Siclari (FI): Sanità, a Reggio abbandonati gli ammalati psichiatrici

Il senatore forzista Marco Siclari si dichiara indignato per l’ennesimo capitolo fallimentare della gestione sanitaria in Calabria che riguarda i citatdini che necessitano di cure psichiatriche.  «A Reggio Calabria – afferma il sen. Siclari – i diritti di chi soffre di disturbi psichiatrici, da oltre 4 anni, vengono calpestati. Il tutto perché, da tutto questo, tempo non è possibile ricoverare gli ammalati poiché le poche residenze sanitarie esistenti non sono accreditate e le famiglie sono costrette a portare i propri cari fuori provincia e, in casi più gravi fuori regione, con un significativo aumento dei costi e allentamento dei legami. Esistono diverse strutture nel territorio reggino in attesa di accreditamento, eppure le Asp, pur avendo acquisito parere favorevole, non completano l’iter di accreditamento. Questa situazione assume proporzioni notevoli se si considera la ricaduta sociale fondamentale di queste strutture. Ho raccolto le diverse istanze presentate dalle strutture operanti sul territorio e non posso che appellarmi alle Asp calabresi e, in particolare, a i commissari dellAsp di Reggio Calabria affinché pongano massima attenzione a questa situazione portando avanti gli accreditamenti. Queste strutture sono l’unica realtà che può dare speranza e sollievo a chi vive già disagi enormi dettati dalla prigione che le malattie mentali spesso rappresentano e, soprattutto, alle famiglie. Si arrivi prima possibile alla soluzione dei problemi» – ha concluso il senatore azzurro. (rp)

Siclari (FI): al Ministro Boccia le domande sulle opere sostitutive del Ponte sullo Stretto

Il sen. forzista Marco Siclari  prende di mira il ministro per gli Affari Regionale e le Autonomie Francesco Boccia che ha bocciato l’idea del Ponte sullo Stretto. «In recenti dichiarazioni – afferma Siclari – il Ministro Boccia ha sostenuto che il Ponte sullo Stretto è un’opera secondaria e che il Sud ha bisogno di strade e reti fognare ed in particolare ha dichiarato “vorrei arrivare a Messina, prendere un treno mediamente veloce e arrivare in un paio d’ore a Palermo. Inutile parlare del ponte. I siciliani chiedono prima le fogne, le infrastrutture adeguate.  Mi domando, però, se il ministro Boccia abbia valutato bene diversi fattori prima di lasciarsi andare a frettolosi commenti. Vorrei sapere se e come il Ministro intenda attuare il completo rifacimento della rete fognaria della Calabria e della Sicilia e dove siano o saranno inseriti i relativi finanziamenti; se e come il Ministro intenda attuare il completo rifacimento della rete ferroviaria della Calabria e della Sicilia e dove siano o saranno inseriti i relativi finanziamenti; se il Ministro intenda proporre un piano infrastrutturale straordinario per il Sud; come il Ministro intenda procedere nel senso della richiesta di autonomia differenziata, proveniente da alcune regioni, senza acuire il divario già esistente fra il Settentrione ed il Meridione d’Italia».

