Diritto allo studio, l’assessore Savaglio incontra il sottosegretario De Cristofaro

L’assessore regionale all’Istruzione, Sandra Savaglio, ha incontrato il sottosegretario del Ministero dell’Università e della Ricerca Giuseppe De Cristofaro, durante la tavola rotonda Diritto allo studio e prospettive svoltosi al Museo del Presente di Rende.

Al tavolo anche i professori dell’Unical, Nicola Fiorita e Gianpaolo Iazzolino, delegato del Rettore per il diritto allo studio.

«La mia linea – ha dichiarato l’assessore Savaglio – è di sostenere la cultura dello scambio tra le università italiane che non si traduca solo in termini di emorragia di studenti dal Sud verso il Nord, ma di sinergie e integrazione di sviluppo culturale. Abbiamo il campus più grande d’Italia in Calabria e anche le altre università calabresi forniscono un’alta qualità di formazione. Resto fortemente favorevole alle esperienze di giovani studiosi all’estero, o comunque altrove rispetto alla propria regione, ma l’offerta universitaria della nostra Calabria non teme il confronto con altri atenei italiani, soprattutto per i corsi di eccellenza. Nel diritto allo studio, ritengo fondamentale, non solo aumentare le risorse per Borse di studio, alloggi, mense eccetera, ma continuo a pensare che sia necessario puntare ad un’offerta di alto livello, di qualità».

Con le esigenze sorte dall’emergenza Covid-19, la Regione Calabria ha erogato fondi aggiuntivi utili allo scorrimento delle graduatorie degli idonei, coprendo tutte le richieste. Più di 100 milioni di euro spesi dal 2014 al 2019 per il diritto allo studio, tra Fis, risorse relative alla legge regionale n.39 del 2001, che non sono però bastate a creare le condizioni utili per raggiungere una stabilità relativa ai fabbisogni degli studenti calabresi.

«Una legge – secondo la Savaglio – che va rivista perché ormai superata dalle condizioni e dallo esigenze attuali. Dai rapporti Svimez ultimamente pubblicati, è emerso che, nel prossimo anno, il Pil decrescerà del 6,4%, il reddito delle famiglie calerà di oltre il 2%. Alla luce di tali prospettive, è credibile presumere che le università del Sud avranno più iscritti e, molto probabilmente, più idonei alle borse di studio. Pertanto Servono sicuramente più risorse».

Il sottosegretario De Cristofaro chiarisce subito lo spirito della sua visita in Calabria: «ascoltare le singole realtà regionali, iniziando dalla Calabria, perché ritengo decisivo partire dal Mezzogiorno nella ricostruzione del quadro generale dello stato delle università in Italia. Ho l’impressione che quanto fatto negli ultimi decenni abbia piuttosto acuito elementi di disuguaglianza, sperequazione tra Nord e Sud. Con il Covid-19 si è alzata la soglia di attenzione dell’opinione pubblica rispetto a questi temi, favorendo il dibattito pubblico, che è quello che è veramente mancato».

Rivolgendosi, poi, all’assessore Savaglio il sottosegretario ha dichiarato: «noi lavoreremo molto insieme, e non solo sul diritto allo studio, cercheremo di rendere stabili quei provvedimenti che sono stati pensati come emergenziali».

«Dobbiamo pensare ad interventi strutturati – ha concluso il sottosegretario – che abbiano un indirizzo di visione e che puntino a chiarire quale sia la funzione dell’università pubblica oggi. La sfida è costruire percorsi di formazione per studenti che si intreccino con modelli di sviluppo sostenibile». (rrm)

I rappresentanti degli Istituti Tecnici Superiori incontrano le imprese

Per la prima volta, in Cittadella regionale, si è svolto un incontro tecnico tra il sistema delle Fondazioni regionali impegnate nella erogazione dei corsi di Istruzione Tecnica Superiore e le imprese regionali rappresentate dalle associazioni di categoria.

L’incontro, promosso dal Dipartimento presidente della Regione e che ha visto la presenza di Unindustria, Legacoop, Confartigianato e Coldiretti, rientra nell’ambito del nuovo avviso riservato alle Fondazioni per il finanziamento di percorsi di istruzione tecnica superiore rivolti a soggetti inoccupati o occupati che intendano acquisire competenze specifiche sui temi, definiti a livello ministeriale, oggetto dei percorsi di Istruzione Tecnica Superiore: dall’efficienza energetica alla mobilità sostenibile, dalle nuove tecnologie per il made in Italy fino alle tecnologie innovative per i Beni culturali e del turismo.

