SOVERATO (CZ) – La seconda edizione della rassegna “Kalibri d’Autore”

Il 16 luglio, a Soverato, prende il via la seconda edizione di Kalibri d’Autore, la rassegna letteraria ideata e realizzata dalla Kalalibreria di Soverato, con l’obiettivo di « offrire alla comunità e ai turisti un momento serale di riflessione e dibattito, oltre che di svago».

L’appuntamento inaugurale della rassegna Kalibri d’Autore è previsto per venerdì 16 luglio, alle 21.30, alla Pineta del Lungomare Europa, con lo storico Rocco Lentini, con l’opera Intellettuali e Fascismo. Il caso Calabria, presentato dalla giornalista Maria Anita Chiefari.

I nove appuntamenti della rassegna vedranno avvicendarsi, sotto le stelle di Soverato, autori calabresi e non solo, intervistati e coordinati da altrettante belle penne del giornalismo e della letteratura. Ospiti di questa estate saranno Rocco Lentini, Giovanni Impastato, Beatrice Tauro, Silvia Camerino, Beatrice Gallelli, Marcello Vitale, Francesco Cirillo, il Collettivo Peppe Valarioti e lo scrittore lucano Giuseppe Lupo.

«Una seconda edizione che, ancora una volta – si legge in una nota – si svolgerà all’insegna dei grandi temi che da sempre stanno a cuore all’associazione e dettano la linea del suo operato durante tutto l’anno: lotta alle mafie, legalità, impegno civico, difesa dei diritti, delle minoranze e delle diversità, solidarietà al popolo palestinese e “questione meridionale” declinata da un punto di vista inedito».

Non mancheranno interventi più “leggeri”, musicali, teatrali e di accompagnamento alle letture e alle presentazioni, a cura degli amici artisti che gravitano attorno alla Kalibreria e hanno il piacere di mettere la loro creatività al servizio del progetto (rcz)

SOVERATO (CZ) – Sabato la proiezione del documentario sul giudice Rosario Livatino

Sabato 19 giugno, alle 20.30, al Liceo “Beato Michele Rua” di Soverato, è in programma la proiezione del documentario Il giudice di Canicattì, dedicato a Rosario Livatino, magistrato il magistrato ucciso dalla mafia e primo giudice proclamato beato nella storia della Chiesa.

L’iniziativa rappresenta il momento conclusivo della rassegna Magna Graecia School in the city, realizzato nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso dal Mibac e dal Miur, ed è stata fortemente voluta da Gianvito Casadonte, ideatore del progetto cinematografico, e da Don Domenico Madonna, direttore dell’Opera Salesiana di Soverato.

Il MGFF School in the city ha visto protagonisti gli studenti degli istituti scolastici del territorio calabrese in un percorso volto a divulgare, ai più giovani, la conoscenza dei personaggi che hanno fatto la storia del nostro Paese.

A presentare il documentario, sarà Teresa Pittelli con il regista e giornalista Davide Lorenzano. Presenzierà all’evento l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, postulatore della causa di beatificazione di Livatino. Parteciperà alla serata anche l’attore e regista Michele Placido.

Per ragioni organizzative, è necessario prenotare il proprio posto per la serata inviando una e-mail a prenotazioneventi@mgff.it entro le ore 15 di sabato 19 giugno. (rcz)

SOVERATO (CZ) – Chiuso il progetto Pon “Tra passato e Futuro: Turisti nel Basso Jonio”

Con la presentazione del sito web/vetrina Ave Kalabria, con i rispettivi profili social di promozione turistica territoriale, realizzato dagli studenti dell’Iis Guarasci-Calabretta di Soverato, si è chiuso il progetto Pon Tra passato e futuro: Turisti nel Basos Jonio.

Le attività del progetto Pon, con l’evento finale e rispettiva chiusura dei moduli, sono state realizzate nel contesto del Programma Operativo Nazionale 4427 del 02/05/2017 / Potenziamento dell’educazione al patrimonio culturale, artistico, paesaggistico. Al webinar, coordinato dal prof. Agazio Lacroce, docente di Italiano e Storia dell’Iss Guarasci- Calabretta, hanno partecipato gli studenti e le studentesse che hanno frequentato il modulo e che hanno realizzato degli importanti “prodotti” digitali finali.

