Irto (PD) presenta interrogazione per ennesima chiusura Galleria della Limina

Il senatore del Partito Democratico, Nicola Irto, ha presentato una interrogazione per chiedere al governo e al ministro per le Infrastrutture chiarezza e pronti interventi dopo l’ennesima chiusura della galleria della Limina che paralizza la Locride.

«La nuova chiusura della galleria della Limina – ha spiegato il senatore Irto – non può essere accettata supinamente. Da lunghi anni si aspettano interventi strutturali che rendano sicuro il transito lungo quell’arteria e, invece, la risposta dei governi a tutti i livelli è quella di consentire chiusure temporanee, in qualche stagione avvenute nelle ore notturne e con orari diversi a seconda delle giornate delle settimane, ma facendo rimanere insoluto il problema in tutta la sua gravità. Tanto che, adesso, ci troviamo davanti all’ennesima decisione arbitraria che rischia di compromettere la stagione turistica che sta per cominciare, oltre a creare disagi enormi per l’intero comprensorio».

«Nell’interesse della Comunità della Locride e della Calabria tutta – ha proseguito – depositerò un’interrogazione rivolta al governo e al ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini per avere risposte chiare su quanto sta avvenendo nella Locride e capire quali interventi il governo nazionale abbia intenzione di mettere in atto per evitare una così grave penalizzazione per la cittadinanza. Purtroppo le statistiche relative alla chiusure precedenti parlano chiaro ed esiste il rischio concreto che la nuova condizione di isolamento metta la Provincia di Reggio definitivamente in ginocchio».

«Non possiamo consentirlo – ha concluso – e metteremo in campo ogni sforzo utile per scongiurare la chiusura e rilanciare la questione del diritto alla mobilità per i cittadini calabresi che non può limitarsi esclusivamente allo spot relativo al Ponte sullo Stretto». (rp)

Irto (PD): Questioni poste con Vertenza Calabria vanno rilanciate con forza

Il senatore e segretario regionale del Pd, Nicola Irto, ha ribadito come «il grido d’allarme lanciato da Cgil e Uil, in ordine ai ritardi che stanno arenando il percorso della cosiddetta “Vertenza Calabria” merita grande attenzione e pronto ascolto».

«Infrastrutture, sanità, Zes, ambiente, politiche di sviluppo industriale, la statale 106, l’elettrificazione della linea Ionica e l’alta velocità erano le priorità indicate per la Calabria nella vertenza – ha spiegato Irto – insieme al piano per il lavoro che acquista ancora più importanza con l’aggravarsi della crisi economica e  in relazione agli ultimi dati relativi alla disoccupazione nella nostra Regione. E’ molto grave che il presidente Roberto Occhiuto si sia completamente tirato fuori da ogni impegno, dopo essersi reso promotore dell’iniziativa volta a chiedere interventi immediati al governo nazionale».

«In realtà – ha detto – il passo indietro che i sindacati denunciano con forza oggi, il governatore lo aveva compiuto con chiarezza estrema nel momento stesso in cui ha dato il suo avallo al progetto di autonomia differenziata voluto dal ministro leghista Roberto Calderoli. Un progetto che cela maldestramente l’antica idea secessionista del Carroccio e che finirà per l’affossare definitivamente le speranza di sviluppo delle Regioni meridionali. Il sì all’autonomia differenziata, così come strutturata, di per sé è un colpo di spugna sulla “Vertenza Calabria” e dimostra, ancora una volta, quanto sia lontana dagli interessi dei calabresi l’azione del governo regionale nonostante i continui spot».

«Facilissimo – ha proseguito – sposare iniziative soltanto sulla carta per poi piegarsi agli interessi di partito e di coalizione. Come Pd abbiamo sostenuto la “Vertenza Calabria” fin dall’inizio, senza badare a colore politico o a primogeniture, e la nostra posizione rimane identica».

