Ospedale di Corigliano, Straface: Reparto di ginecologia non chiuderà

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha assicurato che «nonostante le difficoltà dovute alla ormai nota emergenza personale che coinvolge l’intero sistema sanitario calabrese posso dire ai cittadini che stiamo lavorando in ogni direzione per evitare che il reparto di Ginecologia dell’Ospedale Guido Compagna di Corigliano chiuda».

Rassicurazioni che arrivano a seguito ad alcune indiscrezioni trapelate sulla stampa in merito alle difficoltà riscontrate dal nosocomio ausonico nel garantire il corretto funzionamento di reparto e punto nascite. Dopo una fitta giornata di interlocuzioni con il Presidente della Regione Calabria e con i vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale nelle prossime ore si prevedono contatti con ulteriori professionisti sanitari che dovrebbero andare a rinforzare l’organico di Ginecologia scongiurandone, di fatto, la sospensione delle attività.

«Stiamo lavorando per ottenere un risultato importante – ha aggiuto – e cerchiamo di raggiungerlo grazie ad un costante lavoro di contatto e monitoraggio della situazione con la Regione e gli uffici dell’Asp. Il reparto di Ginecologia dell’Ospedale di Corigliano ha un’importanza strategica per la Città e per l’intero comprensorio jonico, e pertanto sto facendo il possibile per scongiurarne la chiusura. C’è carenza di medici, questo è risaputo, ma si possono fare i contratti individuali in base all’emergenza di personale sanitario per cui c’è la concreta possibilità di garantire l’apertura del reparto».

«Ringrazio il Presidente Occhiuto e i Direttori Generale e Sanitario dell’Asp – ha concluso – per la disponibilità e gli sforzi messi in campo, sono sicura che grazie a questa sinergia riusciremo a non privare i nostri cittadini di un presidio sanitario fondamentale. (rcs)

Stabilizzazione personale sanitario covid, Minasi (Lega): Presto a soluzione anche a Reggio

La senatrice della Lega, Tilde Minasi, ha reso noto che sta seguendo da vicino «la vicenda relativa alla stabilizzazione del personale sanitario che era stato assunto provvisoriamente dall’Asp di Reggio Calabria per fronteggiare l’emergenza Covid, perché, come ho avuto modo di ribadire più volte, ritengo che rappresentino risorse preziosissime, già formate ed esperte, per garantire ai cittadini una migliore assistenza sanitaria».

«E, dopo la conclusione positiva delle procedure di assunzione definitiva per 70 unità all’Asp di Catanzaro – ha aggiunto – credo sia il momento migliore perché si intervenga analogamente anche all’Asp di Reggio».

«Nel salutare la nuova direttrice dell’Asp di Reggio, Lucia Di Furia, e porgerle un augurio pubblico di buon lavoro e dopo avere avuto già occasione di parlare sia con lei che con il coordinatore delle Usca, dott. Giordano – ha proseguito – ho potuto verificarne la sensibilità sul tema, dunque sono certa che la stabilizzazione del personale in questione possa diventare presto realtà. Già da tempo, infatti, sono stati avviati i colloqui per un ulteriore proroga dei contratti in essere fino a dicembre 2023 (come da normativa nazionale), presupposto che consente, appunto, alla neo direttrice di espletare tutte le procedure necessarie per una sistemazione stabile dei sanitari precari».

«La loro permanenza in servizio, infatti, come la stessa dott.ssa Di Furia sa – ha detto ancora –, è fondamentale per garantire i Lea alla cittadinanza reggina e sono certa che, come già successo a Catanzaro, riusciremo ad arrivare a breve a una conclusione positiva della vicenda. Continuerò comunque a seguire da vicino la sorte di questi professionisti, importanti non solo per l’assistenza ai cittadini, ma anche come aiuto per alleviare l’enorme carico di lavoro dei colleghi». (rp)

La consigliera Straface: A Bocchigliero in arrivo ambulatorio di telemedicina e pista per elisoccorso

«A Bocchigliero in arrivo l’ambulatorio di telemedicina e la pista per l’elisoccorso». È quanto ha annunciato la consigliera regionale e presidente della Terza Commissione Sanità, Pasqualina Straface, sottolineando come «oggi stiamo mandando un segnale importante e lo stiamo facendo in modo bellissimo e sano, camminando per coinvolgere più donne possibile verso la prevenzione».

