Poliambulatorio Taurianova, a giorni nuova collocazione presso i locali di Largo Bizzurro

Avverrà a breve, la collazione del Poliambulatorio di Taurianova nei locali di Largo Bizzurro. Un trasferimento resosi necessario a seguito della necessità di mettere la sede di Via Cavour in sicurezza. Tra l’altro, la sede ospiterà i lavori di riqualificazione previsti nel Pnrr, che la colloca come struttura sede di Casa della Comunità e Centro Operativo territoriale. 

È su questo che si è incentrato l’incontro avvenuto tra il sindaco Rocco Biasi, il commissario dell’Asp di Reggio Calabria, Lucia Di Furiae il direttore del distretto Sanitario.

Durante l’incontro è stato fatto il punto sui servizi sanitari che troveranno allocazione tra la sede di Largo Bizzurro e quelli di via Madonna Addolorata da poco oggetto di un protocollo di intesa tra ASP e Comune. Tutte le riallocazioni saranno portate a compimento nel giro di pochi giorni. Anche la postazione Pet ha trovato idonea collocazione assieme alla riorganizzazione dei servizi vaccinali pediatrici e anti-covid.

Il Commissario Asp Di Furia e il sindaco Biasi hanno espresso soddisfazione per l’importante risultato raggiunto e la proficua collaborazione instaurata. Nello scusarsi con la cittadinanza per eventuali disagi momentanei che dovessero riscontrarsi in questa fase, hanno tuttavia manifestato la volontà di garantire e migliorare costantemente i servizi offerti. (rrc)

Occhiuto incontra i sindacati: focus su sviluppo, sanità e riforme

Sviluppo economico, ambiente, e riforme, nel corso dell’incontro tra il presidente Roberto Occhiuto e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, rispettivamente Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo.

«La Vertenza Calabria è ancora estremamente attuale – ha evidenziato Occhiuto – e anche con il nuovo governo nazionale vogliamo avere un’interlocuzione chiara e costruttiva in merito a ciò che la nostra Regione si aspetta da Roma».

«Giudico positiva la riunione ordierna – ha proseguito – durante la quale abbiamo illustrato a Sposato, a Russo e a Biondo le priorità dei prossimi mesi, con i sindacati regionali che hanno avuto modo di avanzare preziosi consigli e proposte intelligenti».

«Nella seconda parte dell’incontro – al quale ha partecipato anche Giuseppe Profiti – abbiamo trattato soprattutto il tema della sanità», ha illustrato il presidente della Regione.

«Dopo la conclusione dell’iter legislativo e dopo il via libera alle linee guida, infatti, Azienda Zero – il grande ente unico regionale che coordinerà il lavoro e le azioni delle Asp e delle Ao, e dunque l’intera sanità calabrese – è pronta a partire», ha annunciato il Governatore.

«Avere la possibilità di accentrare tante competenze e di mettere ordine nella governance delle Aziende sanitarie e ospedaliere sarà importantissimo – ha evidenziato – per riuscire a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati».

«Anche in questo caso il dialogo e il confronto con i sindacati saranno fondamentali per il successo di questa nuova avventura», ha concluso. (rcz)

L’OPINIONE / Santo Gioffrè: Costruiamo Comitati contro autonomia e per difendere sanità pubblica

di SANTO GIOFFRÈ – Questo Governo e questa opposizione da baraccone, espressioni del complesso masso-mafioso-bancario- confindustriale del Nord, vuole trasformare l’Italia in una nicchia selvaggia dove, quei pochi che posseggono, da soli, il 70% della ricchezza nazionale, diventino Stato per Costituzione. Noi, solennemente, non riconosceremo, più, alcuna compagine politica, né, alcuna classe politica.

Dopo la sconfitta del fascismo, ci vogliono ridurre, nuovamente, schiavi. Vogliono ricondurci dentro un recinto e trasformarci,ad esaurimento, esclusivi consumatori di tutto ciò che il mercato bancario-sanitario-industriale e delle nuove tecnologie, già produce. Ci toglieranno ogni libertà d’espressione mass-mediale, le scuole, i servizi, la vita senza sanità pubblica.