Grazie, infatti, agli interventi degli studenti-corsisti Daniele Pisconieri, Antonio Castanò ed Andrea Mirarchi – con la supervisione e testimonianza dell’esperto Guerino Nisticò – sono state illustrate le tante ed interessanti attività progettuali svolte e gli obiettivi raggiunti: dagli studi ed approfondimenti delle peculiarità/bellezze ed attrazioni turistiche del territorio alla ricerca-approfondimento sui nuovi turismi e sui trend turistici nazionali ed internazionali; dalla mappatura e conoscenza del territorio del Basso Ionio alle uscite didattiche volte alla scoperta di luoghi autentici e del patrimonio storico-artistico locale; dalla realizzazione del sitoweb-vetrina Ave Kalabria all’attività di promozione turistica territoriale effettuata dai e coi canali social ad esso collegati.

Al meeting online, organizzato a distanza per via delle restrizioni anti-covid, hanno portato i saluti il dirigente Scolastico dell’IIS Guarasci-Calabretta prof. Vincenzo Gallelli, ed i rappresentanti delle tante associazioni territoriali partner dello stesso progetto, tra cui Filippo Capellupo in qualità di presidente regionale dell’Unione delle Pro Loco della Calabria che ha fatto un grande plauso al gruppo di studenti e studentesse che hanno seguito il Pon e realizzato i vari “prodotti” digitali finali.

Da registrate, infine, le riflessioni del prof. Ulderico Nisticò: «Finora, in quest’area, il turismo si è identificato quasi solo con la balneazione, spesso caotica, e comunque di breve durata. Nella mentalità comune, siamo rimasti agli anni 1960, mentre la società italiana, e anche europea, sono radicalmente cambiate».

«Oggi – ha aggiunto – il potenziale turista è più una persona matura che un giovane; ed ha curiosità culturali, naturalistiche, esperienziali, enogastronomiche, storiografiche; e non raramente cozza contro il luogo comune che qui tutte queste cose non ci sarebbero. Ci sono quattro millenni di storia, e come sempre nella storia umana, contraddittori e conflittuali e perciò creativi. Se c’è la Pietà, se ci sono palazzi e castelli e chiese, non siamo certo come quei deserti del Messico dove ogni vent’anni spunta per caso un fiore, ma in un contesto variegato e da scoprire e mostrare».

«È notevole – ha concluso – che a volere e gestire questo progetto sia un Istituto Commerciale: il turismo infatti è un divertimento per chi ne gode, ma è un lavoro per chi lo offre; e bisogna ottimizzare l’offerta, con il minimo sperpero di energie e il massimo di guadagno, quindi di indotto e di occupazione. Servono, dunque, l’attenzione della politica e una inedita mentalità imprenditoriale connessa al turismo, anzi generata da un turismo intelligente e di lunga durata; quindi professionale». (rcz)

SOVERATO (CZ) – Tavolo tecnico sul tema delle demenze

Nella Sala Consiliare del Comune di Soverato, si è svolto un tavolo tematico sugli anziani dal titolo Promozione di opportunità e servizi per le persone anziane, il cui obiettivo è quello di di coinvolgere tutti i servizi ad essi rivolti presenti nel comprensorio per fare un’analisi dei bisogni rispetto alle necessità delle persone anziane in vista della presentazione del piano di zona.

Al tavolo erano presenti diverse associazioni del terzo settore tra cui la Cooperativa sociale Co.ri.ss. che gestisce il Punto Ascolto Demenze nel Comune di Soverato. Tale servizio si inserisce all’interno del progetto Ci vediamo al Caffè, che vede la collaborazione  tra Cooperativa Co.ri.ss., Associazione Ra.Gi. e l’Associazione PerLe Demenze Famiglie Unite Calabria che ha dato vita all’ apertura di altri quattro Punti Ascolto nei comuni di Chiaravalle, Pianopoli, Botricello e Tiriolo.

