La consigliera Straface: Tac all’Ospedale Cosentino di Cariati primo vero segnale per riapertura

La consigliera regionale e presidente della Commissione Sanità, Pasqualina Straface, ha evidenziato come l’arrivo di una tac di ultima generazione all’Ospedale di Cariati «rappresenta il primo vero segnale verso la riapertura del “Vittorio Cosentino” che sarà, finalmente, incluso nella rete ospedaliera regionale prevista nel nuovo Dca».

«Ciò significa – ha aggiunto – che l’ospedale di Cariati riaprirà a tutti gli effetti dopo oltre dieci anni. Si tratta di un grande risultato che abbiamo seguito passo passo e di persona».

«Gli impegni assunti dalla struttura commissariale e dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, non stanno tardando ad arrivare – ha evidenziato Straface –. Nel giro di qualche mese dall’inizio della programmazione del nuovo sistema sanitario regionale, a novembre scorso, anche l’ospedale di Cariati sta iniziando a ricevere le risposte che merita».

«Appena un mese fa – ha ricordato – mi sono recata in visita all’ospedale, accompagnata dal dirigente di Forza Italia, Francesco Cosentino, ed ho potuto constatare come ci siano già servizi attivi e altamente professionali come la Rsa. A questi se ne aggiungeranno degli altri e così l’ospedale di Cariati potrà caratterizzarsi con le sue specificità come i reparti di Medicina, Pronto soccorso, Chirurgia in day hospital e Radiologia».

«Quest’ultima – ha proseguito – potrà vantare una Tac di ultima generazione, strumento importantissimo, che si aggiunge alle attrezzature già in dotazione tra cui l’ecografo ed un mammografo disponibile a breve. La radiologia digitale completerà il sistema radiologico».

«Ma l’aspetto fondamentale – ha sottolineato la presidente della commissione Sanità – sarà il reinserimento dell’ospedale di Cariati nella rete ospedaliera: con reparti moderni tornerà al servizio del territorio, un bacino d’utenza demograficamente importante tra l’Alto Crotonese, Basso Jonio Cosentino e le comunità interne». (rcs)

Medici cubani a Vibo, Lo Schiavo e Mammoliti: Prime risposte a nostre richieste

I consiglieri regionali Antonio Lo SchiavoRaffaele Mammoliti, hanno espresso soddisfazione per l’arrivo dei primi medici cubani a Vibo Valentia, sottolineando come siano «segnali tiepidi ma comunque incoraggianti nell’alveo di un percorso mirato a far uscire il sistema sanitario vibonese da quel cono d’ombra in cui è stato relegato da decenni a questa parte».

«Intanto – hanno spiegato i due esponenti – vi è da registrare la riapertura del reparto di Medicina dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. Riapertura che consentirà anche di alleggerire la pressione sul Pronto soccorso, garantendo assistenza a quei pazienti che spesso non trovano collocazione in reparto e rischiano di sostare a lungo in condizioni precarie all’interno dello stesso Pronto soccorso».

«Inoltre, nel corso dell’ultimo Consiglio regionale – hanno proseguito –, a seguito di un’interlocuzione con il presidente della Giunta Roberto Occhiuto, dallo stesso ci è stato comunicato il prossimo invio di personale medico cubano all’ospedale Jazzolino con il nuovo contingente che arriverà in Calabria. Almeno 20 medici cubani (sui primi 40 dei 120 che dovrebbero arrivare), è infatti destinato al nosocomio vibonese. Una soluzione, questa, che abbiamo invocato da tempo e che va nella direzione da noi auspicata, per un risultato che consideriamo anche il frutto della nostra determinata battaglia politica sul punto. Primi segnali incoraggianti ma certamente non risolutivi delle gravi carenze sofferte dalla sanità vibonese rispetto alle quali auspichiamo maggiore attenzione e determinazione».

«Ricordando come resti assolutamente prioritario l’avvio dei lavori di realizzazione del nuovo presidio ospedaliero e, al contempo, il potenziamento dei servizi sugli ospedali esistenti nel territorio provinciale – hanno detto ancora –. Azione che passa anche attraverso l’investimento, già programmato, in adeguate apparecchiature mediche, l’implementazione dell’atto aziendale, l’abbattimento delle liste d’attesa».