E che nessuno pensi, avendo soldi in tasca o grandi patrimoni, che si salverà perché la mercanzia inattrattiva in terre inutili, non la faranno valere nulla. Nè il cosiddetto turismo, senza anima perché nessuno verrà in una terra senza sanità e servizi. Gli unici che trionferanno e non patiranno, saranno i ladri, le organizzazioni criminali, a quali verrà affidato il controllo del territorio e le guardie, le Istituzioni repressive dello Stato che svolgeranno la funzione di contrastare le forme di Proteste politico-sociali che non accetteranno tale infame modello e organizzeranno la Resistenza. (sg)

Il presidente Occhiuto: Gli ospedali di Trebisacce, Cariati e Praia saranno riaperti

«Gli Ospedali di Trebisacce, Cariati e Praia a Mare saranno definitivamente riaperti. Furono erroneamente chiusi». È quanto ha annunciato il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, nel corso del programma Piazza Pulita su La7 condotto da Corrado Formigli.

Nel corso del programma, è stato mandato un servizio in cui, accanto alla Calabria Straordinaria andata in scena a Milano con la suggestiva pista di pattinaggio, si vede il disastro della sanità. Nello specifico, si vede la Casa della Salute di Mesoraca: 5 milioni e mezzo di euro stanziati e già appaltati. Due operai che lavorano in una struttura di quattro piani, da 3 anni, che non è completa anzi, è praticamente ferma alle fondamenta. Pietro Ferrazza, del Comitato Ospedale di Mesoraca, fa vedere alle telecamere di Piazza Pulita strumenti fermi o uno studio odontoiatrico fermo per mancanza di materiale, fermo da novembre.

Poi, c’è una sola ambulanza che copre un bacino di utenza tra dai 30 ai 50 mila pazienti, con 89.213 km fatti in soli 15 mesi. E se qualcuno si sente male, deve andare a Crotone. Le telecamere, poi, passano al Pronto Soccorso dell’Annunziata di Cosenza, dove «si entra come se nulla fosse. Le porte non sono allarmate».

I pazienti attendono, per giorni, prima di essere visitati. Stesso destino per i familiari, tra rassegnazione e rabbia in attesa di sapere dei familiari.

«Ma secondo te, un’azienda come l’Ospedale di Cosenza, come fa ad accollarsi tutta la Provincia se hanno chiuso tutti i presidi ospedalieri che erano in periferia? Un ospedale che porta 300 posti letto, più o meno, adesso sono ridotti a 150. Con due medici e due infermieri, che fai?», chiede una dipendente alle telecamere.

L’ex consigliere regionale, Graziano Di Natale, nel servizio ha denunciato come «arrivano i soldi per i servizi sanitari e non li spendiamo (251 milioni), ma la cosa che fa accapponare la pelle è che tra l’acquisto di una risonanza magnetica e il suo collaudo passano 9 anni».

«Di questa somma, 170 milioni – ha denunciato ancora Di Natale – non è stata ancora trasferita alle Asp e alle Aziende Ospedaliere. Significa che non abbiamo speso i soldi che il Governo che ci ha dato».

Le telecamere, poi, si sono spostate sui medici cubani, chiamati a dare una mano alla disastrata sanità calabrese. E proprio uno di loro dice «mai avremmo pensato che uno dei Paesi più sviluppati del mondo, potesse avere un problema come questo con la sanità pubblica. È la prima volta che prestiamo servizio come medici in Europa».

E alcuni di loro presteranno servizio all’Ospedale di Polistena, dove c’è la più grave carenza di medici. E proprio il Primario, ha raccontato via telefono (ha avuto un malore) che ha cinque medici ammalati, di cui una è stata ricoverata a Reggio Calabria perché a Polistena non c’è l’emodinamica.

Franco Moschella, primario del PS di Polistena, racconta ai microfoni che l’Ospedale funziona, ma che c’è una grave carenza di personale: «io dovrei avere un organico di 15 medici. In questo momento ne ho otto».

