Potenziamento organico strutture sanitarie calabresi, Straface (FI) soddisfatta

«Con l’approvazione odierna della Legge n.204 possiamo finalmente dare risposta alle esigenze di potenziamento degli organici nelle strutture sanitarie calabresi in maniera celere e tempestiva attraverso lo scorrimento delle graduatorie già esistenti».

Così in una nota l’on. Pasqualina Straface, Presidente della Terza Commissione Regionale Sanità, Attività Sociali, Culturali e Formative a margine della seduta del Consiglio Regionale in cui è stata approvata la legge che contiene le misure di proroga delle graduatorie in scadenza nel 2023 relative ai profili di “Operatore Socio Sanitario” e “Infermiere” del Servizio Sanitario Regionale.

«Con questo strumento legislativo possiamo garantire il reclutamento più rapido del personale attingendo alle graduatorie degli OSS pubblicata nel 2021 e in scadenza alla fine di luglio 2023, e quella degli Infermieri in scadenza a dicembre che con questo provvedimento sono state prorogate – dice – Un risparmio di tempo importante che consentirebbe di riempire in tempo reale le carenze di personale con ricadute positive in termini di prestazioni delle strutture ospedaliere e di mantenimento dei livelli occupazionali, un provvedimento che nasce dalla volontà del Presidente Occhiuto di incidere sulle strutture e sul sistema sanitario in maniera decisiva e qualitativa».

«Insieme al provvedimento è stato approvato un emendamento che riguarda il nuovo Ospedale della Sibaritide – conclude Straface – Visto l’aumento vertiginoso dei prezzi e la necessità degli adeguamenti richiesti all’impresa che sta portando avanti i lavori si è creata una crisi di liquidità che potrebbe condurre ad un fermo parziale dei lavori. Per superare questo rischio economico della società commissionaria, dati i ritardi degli enti preposti all’erogazione dei ristori previsti dalla normativa Covid, nell’emendamento è prevista la concessione di 2 milioni di euro di crediti già vantati dall’azienda, in modo da garantire il corretto prosieguo dei lavori». (rcs)

Sanità, la consigliera Amalia Bruni: Solo i debiti superano il miliardo e 700 mln

La consigliera regionale Amalia Bruni ha denunciato come «solo i debiti superano il miliardo e 700 milioni di euro e i fondi per rischi e oneri ammontano a oltre 700 milioni di euro mentre la passività (la somma dei due indicatori) sfiora i due miliardi e mezzo di euro».

«Sui bilanci consuntivi adottati per il 2022 dalle Asp e Aziende ospedaliere calabresi – ha detto Bruni – sono state dette tante cose, molte delle quali inesatte, e per le quali la maggioranza, con in testa il presidente/commissario, hanno manifestato una grande gioia per lo “straordinario” risultato raggiunto. Per formazione culturale e come ricercatrice sono abituata a confrontarmi con i dati, con i numeri e con le cose che si possono dimostrare, tutto il resto rientra nella categoria delle chiacchiere che alimenta molto la politica (purtroppo) ma non la scienza, tanto meno la realtà».

«Allora per capire di che cosa potevano felicitarsi gli esponenti della maggioranza – ha aggiunto – non restava che fare una cosa, prendere i bilanci, quelli adottati dalle Asp e dalle aziende ospedaliere, leggerli e capire quale fosse la verità, insomma per intenderci, verificare se quello che hanno detto ai cittadini calabresi rispondesse al vero o c’era altro sotto. E così è stato fatto, la mia squadra ha recuperato i loro bilanci, quelli ufficiali e abbiamo letto con attenzione tutti i dati. Prima di ogni commento è giusto far parlare proprio quei numeri, azienda per azienda».

«Tutti i dati che leggerete nel prospetto – ha detto ancora – sono dati tratti dai bilanci adottati poi dalle varie aziende, con il numero della delibera di riferimento. Si tratta di dati, secchi, aridi per quanto si vuole ma sono quelli per i quali questa maggioranza ha mostrato tanto compiacimento e non ci vuole una laurea in matematica per capire che ci troviamo di fronte a un disastro economico spaventoso. Solo i debiti superano il miliardo e 700 milioni di euro e i fondi per rischi e oneri ammontano a oltre 700 milioni di euro mentre la passività (la somma dei due indicatori) sfiora i due miliardi e mezzo di euro».

