Tavernise (M5S): Gravi i ritardi della Regione nel pagamento dei giovani tirocinanti

Il consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 StelleDavide Tavernise, ha denunciato, in una interrogazione depositata in Consiglio regionale, come «i pagamenti delle mensilità, spettanti a quanti hanno aderito al programma Garanzia Giovani,  con tirocini formativi già conclusi o in fase di conclusione, continuano a subire gravi ritardi».

«I beneficiari – ha spiegato – attendono 9 mesi o più, prima di vedere, finalmente, versato il corrispettivo dovuto. Risulta, addirittura, che non siano state erogate le indennità per alcuni tirocinanti della programmazione 2015-2016. Per molti ragazzi, l’adesione al piano europeo di contrasto alla disoccupazione, si sta trasformando, così, in una vera e propria odissea. Avrebbe dovuto, viceversa, rappresentare un’opportunità, soprattutto in una regione come la nostra, dove il mondo giovanile segnala un tasso di disoccupazione pari al 49,2%».

«Una percentuale, quest’ultima – ha proseguito – cresciuta rispetto al 2020 per effetto della pandemia. Sono numeri che preoccupano, se li rapportiamo a quanto mediamente accade nel resto del Paese, dove il tasso di disoccupazione giovanile nel 2020 si è attestato al 29,4%. Praticamente in linea con il dato dell’anno precedente (29,2%). Tanto dimostra che la crisi economica, conseguenza della pandemia, ha colpito, in Calabria, soprattutto le giovani generazioni».

«Nella nostra Regione, si prospettano, in ogni caso – ha detto ancora – nuove opportunità di lavoro che non possono essere colte: molte sono, infatti,  le aziende che non riescono a trovare personale da inserire nel proprio organico. In tale contesto, non dare risposte immediate, soprattutto in termini di pagamento, ai giovani che partecipano al Programma Garanzia Giovani, che cercano di inserirsi nel mondo del lavoro e che molto spesso affrontano spese per potersi recare in altri comuni per il loro tirocinio, è assolutamente inammissibile».

«Eppure dal 2015 al 2020 la Regione Calabria ha avuto a disposizione 180 milioni di euro da destinare all’attuazione del Programma Garanzia giovani, soldi che sembrerebbe averne impegnati solo per 25 milioni. A tanto – ha concluso Tavernise – si aggiungeranno le somme relative al programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL), inserite nell’ambito della Missione 5, Componente 1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per la Calabria, dal 2021 al 2025, saranno disponibili ulteriori 40 milioni di euro, mentre l’obiettivo da centrare, entro la fine del 2022, è il reinserimento di 27mila persone nel mercato del lavoro». (rrc)

IN CALABRIA STOP AI TIROCINI REGIONALI
SONO OLTRE 6MILA ORMAI SENZA REDDITO

L’intenzione era buona, ma alla fine di questa lunga agonia – durata anni – che ha visto protagonisti i tirocinanti calabresi, l’unica cosa ottenuta è una porta sbattuta in faccia: la Regione ha deciso che nessun tirocinio sarà più attivato e che i tirocinanti già formati andranno a lavorare nel privato grazie a manifestazioni rivolte alle aziende private per incentivare ad assumere chi ha svolto i percorsi formativi con la Regione.

Chi sono i tirocinanti? È una forza lavoro a basso costo che rende al massimo mentre “apprende”, ovvero fa tirocinio, per formarsi e prepararsi a un potenziale contratto di lavoro a tempo indeterminato. Il problema è che per questa larga categoria di lavoratori che spesso copre i “vuoti” che l’assenza di concorsi lascia in ampi settori della cultura, della giustizia, degli enti locali, dell’università. Spesso non ci sono garanzie previdenziali né coperture contributive, è lavoro nero quasi legalizzato, comunque precario e privo di reali prospettive.

