Occhiuto: Considerare “area disagiata” sanità calabrese per poter pagare di più i medici

Ritenere la sanità calabrese “area disagiata” per permettere di pagare di più i medici. È la proposta che il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha avanzato nel corso del suo intervento a Morning News su Canale 5.

Una proposta fatta dal Governatore citando l’esempio dei magistrati e delle forze dell’ordine «che scelgono di venire a lavorare in Calabria sono pagati di più e hanno dei benefici di carriera. Benissimo, perché la nostra è una Regione complicata per chi deve assicurare il rispetto della legalità e il contrasto alla criminalità, ed è giusto che venga considerata un’area disagiata».

«Ho chiamato i medici da Cuba, ne sono arrivati 52 qualche mese fa – ha ricordato – e tra qualche giorno ne arriveranno altri 126.
I medici cubani sono stati riconosciuti come estremamente qualificati sia dai colleghi italiani che hanno lavorato con loro negli ospedali che da parte dei pazienti. Certo, non è una soluzione strutturale, lo so, la soluzione strutturale è quella dei concorsi. Io ad esempio ho fatto nella mia Regione, in un anno e mezzo, 2.300 nuove assunzioni di unità di personale sanitario, però 1.700 persone sono andate in pensione e molte altre hanno preferito andare a lavorare nella sanità privata, anche perché oggi in Italia conviene di più che operare nel pubblico».

«Il privato tra l’altro può pagare i medici e gli infermieri come gli pare – ha detto – mentre nel pubblico siamo vincolati ai contratti collettivi nazionali di lavoro che sono davvero scoraggianti per molti medici e operatori sanitari, ancor di più in una Regione come la mia con un sistema sanitario ancora fatiscente».

Sempre di sanità ne ha parlato domenica all’interno di Agenda, su SkyTg24. In quest’occasione Occhiuto ha ricordato che «sulla sanità, in tutta Italia, si è fatto poco negli ultimi decenni, adesso il governo Meloni sta tentando di riformare alcuni aspetti che, purtroppo, sono stati ignorati per tantissimi anni. Ad esempio, sul numero chiuso per la Facoltà di Medicina ricordo che anni fa l’Ordine dei medici sosteneva che si laureavano troppi medici in Italia e quindi bisognava restringere. Poi, dopo il Covid, ci siamo resi conto che i medici non bastano».

«Non si è mai intervenuti sulla retribuzione dei medici – ha proseguito – che sono i peggio pagati in Europa e si dimettono per andare a lavorare all’estero. In Calabria sono costretto a farli venire da Cuba, perché altrimenti dovrei chiudere gli ospedali. Ci sono stati dei giganteschi errori di programmazione del sistema sanitario. La Calabria negli ultimi 15 anni è stata abbandonata. C’è stato un lungo commissariamento che avrebbe dovuto accertare i conti e migliorare il sistema sanitario, ma in tutti questi anni non hanno nemmeno quantificato il debito».

«Si diceva che la Calabria avesse una contabilità sanitaria ‘orale’. Io in un anno sono riuscito a dimostrare che siamo in avanzo d’amministrazione e che non abbiamo deficit – ha ricordato ancora – e, soprattutto, dopo 12 anni, grazie ad un contributo in termini normativi da parte del governo, siamo riusciti a chiudere i bilanci delle Aziende sanitarie. Stiamo facendo un lavoro davvero importante.
Anche in Veneto e in Lombardia, dove ci sono sistema sanitari efficienti, hanno difficoltà ad assumere medici, figuriamoci in una Regione come la Calabria che per decenni non ha fatto investimenti né in strutture, né in tecnologie, né in personale. Ora gli investimenti li stiamo facendo, ma è difficile farli in tutta Italia ed è dunque ancora più difficile farli in Calabria».

Nel corso del programma, poi, il Governatore ha annunciato che «il ministro Pichetto Fratin mi ha assicurato che inserirà Gioia Tauro nel piano nazionale dei nuovi rigassificatori. Sto facendo una battaglia, sia con questo governo che con quello precedente, per ospitare in Calabria questa importante infrastruttura strategica».