«Una domanda a questo punto mi pare più che lecita– ha continuato – ma il commissario dove prenderà tutti questi soldi per onorare il debito? Alla luce di questi dati resto dell’idea che per prima cosa, ad inizio legislatura, andava quantificato il debito e contrattata con il governo la quota a carico dello Stato per evidente corresponsabilità avendo per anni, di fatto gestito e governato la sanità calabrese. Poi si doveva mettere mano a un progetto di ricostruzione condiviso per ridare energia e vitalità a tutto il comparto».

«E invece – aggiunge la vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale –  la sanità calabrese nel corso degli anni dei vari commissari, ha visto il proliferare di una serie incredibile di mostruosità giuridiche che hanno permesso, alla fine, di adottare dei bilanci consuntivi del 2022 delle aziende ospedaliere. Ma con Occhiuto si è andati oltre, ora, grazie al Dl  51 c’è anche la possibilità di adottare al 31 dicembre del 2024 bilanci mai depositati per alcune delle aziende sanitarie, e questa cosa non si era mai vista fino ad ora nella storia italiana. I bilanci, infatti, hanno l’obbligo di continuità contabile. Non avere approvati quelli degli anni precedenti non rende certo il dato del bilancio dell’anno successivo e l’aver rinviato l’adozione dei bilanci, al 31 dicembre 2024, di tutti gli anni antecedenti al 2022, rende di fatto incerti i dati del bilancio 2022, stante l’obbligo della continuità contabile sancita dal codice civile».

«In Calabria ci sono aziende sanitarie che non hanno depositato bilanci per tre o quattro anni – ha concluso – qualcuna addirittura fino a nove, quindi come si fa a parlare di conti a posto se prima c’è il deserto contabile e nessuno sa con esattezza a quanto ammonta con precisione il debito? Ma il commissario che intende fare? Perché quello che è peggio è che non s’intravede un ragionamento serio e condivisibile che possa condurci fuori da questo tunnel spaventoso». (rrc)

Guccione (PD) presenta il “conto” alla sanità calabrese

A margine della presentazione del suo libro iAmara verità a Fagnano Castello, Carlo Guccione ripresenta il “conto” (cioè il debito vero) alla sanità di Calabria. Questioni che nel libro trovano una serie di documenti inediti, dati certi nonché ricostruzioni approfondite che testimoniano una voragine finanziaria nel sistema sanitario calabrese.

«Bastava un bravo commercialista per mettere Pasqualina Straface sulla buona strada – ha detto – così da non farla sbagliare. Non si può affermare che l’onorevole Amalia Bruni abbia sommato i debiti e le risorse necessarie per rimborsarli, addirittura affermando di essere incorsa in un errore da matita blu. Semplicemente perché il fondo per i rischi ed oneri non servono a rimborsare il debito ma è istituito solo per pagare gli oneri aggiuntivi e non il capitale ma solo gli interessi di mora e le spese legali».

«Diversamente o qualcuno ha sbagliato ad inserire i numeri nei bilanci delle aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria oppure dice il falso. Un altro dato indicativo sono le diverse percentuali applicate per quanto riguarda la costituzione del fondo rischi, addirittura per l’Asp di Reggio Calabria il fondo rischi ed oneri arriva all’85%, è evidente che si presumono debiti fuori bilancio».

«L’Asp di Vibo al 69%, Ao Gom Reggio Calabria al 70%, debiti fuori bilancio – ha aggiunto – che si sommano a quelli iscritti nei vari bilanci. Ribadiamo che i fondi rischi servono solo a pagare gli oneri aggiuntivi, spese legali e interessi di mora non a coprire la quota capitale se non nel caso dei debiti fuori bilancio, appunto».

«Amalia Bruni ha ragione – continua Guccione – ma per difetto. L’avvio della quantificazione del debito del sistema sanitario regionale è una notizia di per sé positiva dopo 13 anni di commissariamento. Quello che però non ci lascia tranquilli è che a qualcuno possa venire in mente di farsi tentare dal mettere la polvere sotto il tappeto. Una cosa è certa. Non devono essere i calabresi a pagare il debito. Hanno già dato, un miliardo e mezzo di tasse in più date in questi anni attraverso l’aumento automatico di Irap e Irpef. Lo Stato deve farsi carico del debito calabrese. Una volta per tutte. I vari commissari che si sono succeduti e nominati dai vari presidenti del Consiglio, e che hanno aumentato il debito, non possono far ricadere le loro inadempienze nelle tasche dei calabresi. Oltreché nelle corsie degli ospedali. Anche perché così facendo si coltivano false notizie come gli avanzi di gestione».

