Salvini perde il seggio da senatore in Calabria. Al suo posto Michela Caligiuri (FI) di Cosenza

di SANTO STRATI – Ieri sera, in Senato, la Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari, presieduta da Maurizio Gasparri, ha ratificato la perdita del seggio calabrese del vicepremier Matteo Salvini a favore della candidata cosentina Fulvia Michela Caligiuri (Forza Italia). Sarà l’assemblea di Palazzo Madama, entro 20 giorni, a votare in aula la definitiva chiusura di questa incredibile vicenda. In buona sostanza la Lega, per soli 318 voti, perde il seggio calabrese attribuitole per errori di trascrizione e stasera riassegnato, per diritto, a Forza Italia. La Giunta per le elezioni si è riunita alle 20 e dopo aver ascoltato il difensore della ricorrente Caligiuri, l’avv. Oreste Morcavallo protagonista di un’ammirevole lezione di diritto costituzionale, e il difensore della senatrice subentrata alla Bonfrisco, Kristalia Rachele Papaevangeliu si è riunita in camera di consiglio e ha deliberato di respingere i ricorsi della Lega, accettando la contestazione sull’elezione di Salvini in Calabria. La Giunta, quindi, ha proposto all’Aula di dichiarare l’annullamento dell’elezione di Salvini in Calabria con l’attribuzione del seggio a Forza Italia, ovvero alla Caligiuri.

Per Matteo Salvini, ovviamente, non cambia nulla: aveva dovuto scegliere il seggio dove aveva raccolto meno voti (la Calabria), gli tocca quello del Lazio, originariamente coperto dalla sen. Anna Cinzia Bonfrisco, dimissionaria il 1° luglio per incompatibilità con l’elezione a europarlamentare, alla quale è subentrata il 2 luglio la prima dei non eletti  Kristalia Rachele Papaevangeliu, che ha inutilmente chiesto di poter controllare analiticamente tutte le schede contestate (!) e invece dovrà cedere il posto al vicepremier leghista.

In questa vicenda appare inaccettabile il tempo trascorso dal ricorso (4 aprile 2018) alla decisione finale della Giunta per le elezioni (16 luglio 2019). È assurdo che la calabrese Caligiuri abbia dovuto attendere oltre un anno per avere giustizia: l’attività istruttoria del Comitato composto dal sen. Alberto Balboni, FI, e dalle senatrici Nadia Ginetti (PD) e Fiammetta Modena (FI), dal sen. Emanuele Pellegrini (LP-SP-PSd’Az) e dalla senatrice Alessandra Riccardi (M5S) è iniziata il 5 marzo di quest’anno (con il conferimento del mandato da parte della Giunta per le elezioni) e si è sviluppata per 20 sedute dal 13 marzo al 18 giugno.

Come ha riferito il relatore sen. Balboni «La delicatezza e complessità del compito istruttorio affidato a questo organo ha visto impegnati tutti i suoi componenti che ringrazia per lo spirito di collaborazione, la terzietà e l’estremo rigore che hanno dimostrato in questi mesi. Il Comitato, dopo un primo controllo preliminare effettuato da parte degli Uffici – del quale ha dato conto nella relazione parziale esposta nella seduta della Giunta del 27 novembre 2018 – ha ritenuto di riesaminare tutti i verbali delle 2.416 sezioni elettorali della regione Calabria, ad iniziare dai verbali delle sezioni che presentavano anomalie e discordanze e da quelli delle sezioni segnalate dal ricorso elettorale presentato dalla dottoressa Caligiuri. Prima di soffermarsi sugli esiti numerici della verifica compiuta, il relatore sottolinea che le peculiarità del sistema elettorale del Senato, come modificato dalla legge n. 135 del 2017, hanno evidenziato indubbie ed oggettive criticità che inevitabilmente si sono riverberate sulle non sempre agevoli operazioni alle quali sono stati chiamati i competenti Uffici elettorali.

«La questione – ha affermato nella sua relazione il sen. Balboni – in particolare verte sostanzialmente sull’erronea trascrizione nei verbali sezionali dei voti riportati alle singole liste appartenenti alla coalizione di centro-destra, originata da un’inversione nell’ordine di collocazione delle medesime liste. Nella sua concreta attività di verifica, il Comitato ha pertanto ritenuto di applicare, con prudente apprezzamento e senza rigidi automatismi, un criterio di disamina dei voti indicati nei verbali di sezione tramite un puntuale confronto con le tabelle di scrutinio annesse dove stati riscontrati i suddetti voti assegnati alle singole liste. Il Comitato, a conclusione del proprio mandato, rileva che, tenendo conto dell’esame delle 2.416 tabelle di scrutinio, i voti attribuiti alle liste della coalizione di centro-destra risultano: Forza Italia 183.795; Fratelli d’Italia 33.255; Lega 49.863; Noi con l’Italia 12.937. Si fa presente tuttavia che, per quanto riguarda le sezioni di Palmi 15 e Celico 3, si è rilevato che dalle tabelle risulta attribuito il 100% dei voti alla Lega (per un totale di 224 complessivi in luogo dei 45 risultanti dai verbali). Ai fini della prova di resistenza, il Comitato ha provvisoriamente deciso di attribuire alla Lega, i voti risultanti dalla tabella di scrutinio.

«All’esito dei controlli effettuati dal Comitato – ha proseguito nella sua relazione il sen. Balboni – si riscontra, quindi, che le rettifiche apportate ai risultati di proclamazione comporterebbero che i due seggi assegnati in sede di proclamazione dall’Ufficio elettorale regionale alla Lega e al Movimento politico Forza Italia, risulterebbero da assegnare entrambi a quest’ultimo e alla lista Lega occorrerebbero 318 voti in più per riottenere il seggio (oltre ai presumibili 179 voti delle sezioni di Palmi 15 e Celico 3 per un totale di 497). Alla luce degli accertamenti esposti, risulterebbe eletta la dottoressa Fulvia Michela Caligiuri, candidata nel collegio plurinominale Calabria 1 per la lista Forza Italia in luogo del senatore Matteo Salvini appartenente alla lista Lega. Pertanto, in mancanza di ulteriori elementi nuovi e sulla base del mandato ricevuto dalla Giunta, pur essendo disponibile ad ogni indicazione o disposizione della stessa Giunta, propone, ai sensi dell’articolo 10, comma 1, del Regolamento per la verifica dei poteri, la contestazione dell’elezione del senatore Matteo Salvini». La Giunta ha quindi approvato all’unanimità la proposta di dichiarare contestata l’elezione del senatore Matteo Salvini.