Secondo il senatore Siclari la mega infrastruttura del Ponte sullo Stretto dovrebbe avere la priorità, per questo «Ho deciso – ha detto il parlamentare villese – di depositare formale interrogazione parlamentare per comprendere se il ministro abbia chiaro il quadro della situazione al Sud o se le sue dichiarazioni siano frutto d’improvvisazione». Considerato il ruolo strategico «che riveste il Ministero di cui si occupa, chiamato a disegnare la c.d. autonomia differenziata ed a colmare il divario Nord/Sud del Paese, le dichiarazioni rese appaiono gravi e seriamente lesive delle possibili occasioni di sviluppo del Meridione, tra l’altro contraddicendo il piano infrastrutturale annunciato dal Presidente del Consiglio Conte dalla nota di aggiornamento al DEF, presentata il 30 settembre, tuttavia non vi è traccia né delle grandi opere al Sud, né delle piccole opere che ella definisce prioritarie e quindi emerge il dubbio che il Mezzogiorno possa essere nuovamente illuso con promesse non mantenute, specialmente ora che è iniziato il percorso della c.d. autonomia differenziata che, se non bilanciato da uno straordinario programma di sviluppo infrastrutturale del Mezzogiorno, rischia di acuire l’enorme divario esistente nel Paese, fra regioni ricche e regioni povere, sancendo una secessione di fatto dell’Italia; per la crescita dell’intero Paese, la priorità assoluta deve essere data al Ponte sullo Stretto e all’alta velocità al Sud, opere infrastrutturali che riguardano 7 milioni di cittadini siciliani e calabresi, oltre il 10% della popolazione italiana: soltanto realizzando le infrastrutture e le grandi opere al Sud, il paese smetterà di camminare a due velocità, ed il Sud, impoverito dalle politiche assistenziali degli ultimi decenni, avrà finalmente giustizia e vivrà il suo riscatto morale, economico e occupazione che permetterà anche la ripresa economica di tutto il Paese». (rp)

Corrado (M5S): Il ministro Costa a Crotone per il problema rifiuti

La sen. Margherita Corrado (M5S) che nei giorni scorsi aveva stigmatizzato la grave situazione dell’impianto di bio-stabilizzazione rifiuti di Ponticelli, nel Crotonese, ha incontrato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il quale ha garantito la sua prossima visita nell’area per rendersi conto di persona delle indecorose condizioni di lavoro degli addetti all’impianto.

«Il Ministro Sergio Costa – ha detto la sen. Corrado – sarà presto a Crotone. Nell’incontro di questa mattina al Ministero dell’Ambiente, propiziato dal collega e Presidente della Commissione “Antimafia” sen. Nicola Morra, oltre ad esprimere la soddisfazione dei Crotonesi per la designazione del nuovo Commissario alla Bonifica del SIN e affrontare alcune problematiche riguardanti la gestione dei rifiuti nel territorio crotonese, ho avuto il piacere di raccogliere in anteprima l’intenzione dal Ministro di venire a Crotone appena la nomina del Generale Vadalà sarà stata ratificata dal Consiglio dei Ministri. Sarà l’occasione, tra l’altro, per sottoporgli direttamente i dossier sulle discariche di Columbra (Crotone) e Santa Marina (Scandale), nonché sull’impianto di trattamento rifiuti TMB di Ponticelli (Crotone), per i quali, data la gravità e l’urgenza della situazione, qualche giorno fa con la collega on. Barbuto avevamo chiesto di incontrare al più presto il titolare del dicastero. L’emergenza ambientale e sanitaria del Crotonese, legate a decenni di attività delle industrie chimiche oggi dismesse ma anche alla scelta della Regione di concentrare, nella più piccola delle province calabresi, il maggior numero di impianti di trattamento rifiuti e discariche, che peraltro contendono spazi ad una quantità abnorme di impianti per la produzione di energie alternative, deve acquistare anche nel dibattito pubblico il ruolo centrale imposto dalla loro notevolissima incidenza sulla qualità della vita degli abitanti».

A Ponticelli, secondo la senatrice pentastellata «l’ubicazione e l’esercizio dell’impianto non garantiscono la tutela della salute pubblica!» e «l’imbarazzante combinazione di sordità cecità e mutismo sottintende la volontà dei Sindacati di assistere indifferenti al traghettamento dall’impianto di Ponticelli al nuovo, ancora da allocare, magari evitando alla Proprietà di ‘sprecare’ i molti denari che la Regione ha messo a disposizione di Mi.Ga. srl (di V&V Group) per ammodernare un impianto che ormai da tempo tiene l’anima con i denti e avrebbe bisogno di un intervento radicale ma il cui destino, segnato, potrebbe compiersi in qualsiasi momento». La sen. Corrado ha detto che la Regione, la Provincia, il Sindaco, il Prefetto e/o il Procuratore potrebbero ritrovare la memoria e tirar fuori dagli armadi le decine di comunicazioni di reato loro indirizzate dal 2005 al 2015 dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone. Oppure, più semplicemente, potrebbero riesumare il parere igienico sanitario negativo dato dalla stessa ASP in occasione della Conferenza dei servizi per il rilascio dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) svoltasi a primavera 2016. L’AIA è stata poi concessa dalla Regione e l’impianto di selezione RSU di Ponticelli è stato autorizzato nonostante il diniego esplicito dei tecnici ASP, debitamente motivato: “in quanto l’ubicazione e l’esercizio dell’impianto non garantiscono la tutela della salute pubblica”. Nulla di nuovo sotto il Sole, si dirà, dal momento che persino il progetto iniziale dell’impianto, approvato nel lontano 2001, mancava del parere igienico sanitario dell’ASP di Crotone. È a questa logica che si continuano a sacrificare i diritti dei lavoratori di Ponticelli?». (rp)