Insomma, una regione devastata a livello sanitario, con 18 ospedali che devono essere riaperti. Tra questi, l’Ospedale di Praia a Mare. Lì è tutto ancora imballato.

E, intanto, la Calabria è in sofferenza di posti letto: sono 8,6 contro i 14 ogni 100 mila abitanti come stabilito dalla legge.

«Mi assumo tutte le responsabilità – ha commentato Occhiuto in trasmissione – di quello che ho fatto e eventualmente di quello che non sono riuscito a fare in questo anno di commissariamento sotto la mia gestione. Il servizio che avete mandato in onda descrive un disastro che si è prodotto in 12 anni precedenti di commissariamento, nel quale il Governo ha gestito la sanità della Calabria. E ha mandato commissari, il più delle volte senza capacità di organizzare il sistema sanitario. C’è una sentenza della Corte Costituzionale che dice che a nulla serve il commissariamento della sanità se, poi, il Governo non mette nella condizione i commissari di avere i poteri per risollevare questo sistema».

«In 12 anni di commissariamento, i commissari – ha spiegato – dovevano fare due cose migliorare la qualità delle prestazioni e fare la ricognizione del debito. Non sono riusciti a farlo. Io in un anno soltanto ho riconciliato i conti, ho dimostrato che abbiamo un avanzo di amministrazione, sto facendo l’accertamento, con la Guardia del Finanza, e ho dimostrato che non c’è nemmeno questo debito mostruoso, perché è in linea con la maggior parte del Centro Sud. Non è una buona notizia, perché significa che il motore della sanità è spento».

«In un anno abbiamo assunto 1400 persone a tempo indeterminato – ha ricordato – altre 700 a tempo determinato».

Formigli, poi, parla di un fatto: La Calabria, oggi, è la serie C d’Italia dal punto di vista sanitario. Fatto confermato dal Governatore: «dal punto di vista sanitario è anche peggio della serie C, nonostante o medici straordinari».

Tornando alla questione degli ospedali chiusi (18 da Scopelliti), Occhiuto ha parlato dell’errore di non sostituire gli spedali con presidi di assistenza sanitaria.

Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Trebisacce, Alex Aurelio: «Siamo consapevoli che attraverso la visione, la determinazione e l’azione quotidiana dimostrata dal Presidente nella sua difficile e coraggiosa funzione di Commissario alla sanità, il riconoscimento e la fruizione dei diritti fondamentali delle popolazioni, su tutti quello alla salute, potranno essere presto garantiti su tutto il territorio calabrese, frenando lo spreco di risorse pubbliche, arginando l’emigrazione sanitaria e diventando, anzi, regione attrattiva di buona sanità per medici e pazienti». (rrm)

Sanità, implementato il servizio di Telemedicina

Il Dipartimento Salute e Servizi socio-sanitari della Regione Calabria ha reso noto che è stato implementato il Servizio di Telemedicina previsto dal Piano Operativo del Pnrr Missione 6.

Nello specifico, riguardano riprogettazione della Rete dei servizi territoriali, introducono strumenti di teleassistenza e di telemedicina e ridisegnando il modello della salute complessiva delle persone e delle nostre comunità regionali, non solo quindi prestazione sanitaria ospedaliera ma una nuova sanità territoriale più vicina, più capace di proteggere, più capace di provvedere ai bisogni.

«La Missione Salute del Pnrr – viene spiegato in una nota – si articola in due componenti di cui la principale riguarda le Reti di prossimità: strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale. Gli interventi intendono infatti rafforzare le prestazioni erogate sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della comunità e gli Ospedali di comunità), il rafforzamento dell’assistenza domiciliare attraverso l’attivazione delle Centrali operative territoriali, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi socio-sanitari».

