di livello decoroso ed idoneo a tutelare il bene primario della salute.

Vi chiedo, quindi, di condividere un percorso istituzionale e parlamentare che contempli:1) lo Stop al commissariamento della sanità in Calabria da giugno 2021, indipendentemente da chi vince le prossime elezioni regionali o si trovi a governare l’Italia.

2) la nomina condivisa di un nuovo commissario, che ha esperienza dimostrata sul campo delle emergenze nazionali, per guidare la sanità calabrese, insieme alla triade commissariale, da oggi fino a giugno 2021, periodo dell’emergenza sanitaria Covid-19.

3) l’obiettivo primario di dare risposte ai calabresi per il diritto alla salute.

Premetto che non sarò il candidato a governatore in Calabria, e questo mio invito, accorato e disperato, nasce dalla considerazione che questo sforzo “politico e istituzionale” che dobbiamo ai nostri concittadini meno fortunati, alla memoria dei sacrifici di generazioni e generazioni che hanno lavorato ogni giorno rafforzando la nostra Nazione ed il nostro territorio, a chi oggi si sente solo ed abbandonato dallo Stato, a chi oggi non sogna più, a chi oggi non crede più in se stesso, a chi ama profondamente la propria famiglia ed oggi teme di non riuscire più a trasmettere serenità, a quei genitori che oggi guardano i loro piccoli con timore per un futuro incerto.

Oggi, più di prima, tutti i politici devono, portare al petto, un’unica spilla che è quella della “speranza dei calabresi”e lavorare per i loro diritti.

Lo Stato, nei prossimi due anni, deve fare straordinari sacrifici economici e finanziari per dare respiro al nostro Paese e a tutti gli italiani, consapevole che è l’unico modo per trasmettere alle famiglie la forza necessaria per rialzarsi e tornare a guardare con occhi di speranza il futuro dei nostri figli.

Grazie per avermi prestato attenzione. (rrm)

I Vescovi Calabresi: preoccupazione per la sanità e tutela del diritto alla salute in Calabria

Hanno espressa viva preoccupazione e «profonda amarezza» i vescovi calabresi, rappresentati da mons. Vincenzo Bertolone, presidente della Conferenza Episcopale Calabra e arcivescovo di Catanzaro- Squillace, per «l’evoluzione delle vicende che riguardano la sanità e la tutela del diritto alla salute in Calabria».

Mons. Bertolone, inoltre, ha sottolineato come la situazione nella regione, dichiarata zona rossa, e l’avvicendamento del commissario «dimostrano non soltanto la fragilità e l’inadeguatezza del sistema sanitario regionale ma anche l’incompetenza e la mancanza di senso di responsabilità, che la seconda ondata della pandemia Covid-19 in atto ha definitivamente e inequivocabilmente palesato».

«Non ci sono più tempo e spazio – ha proseguito mons. Bertolone – per scelte e decisioni che non siano urgenti ed esclusivamente legate ai criteri dell’autonomia, della competenza e della capacità professionale. Dopo 11 anni di commissariamento, le Istituzioni ad ogni livello, ad iniziare dal Governo nazionale, hanno il dovere di rendere ragione del proprio operato e, al tempo stesso, di definire orizzonti futuri chiari e certi, senza interferenze di vario genere».

«Ai calabresi – ha aggiunto – è dovuta una sanità efficiente e, nell’immediato, in grado di fronteggiare con adeguatezza l’avanzare dell’emergenza pandemica. Temporeggiare e perseverare oltre, da parte delle istituzioni deputate, in un clima di divisioni e di scontri, sterili e diseducativi, provocherebbe ulteriori danni ai cittadini calabresi, che hanno già dato prova di grande responsabilità».

«Con affetto – ha concluso il presule – esprimiamo la nostra vicinanza ai medici ed a tutti gli operatori sanitari che si prodigano con amore e competenza in questo angoscioso momento pandemico, e a tutte le donne e a tutti gli uomini di questa terra bella e difficile». (zc)

Accorato appello per la sanità in Calabria di Pino Nisticò al Presidente Mattarella

L’ex presidente della Regione Calabria Pino Nisticò ha lanciato un accorato appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla situazione della Sanità in Calabria.