L’ultimo Tavolo Adduce è esemplare in merito. «La determinazione di un avanzo di gestione sul 2021 – ha proseguito – di entità tale da coprire anche il disavanzo pregresso, è indicativa di una non corretta gestione delle risorse assegnate dallo Stato per l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza”. Segnala, il Tavolo, che “l’elevato avanzo sull’anno 2022 è collegato al ritardo degli interventi che avrebbero dovuto essere messi in atto per l’erogazione dell’assistenza sanitaria, per il potenziamento dei Lea, auspicati dalle numerose iniziative legislative nazionali a sostegno della Regione Calabria intervenute negli anni e dall’iscrizione dei contributi dello Stato a sostegno del piano di rientro della Regione Calabria che appaiono non utilizzati».

Per chiudere il quadro – conclude Guccione – basta ricordare che i Lea calabresi sono i penultimi d’Italia…». (rcs)

Sanità, Straface: La consigliera Bruni somma debiti e risorse necessarie per rimborsarli

La consigliera regionale Pasqualina Straface attacca la consigliera regionale Amalia Bruni, sottolineando come quest’ultima, ancora una volta, fa «il gioco delle ombre cinesi, o delle tre carte, della consigliera Amalia Bruni sui numeri della sanità calabrese, trucchetti da bar che non meriterebbero considerazione se non fosse che nelle dichiarazioni odierne il suo tentativo è offensivo tanto per i tecnici ministeriali e regionali, e questo passi, quanto per l’intelligenza dei calabresi».

«Amalia Bruni somma, senza alcuna logica contabile – ha aggiunto – l’ammontare dei debiti della sanità all’ammontare dei fondi nei quali sono state accantonate le somme necessarie per affrontare il risultato della circolarizzazione, ovvero il pagamento dei debiti stessi. In altre parole somma i debiti e le risorse necessarie per rimborsarli: errore da matita blu, direbbe qualche vecchio professore».

«D’altra parte, come si spiegherebbe la certificazione dei Tavoli ministeriali al commissario Roberto Occhiuto nel maggio 2022 dell’avanzo del sistema sanitario calabrese e del completamento del ripiano dei disavanzi degli anni precedenti? – ha chiesto Straface –. Ancora una volta energie e tempo sprecato nel tentativo di creare confusione sul passato, piuttosto che scegliere di confrontarsi sui contenuti della programmazione delle reti territoriale e ospedaliera sulle quali ricostruire il sistema sanitario della nostra Regione».

«Noi continuiamo, al fianco del Governatore – ha concluso – a lavorare per il futuro della Calabria. Lasciamo alla Bruni le sterili polemiche e queste inutili prese in giro nei confronti dei cittadini». (rcs)

L’OPINIONE / Raffaele Mammoliti: L’attività legislativa del Cdx che non dà risposte alla Calabria

di RAFFAELE MAMMOLITIMentre la Calabria brucia, il mare è inquinato, arrivano i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe a completare il quadro. L’ultimo report offre risultati impietosi sul sistema sanitario regionale e sui servizi offerti ai cittadini. Una situazione generale di assoluta emergenza che lascia indifferente la maggioranza al governo della Calabria che continua a sfornare provvedimenti legislativi sicuramente utili, ma non certamente collegati alla priorità e all’emergenza di cui avrebbe bisogno la Calabria.

Questo governo regionale passerà alla storia per aver estinto una categoria come i forestali che hanno svolto un ruolo prezioso nella politica di tutela, presidio del territorio e rigenerazione del patrimonio forestale, che purtroppo rischia di essere devastato per incuria e per l’intransigente ostinazione del governo regionale che punta quasi esclusivamente a spegnere gli incendi piuttosto che a prevenirli. Non consentiremo oltre che si proceda in questa maniera e rilanceremo la nostra proposta che punta alla prevenzione attraverso il presidio del territorio con qualificate risorse umane e tecnologiche per valorizzare l’immenso patrimonio boschivo di cui dispone la Calabria. 