«In particolare, un’articolazione della missione Salute del Pnrr – continua la nota del Dipartimento – è come detto l’assistenza domiciliare e la non-autosufficienza Per l’avvio delle attività per l’attivazione del servizio di telemedicina la Regione Calabria, Dipartimento Tutele della salute, ha completato il Piano Operativo Regionale, rispettando la data prevista per la trasmissione sulla piattaforma Agenas del piano. Il Piano è stato progettato seguendo le indicazioni contenute nel decreto del ministro della Salute del 30 settembre 2022 che tengono conto del proprio fabbisogno totale per i servizi di telemedicina previsti per l’infrastruttura regionale di telemedicina, del rispetto di Milestone e Target nonché del cronoprogramma dello specifico sub-investimento».

«Il progetto prevede anche – prosegue la nota – quali componenti del fabbisogno si intende eventualmente garantire, con soluzioni di telemedicina già esistenti e attive su tutto il territorio regionale, quali componenti del fabbisogno totale intende acquisire. In particolare, nella redazione del piano operativo regionale sono state comprese tutte le quattro tipologie di prestazioni di telemedicina previsti dal decreto: Televisita, Teleconsulto, Teleassistenza, Telemonitoraggio/Telecontrollo per le persone affette da cinque patologie croniche indicate dal Ministero (diabete, respiratorio, cardiologico, oncologico e neurologico)».

«Il servizio di Telemedicina – che verrà attivato nei tempi previsti dal Piano operativo del PnrrM6 – prevede un percorso di presa in carico a domicilio dei pazienti cronici – viene spiegato – nel quale intervengono: il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta al quale è in capo la responsabilità clinica dell’assistito nel percorso generale di presa in carico; l’infermiere territoriale, come componente dell’équipe multiprofessionale che funge da punto di riferimento per la famiglia e per gli altri attori coinvolti; la Centrale operativa territoriale, che avrà la responsabilità dell’organizzazione, del tracciamento della presa in carico e del raccordo tra i diversi soggetti (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, Case di comunità, Ospedali di comunità)».

«Infine, il Piano prevede di dotare – conclude la nota – tutti i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e gli specialisti ambulatoriali di idonee postazioni di telemedicina, mediante le quali fornire servizi territoriali di assistenza sanitaria, senza intasare gli ospedali e facilitando le cure domiciliari ai malati cronici». (rcz)

Mammoliti (PD): Regione intervenga su indisponibilità di Pet al Ciaccio-De Lellis

Il consigliere regionale del Pd, Raffaele Mammoliti, ha presentato una interrogazione per chiedere al presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, di intervenire sulla indisponibilità della Pet al presidio ospedaliero del Ciaccio-De Lellis di Catanzaro.

Nell’interrogazione Mammoliti chiede «sapere quali atti e  provvedimenti politici e amministrativi e gestionali si intenda porre in atto  tempestivamente al fine di permettere al Presidio Ospedaliero Ciaccio/De Lellis  e ai pazienti che si rivolgono alla detta struttura di poter disporre della necessaria  ed essenziale Pet e al fine di rendere effettivo e concreto e reale anche per i  pazienti del Presidio Ciaccio/De Lellis il diritto alla salute e alle cure sanitarie».

Il consigliere regionale ha ricordato che «il presidio ospedaliero Ciaccio/De Lellis è struttura che svolge continue  prestazioni sanitarie soprattutto in campo oncologico e che tale presidio costituisce struttura di riferimento non solo per i pazienti di  Catanzaro, ma anche per i pazienti dell’intero territorio regionale; che è essenziale nello svolgimento delle dette prestazioni sanitarie la disponibilità della Pet».

Nell’interrogazione viene evidenziato come fino ad agosto, il Ciaccio-De Lellis ha potuto disporre di una pet mobile presente nella struttura per  tre giorni a settimana. Ora l’assenza di tale strumento «ostacola – si legge nell’interrogazione – con  tutta evidenza lo svolgimento delle prestazioni sanitarie tipiche non potendo il  detto Presidio disporre di uno strumento diagnostico essenziale; che, al momento, per effetto di una convenzione esistente con l’Azienda Mater  Domini, vi è la disponibilità ad utilizzare la Pet dell’azienda Mater Domini in  modo, tuttavia, molto limitato e non soddisfacente».