Nella foto: La sen. Margherita Corrado, il ministro Sergio Costa e il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra nell’incontro di oggi.

Siclari (FI) – Sanità, la Nesci se la prenda con i Cinquestelle, il suo partito

«Dopo l’approvazione del Decreto Calabria, dall’unico e vero promotore, ovvero il Movimento 5 stelle, ci saremmo aspettati di tutto ma non che venissero a Locri a spiegarci come risolvere una situazione drammatica che loro stessi hanno contribuito ad aggravare approvando il loro Decreto Calabria».
Il senatore forzista Marco Siclari commenta in modo netto l’esito della visita all’ospedale di Locri dell’onorevole pentastellata Dalila Nesci, la quale ha inteso indicare quali interventi debbano essere attuati per rilanciare il nosocomio locrese e la sanità calabrese.
«Capisco tutte le ragioni, politiche ed opportunistiche, di chi si sta giocando le elezioni regionali, ma ritengo inopportuno, da medico prima e da senatore calabrese poi, fare politica sulla pelle e sulla salute dei calabresi. Com’è possibile per i Cinquestelle dettare ricette per risolvere il problema della sanità in Calabria dopo aver occupato il Ministero della Salute, in maniera assolutamente deficitaria con l’on. Giulia Grillo? Dopo aver rimosso il commissario Scura, ha tuttavia riconfermato il commissariamento che si è già dimostrato uno strumento inefficiente e fallimentare a prescindere dalle capacità del commissario nominato dal Governo. Tutto ciò è aggravato dal Decreto Calabria approvato, a giugno, dalla Nesci e dal M5S che come dimostra la cronaca di questi giorni, non ha portato alcuna soluzione migliorativa per la sanità territoriale calabrese. Il Decreto Calabria, infatti, non soltanto non ha risolto alcuna delle problematiche che attanagliano il Servizio Sanitario Regionale, ma ha creato nuove criticità ed ha acuito i disservizi già presenti in passato così come conferma la visita della Nesci a Locri. Ricordo alla Nesci che il sottoscritto con Forza Italia ha presentato gli emendamenti migliorativi al Decreto Calabria che sono stati puntualmente respinti solo perché siamo all’opposizione, senza nemmeno approfondirli o discuterli. Mi chiedo come sia possibile migliorare la sanità calabrese se il M5S al Governo ha previsto: il blocco del turnover e quindi non vi è possibilità di assumerne 1210 medici, 2400 infermieri;  lo scioglimento delle ASP che come dimostra il caso dell’azienda reggina, porta alla paralisi delle strutture perché mancano le risorse; il commissariamento del commissariamento del commissariamento del servizio sanitario regionale ingessando l’assistenza sanitaria territoriale. Finora i cinquestelle hanno dato prova solo delle loro contraddizioni – ha concluso il senatore azzurro – ma con la salute delle persone non può scherzare». (rp)

Rosa Silvana Abate (M5S): Lavori e risarcimento per l’alluvione di Thurio e Ministalla