«Le questioni che vengono sollevate dai sindacati, oggi come allora – ha concluso – meritano di essere rilanciate e poste all’attenzione del governo nazionale che ha il dovere di programmare interventi straordinari per lo sviluppo della nostra Regione che non può continuare ad essere presa in considerazione soltanto in prossimità delle tornate elettorali come mero bacino di voti». (rp)

Occhiuto (FI): Le risorse del Pnrr vanno spese, e bene

Il senatore di Forza Italia, Mario Occhiuto, intervenendo sull’informativa del ministro Fitto sul Pnrr, ha ricordato come «il Pnrr italiano è stato concepito in un momento storico di grande allarme che ha fatto sentire tutti compartecipi e, allo stesso tempo, tutti in qualche modo esenti da precise responsabilità».

«La conseguenza – ha aggiunto – è stata un Piano con investimenti di entità mai vista prima ma, per certi versi, troppo ambizioso rispetto ai limiti temporali. Il governo di centrodestra si è assunto la responsabilità di correggere e recuperare una situazione difficilissima: stiamo lavorando, insieme, nell’interesse del Paese».

«I finanziamenti – ha proseguito – devono essere distribuiti su tutto il territorio nazionale per superare i perduranti svantaggi di alcune regioni del Sud. Sarebbe paradossale se si pensasse di usare questi fondi principalmente al Nord, aumentando il gap infrastrutturale e lasciando i cittadini del Sud più indebitati. Conosciamo i problemi legati alla cronica incapacità di spesa della pubblica amministrazione italiana, così come la lentezza degli iter per le opere pubbliche: non a caso, da questo punto di vista, l’Italia è penultima in Europa».

«Sappiamo, anche – ha concluso – che il blocco del turnover nella Pa ha portato all’invecchiamento del personale e alla desertificazione degli uffici. Nonostante ciò, abbiamo il dovere di spendere tutte, e di spendere bene, le risorse del Pnrr non solo per far ripartire il Paese ma anche per l’obbligo etico di rispondere alle sfide che ci attendono, dalla transizione ecologica alla tutela della salute, fino all’inclusione sociale». (rp)

Balneari, Rapani (Fdi): Mappatura coste italiane utile per mettersi in regola con la Bolkestein

Il senatore di Fdi, Ernesto rapani, ha evidenziato come «la mappatura delle coste italiane consentirà al nostro Paese di adempiere a quanto richiesto da una sentenza emessa nei giorni scorsi dalla Corte di giustizia europea sulle concessioni balneari».

«Ed il prolungamento di tali autorizzazioni demaniali fino al 31 dicembre 2024 – ha aggiunto – approvato con un emendamento presentato nel decreto Milleproroghe, servirà al Ministero delle Infrastrutture per effettuare quella mappatura. Il nostro Paese, quindi, si metterà in regola con la direttiva Bolkestein – secondo cui le concessioni balneari nelle aree sature non possono essere rinnovate automaticamente – varata ormai diciassette anni fa. Quasi due decenni in cui nessun governo in precedenza ha voluto mettervi mano. L’Italia vanta 8300 chilometri di costa: 800 sono occupati da porti, approdi e attracchi, 7500 ricadono nel demanio marittimo e con finalità turistico-ricreative».

«La mappatura servirà, quindi – ha proseguito – a stabilire le capacità ricettive tra aree già sature e le altre disponibili. Un passo importante in tal senso potranno compierlo i Comuni collaborando alla mappatura del Mit per avere contezza e certezza delle spiagge occupate e quelle libere, per poi accelerare i tempi delle concessioni. Successivamente se gli enti locali vorranno incentivare il lavoro e lo sviluppo turistico attraverso la creazione di strutture e servizi, dovranno programmare l’assegnazione delle aree libere».

«L’obiettivo dell’emendamento presentato nel Milleproroghe era, quindi – ha spiegato – finalizzato a questo risultato. Nei giorni scorsi la sentenza del Corte europea ha stabilito anche che le assegnazioni andranno concesse secondo un principio di massima trasparenza, e quindi attraverso dei bandi».