1Il rigassificatore di Gioia Tauro – ha evidenziato – potrebbe produrre la metà del gas che prima importavamo dalla Russia, e aumenterebbe il potere negoziale dell’Italia nei confronti dei Paesi dai quali al momento acquistiamo questa fondamentale materia prima: potremmo imporre prezzi per noi più convenienti. È dunque un investimento estremamente strategico, ha tutte le autorizzazioni già pronte, possiamo partire anche domani, e sono contento che il ministro Pichetto Fratin abbia deciso di inserirlo in questo piano.
Voglio questa grande infrastruttura anche perché per rigassificare serve la piastra del freddo, e con questa realtà potrei costruite a Gioia Tauro un grande distretto dell’agroindustria per congelare i prodotti alimentari prodotti non solo in Calabria, ma anche ad esempio in Sicilia o in Campania».

«Questa sarebbe un’ulteriore opportunità di sviluppo per Gioia Tauro, che non dimentichiamolo è il primo porto d’Italia, ma anche per tutta la mia Regione», ha ricordato Occhiuto. (rrm)

A Cetraro per sanità molti proclami e poche certezze: L’affondo di Azione, Italia Viva e Psi

In una nota congiunta Azione, Italia Viva e il Partito Socialista Italiano – Progetto Sviluppo, hanno denunciato come a Cetraro, per quanto riguarda la sanità, ci sono solo proclami e poche certezze.

«A leggere le dichiarazioni di giubilo del sindaco di Cetraro – hanno detto – pensavamo che il decreto 64, meglio noto come “decreto Scura”, che aveva riorganizzato la sanità regionale, fosse finalmente un brutto ricordo. Anni di battaglie con i vari commissari che si sono succeduti perché non fosse attuato, interlocuzioni lunghe e faticose con i direttori generali che via via si avvicendavano all’Asp, battaglie legali, e poi il punto forte, dettato da Jole Santelli, allorquando decise che il decreto 64 del 2016, illogico e antieconomico, sarebbe stato smantellato».

«Alla presenza dei sindaci di Paola e Cetraro, dei capi dipartimento, dei consiglieri regionali dell’epoca e del direttore dello spoke Cetraro-Paola, nel 2020, la Presidente Santelli annunciò il nuovo Piano: Cetraro polo chirurgico, Paola polo medico, lontano da dannosi ed irrazionali campanilismi – si legge nella nota –. Pensavamo, dunque, che quelle battaglie di buon senso avessero portato all’unica soluzione dettata dalla ragionevolezza e dalla visione politica, cui il Presidente Occhiuto, responsabilmente, non poteva, ovviamente, non ispirarsi».

«Ma siccome abbiamo il brutto vizio di leggere ed approfondire – viene evidenziato nella nota congiunta – ci siamo accorti con stupore che così non è, notando una serie di incongruenze. Infatti, sullo Spoke Corigliano-Rossano il nuovo Piano è chiaro: il primo ospedale è polo medico, il secondo chirurgico. Ma quando andiamo a scorrere le previsioni dello Spoke Cetraro-Paola arriva la doccia fredda.
Cetraro solo momentaneamente diventa non polo chirurgico, il che avrebbe significato anche la presenza dell’ortopedia, ma sede di chirurgia, sol perché è presente la rianimazione».

«Nell’Atto, si scrive: “collocazione dell’attività chirurgica in continuità con la Terapia Intensiva allo scopo di assicurare adeguati standard di sicurezza. In considerazione di ciò le attività chirurgiche sono da prevedersi, in prima battuta, presso il plesso di Cetraro per essere parzialmente riallocate (fino al 50% dei posti letto) su quello di Paola successivamente alla realizzazione e all’attivazione della Terapia Intensiva”. Quindi: nessun polo chirurgico – denunciano –. Ma c’è di più: qualche mese fa era stato annunciato il servizio di “Stroke Unit”, ricordate? Bene, è sparito anche quello perché se prima la Neurologia era prevista a Cetraro, adesso viene prevista a Paola».

«Ed ancora – continuano i partiti –: il laboratorio analisi è previsto solo a Paola, così come il servizio trasfusionale, funzione questa essenziale per riaprire il punto nascita e che di norma dovrebbe essere allocato presso il polo chirurgico. E per finire: chiuso il pronto soccorso (che rimane a solo Paola), abolizione dei posti letto di lungodegenza, nonché quelli in “day hospital” dei reparti di medicina ed oculistica ed il servizio di radiologia che viene previsto a Cetraro senza primario».