Relativamente alla sanità è preoccupante lo studio della fondazione Gimbe che dimostra come, nonostante qualche lieve miglioramento, la Calabria per le cure essenziali è completamente bocciata e inadempiente. In tale direzione promuoverò nei prossimi giorni un’iniziativa pubblica per meglio affrontare l’insieme delle criticità sanitarie in cui versa la nostra regione, specificatamente nel territorio vibonese che è il territorio nel quale la crisi del sistema sanitario regionale si manifesta in maniera più acuta.

Infine voglio ancora evidenziare come il Consiglio regionale continui a portare in aula provvedimenti senza il preventivo passaggio nelle Commissione competenti, mentre le proposte di legge da me depositate da oltre un anno, non sono state nemmeno calendarizzate. Un governo regionale che ha piegato così deplorevolmente il funzionamento delle istituzioni alla mera logica di maggioranza forse non si era mai visto in cinquant’anni di regionalismo. (rm)

[Raffaele Mammoliti è consigliere regionale del PD]

La consigliera Straface: Il Ser.D di Rossano continuerà ad erogare servizi

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha reso noto che il Ser.D di Rossano continuerà ad erogare i servizi. Questo perché sono stati messi in atto i passi necessari a dotare il servizio dei medici necessari a garantirne il corretto funzionamento.

«Partiamo dal presupposto che il Ser.D. non è più funzionale soltanto alla somministrazione di metadone, ma si occupa di dipendenze a 360° come droghe, gioco d’azzardo, alcolismo, disturbi comportamentali per cui gli aspetti che prende in trattazione sono molteplici e – ha spiegato – pertanto l’attenzione da parte della governance regionale è massima e si mira a potenziarne il funzionamento, per cui le ipotesi di accorpamenti e chiusure sono da ritenersi infondate. In particolar modo poi quello di Rossano serve anche la Casa Circondariale per cui una chiusura o spostamento sarebbe impensabile».

«La carenza di medici è cronica e lo sappiamo – ha proseguito – tenendo conto anche del fatto che è stato emanato un avviso pubblico ad hoc ma ben due medici in graduatoria hanno rifiutato di accettare l’incarico. Pertanto mi sono fatta carico del problema e ho concordato con il Direttore Asp Graziano la possibilità di incentivare due professionisti medici provenienti da fuori città che garantiranno con la loro presenza l’erogazione dei servizi. Si tratta di interventi sul breve periodo che in questa fase sono necessari a tenere avanti i presidi in attesa che entrino a regime le azioni di riforma messe in campo dal Presidente Occhiuto». (rcs)

L’OPINIONE / Rubens Curia e Fausto Sposato: Il ruolo degli ospedali in zona disagiata nel Dca 198/23

di RUBENS CURIAFAUSTO SPOSATO – Alla luce di quanto proposto nel Dca 198/23 della Regione Calabria ci preme evidenziare alcune criticità inerenti gli ospedali di zona disagiata che risultano aumentati di numero, e di questo aspetto positivo ne prendiamo atto, ma desideriamo evidenziare alcune proposte che migliorerebbero  in modo significativo i servizi previsti.

Le nostre riflessioni nascono dal più volte richiamato Dm 70/2015 che definisce, senza alcun dubbio, quali debbano essere le caratteristiche di base degli ospedali di zona disagiata. Come Comunità Competente, che si è sempre battuta per la valorizzazione delle “Aree Interne”, presentiamo all’attenzione del Commissario Occhiuto alcune osservazioni sugli Ospedali di Zona disagiata che secondo noi dovrebbero rendere l’offerta sanitaria migliorativa e rispettosa delle peculiarità delle strutture esistenti e di quelle ex novo. Da quanto pubblicato nel Dca 198/23 alcuni Ozd  sono dotati di servizi di  oncologia, altri di riabilitazione cardiologica, altri di lungodegenza, un altro è dotato di posti Obi (osservazione breve intensiva), con la gestione di una rete di patologie acute a bassa intensità di cure mediche e chirurgiche, altri sono Presidi Ospedalieri in esecuzione di sentenze del Consiglio di stato. È evidente che c’è una collocazione dei posti letto e di alcune attività diversificate e che arricchiscono la proposta sancita dal DM 70/2015 sugli Ozd.