Questo ha provocato una situazione in cui molti pazienti  «sono costretti a recarsi fuori dalla regione Calabria – ha denunciato – al fine di eseguire gli esami a cui è finalizzata la Pet; che tutto ciò lede il diritto alla salute dei pazienti che si rivolgono al Presidio  Ciaccio/De Lellis i quali, purtroppo, a causa dell’assenza della necessaria Pet non  possono beneficiare di tempestive e immediate cure sanitarie».

Per Mammoliti, quindi, «occorre con rapidità e tempestività, comprendere le ragioni per le  quali presso il Presidio Ospedaliero Pugliese/Ciaccio non sia più disponibile  l’essenziale Pet e adottare ogni necessario atto e provvedimento al fine di  permettere al detto Presidio di poter contare sull’essenziale Pet e di potere dare  immediate e tempestive risposte ai pazienti». (rrc)

Il presidente Mancuso: La Calabria necessita di infrastrutture sanitarie adeguate

«La Calabria abbonda di eccellenti professionisti, ma necessita di infrastrutture sanitarie adeguate, del miglioramento dell’assistenza, a partire dal servizio di prossimità, e soprattutto ha bisogno di colmare in fretta le lacune negli organici sanitari». È quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, all’iniziativa a Reggio in ricordo del magistrato Lilia Gaeta.

«I calabresi meritano di ricevere cure e assistenza al pari degli altri cittadini, questo non può che valere anche per le delicate diagnosi e terapie oncologiche», ha aggiunto.

L’iniziativa è stata organizzata dalla Garante regionale della Salute, Anna Maria Stanganelli in occasione della Giornata Mondiale contro il cancro, «ricordando la dottoressa Lilia Gaeta, donna e magistrato stimatissima, la cui recente scomparsa ha addolorato l’ambiente forense reggino e calabrese e tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscerla», ha detto Mancuso.

«Le Istituzioni – ha ribadito – hanno il dovere di sostenere ogni evento che promuova la consapevolezza delle persone nei confronti di questo male che ogni anno colpisce una percentuale consistente della popolazione. I dati purtroppo sono allarmanti.  Nel 2022, in Italia, sono state stimate 390.700 nuove diagnosi di cancro (nel 2020 erano 376.600), 205.000 negli uomini e 185.700 nelle donne. In due anni, l’incremento è stato di 14.100 casi».

«È necessario – ha evidenziato – fermo restando la massima attenzione all’umanizzazione delle cure, promuovere con forza la ricerca, strumento indispensabile per arginare l’aumento dei casi, rimane l’azione più incisiva da mettere in campo, senza dimenticare però la fondamentale attività di prevenzione da parte di ciascuno».

«Nel 2022, il tema per la giornata mondiale sul cancro è stato ‘chiudi il divario di assistenza’ – ha continuato –. Un messaggio incentrato sull’importanza di diminuire il divario sanitario esistente tra i paesi ricchi ed i paesi poveri. Ed è proprio nella lotta ai tumori che si avvertono le differenze tra un’area e l’altra del Paese, visto che (dati Aiom) le coperture per la mammografia sono state del 63 per cento al Nord e 23 per cento al Sud. Questo concetto ci induce a riflettere sulla necessità di ridurre il divario e al contempo di intervenire sulla difficile situazione della sanità calabrese che va avanti da oltre un decennio».

«Gli interventi per restituire efficienza al sistema che il Commissario per la sanità e presidente della Giunta, Roberto Occhiuto insieme al Consiglio regionale – ha concluso – stanno mettendo in campo, incominciano a dare i primi significativi frutti, ma è chiaro che si avrà bisogno del tempo necessario e di scelte ancora più coraggiose per fare della Calabria, soprattutto nella sanità, una regione normale». (rrc)

Sanità a Siderno e Locri, i Comitati e Corsecom hanno incontrato il commissario Asp RC

Il Comitato Difendiamo l’Ospedale di Locri, il Comitato “Casa della Salute” di Siderno, il Corsecom e Comunità Competente hanno incontrato il Commissario dell’Asp do Reggio Calabria, Lucia Di Furia.