«Pertanto se il punto nascita non verrà subito riaperto, se per fare una Tac o una Risonanza ci vorranno mesi e mesi – continua la nota –, se l’urologia non riuscirà a garantire gli interventi necessari, se gli 8 posti di sub intensiva non saranno attivati, tutto ciò che oggi è previsto dal decreto rimarrà solo carta straccia. Con buona pace del sindaco che continua a prendere lucciole per lanterne, illudendosi che “sia stato premiato il lavoro silenzioso” dell’amministrazione senza aver letto una sola riga del decreto. Farebbe bene, e con lui la sua maggioranza, ad usare maggiore cautela, prima di fare affermazioni avventate. Dovrebbe invece convocare con urgenza un consiglio comunale aperto al contributo della Città, perché la vertenza sanità è tutt’altro che risolta e rischia di diventare un ulteriore fallimento per la comunità del Tirreno cosentino». (rcs)

A Mirano l’eccezionale intervento chirurgico del sidernese Salvatore Saccà

di ARISTIDE BAVAAncora una eccellenza calabrese agli onori della cronaca per le sue qualità professionali. Si tratta del primario Salvatore Saccà originario di Siderno in servizio all’ Ospedale di Mirano che ha compiuto l’ennesimo miracolo salvando la vita a  un 63enne di Campagna Lupia che, prima di essere ricoverato a Mirano si era presentato all’ospedale di Dolo per mancanza di respiro grave.

La diagnosi fu di polmonite bilaterale. Poi seguirono altri esami che accertarono un’insufficienza mitralica severa. In pratica il paziente aveva avuto un infarto passato in sordina. Trasferito, appunto,  all’ospedale di Mirano, dove presta servizio il primario di cardiologia Salvatore Saccà, sidernese, fu subito preso in cura dalla sua equipe medica e il prof. Saccà  si è messo all’opera per dare il via a una corsa contro il tempo. «L’intervento di cardiochirurgia prevedeva  l’apertura del torace del paziente», ha spiegato  Saccà, «cosa che in queste condizioni non sarebbe stata possibile data l’infezione polmonare. L’eccezionalità dell’intervento è che sia stato effettuato in regime di cardiologia interventistica, ossia con l’utilizzo di una sonda attraverso la vena femorale. Questo tipo di operazione però di solito viene eseguita come intervento programmato».

«È la prima volta che a Mirano abbiamo fatto un intervento di questo tipo in emergenza. Se il paziente non fosse stato preso in cura da un centro altamente specializzato, sicuramente sarebbe morto». Il paziente è stato supportato per tutta la notte con un sistema meccanico di pompa cardiaca detto “Impella”, che garantisce portata di 2,5 litri di sangue oltre alla sua carica residua cardiaca. Quindi il mattino successivo si è potuto procedere con l’intervento».

«La preoccupazione era che il paziente non sarebbe arrivato al giorno dopo – ha  spiegato Saccà – ma fui tranquillizzato nel momento in cui, con l’utilizzo di Impella, la pressione si era stabilizzata e la situazione emodinamica era controllabile. Attraverso la vena femorale, siamo arrivati sulla parte destra del cuore. Lì sostanzialmente è stata eseguita una puntura dall’atrio desto al atrio sinistro, per passare con il catetere sulla valvola mitrale e inserire due pinzette per regolare l’afflusso di sangue verso l’aorta».

La notizia, a causa delle difficoltà della delicata operazione  è stata ampiamente riportata dalle cronache giornalistiche e conferma la grande professionalità del primario sidernese ormai da molti anni trapiantato a Mirano. Salvatore Saccà, come si diceva è originario di Siderno dove torna spesso nei periodi di vacanza e dove conta parenti e amici. È in servizio all’ Ospedale di Mirano , dove si è trasferito con la sua famiglia dal lontano 1996. Non è nuovo ad interventi di grande spessore sanitario. Laureato con lode nel 1989 in Medicina e   l’ Università degli studi di Bologna  è un esperto in Cardiologia con specializzazione ottenuta nello stesso Ateneo. Si  occupa principalmente di angioplastica coronarica, angioplastica carotidea, tavi, trattamento della stenosi aortica, chiusura del forame ovale, chiusura dell’auricola sinistra e mitraclip.

Saccà è autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche di fama nazionale ed internazionale e vanta la partecipazione in qualità di Relatore a numerosi convegni e congressi in Italia e all’estero. (ab)

Il PD Calabria: Occhiuto riferisca in Consiglio regionale su sanità

Il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale ha chiesto al presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, di riferire in merito alla sanità.