«Su quest’ultimo punto – hanno concluso Lo Schiavo e Mammoliti – attendiamo di ricevere elementi concreti da parte dell’azienda sanitaria, che certifichino l’effettiva diminuzione dei tempi di erogazione delle prestazioni sulla base di dati statistici certi. Così come attendiamo la pubblicazione sul sito istituzionale di notizie ufficiali sull’iter di avvio dei lavori del nuovo ospedale e, successivamente, di un rapporto periodico rispetto allo stato di avanzamento dei lavori». (rvv)

Sanità, la Calabria punto di riferimento per i pazienti affetti da sensibilità chimica multipla

La Calabria diventa punto di riferimento per i pazienti affetti da Sensibilità Chimica Multipla, con il primo day hospital  a loro dedicati e in condizioni di assoluta sicurezza presso il Policlinico Universitario Germaneto di Catanzaro.

Questo è stato possibile grazie a un progetto nato nel 2020 e portato avanti dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini di Catanzaro e coordinato da Leonzio Fortunato, Primario di Odontoiatria; dal Referente clinico e scientifico MCS, Luigi Lidonnici; dal Magnifico Rettore, Giovan Battista De Sarro da Luca Gallelli, e Pasquale De Fazio, che ha previsto l’attivazione di un posto letto in Day Hospital.

Il progetto nasce per creare un team ospedaliero multidisciplinare al fine di sviluppare un’integrazione della ricerca scientifica di base, traslazionale e delle strategie terapeutiche per i pazienti con sospetta Mcs in collaborazione con l’Ospedale Sant’Andrea di Roma per la formazione e l’informazione riguardante la malattia Mcs al fine di creare protocolli terapeutici condivisi per trattare in loco i pazienti.

La Mater Domini di Catanzaro, centro di riferimento regionale per l’Mcs (DCA 116 del 2018), ha intrapreso un vero e proprio cambio di passo con l’insediamento della nuova Giunta regionale in quanto alta è stata sin da subito l’attenzione che il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha posto sulla problematica Mcs, istituendo un tavolo tecnico regionale di medici specializzati al fine di creare le linee guida per i protocolli terapeutici da dedicare proprio ai pazienti Mcs.

Fondamentale è stato anche il lavoro svolto dal Dipartimento Tutela della Salute Regione Calabria guidato dal Direttore Generale Jole Fantozzi e da Francesco Lucia, congiuntamente all’impegno profuso dal Commissario Straordinario Vincenzo La Regina affinché, oltre all’attivazione immediata degli ambulatori di Odontoiatria Mcs  presso il Policlinico Universitario di Germaneto, dal 22 febbraio 2023 venisse attivato un posto letto in Dh Mcs.

Un lavoro di squadra che oggi fa sì che la Calabria sia la prima regione d’Italia a garantire questo importante servizio in Day Hospital MCS a tantissimi pazienti e potenziali fino a ieri costretti ad intraprendere viaggi della speranza in altre città del Paese con particolari rischi per la propria salute e con un dispendio di energie e risorse economiche non indifferente.

Grazie a questo Centro specializzato la Calabria diventa un punto di riferimento non solo per i pazienti calabresi ma anche per tutto il sud Italia e oltre. Un vero motivo di orgoglio della sanità regionale e un altro tassello che si aggiunge a questo rivoluzionario momento storico. È quanto si legge in una nota del Dipartimento Salute e servizi socio-sanitari della Regione Calabria. (rcz)

Stabilizzazione precari Sanità, la consigliera Straface: Iniziamo a colmare deficit di personale

La consigliera regionale e presidente della Terza Commissione regionale sanità, Pasqualina Straface, ha espresso soddisfazione «per il reclutamento di personale sanitario pianificato dall’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, in un momento delicato per il servizio sanitario, penalizzato fortemente dalla carenza di personale».

