La consigliera Bruni: È necessario ricontrattare il Piano di rientro della sanità calabrese

«È necessario ricontrattare il Piano di Rientro, allentare i vincoli assunzionali ancorati alla programmazione e non alla produzione, e superare il vincolo di spesa sul personale». È l’appello lanciato dalla consigliera regionale del Partito Democratico, Amalia Bruni, sottolineando come «solo così potremo finalmente affrontare un piano che porti in tempi certi al superamento del commissariamento e al ritorno a una gestione democratica e condivisa della sanità calabrese».

Per la dem, infatti,  «le prossime settimane saranno decisive per una inversione di tendenza del Servizio Sanitario Nazionale. Infatti, con l’aggiornamento della Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza e, soprattutto, con la legge di bilancio 2025, avremo chiaro il quadro se si intende o meno invertire la tendenza in merito al finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale e avviare una poderosa stagione di riforme».

«Il Partito Democratico, in questi mesi, ha messo il rilancio del servizio sanitario pubblico al centro del dibattito politico, proponendo una specifica proposta di legge, di cui prima firmataria è la segretaria Elly Schlein, con l’obiettivo di potenziare il Servizio Sanitario Nazionale attraverso un finanziamento non inferiore al 7,5% del Pil. A questa richiesta del PD – ha detto Bruni – si sono associati ben cinque consigli regionali, tra cui, tuttavia, non compare quello calabrese, per colpevole responsabilità della maggioranza di centrodestra che ha persino impedito il dibattito. Successivamente, la stessa destra ha affossato la proposta di legge Schlein».

La consigliera Bruni ha sottolineato che, nonostante numerose fonti indipendenti, tra cui la Fondazione Gimbe, la Corte dei Conti e l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, abbiano certificato lo stato di sottofinanziamento del Ssn, la situazione non è stata affrontata con la dovuta urgenza.

«Siamo al 16° posto tra i Paesi europei – ha ricordato – e abbondantemente sotto la media Ocse per quanto riguarda le risorse impiegate nella tutela della salute. Finalmente, anche il ministro della Salute ha riconosciuto la necessità di potenziare il finanziamento del SSN. Tuttavia, se il quadro generale è preoccupante, in Calabria diventa ogni giorno più drammatico. Tutti gli indicatori – dalla rete ospedaliera ai servizi territoriali, dall’emergenza urgenza alla prevenzione – ci relegano in fondo a tutte le classifiche».

Riguardo alla gestione commissariale della sanità calabrese, Bruni ha evidenziato il fallimento dell’attuale amministrazione.

«Siamo ormai al terzo anno di gestione commissariale in capo al presidente Occhiuto – ha detto ancora – una scelta che abbiamo sostenuto e condiviso. Tuttavia, i fatti, e solo i fatti, purtroppo certificano il fallimento della sua gestione, nonostante abbia potuto godere di disponibilità da parte di governo e parlamento come mai prima d’ora. Bisogna, allora, che si cambi strategia».

La consigliera Bruni conclude con un appello urgente: «È necessario ricontrattare il Piano di Rientro, allentare i vincoli assunzionali ancorati alla programmazione e non alla produzione, e superare il vincolo di spesa sul personale. Solo così potremo finalmente affrontare un piano che porti in tempi certi al superamento del commissariamento e al ritorno a una gestione democratica e condivisa della sanità calabrese». (rcz)

Il PD Calabria: Anche il Rapporto Crea indica la Calabria ultima per performance socio-sanitaria

Il Partito Democratico Calabria ha denunciato come «anche il  “Rapporto Crea 2024” indica che la Calabria è l’ultima regione d’Italia per performance socio-sanitaria, del tutto insufficiente».

Un ulteriore quadro statistico che non sorprende i dem anzi, «rafforza l’allarme che, come partito, avevamo lanciato sullo stato comatoso della sanità pubblica nel territorio calabrese, davanti al negazionismo cronico del presidente Roberto Occhiuto, cieco e sordo rispetto alle ragioni dei più poveri, che spesso non si curano per mancanza di soldi, sostegno e assistenza».

«Al netto delle narrazioni a senso unico di Occhiuto e dei suoi “megafoni” scelti – hanno proseguito i dem – la verità è scritta nei dati, sempre oggettivi e sistematicamente drammatici. Mai la sanità pubblica della Calabria era sprofondata così in basso, come peraltro confermano la crisi che sta attraversando l’ospedale di Cosenza e la situazione pesantissima dell’Asp di Reggio Calabria».