La sen. Rosa Silvana Abate è intervenuta alla manifestazione organizzata dagli abitati di Thurio e Ministalla colpiti dall’alluvione dello scorso novembre 2018 e nell’occasione ha parlato di due questioni importanti quali l’avvio dei lavori di rifacimento dell’argine del fiume e delle domande di risarcimento danni. «Ho comunicato ufficialmente ai residenti – ha detto la sen. Abate – che la Regione ha provveduto ad aggiudicare i lavori a una ditta del catanzarese e che ora sono in corso, secondo i relativi obblighi di legge previsti dal codice dei contratti, se la stessa sia in possesso di tutta la documentazione richiesta per poterle poi affidare definitivamente l’appalto. Mediamente il tempo richiesto per questi adempimenti è di circa trenta giorni ma ho chiesto al Dipartimento regionale di competenza di accorciare, sempre rimanendo nell’alveo della legge, il più possibile i tempi delle verifiche. Avrò novità su questo già nei prossimi giorni».

Sulla questione delle domande di risarcimento danni che sono state fatte produrre ai cittadini di Thurio e Ministalla la sen. Abate ha detto che«non è chiaro e né certo, al momento, che l’estensione della calamità naturale decisa dal Dipartimento nazionale della Protezione civile, afferente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, decisa a fine febbraio 2019, valga anche per gli eventi alluvionali di ottobre e novembre 2018. In merito a questo sentirò il responsabile del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria Giovinazzo in settimana e mi invierà una relazione. Se gli eventi del 2018 non rientrassero nella delibera di febbraio 2019 si sarà giocato ancora con cittadini e aziende che hanno vissuto una autentica tragedia. Bisogna immediatamente procedere a questa verifica della documentazione per capire se ci sono i fondi destinati altrimenti sarà stato solo uno specchietto per le allodole. E lo dico con cognizione di causa perché seguo, carte alla mano, la questione sin dall’inizio e so che il problema con la dichiarazione dello stato di calamità naturale era che per la protezione civile non era stato un evento calamitoso eccezionale ma un evento idrogeologico che si sarebbe potuto evitare se chi di competenza avesse fatto manutenzione all’argine e non lo avesse lasciato nel tempo in balia dei danneggiamenti, dei problemi e delle lesioni che lo hanno fatto deflagrare a fine 2018 causando quello che ormai tutti ricordiamo come una autentica tragedia per le popolazioni di Thurio e Ministalla». (rp)

SIlvia Vono: da M5S a Italia Viva di Renzi. Ecco le ragioni dell’addio

La sen. Silvia Vono, eletta in Calabria con i Cinque Stelle al Senato, è passata al gruppo di Italia Viva con Matteo Renzi. La senatrice ha spiegato a Calabria.Live le ragioni della sua scelta. «La ragione principale – ha spiegato la sen. Vono – è che non c’è una vera organizzazione, non c’è una leadership, non c’è una vera guida. E quindi mi mi è sembrato opportuno, necessario per il rispetto ai cittadini italiani e per rispetto a me stessa passare, aderire al nuovo gruppo di Matteo Renzi, una persona che ha dimostrato di avere un’intelligenza e una lungimiranza politica».

Con il sen. Ernesto Magorno (ex Pd) e il deputato Nicola Carè (eletto nella circoscrizione estera per il Pd) sono ora tre i parlamentari che hanno aderito a Italia Viva. La prossima settimana – come annuncia la sen. Vono – il gruppo deciderà la posizione da tenere in occasione delle prossime elezioni regionali in Umbria, Emilia e Calabria. (rp)

Il sen. Morra deve chiedere scusa ai calabresi. La crisi politica forse dà alla testa ai grillini

di SANTO STRATI – Un brutto, imperdonabile, scivolone del sen. Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia, durante il suo intervento in aula, al Senato, ha offeso i calabresi in maniera inaccettabile.