Pertanto, a nostro parere, merita attenzione anche il Po di Acri perché è l’unica struttura sanitaria presente nel Distretto “Valle Crati”,  è l’unica collocata in un comprensorio tra i più estesi della regione  con un numero di abitanti superiore ad altre realtà sedi di Spoke  e per i numeri che lo stesso produce. A tal proposito basta leggere quanto pubblicato dall’Agenas sulla qualità dei servizi sanitari mettendo l’ospedale di Acri tra i migliori per quanto riguarda alcune attività di medicina. Non solo, nella delibera dell’Asp di Cosenza lo stesso ha la migliore performance tra gli Ospedali di Zona Disagiata.

Questo dovrebbe  dare seguito ad una ulteriore valorizzazione  delle attività e, se necessario, dei posti letto, partendo dai posti O.B.I. di pronto soccorso fino ai D.H/D.S che dovrebbero rappresentare il 10% dei posti letto effettivi ragion per cui la medicina dovrebbe avere 20 posti ordinari e due di D.H e non 20 omnicomprensivi. È  in questi ospedali che si manifestano le vere criticità nel ricoverare pazienti che, invece di essere trasferiti con dispendio di mezzi,  di risorse economiche ed umane, potrebbero trovare risposta nella stessa struttura anche il giorno seguente o dimessi il giorno dopo evitando di intasare ulteriormente gli spoke o gli Hub di riferimento.

Alla luce di quanto evidenziato si chiede il rispetto del Dm 70/2015 circa gli ospedali di zona disagiata che devono avere uguale dignità ed uniformità ( proprio perché “disagiati”) dotandoli dei servizi e reparti  previsti. Altre attività potranno essere aggiuntive tenuto conto dei bisogni di salute dei cittadini ai quali va concesso l’accesso ai servizi attuando una politica sanitaria di prossimità e di inclusione. A tal proposito si fa presente che il Dm 77/2022 prevede un Hospice  con 8/10 posti letto ogni 100.000 abitanti ed il Po di Acri, essendo l’unica struttura presente nel Distretto “Valle Crati” (che supera i 100.000 abitanti), potrebbe diventare sede dello stesso al fine di rispondere ai bisogni di salute della cittadinanza. (rb e fs)

[Rubens Curia è portavoce di Comunità Competente]

[Fausto Sposato è presidente di Opi Cosenza]

La consigliera Straface: Approvata in Commissione proposta di legge su proroga delle graduatorie del SSN

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha reso noto che è stata approvata in Commissione Sanità la proposta di legge sulla proroga delle graduatorie del SSN.

«È nota a tutti la ormai cronica di carenza di personale dipendente nelle strutture sanitarie calabresi e sono altresì note le esigenze di potenziamento degli organici di ruolo, che sono oggetto di attenzione da parte del Presidente Roberto Occhiuto – ha detto Straface – e su cui si sta cercando di intervenire anche attraverso l’immissione dei medici cubani negli ospedali».

«Si tratta di un provvedimento importante che rimarca la volontà del Presidente Occhiuto, che ricopre il ruolo di Commissario della Sanità Regionale, di proseguire nel percorso di riordino e riorganizzazione della sanità calabrese», ha detto Straface, spiegando che «nello specifico la proroga riguarda la graduatoria degli OSS pubblicata nel 2021 e in scadenza alla fine di luglio 2023, e quella degli Infermieri in scadenza a dicembre».

«Grazie a queste proroghe si apre la possibilità per le Aziende Sanitarie Regionali di poter attingere nell’immediato e direttamente – ha concluso – dalle graduatorie esistenti senza dover attendere le procedure e le lungaggini burocratiche che servono a bandire nuovi concorsi. Un risparmio di tempo importante che consentirebbe di riempire in tempo reale le carenze di personale con ricadute positive in termini di prestazioni delle strutture ospedaliere e di mantenimento dei livelli occupazionali». (rrc)

L’OPINIONE / Santo Gioffrè: Non c’è contabilità orale nelle Asp calabresi?

di SANTO GIOFFRÈ – Certo che solo in un periodo di così torrido, normale, assuefatto pensiero vacanziero, certe affermazioni trovano, persino, l’indifferenza di un popolo prono, sottomesso, incapace a produrre massa critica, assopito e in attesa del panen et circencenses… Sentir dire dal Governatore della Calabria, Occhiuto, che la contabilità orale nelle Asp Calabresi era più o meno una felice suggestione e che i conti sono, non solo a posto ma, addirittura, ci sono milioni di avanzo di amministrazione, è uno straordinario input per la prossima pubblicazione del manuale di come condurre una vita spensierata.