«Anche in Calabria – ha concluso – bisognerà tutelare tutto l’indotto, circa 2000 imprese e 20mila lavoratori. Nella nostra regione solo il 30% risulta occupata ed è quindi evidente che non mancherà la “materia prima” per fare impresa turistica con le regole imposte dall’Ue». (rp)

Ddl Cutro, Rapani (Fdi): Il provvedimento stronca le organizzazioni criminali del mare

Il senatore di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, ha espresso soddisfazione per l’approvazione, in Senato, del ddl Cutro, «un provvedimento – ha detto – che cambierà le regole di un gioco al massacro sulla pelle dei migranti. Persone che fuggono dalla guerra alla ricerca di un futuro migliore sulle quali la sinistra specula».

«Dai banchi delle opposizioni – ha spiegato – sono pervenute solo polemiche strumentali ed inutili, soprattutto da parte di chi avrebbe dovuto recarsi in Calabria per comprendere meglio quanto è accaduto nell’immane tragedia consumatasi a largo delle acque crotonesi. Avrebbero potuto parlare con le forze di polizia, con i soccorritori, affrontare un viaggio verso la Calabria, dove con decisione si è recato il Consiglio dei Ministri, ed invece si preferisce fare demagogia a distanza e per partito preso».

«Il Cdm si è riunito a Cutro – ha ricordato – non per fare passerella, bensì per la necessità di constatare i fatti, manifestare vicinanza alle amministrazioni locali, alla cittadinanza ed alle famiglie dei superstiti».

«Il decreto cosiddetto “Cutro” punta due obiettivi – ha aggiunto – regolarizzare il flusso dei migranti e bloccare il traffico di essere umani. Quindi programmare i flussi di ingresso in Italia in stretta correlazione con le esigenze del mercato del lavoro. Il dl si prefigge da un lato anche di regolare l’ingresso e il soggiorno, al di fuori delle quote, per chi ha un lavoro a tempo indeterminato, per i lavoratori autonomi, per ricongiungimento familiare, per chi viene in Italia a studiare e formarsi professionalmente».

«Dall’altro, prevede pene certe e severe per gli scafisti – ha spiegato – con la previsione di rimpatrio per lo sconto della pena nei Paesi di origine. Il governo ha pensato a quest’ultima soluzione perché al danno sarebbe una beffa quella di mantenere a spese degli italiani e nelle nostre carceri, scafisti collegati ad associazioni criminali».

«Non immaginavamo strumentalizzazioni di quella portata – ha concluso il senatore Rapani – per una così immane tragedia e tutta quella serie di attacchi a soccorsi accusati di non essere intervenuti. Ed invece è proprio all’intera macchina dei soccorsi e quella umanitaria a cui va la mia e la nostra solidarietà e le congratulazioni per l’impegno in una situazione drammatica». (rp)

Dl Cutro, Occhiuto (FI): Finalmente c’è una visione su immigrazione

«Con il governo di centrodestra c’è finalmente un progetto complessivo, una visione sull’immigrazione e un comportamento corretto e responsabile che parte dai diritti delle persone. E il primo diritto è quello di non essere costretti a emigrare». È quanto ha dichiarato il senatore di Fi, Mario Occhiuto, intervenendo in aula sulla discussione generale sul Dl Cutro.

«Grazie al decreto in esame – ha spiegato – si incrementano i flussi regolari in entrata, come mai era successo negli ultimi anni, aumentano i rapporti di collaborazione con gli Stati di provenienza e di transito dei migranti, si colpiscono i trafficanti di uomini per ridurre i naufragi e le tragedie in mare».

