Vono (IV): Si deve fare di più contro dissesto idrogeologico

La senatrice di Italia VivaSilvia Vono, ha dichiarato che «in un tempo «in cui la pandemia, il piano vaccinale e il destino delle scuole catturano giustamente l’interesse dell’intera popolazione calabrese, generando infinite discussioni, c’è un tema che troppo spesso viene completamente sottaciuto: quello del dissesto idrogeologico».

La Vono, infatti, ha reso noto che, nei giorni scorsi, il Governo Draghi ha prolungato, per altri 10 mesi,  lo stato d’emergenza per Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia, spiegando che «il motivo del prolungamento è molto chiaro: diversi lavori previsti a seguito degli eventi meteo del 2019 non sono ancora stati conclusi e per questo motivo si è deciso di intervenire con la proroga».

«Bisognerebbe ricordare – ha aggiunto – che nella nostra regione – per conformazione geologica, geomorfologica, per l’abusivismo edilizio, l’abbandono dei terreni montani, gli incendi, la mancata manutenzione dei versanti – il dissesto idrogeologico è diffuso in modo capillare e ha causato gravissimi danni e ingenti perdite di vite umane. Per questo motivo, il nostro partito vuole mantenere alta l’attenzione su questa situazione. E lo farà ancora di più in vista delle prossime elezioni regionali quando dovrà essere un tema centrale, ricordando come già Matteo Renzi con #Italiasicura (Struttura di missione contro il dissesto e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche), in passato abbia immesso enormi capitali per fronteggiare i problemi a livello nazionale».

«Perché basterebbe ricordare – ha concluso – la tragedia del Torrente Cantagalli nel comprensorio lametino, dove una mamma perse la viva insieme ai suoi due figli, per capire come questi ritardi non siano più concepibili e che bisognerebbe fare di più». (rp)

Auddino (M5S): Primo sopralluogo per il nuovo pronto soccorso a Polistena

Il senatore del Movimento 5 StelleGiuseppe Auddino, ha reso noto che è stato fatto, all’Ospedale di Polistena, il primo sopralluogo per la costruzione del nuovo pronto soccorso.

Insieme al senatore, il direttore Sanitario dell’Azienda Sanitaria provinciale di Reggio Calabria, dott. Antonio Bray, i tecnici e l’architetto dell’Asp.

«L’ospedale – ha spiegato – dovrà crescere giorno dopo giorno per diventare un presidio di riferimento per tutti coloro che ne avranno bisogno, in modo da assicurare le più complete e adeguate cure, secondo i più moderni standard sanitari. Ho incontrato nuovamente medici, infermieri e operatori sociosanitari che lavorano con straordinaria passione nel nosocomio polistenese in condizioni spesso difficili, a tutti loro ho nuovamente confermato il mio impegno a portare i tamponi molecolari da processare in loco, nel laboratorio dell’ospedale, per evitare il ritardo che ogni volta l’invio dei campioni a Reggio Calabria comporta, con grande disagio per i pazienti che accedono al presidio in emergenza e per i medici del Ps a causa dei lunghi tempi di attesa».

«Un incontro certamente importante – ha proseguito Auddino – nel corso del quale ognuno, con le proprie valutazioni, ha contribuito a cercare la soluzione migliore per intraprendere un percorso di assistenza di eccellenza perché, come ho già detto più volte, i calabresi hanno il sacrosanto diritto di curarsi nella propria terra. L’assistenza sanitaria di eccellenza non può prescindere dalla costruzione di nuove strutture avanzate, in quanto il modello assistenziale è strettamente connesso alla organizzazione degli spazi, alle nuove strutture e a moderne strumentazioni per la diagnostica, partendo dalla costruzione di un nuovo Pronto Soccorso, moderno ed efficiente, con tutti gli standard di sicurezza per i pazienti e i medici che vi operano quotidianamente».

«Per questo motivo – ha proseguito Auddino – ritengo assolutamente necessario e urgente procedere alla completa riorganizzazione dell’accesso delle urgenze, partendo dalla costruzione del nuovo Pronto Soccorso, al fine di ottimizzare qualità dell’assistenza ai malati e lavoro degli operatori sanitari, secondo gli attuali standard di sicurezza. Fondamentale sarà anche adeguare i futuri spazi ed ambienti, dal punto di vista funzionale, alle nuove esigenze di sicurezza legate alla pandemia».

«Un obiettivo importante – ha concluso – sul quale sto lavorando per fa sì che il nostro ospedale possa diventare una struttura sanitaria moderna ed efficiente in cui i cittadini bisognosi di cure possano trovare la risposta migliore possibile alle esigenze di cura, senza doversi rivolgere necessariamente altrove». (rp)

Magorno (IV): Porterò in Senato l’esperienza del Recovery Sud

Il senatore di Italia VivaErnesto Magorno, ha riferito che, la prossima settimana, interverrà in Senato sul Recovery Sud, la rete dei Sindaci che intende dare una «risposta istituzionale alla grave crisi di rappresentanza del Sud».