Adesso, la notizia – non ancora confermata – che la Regione non attiverà più tirocini: praticamente uno schiaffo a uomini, donne, madri e padri di famiglia, disoccupati e lavoratori in mobilità in deroga, giovani e meno giovani che, per anni, hanno visto solo promesse, ma nulla di concreto. E, dopo tanto, si ritrovano con un escamotage da parte di una Regione che, se in un primo momento si era esposta per provvedere a questa situazione – a quanto sembra – se ne è lavata le mani, dirottandoli nel privato.

Decisioni che odorano di beffa, sopratutto se si pensa che il 23 marzo scorso, l’assessore regionale al Lavoro, Fausto Orsomarso, aveva annunciato un intervento presso il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e la Conferenza Stato-Regioni per individuare una soluzione per «garantire un reddito ai circa 6 mila tirocinanti calabresi» almeno fino a quando «non sarà finita l’emergenza sanitaria e ci saranno le condizioni per far ripartire i percorsi formativi». Un intervento che era stato applaudito perfino da Cisl Calabria, e che invitava «l’assessore al Bilancio, Franco Talarico e l’assessore alle Politiche di Welfare, Gianluca Gallo, entrambi senza dubbio sensibili alle problematiche sociali, a uno specifico impegno, finalizzato a individuare anche nelle pieghe del bilancio della Regione le risorse necessarie a interventi in favore della categoria in questione». Un invito poi caduto nell’oblio.

I tirocinanti, dunque, sono tornati a farsi sentire, con questo nuovo allarme che, tuttavia, non trova riscontro istituzionale da nessuna parte. L’unica nuova comunicazione risale al 2 luglio, e riguarda il cumulo delle ore Tirocinio “Giustizia” e “Mibact area 3″, in cui viene annunciata che è stata erogata «l’anticipazione di una mensilità che le ore effettuate nel mese di marzo 2020 verranno cumulate con quelle del mese di effettiva ripresa del percorso formativo».

Quindi, e forse, per Giustizia e Mibact si parla di ripresa, ma per gli altri, di quale futuro si parla? I tirocinanti calabresi prospettano un futuro che «avrà l’odore di beffa per queste persone anche per l’ingente entità di risorse investite in questi anni per qualificarle nei settori in cui operano».

«E le sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil) – proseguono i tirocinanti – saranno compiacenti con questo misfatto a danno dei tirocinanti calabresi? I quali, oltre all’abbandono da parte dell’attuale giunta regionale calabrese, non hanno mai trovato gradimento da parte dell’attuale governo». (rrm)

L’assessore regionale Orsomarso: garantire un sostegno ai tirocinanti calabresi

L’assessore regionale al Lavoro, Fausto Orsomarso, ha annunciato un intervento presso il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e la Conferenza Stato-Regioni per individuare una soluzione che «possa garantire un reddito ai circa 6 mila tirocinanti calabresi che, a causa dell’emergenza Coronavirus, hanno subìto l’interruzione dei progetti formativi e, quindi, la possibilità di ricevere i relativi pagamenti dall’Inps».

«Ci siamo da subito messi in moto – ha dichiarato l’assessore regionale Orsomarso – per garantire l’immediata attivazione della Cassa integrazione per i lavoratori delle imprese danneggiate dell’emergenza sanitaria, ma sulla situazione dei tirocinanti non abbiamo la possibilità tecnica di intervenire».

«Si tratta  – ha proseguito l’assessore regionale Orsomarso – di 4.700 ex percettori di mobilità in deroga impegnati nei tirocini di inclusione sociale, altri 600 nei tirocini presso il Miur e più di 600 presso il Mibact. Chiediamo quindi che il governo si faccia carico della difficile condizione economica che si trovano ad affrontare migliaia di famiglie calabresi,  alle quali deve essere garantito il sostentamento almeno finché non sarà finita l’emergenza sanitaria e ci saranno le condizioni per far ripartire i percorsi formativi». (rcz)