Occorre ribadire – come Calabria.Live ha più volte scritto – che della contestazione dell’elezione di Salvini si sapeva dallo scorso 27 novembre (con la prima relazione del sen. Balboni), tanto che la Lega aveva provveduto a “salvaguardare” la sen. Bonfrisco candidandola a un seggio “sicuro” per l’EuroParlamento. La Calabria “perde” Salvini e acquista una calabrese doc che sta scaldando i motori per prendere il posto che le tocca in Senato. La Caligiuri è un’affermata imprenditrice titolare dell’azienda agricola Torre di Mezzo di Castrovillari (produzione latte e allevamenti).

Fulvia Michela Caligiuri
Fulvia Michela Caligiuri

Nulla cambia, ovviamente per il vicepremier Salvini, che, in questo momento, ha, in verità, altri grattacapi di gran lunga superiori alla perdita del seggio calabrese: non sarà certo questo a modificare l’incredibile avanzata leghista in Calabria abilmente guidata dal commissario Cristian Invernizzi con l’unico deputato leghista calabrese Domenico Furgiuele. I consensi per Salvini sono in crescita anche in Calabria, ma lo “scivolone” russo potrebbe riservare qualche sorpresa. Lo scenario politico calabrese costruito la sera viene smontato il mattino successivo, e non solo in casa leghista. Sono in tanti a temere per la tenuta del Governo e a guardare con disperazione a eventuali nuove elezioni: per molti pentastellati calabresi l’addio a Montecitorio sarebbe scontato. (s)

Corrado (M5S): Urgente la riforma dei concorsi universitari

La sen. Margherita Corrado (M5S) componente della Commissione Cultura, in una nota ha sottolineato la drammatica priorità della riforma dei concorsi universitari, «alla quale il Paese non può sottrarsi. Sono certa – afferma la senatrice grillina – che il viceministro Fioramonti, dopo avere promesso un’inversione di marcia, è già al lavoro per mantenere l’impegno, anche con l’aiuto di chi, come “Trasparenza e Merito l’Università che vogliamo”, si batte quotidianamente proprio per rilanciare università e ricerca».

La senatrice nella nota ha riepilogato lo scandalo sui concorsi universitari appena esploso: «L’indagine denominata “Università Bandita”, – afferma la sen. Corrado – durata quasi un biennio e venuta alla ribalta la settimana scorsa, ha coinvolto finora 66 docenti: 44 dell’Università di Catania e 22 di 16 atenei sparsi in tutta Italia (Statale di Milano, Cà Foscari di Venezia, Verona, Padova, Bologna, Napoli, Trieste, Firenze, Cattolica di Roma, Roma Tre, Chieti-Pescara, Catanzaro, Messina, Cagliari). Ha rivelato che non un concorso tra quelli banditi negli ultimi tempi (ma il fenomeno va avanti da una ventina d’anni) è regolare, comparativo e basato sul merito, come invece dovrebbe essere per legge, per bando, addirittura per costituzione. Tutti risultano tagliati su misura per i predestinati, tant’è che li chiamano bandi sartoriali o profilati».

«Dalle intercettazioni è emerso un sistema clientelare fatto di commissioni elette a comando attraverso pizzini, un uso privatistico dell’università, dove una élite cittadina decideva chi doveva entrare con borse di studio, dottorati, assegni di ricerca, posti da associato o ordinario. Addirittura, i docenti intercettati arrivano a definire “stronzi da schiacciare” quelli che si presentano ad un concorso senza essere i predestinati».

«Alcuni di questi cattedratici e rettori sono stati sospesi dagli incarichi in attesa di giudizio, accusati di associazione a delinquere con finalità di corruzione, truffa aggravata, falsità ideologica. A prescindere dagli esiti giudiziari, però, sono enormi e di lunga durata i danni procurati da un sistema consolidato che emana bandi di concorso non per dare all’università figure qualificate ma per sistemare su base familistica parenti, amici, servi compiacenti. Si va dalla fuga all’estero dei cervelli formati in Italia, ai danni erariali che derivano dal mettere dentro le università persone non sempre qualificate, alla distruzione del futuro dei tanti esclusi, spesso vere e proprie eccellenze. Il danno si aggrava quando gli esclusi denunciano i meccanismi del sistema e ne vengono isolati, poi estromessi definitivamente con le più varie strategie, fino a stroncare loro qualunque possibilità di carriera». (rp)

Cario (MAIE): Italiani all’estero, due progetti di legge col sottosegretario Merlo

Il senatore Adriano Cario, (MAIE), eletto nella circoscrizione estera, ha comunicato di aver predisposto due progetti di legge a favore degli italiani all’estero.

«Nel contesto di una situazione politica scomoda, – si legge in una nota del sen. Cario – quando tutti i giornali fanno numeri e ci mettono al centro della scena per il fatto che i voti del MAIE sono il legno dove è appeso questo Governo, la nostra scelta è continuare al lavoro che abbiamo svolto sin dall’inizio. Senza numeri, senza calcoli e senza le previsioni politiche naturali del giornalismo. Ieri mattina, mi sono riunito col Sottosegretario Ricardo Merlo alla Farnesina per studiare la possibilità economica e politica di introdurre entro luglio due progetti di legge che andranno a garantire migliori condizioni per i nostri connazionali all’estero.
In questo anno di lavoro parlamentare ed esecutivo con il Sottosegretario, abbiamo potuto introdurre alle diverse discussioni e votazioni di legge sia al Senato che alla Camera con l’on. Mario Borghese, i nostri reclami per portare soluzioni agli italiani all’estero. Un grande lavoro per le riaperture dei Consolati e l’assunzione di personale da parte della Farnesina da destinare all’estero: un risultato che non si otteneva da decenni. Tuttavia, non è ancora sufficiente.
È per questo che come forza politica non ci accontentiamo del fatto di essere su tutti i mezzi di stampa per l’importanza politica e numerica che oggi vantiamo. Non c’è posto per smettere di tirare avanti con più lavoro e con nuovi progetti per continuare a migliorare la vita dei nostri connazionali italiani all’estero dopo tanti anni di abbandono». (rp)