«Si tratta – ha spiegato – di un’esperienza storica; per la prima volta, infatti, i Sindaci si spogliano di ogni appartenenza politica e si uniscono con un unico fine: rilanciare il Mezzogiorno. Sono tante le idee che mettiamo in campo e che abbiamo sintetizzato in Le proposte della Rete dei Sindaci Recovery Sud, documento presentato ufficialmente al presidente della I Commissione Affari costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia».

«Continuiamo a lavorare con entusiasmo – ha concluso – un entusiasmo alimentato dalle continue adesioni quotidiane da amministratori di diverse regioni del Sud». (rp)

Vono (IV): Urge nuova gestione con più competenza del piano vaccinale

La senatrice di Italia VivaSilvia Vono, ha ribadito l’urgenza di «una nuova gestione, con maggiore competenza, del piano vaccinale, la la cui velocizzazione e migliore organizzazione, anche a livello di interlocuzione e confronto in Europa e con le Regioni, è fondamentale per affrontare nell’immediato e superare definitivamente questo periodo di pandemia che ha cambiato le nostre abitudini di vita».

«Non è tempo di recriminazioni – ha aggiunto – ma serve un intervento audace sulle politiche attive del lavoro perché molte attività di impresa, professionali e artigianali non hanno superato le gravi difficoltà dovute alle limitazioni o alle sospensioni delle attività stesse, con un grave danno economico, sociale e di dignità per le persone coinvolte».

«Con questo nuovo passaggio in Senato – ha concluso – stanno cambiando degli equilibri che ci permetteranno di gestire con una visione diversa ogni situazione sanitaria, di agire in modo coordinato per attenuare le ripercussioni socio-economiche e dare fiducia nel futuro ai nostri giovani, i veri protagonisti delle sfide dei prossimi anni». (rp)

Auddino (M5S): Pubblicato Dpcm per assunzione lavoratori socialmente utili

Il senatore del Movimento 5 StelleGiuseppe Auddino, ha reso noto che è stato pubblicato, in Gazzetta Ufficiale, il Dpcm per il riparto delle risorse per l’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori socialmente utili.

«Il Dpcm emanato il 28 dicembre scorso – ha detto Auddino – e registrato dalla Corte dei Conti era rimasto fermo presso gli uffici del Ministero della Funzione Pubblica, in attesa di essere trasmesso alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione. Questa semplice incombenza burocratica che tardava ad arrivare, di fatto bloccava l’ulteriore assunzione di oltre 500 lavoratori in quanto la Commissione per la stabilità finanziaria degli Enti Locali (Cosfel) condizionava l’assunzione dei lavoratori socialmente utili da parte dei Comuni in dissesto e predissesto alla pubblicazione del decreto di riparto delle risorse».

«Adesso – ha aggiunto – con la pubblicazione del Dpcm, non ci sono più ostacoli ed anche questi cinquecento lavoratori potranno avere un contratto a tempo indeterminato. La mia preoccupazione per questi lavoratori derivava dal fatto che la possibilità per gli enti pubblici di assumere gli Lsu, anche in qualità di lavoratori sovrannumerari, derogando ai limiti assunzionali previsti dalla legge, è valida fino al 31 marzo prossimo e non si può andare oltre questo limite temporale».

«Si rischiava – ha proseguito il senatore – di vanificare tutto l’impegno profuso per la stabilizzazione di questa categoria di lavoratori, ad un passo dalla risoluzione della questione. Così, in vista della scadenza del 31 marzo sempre più vicina, mi sono attivato per comprendere le ragioni della mancata pubblicazione del decreto di riparto necessaria per l’assunzione e per sbloccare l’impasse burocratico che impediva di fatto la stabilizzazione».

«Dopo le numerose e vibranti sollecitazioni – ha concluso – fatte agli uffici competenti le mie richieste sono state ascoltate. Ora tocca ai Comuni adoperarsi in fretta per espletare le procedure necessarie all’assunzione di questi lavoratori essendo stato superato ogni ostacolo di carattere normativo alla stabilizzazione». (rp)

Siclari (FI): Piano vaccinale europeo fondamentale per evitare ricadute

Il senatore di Forza ItaliaMarco Siclari, ha ribadito che «serve  un piano vaccinale europeo unitario, coordinato ed efficace che preveda che ogni Paese vaccini tutti i giorni 7.000 persone per ogni milione di popolazione per immunizzare l’Europa entro dicembre 2021».

«L’Italia – ha aggiunto – dovrà effettuare 420.000 vaccini al giorno ed occorre una figura istituzionale che si occupi del raggiungimento di tale obiettivo. È l’unico modo per immunizzare i 27 paesi europei entro il 2021».