«Già adesso – ha denunciato il Pd della Calabria – le condizioni della sanità calabrese sono tali da comprimere al massimo la tutela della salute dei cittadini. Con l’attuazione dell’autonomia differenziata, aumenteranno i divari della sanità calabrese rispetto a quella delle Regioni più ricche, che, come avverte il “Rapporto Crea 2024”, potranno assumere i medici migliori potendo contare su maggiori risorse. Ciò determinerebbe il declino inesorabile della sanità pubblica della Calabria, del quale Occhiuto dovrà assumersi la responsabilità politica». i(rcz)

Tavernise (M5S): Nonostante bando per 145 posti, nessuna assunzione dei medici specializzandi

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, ha presentato una interrogazione al presidente della Regione e Commissario ad acta, Roberto Occhiuto, in merito alla mancata assunzione dei medici specializzandi vincitori del concorso per 145 posti di Dirigente Medico – Specialista in Medicina d’Emergenza-Urgenza.

«Il controsenso che vorrei fosse chiarito da Occhiuto – ha spiegato il pentastellato – nella sua qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria, è questo: come mai in tutte le regioni d’Italia si sta sfruttando appieno il “Decreto Calabria”, che ha normato la possibilità per i medici specializzandi di essere assunti, soprattutto nei Pronto Soccorso, così da sopperire alla mancanza di medici degli ultimi anni, tranne che in Calabria?».

«Indicativo il caso del concorso pubblico indetto a settembre del 2023 – ha spiegato ancora – che doveva andare a coprire il fabbisogno di Dirigenti Medici comunicato dalle Aziende del Servizio Sanitario Regionale per la disciplina di Medicina d’Emergenza-Urgenza: 54 Asp Catanzaro, 25 Asp Cosenza, 23 Asp Reggio Calabria, 13 ASP Vibo Valentia, 11 Asp Crotone, 7 Ao Cosenza, 6 AOU Dulbecco, 6 Gom Reggio Calabria».
«Dopo le prove e non molto tempo dopo la pubblicazione della graduatoria – ha aggiunto – i medici specialisti sono stati assunti, anche se in realtà si tratta solo di stabilizzazioni in quanto i suddetti medici prestavano già servizio per le varie Aziende ma con contratti precari. Diversa invece la situazione per gli specializzandi che a maggio 2024 vengono convocati per la visita dal medico competente per l’idoneità al lavoro. Successivamente l’Asp di Catanzaro invia una richiesta di nulla osta all’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro per poter procedere alle assunzioni. A inizio luglio, però, è arrivato il diniego all’assunzione dei 30 medici specializzandi da parte degli affari generali dell’Università Magna Graecia».
1Così come già avvenuto per un precedente concorso bandito dall’Asp di Cosenza – ha proseguito – anche questo concorso dell’Asp di Catanzaro ha visto la partecipazione, nella graduatoria riservata ai medici specialisti, di medici convenzionati, operatori del 118 che svolgono l’attività in regime di convenzione e non di dipendenza con le aziende sanitarie provinciali. Si tratta di medici che già svolgono i turni in ambulanza e nelle postazioni territoriali d’emergenza e che, attraverso il concorso, hanno conquistato l’agognato contratto di dirigenza medica. Il risultato, però, è che l’agonizzante area di emergenza-urgenza calabrese non ha avuto alcuna unità di personale aggiuntiva rispetto all’esistente».
«In questo caso e nonostante i 145 posti messi a bando – ha concluso – al momento non si è riusciti ad aggiungere in pianta organica una sola unità in più di personale medico da destinare al servizio territoriale dei Pronto Soccorso ospedalieri e del 118 e l’area dell’emergenza-urgenza calabrese, tra stabilizzazioni di medici che già operavano come convenzionati e specializzandi che pur vincendo un concorso non vengono assunti, resta, ancora una volta, sotto organico». (rrc)

Sanità, Ao CZ: Nuovi obiettivi del trattamento delle patologie malformative cerebro vascolari

L’Azienda Ospedaliera Universitaria “Renato Dulbecco” è ai vertici delle graduatorie per la qualità e il numero delle prestazioni erogate in ambito delle urgenze neurologiche, soprattutto nel trattamento dello stroke ischemico, con quasi 160 procedure portate a termine nell’ultimo triennio.