Certo, se non fosse che i danni legati alla contabilità orale hanno causato chissà quanti drammi e morti, potremmo, persino, affidarci agli Dei che toglievano la memoria per non far soffrire le persone. Ma Occhiuto lo sa che ci sono Asp che non hanno bilanci da 10 anni perchè non ci sono carte contabili e, quindi, la contabilità era orale? Lo sa che c’è una cosa che si chiama “Assegnazioni non regolarizzate” pari a 600 milioni, fino al 2015, solo in una Asp? Come si chiamano quelle cose che fino all’anno passato, impedivano di chiudere i bilanci in quasi tutte le Asp Calabresi? Sono cose non vere? Come si fa, dal punto di vista dei regolamenti contabili e di legge, ad approvare il solo bilancio 2022 senza avere i bilanci approvati nei 10 anni precedenti? È anti costituzionale, perché introduce un precedente devastante riguardo la gestione dei conti pubblici.

Il contributo in termini normativi dato dal governo, ad esaminarlo bene, è una sanatoria che porterà ad appianare debiti prodotti in 20 anni e che, in grandissima parte, sono frutto di ladroneggi. Facendo così, con tutti i buoni propositi e rinunciando a ricostruire i bilanci, ora inesistenti, si affossa, per sempre, la certezza del diritto e dell’autorità dello Stato. Ma non solo, l’appiananento del debito, perché a questo si mira, lo pagheranno, come già succede, i Calabresi. No, questa non è Amministrazione della cosa pubblica! No. È solo un’operazione mediatica. Io, da Sinistra, sono stato l’unico ad appoggiare la decisionne di far venire i compagni medici Cubani. Occhiuto lo hanno fatto perché incombeva il pericolo di interruzione di pubblico servizio e perché costavano poco, avendo, a Cuba, la Medicina soltanto valore sociale, io perché so che la Gente muore più che altrove per mancanza delle banali cure.

Ma i compagni medici Cubani sono a tempo, non strutturati. E non si può pensare di chiudere gli occhi e chi verrà dopo, conterà i passi. No! Nessuno parla di uscire dal Piano di Rientro e non si sta facendo nulla, oltre le parole, a raggiungere tale obiettivo e questo fatto, in menti lucidi e politicamente attrezzati a vedere il marcio ove gli ignoranti non lo vedono, qualche dubbio di perpetuare comoda posizione, lo genera… Povera Terra mia! (sg)

La consigliera Straface: La guardia medica di Schiavonea garantirà il servizio in estate

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha reso noto che la guardia medica di Schiavonea garantirà il servizio durante l’estate.

Un annuncio che arriva dopo la notizia circolata in mattina sullo stop dell’erogazione del servizio di Guardia Medica di Schiavonea, popolosa frazione marittima dell’area urbana di Corigliano.

«Le difficoltà del comparto sanitario le conosciamo tutti e insieme al Presidente Occhiuto – ha detto – stiamo sistemando tutte le vertenze che quotidianamente ci vengono sottoposte. Quello della mancanza di personale è un problema serio, che stiamo cercando di tamponare anche grazie all’intervento dei medici cubani che a breve prenderanno servizio nelle strutture ospedaliere del territorio, ma che ci pone di fronte in questa fase a continui provvedimenti emergenziali».

«La paventata interruzione del servizio di Guardia Medica a Schiavonea – ha detto ancora – avrebbe negato un servizio fondamentale per una popolazione che nei mesi estivi triplica, portando così ulteriore affanno sugli ospedali cittadini che sono già pieni di lavoro. Pertanto ho avviato un’interlocuzione con la dott.ssa Maria Beatrice Filici, Direttore della U.O.C. Cure Primarie del Distretto Jonio Nord, la quale è riuscita seppur tra mille difficoltà a conferire un incarico trimestrale ad un nuovo medico e a garantire così l’apertura del presidio sanitario di Guardia Medica dal prossimo 22 luglio».

«Possiamo, pertanto – ha concluso – rassicurare i cittadini e i tanti turisti che stanno godendo delle nostre attrattive sul fatto che avranno a disposizione il servizio di continuità assistenziale per tutta l’estate». (rcs)