Siclari (FI): Emendamenti al decreto Crescita per infrastrutture del Sud

Il sen. Marco Siclari (FI) ha presentato diversi emendamenti al decreto crescita economica «chiedendo di credere nelle potenzialità del Sud e finanziare, in particolare, due importanti infrastrutture per la Calabria».
Il parlamentare forzista torna a chiedere di puntare i riflettori sulle infrastrutture del Sud e, in questo caso, gli emendamenti riguardano il finanziamento del Porto a Sud di Villa San Giovanni e la 106.
«Finanziamento straordinario del porto di Villa San Giovanni per il completamento della messa in sicurezza e dei servizi generali di collegamento – si legge nell’emendamento – È autorizzata, per il triennio 2019 – 2021 la spesa di euro 61 milioni da assegnare alla Regione Calabria per provvedere ai finanziamenti necessari per l’esecuzione delle opere di completa sistemazione dei servizi generali del porto di Villa San Giovanni. La relativa spesa sarà iscritta negli stati di previsione del Ministero dei lavori pubblici per gli esercizi suindicati. Le somme non impegnate in un esercizio possono essere utilizzate negli esercizi successivi. All’Ufficio del genio civile per le opere marittime di Reggio Calabria è demandata la sorveglianza delle opere di cui al precedente articolo. Il collaudo delle opere stesse sarà eseguito a cura della “Centrale per la progettazione delle opere pubbliche” di cui al precedente articolo.Il Ministro dell’Economia e delle Finanze autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio per l’attuazione del presente articolo, conseguentemente il fondo di cui all’articolo 90 comma 2, è ridotto di 61 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Per quanto riguarda la 106 – spiega Siclari – ho chiesto al fine di consentire il completo ammodernamento e la definitiva messa in sicurezza della Strada Statale 106 Jonica Reggio Calabria – Taranto è autorizzata la spesa di 500 milioni. Agli oneri derivanti dal comma 1, si destina il ricavato derivante dal Decreto – legge 23 ottobre 2018, n. 119 nella misura di 100 milioni di euro per le annualità 2019, 2020, 2021, 2022 e 2023. Si tratta di un’arteria strategica che collega tre regioni, la Calabria, la Basilicata e la Puglia, costituendo l’unica via di comunicazione stradale di tutta la fascia ionica. Peraltro è fondamentale per il rilancio dell’aeroporto di Crotone, consentendo a tutta l’utenza di potervi accedere agevolmente. La zona servita dall’arteria risulta ancora più importante laddove si pensi che l’unica via di collegamento fra l’aeroporto ed il porto di Crotone e la zona industriale di Taranto e che, quindi, ammodernata, messa in sicurezza e ridotti gli attuali tempi di percorrenza (si parla di oltre 8/10 ore per percorrere tutti i 495 Km tra l’altro in assenza di validi collegamenti ferroviari: si tratta, infatti, di linea non ancora interamente elettrificata!) costituirà un volano di sviluppo produttivo e commerciale per tutta l’area servita», ha concluso il senatore azzurro.
Un altro emendamento riguarda l’Aeroporto dello Stretto Tito Minniti è volto a farlo ricomprendere tra gli aeroporti di carattere “Strategico”. L’aeroporto serve il territorio di due Città Metropolitane, quella di Reggio Calabria e quella di Messina, sfornite di altre vie di comunicazione e trasporto e non servite dall’alta velocità ferroviaria. Il bacino potenziale di utenti supera il milione di abitanti e lo scalo è quello che deve ricevere tutto il potenziale flusso turistico per le Isole Eolie e per le altre rinomate località della zona (Scilla, Parco Nazionale dell’Aspromonte, Costa dei Gelsomini, Costa Viola, Gerace, Stilo, Pentidattilo, il promontorio di Milazzo, i laghetti di Ganzirri, i borghi dei Peloritani, Savoca, Forza d’Agrò, il Parco dell’Alcantara, Montalbano Elicona – il Borgo più bello d’Italia 2015, Capo d’Orlando e Santo Stefano di Camastra). Inoltre l’aeroporto serve tutta la fascia jonica reggina completamente isolata in termini di trasporti, potendo usufruire della sola statale 106 e di una linea ferroviaria a binario unico e non ancora elettrificata”.
Il senatore forzista Marco Siclari continua a guardare in modo attendo al territorio presentando emendamenti al decreto crescita mirati a dare gli strumenti necessari per un concreto sviluppo della Calabria.
«L’ emendamento si richiama all’ordine del giorno G/981/40/5 a firma Siclari, Damiani, Fantetti, Ferro, Pichetto Fratin, Saccone, Conzatti, approvato dal Senato, in sede di discussione del disegno di legge recante «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021», del seguente tenore “ premesso che: l’aeroporto di Reggio Calabria, con una movimentazione di circa 500 mila passeggeri annui, rappresenta uno snodo fondamentale e strategico per lo sviluppo, turistico e commerciale, di tutta l’area metropolitana di Reggio e di Messina; attualmente il comma 2 dell’articolo 1 del D.p.r. 17 settembre 2015, n. 201 che elenca gli aeroporti di carattere strategico del Sud Italia, contempla solo, per la regione Calabria quello di Lamezia Terme e non quello di Reggio Calabria; sarebbe
A.S. 1354 opportuno avviare un’intesa tra il Ministero dei Trasporti ed Infrastrutture e la Conferenza Stato Regioni per ricomprendere anche l’Aeroporto di Reggio ‘Calabria tra quelli di carattere «strategico», impegna il Governo: ad avviare un percorso di confronto con la conferenza Stato Regioni per addivenire quanto prima ad un accordo che contempli anche l’Aeroporto di Reggio Calabria tra quelli ritenuti di carattere «strategico». Ad oggi non risulta avviata alcuna interlocuzione, si reputa quindi necessario ribadire la necessità della modifica normativa che consentirebbe allo scalo reggino il potenziamento e lo sviluppo». (rp)

Approvato il decreto sanità: calabresi infuriati, grillini felici. Chi ha ragione?