«Senza un piano europeo comune – ha concluso – tra otto mesi avremo Nazioni immuni al Covid ed altri Paesi non immuni, che rischiano di fare ripartire il contagio da giugno 2022 anche nei Paesi che avranno completato la campagna vaccinale nel 2021, con la nascita di nuove varianti Covid-19». (rp)

Magorno (IV) interroga i ministri sul Peperoncino

Il senatore di Italia Viva, Ernesto Magorno, insieme a Vallardi, Taricco, Bergesio, Sbrana, Mollame, Abate, Caligiuri, De Bonis, Naturale, Puglia, Trentacoste e Fattori, ha interrogato il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti e il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, sul peperoncino.

«Il peperoncino italiano – ha spiegato Magorno – è un patrimonio, ma, come denunciato dalla Cia – Confederazione italiana agricoltori, questo prodotto è poco tutelato dal punto di vista del dumping estero; in Italia infatti si importano più di 2 mila tonnellate di peperoncino dall’estero, dalla Cina in particolare, spesso di dubbia qualità e con prezzi assolutamente inferiori rispetto a quelli di mercato. È necessario, quindi, salvaguardare l’unicità del nostro prodotto e gli agricoltori».

«È evidente – ha proseguito il senatore – come l’ingresso non controllato nel nostro Paese di prodotti dall’estero, infici la qualità delle produzioni di peperoncino italiano, inquinando il mercato con prodotti, che oltre ad alterare la concorrenza a danno degli agricoltori italiani, sono anche dannosi per salute dei consumatori, spesso poco consapevoli delle loro scelte di acquisto, anche per la mancanza di informazioni chiare e trasparenti nelle etichette».

«iI prodotto cinese – ha detto ancora Magorno – ha un costo medio di circa 3 euro contro i 15 del costo medio italiano; questo dipende dal fatto che, a differenza del peperoncino cinese, quello italiano è controllato e selezionato; il prezzo italiano è infatti dettato dall’elevata qualità del prodotto che viene raccolto a mano e trasformato grazie all’impiego di tecniche d’avanguardia, compresi i macchinari all’ozono per una perfetta essiccazione».

«Se i Ministri in indirizzo – ha concluso – siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa, e delle difficoltà che stanno vivendo le imprese italiane che operano nel settore della produzione e della trasformazione del peperoncino, e quali iniziative intendano adottare per tutelare l’elevata qualità di questo prodotto tipico della cucina italiana, anche al fine di poterne accrescere la produzione nazionale». (rp)

Auddino (M5S): È urgente realizzare in Calabria numero adeguato di Breast Unit

Il senatore del Movimento 5 StelleGiuseppe Auddino, ha ribadito la necessità e l’urgenza di «realizzare anche in Calabria un numero adeguato di Breast Unit, centri specializzati nella diagnosi precoce e nella cura del tumore al seno».

«Già nel 2014 la Conferenza Stato – Regioni – ha spiegato – aveva approvato le linee di indirizzo sulle modalità organizzative ed assistenziali della rete dei centri di senologia con l’auspicio di implementare, entro il 2016 su tutto il territorio nazionale, i Centri di senologia come modello assistenziale per la diagnosi e la cura del tumore alla mammella, in linea con le indicazioni europee. Nel medesimo documento, si sottolineava anche la necessità di un’organizzazione del lavoro in rete dei vari professionisti e di una sempre maggiore specializzazione nel trattamento di questo tipo di tumore. Per curare bene non basta essere ben preparati: bisogna sapere lavorare in equipe, sapere rispettare i tempi, ridurre gli intervalli tra sospetto diagnostico ed accertamento istologico, tra diagnosi definitiva ed intervento chirurgico, tra intervento chirurgico ed inizio delle altre terapie, ed avere sempre grande rispetto e comprensione delle persone malate».

«In Calabria – ha aggiunto – la creazione di una efficiente rete regionale delle Breast Unit è stata finalmente avviata il 15 luglio scorso con il Dca n. 100, in ritardo di anni rispetto ad altre regioni italiane. Adesso non c’è più tempo da perdere, le Autorità Sanitarie devono vigilare sulla corretta applicazione del decreto e favorire i necessari percorsi diagnostico terapeutici».