Lo ha reso noto l’Azienda stessa, spiegando come «grazie alla collaborazione multidisciplinare tra la Uoc di Neurologia e Stroke Unit di II livello diretta da Domenico Bosco, la U.O.C di Neurochirurgia, guidata da Giuseppe Mauro, l’equipe nuroradiologica mista ospedaliero universitaria diretta rispettivamente dal dott. Bernardo Bertucci e dal Prof. Umberto Sabatini, in pochi anni sono stati raggiunti traguardi significativi nel trattamento delle patologie steno occlusive e malformative del circolo intracranico».

«Un ulteriore importante risultato – si legge nella nota – è stato conseguito alcuni giorni fa, venerdì 23 agosto, quando l’equipe di endo-neuro vascolare, in collaborazione con il professor Salvatore Mangiafico – uno dei maggiori esperti nazionali ed internazionali nell’ambito della neurologia interventistica – ha eseguito, con successo, una complessa procedura di embolizzazione di malformazione cerebrovascolare a un paziente della provincia di Vibo Valentia, ricoverato presso il reparto di Neurologia (ex PO Pugliese). Si è trattato del primo intervento di questo tipo realizzato nel capoluogo di regione».

«Il trattamento delle Mav cerebrali, come quello di altre patologie a carattere malformativo cerebro vascolare – prosegue la nota – è stato finora motivo di migrazione sanitaria dalla nostra regione verso centri di altissima specializzazione in Italia e all’Estero per l’elevata complessità procedurale (in Italia allo stato sono pochissimi i centri in grado di trattare queste patologie). Oggi, invece, le competenze e l’alto profilo professionale raggiunto dagli operatori sanitari dell’Azienda Renato Dulbecco ne consente il trattamento in Calabria, grazie anche al supporto del personale della Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione diretta da Stefania Faragò».

1Ciò dimostra che la sanita regionale – conclude la nota – è rappresentata da operatori e professionisti sempre più capaci che perseguono tenacemente obiettivi lusinghieri, e a servizio della collettività». (rcz)

L’OPINIONE / Amalia Bruni: Presidente Occhiuto, è tempo di cambiare registro per la sanità calabrese

di AMALIA BRUNI – È giunto il momento di prendere atto del fallimento dell’attuale gestione della sanità in Calabria e di cambiare registro. A quasi tre anni dall’insediamento del Presidente/Commissario alla guida della sanità calabrese, è possibile tracciare un primo bilancio che, purtroppo, non può che essere negativo.

Siamo consapevoli delle difficoltà e delle complessità che affliggono la sanità calabrese, con drammi quotidiani che si riversano sui cittadini e sui pazienti. Proprio per questo, non ci siamo mai avventurati in strumentalizzazioni o polemiche facili, ma ci siamo sempre attenuti ai fatti. E i fatti, oggi sotto gli occhi di tutti i calabresi, confermano il disastro di questa gestione.

Siamo consapevoli delle difficoltà e delle complessità che affliggono la sanità calabrese, con drammi quotidiani che si riversano sui cittadini e sui pazienti. Proprio per questo, non ci siamo mai avventurati in strumentalizzazioni o polemiche facili, ma ci siamo sempre attenuti ai fatti. E i fatti, oggi sotto gli occhi di tutti i calabresi, confermano il disastro di questa gestione.

Purtroppo, e lo diciamo con grande preoccupazione, il servizio sanitario calabrese vive uno stato agonizzante. Ogni giorno, da nord a sud della regione, si registrano sofferenze insostenibili, dai servizi territoriali, ormai praticamente inesistenti, agli ospedali in crisi. Emblematico è quanto accaduto all’ospedale Annunziata di Cosenza, con allagamenti inspiegabili e dimissioni di primari dopo solo poche settimane di servizio. La situazione del servizio di emergenza/urgenza in tutta la regione è altrettanto preoccupante.

La mancanza di personale rimane la prima grande emergenza, e anche su questo il Commissario ha sbagliato strategia. Invece di concentrarsi sull’ottenimento della nomina a Commissario, la priorità avrebbe dovuto essere, dopo undici lunghi anni, la rinegoziazione con il governo dei vincoli del piano di rientro, come la spesa per il personale (ferma ai livelli del 2004) e i piani assunzionali rapportati alla produzione. Senza una revisione di questi vincoli, non usciremo mai dal piano di rientro.