Con 137 voti a favore e 103 contrari (oltre a 4 astenuti) il Senato ha approvato definitivamente il ddl n. 1315 di conversione in legge, com modificazioni, del decreto-legge n. 35 relativo alle misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria, che era già stato approvato dalla Camera dei Deputati. Uno scarno scomunicato di poche righe mette fine al percorso di questo benedetto/maledetto decreto che i calabresi faranno fatica a digerire, visto che non porta alcun miglioramento nella drammatica situazione della sanità nella regione.

I grillini si dichiarano felici e sostengono che questo decreto segnerà il cambiamento. Sileri, peraltro, rassicura gli operatori privati che tutti i pagamenti pregressi saranno onorati (vedi intervista video a Calabria.Live del Presidente della Commissione Sanità al Senato Pierpaolo Sileri)* .

Di parere diametralmente opposto il sen. Marco Siclari, strenuo combattente, sin dal primo giorno, di una battaglia senza speranze. I suoi tantissimi emendamenti sono stati respinti dall’Aula, ma la manifestazione che ha promosso e organizzato davanti a Montecitorio, qualche risultato lo ha portato: «Dopo essere stato ricevuto insieme a una delegazione di medici e rappresentanti di categoria, – ha detto il sen. Siclari – sono stati approvati due ordini del giorno che prevedono l’impegno da parte del Governo a valutare l’opportunità di prevedere misure volte a consentire per la Regione Calabria una deroga ai limiti di spesa annua previsti dalla normativa vigente, al fine di programmare l’acquisto di prestazioni sanitarie e garantire il raggiungimento dei Livelli Minimi di Assistenza per la Specialistica Ambulatoriale. Il secondo punto impegna il Governo a valutare la possibilità di prevedere, per le aziende che hanno erogato prestazioni sanitarie e che vantano crediti certi, un meccanismo di pagamento delle predette prestazioni, previa esibizione di idonea documentazione che attesti la veridicità dei crediti, ciò a salvaguardia dei cittadino, beneficiario finale della prestazione, che dovrà essere sollevato da qualsivoglia possibile conseguenza negativa derivante dal mancato pagamento della prestazione di cui lo stesso è beneficiario».

«Considerando che la decretazione di urgenza utilizzata da questo Governo non ha reso possibile la modifica del decreto Calabria, – sostiene Siclari –  il confronto è stato comunque produttivo e siamo riusciti a strappare al Governo un impegno politico a valutare punti che sono fondamentali per non rendere totalmente inutile e dannoso questo decreto», ha concluso il senatore azzurro. Nel suo appassionato intervento in aula, Siclari ha urlato il suo sdegno, a nome dei calabresi contro un decreto – ha detto «che non tutela le realtà sane del territorio che sono la maggioranza. State penalizzando i cittadini che non avranno più garantito il diritto alla salute e tutta la Calabria perché state alimentando un pregiudizio e rimarcando un’etichetta che la parte sana dei calabresi, che ripeto è la stragrande maggioranza, sta lottando per eliminarla». Questo decreto – dice Siclari – non mantiene le promesse fatte: «Neanche un euro è stato destinato all’assistenza sanitaria e la politica ha gli stessi poteri di prima. Un super commissariamento non è la soluzione». (gsp)

*L’intervista a Pierpaolo Sileri (M5S), Presidente Commissione Sanità al Senato

Il decreto entrato in vigore il 3 maggio 2019 e convertito oggi in legge.

 

 

Questo decreto sanità farà danni in Calabria. Martedì tutti a Roma davanti a Montecitorio

di SANTO STRATI – Il decreto sanità Calabria che andrà in votazione finale martedì 18 al Senato è la più concreta dimostrazione di come il Sud e la Calabria siano considerati dal governo lega-stellato. Peggio che sudditi, i calabresi vengono privati del servizio sanitario con la sola preoccupazione di togliere la facoltà di nomina alla Regione, dimenticando quali sono in realtà i reali problemi della sanità: personale mancante ovunque, medici e paramedici, convenzioni ritirate ad ambulatori privati, che suppliscono egregiamente all’assenza delle strutture pubbliche, e soprattutto mai pagati dalla pubblica amministrazione (o con ritardi insostenibili per qualsiasi gestione economica), servizi di emergenza o di urgenza lasciati esclusivamente all’abnegazione di tanti medici e personale sanitario che fanno miracoli pur di non far mancare l’assistenza necessaria. Ecco perché questo decreto – se i nostri governanti avessero un minimo di dignità – dovrebbe cadere, prima ancora che sia appurata la sua lampante incostituzionalità.

Il Fatto Quotidiano, che, generalmente, è abbastanza tenero con i grillini (grandi responsabili di questo sfacelo) venerdì ha titolato un commento di Enzo Paolini in modo inequivocabile: “La disfatta non è della Calabria, ma dell’intero Paese”. «Nessuno – né il ministro, né i sottosegretari, né i commissari, non il presidente della Regione, neanche i sindaci – dice niente su come far rimanere in Calabria e i malati che sono consapevolmente, dolorosamente espulsi, mandati a curarsi in altre regioni. Una vergogna – scrive Paolini – che costa ai calabresi 300 milioni l’anno… La rinascita di un popolo, quello calabrese, paradigma di un Paese in ginocchio, non passa attraverso la dichiarazione di incostituzionalità di un decreto di commissariamento che espropria le istituzioni delle loro legittime funzioni, ma attraverso la riqualificazione della propria classe dirigente, che ha perso ogni contatto con i cittadini».