«La prevenzione è la più grande delle armi che abbiamo per lottare contro le malattie ed essere qui, tra tante donne – ha aggiunto – per parlarne ed agire oggi è fondamentale. Aggiungiamo un altro tassello al disegno più grande che si sta delineando, infatti è attraverso il lavoro di squadra e sinergico che vede la Regione Calabria in prima linea nel sostenere le Asp nelle campagne sulle prevenzione che stanno mettendo in moto, che si raggiungerà un sempre maggior numero di persone».

«Ringrazio quindi la presidente della Proloco Maria Rosaria Rizzuti, il dr Pietro Leonardo Perri, la dr.ssa Mariagrazia Politano, la dr.ssa Vittoria Paletta, la dr.ssa Anna Pugliese, la dott.ssa Carmela Sciarrotta, l’ostetrica Vittoria Valente, Sonia Butera, il dr. Iacovino e Maria Josè Caligiuri di “Azzurro Donne” che sono intervenuti con me per parlare di prevenzione ma anche delle prossime novità che riguarderanno la sanità nel comune di Bocchigliero», ha proseguito Straface.

«I Comuni che si trovano geograficamente nell’ entroterra e che sono più piccoli – continua la presidente della Terza Commissione Sanità  –hanno subito in passato molti, troppi tagli e privazioni sanitarie ma oggi le cose stanno cambiando perché nei prossimi mesi, Bocchigliero vedrà una serie di servizi a favore della cittadinanza. Il potenziamento della rete territoriale vedrà l’attivazione specialistica ambulatoriale di geriatria, cardiologia e diabetologia, verrà poi attivato il Cup e l’assistenza agli utenti, due grandissime novità riguardano invece l’apertura del primo ambulatorio di telemedicina della nostra Asp, attraverso il quale saranno le informazioni a muoversi e non i pazienti, andando anche a colmare quel gap derivante dalla distanza dai presidi sanitari».

«Si potranno dunque – ha sottolineato l’on Straface  – visitare e televisitare i pazienti, eseguire prestazioni come elettrocardiogrammi ed ecografie che verranno trasmessi e visionati dai medici dello Spoke di Corigliano-Rossano e a gestire i device saranno operatori sanitari formati proprio nella gestione di dati e programmi».

«L’altra importante novità, è che verrà realizzata la pista per l’elisoccorso – ha aggiunto – e questo permetterà non solo di accorciare le distanze geografiche ma sarà fondamentale per diminuire drasticamente le tempistiche di salvataggio. Queste sono solo alcune delle ultime novità che riguardano il riordino della nostra sanità sotto la guida del Presidente Roberto Occhiuto, che passo dopo passo ci condurrà verso un sistema sanitario più pragmatico, efficiente e su campagne di prevenzione fondamentali per la popolazione».

«Come Presidente della Terza Commissione Sanità e ancora prima come donna – ha concluso – credo che la prevenzione sia fondamentale per proteggerci e bloccare in fase iniziale le patologie che potrebbero colpirci. Noi donne tendiamo a trascurarci spesso tra le mille cose che abbiamo da fare lavoro, famiglia, impegni multipli ma dobbiamo credere nella prevenzione e decidere di prenderci cura di noi stesse». (rcs)

Sanità, Tavernise e Baldino (M5S): Tanti soldi dallo Stato e nessun servizio dalla Regione

Il consigliere regionale del M5s, Davide Tavernise e la deputata del M5S hanno denunciato come «la situazione della sanità calabrese continua a precipitare negli abissi. Qualche giorno fa il governo nazionale ha reso noti i dati del monitoraggio dei Lea. Neanche a dirlo la Calabria è l’unica regione che continua ad essere insufficiente in tutte e tre le macroaree Lea (Distrettuale, Prevenzione e Ospedaliera) con un punteggio inferiore a 60, quello della sufficienza».