Una richiesta che arriva a seguito della decisione, da parte del ministero della Salute, di cambiare il dm 70, «il vecchio impianto normativo su cui si basa l’organizzazione delle reti ospedaliere», ha spiegato il Pd, ricordando che «è già stata nominata la commissione tecnica per far questo eppure proprio negli ultimi giorni il commissario alla sanità ha presentato in pompa magna la nuova rete ospedaliera e territoriale. Di nuovo, però, può esserci davvero ben poco perché il dm 70 è già preistoria e sta per essere cambiato e la rete ospedaliera di Occhiuto non può che ricalcare, a tratti in fotocopia, l’ultima possibile e cioè quella di Scura».

«Niente di nuovo quindi sotto il sole – continua il gruppo Pd –. Per non dire dei posti letto spostati da una parte e infilati in un’altra, un po’ come avviene nel gioco delle tre carte. I posti letto c’erano già prima, una parte di questi inattivabili per mancanza di personale. Ora che (sulla carta) aumentano a parità però di personale come andrà a finire? Crescerà l’elenco dei posti letto fantasma e senza medici? A ben vedere, e senza farsi assalire dal pregiudizio, ci sembra tutto un po’ surreale».

«Gli spazi degli ospedali sono sempre gli stessi quindi dal punto di vista logistico sempre con gli stessi problemi. In questo senso anche “l’annunciazione” dell’apertura degli ospedali di Trebisacce e Praia è un film già visto. Erano già aperti e con posti peraltro assegnati anni fa da Urbani. Quanto ai posti letto di terapia intensiva – prosegue il gruppo Pd – la struttura commissariale anche qui è stata “costretta” a ricopiare quelli previsti nel Dca 91 del 2020 inseriti nella rete ospedaliera Covid, perché è in vigore sempre la stessa norma. Sono quei posti di terapia intensiva finanziati dal ministero della Salute con l’allora commissario nazionale Arcuri che ha fatto già le gare ed appaltato i lavori».

«Semmai, e qui veniamo a qualche barlume di novità ma niente affatto positiva, in questa rete ospedaliera è stata tolta qualche Unità operativa complessa e un po’ di Unità operative semplici alle altre aziende sanitarie per darle ad Azienda Zero. Peraltro utilizzando calcoli errati tanto per le Unità semplici che per quelle complesse. Ecco, questo sì che è un film non visto fin qui. Per tutto il resto – conclude il gruppo Pd in consiglio regionale – una “pellicola” ben nota ai calabresi». (rcz)

Mammoliti (PD) incontra commissario Asp VV: Servono interventi strutturali

Il consigliere regionale del PD, Raffaele Mammoliti, ha incontrato il commissario dell’Asp di Vibo Valentia, Antonio Battistini. Al centro dell’incontro l’attenzione sull’emergenza-urgenza, anche se, per Mammoliti, «servono interventi strutturali».

«In particolare ho avuto modo di apprezzare le informazioni rese sull’attività che sta predisponendo in merito alla problematica dell’emergenza-urgenza – ha detto ancora Mammoliti – considerato che in questo periodo la popolazione presente nel  territorio vibonese registra un considerevole aumento e, dunque, occorre un servizio sempre più all’altezza. Tuttavia ho dovuto registrare, però, che per discutere delle tantissime altre criticità bisognerà però aspettare fino alla fine di agosto. Nel frattempo è stato pubblicato il bando per la nomina a tempo pieno del nuovo Direttore Generale». 

«Ho contattato inoltre il Presidente della Provincia – ha spiegato il consigliere dem – che spero di incontrare nei prossimi giorni, al fine di avere uno scambio di valutazioni sulle possibili azioni straordinarie di intervento da definire e mettere in campo sulla viabilità provinciale. La rete viaria che per tante ragioni, purtroppo, versa in condizioni molto precarie e, come ha  altresì fatto presente il Commissario dell’Asp, non facilita di sicuro la possibilità di interventi sanitari urgenti in tempi appropriati».

«Nei prossimi giorni promuoverò – ha annunciato – un’apposita iniziativa pubblica per fare il punto della situazione  anche in considerazione delle azioni e degli atti istituzionali promosse dal sottoscritto al fine di sollecitare a tutti gli organi competenti l’assunzione dei necessari ed improcrastinabili provvedimenti e atti amministrativi al fine di garantire anche in questo territorio l’affermazione dei livelli essenziali di assistenza».  (rvv)

L’OPINIONE / Pasqualina Straface: Occhiuto subalterno? No, autorevole e rispettato

di PASQUALINA STRAFACE – Invece di tentare di governare una Cosenza sempre più allo sbando, l’ossessione del sindaco Franz Caruso sembra essere diventata quella di attaccare quasi quotidianamente – con zero argomentazioni e con teoremi fantasiosi – l’operato del presidente Roberto Occhiuto. Un atteggiamento davvero ridicolo.