Non tutti, però, hanno perso il contatto. Due iniziative indicano che c’è ancora chi crede nel proprio mandato. La prima si tiene domani a Reggio: il sindaco Giuseppe Falcomatà ha convocato in seduta straordinaria in piazza Italia il consiglio comunale e quello metropolitano sul problema della sanità di Reggio (col dissesto conclamato dell’ASP): è la prima volta nella storia che il consiglio comunale e il consiglio metropolitano si convocano congiuntamente in piazza, per ascoltare le diverse istanze del mondo della sanità reggina, dando voce agli utenti, ai pazienti dei servizi, agli operatori, ai medici, ai professionisti che operano nelle strutture pubbliche e private presenti sul territorio comunale e metropolitano, con l’obiettivo di offrire indicazioni e percorsi su una tematica che assume un’altissima rilevanza sociale, per un territorio storicamente penalizzato sotto il profilo del diritto alla salute. Ci sarebbe da aspettarsi anche una presa di posizione sul decreto sanità, su cui – temiamo – i cittadini non sono stati adeguatamente informati.

L’altra iniziativa, molto più clamorosa, si deve al senatore azzurro Marco Siclari, un medico, reggino di nascita, che ha fatto della salute la sua battaglia quotidiana nelle aule del Parlamento. Siclari – come è possibile ascoltare nel suo contributo video – invita alla mobilitazione tutta la Calabria, ovvero i calabresi che hanno a cuore la propria salute e quella dei loro cari. Martedì 18 in Senato si vota sul decreto Sanità, dopo che sono stati respinti tutti i 152 emendamenti presentati: Siclari ha organizzato una manifestazione a Roma, alle 14.30 davanti a Montecitorio per difendere il diritto alla salute dei calabresi. Partiranno molti pullman da ogni parte della Calabria e non sappiamo ancora quanti aderiranno a quest’invito alla mobilitazione. Una volta tanto, al di là degli schieramenti politici, sarebbe auspicabile vedere insieme tutti i sindaci dei capoluoghi e dei centri grandi e piccoli, i rappresentanti delle istituzioni (Regione, Province, Comuni) accanto a semplici cittadini per mostrare il volto unito di una Calabria che non è più disposta a tacere.

Nel decreto – avverte Siclari – «c’è soltanto la possibilità di sostituire una parte degli attuali lavoratori che andranno in pensione, molti dei quali con la quota 100, e quindi non aumenterà l’organico delle strutture sanitarie perché già adesso, tutte le strutture pubbliche, sono tutte senza medici ed infermieri rispetto al fabbisogno salute del territorio. Mancano 1410 medici, 2.800 infermieri, 1.000 tecnici sanitari. Il decreto non prevede alcuna risorsa per aumentare l’organico nelle strutture ospedaliere e soprattutto con il dissesto distrugge le aziende sanitarie che hanno lavorato in modo trasparente e onesto in questi anni sostituendo il pubblico che ha infinite liste di attesa. I laboratori di analisi e centri diagnostici accreditati saranno costretti a chiudere o rimanere aperti facendo pagare, per intero, il costo delle prestazioni sanitarie ai cittadini calabresi che troveranno infinite liste di attesa negli ospedali pubblici. L’aumento dei costi delle prestazioni sanitarie costringerà molti miei concittadini a rinunciare alle cure perché non potranno pagarle e le liste di attese porteranno all’aumento delle cure fuori dalla regione Calabria per i cittadini che potranno cercare speranza di guarigione altrove. Questa è la reale situazione che sono pronto a sottoscrivere e a dibattere in un confronto pubblico con il Ministro Grillo o il commissario Cotticelli, tutto il resto è demagogia e politica a fine elettorale mentre i bambini, gli ammalati e gli anziani rischiano sulla loro pelle le scelte della politica che vuole un decreto inutile e che non aiuta il diritto alla salute. Contattare il numero 349 6197709 per aderire alla manifestazione. Il pullman è gratis per manifestare per il nostro fondamentale diritto!».

Non riteniamo che sia un disegno di natura propagandistica o elettorale questo di Siclari, ma un sincero sdegno di un calabrese che si sente vicino ai calabresi. Nessuno pensi di sminuire il significato di questa manifestazione, solo perché l’ha promosso un senatore di Forza Italia, che peraltro è uno dei tantissimi giovani calabresi che ha dovuto lasciare la propria terra per crescere professionalmente e costruire il futuro. Quel futuro che viene continuamente negato ai nostri giovani laureati, apprezzati e utilizzati a piene mani dalle regioni ricche o dal resto del mondo che capisce il valore di questi ragazzi e offre loro opportunità di crescita, di formazione, di specializzazione, di successo. È un invito che deve trovare solidali i calabresi e soprattutto i loro rappresentanti politici, perché dalla piazza il dibattito vada in Parlamento.

Stavolta non si parla, però, dell’emigrazione intellettuale, dramma sociale che i nostri ragazzi vivono in prima persona, ma di salute. I calabresi, scippati di tutto, si vedono sottrarre anche il diritto di potersi curare nella propria terra, dove ci sono fior di specialisti e la malasanità non è colpa dei medici e del personale. La Calabria, dovrebbe trovarsi riunita davanti a Montecitorio a urlare il suo risentimento e la sua indignazione, fino a far vergognare chi ancora contrabbanda come panacea di tutti i mali questo assurdo decreto che per la Sanità calabrese non prevede neanche un euro. La Lega in Calabria sta costruendo una realtà politica impensabile fino a qualche anno fa: Salvini e i suoi dimostrino che ci tengono davvero a questa terra, non valutandola soltanto come terra di conquista elettorale, abbiano il coraggio di far cadere il decreto e avviare un discorso nuovo, serio, che prenda in considerazione la salute, prima di tutto, e le reali esigenze dei malati e dei cittadini.