Il cuore dell’avviso è, infatti, il rapporto con le imprese e l’inserimento occupazionale dei corsisti, da qui la volontà del Dipartimento presidenza di organizzare un tavolo tecnico di confronto durante il quale le fondazioni Its hanno presentato i profili professionali che intendono formare al sistema datoriale, per verificarne la coerenza con il fabbisogno di competenze e gli esiti occupazionali.

«Il confronto promosso oggi, per la prima volta nella sede della Cittadella, tra le Fondazioni e i rappresentanti delle imprese – ha sottolineato l’assessore regionale all’Istruzione, Sandra Savaglio – intende avviare insieme un metodo innovativo e diretto per raggiungere migliori risultati in termini di qualità del percorso formativo, delle competenze, del bisogno produttivo. Saranno nuovi gli incontri, anche sulla scorta delle istanze presentate dalle aziende, che contribuiranno a creare una collaborazione costante con la filiera economica e necessaria allo sviluppo di questo importante ambito rappresentato dai percorsi di formazione tecnica». (rrm)

CATANZARO – Riaprono le Scuole, il messaggio del sindaco Abramo

Oggi, a Catanzaro, rientrano a Scuola i più piccoli, dalle medie in giù. Per l’occasione, il sindaco Sergio Abramo ha ribadito come «la riapertura delle Scuole è sempre un  momento di pura e grandissima gioia. E, finalmente, a Catanzaro, ci siamo arrivati anche quest’anno».

«Considerando il periodo delicato che stiamo attraversando – ha aggiunto – oltre a inviare i più classici auguri di buon lavoro agli alunni e agli studenti, ai docenti, al personale Ata, ai dirigenti, sento il dovere di richiamare tutti, istituzioni in primis, alla responsabilità. Un primo passo è stato intrapreso giovedì con l’apertura, in tutto il territorio provinciale, delle scuole secondarie di secondo grado. Ora tocca ai più piccoli, dalle medie in giù».

«Mai come oggi – ha proseguito il primo cittadino – dopo sei mesi abbondanti di chiusura per l’emergenza Covid, poter rivedere ragazzi e insegnanti fra i banchi è il segnale di un lento, e mi auguro duraturo, ritorno a una nuova normalità. Tutti noi abbiamo compreso, nei mesi scorsi, quanto è stato difficile confrontarsi con il distanziamento, le mascherine, il lockdown. E proprio il mondo della scuola ha dimostrato, pur in presenza di criticità del tutto nuove legate all’emergenza sanitaria, quanto la sperimentazione di metodi innovativi, con la didattica a distanza, sia stata importante. Non posso non sottolineare i grandi sforzi fatti dai dirigenti, dai docenti, dagli studenti e dalle stesse famiglie, che si sono messi in gioco per non interrompere i percorsi formativi, fondamentali soprattutto fra i più giovani. Ringrazio ognuno di loro per ciò che hanno fatto».

«Con lo stesso senso di responsabilità – ha proseguito – è necessario affrontare il momento del ritorno fra i banchi. Per farci trovare pronti le amministrazioni – il Comune e la Provincia per gli istituti di rispettiva competenza – hanno lavorato duramente, e in maniera prioritaria, per garantire che fossero eseguiti gli interventi di adeguamento degli spazi ai nuovi standard anti-Covid. Con le dirigenze scolastiche si è instaurata una sinergia produttiva in un rapporto di ascolto reciproco in base al quale ho condiviso la richiesta, giunta dai dirigenti scolastici, di posticipare l’avvio delle attività negli istituti comprensivi di qualche giorno. Questo al fine di completare tutti gli adempimenti resisi necessari, specialmente nei plessi che sono stati sede delle operazioni di voto legate al Referendum».

«Sono sicuro – ha dichiarato il sindaco Abramo – che gli studenti, indipendentemente dall’età e dalla classe che frequentano, sapranno essere maturi e responsabili: l’emergenza Covid non è per niente finita, le buone pratiche di distanziamento, l’utilizzo delle mascherine, l’igiene e tutti gli altri accorgimenti vanno rispettati allo stesso modo in cui si affronta un importante compito in classe. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto».

1La funzione educativa della scuola – ha concluso – unita a quella delle famiglie, continua a svolgere un ruolo centrale che l’emergenza covid ha ulteriormente rafforzato. È il momento di riappropriarsi della “casa” naturale di studenti e insegnanti, restando sempre uniti e responsabili. Buon anno scolastico a tutti». (rcz)

A Cosenza Occhiuto fa ripartire la scuola nella Città dei Ragazzi

La Scuola è ricominciata in Calabria e, a Cosenza, gli studenti  delle elementari e delle medie hanno iniziato l’anno scolastico in un posto inusuale: la Città dei Ragazzi.

Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, infatti non ha firmato l’ordinanza che avrebbe rinviato l’inizio dell’anno scolastico il 28 settembre, ma si è messo all’opera e, grazie ad un lavoro di riqualificazione complessiva che è riuscito a realizzare, in tempi record, 18 classi che hanno permesso a 368 studenti delle terze, quarte e quinte classi della Scuola elementare “De Matera”, e dell’Istituto comprensivo “Don Milani-De Matera” il ritorno a Scuola in sicurezza e in presenza.

Non nasconde la soddisfazione il primo cittadino che, questa mattina, ha presenziato all’apertura dell’anno scolastico, insieme alla dirigente Immacolata Cairo e del vicesindaco e assessore alla Riqualificazione, Francesco Caruso, l’assessore alla Scuola Matilde Spadafora Lanzino e l’assessore Loredana Pastore.

Inoltre, nel corso della visita, è arrivata l’assessore regionale all’Istruzione, Sandra Savaglio, che è rimasta colpita dal lavoro realizzato, congratulandosi con il sindaco Occhiuto. Poi, insieme al primo cittadino, la Savaglio ha fatto fatto visita nelle aule della Città dei Ragazzi, augurando buon anno scolastico a tutti i bambini delle classi ospitate.

«Il mio giro nelle classi – ha scritto su Facebook l’assessore Savaglio – inizia da là dove le classi non c’erano: la Città dei Ragazzi a Cosenza ha accolto più di 350 bambine e bambini che stamattina erano felicissimi di iniziare».

«Ho visto volti felici e commossi – ha proseguito – ho visto un sindaco e la sua giunta, insieme con le cooperative a lavoro anche il 14 di agosto per raggiungere questo risultato. Dimostrazione come il lavoro collettivo ha fatto sì che si tornasse in aula in presenza e in sicurezza e nei tempi stabiliti».

«Il momento cruciale – ha aggiunto la Savaglio – e senz’altro più emozionante della mattinata trascorsa alla Città dei Ragazzi, è stata la consegna delle chiavi della Città dei Ragazzi passati dalle mani del sindaco Occhiuto a quelle della Dirigente scolastica Cairo. Brave e bravi davvero».

«Con i nuovi spazi per circa 400 studenti – ha ribadito il sindaco Occhiuto nel corso della sua permanenza alla Città dei Ragazzi, dove ha visitato tutte le 18 aule allestite – ne è stata allestita anche una diciannovesima (aula Covid), come previsto dalla legge – è stato possibile liberare altri spazi nei plessi degli altri istituti demolendo alcune pareti e realizzando opere anche consistenti di impiantistica, di riqualificazione e poi spostando gli alunni in altri plessi, dove c’erano ambienti che non erano utilizzati e che sono stati riqualificati».

«Cosenza – ha aggiunto Occhiuto – apre l’anno scolastico, così come era stato stabilito. È stato un segnale importante che abbiamo voluto dare, nonostante ci fossero molte richieste di segno diverso. Devo ringraziare i dirigenti scolastici che hanno avuto un atteggiamento molto collaborativo e costruttivo. C’è stato un impegno da parte loro costante e insieme al nostro sforzo oggi ci è consentito di restituire la struttura della Città dei Ragazzi dopo tutto il lavoro che abbiamo svolto in questi mesi, con spazi assolutamente straordinari per tutti i bambini che attendevano impazienti il ritorno a scuola».

«Insieme ai bambini e ai ragazzi – ha aggiunto – oggi riparte la città, riparte la vita. Speriamo che lo sforzo che abbiamo compiuto in questi mesi possa servire per dare un impulso complessivo. Lo abbiamo voluto fare partendo dai ragazzi e dai bambini, partendo, insomma, dalla scuola, perché per noi questo è il futuro della nostra città. Questi bambini e studenti saranno i futuri cittadini e su di loro abbiamo sempre puntato come migliori alleati, anche nelle campagne di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata o per la mobilità sostenibile».

Il sindaco, inoltre, ha fatto pervenire, sui banchi, una cartolina con su scritto le sentinelle del futuro: «sono loro – ha sottolineato Occhiuto – i portatori di quei principi che noi trasferiamo all’interno delle scuole e che si premurano di trasferire, a loro volta, nelle famiglie. Ed è dai nostri migliori alleati che parte l’opera di sensibilizzazione di quel processo civico che è importante per tutta la città».