All’incontro che segue l’assemblea cittadina svoltasi lo scorso 29 gennaio al Comune, si è parlato di diverse problematiche, a cui il commissario Di Furia si è impegnata a rispondere in breve tempo.

Nello specifico, si è parlato delle difficoltà trovate per quanto riguarda le tematiche relative all’Ufficio Tecnico, rimpolpato di ingegneri e tecnici per velocizzare i lavori, per evitare che la mancanza di personale adatto rischi di bloccare all’infinito le pratiche relative all’Ufficio Tecnico.
Risposte positive ci sono state fornite sui seguenti punti: comunicazione di imminente apertura del servizio di elettroencefalografia a Locri per la presenza di 3 figure specializzate che sarebbero state assunte; impegno a risolvere quanto prima la mancanza di personale per il controllo dei Pace Maker a Locri, una possibilità ipotizzata sarebbe quella di chiedere collaborazione ad altri specialisti ospedalieri; impegno a risolvere la carenza di pediatri tramite la piattaforma di negoziazione on-line MEPA per contratti meno onerosi di quelli attualmente chiesti dai dottori a “gettone”; a Siderno arriverà un mammografo da installare su camper, in attesa di completare i lavori per la Casa di Comunità (Salute), ma che eventualmente potrebbe essere in seguito utilizzato sul territorio, con l’acquisto di un altro mammografo da installare all’interno della struttura.

E, ancora, completamento acquisto di sette ecotomografi per Locri; impegno per concorsi per medici a Locri sfruttando intanto le graduatorie di concorsi già fatti per il Gom; richiesta rivolta anche a noi di pubblicità per lo screening del colon retto
9) impegno a ripubblicare un bando per le Aft (Aggregazioni Funzionali Territoriali ) per medici di base nel nostro territorio (al momento a Siderno e Locri non ci sono state domande da parte dei Medici di Famiglia per partecipare alle Aft).

Per quanto riguarda la Casa della Salute di Siderno, il commissario Di Furia incontrerà il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, il prossimo martedì, per discutere quale dei due progetti presentati dai progettisti verrà adottato per la Casa della Comunità di Siderno.
Ci sono due ipotesi, la prima basata sui fondi attualmente disponibili e che interesserebbe la parte di edificio lato Piazza Sorace; la seconda invece dovrebbe coinvolgere l’intera struttura, se la regione dovesse decidere di immettere nuovi fondi.

Sulla questione di spostare l’edificio, durante i lavori vi è stata una discussione che rimane aperta, se spostare tutto in un nuovo edificio, oppure se è possibile utilizzare gli ambulatori e gli uffici, accorpando i dottori con la stessa specialità in un’unica stanza. Martedì, all’incontro con Occhiuto, la dott.ssa Furia affronterà anche le problematiche relative al Padiglione Greca dell’Ospedale di Locri.

È stato consegnato un documento su altre questioni importanti come il servizio di teleconsulto, le attrezzature obsolete o mancanti nel caso degli specialisti che lavorano nella struttura di Siderno, sportello prenotazioni, Cup e pagamento ticket, accesso visitatori per visita parenti, volontari Avo, assunzione specializzandi.

«In attesa di risposte concrete – continua la nota – i Comitati continueranno a mantenere alta l’attenzione sulle varie problematiche e, così come concordato con i gruppi e le altre associazioni del territorio lo scorso 29 gennaio, a breve cercheranno di avviare un confronto con i Sindaci per concordare assieme modalità condivise ed efficaci di azione». (rrc)

All’Ospedale di San Giovanni in Fiore inaugurato il nuovo mammografo

All’Ospedale di San Giovanni in Fiore è stato inaugurato un nuovo mammografo digitale, indispensabile per prevenire i tumori del seno, all’ospedale di San Giovanni in Fiore.