«Carissimo Presidente Mattarella – si legge nell’appello di Nisticò –, nei momenti più difficili, io mi rivolgo sempre a lei, come a un padre, perché come tutti i calabresi ho la testa dura, ma anche credo fermamente nei valori della libertà, della dignità dell’uomo e della donna, dell’amicizia, della condivisione dei beni, valori ereditati dalla civiltà italica e poi da Pitagora di Crotone, genio della matematica dell’Etica.

Mi sono rivolto a lei, di recente, quando a Roma da direttore generale dell’EBRI, Fondazione Rita Levi Montalcini, questa era in grave crisi economica e rischiava la chiusura. E lei, con il suo autorevole e amorevole intervento sul ministro del MIUR ha consentito la continuità dei finanziamenti all’EBRI sulla legge di stabilità!

Finita questa mia missione a Roma sono rientrato nella mia Calabria, perché qui ci sono i miei allievi, oggi diventati “Maestri” prestigiosi della Facoltà di Medicina, fra cui il Magnifico Rettore Giovambattista De Sarro dell’Università Magna Graecia, qui ci sono i miei fratelli e i miei affetti.

La Scuola di Medicina di Catanzaro è considerata dalle valutazioni ANVUR del MIUR una delle più qualificate del nostro Meridione per la sua elevata produzione scientifica, per il patrimonio umano e per le relazioni internazionali.

Qui sono venuti a insegnare, in passato, diversi premi Nobel come Renato Dulbecco, Rita Levi Montalcini, sir John Vane, sir John Eccles e sir Salvador Moncada, e alcuni dei nostri allievi occupano oggi posizioni apicali presso l’Università di Londra, come il prof. Vincenzo Libri, direttore della Farmacologia clinica dell’Imperial College, il prof. Giuseppe Rosano, direttore della Cardiologia del St. George University College, il prof. Luigi Camporota, primario di Pneumologia presso il St. Thomas Hospital che ha salvato la vita al premier britannico Boris Johnson.

Ecco perché Le scrivo, perché la dignità dei calabresi viene continuamente calpestata come è evidente da queste ultime scandalose vicende, che riguardano la Sanità in Calabria, governata da oltre dieci anni da commissari di Governo incapaci per cui noi calabresi ci sentiamo profondamente umiliati. Abbiamo in Calabria, signor Presidente, uomini e donne di grande capacità intellettive, manageriali ed etiche, e non abbiamo bisogno di persone inviate dall’alto che si sono rivelate fallimentari!

Ora, purtroppo, abbiamo toccato il fondo: da Cotticelli a Zuccatelli! Si tratta di persone che ignorano le basi più elementari della medicina o, nel caso di Zuccatelli, restano sordi ai bisogni della gente. Quest’ultimo inoltre, si è rivelato arrogante e incapace di ascoltare il parere dei docenti universitari, rendendosi così responsabile della gravità di non aver realizzato uno “Spallanzani” del Sud a Catanzaro presso Villa Bianca, ex sede della facoltà di Medicina, nonostante le pressanti indicazioni del Rettore De Sarro, che si era impegnato, con poche risorse e in pochi mesi, di attivare una infrastruttura di eccellenza per i pazienti gravi affetti da Covid! Eppure, Zuccatelli è stato addirittura promosso da commissario dell’Asl di Catanzaro a super commissario governativo di tutta la Calabria!

Poveri noi calabresi, trattati come uomini con l’anello al naso! E di questo, mi creda signor Presidente, sono profondamente addolorato! Mi rivolgo a Lei, ben conoscendo la sua grande sensibilità per i problemi della giustizia sociale e della gente più fragile e più bisognosa, ma anche per l’antica amicizia che l’ha legata al nostro Riccardo Misasi, affinché Lei intervenga sul ministro Speranza per farlo recedere da questa nomina ignobile e fargli scegliere un commissario governativo soltanto sulla base del merito e delle sue capacità scientifiche e manageriali.

A nome di tutti i calabresi Le mando il nostro più vivo ringraziamento.

Mi propongo di venire a Roma per salutarla di persona, sia pure per pochi minuti, anche per illustrarLe un grande progetto internazionale, cioè la realizzazione a Lamezia Terme del Renato Dulbecco Institute, una infrastruttura di eccellenza per la produzione di anticorpi monoclonali e di pronectine per il trattamento delle gravi malattie da coronavirus, alcune forme di cancro e di leucemia e la malattia di Alzheimer.

