La BCC Mediocrati celebra il 50° anniversario dell’Unical

La BCC Mediocrati celebra domani, sabato 19 novembre, alle ore 9,30, nella Sala De Cardona del Centro Direzionale di Via Alfieri, n° 19 di Rende, il 50° anniversario del primo Anno Accademico 1972/1973 dell’Università della Calabria, con l’inaugurazione dell’iniziativa “BiblioBanca”, con la presentazione del libro di Franco Bartucci L’Avventura di Andreatta in Calabria – Un Campus per competere nel mondo, pubblicato dalla Pellegrini Editore.

L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, con il patrocinio dell’Università della Calabria e la collaborazione della stessa BCC Mediocrati, quale occasione per consegnare al Presidente dell’Istituto Bancario, dott. Nicola Paldino, la pergamena di Socio Onorario dell’Associazione sopra richiamata, in virtù  della laurea “Honoris Causa” ricevuta nel 2019 in “Economia Aziendale e Management”  dal Dipartimento di Economia Aziendale e Scienze Giuridiche dell’Università della Calabria. 

La manifestazione si aprirà con gli interventi di saluto: del Presidente della BCC Mediocrati, Nicola Paldino; del Presidente dell’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, prof Silvia Mazzuca; del Pro Rettore Delegato al Centro Residenziale dell’Università della Calabria, prof.ssa Patrizia Piro; mentre a parlare del libro e della figura del Rettore Beniamino Andreatta ed il ruolo ch’ebbe nell’avviare il primo anno Accademico 1972/1973 dell’UniCal saranno la prof.ssa Marta Petrusewic, docente UniCal in quiescenza ed Assessore alla Cultura del Comune di Rende. 

A presenziare e ricordare le motivazioni del conferimento della laurea “Honoris Causa” al Presidente della BCC Mediocrati, Nicola Paldino, ci sarà il prof. Franco Rubino, già Preside della Facoltà di Economia e Direttore del Dipartimento di Economia Aziendale e Scienze Giuridiche dell’Università della Calabria.

L’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, con presidente la prof.ssa Silvia Mazzuca, oltre a conferire la pergamena di Socio Onorario della stessa Associazione al Presidente della BCC Mediocrati, Nicola Paldino, farà lo stesso con 81 dipendenti dello stesso Istituto Bancario, laureatisi all’Università della Calabria, consegnando loro una pergamena di “Merito e appartenenza”, quale segno di legame forte con la propria Università e con la Banca, garanzia del loro stato occupazionale.

A presenziare e salutare questi laureati UniCal ci saranno i Rettori: Rosario Aiello, Giuseppe Frega, Gino Mirocle Crisci, ed il Pro Rettore attuale, prof.ssa Patrizia Piro.  L’intera manifestazione sarà moderata da Federico Bria, segretario generale della BCC Mediocrati  (fb)

Un altro riconoscimento per il prof. Giancarlo Fortino dell’Unical

di FRANCO BARTUCCI – Il prof. Giancarlo Fortino dell’Università della Calabria è lo scienziato italiano di maggiore impatto sulla ricerca informatica che per il terzo anno consecutivo è tra i più citati al mondo nella classifica 2022 di Clarivate nel settore Computer Science.

 Lo certifica la classifica “Highly Cited Researchers 2022”, stilata da Clarivate Analytics, una delle società internazionali più accreditate nel fornire servizi basati sull’analisi di dati e informazioni relative alla ricerca scientifica e accademica. Il ranking identifica gli scienziati che hanno prodotto le pubblicazioni più citate nel proprio settore nell’anno di riferimento, esercitando un’influenza significativa nel campo della ricerca, e si basa sull’analisi eseguita dagli esperti di bibliometria dell’Istituto di informazione scientifica del Web of Science Group. 

Nel 2022 sono stati selezionati 6938 ricercatori in tutto il mondo con riferimento a 21 aree di ricerca differenti, di cui 104 italiani tra atenei, enti di ricerca e istituzioni. 

In particolare Giancarlo Fortino è l’unico ricercatore italiano presente nell’area Computer Science, che include solo 115 ricercatori “Highly Cited” in tutto il mondo, ed è inserito nell’elenco per il terzo anno consecutivo. Con riferimento alle differenti nazioni, la classifica di Computer Science è guidata dalla Cina con il 37% di propri ricercatori presenti e, a seguire, dagli Stati Uniti con il 18%.

«Questo risultato – ha sottolineato il rettore Nicola Leone – è motivo di orgoglio per tutta l’Unical, che diventa l’unica università italiana a poter vantare un “Highly Cited Researcher” nell’area informatica, un traguardo significativo vista l’alta competizione a livello nazionale e internazionale. Un primato che è testimoniato ormai da diverse classifiche internazionali, come il Global Ranking of Academic Subjects di Shanghai, solo per ricordare l’ultima, nella quale l’Unical figura al secondo posto nazionale nell’ambito ‘Computer Science and Engineering’, preceduta solo dal Politecnico di Milano, e nella top 201-300 a livello mondiale».