Morra, probabilmente senza nemmeno ascoltarsi, ha messo insieme madonne,  crocifissi e rosari per dire che sono messaggi alla ‘ndrangheta, con evidente insinuazione che i calabresi – devoti e rispettosi di tradizioni religiose che risalgono alla notte dei tempi – siano tutti ‘ndranghetisti. No, caro sen. Morra, non solo i calabresi sono al 99,9% persone perbene che odiano, lottano la ‘ndrangheta e il malaffare (e spesso pagano di persona quest’impegno), ma non sono nemmeno “selvaggi” superstiziosi con l’anello al naso, pardon col rosario al collo. E soprattutto non accettano questa gravissima offesa, ancor più proveniente dall’esponente di spicco di quella Commissione Antimafia che dovrebbe combattere seriamente la criminalità organizzata. Le scuse ai calabresi probabilmente non basteranno e, al di là di come volgerà la crisi politica, a questo punto le dimissioni sarebbero il meno da aspettarsi.

L’episodio, che la stampa nazionale ha bellamente ignorato, [il video dell’intervento è qui] è sicuramente il segnale di come la crisi politica possa dare alla testa ai pentastellati che si ritengono autorizzati a dire – come al solito – tutto e il suo contrario. Ovvero anche le cose più inaccettabili. E dire che Nicola Morra, di origini liguri, si è trapiantato a Cosenza da anni, è stato eletto in Calabria e dovrebbe conoscere, almeno un po’, i calabresi.

Non  accettiamo offese, sen. Morra, né tantomeno insinuazioni che coinvolgono il forte senso religioso che ci caratterizza. L’indignazione – ascoltando le parole del sen. Morra – è d’obbligo: ma come si fa a dire che ostentare il rosario è un messaggio in codice per la ‘ndrangheta? Non si rende conto del peso di tale affermazione? Non basta il caldo agostano di un’inedita crisi pseudo-balneare (Papeete Beach docet) a giustificare una corbelleria del genere e soprattutto una così lampante offesa a tutti i calabresi.

A Morra hanno risposto subito con stizzata fermezza due esponenti politici calabresi che, grazie a Dio, non la mandano a dire, ma si espongono in prima persona: il deputato Francesco Cannizzaro e il sen. Marco Siclari, entrambi di Forza Italia.

Cannizzaro ha stigmatizzato in una nota il comportamento di Morra: «Troviamo assolutamente surreale e fuori luogo che che in un momento  così delicato per il Paese e nel bel mezzo di una grave crisi di  Governo, si possano dedicare anche solo pochi minuti di intervento in  Senato su crocifissi, madonne, rosari e quant’altro, così come ha fatto – evidentemente irritato per la caduta del suo Governo – il senatore
Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia, in piena  esaltazione grillina. Le parole di Morra, che ha attaccato Salvini sull’esibizione di simboli  sacri in Calabria che equivarrebbe ad un messaggio alla ‘ndragheta, sono  inqualificabili, un’offesa alla mia regione e a tutti i calabresi, alle  nostre tradizioni culturali millenarie, agli uomini e donne che in quei simboli credono fermamente e ritengono il santuario un luogo di fede, cultura e storia. In modo particolare il Santuario della Madonna di Polsi è una meta di pellegrinaggio in cui ogni anno si ritrovano migliaia di fedeli, calabresi e non, assolutamente onesti e genuini che nulla hanno a che fare con le dinamiche della criminalità organizzata».

«Piuttosto, – afferma l’on. Cannizzaro – il senatore Morra, che farebbe bene a dimettersi ci ragguagli su quanto fatto dalla Commissione da lui presieduta finora e quali misure abbia messo in campo per contrastare le mafie».

Ancora più arrabbiato il sen. Siclari: «Il Crocifisso – ha detto – l’ho sempre portato sin da piccolo e credo lo porti anche Morra, il senatore calabrese M5S che, come avete ascoltato in diretta TV, ha dichiarato che “La Madonna e il Rosario in Calabria sono utilizzati per mandare messaggi alla ’ndrangheta”. Sono certo, mi auguro di non essere smentito, che il Senatore (Presidente della Commissione Bicamerale Antimafia) non voleva affermare quanto ha dichiarato, oggi, in aula del Senato. Non ci credo e non voglio crederci!»