Nell’ultima sua uscita Caruso accusa Occhiuto persino di essere subalterno nei confronti del governo nazionale. Due sono le opzioni: o il sindaco di Cosenza – vista la stagione – è stato vittima di un colpo di sole, oppure non legge i giornali e non segue in alcun modo il dibattito pubblico. Con Roberto Occhiuto finalmente la Calabria ha un governatore dalla riconosciuta autorevolezza, un presidente che tratta alla pari con i ministri e con Palazzo Chigi, tenuto in grande considerazione dalla stampa nazionale, e che gode della fiducia dei cittadini (è di pochi giorni fa il sondaggio de Il Sole 24 Ore che lo piazza quarto governatore più apprezzato in Italia, il più amato tra quelli del Mezzogiorno). Altro che subalterno… Roberto Occhiuto da un anno e mezzo si fa rispettare e porta a casa risultati straordinari per la nostra Regione.

E comunque, caro Caruso, semmai il presidente Occhiuto fosse subalterno al governo – e non lo è – sarebbe sempre meglio che essere subalterno a Gigino Incarnato. Il sindaco di Cosenza si faccia un esame di coscienza. (ps)

[Pasqualina Straface è consigliera regionale]

Sanità, Tavernise (M5S): Che senso ha aprire nuovi ospedali senza assumere personale?

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, ha chiesto «che senso ha aprire nuovi ospedali senza assumere nuovo personale?».

«Da un lato nuovi ospedali per le aree disagiate (Cariati, Trebisacce e Praia a Mare), incremento di posti letto – ha spiegato –potenziamento dei servizi. Dall’altra nessuna nuova assunzione di personale medico e infermieristico in provincia di Cosenza. Si configura così il paradosso più evidente che sta alla base della strategia d’azione messa in atto dal presidente della Giunta regionale, nonché commissario ad Acta della Sanità, Roberto Occhiuto, nel documento presentato mercoledì “Le reti del sistema sanitario e sociosanitario della Calabria”. Un atto per niente scontato, che porta avanti una mission senza fare i conti però con la realtà tragica della nostra sanità. Un piano, peraltro, che non si vuole condividere con il Tavolo Adduce forse prevedendo una possibile e per niente scontata contrarietà».

«Il presidente Occhiuto continua a raccontarci una Regione che non esiste – ha proseguito –. E a configurare un futuro prossimo costruito su fondamenta poco stabili. Ma deve fare attenzione: tra le mani ha una coperta molto corta. Perché non basta imbiancare una parete e posizionare una tabella per poter affermare di aver aperto un nuovo presidio ospedaliero, se poi quei locali restano vuoti per mancanza di personale e i cittadini devono rivolgersi altrove per potersi curare. E ancora peggio se per ovviare ai problemi di personale di un nuovo presidio ospedaliero si attingono lavoratori da postazioni consolidate».

«In questo momento, com’è noto, anche i “vecchi” presidi ospedalieri – ha continuato – come quello di Rossano e Corigliano, non godono di ottima saluta. Anche qua la mancanza di personale è tale da mandare in tilt interi reparti. Per non parlare delle criticità e dei ritardi che hanno fatto slittare la consegna del nuovo ospedale della Sibaritide, consegna inizialmente prevista il 3 dicembre 2023, ora spostata a data da destinarsi».

«Quello che preoccupa maggiormente è la volontà di portare avanti questo piano di potenziamento sanitario – ha detto ancora – senza agire per tempo nella risoluzione dei problemi fondamentali. E tra questo, ribadiamo, vi è per l’appunto la cronica carenza di personale soprattutto nei reparti di emergenza/urgenza».