«È impietoso, poi – hanno aggiunto – il verbale che riassume la riunione del 21 marzo scorso tra i ministeri interessati e la regione Calabria per la verifica degli adempimenti regionali in materia di sanità. Nel IV trimestre 2022 la nostra regione ha registrato ben 140 milioni di euro non spesi per migliorare proprio i servizi sanitari regionali».

«Tutto questo – hanno detto – nonostante due decreti Calabria e risorse ad hoc messe a disposizione dallo Stato per aiutare la Calabria ad uscire dal piano di rientro. Il bollino nero sulla nostra sanità ha dunque gravissime responsabilità politiche regionali che vanno affrontate. La stesso tavolo Adduce allunga l’ipotesi di commissariamento di Occhiuto in caso di continua inerzia. Saremmo al commissariamento del commissario e tanto la dice lunga sull’inefficienza dell’azione regionale in materia sanitaria».

«Ricorda, infatti –  hanno proseguito – il tavolo ministeriale come la rimozione di provvedimenti regionali in contrasto con il piano di rientro costituisce un punto del mandato commissariale e che se non si provvede a rimuoverli o modificarli sarà il Consiglio dei Ministri ad adottare le necessarie misure, anche normative. Tra le leggi incriminate quella su Azienda zero presentata come soluzione è problema aggravante la nostra sanità. La regione più volte già intervenuta con correzioni legislative è richiamata a continui correttivi anche per evitarne l’incostituzionalità. I ministeri stentano a capire quali sono le competenze del dipartimento regionale e quali quelle di Azienda Zero. Tanto a dimostrazione di quanta confusione accompagni e segua dall’inizio Azienda Zero. Dubbi sussistono anche sulla compatibilità delle risorse stanziate dalla legge regionale 32/2021 con l’impianto delineato per Azienda Zero. In sostanza una legge con nessuna fattibilità amministrativa ed economica. Intanto? Intanto la Calabria si muove indietro nei servizi sanitari».

«Ai Lea eternamente sotto la sufficienza – hanno detto ancora – fa sponda l’aumento del tempo di arrivo dell’ambulanza sul luogo di soccorso dopo la chiamata: oggi impiega 30 minuti in media per arrivare spesso senza medico a bordo. Intanto continuano i disservizi sugli screening oncologici. Intanto si continuano a registrare gravi ritardi nei pagamenti delle fatture. Tradotto significa nuovi debiti.  Così oltre le sortite sui social di Occhiuto, di sanità sul territorio restano i proclami. Come quelli che riguardano la riapertura degli ospedali di Cariati, Praia a Mare e Trebisacce. Perché mentre Occhiuto informa ormai da mesi che è in fase di elaborazione il documento complessivo di riordino della rete ospedaliera il Tavolo Adduce ci ricorda che quel documento lo sta ancora aspettando e che anzi il piano operativo 2022-2025 ne aveva previsto la definizione entro dicembre 2022».

«Il fallimento della sanità regionale è nelle sfide di Occhiuto – hanno concluso –. Il colpo di grazia per la nostra regione anche per mano di Occhiuto sarà l’autonomia differenziata. La nuova sfida chissà del <già commissario ad acta della sanità calabrese>. (rrc)

CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – L’assessore provinciale Olivo vuole i medici cubani sul territorio

«Che si tratti di pura fatalità o di comprovata malasanità, non è più possibile assistere alla morte di così tanti e giovani cittadini di questo territorio per carenza di personale medico a bordo delle autoambulanze. Quali sono le risposte che il management sanitario dell’Asp di Cosenza intende dare rispetto a questi buchi? Qual è l’azione di contrasto che si intende attuare in vista dell’estate considerato che l’emergenza potrebbe esplodere anche in vista dei flussi turistici che sono previsti in Calabria?».

Sono, questi, alcuni degli interrogativi che l’assessore provinciale Adele Olivo rivolge agli enti sovracomunali e preposti affinchè si adottino celeri provvedimenti, anche attraverso l’impiego di medici cubani.