Giancarlo Fortino è professore ordinario di Ingegneria informatica (Sistemi di elaborazione delle informazioni) presso il dipartimento di Ingegneria informatica, modellistica, elettronica, e sistemistica dell’Università della Calabria. È attualmente il coordinatore del corso di dottorato in ICT del Dimes ed è il delegato del Rettore alle relazioni internazionali extra UE. Nell’arco della sua carriera, il professor Fortino ha prodotto circa 600 pubblicazioni scientifiche (300 delle quali in riviste top del suo settore) nell’area ICT.

Da parte sua il prof. Giarcarlo Fortino non nasconde la sua soddisfazione per questo riconoscimento che sente anche come valore aggiunto alla stessa Università della Calabria.

«È un’enorme soddisfazione – ci dichiara – aver fatto “tris”: essere stato incluso per tre anni di seguito nella classifica bibliometrica di maggiore impatto a livello internazionale ed essere il solo professore italiano presente nell’area “computer science”. Proprio quest’anno è stato l’anniversario dei 25 anni dalla pubblicazione del mio primo articolo scientifico ed ha quindi un sapore molto particolare, ripensando a quel giovanissimo ricercatore che percorreva le strade dell’Università di Berkeley in California, spesso in bicicletta».

«Vorrei inoltre evidenziare – ci dice ancora il prof. Giancarlo Fortino – che la mia attività di ricerca non si è mai limitata alla sola produzione di articoli scientifici, circa 600 ad oggi, venti dei quali sono articoli altamente citati nell’ultimo decennio che mi hanno permesso di essere un “Highly Cited Researcher”, ma ha spaziato dallo sviluppo di importanti progetti di ricerca nazionali ed internazionali alla direzione di importanti iniziative editoriali, all’organizzazione di conferenze internazionali ad alto impatto, alla partecipazione alle attività tecniche della società IEEE (the Institute of Electrical and Electronics Engineers), per la quale sono “Fellow”, alla realizzazione di molteplici attività di internazionalizzazione e promozione della ricerca».

«Vorrei infine ringraziare – ha concluso con senso di profonda partecipazione –  tutti i collaboratori del gruppo di ricerca del laboratorio Speme del Dimes, che mi onoro di coordinare, ed i molteplici collaboratori internazionali provenienti da importanti università e centri di ricerca di tutto il mondo». (fb)

Il numero infinito del prof. Sergeyev all’Unical

di FRANCO BARTUCCI  – Il  Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica (Dimes) dell’Università della Calabria ha organizzato nella sala conferenze dell’University Club, nella giornata di lunedì 14 novembre 2022, un incontro scientifico per presentare il libro di Y.D. Sergeyev, R. De Leone (Eds.) “Numerical Infinities and Infinitesimals in Optimization”, Springer, Cham, 2022. Infiniti ed infinitesimi numerici in ottimizzazione, questa la traduzione in italiano del libro.

Il volume, a cui hanno contribuito 22 ricercatori da diversi paesi, con più di 350 pagine, contiene 14 capitoli e l’opportunità di trovare in un unico testo svariati risultati e tecniche in ottimizzazione (lineare, non lineare, globale, multi-obiettivo) che utilizzano la metodologia dell’Infinity Computer.

L’Infinity Computer, inventato dal prof. Sergeyev e brevettato in diversi paesi, è un nuovo supercomputer con grosse prospettive sia scientifiche che industriali. Molti ricercatori provenienti dalle Università della Calabria, Bari, Camerino, Pisa, Roma ed altre università italiane e straniere lavorano già in queste direzioni.

L’evento scientifico si è aperto con i saluti istituzionali da parte del Prof. Francesco Valentini, Delegato del Rettore per la Progettazione della Ricerca presso l’Università della Calabria, che ha tracciato un perfetto e appassionato profilo professionale del prof. Sergeyev, l’eminente studioso e ricercatore di origini russe-ucraine che dà lustro al dipartimento Dimes e a tutta l’Università della Calabria; nonché  del prof. Stefano Curcio, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica (Dimes), Università della Calabria.

«L’evento che stiamo vivendo – ha detto il prof. Curcio –  rappresenta per me e per il Dipartimento che ho l’onore di guidare un momento di altissimo significato; non è solo il doveroso e meritato tributo al Prof. Sergeyev e al Prof. De Leone, editori del libro Infiniti numerici e Infinitesimali in Ottimizzazione, ma anche il culmine di molti anni di studio e ricerca su un argomento tanto affascinante quanto difficile : l’infinito e l’infinitesimo».