«Come Movimento 5 Stelle pensiamo si debbano eliminare i paradossi palesi di questa azione di governo regionale – ha concluso – e si dovrebbe mettere fine agli annunci non corroborati dai fatti e alla propaganda insistente e fuorviante che serve da arma di distrazione di massa per evitare argomenti spinosi, come ad esempio il fallimento di Azienda Zero». (rrc)

L’OPINIONE / Santo Gioffrè: Più che 1300 nuovi posti letto, è una profeziata

di SANTO GIOFFRÈ – Il giornale dei Vescovi, l’Avvenire, ieri ha pubblicato la drammatica notizia che metà degli studenti, in Italia,
persino Laureati, non comprendono ciò che leggono. Ieri, il Governatore della Calabria, Occhiuto, che cura più la promozione mediatica della sua immagine politica, con tecniche hollywoodiane, che i mari calabresi piene di chiazze nere e puzzolenti, ha annunciato, trionfalmente, l’avvento di un’era nuova nella sanità calabra. E che ha detto di tanto rivoluzionario? Che aumenterà la dotazione ospedaliera calabra di ben 1300 nuovi posti letto.

Poi, candidamente, lo stesso afferma che la conta dei numeri, per arrivare a 1300 posti nuovi, comprende quelli previsti nei 3 ospedali tutt’ora inesistenti, ospedali addirittura finanziati fin dal 2007. Due, ancora si trovano nella fase di progettazione e, uno, iniziati i lavori e, subito, fermati. In effetti, è dichiarazione marinara annunciare1300 nuovi posti letto in ospedali che non esistono e che non saranno mai costruiti o che avranno tempi di realizzazione lunghissimi visto le storie che si portano addosso. Poi, dice di aprirne, subito, 3 di ospedali, tutti nella provincia di Cosenza. E come? E il personale dov’è se gli unici medici arrivati in Calabria sono, momentaneamente, i medici provenienti da un Paese Comunista come Cuba? So bene che la situazione è gravissima in tutt’Italia e che questo governo di destra mira all’americanizzazione e alla privatizzazione del Sistema sanitario pubblico, distraendo i soldi dedicati verso l’invio di armi in una guerra che non è la nostra guerra, ma tutto ciò non deve portare a governare la Calabria con modalità in uso nell’oracolo di Delfi: profeziando.

Venti anni di ladroneggi e 13 anni di Piano di Rientro, hanno distrutto, unico posto in Europa, il minimo senso di servizio sanitario pubblico. Questo fatto è avvenuto perché c’era una protezione totale che garantiva e permetteva la rapina sistemica e sistematica del patrimonio economico e sanitario pubblico e che ha portato, negli anni, al depauperamento di ogni barlume di civiltà giuridica, sociale e, persino, antropologica della Calabria stessa. Tenere così la Calabria, conviene a tutti; a chi garantisce, politicamente, le Regioni del Nord che succhiano profitti, dai calabresi, pari a 340 milioni l’anno, causa l’emigrazione sanitaria, ai grandi gruppi imprenditoriali e multinazionali privati che hanno rubato a più non posso, a chi vende, continuamente, speranze per ricavarne utilità. Questo governo, come richiesto da Occhiuto, ha fatto, nel totale disinteresse di chi aveva l’obbligo di vigilare, politicamente, sulla Costituzione e la difesa del minimo vitale della dignità popolare, parlo delle opposizioni parlamentari, del PD e di piazza, i sindacati, un obbrobrio.

Ha permesso di fare quello che, in contabilità, è reato a priori: approvare il bilancio delle Asp 2022, senza aver potuto, mai, approvare i bilanci precedenti, per assenza e mancanza di carte. Questa manovra, che in sè è devastante per una civiltà di diritto e di fatto, è la sempre voluta, da parte di un certo mondo disonesto. Pianificare i debiti nella sanità calabrese. Pianificare significa scaricali sulle spalle della gente, debiti causati e frutto di rapine.Fare questo senza andare ad indagare chi, come, quanti, in che entità, con quali coperture, per decenni hanno rubato, trasformando le Asp in un bancomat, è, non solo la morte di ogni regola giuridica, di contabilità e di convivenza sociale, ma indica il degrado e lo stagno melmoso dove ogni ladro puo sguazzare tranquillamente. Qui nessuno ha pruriti giustizialisti o vuol fare lo sceriffo, ma vedere che chi ha rubato miliardi può farla franca, mentre la gente muore come conseguenza di malasanità, è infame e grida vendetta sociale.

Dire che ci sono avanzi di bilancio senza specificare che derivano da soldi non spesi, vuoi per incapacità politico-gestionali riferibili agli ultimi 3 anni, vuoi perché c’è la giusta paura di firmare, a causa dello sfascio dei conti, è raccontare nessuna verità. Indicare la fine del 2024 come ipotesi per conoscere la verità sui bilanci precedenti significa rinunciare.