La nostra amata Presidente Santelli, da poco purtroppo scomparsa, lo aveva sposato con entusiasmo, tanto che la stampa lo ha definito “il progetto della presidente Santelli”. A maggior ragione, oggi ci sentiamo ancora più impegnati con l’amico calabrese Roberto Crea, considerato il padre delle biotecnologie nel mondo, che da San Francisco tornerebbe dopo circa quarant’anni in Calabria per dirigere il Renato Dulbecco Institute.

Con profonda stima e amicizia,

Pino Nisticò

(ex Presidente della Regione Calabria)».

(rm)

Sanità, Furgiuele (Lega) mette in guardia: il governo sta per inviare altri Cotticelli

Il deputato della LegaDomenico Furgiuele, mette in guardia la Calabria e i calabresi, ricordando che «di Cotticelli non ce n’è solo uno» e che «il Governo nazional ce ne sta per rifilare degli altri che ci dovremo tenere per almeno 3 anni!».

«Ma la misura è, ormai, colma – ha aggiunto – la Calabria è stanca, e non accetterà più gestioni incompetenti. Inutile che oggi qualche improbabile difensore Dem in consiglio regionale, evidentemente in cerca di un posto al sole, attribuisca ad altri colpe che lui e i suoi compari hanno avuto per decenni. La Calabria è stufa di commissari che falliscono in tutti gli ambiti dove operino con il pieno sostegno di certe forze politiche».

«L’Italia, tutta, sta però capendo – ha proseguito il deputato – che il disastro sanitario in cui è precipitata la nostra terra in piena pandemia è figlio dell’esecutivo nazionale. Alla luce di tutto questo, la maggioranza che sostiene Giuseppe Conte e Roberto Speranza, invece di restituire ai calabresi dignità e diritto alla salute si appresta a varare un nuovo decreto Calabria con una nuova struttura commissariale che già Si annuncia inadeguata al pari di quelle che l’hanno preceduta». 

«Perché in una situazione del genere – ha detto ancora– non c’è bisogno di soloni o peggio di uomini soli al comando, ma di scelte politiche discusse, condivise, calibrate sulla conoscenza territoriale che che i prossimi “scienziati” governativi non potranno avere prima di diverso tempo. Questo governo scherza con la salute dei calabresi, le forze politiche responsabili anche quelle che non si ritrovano necessariamente nell’area moderata di centro-destra a fare fronte comune per evitare nuovi Cotticelli». (rrm)

Vono (IV): Se c’è commissariamento, sia affidato a un calabrese

La senatrice di Italia VivaSilvia Vono, è ferma nella sua posizione: «se commissariamento deve essere, che il ruolo sia affidato ad un calabrese competente e qualificato, come tanti ce ne sono in Calabria, in Italia e nel mondo, per ristabilire gli equilibri dei servizi essenziali per i cittadini».

La Vono, infatti, è intervenuta a seguito del Caso Cotticelli, ribadendo che, «ancora una volta, si grida alla cacciata del commissario attuale – come fu fatto con Massimo Scura -senza che nessuno richieda mai le responsabilità: è dalla stesura del primo Decreto Calabria (che non ho condiviso) che lotto per questo».

«Non mi sorprendono – ha aggiunto – le dichiarazioni del commissario alla sanità calabrese Saverio Cotticelli che dimostrano nei fatti un fallimento di questo sistema che, a parte rare eccezioni, è sempre stato determinato dalla “moda politica del momento”, senza valutare competenze e capacità di gestione e organizzazione in materia sanitaria necessarie a svolgere adeguatamente il ruolo assegnato. Anche il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri indica la nomina semplicemente di un “commissario ad acta” senza definire qualifiche, competenze, responsabilità e adeguatezza del ruolo».

«Da sempre – ha proseguito la senatrice di Italia Viva – ho criticato le scelte e lavorato per far valere le potenzialità della sanità/salute calabrese mediando personalmente un sistema di comunicazioni tra commissariamento e Regione per ottenere risultati tangibili».

«È ora – ha concluso – che i calabresi decidano con forza le sorti della sanità territoriale quale diritto fondamentale garantito dalla Costituzione. Continuerò a discutere con il Governo perché non venga mai abbassata la guardia nei confronti della Calabria»(rp)

Pino Aprile: La Calabria chieda i danni allo Stato

«La Calabria chieda i danni allo Stato: ne ha pieno diritto» ha dichiarato Pino Aprile, leader del Movimento 24 agosto, prendendo posizione in merito alla situazione della Sanità in Calabria e al Caso Cotticelli.