«Piuttosto ci tengo a dire, ancora una volta, che in Calabria non vivono 2 milioni di presunti ndranghestisti, ma 2 milioni di vittime di ‘Ndrangheta che, maledettamente, ha distrutto la vita e la reputazione dei calabresi impoverendo la nostra regione, colpendo gli imprenditori calabresi ed impedendo ai giovani di avere un futuro nella nostra terra. Mi piacerebbe che la stampa nazionale, però, parlasse della parte sana della Calabria e che la politica lavorasse seriamente per creare
sviluppo in Calabria investendo in modo sano e serio quei miliardi di euro che sono stati sottratti negli ultimi 40 anni ai calabresi e che devono essere destinati alla realizzazione delle infrastrutture e dei trasporti necessari per lo sviluppo del territorio e dell’occupazione. In questo modo la Calabria uscirà dall’isolamento geografico e culturale e saremo, veramente, utili anche alla magistratura che lavora per liberare definitivamente e finalmente i calabresi dalla ‘Ndrangheta».
Numerose altre prese di posizione contro Morra. La deputata Maria Tripodi ha dichiarato: «È incredibile oltre che imbarazzante che un rappresentante istituzionale eletto tra l’altro in Calabria accosti la sacralità del Santo Rosario come messaggio per la ‘ndrangheta portando ad esempio il Santuario di Polsi. Il Senatore dovrebbe comprendere che essere cattolici è una cosa seria e i fedeli, tutti, non possono essere trascinati o peggio offesi da una vis polemica assolutamente fuori luogo che alimenta lo stereotipo Calabria uguale criminalità».
Anche la deputata catanzarese Wanda Ferro ha stigmatizzato l’intervento di Morra: Le parole pronunciate in Senato dal presidente Nicola Morra trasmettono un’immagine distorta della Calabria. Sostenere che ostentare il rosario e votarsi alla Madonna significa mandare un messaggio di vicinanza alla ‘ndrangheta è fuori dalla realtà, e mi meraviglia che una espressione simile provenga dal presidente della Commissione antimafia, una figura istituzionale che riveste una certa autorevolezza nell’analisi dei fenomeni criminali. Voglio credere che quello del presidente Morra – prosegue Wanda Ferro – sia un semplice scivolone nella corsa alla ricerca di un attacco ad effetto che i rappresentanti del Movimento Cinque Stelle, scottati dall’amore tradito, hanno avviato nei confronti del ministro Salvini. Il sentimento di devozione nei confronti della Madonna in Calabria non può essere inteso come una sorta di adesione alla ‘Ndrangheta. È un’espressione offensiva nei confronti dei calabresi che manifestano la propria fede, e che non possono essere accostati ai pochi criminali che utilizzano in maniera deviata e sacrilega l’iconografia religiosa per i propri macabri cerimoniali».(s)

Abate (M5S): interrogazione su aumento tumori sullo Jonio Cosentino

La senatrice Rosa Silvana Abate (M5S) ha presentato in settimana una interrogazione ai Ministri dell’Ambiente e della Sanità sull’aumento anomalo dei tumori sullo Jonio Cosentino nonostante la bonifica del Sin Cassano-Cerchiara-Crotone sia in parte conclusa. All’appello mancano diverse tonnellate di ferriti che non si sa che fine abbiano fatto e dove siano state interrate.