«Questa volta – aggiunge Olivo – occorre un’azione sinergica che coinvolga rappresentanti istituzionali, la struttura commissariale e la dirigenza dell’Azienda sanitaria per affrontare un’emergenza sanitaria che coinvolge tutti i cittadini, nessuno escluso. Non si commetta lo stesso errore fatto ai tempi dell’istituzione del Polo Covid a Rossano, che per sola volontà dell’allora commissario Zuccatelli e del sindaco Stasi, nottetempo e senza concertazione, venne impiantato nel Giannettasio. I danni provocati da quel reparto al sistema dei servizi sanitari offerti dagli ospedali spoke di Corigliano-Rossano sono incalcolabili e ancora oggi hanno ripercussione sugli utenti».

«Con la lungimiranza e capacità del presidente Roberto Occhiuto nel suo ruolo gravoso e delicato di Commissario della Sanità siamo sicuri che adesso si inizierà a dare risposte ai calabresi. Serve un piano d’attacco, soprattutto in vista dell’estate, per non lasciare sguarniti ospedali e i Pronto soccorso mentre la rete del 118 deve essere dotata di medici e di personale sanitario adeguato ad intervenire su ogni esigenza. Il programma di arruolamento e integrazione dei medici cubani all’interno della rete sanitaria regionale è un’ottima soluzione, ma occorre che questi professionisti vengano impiegati ovunque nei territori. Soprattutto dove c’è bisogno. Sicuramente la Sibaritide è una di quelle aree che oggi più di tutte ha bisogno di medici. In attesa dell’esito dei concorsi avviati dal neo Direttore generale dell’Asp di Cosenza, Antonello Graziano, non possiamo lasciare le strutture sanitarie prive di medici o, come accaduto qualche giorno fa in Pronto soccorso a Rossano, con un solo medico a far fronte a decine di utenti bisognosi di cure. Che si inviasse, allora, anche a Corigliano-Rossano un reparto di medici cubani. L’estate è alle porte e non possiamo rimanere senza sanità». (rcs)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Abbandonare Vertenza Calabria errore inaccettabile

I segretari di Cgil Calabria, Cisl Calabria e Uil Calabria, rispettivamente Angelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno lanciato un appello al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto e al presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, affinché dichiarino le loro «reali intenzioni su una vertenza (Calabria ndr) sostenuta dai vertici nazionali dei Sindacati confederali e alla quale si era catalizzato il sostegno di un campo largo di istituzioni e politica».

Per i sindacalisti, infatti, «accantonare questa piattaforma sia un errore madornale, inaccettabile», soprattutto se, il 21 luglio 2020, «i Segretari generali Cgil, Cisl, Uil, dalla piazza di Siderno, hanno coralmente lanciato la vertenza Calabria – hanno ricordato Sposato, Russo e Biondo – mettendo un tratto di evidenziatore su quelle che sono le tante problematiche ancora aperte in questo territorio. L’appello di Bombardieri, Landini e Sbarra è stato raccolto e rilanciato dal Presidente della giunta regionale e dal Consiglio regionale ma, ad oggi, i temi contenuti nella Vertenza Calabria non sembrano essere più al centro dell’agenda politica di chi governa la cosa pubblica in questa regione».

Ma non è solo questo il tema che preme i sindacati. Nei giorni scorsi, infatti, si sono svolte le Segreterie unitarie di Cgil, Cisl, Uil Calabria con l’obiettivo di fare un’analisi di quella che è la situazione del quadro regionale e rilanciare l’azione del Sindacato Confederale  calabrese tenuto conto anche delle tre manifestazioni unitarie di piazza di Milano, Bologna e Napoli che hanno segnato un punto di svolta nell’azione di mobilitazione unitaria delle sigle confederali.

«Manifestazioni che, poi, hanno posto con chiarezza quali sono le proposte di Cgil, Cisl, Uil, nei confronti del governo sui temi del lavoro, del fisco, delle infrastrutture, della sanità, delle pensioni e dello stato sociale – hanno evidenziato –. Cgil, Cisl, Uil Calabria, hanno partecipato, in maniera propositiva e numericamente forte, alla manifestazione di piazza di Napoli, da dove sono stati rilanciati i temi dello sviluppo del Mezzogiorno e chiesto, con forza e determinazione, un deciso cambio di passo al governo nel merito del confronto e delle questioni ancora aperte».