«Il Commissario governativo alla Sanità imposto alla Calabria,– ha aggiunto – Saverio Cotticelli, non si è occupato di attrezzare la regione perché potesse difendersi dalla peggiore epidemia da un secolo in qua; ha chiesto al governo (lettera, protocollo, «Maria mi porti…») chi dovesse farlo, ha ricevuto la risposta e nemmeno l’ha letta, nonostante la regione sia stata chiusa come “zona rossa” fra mille polemiche (è la meno contaminata d’Europa dal covid-19); e, solo perché l’intervistatore gli chiede di leggerla, scopre dalla lettera di risposta, che chi deve occuparsi dell’emergenza sanitaria è lui!».

«Ognuno commenti da sé – ha proseguito Pino Aprile – tanto diremmo tutti le stesse cose, protetti da un buon antivomito. Da dieci anni lo Stato, con la scusa (perché tale va considerata, ora) di “sanare la Sanità”, invia commissari in Calabria a occuparsi del settore. Che grazie a loro ha visto crescere i debiti, ridurre l’assistenza, non riuscire nemmeno a sapere quant’è davvero il buco di bilancio, chiudere ospedali, reparti, obbligare i malati a emigrare e le casse regionali a sborsare centinaia di milioni all’anno alle cliniche private del Nord. I commissari sono costati alla Calabria montagne di soldi, sofferenze, dolori, vite umane».

«Ora lo Stato – ha detto ancora Aprile – (che non ha il coraggio di commissariare la Lombardia, nonostante metà dei morti per covid siano in quella sola regione, e la gestione locale dell’epidemia sia la peggiore d’Italia, al punto che sono stati riaperti d’imperio ospedali infetti e nessun provvedimento di chiusura di paesi in preda al contagio sia stato adottato, al contrario del resto del Paese) risarcisca i calabresi, ripiani il deficit, e si tolga dai piedi, se invece di eliminare il male ha fatto il peggio. La Calabria avvii una causa contro lo Stato, ne chieda il sequestro dei beni, a garanzia del danno». (rrm)

 

Il Premier Conte: Cotticelli va sostituito immediatamente, «voglio firmare il decreto già nelle prossime ore»

«Il Commissario per la Sanità in Calabria, Saverio Cotticelli, va sostituito con effetto immediato» ha dichiarato il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte su twitter, annunciando che «anche se il processo di nomina del nuovo commissario prevede un percorso molto articolato, voglio firmare il decreto già nelle prossime ore».

«I calabresi – ha aggiunto – meritano un nuovo commissario pienamente capace di affrontare la complessa e impegnativa sfida della sanità». (rrm)

Siclari (FI): Bertolaso pronto ad aiutare la Calabria

Il senatore di Forza ItaliaMarco Siclari, ha annunciato di aver «contattato Guido Bertolaso e illustrato la situazione di emergenza sanitaria che vive la Calabria da decenni, nonostante sia commissariata dallo Stato da 12 anni» e che ha «dato la sua disponibilità a lavorare anche gratuitamente».

«Sarebbe una grande opportunità per la Calabria – ha aggiunto – se il Governo, che ha prorogato ieri sera il commissariamento della sanità in Calabria lo indicasse quale super commissario per riorganizzare l’assistenza sanitaria ad esperti come Bertolaso, che ha decine di anni di esperienza sul campo delle emergenze».

«È stato un colloquio cordiale e affettuoso – ha proseguito Siclari – dove abbiamo ricordato anche la nostra Jole Santelli, amica in comune. Ho evidenziato che la Calabria è, persino, l’unica regione in Europa che non ha una chirurgia neonatale e pediatrica».

Siclari, inoltre, ha spiegato che il deputato di Forza ItaliaRoberto Occhiuto, nel suo intervento alla Camera, ha consigliato al ministro della Salute, Roberto Speranza, «di seguire la mia indicazione di nominare, commissario per la salute in Calabria, l’esperto dott. Guido Bertolaso».