«Durante i lavori d’aula del Senato di questa settimana – ha detto la senatrice grillina – ho interrogato i Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute in merito all’anomalo aumento dei tumori in particolare nell’Alto-Basso Jonio e nella Sibaritide nonostante l’Arpacal, l’8 novembre del 2016, abbia completato la bonifica nei territori di Cassano e Cerchiara. Secondo l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal) “È ufficialmente la fine di un incubo per gli abitanti di Cassano All’Ionio e Cerchiara di Calabria, comuni sul versante jonico della provincia di Cosenza. I terreni sui quali, nel lontano 1999, furono trovati rifiuti riferibili allo smaltimento delle “ferriti di zinco” degli impianti produttivi di Crotone, sono sostanzialmente e formalmente tornati alla normalità. I terreni si trovano in località Chidichimo e Tre Ponti a Cassano, e Capraro a Cerchiara di Calabria”. Ma la situazione è molto differente. Lo scorso anno un infermiere in forza alla Fondazione IRCCS, Istituto Nazionale dei Tumori, ospedale pubblico milanese, denunciò pubblicamente sulla stampa i troppi casi di tumori tra pazienti dai 40 ai 60 anni dell’Alto Jonio, che chiedono cure presso le strutture di Milano. Da Alessandria del Carretto a Trebisacce per arrivare a Corigliano-Rossano e al resto della Sibaritide, aumentano i casi di leucemie, tumori ai polmoni, all’esofago, all’apparato orofaringeo, alla prostata. L’alta mortalità denunciata, proprio in questi giorni nuovamente da un ingegnere coriglianese da sempre attento alla questione, ha trovato conferme nel Rapporto del Progetto Sentieri (Studio epidemiologico nazionale territori e insediamenti esposti a rischio da inquinamento). Il Rapporto, giunto alla quinta edizione, è stato presentato recentemente a Roma presso l’Istituto Superiore di Sanità e riguarda lo stato di salute della popolazione residente in 45 Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche. Tra queste rientra proprio l’area Crotone – Cassano – Cerchiara di Calabria, caratterizzata dalla presenza di impianti chimici e discariche. Tre Comuni con una popolazione totale di 78.629 abitanti».

«La mortalità – si legge nel rapporto – presenta sia negli uomini sia nelle donne eccessi per tutte le cause e per tutti i tumori. Fra le cause di interesse eziologico a priori si osserva un eccesso di malattie respiratorie nella popolazione femminile. Si rilevano in entrambi i generi eccessi relativi a tutte le cause naturali, a tutti i tumori maligni e alle malattie respiratorie nelle donne. Si segnalano eccessi delle malattie degli apparati digerente e urinario in entrambi i generi, e di malattie dell’apparato circolatorio negli uomini. Per le cause di interesse a priori si osserva negli uomini un difetto per asma, e nelle donne eccessi per tumore maligno del colon retto e per le malattie respiratorie”».

«Per questo motivo, – ha concluso la sen. Abate – ho chiesto ai due Ministri se, nei limiti delle proprie attribuzioni, intendano verificare cosa stia accadendo nelle zone indicate, visto l’aumento esponenziale delle neoplasie, se siano giù state intraprese iniziative per fronteggiare la questione, o, eventualmente, quali iniziative di competenza intendano assumere per invertire la situazione descritta. Anche i colleghi hanno dimostrato molta sensibilità per la vicenda che interessa anche l’area crotonese. Oltre alla mia firma, infatti, altri 55 senatori hanno sottoscritto l’atto». (rp)

Caligiuri (FI), festeggiato in suo ingresso in Senato dai parlamentari calabresi

Da ieri Fulvia Michela Caligiuri è senatrice. Dopo una battaglia di legittimità durata 15 mesi, l’imprenditrice cosentina ha viste riconosciute le sue ragioni sull’errata attribuzione del seggio senatoriale calabrese alla Lega al posto di Forza Italia. Prende il posto del vicepremier Matteo Salvini che è stato invece proclamato eletto nel Lazio. All’ingresso in Senato, la Caligiuri è stata festeggiata con calore dalla capogruppo di Forza Italia Anna Maria Bernini e da tutti i parlamentari calabresi che hanno voluto condividere l’entusiasmo e la gioia della neo-senatrice.

Congratulazioni all’imprenditrice cosentina sono giunte dal sindaco di Cosenza Mario Occhiuto: «Con il legittimo riconoscimento al Senato del seggio a Fulvia Caligiuri, – ha dichiarato Occhiuto – ha vinto la giustizia insieme alla tenacia di una donna che ha lottato fino in fondo per l’affermazione di un diritto che appartiene a lei e ai suoi elettori, dunque alla democrazia. La notizia che la cara amica Fulvia andrà ad occupare il posto che le spetta a palazzo Madama mi riempie di gioia. Non solo le esprimo gli auguri per l’impegno che la attende e che saprà affrontare con valore aggiunto, – prosegue il primo cittadino di Cosenza – ma tengo soprattutto a complimentarmi per la determinazione con cui ha condotto questa battaglia. La Calabria oggi vede arricchire la propria rappresentanza parlamentare con una personalità forte e dalle indiscusse doti imprenditoriali che apporteranno una visione pragmatica nell’affrontare le problematiche della nostra regione. A Fulvia Caligiuri giungano le mie più sentite congratulazioni».