All’incontro sono intervenuti il sindaco Ernesto Alecci, i tecnici del comune di Soverato, il presidente dott. Maesano della cooperativa Co.ri.ss. ed altri rappresentanti del terzo settore dei comuni limitrofi oltre al dott Geracitano per conto dell’Asp di Catanzaro. È emersa con chiarezza la necessità di strutturare una rete tra tutti coloro i quali si adoperano nel dare un contributo fattuale alla popolazione anziana sulla base delle specificità di ogni servizio. Per quel che riguarda lo sportello ascolto demenze forte è stato l’interesse dimostrato da parte delle istituzioni e di tutti i presenti.

La demenza è infatti in crescente aumento nella popolazione generale ed è stata definita, secondo il Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Alzheimer Disease International, una priorità mondiale di salute pubblica.

A 5 mesi dall’apertura dello sportello ascolto numerosi sono stati gli obiettivi raggiunti, ma ancora pochi rispetto a tutto quel che si potrebbe fare per tendere una mano a chi vive situazioni di disagio dovute a questa malattia. Purtroppo si tratta di una patologia che coinvolge l’intero sistema famiglia. Perché  prendersi cura di una persona affetta di demenza significa sconvolgere la propria routine, significa fare i conti con l’imprevedibile.  Il futuro per queste famiglie perde totalmente i contorni e così le paure, le ansie e le incertezze prendono il sopravvento. La depressione si configura come una possibile e molto probabile reazione al riscontro della malattia e al dopo diagnosi. Diventa dunque necessario e prioritario fornire un supporto alle persone malate e a tutti coloro i quali ruotano attorno a loro. L’aiuto che necessitano comprende un ventaglio variegato di interventi che prevedono formazione specifica e grande capacità di ascolto ed individuazione dei problemi.

Presso il Punto Ascolto si possono avere informazioni sulla malattia, consigli pratici, strategie per affrontare meglio le difficoltà quotidiane, ascolto e sostegno psicologico. L’obiettivo è quello di dare un aiuto alle famiglie per affrontare il decorso della malattia in modo più sereno e consapevole e quindi migliorare la qualità della vita del paziente e di tutte le persone che gli stanno intorno.

Un’équipe formata ad hoc presiede il punto ascolto di Soverato che comprende: La psicologa Sonia Arturi, l’educatrice Viviana Barbieri,  le O.s.s.  Anna Calabró e Ornella Rotella insieme per supportare i caregiver delle persone affette da demenza da ogni punto di vista. Si tratta di un servizio gratuito aperto tutti i martedì dalle 9.00 alle 12.00 presso la sala consiliare del Comune di Soverato. (rcz)

Soverato è il Comune più ricco della Calabria

Soverato è il Comune più ricco della Calabria,  con un reddito annuo  pro capite di 20.737 euro. È quanto è emerso dalla ricerca condotta dall’Istituto di ricerca Intwig dei dati diffusi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef).

L’analisi, infatti, riguarda i redditi del 2019 e mostra una prima tendenza: il reddito imponibile pro capite prima della pandemia (al netto delle eventuali detrazioni) è risultato di 20.079 euro, sostanzialmente stabile rispetto al dato del 2018, che era di 20.049 euro. 

A seguire, sempre in Calabria, c’è Rende, la città dove ha sede l’Unical, con un reddito pro capite di 19.813 euro, mentre il Capoluogo di Regione, Catanzaro, è alla terza posizione con un reddito pro capite di 19.494. La sorpresa negativa? Tropea, la “capitale” indiscussa del turismo calabrese, veleggia nelle ultime posizioni con un reddito pro capite di appena 14.471 euro.

Restando alla Calabria, la top ten vede, dopo Soverato, Rende e Catanzaro, al quarto posto Cosenza (reddito pro capite 19.423), al quinto Castrolibero (19.248), al sesto Villa San Giovanni (19.076), al settimo Reggio Calabria (18.648), all’ottavo Montauro (18.563), al nono Vibo Valentia (18.479), al decimo Crotone (16.373).

Ad una prima lettura di questo dato, emerge che la ricchezza in Calabria si concentra essenzialmente in due assi, il primo è l’area metropolitana Cosenza-Rende-Castrolibero, il secondo è il distretto turistico balneare Soverato-Montauro. In ogni caso, la Calabria è ben lontana dal primato di Lajatico, il paese natale del tenore Andrea Bocelli, che vanta un reddito pro capite di 46.216.