Presenti, all’inaugurazione, il presidente e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, Pasqualina Straface, presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale della Calabria, l’assessore regionale Gianluca Gallo e il commissario dell’Asp di Cosenza, Antonello Graziano.

«La presenza del presidente tra di noi è l’ennesima conferma dell’affetto e dell’attenzione che egli ha per la comunità sangiovannese», ha detto la sindaca Rosaria Succurro, ricordando che Occhiuto «ha già ottenuto l’approvazione del Programma operativo di aggiornamento del Piano di rientro e quantificato il debito delle aziende del Servizio sanitario regionale».

«Dopo anni di ritardi, errori e compressione di servizi e speranze, adesso – ha sottolineato Succurro – ci sono tutte le condizioni per costruire una sanità in grado di dare risposte efficaci nel territorio, valorizzando le professionalità esistenti, potenziando gli organici e migliorando la qualità della prevenzione e dell’assistenza. Sarà un lavoro impegnativo e non semplice, ma il clima politico è cambiato profondamente».

«Continuiamo a collaborare con il presidente Occhiuto e con il l’operativo commissario Graziano, con la certezza che è iniziata una fase costruttiva, di concretezza, progettualità e tutela reale del diritto alla salute. Grazie all’associazione Donne e Diritti – ha concluso la sindaca Succurro – e alla comunità di San Giovanni in Fiore per il loro contributo fattivo in favore della sanità locale». (rcs)

Senese (FenalUil): La Calabria non può più attendere per i nuovi ospedali

La segretaria generale di FenealUil CalabriaMaria Elena Senese, ha ribadito che la Calabria non può più attendere per i nuovi ospedali. Il rischio – ha denunciato Senese – è che «quando verranno consegnati alla cittadinanza questi nuovi nosocomi rischiano già di essere vecchi e non più all’avanguardia come si diceva quindici anni addietro».

Sono «quindici anni – ha spiegato – quelli passati da quando venne sottoscritto l’accordo di programma integrativo che avrebbe dovuto portare in dote alla Calabria tre ospedali nuovi di zecca:  uno Vibo Valentia, uno nella Sibaritide e un altro nella Piana di Gioia Tauro».

«Oggi, dopo quindici anni e diversi commissari ad acta, quella di assistere all’apertura dei tre presidi ospedalieri rimane una speranza» ha detto, spiegando che tra «cavilli, ritardi, problemi di varia natura, ancora oggi, impediscono di vedere realizzati gli obiettivi prefissati nell’accordo di programma. Il settore delle costruzioni e tutto il suo indotto potrebbe godere dei benefici, diretti e indiretti, di cantieri vivi ed operativi».

«Nel programma operativo, come è naturale che fosse – ha continuato – trova spazio un capitolo dedicato ai nuovi ospedali e, nonostante siano passati quindici anni da quando si è iniziato a parlare di queste importanti opere infrastrutturali, le azioni definite sono quelle della progettazione definitiva ed esecutiva dei nuovi ospedali; della realizzazione delle nuove strutture ospedaliere e delle opere connesse e complementari e dell’impatto economico che sfiora i 500 milioni di euro fra risorse statali, risorse regionali e private».

«Una mole rilevante di denaro – ha detto ancora – di cui non si vede all’orizzonte la concreta messa a terra. È la Regione stessa a fissare le scadenze temporali per la realizzazione dei nuovi ospedali, che difficilmente potranno essere rispettate guardando allo stato dell’arte dei cantieri, stabilendo nell’ottobre del 2024 l’entrata in esercizio del nuovo ospedale della Sibaritide (il cui cantiere, per la verità, pare essere in buono stato di avanzamento anche se pare manchi la copertura finanziaria di opere determinanti all’apertura dell’ospedale); nel dicembre del 2025 l’avanzamento al 70% della spesa per quello della Piana di Gioia Tauro e, infine, nel dicembre del 2025 l’avanzamento al 95% della spesa per la costruzione del nuovo nosocomio di Vibo Valentia». (rcz)