«Nel complimentarmi con il management dell’Asp di Cosenza, non posso non sottolineare come l’assunzione a tempo indeterminato di personale sanitario impiegato nella fase pandemica, sia stato più volte incoraggiato come misura per tamponare l’emergenza e colmare il deficit di personale. Possiamo certamente affermare – ha spiegato Pasqualina Straface – di essere solo all’inizio del reclutamento di medici, infermieri e operatori socio sanitari sul mercato del lavoro. La struttura commissariale diretta dal presidente Roberto Occhiuto, tramite le Asp, ha programmato tutta una serie di concorsi che a breve saranno centralizzati in Azienda Zero».

«In questa fase propedeutica l’Asp di Catanzaro, ad esempio, sta procedendo con l’espletamento del concorso centralizzato per tutte le altre aziende relative al personale dell’emergenza-urgenza. Nello specifico dello spoke di Corigliano Rossano che ha beneficiato di circa cento assunzioni tra tempo determinato e indeterminato negli ultimi due anni – sottolinea la presidente della commissione Sanità – l’Asp diretta dal commissario Antonello Graziano ha indetto i concorsi per il direttore sanitario e più in generale per il reclutamento di medici nei reparti più carenti quali Cardiologia, Pronto soccorso, Pediatria, Psichiatria, Ginecologia, Laboratorio Analisi. Obiettivi centrati, e si tratta solo dei primi concorsi, grazie alla programmazione della struttura commissariale».

«Il “Compagna” ed il “Giannettasio” – ha concluso Pasqualina Straface – già integrati nella rete formativa nell’ambito dell’istituzione del corso di laurea in Medicina all’Unical, beneficeranno degli specializzandi in medicina e dei tirocinanti in Scienze infermieristiche che verranno a formarsi anche nello spoke di Corigliano Rossano».  (rrc)

A.A.A. CERCASI LO STATO PER LA SANITÀ
IN CALABRIA SENTIRSI MALE È UN “LUSSO”

di GIUSY STAROPOLI CALAFATI  La Calabria a volte è una storia grave. Quella della sua sanità spesso è gravissima. È un cancro all’intestino dei calabresi, che pesa sulle loro vite come le travi arcuate del gioco. Li porta via dal paradiso per trascinarli all’inferno. E grava sulle loro spalle a tal punto da rendergli curvi i corpi fino a toccare la terra con la testa, mettervi dentro la bocca e mangiarvi da lì, come i porci.

Le testimonianze di disagio per un sistema sanitario poco funzionale, in Calabria, hanno il ritmo della quotidianità. A tratti vengono intramezzati da attestazione positive, ma poi tutto ripiomba nella routine incomoda che fa più vittime che superstiti.

È solo di qualche giorno fa l’ultimo ennesimo caso di una guardia medica inesistente nella città di Vibo Marina, dove a una donna con una complessa epistassi viene indicato un ambulatorio presente persino sulle mappe, ma realmente chiuso.

Non restano che i pronto soccorso di Vibo e Tropea, ammesso che la situazione non si presenti esasperata come invece solitamente è. 

A Vibo Marina si vive nelle mani di Dio.

Che non è il titolo di un’opera teatrale, ma uno spaccato di vita che si replica in più paesi della Calabria contemporaneamente.
Ma Cristo non si era fermato ad Eboli? La sanità è un cancro in metastasi nella vita dei calabresi. Esistono i miracoli però! C’è un Dio disposto a farne qualcuno ancora anche per noi?

È di una gravità assoluta che una città portuale come Vibo Marina non abbia una guardia medica a disposizione della propria comunità, e che con due farmacie in loco, per raggiungerne una di turno sia necessario recarsi a Vibo città. 

Non è né civile né umano che una cittadina come Vibo Marina, marinata di Vibo Valentia, capoluogo di provincia, con diversi e pure numerosi plessi scolastici sul territorio, aziende più di una, lidi a mare, strutture turistiche, palestre, palazzetto dello sport, piscina, capitaneria di porto, guardia di finanza, ecc. ecc., non abbia un presidio medico a tutela della salute dei propri cittadini. 

La sorte non è mai clemente con nessuno, specie quando un territorio è già martoriato di suo, e quando gioca a vantaggio e quando a svantaggio, e visto che non avvisa né mette in allerta quando gioca duro, potrebbe accadere che, prima o poi, il vuoto di un presidio di guardia medica risulti fatale, non lasciando ad alcuni neppure il tempo di lavarsi la coscienza dalle proprie responsabilità. Ne’ ai morti né ai vivi. Perché dalle proprie colpe non salveranno mai né le acque del Sant’Anna né quelle del mare. Quelle sante del Giordano sono altrove, troppe lontane.