Il triangolo Milano-Bergamo-Monza si conferma il più ricco d’Italia, mentre Roma esce dalla top 10. “Dai dati sui redditi degli italiani del 2019 – osserva Aldo Cristadoro, ad di Inwig – colpiscono in particolare due aspetti: la crisi delle grandi città, che vedono una contrazione del reddito medio (di oltre 100 euro) e la differenza di genere a livello salariale, con un reddito medio pro capite degli uomini di 23.711 euro e di 16.101 per le donne”. (rrm)

SOVERATO (CZ) – La Poliporto Soverato ha partecipato alla sesta tappa della Run4Hope

La Poliporto Soverato, guidata da Ettore Soluri, ha partecipato alla sesta tappa della Run4Hope, che si è svolta da Soverato a Roccella Jonica.

Un percorso faticoso ma animato dallo spirito di squadra e dalla voglia di contribuire alla causa di AIRC, in favore della ricerca contro i tumori. 

La Run4Hope è sostenuta dalla CorriCastrovillari, dalla Fidal (Federazione italiana di atletica leggera); dalla Fiasp (Federazione italiana amatori sport per tutti); dall’Aic (Associazione italiana calciatori); dal Centro Sportivo Italiano; da Airc e Ail (Associazione italiana leucemia); e patrocinata dall’Esercito Italiano; media partner “Correre” e main sponsor Massigen.  

Alla partenza dal lungo mare di Soverato, era presente l’assessore all’Ambiente, Francesco Matozzo, che ha salutato con entusiasmo l’inizio della corsa. Ben cinque le staffette: Soverato/Badolato (Rocco Migliorino e Andrea D’Ambrosi); Badolato/Guardavalle Marina (Ettore Soluri e Gianfranco Procopio); Guardavalle Marina/Riace Marina (Roberto Rossi e Giovanni Condò); Riace Marina/Caulonia (Giulio Santopolo e Santino Gualtieri) e proprio qui il passaggio del testimone a forma di DNA è avvenuto alla presenza degli Assessori all’Ambiente, Antonio Cavallo, e al Turismo, Domenico Campisi. Sul lungomare di Roccella Jonica, fotografati in uno scenario da cartolina, i corridori Daniela Alfieri e Salvatore Cariotti, insieme a Loredana Scarano, partita da Monasterace, sono stati accolti dai colleghi dell’A.S.D. Calabria Fitwalking, del Presidente Fausto Certomà, pronti a raccogliere la sfida e a partire per la 7° tappa di questa meravigliosa corsa della solidarietà alla scoperta dei nostri litorali e del nostro entroterra. Che vedrà protagonisti da Roccella Jonica a Marina di Gioiosa Jonica i ragazzi della Calabria Fitwalking: Fasto Certomà, Nunzio spataro, Valeria Carloni, Elisa Scali, Graziella Circosta, Andrea Barillaro, Dante Cusato, Antonio Carabetta, Gerardo Albanese, Sara Galliano e altri atleti dell’Associazione; mentre nell’ultimo tratto fino a Locri sarà compito della Jonica Running di Giuseppe Micelotta condurre alla meta gli staffettisti: Giuseppe Milano, Roberto Albanese, Salvatore Frascà, Antonio Tordiquinto, Antonio Pellegrino, Sergio Sposari, ai quali si aggiungerà anche lo stesso Micelotta

Tra le società calabresi che hanno aderito a questo progetto, oltre a quella del presidente Milanese, figurano la K42 Cosenza, MilonRunner Crotone, Run for Catanzaro, Libertas Lamezia, Podisti Locri, Poliporto Soverato, Calabria Fitwalking e Atletica Sciuto Reggio Calabria.  (rcz)

 

Il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì: La Regione dia risposte per vaccinazione dei turisti

«La Regione Calabria deve urgentemente muoversi per accogliere la richiesta proveniente da chi viene in vacanza per lunghi periodi e dai lavoratori stagionali del turismo, che si trovano davanti a un problema serio, quello della seconda dose del vaccino» ha dichiarato all’Adnkronos il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì.