«Attendiamo – ha concluso il senatore Siclari – risposta dal Governo. Speriamo nella migliore soluzione per la sanità e oer tutte le famiglie calabresi». (rp)

Il presidente f.f. Spirlì scrive a Mattarella per intervenire sul ‘Decreto Calabria’

Il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, su mandato della Giunta regionale, ha annunciato che, in merito al Decreto Calabria, la cui scadenza è prevista per la mezzanotte di oggi, si rivolgerà direttamente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendo «di non avallare un atto che, oltre a comprimere i diritti dei calabresi e dell’Istituzione che li rappresenta, in poco più di un anno ha peggiorato in modo evidente lo stato della sanità».

«La riproposizione del Decreto Calabria ci preoccupa fortemente – ha spiegato Spirlì – soprattutto alla luce del difficile momento storico che stiamo vivendo a causa dell’emergenza covid. Il rinnovo – e il loro contestuale aggravamento – delle misure straordinarie per la sanità regionale è un atto chiaramente politico che aggiorna, di fatto peggiorandolo, un provvedimento chiaramente incostituzionale, dal momento che limita, in modo evidente e inaccettabile, il principio di autodeterminazione della comunità calabrese».

«L’esecutivo che presiedo – ha proseguito il presidente f.f. – nel corso dell’ultima riunione ha inoltre preso atto dell’ottimo lavoro svolto dalla commissione esaminatrice che ha valutato i profili professionali degli aspiranti direttori generali delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria, attualmente commissariate proprio in virtù del Decreto Calabria. Dopo un lungo confronto interno, e anche grazie alle delucidazioni arrivate direttamente dal ministro della Salute, Roberto Speranza, la Giunta regionale ha deciso di non procedere con la nomina dei nuovi vertici delle Aziende».

«L’esecutivo – ha aggiunto – aspetterà la scadenza del Decreto Calabria – fissata per la mezzanotte di oggi – e, nell’eventualità di una vacatio amministrativa provocata dal Governo, procederà, già nella mattinata del 4 novembre, a nominare i reggenti delle varie realtà sanitarie della regione».

«Quella attuale, per la Calabria – ha concluso Spirlì –  è una fase più che delicata. Una fase che non ammette confusione, inerzie o superficialità istituzionali. Di certo, la Giunta calabrese non permetterà che le Aziende della regione restino in balia degli eventi e prive di guide stabili in grado di affrontare la gravissima crisi che tutti noi abbiamo davanti». (rrm)

 

Pitaro (Gruppo Misto): Il Governo si occupi delle insostenibili criticità sanitarie calabresi

Il consigliere regionale del Gruppo MistoFrancesco Pitaro, ha ribadito che, «contemporaneamente agli interventi per frenare l’impennata del virus, è indispensabile potenziare la sanità pubblica», sopratutto in Calabria, e plaude all’iniziativa del ministro alla Salute Roberto Speranza, che sta pensando a un Piano Sanitario Riforma e Resilienza nazionale di 65 miliardi, con cui il cittadino viene preso in carico dal sistema, gli ospedali saranno solo per pazienti gravi e i dati saranno messi in rete.

«Un Piano che si concentra sulla medicina territoriale, del valore di 25-30 miliardi, mentre altrettanti sono destinati a un piano decennale di ammodernamento degli ospedali» ha spiegato Pitaro, che si augura che «si prenda atto delle gravi disomogeneità Nord-Sud nella sanità pubblica e, al contempo, che si intervenga sulle ormai insostenibili criticità calabresi. Qui, se il virus diventasse più aggressivo, considerata la confusione nella governance sanitaria lacerata da conflitti interni e scontri decisionali, ci sarebbe di che inquietarsi. A quel punto, anche la polemica sulle inconcludenze del Dipartimento Salute della Regione e della struttura commissariale diventerebbe marginale».

«Realisticamente – ha proseguito Pitaro – frattanto che l’ambizioso progetto del ministro (prevede 6000 Case della Comunità, una ogni 10mila abitanti; 1200 Ospedali di Comunità – moduli da 25 posti per degenze brevi – il  potenziamento della telemedicina e dell’assistenza domiciliare; l’aumento di 2 miliardi per la spesa del personale sanitario: si sono perse negli ultimi anni 45 mila unità e si prevede di recuperarne 60 mila), non si concretizzerà, occorre che il Governo si occupi della Calabria». 

«Se in una parte del territorio si registrano, come in Calabria – ha concluso il consigliere regionale – condizioni di allarme sanitario (non solo riferite al virus ma incidenti negativamente e da anni sul diritto alla salute dei cittadini),  lo Stato non può indugiare oltre». (rrm)