Esiste un vero piano di ripresa e resilienza, in Calabria? O si aspetta un bando regionale per dire ai calabresi che la loro salute sta a cuore ai calabresi stessi? La vita di un popolo ha priorità anche sulla propria? Quella dei figli, su quella di una madre certamente sì.
Un paese civile, diceva un vecchio saggio, deve avere almeno un comando dei carabinieri e un ambulatorio medico, se solo uno dei due viene meno, manca lo Stato.

A Vibo Marina manca lo Stato. In Calabria manca un po’ ovunque. Qui la dignità dei cittadini sembra non essere al sommo dei suoi pensieri.

Tommaso Campanella diceva che la morte è dolce a chi la vita è amara. E se la vita dei calabresi è sempre più agra, è chiaro che il nostro destino trova loco in questa saggezza. Certamente è triste pensare che da figli della città del sole, si sia arrivati a vendere il sole per comprare candele. (gsc)

Sanità, Occhiuto: 14,5 milioni per ristrutturare l’Ospedale di Locri

Il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, ha reso noto di aver firmato un dca che dà l’avvio alle procedure per l’affidamento della progettazione dei lavori di ristrutturazione e messa a norma del Presidio ospedaliero di Locri.

«Si tratta di un intervento atteso da anni – ha spiegato – attraverso il quale puntiamo a restituire dignità e qualità a un polo sanitario indispensabile per garantire il diritto alla salute nella comunità della locride. L’intervento complessivo di ristrutturazione e messa a norma del padiglione denominato ’Greca’ del Presidio Ospedaliero di Locri, avrà un importo complessivo di 14,5 milioni di euro, e prevede l’adeguamento strutturale, tecnologico e funzionale del plesso, nonché l’acquisizione di un’adeguata dotazione tecnologica».

«Non c’è ambito in cui non stiamo operando per riqualificare la nostra sanità – ha proseguito –: dall’accelerazione sulla realizzazione dei nuovi ospedali, alla messa a norma di quelli esistenti e all’implementazione delle dotazioni di macchinari tecnologici, in pochi mesi abbiamo impresso una decisa inversione rispetto al passato. Non c’è da sorridere certo, perché la situazione resta complicata e perché il lavoro che ci aspetta è ancora tanto, ma siamo certi di essere sulla strada giusta».

«Abbiamo accertato il debito sanitario – ha continuato – facendo finalmente chiarezza sui bilanci che per anni erano immersi nelle nebulose e dimostrando al governo nazionale l’efficacia delle nostre azioni. Puntiamo ora, nei prossimi mesi, a dare più qualità al settore con la nascita di Azienda Zero che rappresenta un investimento strategico nella gestione della sanità calabrese».

«Con orgoglio stiamo cambiando passo – ha continuato – lo dimostra anche la nascita di uno dei più grandi poli sanitari del Mezzogiorno, quello del Policlinico ’Dulbecco’ a Catanzaro, o il protocollo d’intesa sottoscritto dall’Azienda ospedaliera Annunziata di Cosenza e l’Università della Calabria per la collaborazione in ambito sanitario. Ripeto, ancora c’è molto da fare, ma questa sfida non è impossibile». (rcz)

La sindaca di Cariati Greco: Dotare il Vittorio Cosentino di due medici cubani

La sindaca di Cariati, Filomena Greco, ha chiesto al commissario ad acta, Roberto Occhiuto, di dotare il presidio ospedaliero di Cariati di due medici cubani, un nefrologo per il reparto dialisi e potenziamento del laboratorio analisi con 2 tecnici ed un infermiere per la sala prelievi per esterni e per le urgenze, utilizzando la graduatoria aperta».

Richiesta che è stata fatta anche al Dirigente Generale Dipartimento Tutela della Salute e Servizi Socio Sanitari, al Commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza e al direttore gestione Tecnico Patrimoniale: si tratta di proposte di soluzioni di semplice attuazione – si sottolinea nella lettera – senza costi eccessivi e di rapida esecuzione.