«Lo stato di emergenza adottato – ha aggiunto – consentirà poi a tutte le strutture dello Stato di velocizzare l’iter di alcune procedure necessarie per la prima accoglienza. Nelle nostre città ci deve essere un posto per chi arriva da noi perché fugge dalla miseria o dalle guerre. E non deve essere un posto qualsiasi ma un posto d’onore, in modo che chi arriva si riconosca nei nostri valori e si senta nello stesso tempo a casa. Sono questi i temi dell’integrazione e dell’inclusione, sui quali è necessario fare cospicui investimenti se si ha a cuore la crescita sociale ed economica del nostro Paese». (rp)

Decreto Pnrr, Irto (PD): Discussione avviata da Governo è inadeguata

Il senatore del Pd, Nicola Irto, ha evidenziato come la discussione avviata dal Governo sul decreto Pnrr è inadeguata.

«L’attenzione – ha evidenziato – dev’essere concentrata esclusivamente per realizzare gli interventi programmati. Proseguire con continue riformulazioni dei progetti, modificando in modo caotico le misure del Pnrr, non è una strada che può portare a risultati concreti».

«Per questo – ha spiegato – noi abbiamo presentato un emendamento in Commissione per chiedere la stabilizzazione dei lavoratori precari, a seguito del superamento dei concorsi pubblici indetti dall’Agenzia della coesione territoriale. Si tratta di circa 2000 persone in tutta Italia. Senza garanzie di stabilità, saranno costrette a ricercare soluzioni alternative. Stabilizzare i tecnici, soprattutto al Sud, sarebbe un primo strategico tassello per accelerare la messa a terra delle risorse».

«Ma è indispensabile – ha aggiunto il parlamentare – dare anche corso ad un’azione più generale di potenziamento degli enti locali, ormai completamente svuotati e impoveriti dal blocco del turnover e dalla precarizzazione dei rapporti di lavoro. Va affrontata la questione relativa agli enti locali in dissesto e predissesto, e servono interventi volti a potenziare le amministrazioni pubbliche che hanno necessità di far crescere le potenzialità dei propri organici. Per eventuali amministrazioni in difficoltà non si possono né si debbono prevedere interventi punitivi ma servono interventi di sostegno».

«Altra questione che dovrebbe essere affrontata in maniera urgente – ha concluso Irto – è quella dell’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime per l’impatto che tali aumenti hanno sulla gestione del Pnrr. Dovremmo, dunque, discutere di come utilizzare almeno parte delle risorse disponibili per coprire questi aumenti, altrimenti ci troveremo a dovere fare i conti con una lunga serie di progetti incompleti». (rp)

Pnrr, Minasi (Lega) risponde a Irto: Da maggioranza nessuna inadeguatezza

La senatrice della Lega, Tilde Minasi, ha risposto alle dichiarazioni del senatore del Pd, Nicola Irto, in merito al Decreto Pnrr, ribadendo che «dalla maggioranza nessuna inadeguatezza né confusione sul decreto, ma solo il perseguimento degli interessi del Paese».

Irto, infatti, «giudica la discussione delle ultime settimane “inadeguata” – ha spiegato Minasi – e contesta quanto il Governo sostiene, ovvero la necessità di riformulare i relativi progetti. Per l’esponente Pd, infatti, ci si dovrebbe concentrare “esclusivamente per realizzare gli interventi programmati”, da cui la presentazione, da parte sua, di un emendamento, che è stato bocciato, per chiedere la stabilizzazione di circa 2000 lavoratori precari in tutta Italia, come “primo strategico tassello per accelerare la messa a terra delle risorse».

«Ebbene – ha aggiunto – per quanto la stabilizzazione dei precari sia sempre un intervento auspicabile, se in tema di Pnrr stabilizzare il numero di lavoratori indicato da Irto bastasse per poter centrare gli obiettivi inseriti nel Piano al momento della sua stipula, saremmo stati davvero tutti degli sciocchi a perdere tempo, in Commissione e poi in Aula, per elaborare, attraverso un lavoro intenso e alacre, le misure che abbiamo fin qui introdotto, perché appunto avremmo avuto a portata di mano una soluzione semplicissima: la sua».