Grande soddisfazione e riconoscenza nei confronti dell’Amministrazione comunale, per gli interventi realizzati, è stata espressa dalla dirigente scolastica dell’Istituto Don Milani-De Matera, Immacolata Cairo che ha ricevuto le chiavi della Città dei Ragazzi dal Sindaco Occhiuto.

«Inizia un nuovo anno scolastico – ha detto – veramente all’insegna della felicità e della gioia e della sinergia che è stata dimostrata dall’Amministrazione comunale e dal Sindaco Mario Occhiuto che ha accolto la nostra proposta di trovare nei locali della Città dei Ragazzi lo spazio per i nostri 368 alunni delle 18 classi che sarebbero rimasti fuori dalla “De Matera”».

«È stata una corsa contro il tempo – ha aggiunto la dirigente scolastica –un’azione di squadra portata a termine con tante persone, tanti mezzi, tanta passione e tanto amore, perché i nostri bambini meritavano la scuola in presenza, in questi spazi bellissimi».

«La consegna delle chiavi della Città dei Ragazzi – ha proseguito Immacolata Cairo – è il culmine di un’estate senza vacanze, senza domeniche, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Gli alunni, finalmente, possono ricominciare in presenza, perché una scuola in presenza è una speranza per tutti di una ripresa che è la vita normale e che, purtroppo, ci è stata sottratta in questi mesi». (rrm)

Scuola impreparata alla ripartenza, secondo il consigliere regionale Notarangelo (PD)

Domani ripartono le Scuole anche in Calabria, ma per il consigliere regionale del Partito DemocraticoLibero Notarangelo, «la scuola è ancora impreparata alla ripartenza».

Il consigliere, infatti, riconosce la necessità della riapertura delle Scuole, che ha «un valore e un significato sociale importante» ma, «ai consueti problemi che si registrano in avvio di anno scolastico, a quanto pare irrisolti e inalterati, si aggiungono naturalmente quelli da gestione dell’emergenza anti-covid».

«Tra le problematiche più preoccupanti riscontrate – ha spiegato il consigliere regionale – quelle della carenza di personale, pari al 50% del fabbisogno, dell’inadeguatezza di buona parte dei plessi, dei trasporti e della sicurezza sanitaria, problematiche che in Calabria sono endemiche ma adesso sono ulteriormente aggravate dall’emergenza Covid».

«Tra i problemi, neanche a dirlo – ha aggiunto – quelli infrastrutturali, oltre che la carenza di personale: se si considera che su 1.670 posti messi a bando sono coperti solo 800, e le cose vanno peggio per il sostegno, dove c’è una copertura di solo il 20%. Comunque, si riparte. E vedremo in queste ore con quali risultati».

«Il rischio zero non esiste: è inutile pensarlo – ha proseguito Notarangelo –. Ma la minaccia si può e si deve gestire: a servire, per il contenimento del contagio, sono i tamponi che rintracciano l’Rna virale nelle vie respiratorie. I sierologici non servono allo scopo; è necessaria invece l’attivazione veloce dei dipartimenti di prevenzione, e bisogna immaginarsi una scuola flessibile, pronta a reagire ai salti di un eventuale isolamento, oppure di una frequentazione intermittente».

«In questa fase , quando parliamo di scuola – ha spiegato il consigliere regionale del PD – non possiamo non rapportare le problematiche del settore che si occupa di garantire istruzione e formazione alle future generazioni a quelle di sistema sanitario che in queste nostre latitudini non se la passa bene da decenni, e che il diffondersi del coronavirus e il contrasto alla pandemia ha solo ulteriormente complicato ed esposto a criticità. Proprio l’emergenza Covid19 in Calabria ha fatto emergere ed esplodere inefficienze e contraddizioni frutto di decenni scelte politiche in merito al management in sanità dettate da esigenze politiche e clientelari piuttosto che dall’interesse collettivo e dal dovere di tutelare il diritto alla salute dei calabresi che oggi subiscono maggiormente le conseguenze nefaste di una lunga fase commissariale».

«Decenni di mancata programmazione  – ha aggiunto – e di una visione ragionieristica della gestione della sanità pubblica da sistemare a colpi di macete e tagli lineari, mentre è stata messa in ginocchio dal malaffare e dalle infiltrazioni mafiose. A farne le spese i calabresi che per una visita cardiologica arrivano ad attendere 18 mesi, i malati cronici che si vedono rinviare visite specialistiche fondamentali per la sopravvivenza, mentre si continua a giocare con riorganizzazioni dipartimentali e atti aziendali. Un disastro chiamato sanità calabrese».