Non andare alla doverosa ricostruzione dei bilanci degli ultimi 20 anni, con la denuncia delle eventuali rapine che sono state perpetrate, indagando su entrate e uscite, incrociando i dati dei pagamenti fatti, secondo quali modalità, visto che una recente sentenza ha cassato, persino, come non veri i pagamenti scaturiti da sentenze e decreti ingiuntivi e perseguire il rigoroso accertamento delle responsabilità, è non solo moralmente disonesto, ma favorirà la prescrizione che può fare da padrona e chi si è visto s’è visto.Allo stesso tempo, il Calabrese tace, grida, accetta, acconsente e muore il 5% in più che nelle altre Regioni e si ammala 10 anni prima rispetto alle altre parti dell’Italia. Se vi è vero sforzo, deve esserci estrema e totale verità. Perché solo Apollo poteva essere un dissimulatore. (sg)

LA LETTERA / Marcello Anastasi: Far ripartire gli interventi di chirurgia oculistica nella Provincia di RC

di MARCELLO ANASTASI – Tra vecchi e nuovi disagi, ereditati  dal passato e altri aggiuntisi  nel presente, anche se  volessi  farlo si è purtroppo obbligati a chiamare in causa, per l’ennesima volta,  il sistema sanitario calabrese, che nonostante gli sforzi  generosi e  ammirevoli nonché  le buone intenzioni di chi governi, continua a far emergere ancora tante criticità  per le quali si chiede presto   rimedio.

Si tratta di considerazioni non certamente  polemiche e strumentali. Mi guardo bene dal farle; anzi  avrei voluto sinceramente  risparmiarmi dal rientrare tra le voci di quel coro del quale sino a qualche tempo fa ero parte direttamente attiva. Non credo però sia  possibile restarsene in silenzio soprattutto di fronte a questioni sociali per le quali ad essere coinvolti sono soprattutto persone deboli, prevalentemente  anziane e poi di ogni età, abitanti delle città, dei piccoli paesi, delle campagne, o delle contrade, già decimati dal fenomeno dello spopolamento per via dell’ emigrazione, e  prossimi ad essere  individuati come  “ghost town”.

Comprendo bene che i problemi siano davvero tanti  e  anche ben diversi da zone a zone del nostro territorio, e difficilmente poterli risolvere tutti quanti in un sol momento per accontentare tutti. C’è, però, da sperare che pian piano tanti di questi  si potranno sistemare magari a partire dagli uffici preposti alle prenotazioni delle visite specialistiche ambulatoriali e quant’altro ancora di seria importanza. Forse sarebbe utile rafforzare  i servizi e velocizzare le procedure per chi si trova in attesa del riconoscimento di particolari patologie e di quanto serva loro in merito a visite specialistiche di routine o per particolari interventi, come per esempio quelli di chirurgia oculistica, presso strutture sanitarie pubbliche e/o private convenzionate.

Tante altre le necessità rispetto alle quali ci sarebbe da fare un lungo elenco che qui non sarebbe comunque possibile per ovvi motivi ,  mi limito a ricordare la necessità una struttura di Emodinamica presso il reparto di Cardiologia di Polistena, della quale io stesso ne avevo posto la questione  in senno alla Commissione Sanità e in Consiglio regionale e direttamente all’allora Commissario Longo. Sinceramente avrei voluto  esordire diversamente piuttosto che dilungarmi nel dire  che il sistema sanitario nel quale speriamo, forse ancora non sia pronto e che manchi ancora di molti servizi. Penso sia  il caso di   dire, e me lo auguro di cuore, che si stia provando a migliorare quello che è stato trovato e che si è  ancora soltanto  agli inizi di un lungo percorso di rinnovamento e di ristrutturazione  per il quale c’è bisogno  di   tanto tempo  ancora.

Implementare e valorizzare  il servizio sanitario di prossimità, quanto mai indispensabile, nel quale si contemplino anche  varie prestazioni ed interventi particolari, come ad esempio quelle  di oculistica,  penso possa  ritenersi  una delle urgenze sulle quali riflettere molto attentamente e offrire soluzioni immediate. Attualmente, infatti tantissimi pazienti sono costretti ad emigrare da una  provincia  all’altra o addirittura fuori regione per  sottoporsi ad eventuali  interventi di  cataratta, nella speranza  di poter ritornare a vedere, a muoversi autonomamente, rendersi utili per sé e per gli altri, indipendentemente dalla loro età, oggi ormai arrivati all’esasperazione.