È fin troppo facile prevedere che non succederà. E che probabilmente l’iniziativa di Siclari non troverà il consenso sperato, se non ci sarà una partecipazione significativa e forte. Però i calabresi si ricordino di dire basta e di alzare la voce, democraticamente e con la dignità che fa parte della loro (e della nostra) storia. (s)

Corrado (M5S): Riguarda da vicino la Calabria il protocollo Mibac-GdF

La sen. Margherita Corrado (M5S) ha messo in evidenza quanto rilevante sia per la Calabria il protocollo d’intesa siglato tra il Ministero dei Beni Culturali e la Guardia di Finanza. Come si legge in una nota della sen. Corrado, quando il ministro Bonisoli «afferma che “Le competenze di polizia economico-finanziaria del Corpo sono per noi, in questa fase, un notevole valore aggiunto, specie nell’ambito di progetti riguardanti i controlli su interventi di grande rilevanza e impatto economico sui territori” non si può non pensare anche ai 61,7 milioni di Crotone e ai 90 di Cosenza. Cifre considerevoli in sé ma che acquistano dieci volte più valore in una regione economicamente depressa, dove corruzione e malaffare minacciano di trasformare qualsiasi progetto pubblico in un pozzo di petrolio per pochi fortunati. Ugualmente elevato è il rischio, in entrambi i casi, che l’eventuale cattiva gestione delle risorse comprometta l’enorme patrimonio archeologico e storico-artistico (bene collettivo irrinunciabile e irripetibile) di due delle città calabresi più antiche e ricche di cultura. Confido che l’impegno e la professionalità con cui la Guardia di Finanza di Crotone ha indagato uno dei primi interventi di “Antica Kroton”, accertandone gli illeciti commessi, non potrà che essere reso più efficace dall’accordo stretto quest’oggi». (rp)

Siclari (FI) contro il decreto Sanità Calabria tutti a Roma il 18 giugno

Il senatore azzurro Marco Siclari continua la sua crociata contro il decreto sanità Calabria. E lancia un invito ai calabresi ad andare a Roma a sostenerlo ed aiutarlo nella battaglia per il diritto alla salute che porterà avanti in Senato anche giorno 18 con gli emendamenti presentati che se approvati potrebbero evitare una vera e propria catastrofe assistenziale annunciata per la sanità calabrese.

«Occorre un gioco di squadra, – ha dichiarato Marco Siclari – basta rassegnazione o rinvii. È arrivato il momento di intervenire tutti, per fare sentire all’unisono la nostra voce. Invito tutti i rappresentanti della sanità calabrese, gli operatori sanitari, i sindaci, gli amministratori, i rappresentanti della società civile e i miei concittadini calabresi, che, anche in diverso modo, sono tutti interessati a questo ennesimo colpo mortale al diritto alla salute che verrà dato con il dissesto dell’Asp reggina. Invito tutti a venire giorno 18 giugno a Roma dove si discuterà in Senato il Decreto Calabria e dove ho presentato con il mio gruppo di Forza Italia oltre 50 emendamenti per migliorarlo. Verrà, in quell’occasione, discusso anche l’emendamento che ho presentato per evitare la mannaia del dissesto dell’Asp di Reggio perché sono convinto, e mi batterò per questo, che non devono essere le aziende sane a pagare gli errori di una ASP che non ha presentato i bilanci, e non devono essere i lavoratori e ancora una volta, i cittadini calabresi a pagare il prezzo più alto di questi errori. I miei concittadini già subiscono enormi disagi come liste d’attesa che vanno dai 6 ai 18 mesi. Se sarà dichiarato il dissesto della Asp di Reggio, chiuderanno molti centri diagnostici e si raddoppieranno i tempi delle liste di attesa. Un triste record tutto calabrese che non intendo far passare sulla pelle dei cittadini che pagano le tasse come nel resto d’Italia pur non avendo un servizio adeguato e non ne hanno alcuna colpa. Con il dissesto sarà segnata la fine anche per le strutture private convenzionate alle quali non verranno pagate gli arretrati e saranno costrette a chiudere i battenti e i cittadini non avranno più scelta se non partire o morire».

A proposito di ‘Ndrangheta, il sen. Siclari ha detto di apprezzare molto «le dichiarazioni del Procuratore Giovanni Bombardieri perché da tempo, con tutti i mezzi a mia disposizione, promuovo la parte bella e sana della Calabria divulgando il messaggio che questa terra non è solo ‘Ndrangheta, ma è soprattutto rappresentata da una imponente “presenza dello Stato” e dalla maggioranza dei calabresi onesti. Conosco il potenziale del mio territorio ed il lavoro svolto egregiamente in questi anni dalla magistratura e dagli inquirenti ed ho sentito la responsabilità politica come rappresentante delle istituzioni e dei calabresi, di fare anche io la mia parte presentando due proposte di legge sullo scioglimento dei Comuni e sulla legge Severino e sto lavorando ad una legge sulle interdittive».

«I politici per svolgere al meglio il proprio compito e per rappresentare bene le istanze del proprio territorio devono confrontarsi con chi lavora sullo stesso territorio in modo diverso ma con obiettivi comuni ed è per questo che chiederò un incontro come Senatore del collegio al Procuratore Bombardieri. Abbiamo la fortuna di avere il migliore team antimafia d’Italia e questo mi incoraggia a confrontarmi sui temi da lui affrontati pubblicamente condividendo il pensiero che non basta l’opera di repressione e pulizia da parte dello Stato, ma anche è necessario che la politica si impegni a creare le condizioni per lo sviluppo. Occorre attrarre investimenti e investitori che credano nel nostro territorio ma per fare questo occorre che ci sia collaborazione continua che porti al funzionamento impeccabile del sistema Stato con delle leggi che aiutino veramente a non confondere chi lavora onestamente ed in modo trasparente da chi invece maschera altre realtà».