«Bisogna andare incontro a questa esigenza, per evitare a chi sceglie di venire qui in vacanza la necessità di rientrare per la seconda dose» ha detto ancora il primo cittadino, aggiungendo che «non credo si stia parlando di chissà quali numeri, fondamentalmente il problema riguarda chi viene in vacanza per periodi lunghi, dunque chi viene per lavoro, ma anche chi ha la seconda casa e magari trascorre qui l’estate. In questo caso il problema per loro c’è ed è serio. A darsi subito una mossa deve essere la Regione Calabria, perché le Asp dipendono dalla Regione».

«La disponibilità per l’inoculazione della seconda dose a chi verrà a Tropea per le vacanze non dipende da noi sindaci o dai Comuni, ma questa richiesta, questa esigenza sta diventando significativa. Il problema è reale» ha detto ancora Macrì, sottolineando la sua disponibilità all’Asp e la necessità, da parte della Regione, di agire per risolvere il problema.

Per il sindaco di Tropea, dunque, «sarebbe necessario un accordo fra regioni, perché comunque il vaccino ha un costo caricato sul sistema regionale, quindi a mio avviso occorrerebbero degli accordi di scambio, di disponibilità reciproca».

Anche il sindaco di Soverato, Ernesto Alecci, ha ribadito all’Adnkronos la disponibilità «a fornire qualunque tipo di supporto per l’inoculazione della seconda dose a chi verrà qui in vacanza, mettendo a disposizione i locali e a organizzare la macchina organizzativa per affiancare l’Asp. Quello che bisogna capire è se l’Asp sarà in grado di organizzare questo tipo di servizio».

«Il primo passo da fare è mettere in comunicazione i sistemi informativi di tutte le Asp, perché poi non è una cosa semplice, c’è anche un problema di responsabilità, bisogna capire chi si è inoculato cosa e quando. È, quindi, indispensabile far dialogare i sistemi informatici delle Asp per poter stare nei tempi e fare la seconda dose» ha detto ancora Alecci, aggiungendo che «ci stanno arrivando molte richieste di informazioni sulla possibilità di poter fare la seconda dose durante le vacanze, io ho scritto all’Asp, che però mi ha risposto dicendo che non è organizzata per la seconda dose, e questo è un problema che riguarda anche chi viene da noi per lavorare d’estate o perché qui ha la seconda casa, e ad oggi l’inoculazione non è possibile farla».

«È necessario – ha concluso – che si organizzi una conferenza Stato-Regioni per trovare il modo di far dialogare i sistemi informatici delle Asp per permettere così a chi viene in vacanza in Italia di poter effettuare la seconda dose di vaccino, anche qui a Soverato». (rrm)

 

Il sindaco di Soverato Alecci racconta il fallimento della sanità calabrese

Il sindaco di Soverato Ernesto Alecci ha affidato a Facebook una storia di ordinaria follia nella sanità calabrese, vissuta in prima persona. È la conferma del fallimento della sanità in Calabria, resa ancora più complicata dalla gestione dell’emergenza covid e della disorganizzazione totale che riguarda l’assistenza domiciliare, nonostante l’abnegazione, la professionalità e l’instancabile impegno di medici e sanitari. Il suo racconto dovrebbe essere sul tavolo non solo del Commissario alla Sanità Guido Longo, ma di tutti i responsabili dello sfaccio della salute dei calabresi. A commento della storia, è arrivata in redazione anche la lettera aperta di una lettrice, Lucia Talarico, destinata a tutti i sindaci calabresi, che pubblichiamo volentieri.

«Alle 12 stamani (sabato, ndr) mi chiama il Maresciallo dei Carabinieri e mi avvisa di aver ricevuto una chiamata da un signore solo in casa senza nulla da mangiare positivo al Covid, il nome stranamente non mi dice nulla e mi prendo il numero per chiamarlo.