Nella foto: Fulvia Michela Caligiuri col sen. Marco Siclari, e gli on.li Maria Tripodi e Francesco Cannizzaro.

La Calabria ha un nuovo senatore, Fulvia Michela Caligiuri entra a Palazzo Madama

La Calabria ha un nuovo senatore che prende il seggio attribuito per errore alla Lega che aveva portato all’elezione del vicepremier Matteo Salvini: Fulvia Michela Caligiuri (Forza Italia) dopo 16 mesi dalle urne (si era votato il 4 marzo 2018) ha visto finalmente riconosciute le sue ragioni e l’assemblea di Palazzo Madama ha confermato ieri la sua legittima elezione, annullando quella di Salvini in Calabria. Per il vicepremier non cambia nulla, in quanto viene proclamato eletto nel Lazio, ma per la nostra regione è una significativa presenza “calabrese” che si aggiunge ai membri di Palazzo Madama. La Caligiuri, imprenditrice cosentina, era stata anche candidata alle passate europee raccogliendo un notevole consenso. Il suo impegno a favore della propria terra è più che scontato ed è fin troppo evidente quanto abbia bisogno la Calabria di poter contare sui propri “figli” nelle aule parlamentari.

L’Assemblea del Senato ieri mattina ha approvato le conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sull’elezione contestata nella regione Calabria e conseguentemente sulla elezione contestata nella regione Lazio. Il relatore sen. Balboni (FdI) ha spiegato che, a seguito di accertamenti, un seggio attribuito in Calabria alla Lega spetta invece a Forza Italia; la Giunta propone di annullare l’elezione in Calabria del sen. Salvini, che viene proclamato eletto nel Lazio, e conseguentemente di annullare l’elezione della sen. Kristalia Papaevangeliu nel Lazio, e di proclamare eletta in Calabria Fulvia Michela Caligiuri. Il sen. Balboni, nel suo intervento ha indicato nello specifico le ragioni della Giunta: «In seguito al lavoro del Comitato ristretto, nominato dalla Giunta stessa e che ho avuto l’onore di coordinare, che ha rivisto 2.416 tabelle di scrutinio, il Comitato ristretto ha unanimemente rivisto l’assegnazione dei voti a Forza Italia, a Fratelli d’Italia e alla Lega in base ai quali, alla fine, Forza Italia è risultata aver conseguito nell’intera Regione 183.795 voti, Fratelli d’Italia 33.255, la Lega 49.863, Noi con l’Italia 12.937. Ebbene, in base a questi voti, il risultato finale nell’assegnazione dei seggi si è modificato nel senso che il seggio che in origine era stato attribuito alla Lega viene meno, mancando il numero di voti necessario, mentre Forza Italia passa da un seggio a due seggi».

La Caligiuri, che è stata assistita nella sua lunga battaglia di legittimità dall’avv. Oreste Morcavallo, ha postato la sua soddisfazione su FB: «È fatta! È con gioia enorme che condivido con tutti voi l’onore di entrare in Senato a rappresentare la Calabria. Ringrazio chi mi ha votato e sostenuto e sopratutto tutti gli amici di Forza Italia che non hanno mai smesso di motivarmi e sostenermi in questo lungo viaggio. Ringrazio tutti i miei elettori (incluso anche quelli che mi hanno sostenuto alle ultime elezioni Europee) cui dedico questa giornata. Ora, insieme, lavoriamo per la nostra terra».  (pa)

Il video dell’ingresso nell’aula del Senato:

https://www.facebook.com/francesco.catera.3/videos/2478886755483806/