«Sulla base del lavoro svolto dalla magistratura in Calabria e quindi sulla base di molti riscontri processuali è fondamentale, adesso, colmare le lacune giuridiche di qualche legge che per com’è strutturata può confondere una realtà imprenditoriale sana con una poco sana (condivido il pensiero di migliorare l’importante legge sull’interdittiva). Certamente, si tratta di una materia delicata che si dovrà approfondire e migliorare soltanto con il dialogo istituzionali tra le diverse parti dello Stato che deve essere finalizzato ad incoraggiare gli imprenditori sani calabresi e non ad investire in Calabria. Il messaggio del dott. Bombardieri entusiasma tutti i politici che ancora credono nel dialogo istituzionale tra le diverse parti, nell’onesta di molti calabresi e nel potenziale del nostro territorio da sfruttare per creare lavoro ed abbattere, così, la Ndrangheta». (rp)

Una, cento, mille ‘Varia di Palmi’: un modello per la Calabria che tutt’il mondo vuole amare

di SANTO STRATI – La “Varia di Palmi”, patrimonio immateriale Unesco dell’Umanità, è la festa di tutta la Calabria, un modello di riferimento cui ispirarsi nel progettare iniziative culturali e attrazione turistica. È perciò quanto mai significativa la presentazione della festa agostana avvenuta oggi a Roma, nella prestigiosa sede del Senato, a sottolineare la valenza di un evento che travalica i confini regionali e diventa attrazione mondiale, nonché punto di riferimento per i milioni di calabresi sparsi in ogni angolo del mondo. Per 15 giorni, dal 10 al 25 agosto, la bella cittadina tirrenica, patria di molti calabresi illustri (dal musicista Nicola Manfroce allo scrittore Leonida Repaci e tanti altri ancora), sarà al centro dell’attenzione mondiale con l’evento della Varia, la gigantesca macchina a spalla di devozione (come Santa Rosa a Viterbo) che racchiude insieme il lato cattolico e l’aspetto laico della cultura di tradizione, nel recupero di sentimenti ed emozioni che accentuano, ove ve ne fosse bisogno, la millenarità della Calabria. Non è soltanto una manifestazione, vistosamente grande, di culto, ma rappresenta il comune sentire del territorio e della sua gente, al di là dei limiti geografici della provincia. È una straordinaria dimostrazione di come superare i personalismi e gli individualismi per costruire il senso di una meridionalità che ci fa onore e, orgogliosamente, ci appartiene.

La presnetazione al Senato della Varia 2019
Il tavolo della presentazione al Senato: Simona Rolandi, Arcangelo Badolati, Salvatore Panetta, Maria Teresa Fragomeni, Nicola Irto, Domenico Naccari, Giuseppe Ranuccio, Armando veneto e Saverio Petitto

Nella Sala Nassirya del Senato, dunque, promosso dal presidente della Fondazione Calabria Roma Europa, avv. Domenico Naccari, si è svolto l’incontro di presentazione della prossima Varia (il 25 agosto), con la presenza del sen. Marco Siclari, del presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, dell’assessore al Bilancio della Regione Calabria Maria Teresa Fragomeni, dell’avv. Armando Veneto – presidente onorario del Comitato Varia – di Saverio Petitto, presidente esecutivo dello stesso Comitato, del presidente dell’Associazione Icaro Salvatore Panetta e del sindaco di Palmi Giuseppe Ranuccio. A presentare l’evento il giornalista palmese Arcangelo Badolati (capo della redazione cosentina della Gazzetta del Sud) e la giornalista sportiva RAI Simona Rolandi, chiamata a fare da madrina alla manifestazione. Una manifestazione che si prepara ad essere di grande respiro, con eventi artistici e musicali di sicuro successo (sarà presente, tra gli altri, il cantante Mario Biondi in una pausa della sua lunga tournée americana) e soprattutto con l’entusiastica adesione di molti sponsor non solo locali, ma anche di rilevanza nazionale. I piccoli commercianti di Palmi, per dire, hanno offerto con generosità la loro disponibilità (e aiuti finanziari) per il miglior successo dell’evento. E la Regione, come ha spiegato l’assessore Fragomeni, ha investito con convinzione ben 100mila euro sull’evento. Tutte premesse che lasciano immaginare uno scenario davvero suggestivo, di grande richiamo culturale e turistico. È un modello di organizzazione, questo della Varia, che va tenuto in massima considerazione: vorremmo non una (anche se è davvero unica) ma cento, mille altre feste come la Varia di Palmi a lanciare nel mondo un’idea della Calabria migliore, quella che i calabresi della diaspora, emigrati, lontani, hanno sempre nel cuore, quella che sempre più numerosi i turisti di tutto il mondo hanno cominciato ad apprezzare. Per le sue caratteristiche naturali, la ricchezza del territorio, gli straordinari tesori archeologici, l’altissima qualità delle sue tipicità alimentari, il suo vino, la sua gente. Ecco, Palmi non è più solo una incantevole cittadina affacciata su un mare splendido (basterebbe solo la spiaggia dello Scoglio dell’Ulivo) ma è una maliziosa sirena, a breve distanza da Scilla e Cariddi, che lancia i suoi irresistibili richiami a nome di tutta la Calabria. La Varia sarà l’occasione per ampliare l’offerta ricettiva e mettere a punto le criticità del sistema turistico che, obiettivamente, è troppo scarso. Facile ribadire che la Calabria potrebbe essere la California d’Italia, ma dovrebbe avere strutture, infrastrutture e un fortissimo marketing territoriale in grado di valorizzare risorse e ricchezze naturali. Va proprio cambiata l’idea del turismo occasionale: un solido piano di rilancio del turismo (e quale migliore occasione per testarlo se non l’agosto palmese della Varia?) potrebbe offrire grandi opportunità di lavoro per i nostri giovani, facendo crescere la professionalità degli operatori turistici e degli imprenditori delle vacanze, senza contare gli effetti dell’indotto nell’agro-alimentare e nella ristorazione.