«Scuola e sanità – ha detto Notarangelo – c’è un legame imprescindibile su cui riflettere pensando al rischio concreto di un rinfocolarsi della diffusione del virus e quindi le preoccupazioni per un collasso del sistema sanitario: per invertire la tendenza bisogna cambiare mentalità politica.

«È arrivato il momento – ha aggiunto – che gli schieramenti contrapposti confluiscano nel fronte unico impegnato a rivendicare una sanità per la Calabria da mondo. Se pensiamo di risolvere i milioni di problemi della sanità nella nostra regione a “spizzichi e bocconi” non ne usciamo vivi, è il caso di dire. La sanità va proprio ripensata e ridisegnata».

«È questo è un compito dell’indirizzo politico – ha concluso –che non deve preoccuparsi solo delle nomine del management, ma ai direttori generali deve dire cosa fare per impedire la migrazione sanitaria, le liste d’attesa di anni, la carenza di posti letto, le barelle nelle corsie. Se non ora, quando?». (rrm)

Risuona la campanella: oggi aprono molte Scuole in Calabria, le altre entro il 28

Domani, giovedì 24 settembre, riaprono le Scuole in Calabria.

La Regione Calabria, presieduta da Jole Santelli, con il decreto del 10 agosto aveva disposto la riapertura delle Scuole non il 14 settembre come tutte le altre Regioni, ma il 24 settembre, in quanto aveva ritenuto dannoso «per gli studenti il ritorno a scuola il 14 dello stesso mese per poi bloccare le lezioni a causa dei seggi elettorali».

Tuttavia, non tutte le Scuole calabresi riapriranno domani: a Cosenza, ad esempio, alcuni Istituti non riapriranno domani: all’IC “Fausto Gullo” e dell’IC di Via Negrone, a causa delle aule non ancora pienamente agibili, riapriranno lunedì 28 settembre.

Stessa data anche per Aprigliano, Castiglione Cosentino, Cassano, Diamante, Luzzi, Pietrafitta, Santo Stefano di Rogliano, Cetraro, Moltalto, Paola, Reggio Calabria, Caulonia, Palmi, Villa San Giovanni, Gizzeria, Stefanaconi e Nicotera, mentre Castrovillari e a Crotone la campanella suonerà il 25 settembre, mentre a Gioia Tauro si entrerà il 26 settembre.

Assessora Sandra SavaglioL’assessore regionale all’Istruzione, Sandra Savaglio, ha voluto porgere i suoi auguri, in un video messaggio, a «tutta la Calabria e buon lavoro a Dirigenti, Docenti e Ata».

«Sarà un anno molto diverso dagli altri – ha aggiunto – ma l’impegno che c’è da parte di tutto il mondo della Scuola mi rende fiduciosa». (rrm)

La Savaglio incontra gli Itis calabresi per l’Avviso Offerta Formativa

L’assessore regionale all’Istruzione, Sandra Savaglio, ha incontrato gli Istituti Tecnici Superiori calabresi per illustrare l’Avviso dell’offerta formativa e il suo obiettivo.

Insieme all’assessore Savaglio, presenti anche il dirigente della presidenza Tommaso Calabrò e la dirigente del settore alta Formazione e Università, Menotti Lucchetta.

Nel corso dell’evento, poi, sono stati richiamati i dati di un report del World Economic Forum che prevede che nei prossimi 3 anni nei 15 paesi più industrializzati dell’Europa, si guadagneranno 2 milioni di posti di lavoro innovativi e se ne perderanno 7 di tipo tradizionali.

L’unica risposta per non subire il calo dell’occupazione è investire sulle competenze. E gli Its rispondono esattamente a questo bisogno. Infatti, nell’Avviso, approvato con una dotazione di 3.389.828 euro, si aggiungeranno i 365.870,00 euro dal riparto del Ministero competente.

«L’obiettivo della formazione – ha specificato l’assessore Savaglio – è rispondere a un bisogno produttivo, che è un bisogno di competenze per migliorare il livello di occupazione. Ampliare l’offerta formativa con nuovi percorsi e, per quanto riguarda la valutazione, vogliamo inaugurare un nuovo corso per il quale l’attenzione si sposta dalla mera rendicontazione al risultato».

«Sappiamo che la Calabria – ha spiegato – ha un dato significativo molto grave di disoccupazione giovanile, quasi il 50% rispetto al 29% del dato nazionale e intervenire sulle competenze è più difficile che altrove Il sistema Its, invece, sappiamo che a livello nazionale funziona molto bene».