Si  pensi  a quante persone non vedendo siano in serie difficoltà e a rischio di incidenti fisici traumatici, in quanto sole, non autonome,  in grado di verificare   anche le cose più semplici ma essenziali, come per esempio se abbiano spento il gas, o leggere una bolletta oppure  comporre un numero di telefono per delle chiamate urgenti o riuscire a vedere  dallo spioncino  di casa chi stia a suonare alla porta, ecc.

A Lei, Presidente Roberto Occhiuto, chiedo personalmente e a nome degli stessi cittadini coinvolti in tale problema di voler tenere conto  del loro disagio riguardante il tempo eccessivamente lungo di attesa al fine di  sottoporsi  ad un semplice ma importantissimo intervento oculistico di cataratta. Mi auguro che  Lei stesso accolga questo mio accorato appello e possa dare presto risposta per una soluzione a tali cittadini i cui nomi risultano già  iscritti  nelle interminabili  liste.

Gente sola, già in età – ma non manca una parte di persone più giovani – e spesso con varie patologie per le quali è indispensabile poter ritornare a vedere e al più resto per potersi quotidianamente curare. Capisco che forse non siamo  ancora nelle condizioni di essere alla pari  delle altre consorelle regioni del Paese, nonostante si parli ovunque di coesione sociale per accorciare le distanze, di Lea (Livelli essenziali di assistenza) e di “prossimità”.

Tanti davvero sono  attualmente i calabresi  allo sbaraglio, che vanno, ora di qua e ora di là, alla ricerca di  un possibile  intervento di chirurgia oculistica presso qualche struttura pubblica o privata che si trova in attesa da molto tempo  dell’ autorizzazione di riaccreditamento. Dopo due anni  di covid,  è davvero il caso di far respirare queste  persone e  a  loro favore, risolvere grandi  questioni sociali come quella  garantire loro  il sacro santo diritto alla salute,  facilitandogli il più possibile la vita, trovando loro una soluzione presso il più vicino ospedale pubblico o in una delle tante strutture   private di zona che attendono  l’autorizzazione di  accreditamento da parte della Regione Calabria.

Questo è quanto con urgenza la provincia di Reggio Calabria chiede ed in particolar modo la piana di Gioia Tauro, di cui vorrei porgere alla speciale attenzione del signor Presidente Roberto Occhiuto. (ma)

[Marcello Anastasi è già consigliere regionale della Calabria]

Sanità, la consigliera Straface: Potenziato lo Spoke di Corigliano Rossano

La consigliera regionale e presidente della Terza Commissione Sanità, Attività Sociali, Culturali e Formative, ha annunciato il potenziamento dello Spoke di Corigliano Rossano.

Si tratta di una vera e propria «svolta epocale», in cui «fondamentale sarà il potenziamento dei nostri ospedali di Corigliano-Rossano, con la previsione di aumento dei posti letto in Medicina, il Pronto Soccorso di Emergenza Urgenza con 10/15 posti letto in più, la Stroke Unit in Neurologia, l’Urologia, l’Emodinamica Mobile che si muoverà in base alle esigenze degli spoke di Corigliano-Rossano, Paola-Cetraro e Castrovillari».

«Inoltre siamo finalmente in grado – ha continuato – di dare la bellissima notizia della riapertura dei nosocomi di Cariati e Trebisacce, che sono davvero il punto di svolta per la Regione e soprattutto per il nostro territorio, che ora su tutto lo jonio cosentino vede presidi sanitari funzionali e adeguati ai bisogni della popolazione. Molto importante è anche la notizia delle 67 strutture di prossimità, che sono la risposta ai tanti appelli lanciati dai territori per ottenere in maniera capillare e uniformemente distribuita in ogni parte del territorio regionale il diritto alla salute».

«Il buon lavoro e il buon governo del Presidente Occhiuto, del direttore Graziano e del management pagano sempre – ha concluso –, avevamo annunciato nei giorni scorsi l’importanza fondamentale di aver ottenuto la ricognizione delle risorse, e adesso che ne conosciamo l’ammontare abbiamo i mezzi per portare avanti questa grande spinta riformatrice che oggi tocca la sanità ma che nei tempi a venire toccherà ogni aspetto del funzionamento della nostra Calabria». (rcs)