«Durante i lavori delle Segreterie unitarie, ancora – viene spiegato nella nota unitaria – è stato affrontato in maniera specifica il momento in cui si trova lo stato del confronto con la regione Calabria e il contesto che si sta aprendo, alla luce del fatto che la Calabria avrà la possibilità di utilizzare i fondi messi a disposizione dall’Europa attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza e le politiche di coesione sociale. Tutte risorse che, è giusto evidenziarlo ancora una volta, dovranno essere canalizzate nella giusta direzione, puntando alla realizzazione di progetti ben definiti, per evitare che le stesse possano perdersi negli stessi rivoli nei quali è finita una grossa fetta della programmazione europea di questi ultimi anni».

«Il confronto avviato con la Regione Calabria nel 2022 è stato positivo – hanno ricordato –, sono state tante le problematiche affrontare con chi ha la responsabilità di governare questa regionale, ma tante sono ancora quelle da affrontare e portare a risoluzione. Adesso, dopo una prima fase di stabilizzazione dell’azione amministrativa che ha ricevuto la nostra ampia disponibilità all’analisi ed al confronto nel merito delle questioni sempre scevro da condizionamenti politici o di partito, è necessario un cambio di passo radicale che sia in grado di produrre, nell’anno in corso, quei risultati tanti attesi dalle calabresi e dai calabresi».

«Quello che ci preoccupa – hanno sottolineato – in questa fase storica sono i rallentamenti che si stanno registrando nella gestione, nella programmazione e nella trasformazione in opere concrete dei fondi messi a disposizione con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. I rallentamenti a livello nazionale, purtroppo, si riflettono pesantemente anche in ambito regionale e locale, per questo è necessario dare operatività a quella cabina di regia che è stata istituita un anno e mezzo fa per la verifica di questi finanziamenti».

«Solo un’attenta ed informata azione di controllo, infatti – hanno rilanciato – può portare al corretto investimento di queste risorse che rappresentano l’ultima occasione per cambiare il volto di questa regione e rendere operativi e funzionali quei settori, a partire dalla sanità, che sono sempre stati i punti più dolenti per chi ha scelto di vivere in questo territorio. Lo strumento della sorveglianza sociale, lo ribadiamo ancora una volta, è di fondamentale importanza per verificare gli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza e le sue ricadute su comparti, quale quello sanitario, che aspetta di vedere realizzata la medicina del territorio, resi operativi i nuovi ospedali e aperte quelle case della comunità che, ad oggi, sono rappresentate solo nei documenti progettuali».

«Ma non solo. Applicare lo strumento della sorveglianza sociale all’investimento di questi fondi – hanno evidenziato Sposato, Russo e Sposato – vuole dire mettere al riparo gli stessi dalle attenzioni poco meritorie della criminalità organizzata. Purtroppo, poi, siamo stati costretti a registrare un rallentamento del confronto sul tema del lavoro. Ad oggi, fra le altre cose risultano trascurate le istanze provenienti dal bacino del precariato storico, nei confronti del quale il governo regionale aveva assunto una serie di impegni che, ancora oggi, risultano disattesi».

«Per noi vincere le sfide aperte sul lavoro – hanno proseguito i segretari generali – vuol dire sapere mettere insieme il piano Gol – sul quale purtroppo dobbiamo segnalare la totale assenza di confronto con la giunta regionale – al fine di evitare che le politiche attive si realizzino in contrasto con le reali necessità del territorio e con lo sviluppo delle attività produttive attraverso l’atteso potenziamento della Zes».

«Proprio sul futuro della Zona economica speciale, poi – hanno aggiunto –  non possiamo non segnalare l’incomprensibile rallentamento della marcia del governo sulla concreta applicazione di questo strumento indispensabile, insieme ad un corretto ripensamento sulla gestione delle politiche attive per il lavoro, come sostanziale leva di sviluppo per la Calabria. Per questo, ancora una volta ed unitariamente, chiediamo alla Regione Calabria di mettere mano ad un Piano per lavoro, per il lavoro di qualità ed in sicurezza, che riesca a dare concretezza a tutti gli investimenti messi a disposizione dall’Europa e dalla Nazione e, segnando un tratto di discontinuità reale con il passato, siano in grado di evidenziare impatti occupazionali positivi, mettendo al centro il merito, puntando sulle qualità dei giovani calabresi e ricercando quella parità di genere che, sino ad oggi, è stata troppo spesso accantonata».