Marco Siclari
L’intervento del sen. Marco Siclari

Un’idea della Calabria che, come amabilmente ha sottolineato l’autorevole avvocato Armando Veneto, dimentica i personalismi e gli individualismi per costruire qualcosa di maestoso, di grande. E così la pensa il sen. Siclari, villese doc, che ha messo in evidenza la necessità di «sponsorizzare e promuovere la Calabria bella e che fa cose buone, rispetto al logoro cliché della nostra terra fatta solo di delinquenza e di crimini». Siclari ha detto grazie a quanti sono riusciti «a ridare lustro ad una festa religiosa e popolare che è la migliore immagine della Città di Palmi. Tanto i festeggiamenti religiosi, quanto quelli civili – ha detto il sen. Siclari – con importanti presenze sapranno consegnare a tutti il Paese l’immagine di una Calabria che non dimentica il suo passato, ma che sa essere giustamente proiettata verso il futuro. La Varia ricorda anzitutto un grandissimo gesto di solidarietà e di amore che il popolo palmese ha fatto nei confronti dei messinesi colpiti dalla peste. Ed è questo il valoro importante che come calabresi dobbiamo recuperare e di cui andare orgogliosi: accoglienza e solidarietà, così come il concetto di ospitalità e di condivisione che in millenni di storia ha fatto delle nostre terre luoghi dove hanno saputo vivere e convivere culture diverse, lingue diverse e tradizioni difformi in un clima di serenità e di pace». Il sen. Siclari ha anche annunciato che il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani sta muovendosi per dare alla Varia anche il patrocinio della UE. (Patrocinio arrivato a tarda sera con un messaggio del presidente Tajani)*

L’intervento del presidente irto, tra l’assessore Fragomeni e l’avv. Naccari

Il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto ha espresso la soddisfazione dell’assemblea per l’impegno profuso nell’evento. «La Varia di Palmi – ha detto – è una grande festa religiosa e di popolo, un evento di prestigio internazionale che può dare una formidabile spinta all’immagine positiva della nostra regione nel mondo». Anche l’impegno economico sta a significare la rilevanza che la Regione pone alla Varia. «È lo stanziamento più alto che la Regione abbia messo a disposizione della festa di Palmi da molto tempo a questa parte – ha detto il presidente Irto – e, assieme allo sforzo degli altri enti pubblici e del tessuto imprenditoriale, contribuirà ad esaltare il valore della manifestazione. La Varia è il momento più alto e rilevante della vita socio-culturale di Palmi, una città che rimane uno dei poli ‘nobili’ della nella nostra regione e che, con l’amministrazione Ranuccio, ha recuperato una dimensione di centralità nella vita culturale calabrese. Adesso – ha aggiunto Nicola Irto – occorre incrementare gli sforzi, mantenendo alta l’attenzione su questo evento lungo tutto l’arco dell’anno, perché la Varia concorra non solo a diffondere l’immagine della comunità locale, ma anche e soprattutto a offrire all’opinione pubblica italiana e internazionale il volto migliore della Calabria. Ci sono fattori spirituali, identitari e culturali che rendono la festa di agosto un elemento di forte attrazione soprattutto verso il mercato turistico religioso ed esperienziale. Attorno a questi cardini e al valore del riconoscimento Unesco – ha concluso il presidente Irto – dobbiamo costruire un’opportunità’ di sviluppo per l’intera regione. Credo che debba essere pianificato un grande investimento in marketing territoriale perché la Varia é uno dei più potenti strumenti in grado di elevare la reputazione della Calabria in Italia e nel mondo»

Anche l’assessore Fragomeni ha voluto insistere sull’unicità della Varia. «Non si tratta di una semplice processione, ma di un evento dove ritualità e tradizione, teatralità e passione , drammaticità e gioia, suspence ed esultanza s’intrecciano incredibilmente per scatenare nel volto dell’osservatore un’espressione di ammirazione combinata a incredulità e stupore. Legata al culto della “Madonna delle Lettera”, la Varia – ha detto la Fragomeni – ha assunto, negli anni, un’importanza preponderante sulla stessa festa da cui ha tratto nascimento, derivante dalla natura che essa ha di simboleggiare (in forme esteriori e sceniche) l’ascensione della Vergine al cielo. Ed è in forza di questo valore simbolico che i palmesi hanno mantenuto vivo il culto della loro Patrona. La rappresentazione che la identifica (ossia di una gigantesca macchina-carro) a Palmi ha mantenuto le sue forme genuine e vive, che la rendono appunto espressione di sentimento religioso, ma anche della vita del popolo e della sua storicità. Vi sono manifestazioni religiose che decadono e scompaiono; altre, invece, che resistono al tempo e si tramandano di secolo in secolo: la Varia di Palmi è una di queste!».
Un’emozione palpabile anche oggi, in Senato, tra i presenti durante la parziale proiezione del documentario sulla Varia: è un grandissimo atto d’amore verso il Cielo, dove la fede e la devozione rivelano una vitalità straordinaria, non solo dei mbuttaturi (come vengono chiamati i 200 portatori che s’incaricano di muovere sulle loro spalle la gigantesca macchina della Varia), ma anche delle migliaia e migliaia di fedeli che dal 1575 (anno della peste a Messina) mostrano il loro incondizionato attaccamento alla Vergine, con una professione di fede che lascia senza parole anche i non credenti. (s)

*Patrocinio Parlamento Europeo Varia di Palmi 2019

Siclari (FI): Felice per lo sblocco del turnover, si potrà assumere

Il sen. Marco Siclari (FI) si è dichiarato felice per lo sblocco del turnover modificato nel decreto Sanità Calabria. «Sono soddisfatto – ha dichiarato – che sia stato approvato lo sblocco delle assunzioni perché questo vuol dire che tutte le battaglie portate avanti fino a oggi insieme al mio partito non sono state vane. È un risultato importante ottenuto dopo mesi di continue denunce che hanno portato il Governo a dover necessariamente affrontare di petto l’emergenza sanitaria in Calabria. Questo è un passo che conferma che la buona politica esiste e che anche dai banchi di opposizione si può fare e tanto».
«Per convincere il Governo dell’emergenza sanitaria in Calabria – ha detto il sen. Siclari – ho prodotto, a nome del partito che rappresento in Commissione Salute e a nome di tutti i miei cittadini calabresi: 92 comunicati stampa, 20 interrogazioni (le ultime 2 depositate oggi), 11 interventi in aula, e continue audizioni in Commissione Salute (dove sono il Capogruppo) dove abbiamo portato sia Scura sia Oliverio sia il Ministro Grillo, sia il sottosegretario Coletto. Sono soddisfatto per adesso. Sono orgoglioso di aver aiutato i calabresi insistendo sul nostro diritto alla salute. Dopo 10 anni finalmente si sblocca il turnover. Sono il calabrese più felice al mondo. Adesso dalla commissione vigilerò affinché vengano fatti i concorsi». (rp)