La tendenza che si vuole ribadire è che la Regione Calabria finanzia la formazione di 260 ragazzi eccellenti (20 per ognuno dei 13 Its ufficialmente riconosciuti).

«Per raggiungere questo obiettivo – ha specificato la Savaglio – predisporremo una comunicazione ad hoc per disseminare meglio l’informazione relativa agli ITS in Calabria, recuperando spazi di divulgazione e strategie condivise con i partner».

Il dirigente Calabrò, invece, ha messo in evidenza come sia necessario ampliare l’offerta formativa con nuovi percorsi che siano aderenti alle esigenze del territorio.

«È un periodo molto difficile per le imprese – ha dichiarato Calabrò – perché non hanno molta fiducia nell’affidare i propri lavoratori a corsi che ritengono un po’ troppo generalisti, un concetto sbagliato ma, allo stesso tempo, un luogo comune».

«La Regione – ha aggiunto – rilancia e investe maggiori risorse perché facendo un attento lavoro di scouting, superando la domanda generalista, si può dar luogo a 20 eccellenze per ogni corso. Cerchiamo di intrecciare la domanda tra la formazione e il mondo del lavoro per farlo, ci offriamo di organizzare incontri con le rappresentanze delle imprese, Il focus non è il finanziamento alla scuola ma è il finanziamento alla formazione delle persone. Cerchiamo imprese, incontriamole e incrociamo le loro esigenze alle nostre proposte».

 

Scuola, Savaglio: la Calabria sarà pronta per la ripartenza il 24 settembre

Per l’assessore regionale all’Istruzione, Sandra Savaglio, la proposta del Consiglio regionale della Calabria, di aprire il 28 settembre le Scuole coinvolte come seggi elettorali, non è una strada percorribile.

«Quindi – ha spiegato l’assessore Savaglio – l’apertura deve essere uguale per tutti e visto che gli spazi destinati ai seggi sono di gran lunga la minoranza, si delibera per la conferma del 24 settembre come data unica di avvio».

«Il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Maria Rita Calvosa – ha aggiunto – sta lavorando tantissimo con Comuni e dirigenti, dobbiamo onorare il loro lavoro. Franco Candia, presidente Anci, che si è impegnato intensamente per preparare i Comuni alla riapertura concordata a luglio, per verificare gli spazi e il resto, si dice pronto alla decisione che sarà presa da Presidente e Giunta regionali».

«Abbiamo ascoltato le voci di altre rappresentanze nel territorio – ha proseguito l’assessore regionale all’Istruzione – e anche i capigruppo di maggioranza e minoranza del  Consiglio, i quali, dimostrando grande senso di responsabilità, hanno convenuto che per tutti la data del 24 è il giusto compromesso. Nel caso dovessero succedere singoli ritardi che si possono presentare (possibile sempre anche in situazioni di vita ordinaria) si faranno provvedimenti singoli e motivati».

«Il 24, tutta l’Italia avrà i bambini e i ragazzi a scuola – ha concluso la Savaglio –. La Calabria, che ricordiamo è la regione con il minore numero di contagi in rapporto alla popolazione, sarà pronta per il giorno che in tanti stanno aspettando, con grandissima voglia di ripartire». (rrm)

LAMEZIA – Scuola, il sindaco Mascaro replica a d’Ippolito che risponde

Il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, ha voluto replicare al deputato del Movimento 5 StelleGiuseppe d’Ippolito, che aveva dichiarato che il Comune di Lamezia Terme non «non figura tra gli enti beneficiari delle risorse, rese disponibili con due avvisi ministeriali degli ultimi giorni, destinate all’affitto degli spazi e al loro adattamento alle esigenze didattiche, nonché ai noleggi di strutture temporanee a uso didattico».

«Contrariamente a quanto in precedenza affermato dal notoriamente assente e distratto deputato – si legge in una nota del sindaco – il Comune di Lamezia è stato assegnatario di finanziamento di 400.000 euro nel mese di luglio ed ha conferito formale incarico di progettazione per la realizzazione di interventi edilizi finalizzati all’adeguamento degli spazi delle strutture scolastiche; nel contempo, è in essere continua attività di manutenzione  attraverso manodopera e fondi comunali. Il 3 settembre scorso, l’assessore alla Pubblica Istruzione, in presenza dei funzionari addetti dei Lavori Pubblici, della Multiservizi e della Pubblica Istruzione, ha ricevuto singolarmente i Dirigenti Scolastici di Lamezia per fare il punto sulla situazione e concordare le priorità e un calendario delle azioni da programmare; il tutto si è svolto in maniera proficua e costruttiva».