Lo chiamo, mi dice che ieri pomeriggio aveva chiamato il 118 perché stava male, paralizzato a letto dal dolore alle articolazioni, l’ambulanza lo preleva e lo porta a Lamezia dove prima del ricovero gli fanno un tampone, purtroppo risulta positivo al Covid e quindi dopo diverse ore in cerca, senza successo, di un posto letto, alle 4 del mattino lo riportano a casa e lo rimettono a letto con un catetere, solo e senza assistenza.
Mi dice che non mangia da 2 giorni e che si sente male.
Chiamo i medici dell’USCA in servizio a Soverato e gli do appuntamento davanti casa del signore dopo 15 minuti per avere prima il tempo di andare al supermercato a fargli un po’ di spesa.
Arriviamo li dopo che un familiare ci porta la copia delle chiavi di casa (è allettato e non poteva alzarsi ad aprire) ed i sanitari entrano. Lo trovano alle 12:45 con il catetere pieno di urina e sangue. Il letto zuppo d’acqua perché cercando di bere gli era caduta l’acqua addosso. Con grande fatica lo cambiano, sostituiscono le lenzuola e sostituiscono il catetere.
Non sono però attrezzati alle cure domiciliari, i sanitari dell’USCA possono intervenire solo sui positivi al COVID ma non per altre patologie.
Allora chiamo il sevizio per l’assistenza domiciliare sanitaria che presta soccorso a chi ha bisogno di cure ma mi dicono che per i casi positivi al COVID non possono intervenire.
INSOMMA L’ASSISTENZA DOMICILIARE NON INTERVIENE PER I POSITIVI AL COVID E L’USCA INTERVIENE PER I POSITIVI AL COVID MA SOLO PER I SINTOMI DA COVID E NON PER ALTRE PATOLOGIE.
Proviamo a far mangiare il signore ma non ci riesce. Non può deglutire ed ha dolori troppo forti. Ci dice di aver avuto una emorragia digestiva dovuta all’abuso di antidolorifici presi nei giorni precedenti.
Chiamo il 118 per un ricovero ma mi dicono che siccome la saturazione è buona non possono intervenire perché i posti letto sono pochi ed occupati.
I sanitari dell’USCA (molto scrupolosi ed attenti) provano a fare il possibile ma la situazione non migliora.
Richiamo il 118 e chiedo di fare il possibile perché la situazione non è sostenibile.
Arriva l’ambulanza, medico ed infermieri molto bravi e scrupolosi, inziano le cure del caso nel tentativo di poter mettere il paziente in grado di seguire la terapia in casa.
Dopo mezz’ora anche loro si accorgono che la situazione è più complicata del previsto ed alle 16:20 finalmente viene portato in ambulanza.
Salgono e partono via…..rimango a guardare l’ambulanza andare via dopo quasi 4 ore e mezza di stress, ansia e nervosismo. MI RIMANGONO IN MANO LE CHIAVI DI CASA DEL SIGNORE E TANTO SDEGNO, AMAREZZA E RABBIA.
I sanitari dell’USCA salutandomi mi dicono che quelle che hanno usato sono le ultime mascherine e gli dico che in settimana proverò a procurarne per donargliele.
MI RENDO CONTO DI COME È RIDOTTA LA NOSTRA CALABRIA E LA SANITÀ.
ED ANCORA SENTO PARLARE DI NOMINE, COMMISSARI, GRANDI SCIENZIATI E SUPEREROI….POWER RANGERS E BACCHETTE MAGICHE….SUI SOCIAL CHI PARLA DEI GRANDI SISTEMI….DELLA POLITICA DEL RINNOVAMENTO…DEI PARTITI E DEI MOVIMENTI….
INTANTO LA GENTE MUORE ED I POSTI LETTO DOPO 1 ANNO ANCORA MANCANO.
VERGOGNA!!! VERGOGNA!!
NOI CALABRESI, TUTTI, DOBBIAMO SOLO VERGOGNARCI PER COME ABBIAMO RIDOTTO LA NOSTRA REGIONE…».
Lucia Talarico ha scritto questa lettera aperta al sindaco Alecci e a tutti i sindaci della Calabria: «Gentile Sindaco Ernesto Alecci, gentili Sindaci tutti, sono sorpresa del suo “sdegno, amarezza e rabbia”. Lei è in campo da molti anni, dovrebbe sapere che la situazione è questa e purtroppo permane tale.