«Adesso, poi – hanno continuato – sono maturi i tempi per avviare un confronto costruttivo e di merito sulla programmazione del Por 2021/2027 – strumento determinante per consentire alla nostra regione di agganciare senza ritardi le politiche di transizione che provengono dall’Europa – mettendo come solida base dello stesso la discussione con il partenariato economico e sociale. Transizioni, soprattutto quella ambientale, che non possono discostarsi da interventi urgenti e mirati al potenziamento del settore della forestazione, per il quale siamo scesi in piazza lo scorso dodici maggio, che necessita di un potenziamento assunzionale, rispetto al quale la Regione si è impegnata, indirizzato alla cura dell’ambiente, al contenimento del dissesto idrogeologico e, come sintesi di questi due interventi, al rilancio delle aree interne della nostra regione».

«Non possiamo, poi, dimenticare che in Calabria è ancora viva un’emergenza sanitaria fatta di ritardi, omissioni e inadempienze. Noi siamo convinti che, anche su questo settore, sia necessario e non più rinviabile un confronto serio ed approfondito, aperto ai responsabili di Aziende sanitarie provinciali e Aziende ospedaliere – hanno concluso – per stabilire quali debbano essere le linee di indirizzo applicabili per realizzare, finalmente, la medicina del territorio; procedere alla stabilizzazione del personale precario, individuare le risorse necessarie alla creazione di nuovi posti di lavoro e, in ultimo ma non per ultimo, realizzare un’attenta ricognizione, propedeutica ad un’azione di razionalizzazione, degli accreditamenti del settore privato». (rcz)

La consigliera Straface risponde a Bruni su audizione del commissario Asp Battistini

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha replicato alla consigliera Amalia Bruni in merito alle polemiche relative alla richiesta di audizione di Gen. Battistini, neocommissario generale dell’Asp di Catanzaro.

«La consigliera Bruni forse non ha compreso che il generale Battistini è stato nominato commissario Straordinario di una realtà estremamente complessa e articolata qual è la l’Asp di Catanzaro – ha ricordato Straface – e non capo condomino di qualche palazzina periferica. Pertanto, al fine di non trasformare un’audizione in Terza Commissione in un’occasione che concretizzi un semplice scambio di legittime domande con legittime prese d’atto di situazioni, rispetto alle quali è necessario acquisire dettagliata contezza che è presupposto di fattive risposte, è opportuno il rispetto di alcuni necessari tempi fisiologici».

«Non si parla di mesi o di anni, ma di giorni – ha aggiunto –. Un tempo davvero minimo se si pensa che la nomina è avvenuta da appena due settimane. Se poi si vogliono creare scenari solo al fine di non  avere risposte, o di averle frammentarie, perché non si è dato neppure il tempo a chi ha assunto con determinazione e caparbietà l’incarico di affrontare problemi atavici, allora non si ha a cuore veramente la soluzione dei problemi, ma si persegue solo uno sterile desiderio di creare polemica e ingiustificata pressione mediatica».

«Il Generale Battistini – ha continuato Straface – ha sicuramente preso atto tanto delle proteste del personale sanitario del 118 dell’Asp di Catanzaro, tanto di quelle cittadini e operatori relative ai disservizi, dando piena disponibilità a relazionare sullo stato delle cose e ad essere audito, su questi e su altri argomenti. La caratura dell’uomo chiamato a trovare soluzioni lì dove sussistono diverse problematiche si rapporta con la voglia di agire con serietà, concretezza, competenza, e risolutezza del Gen. Battistini, non per nulla scelto dal presidente Occhiuto che in lui riversa piena fiducia. Ma non si può procedere in una direzione, verso una meta, senza leggere la mappa del reale e i documenti che le sono da corollario».