«L’onorevole Irto dimostra, innanzitutto – ha proseguito – di non ricordare che, come sottolineato anche dal Ministro Fitto due giorni fa in Senato, il Pnrr è stato elaborato prima della guerra in Ucraina, la quale ha comportato stravolgimenti notevoli che hanno necessariamente modificato le esigenze e le circostanze e reso evidentemente troppo ambiziosi tutta una serie di obiettivi, a questo punto da riprogrammare.

«E dimostra anche – ha detto ancora Minasi – di strumentalizzare la vicenda, anziché preoccuparsi davvero degli interessi del Paese, come d’altronde è consuetudine fare tra gli esponenti della sinistra».

«Voglio, infatti, ricordare al deputato che i fondi Pnrr che non verranno spesi torneranno indietro e li perderemo, con danno per noi tutti. Ecco perché il governo si è preoccupato innanzitutto di rendere realizzabili gli interventi, confrontandosi e discutendo il decreto con le Regioni, l’Anci, l’Upi, le autonomie locali e ottenendo il parere favorevole della Conferenza unificata, poi accogliendo emendamenti di ogni parte politica, senza pregiudizi ideologici, ma pensando solo al bene del Paese».

«E ha, quindi – ha detto ancora – introdotto modifiche che potessero accelerare e semplificare le procedure degli appalti, con riferimento per es. alle stazioni appaltanti, alle agevolazioni per gli enti locali sui contratti di sommistrazione lavoro, ad alcune misure per la stabilizzazione del personale, come quello delle unità di missione dei Ministeri, al piano della banda ultra larga, all’energia green e, soprattutto, ha collegato lo stesso Pnrr con la politica di coesione, adottando così una scelta strategica che ci consentirà senz’altro di usare finalmente appieno fondi preziosi, finora spesi soltanto per un bassissimo 34%».

Ma non è tutto, la Senatrice ha ricordato ancora di essere stata, lei stessa, prima firmataria di una serie di emendamenti che va proprio nella direzione di una velocizzazione degli interventi.

«Nessuna inadeguatezza, né confusione, dunque. Il provvedimento in discussione  – ha detto – non smantella nulla, ma semplicemente migliora il Piano e rende, appunto, concretamente raggiungibili gli obiettivi utili al rilancio dell’Italia».

L’unico confuso – afferma ancora Minasi – è, forse, proprio l’on. Irto.

«Dispiace, anzi –ha concluso – vedere come, di fronte a uno strumento così importante “per costruire il futuro del Paese” – come lui stesso dice – anziché tendere, insieme, verso questo obiettivo che ci accomuna tutti, si cerchino scuse e appigli inconsistenti per avanzare critiche del tutto infondate. Il mio invito è, piuttosto, di abbandonare, almeno in questo caso, gli interessi di parte, per concentrarsi sulla sostanza delle cose e lavorare insieme per ciò che è realmente meglio per l’Italia e gli italiani». (rp)

Tribunali soppressi, Rapani (Fdi): Abruzzo, Calabria, Campania, Toscana e Lombardia faranno fronte comune

Il senatore di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, ha reso noto che «su mia proposta, sono stati approvati all’unanimità in commissione Giustizia del Senato, i disegni di legge sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie avanzati dalle Regioni Abruzzo, Calabria (depositata agli atti questa mattina), Toscana, Lombardia e presto anche dalla Campania, saranno accorpati in un unico ddl concordato col Governo».

«È questa l’estrema sintesi – ha spiegato – della proposta ratificata in 2a commissione nel corso della mia relazione sui ddl delle Regioni. Si tratta di un grande e primo risultato storico in un percorso che dovrebbe sfociare con la riapertura di quei tribunali che non dovevano essere soppressi nell’ambito della disastrosa e peggiorativa riforma Severino. Un provvedimento che ha sortito esattamente l’effetto contrario: allontanare lo Stato dai territori colpiti e dilatare dei tempi della giustizia».