Anche a Soverato, purtroppo, abbiamo sentito e visto incuria, trascuratezza, fondi dedicati ai servizi per gli anziani “stornati”, e un guardare dall’altra parte che giorno dopo giorno porta ai guasti che sono prevedibili e conseguenti.
Adesso, in piena emergenza sanitaria, il presidente ff Nino Spirlì ci inonda di dirette Facebook per dilettarci di stoccafisso, carciofi ripieni, “pipi e patati”, snocciolandoci anche le sue risposte ai commenti di chi lo segue: “Sì, Laura, quanto è buono il baccalà”, “Che bello, Enzino, che mangi gli spaghetti”, “Bravo, Peppuccio, un bacione”…
Una miseria e una tristezza infinita che pur riportata da giornali e TV non scalfisce la coriacea rassegnazione – o altro – dei calabresi.
E ancora lo abbiamo sentito, sempre Spirlì, apostrofare il governo che “annaca il pecoro”, dopo averci deliziato pure di “u’ nigru” e “frocio”, epiteti che riferisce di considerare sacri e intoccabili. Siamo lo zimbello d’Italia!
Ogni scandalo ci è sfilato sotto il nostro indifferente naso.
Ogni disservizio/negligenza/ruberia/vagabondaggine/insolenza dei servizi pubblici, pur denunciata e portata all’attenzione, non ha neanche graffiato il vetro spesso del misero potere che si pasce di tutto ciò.
Il popolo calabrese, pur chiamato a raccolta per condividere sdegno e ribellione, imbelle e inerte resta indifferente, magari una risatina, o spallucce, nulla di più.
È questo il peggio e la vera emergenza.
“Vergogna, vergogna”, grida lei.
Certo, anch’io mi vergogno, però DOPO, dopo che si è molto, moltissimo, vergognata la classe politica di cui anche lei fa parte.
C’è una sostanziale differenza tra me e lei, lei può ribaltare il tavolo, io no.
Lei ha un impatto mediatico, io no.
Io, più che ribellarmi ai piccoli grandi soprusi che subisco personalmente, più che scrivere ai responsabili degli ambiti eventualmente coinvolti, più che tentare di sensibilizzare nel mio piccolissimo, più che scrivere ai giornali, altro non posso fare.
Lei può: ha platea, mezzi, risonanza, organizzazione.
Ribalti il tavolo, sindaco!
Ribaltate il tavolo, Sindaci Tutti!
Lo dovete fare!
NB: mia madre, 92 anni, ancora non vaccinata».  (rcz)

SOVERATO (CZ) – I pediatri di “Libera Scelta” aderiscono alla petizione per intitolare l’ospedale al dott. Pasquale Alcaro

Anche i pediatri di Libera Scelta di Soverato hanno aderito all’iniziativa del sindaco Ernesto Alecci per l’intitolazione del Presidio ospedaliero al dott. Pasquale Alcaro.

Lo ha reso noto la rappresentante territoriale, dott.ssa Laura Francesca Scoliere, che ha riportato una lettera dei pediatri, in cui viene ribadito che «la scomparsa del dott. Pasquale Alcaro avviene in uno dei momenti più difficili e bui della storia del nostro Paese  e della nostra Regione, sia dal punto di vista sanitario che politico e morale. In questo contesto, la sua figura di uomo, medico, pediatra, cittadino, acquista un aspetto ancor più carismatico».

«In questi giorni – continua la lettera – tanti hanno ricordato le cose che ha fatto per la pediatria e per la collettività di questo territorio, noi vogliamo ricordare quello che ha fatto per i pediatri di famiglia. Noi abbiamo avuto il privilegio di essere suoi allievi. Da lui abbiamo imparato l’amore per questa professione, il rispetto per i nostri piccoli pazienti, a chiederci davanti ad ogni bambino “cosa farei se fosse mio figlio?” Da lui abbiamo imparato ad appendere nell’armadio il camice per non spaventare i nostri piccoli pazienti, ad entrare in punta di piedi nelle loro case, per essere davvero “pediatri di famiglia”».

«Da lui – continua la lettera – abbiamo imparato ad aprire un libro quando non trovavamo risposte alle nostre domande, ad usare una metodologia di lavoro rigorosa, essenziale; a confrontarci per cercare di essere sempre al passo con una medicina in continua evoluzione. La curiosità e l’onestà intellettuale ma anche l’umiltà animavano la sua persona. È stato, per noi, guida e maestro indimenticabile, un leader schivo, umile ma prestigioso. E vogliamo unire la nostra voce a quella di quanti, in questi giorni, hanno chiesto di intitolare il presidio ospedaliero di Soverato a suo nome».