«Per compiere questa operazione, che non riguarda solo un aspetto ma una poliedricità di contesti – ha evidenziato – serve il tempo necessario. Un tempo sicuramente accelerato, che non consente di procrastinare e tergiversare, parole che non appartengono al vocabolario di questa Amministrazione regionale e della Terza Commissione che ho l’onore di presiedere, ma che deve essere anche tempo necessario, perché ciò che urgente deve tenere conto anche di ciò che è importante, cioè leggere la realtà per essere risolutivi nelle proposte e nelle soluzioni».

«Ha ragione la Consigliere Bruni – ha detto ancora la consigliera regionale – quando dice che dobbiamo delle risposte ai cittadini, ma le risposte non nascono dal semplice apparire di fronte alla Terza Commissione, ma dall’impegno che si spende nel trovarle, legato alle competenze e ai tempi opportuni, per quanto ineluttabili.  Al Gen. Battistini va dato il tempo necessario di prendere atto delle problematiche e impostare pratiche, tempestive, ove possibile, ma soprattutto concrete e risolutive soluzioni».

«Sono certa – ha concluso – che sarà lui stesso quanto prima a chiederci di venire udito in Commissione per relazionare in merito alla complessa situazione dell’Asp di Catanzaro. Nel frattempo è giusto lasciarlo lavorare. Arduo è il compito che lo attende, ma sono certa che il Presidente Occhiuto non avrebbe potuto fare scelta migliore». (rrc)

Il consigliere Billari: Sono fermi 500 mln per sanità

Il consigliere regionale Antonio Billari ha denunciato come per la sanità sono fermi 500 milioni e che «a pagarne le spese sono i cittadini calabresi costretti ad una vera migrazione sanitaria». 

«Da circa un ventennio – ha evidenziato – si discute in merito alla realizzazione di ospedali moderni e funzionali che possano servire gli utenti di Vibo Valentia, della Sibaritide e nella Piana di Gioia Tauro potenziando e differenziando l’offerta sanitaria in Calabria ma al netto dei buoni propositi le risposte sono pari a zero».

Per questo Billari ribadisce la necessità di risposte concrete, chiedendo ai colleghi consiglieri regionali «di affrontare il dramma sanità in un consiglio regionale che affronti in modo responsabile la questione sanità perché la Calabria chiede risposte e non è corretto che la professionalità e la competenza di chi opera in Calabria nel settore della sanità venga demonizzato dall’assenza di strutture idonee e da un assenza di programmazione». (rrc)

Il consigliere Giannetta: Su sanità calabrese basterebbe un po’ di onestà intellettuale

Il consigliere regionale Domenico Giannetta, ha evidenziato come «la sanità calabrese è passata da uno stato dormiente a uno di proattività. Un deciso cambio di passo perseguito dal Presidente Occhiuto con audacia e coraggio».

«Il coraggio delle scelte – ha aggiunto – anche divisive, ma che andavano fatte per produrre cambiamento e emanciparci da un lungo periodo nero che ha segnato la nostra storia. Il presidente Occhiuto non solo si è preso le responsabilità della sanità calabrese, ma ne ha accelerato i processi decisionali e, anche se il percorso è ancora lungo e complesso, possiamo già raccogliere dati ineguagliabili in tempi record».

«Occhiuto ha avviato una campagna di reclutamento del personale senza precedenti negli ultimi dodici anni – ha ricordato il consigliere regionale – assumendo 2.191 persone, di cui 1.550 a tempo indeterminato, 1.080 a tempo determinato e stabilizzandone 741. Di queste – specifica ancora – 830 persone sono state assunte in quattro mesi quest’anno. Un’operazione che va letta al netto dei 1.300 pensionamenti che avrebbero messo in ginocchio gli ospedali e l’intero sistema sanitario. Senza considerare il tanto atteso sblocco delle graduatorie di concorsi precedenti, per l’impiego del personale, a tempo indeterminato e determinato, per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza».