«E gli operatori sanitari coinvolti nelle Breast Unit – ha concluso –devono continuare a lavorare con dedizione e professionalità, per offrire alle donne calabresi le migliori opportunità di cura e di guarigione nella nostra regione senza essere costrette a migrare in qualche città del settentrione d’Italia. Insieme si può, anzi si deve». (rp)

 

“Questo particolare settore della sanità calabrese – continua il Senatore – è purtroppo gravato da una forte migrazione sanitaria. La senologia è un ambito complesso che necessita di un lavoro di squadra, di grande esperienza e di una casistica importante rispetto al numero di interventi chirurgici: solo così si riesce ad assicurare la qualità delle prestazioni ed il successo dei trattamenti. Per la cura del tumore al seno serve un team multidisciplinare che tratta volumi importanti e che sulla base di fattori prognostici e predittivi condivide e sceglie le terapie migliori. Ecco perché le strutture sanitarie calabresi per la realizzazione delle Breast Unit e quelle  provvisoriamente autorizzate, sono state individuate nel decreto 100 sulla base del numero degli interventi chirurgici effettuati negli ultimi 3 anni e dovranno effettuare ciascuna almeno 135 interventi per anno per tumori primari (per l’area nord l’Ospedale SS. Annunziata di Cosenza, per il centro l’Ospedale Pugliese Ciaccio gemellato con il Policlinico Universitario Mater Domini a Catanzaro e per il sud della Calabria, l’Ospedale Bianchi Melacrino-Morelli di Reggio Calabria)”. 

 

“Intanto ieri – prosegue il Senatore Auddino – è partito l’iter per assegnare una borsa di studio offerta dalla Associazione Angela Serra al Policlinico Universitario di Catanzaro, prevista per la figura di un Case Manager, necessaria a supportare la Breast Unit al Policlinico, struttura medica operativa multidisciplinare che prevede la presenza di più figure mediche nella assistenza delle donne colpite dalla malattia, per cui non posso che essere soddisfatto di questo che è un buon inizio da me tanto sollecitato in questo ultimo anno.

Insieme alla Breast Unit del Mater Domini, il DCA 100 prevede quelle del Pugliese Ciaccio e dell’ospedale Annunziata di Cosenza. Il GOM di Reggio Calabria avrà un anno di tempo per adeguarsi agli standard previsti dalla legge.

Sono al fianco delle donne calabresi e continuerò a lavorare con tutte le mie forze affinché si possa proseguire su questa importante strada tracciata per realizzare al più presto la rete regionale che consentirà loro di avere cure adeguate nella nostra terra, arginando l’annoso fenomeno della migrazione sanitaria ed il ricorso a strutture non idonee al trattamento di questo tumore” conclude Auddino.

 

Siclari (FI): Forza Italia presenta piano vaccinale

Il senatore di Forza ItaliaMarco Siclari, ha annunciato che «Forza Italia, coordinata da Antonio Tajani, ha elaborato e presentato un piano vaccinale, su proposta del Dipartimento Salute del partito, diretto dall’on. Andrea Mandelli, che ottimizza la somministrazione della dosi di vaccino arrivando a regime all’erogazione di 500.000 dosi giornaliere per completare la vaccinazione e quindi l’immunizzazione di tutta la popolazione italiana prima dell’estate».

«È inutile concentrarsi su altro – ha detto Siclari –. Il piano vaccinale, al quale ho contribuito professionalmente e politicamente, deve essere il primo, prioritario e più importante obiettivo del Governo per far sì che l’Italia raggiunga al più presto l’immunità di gregge per poi pensare seriamente a risollevare l’economia ed a far ripartire il Paese». (rp)

Magorno (IV): La sanità non ha bisogno di commissari

Il senatore di Italia VivaErnesto Magorno, ha ribadito che la sanità, in Calabria, non ha bisogno di commissari.

«Sulla tutela della salute dei calabresi – ha detto – e sulla complessiva riorganizzazione dei servizi sanitari sul territorio non si accetteranno partite ai ribasso e compromessi di convenienza. Esiste solo una strada maestra che il Governo nazionale può percorrere per sancire che il diritto alla salute dei calabresi vale quanto quello dei cittadini delle altre regioni: ovvero cassare il decreto Calabria e avviare una nuova pagina nella gestione sanitaria».
«Sono sempre più convinto, infatti – ha aggiunto – che occorra chiudere al più presto la struttura commissariale, che nulla ha prodotto in dieci lunghi anni né in termini di contenimento dei costi, né di innalzamento dei livelli minimi di assistenza. È giunto il tempo di archiviare questa inconcludente e deleteria pagina di espropriazione di diritti, autonomia e poteri».
«La sanità torni in capo ai calabresi – ha detto ancora – stralciando il debito in capo allo Stato, e avviando subito una riorganizzazione complessiva della rete ospedaliera, con la riapertura dei presidi chiusi e i necessari interventi finalizzati ad arginare il fenomeno dell’emigrazione sanitaria,  tra le cause maggiori del debito e pratica costosa sotto molti punti di vista».
«Risulta evidente che – ha concluso – la questione della sanità è centrale e prioritaria e ci aspettiamo dal Governo Draghi ogni adeguato provvedimento che abbia come orizzonte non le chiacchiere da corridoio ma la piena realizzazione di un diritto primario sancito dalla nostra Costituzione». (rp)