Le richieste fanno seguito al confronto con il personale attualmente presente nella struttura sanitaria e che necessiterebbe di un potenziamento anche per un radiologo con potenziamento di radiologia Tac Rmn – Eco per le urgenze e per pazienti esterni; della riqualificazione del pronto soccorso anche rafforzando l’attuale Pip in modo da garantire le emergenze urgenze, trattarle e, stabilizzate, inviarle successivamente agli ospedali qualifica.

Il primo cittadino ha chiesto, anche, che siano modificati gli spazi presenti nell’astanteria del Pronto Soccorso per il trattamento e l’osservazione dei pazienti che possono essere seguiti in loco; la riconversione della Rsa in reparto (geriatria), che di fatto eroga già una forma di sanità assistita, con raddoppio dei posti da recuperare, magari da reparto covid. Tra le altre richieste vi è anche quella di realizzare un day-surgery per piccoli e medi interventi di chirurgia. Contribuendo a ridurre i tempi di attesa, potrebbe essere attivata in virtù del fatto che la sala operatoria è nuova e non mancano gli spazi per la degenza giornaliera. (rcs)

 

I parlamentari M5S: Occhiuto solleciti il Governo su mancanza di personale

I parlamentari del M5S Vittoria Baldino, Anna Laura Orrico, Elisa Scutellà e Riccardo Tucci, hanno chiesto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, di sollecitare il Governo sulla mancanza di personale in Calabria.

«Negli ospedali calabresi mancano 2.500 medici – hanno ricordato –. E tante sono le assunzioni promesse da Occhiuto lo scorso anno nel corso del Tavolo Adduce. Ma dove sono? A distanza di un anno sono assunzioni che gli ospedali calabresi non hanno ancora visto. I concorsi non decollano e il piano operativo regionale, approvato solo in parte, è fermo per le correzioni ad Azienda Zero. Le uniche assunzioni così restano i 51 medici cubani, operativi da circa un mese. Annunciati ad agosto, attesi a settembre, sono arrivati a dicembre ma ne mancano all’appello ancora 446. Che fine hanno fatto, perché come da accordi non sono ancora stati impiegati negli ospedali calabresi in gravissima difficoltà, data la carenza di personale? È una domanda che merita una risposta considerati gli annunci di questi giorni, che vedono Occhiuto ora rincorrere i medici albanesi».

«E, mentre i calabresi attendono che il nuovo piano operativo regionale, approvato solo in parte dall’ultimo Tavolo Adduce – hanno proseguito – spieghi i suoi effetti riabilitando, tra le altre cose, gli ospedali di Trebisacce, Praia a Mare e Cariati e sbloccando il contributo di solidarietà di 60 milioni di euro contenuto nel decreto Calabria, il consiglio regionale della Calabria, come accaduto nella seduta di ieri, è convocato per ripetute correzioni normative ad Azienda Zero».

«Presentata come la panacea per tutto quanto non funziona nella sanità calabrese – hanno spiegato – ancora è ferma ai box e il rischio è che, come accaduto in altre regioni, si dimostri l’ennesimo carrozzone. Al momento esiste solo sulla carta ed è chiamato, come ogni nuovo ente pubblico in Calabria, a dimostrare di essere la giusta cura per le ferite della nostra sanità, che ogni anno assorbe ben oltre il 60% del bilancio regionale».

«Auspichiamo, dunque, che il presidente Occhiuto, che oggi riveste il ruolo di presidente della giunta regionale e di commissario ad acta, ponga in essere le giuste azioni per risolvere in Calabria la vertenza sanità.  Su tutto la gravissima criticità legata alla mancanza di personale che in Calabria più che nelle altre regioni manifesta tutte le sue drammatiche conseguenze. La doppia veste istituzionale – hanno concluso Baldino, Orrico, Scutellà e Tucci – permette ad Occhiuto di sollecitare con efficacia il Governo nazionale al fine di ottenere risultati concreti. La Calabria sulla sanità non può più attendere, come non possono più attendere i cittadini del vibonese, di Palmi e della sibaritide che aspettano il nuovo ospedale». (rrm)

L’OPINIONE / Santo Gioffrè: L’annuncite, ovvero i gattopardi delle tre Calabrie

di SANTO GIOFFRÈ – Oggi, come ieri e, pure, come domani, abbiamo appreso, attraveso il candor soave sprigionato dal ricercato dire del Governatore delle Calabrie, l’ennesimo rilancio che, altro non è, se non fumo venduto come arrosto di vitellina da latte.