Per quanto riguarda i finanziamenti di cui si riferisce d’Ippolito, il sindaco Mascaro ha specificato che «il Comune di Lamezia ha regolarmente partecipato all’avviso, chiedendo l’acquisto di 7 container per coprire 7 classi per il complessivo importo di 800.000 euro ma il Ministero ha inopinatamente accolto solo le richieste di noleggio, senza che fosse mai stato specificato alcun criterio di priorità nella selezione delle richieste; ciò a causa delle risibili risorse (100 milioni per tutte le scuole di Italia di ogni ordine e grado!) messe in campo da governo mostratosi assolutamente incapace a gestire emergenza scolastica con risultati sotto gli occhi di tutti come per la grottesca vicenda dei banchi monoposto».

«Pertanto – ha aggiunto il primo cittadino – tutte le richieste tendenti all’acquisto dei container, formulate dai tantissimi Comuni che in ogni angolo di Italia aveva l creduto che il Dl non fosse un mero spot, non hanno ottenuto il finanziamento».

«Un onorevole attento e propositivo – ha proseguito Paolo Mascaro – invece di farsi notare solo per imprecisi comunicati, si sarebbe battuto ogni giorno per far aumentare la ridicola cifra del DL flop ma l’on. D’Ippolito non poteva smentirsi neanche in questa occasione ed ovviamente ha continuato a brillare per assenza ed insipienza. Questi sono i fatti oggettivi. Le parole forse andrebbero pesate meglio, specialmente quando riguardano una fascia sensibile come la popolazione scolastica e le famiglie e gli operatori della scuola, che senza sosta hanno operato tutta l’estate per garantire sicurezza e e tranquillità, anche quando le indicazioni ministeriali sono giunte confuse, ambigue e contraddittorie».

1L’Amministrazione auspica che i rappresentanti politici del territorio – ha concluso il sindaco Mascaro – abbandonino partigianerie in favore di azioni che mirino unicamente al bene della comunità. L’on. D’Ippolito sappia riconoscere il lavoro dei dipendenti comunali e dei Dirigenti Scolastici, che hanno sacrificato le proprie ferie estive senza comunicati stampa e senza ambire a medaglie al valore, ma unicamente per onorare il proprio servizio allo Stato».

«Dopo tanto lavoro, sono delusa da queste parole – ha affermato l’assessore Giorgia Gargano –. Da un politico nazionale mi sarei aspettata che difendesse il proprio territorio e che in questa come in altre contingenze combattesse per la propria città invece di cogliere ogni occasione e ogni possibile difficoltà per fare sterile opposizione politica».

Immediata, la replica del deputato del Movimento 5 Stelle: «sui fondi statali per l’affitto degli spazi, per il loro adattamento alle esigenze didattiche e per i noleggi di strutture temporanee a uso didattico, il sindaco lametino Paolo Mascaro può raccontare tutte le favole che vuole, da Cappuccetto rosso fino a Pinocchio. Nessuno dimentichi, tuttavia, che in politica come nell’amministrazione pubblica contano sempre gli atti ufficiali e mai le fantasie».

«Sul sito del ministero dell’Istruzione – ha informato d’Ippolito – sono disponibili i due recenti avvisi per la distribuzione delle risorse destinate a pagare gli affitti in questione, affiancati dai relativi elenchi di tutti gli enti beneficiari, in cui non compare affatto il Comune di Lamezia Terme. Questi i fatti, posto che chiunque è libero di emulare i capolavori letterari di Perrault, dei fratelli Grimm o di Carlo Collodi».

«Mascaro e sodali – ha sottolineato d’Ippolito – parlano di risorse ricevute per la progettazione, che alla luce delle nuove norme il Comune di Lamezia Terme poteva tranquillamente evitare di dare all’esterno, nonché di fondi per la realizzazione di interventi edilizi. Io parlo, invece, dei soldi stanziati per gli affitti, che come raccontano i documenti ufficiali lo stesso Comune non è stato in grado di prendere anche solo a titolo di noleggio, benché nella propria, fumosa nota lasci intendere il contrario».

«Potremmo chiudere questa storia con una battuta – ha concluso d’Ippolito – se non riguardasse il sacrosanto diritto all’istruzione garantito ai minori: io gioco a denari, Mascaro risponde a bastoni. Ribadisco ancora una volta, il sindaco ha  i poteri commissariali conferitigli dal decreto legge Scuola. A ogni potere, come il primo cittadino sa bene, corrisponde una responsabilità». (rcz)

In copertina, foto di Pasquale De Sando.