Non possiamo rassegnarci a denunciare soltanto. Continueremo a farlo con puntualità e rigore, avanzando proposte concrete, come sempre, promuovendo un confronto costante con organizzazioni sindacali, sindaci, associazioni. A partire dalla ripresa delle attività, chiederemo l’audizione di tutti i direttori generali e dei Commissari delle aziende sanitarie per un aggiornamento sullo stato dell’arte in tutte le strutture. La sanità calabrese merita di più e non possiamo più permetterci di attendere. È ora di agire, di mettere in campo tutte le risorse e le competenze necessarie per riportare dignità e efficienza a un settore che tocca la vita e la salute di ogni cittadino. (ab)

[Amalia Bruni è consigliera regionale del PD]

IL PD Calabria: Occhiuto e Di Furia non possono più ignorare gravissime carenze nei servizi sanitari nel reggino

Il Partito Democratico Calabria ha evidenziato come «non ha giustificazioni l’indifferenza imperturbabile che il commissario governativo alla Sanità regionale e i vertici dell’Asp di Reggio Calabria stanno mostrando rispetto ai disservizi nell’ospedale di Locri e in altre strutture assistenziali chiamate rispondere al bisogno di salute dei cittadini».

Per i dem, infatti, rimarcando come il presidente Roberto Occhiuto e la direttrice generale dell’Asp di Reggio Calabria, Lucia Di Furia, «non possono più ignorare le gravissime carenze e criticità nei servizi sanitari del territorio reggino», si sono detti sorpresi del loro «immobilismo ingiustificato, specie alla luce dei recenti casi di cronaca che hanno confermato una situazione emergenziale insostenibile, non soltanto nel 118, sistematicamente sprovvisto di medici per il trasporto dei pazienti in ambulanza».

«Ora basta, è inammissibile – hanno tuonato i dem calabresi – che pazienti oncologici siano abbandonati al loro destino; che per le prenotazioni vi siano tempi di attesa lunghissimi; che il personale sanitario debba occuparsi di aspetti burocratici a causa della persistente carenza di figure amministrative; che l’accesso all’Assistenza domiciliare integrata sia estremamente difficoltoso; che nomine apicali siano fatte con scarsa trasparenza e che persistano situazioni vergognose riguardo alla pulizia dei locali e scandali come la mancanza di lenzuola per i ricoverati nel reparto di Medicina dell’ospedale di Locri».

«Per la sanità della Calabria è il peggiore periodo di sempre, ma il presidente Occhiuto, probabilmente interessato ad avere un posto di governo nel prossimo autunno, continua a camuffare la realtà, nonostante –ha avvertito il Pd della Calabria – gli assurdi allagamenti in locali pubblici di Pronto soccorso, le nuove dimissioni di primari e l’inspiegabile assegnazione di più incarichi di responsabilità ad alcuni professionisti, che i malati calabresi hanno colto e soffrono». (rrc)

L’OPINIONE / Franz Caruso: L’emergenza sanitaria è anche questione di ordine pubblico

di FRANZ CARUSO – Non c’era certo bisogno della classifica  di you trend per sapere che il sistema sanitario calabrese è all’ultimo posto per servizi erogati. Il dato ormai intollerabile è quello che non vengono garantiti i Livelli essenziali di assistenza. Un dato drammatico, emergenziale, che non si riesce  ad invertire, aggravato dal notevole aumento  delle criticità che mettono a rischio la sicurezza nei presidi sanitari territoriali ed ospedalieri. Una situazione a dir poco allarmante.

Sebbene un Sindaco non abbia competenza per  intervenire direttamente, nella mia responsabilità ritengo doveroso e necessario lanciare un forte grido d’ allarme, che auspico possa essere ascoltato ad ogni livello istituzionale. Avverto il dovere di difendere il diritto alla salute dei miei concittadini e, per quanto mi riguarda, non intendo arretrare di un millimetro nel vigilare e monitorare  una condizione di assoluta disumanità, che nega il diritto alla salute soprattutto ai più deboli e crea forte allarme sociale. Difronte al fallimento della gestione commissariale governativa, interpretata dal presidente della Regione, on. Roberto Occhiuto, chiedo, pertanto, al prefetto di Cosenza di farsi carico di indire un vertice straordinario delle forze preposte a garantire i livelli minimi di sicurezza e di assistenza sanitaria nel territorio di propria competenza.