«È grazie a lui – conclude la lettera – che la cittadina Soverato è stata conosciuta da tutti i pediatri d’Italia. È grazie a lui che i più grandi pediatri d’Italia sono venuti a Soverato, apportando il loro prezioso contributo. È grazie a lui che questo territorio ha goduto – e gode ancora oggi – di un’assistenza pediatrica qualificata e sempre all’avanguardia e raggiunto livelli di assistenza e cura un tempo impensati». (rcz)

SOVERATO (CZ) – La petizione per l’intitolazione dell’Ospedale al dott. Pasquale Alcaro

Intitolare al dott. Pasquale Alcaro l’Ospedale di Soverato. È questo l’obiettivo della petizione lanciata dal sindaco di Soverato, Ernesto Alecci, a cui si sono associati anche i direttori/responsabili del Presidio ospedaliero, «nella certezza che la proposta troverà sostegno nella cittadinanza e nelle istituzioni di Soverato e del suo comprensorio».

«Un medico – ha scritto su Facebook il sindaco Alecci – dalla grandissima professionalità ed umanità. Innamorato del suo lavoro e capace di trasformare il reparto di pediatria di Soverato in un’eccellenza sanitaria, di fama nazionale. Il dott. Alcaro è stato un uomo onesto, un professionista competente e diretto, che non faceva sconti a nessuno, che si trattasse di colleghi, di rappresentanti istituzionali, di genitori dei pazienti. È stato un riferimento per moltissimi pediatri, che ancora oggi applicano sul territorio i suoi insegnamenti con risultati eccezionali».

«Di questo ha bisogno la Calabria – ha aggiunto – di persone capaci ed oneste che dedichino la loro vita al proprio lavoro e alla propria comunità. Non abbiamo bisogno di eroi, ma solo di gente onesta e capace, nessuna formula magica, nessuna guerra civile, ma una semplice piccola rivoluzione, quella della meritocrazia. Per questo credo che questo sia il momento giusto per l’intitolazione del nostro Presidio Ospedaliero al dott. Pasquale Alcaro, come rappresentante di tutti quei medici che hanno lavorato e lavorano nella nostra Regione con competenza, passione e spirito di abnegazione. Sarebbe certamente un segnale importante per tutti quei calabresi che ancora credono in una Calabria migliore».

«Giorno 20 Novembre – hanno scritto i direttori/responsabili dell’ospedale – è venuto a mancare il dott. Pasquale Alcaro. Dal  1981, anno della sua apertura, al 1999 ha guidato il reparto di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Soverato. Da quel posto, negli anni, è riuscito a diventare un punto di riferimento per tutta la pediatria della regione e della pediatria nazionale. Fin da subito, ha costruito relazioni professionali con i migliori centri pediatrici nazionali dove lui stesso e  i suoi collaboratori si recavano periodicamente per aggiornamento».

«È stato promotore – hanno aggiunto – di iniziative di formazione, primo tra tutti il ‘congresso di Copanello per i pediatri delle regioni meridionali’, che presto è diventato uno degli appuntamenti più frequentati a livello nazionale. È stato tra i fondatori, e per anni componente del comitato editoriale, della rivista Medico e Bambino che da 40 anni è la rivista più letta dai pediatri italiani. È stato il fondatore del centro regionale di riferimento e  l’iniziatore della cura della Fibrosi Cistica in Calabria, quando la malattia era ad esito altamente infausto nei primi anni di vita. Ha formato una generazione di pediatri che negli anni hanno avuto il privilegio di lavorare con lui. Ha costruito, fin dall’inizio, la pediatria del territorio, con dei giovani pediatri di famiglia che da anni costituiscono una apprezzata rete sanitaria».

«Ha rappresentato – hanno detto ancora – un modo originale di fare il Pediatra e il suo motto ‘’fare di più (meglio) con meno (risorse) è stato coerentemente applicato in tutto il suo percorso professionale. Oggi, nel momento in cui la sanità calabrese versa in una situazione di  grave crisi, la sua storia professionale è l’esempio di come anche da qui, dalla nostra regione, si possa fare buona sanità. Non ultimo il suo impegno sociale quale fondatore del circolo culturale ‘Augusto Placanica’ di Catanzaro, la collaborazione al periodico cosentino ‘Ora locale’, la promozione di molteplici iniziative culturali sul territorio». (rcz)