 

Lettera di una maestra cosentina alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina

Caterina Tiano, maestra di Scuola Primaria e referente per la provincia di Cosenza di Italia del Meridione, ha scritto una lettera indirizzata alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, «in merito all’apertura del nuovo anno scolastico e alle innumerevoli perplessità che ci preoccupano come comunità educante».

«Cara Ministra, sono Caterina Tiano – comincia la lettera –. Le scrivo come maestra di scuola primaria e referente per la provincia di Cosenza de Italia del Meridione in merito all’apertura del nuovo anno scolastico e alle innumerevoli perplessità che ci preoccupano come comunità educante».

«Mancano pochi giorni – prosegue la lettera – al suono della campanella ma il sipario è ancora abbassato. Si susseguono incontri presso il dicastero, tra le forze politiche e sindacali e la task force composta da vari esperti per fronteggiare l’epidemia del Covid-19, senza però aver raggiunto accordi precisi e dettagliati. Durante il lockdown c’era stata una fase in cui si pensava che il miracolo si fosse realizzato. Dai palazzi del quartiere di Trastevere, sede del Ministero di cui Lei è a capo, qualcuno, si era reso conto che in Italia esiste il problema delle classi pollaio. Consapevolezza prima, reazione e strategie dopo. Ci si aspettava con ansia lo sdoppiamento delle classi e l’incremento del numero degli insegnanti. Poi il sogno è svanito nel momento in cui, ha avuto contezza della realtà che guida: le classi non possono essere sdoppiate perché nelle nostre scuole non ci sono gli spazi».

«Allora cara ministra – continua la lettera – ha pensato di trasformare cinema, musei e chiese in piccole comunità scolastiche. Ma Lei non sa, perché troppo impegnata nei talk o sui social, del caos che si sarebbe creato per le famiglie che hanno più figli nelle stesse scuole e che sarebbero stati costretti a peregrinare nelle varie località “turistiche” prima di raggiungere il posto di lavoro, per non parlare del problema della sicurezza degli edifici ospitanti. Ovviamente, Le ricordo che non ci sono state ancora assunzioni importanti di nuovi insegnanti, ormai categoria non rispettata e maltrattata, e che anche il tanto sbandierato concorso è stato rinviato».

«Abbiamo assistito, in questi mesi – prosegue la lettera – ad un’escalation di argomenti frivoli, messi in atto, per distogliere l’attenzione dall’incapacità dimostrata nel risolvere il problema. Ha pensato bene di argomentare in tv di argomenti fondamentali quali, la scelta del banco, le persone designate in grado di controllare la temperatura, l’utilizzo o meno della mascherina, l’aula e il docente referente Covid, orari di ingresso plasmati in più fasce orarie, lezioni miste tra ore in presenza e in remoto ma con tristezza e rammarico, Le dobbiamo far notare anche come forza politica, che nessuna soluzione è stata individuata. Le sue posizioni, in questi lunghi mesi, sono state di basso contenuto, poco professionale e men che meno competente per ricoprire un ruolo così prestigioso e importante per le sorti del Paese».

«Ministra, la scuola è l’agorà di ogni comunità – incalza la lettera – la scuola è il luogo dove l’essere umano fa ingresso come bambino e si affaccia al mondo come adulto. Il luogo dove si cresce, ci si confronta, si ascolta, si impara. Una piccola comunità in grado di trasformare le paure in coraggio, le difficoltà in abilità, le competenze in strumenti indispensabili per diventare cittadini attivi di un mondo che appartiene a tutti. Il mondo della scuola, che è composto dai bambini, dagli insegnanti, dal personale Ata, dai genitori e da tutti gli operatori che vi ruotano attorno, chiedono certezze!»

«Da un ministro – prosegue la lettera della maestra e referente di Idm Caterina Tiano – ci si aspetta serietà, conoscenza degli argomenti e il coraggio delle decisioni e non le passerelle in Tv. E come nelle migliori favole, si spera in una soluzione seria e importante per far sì che l’anno scolastico 2020/2021 possa iniziare in sicurezza. Perché la scuola deve iniziare e perché di scuola abbiamo bisogno. E se potessimo essere noi a stilare la sua pagella, sicuramente sarebbe un giudizio negativo: “L’allieva Azzolina è bocciata, non può continuare il suo mandato, in quanto la mancanza di coraggio e la serietà nell’affrontare le problematiche e nel trovare soluzioni adeguate non le hanno permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati”». (rrm)