Fumo, insomma e basta! L’altro, invece, il Governatore della Calabria Citra, Ultra Prima e Ultra Seconda, lo lascia ad un’opposizione Consiliare e Parlamentare (e non annovero i 5 stelle. Quelli, per lo sfregio arrecato alla rappresentanza popolare, non li considero. Sono altro… Niente!) e nei territori, che è solo vergognosa per come si sta comportando. Oggi, il Governatore, ecc. ecc. euforico per l’occasione televisiva, ha annunciato, tranquillamente e con sorriso a 375 gradi, che, dopo i Medici Cubani, in Calabria, potrebbero arrivare Medici dall’Albania.

Ora, se io fossi un maghero delle brughiere acquifere del Petrace, penserei alla trovata di un mio qualsiasi, grande concorrente. In effetti, l’annuncio del Governatore delle tre Calabrie, è un ribollir del subconscio che si fa verità. Occhiuto, è fin dal suo insediamento che annuncia… L’annuncio, dal punto di vista strategico, è un’azzardo di scuola; mira a saggiare la reazione. Occhiuto annuncia… Con l’annuncio si è preso il Commissariamento della Sanità, e il tavolo Adduce, puntuale, dice che dopo un anno, la situazione sanitaria, in Calabria, si è aggravata moltissimo… Ma lui, annuncia lo stesso. Ed annuncia una nuova Dbe, l’azienda Zero che, ovviamente, non parte mai perché, tecnicamente, non può funzionare. Forse, fittiziamente, la si imbelletta, ma non potrà mai funzionare.

Annuncia che è stato stabilito l’entità del buco della Sanità Calabrese, ma non dice nulla sul fatto che l’Asp di Reggio Calabria da 10 anni è senza bilancio, così come Cosenza e tutte le altre. Può essere accertato un qualsiasi debito se le Asp non hanno bilanci consolidati perché, ab origine, non esistevano carte contabili certe? Si può fare? Come? Ma, non è di questo che voglio parlare. Pur dovendone parlare, però. Che significa “che potrebbero arrivare, dopo i Medici Cubani, Medici Albanesi?”(I Cubani per i Comunisti e i diseredati Calabri e gli Albanesi per gli Arbëreshë?).

I Medici Cubani stanno svolgendo un lavoro eccezionale nel tenere attivi alcuni reparti. E se, per assurdo, venissero integrati, per sempre, diverrebbe patrimonio valoriale di questa Terra. Ma Occhiuto, però, non è che deve pensare che con le toppe e gli annunci, risolve le cose. No, anche perchè, avendo favorito la proposta di legge sull’autonomia differenziata, Occhiuto non può pensare che basti fare annunci o buttare, tutto, sulle spalle dei Medici Cubani o Albanesi che siano,basti a saziare l’ignoranza e l’abulia dei Calabresi. No, non può e non deve perché in Calabria non si è tutti ignoranti, abulici o asini tirati per la gavezza.

E no! Primo, perchè in mezzo a tutta questa confusione di annunci, non è che non siano state fatte alcune certe operazione, eccome se ne sono state fatte. Sono arrivati Medici Cubani ma, anche, improvvisi Cattedratici(?)

Come interverranno sul territorio? Cioè, voglio dire, il sistema dell’emergenza-urgenza, delle acuzie, per dirla col ghigno del leghista veronese Tosi, in Calabria, ora, è attivo? Perchè la Calabria, unica regione, rimane dentro I rigori del Piano di Rientro? Basta fare un annuncio di ricognizione del debito della sanità regionale che io, in altro scritto, tra l’altro ho confutato perchè qualcosa mi suonava storta, per dire che tutto va bene?