Oltretutto, non sfugge a nessuno che in Calabria la questione sanitaria sia divenuta ormai anche una questione di ordine pubblico. Siamo in presenza di una situazione emergenziale che non può più essere sottovalutata. Le nostre comunità non possono più aspettare. (fc)

[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

Sanità, Loizzo (Lega): Non basta più rattoppare, Cosenza merita un nuovo ospedale

La deputata della Lega, Simona Loizzo, ha evidenziato come «le immagini di infiltrazioni d’acqua nel reparto di Rianimazione dell’Annunziata, nonostante i recenti interventi di ristrutturazione, sono la prova tangibile di un problema ormai cronico».

Per la parlamentare, infatti, i continui rattoppi non sono più sufficienti: ciò che serve davvero è un nuovo ospedale per l’area urbana di Cosenza.

«La situazione è chiara – ha detto – solo una nuova struttura può garantire l’efficienza necessaria per rispondere alle esigenze sanitarie del territorio e accogliere le competenze che emergeranno dalla facoltà di Medicina”, dichiara Loizzo. La deputata sottolinea che l’impegno delle autorità locali, sebbene apprezzabile, non può più limitarsi a soluzioni temporanee. “È il momento di guardare al futuro con un progetto ambizioso e concreto».

Loizzo ha anche colto l’occasione per lanciare un messaggio al sindaco Franz Caruso, invitandolo a concentrarsi sull’obiettivo comune piuttosto che su critiche sterili.

«Ciò che serve è un impegno coraleper far nascere un nuovo ospedale che possa servire Cosenza, Rende e Castrolibero», ha ribadito Loizzo e, riprendendo le parole del presidente Occhiuto, ha ribadito l’importanza di una convergenza tra tutte le forze politiche: «Il nuovo ospedale deve diventare una priorità condivisa. È una battaglia fondamentale per assicurare un’assistenza adeguata ai cittadini e garantire condizioni di lavoro dignitose ai nostri operatori sanitari».

Un messaggio chiaro e determinato, che punta a superare la logica del “rattoppo” per costruire un futuro migliore per la sanità del territorio.

Ivan Commodaro, capogruppo consiliare del gruppo Franz Caruso Sindaco, ha rilevato come «anche l’on. Loizzo  c’è arrivata e sposa in pieno quanto il sindaco Franz Caruso dice da ormai tre anni: Cosenza e la sua vasta provincia hanno bisogno con urgenza di un nuovo ospedale Hub».

«A convincere l’on. Loizzo – ha proseguito – c’è stato bisogno dell’allagamento dell’Annunziata, ma non importa, meglio tardi che mai. Ora dalla deputata leghista ci aspettiamo che alle parole seguano atti concreti e conseguenti, atteso che sia al Governo del Paese che alla Regione Calabria è maggioranza la  coalizione politica di centrodestra di cui è parte. È sicuramente facile, infatti, attribuire ad altri atteggiamenti demagoghi, evitando, per interessi di parte, di plaudire, invece, alla lungimiranza ed alla coerenza degli avversari politici e nello specifico a quella portata avanti dal sindaco Franz Caruso che da tempo sta invitando il governatore della Calabria a porre in essere quanto è nelle sue competenza per la realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza».
«Un dato di fatto su cui, per l’importanza straordinaria che riveste la problematica inerente la sanità calabrese – ha aggiunto – non inseriamo una querelle politica e partitica, che a noi non interessa fare preferendo che si diano risposte serie alla comunità cosentina che da troppo tempo vive il disagio di un sistema sanitario inefficiente ed inefficace».
«Auspico, pertanto – ha concluso Ivan Commodaro – che la dott.ssa Simona Loizzo  metta in atto celermente quanto è nelle sue possibilità affinchè si avviino le procedure per la costruzione del nuovo Hub. I finanziamenti ci sono e bisogna  fare presto, anche perché l’Autonoma Differenziata, fortemente sostenuta e votata dall’on. Loizzo, se attuata  rischia di aprire un ulteriore baratro emergenziale nella sanità calabrese e cosentina, da cui difficilmente si potrà uscire, condannando definitivamente i calabresi ed i cosentini a non avere garantito il sacrosanto diritto alla salute». (rp)

Sanità, Tavernise (M5S): Riaprire i Reparti di Medicina a Cariati e Trebisacce

Per il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, la soluzione al problema che sullo Ionio Cosentino c’è un solo reparto di Medicina è nella riapertura «dei reparti di Medicina di Cariati e Trebisacce, così come previsto dal Piano Operativo Regionale, che porterebbero in dote altri 40 posti letto andando a risollevare una situazione che oggi è paradossalmente tragica».