«E se pensiamo alle ingiustizie perpetrate contro alcuni tribunali – ha proseguito – in possesso di tutti i requisiti per non essere soppressi, ma sacrificati sull’altare della spending review, possiamo tranquillamente affermare che quella legge è stata un completo ed enorme fallimento, soprattutto riavvolgendo il nastro di dichiarazioni che riecheggiano ancora nel tempo secondo cui “il riordino della geografia giudiziaria e la soppressione dei tribunali minori ci farà guadagnare 3 punti di Pil”. Ed invece sappiamo tutti come sia andata. Oggi Abruzzo, Calabria, Campania, Toscana e Lombardia fanno fronte comune e chiedono al Governo la revisione delle circoscrizioni giudiziarie e, quindi, la riapertura di alcuni presìdi di giustizia, facendosi carico delle spese di gestione e di manutenzione degli immobili che saranno oggetto delle convenzioni da sottoscrivere con il ministero della Giustizia».

«Ancora più graditi al ministero – ha concluso – saranno quegli stabili di proprietà dei Comuni poiché produrranno una ulteriore e sensibile riduzione dei costi. I ddl delle Regioni fanno, naturalmente, leva sulla chiara volontà del Governo di rivedere la geografia giudiziaria, manifestata in più occasioni dal ministro Nordio. In questo solco trova naturale fondamento l’auspicabile riapertura del tribunale di Corigliano Rossano, barbaramente scippato al territorio attraverso la produzione di attestazioni assolutamente false». (rp)

Infrastrutture, Rapani (Fdi): Su Statale 106 stiamo facendo un ottimo lavoro

Il senatore di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, ha reso noto che «il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha espresso parere favorevole al progetto della tratta di strada statale 106 tra Sibari e Coserie nel Comune di Corigliano Rossano».

«Un secondo step – ha aggiunto – dopo l’approvazione della legge finanziaria che prevede all’art. 88 la cifra di 3 miliardi di euro per la realizzazione della SS 106 da Sibari a Catanzaro, da realizzarsi in tratti funzionali, per stralcio, in più annualità. Lo stesso articolato prevede che, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministero delle finanze da adottarsi entro il 30 aprile 2023, verranno individuati i tratti prioritari da realizzare».

«È scontato – ha continuato – che tratto prioritario risulta essere quello munito di ogni parere previsto. Il parere espresso dal consiglio superiore dei lavori pubblici sicuramente permetterà di considerare prioritario il tratto di strada in questione. Ci spiace solo non aver avuto la possibilità di avviare un dibattito pubblico promosso dall’Amministrazione comunale, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria, degli ordini professionali e dei cittadini».

«Oggi se si vuole bene al territorio – ha proseguito – non c’è più tempo da perdere, bisogna orientarsi verso la deroga al dibattito pubblico che dovrà avvenire con delibera di consiglio comunale. Almeno questa volta, speriamo che non si continui a perdere tempo così come fatto nei due anni precedenti, passanti tra la data di presentazione della proposta progettuale da parte di Anas all’amministrazione comunale e l’accoglimento della proposta stessa, così come anche i due mesi trascorsi dal 24 gennaio 2023, data di stipula del verbale tra amministrazioni regionale,  comunale e Anas con il quale è stato accettato, impropriamente approvato, il tracciato stradale e l’impegno da parte dell’amministrazione comunale a procedere con la deliberazione della deroga al dibattito pubblico, ai giorni di oggi».

«Continuerò a lavorare in stretta collaborazione con il vice ministro alle infrastrutture, Galeazzo Bignami, e con il suo staff – ha concluso –, grazie ai quali, in sinergia con la dirigenza Anas abbiamo monitorato l’iter, e continueremo a farlo, con l’obiettivo di arrivare in tempi brevi alla progettazione esecutiva fino alla cantierizzazione dei lavori di un’opera che il territorio sta desiderando da sempre». (rp)