E la ricostruzione dei bilanci, per sapere chi e quante volte si è pagato la stessa fattura, per es. con l’ottemperanza a Reggio Calabria e, dopo 2 anni, con transazioni alla BDE a Catanzaro, che si fa, la si butta in cavalleria? Un’ultima cosa: il 10 anni, la Calabria ha dato alle 4 Regioni del Nord, 2 miliardi e 700 milioni di euro per poter garantire cure efficaci ai suoi abitanti. Ora, con gli annunci o con le storielle, si possono tappare buchi, non dare un colpo d’efficenza al sistema.

Anzi, come si sta notando, addirittura all’interno della stessa Calabria, Citra, Ultra Prima e Seconda, si rischia di creare diversi sistemi sanitari d’assistenza e cure per gli stessi Calabresi. Perché continuare a dare 320 milioni di euro alle Regioni leghiste e del PD del nord e non, subito, abbattere questo bubbone facendo una semplice operazione di buon senso? Invece di fare gli gnorri consapevoli, perchè non si fa un accordo per risolvere, immediatamente, la gravissima situazione, coinvolgendo Emergency? C’era una proposta di Gino Strada. Loro avrebbero organizzato, per 10 anni, le acuzie e la rete territoriale specislistica.

Qui, in Calabria abbattendo, subito, il pendolarismo sanitario. Anzi, attraendo utenza. Tutto per i prossimi 10 anni. Il finanziamento da reperire nella voce di bilancio: pendolarismo sanitario calabro verso le regioni del Nord. Non solo organizzazione di alta specializzazione della sanità, ma formazione di Medici e personale paramedico.Governatore, lei, per pararsi le parte nobili, ha rotto rigidità mentali e politiche portando i Medici Cubani e, poi,forse, gli Albanesi. Ma queste cose non garantiscono strategie strutturali permanenti. Salvo che, il tutto, non faccia parte di una precisa strategia… In questo caso, rimango in tacita attesa. Ma non starò muto! (sg)

Collaborazione Regione- Bambino Gesù di Roma, al via a Catanzaro l’ambulatorio di dermatologia pediatrica

All’ospedale Mater Domini di Catanzaro ha preso il via l’ambulatorio di Dermatologia pediatrica. Una struttura che è stata resa possibile grazie all’accordo stipulato tra la Regione Calabria e l’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù di Roma” lo scorso 3 agosto al ministero della Salute.

A prestare assistenza ai piccoli pazienti sarà la dott.ssa Maya El Hachem, Responsabile di Struttura Complessa dell’Unità di Dermatologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

L’accordo con l’Ospedale della Santa Sede risulta fondamentale in una regione come la Calabria che vede ogni anno migliaia di pazienti pediatrici costretti ad emigrare per poter ricevere le cure necessarie. L’obiettivo è quello di garantire assistenza sanitaria in loco e quindi limitare la migrazione sanitaria alle patologie di elevata complessità sgravando le famiglie calabresi di un peso morale ed economico importante. Congiuntamente, la volontà è quella di valorizzare le eccellenze all’interno della rete pediatrica regionale con l’acquisizione di competenze specialistiche in raccordo con la prima struttura pediatrica italiana.

«Un plauso per questa iniziativa che renderà ancora più forte e qualitativa la dermatologia calabrese in particolare a favore delle fasce più fragili fortemente voluta dal presidente Roberto Occhiuto ed dal commissario dell’azienda Zero della Regione professor Pino Profiti», ha commentato il direttore della Scuola di Dermatologia dell’Università Magna Graecia, professor Steven Nisticò.

Prenderà parte ai lavori, la professoressa Daniela Concolino, direttore della Scuola di Pediatria, insieme alla dottoressa Martina Tolone, medico in formazione specialistica in Dermatologia che vanta nel suo Curriculum un’esperienza professionale all’ Ospedale Pediatrico Necker di Parigi, centri di riferimento europeo nell’ambito delle patologie dermatologiche nel bambino e nell’adolescente.

«L’augurio – ha concluso il professor Nisticò – è che sia l’inizio di una proficua collaborazione nell’esclusivo interesse dei piccoli pazienti calabresi». (rcz)

In copertina Steven Nisticò.