«Venticinque posti letto per una popolazione che d’estate supera le 250mila unità – ha sottolineato il pentastellato –. Un solo reparto di Medicina, quello di Corigliano, che deve coprire un’area vasta che da Roseto Capo Spulico arriva fino a Cariati, superando gli 89 chilometri di costa. Sono questi i numeri impietosi della sanità sullo Ionio cosentino, che non permettono di raggiungere i livelli minimi di assistenza e azzerano il diritto alla salute delle popolazioni residenti».

«Non ci dobbiamo meravigliare, dunque – ha detto – se per cercare cure dignitose i cittadini continuano a perpetrare l’emigrazione sanitaria. Eppure per ovviare al problema la soluzione è già nelle mani del presidente della Giunta regionale, nonché Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, con il quale, da tre anni ormai ho ingaggiato una vera e propria battaglia per riaffermare priorità che sembrano essere scomparse dal radar della politica».

L’OPINIONE / Franz Caruso: Sanità calabrese e cosentina continua a presentare il volto del degrado

di FRANZ CARUSO – La sanità calabrese e quella cosentina in particolare continua a presentare il volto del degrado e del decadimento. Dopo le reiterate dimissioni di un direttore del Pronto Soccorso, le ultime sono quelle protocollate ieri dal dott. Urso, ancora una volta piove a catinelle nel reparto di rianimazione dell’Annunziata, che giorno dopo giorno, nonostante interventi di restauro e ripristino più o meno ordinari e/o straordinari, continua a mostrarsi per com’è naturale che sia una struttura antica, depauperata e non più adeguata ad ospitare un ospedale Hub provinciale con reparti di emergenza/urgenza che hanno bisogno di sicurezza e volumetria.

Con più di  40 anni di vita, continui ampliamenti e ristrutturazioni, il nosocomio bruzio non è più in grado di soddisfare i bisogni dei pazienti/utenti, certamente per via di locali angusti e non adatti alle nuove e moderne strumentazioni necessarie per effettuare prestazioni di eccellenza, ma anche perché  l’emergenza/urgenza, per come tra l’altro dimostra la quotidianità, ha bisogno di locali ampi e sicuri sotto ogni punto di vista per pazienti, ma anche per medici e per il personale che vi opera.

Non so a cosa sia dovuta questa ennesima copiosa infiltrazione di acqua, un episodio simile era già avvenuto nel maggio del 2021 – incalza il sindaco Franz Caruso –  ma certamente è una circostanza biasimevole che sta arrecando disagi per utenti e personale sanitario. Ciò che più sorprende ed amareggia è che i locali sono stati inaugurati circa due mesi fa dopo importanti lavori di ristrutturazione. A questo punto mi auguro e spero che il direttore generale dell’AO Annunziata, Vitaliano De Salazar, provveda a far fare gli accertamenti del caso e, soprattutto, a garantire sicurezza agli utenti dell’ospedale di Cosenza.
Vorremmo capire, inoltre, a cosa realmente sono dovute le continue dimissioni dei direttori del pronto soccorso, che, pur rappresentando professionalità di riconosciuto ed apprezzato valore, abbandonano improvvisamente e dopo poco tempo l’incarico. Circostanze su cui  il direttore De Salazar vorrà, ne sono certo, fare chiarezza quanto prima.
Detto ciò, ritengo doveroso da parte mia esprimere sentimenti di vicinanza e solidarietà, anche a nome dell’intera amministrazione comunale, ai pazienti ricoverati presso la rianimazione dell’Annunziata, alle loro famiglie, ai medici ed a tutto il personale sanitario che presta, con abnegazione ed alta professionalità nel nosocomio cittadino la propria opera. Al Governatore della Calabria e commissario ad acta alla sanità, Roberto Occhiuto, rinnovo il mio pressante invito affinché, a favore della collettività amministrata, operi una scelta di coscienza dando la possibilità ai cosentini di avere un nuovo ospedale Hub.
Utilizzando i finanziamenti già in essere lo si può costruire in pochi anni. Lo faccia Roberto Occhiuto, dando finalmente una risposta adeguata alle esigenze dei cosentini e dimostrando di tenere al bene pubblico più che ad altro. (fc)
[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]