«Sono dati importantissimi. E bene fa Occhiuto a rivendicarli. E basterebbe – ha concluso Giannetta – un pò di onestà intellettuale da parte del Partito Democratico che invece continua la sua campagna propagandistica “contro” perdendo l’occasione di tacere su fatti inconfutabili». (rrc)

L’OPINIONE / Giuseppe Mazzuca: Dichiarazioni su sanità aria fritta se non ci sono fatti concreti

di GIUSEPPE MAZZUCA – Le parate pubbliche e i pubblici proclami della serie: “stiamo ricostruendo la sanità dalle fondamenta” sono aria fritta, se non sono accompagnati da atti e fatti, concretamente, incisivi e apprezzabili. Buttare fumo negli occhi è una pratica, terribilmente, inflazionata, che non incanta più. Su molte e cruciali questioni è, invece, doveroso    declinare il dizionario della verità e della chiarezza. Innanzitutto, sul nuovo ospedale della città di Cosenza, l’ambiguo silenzio non è più tollerabile.

Il Consiglio comunale e, specificatamente, la maggioranza del governo municipale della Città di Cosenza, interpretando, compiutamente, le sue prerogative funzionali, ha licenziato la delibera, con la quale ha individuato l’ubicazione strategicamente ideale: l’area di Vaglio Lise.  È trascorso, esattamente, un anno da quella delibera e, ancora, tutto, maledettamente, tace. Nessun alibi, mistificante, può essere avanzato in ordine alla copertura finanziaria dell’opera: le risorse finanziarie necessarie per l’investimento sono state, debitamente, allocate e sono, perfettamente, capienti. Per di più, l’Inail ha stilato un preciso e coerente cronoprogramma, la cui prima scadenza è imminente, essendo stata prevista per il prossimo mese di settembre.

E, ciò nonostante, in Regione nulla si muove. il Governatore, con strafottente arroganza, mena il can per l’aia. È giunto il momento di una assunzione di responsabilità, che deve essere, nitidamente e pubblicamente, manifestata. Occhiuto dica con chiarezza: se ha o non ha la reale volontà di realizzare il nuovo presidio ospedaliero nella città di Cosenza. Lo dica senza equivoche timidezze. Ancora. Il Sig. Governatore – Commissario della Sanità ha contezza della qualità dei Lea in Calabria?  La Calabria ha la peggiore performance nel rispetto dei Lea. Parlare di Sanità di serie B è già eufemistico. Forse, in Calabria, sarebbe più corretto parlare di sanità di serie C. Sintesi. Il quadro che emerge dai Rapporti Lea 2015 è devastante e certifica.  al di là del rimpallo di responsabilità, il fallimento della gestione sanitaria calabrese. Quella della sanità diseguale è una grande ingiustizia che subiscono i calabresi.

Bisogna intervenire subito sulle liste d’attesa; occorre riprogettare e rendere efficiente la rete dell’emergenza-urgenza che, com’è fatta oggi, lascia senza assistenza quasi la metà della popolazione calabrese; occorre riprogettare la rete dei servizi territoriali. Sono interventi, che hanno bisogno di capacità di programmazione e di competenza. Capacità, che, allo stato, sembrano latitare.  Le risorse finanziarie nella sanità calabrese non sono mai state poche e, tuttavia, sono state, puntualmente e scelleratamente, sprecate e dilapidate. E, sul punto, non sembra che oggi ci sia una inversione di tendenza.

Ancora. Il sig. Governatore – Commissario della Sanità ha letto il rapporto Agenas? La Calabria ha i peggiori ospedali italiani. Addirittura, l’Ospedale dell’Annunziata è il fanalino di coda della classifica, con oltre 350 posti letto in meno. E la provincia di Cosenza registra il più alto tasso di emigrazione sanitaria verso le altre regioni. Ciò significa che, in Calabria, il diritto alla salute non è esigibile. E, nel frattempo – incredibile a dirsi e a credersi – nei cassetti della Regione Calabria, carte alla mano, marciscono milioni di euro per la riorganizzazione della rete ospedaliera, ma anche per l’edilizia sanitaria e per l’acquisto di nuove tecnologie.

E, allora, sig. Governatore, basta a turlupinare i cittadini calabresi. Ponga mano e subito alle questioni serie e drammatiche che attraversano, fragorosamente, la sanità calabrese. (gm)

[Giuseppe Mazzuca è presidente del Consiglio comunale di Cosenza]