A seguire sono intervenuti gli editori del volume con una introduzione sulla metodologia dell’Infinity Computer (Prof. Sergeyev, Dimes) e l’illustrazione di alcuni dei più importanti risultati in ottimizzazione vincolata e non vincolata (Prof. De Leone, Università di Camerino, già Presidente dell’Airo, Associazione Italiana di Ricerca Operativa

Il Prof. Manlio Gaudioso (Dimes) ha discusso sull’impatto del paradigma dell’Infinity Computer in problemi di ottimizzazione convessa non differenziabile. Un simulatore di software dell’Infinity Computer implementato nell’ambiente di programmazione visuale Simulink, adottato in molti settori industriali per gestire vari problemi di natura pratica, è stato descritto dal prof. Alfredo Garro (Dimes

La Prof.ssa Annabella Astorino (Dimes) ha poi illustrato l’utilizzo degli infiniti numerici nelle separazioni lineari e sferiche nell’apprendimento binario supervisionato e in Multiple Instance Learning (MIL).Il dott. Lorenzo Fiaschi e il dott. Alessandro Cudazzo (Università di Pisa) hanno mostrato l’utilizzo della metodologia dell’Infinity Computing nel campo dell’ottimizzazione multi-obiettivo. Infine La dott.ssa Maria Chiara Nasso (Dimes) ha discusso sull’utilizzo dell’Infinity Computer nel campo della differenziazione numerica nei problemi di ottimizzazione globale unidimensionali.

 L’invenzione del Professor Sergeyev, nata in Calabria, apre alla possibilità di introdurre, in tempi estremamente brevi, grandi risvolti industriali sul territorio italiano e estero. Maggiori informazioni riguardanti il nuovo paradigma computazionale con infiniti ed infinitesimi numerici sono reperibili all’indirizzo https://www.theinfinitycomputer.com.(fb)                    

L’APPROFONDIMENTO / Perché le scoperte di S. Casciano e Riace non possono essere paragonato

Dopo il ritrovamento in Toscana di 24 statue bronzee risalenti al II-I secolo a.C, è stato quasi inevitabile il confronto con i Bronzi di Riace, che sono stati ritrovati 50 anni fa.  Un paragone che è stato definito «eresia» dal sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, sottolinenando che «l’importanza dei Bronzi di Riace è imparagonabile rispetto ai reperti ritrovati a San Casciano Bagni».

«Quelle scoperte a San Casciano – ha detto Sgarbi all’Ansa – sono sicuramente opere importanti, ma il loro valore e la loro qualità sono di gran lunga meno significativi rispetto ai Bronzi di Riace. Quella fatta in Toscana è certamente una scoperta importante, intanto per l’integrità dei reperti e poi per la loro quantità. Ma sono ritrovamenti incomparabili rispetto a quello avvenuto a Riace 50 anni fa».

«Così come incomparabile è il mondo greco rispetto a quello romano – ha continuato Sgarbi –. I Bronzi di Riace sono tra le opere più alte espresse dalla civiltà antica, mentre quelli di San Casciano Bagni sono di produzione media, di qualità media e di interesse soprattutto culturale. Ciò che stabiliscono sul piano antropologico è un nesso culturale tra Etruschi e Romani».

Sulla questione è intervenuto il prof. Paolo Brocato, docente di etruscologia e antichità italiche dell’Università della Calabria, in un video pubblicato sul canale Youtube dell’Università della Calabria.

Per il prof. Brocato, «non dobbiamo commettere l’errore di togliere dai loro contesti queste opere per paragonarle e per stabilire una graduatoria, sarebbe una operazione scorretta metodologicamente e poco scientifica».

«Se queste sono le prime impressioni generali – ha spiegato – dobbiamo, però, aspettare le relazioni scientifiche e le pubblicazioni della nuova scoperta, stando comunque tranquilli che la fama e l’importanza dei Bronzi di Riace non sarà mai offuscata, se qualcuno lo avesse mai pensato, ma eventualmente sempre più contestualizzata attraverso nuovi studi e ritrovamenti».

«Nuove e vecchie scoperte – ha proseguito – dimostrano quanto sia importante promuovere la ricerca e la valorizzazione dei beni archeologici del nostro Paese, tenendo, però, ben presente che a fronte di ritrovamenti eclatanti – estremamente importanti – ci sono tante altre scoperte che formano la trama dei paesaggi e la quotidianità dell’uomo antico, senza le quali le grandi scoperte non avrebbero senso storico e perderebbero la loro eccezionalità».

«Per questo – ha proseguito – la vera sfida per il futuro è di conoscere, preservare e valorizzare il paesaggio, applicando una politica attenta al recupero dei luoghi e delle identità dei territori anche attraverso il patrimonio archeologico. Gli studiosi ben sanno quanto la scoperta di statue in bronzo dell’antichità greca ed etrusco romana sia un evento raro. Fin dall’ antichità le statue furono fuse per ricavarne altre o per realizzare manufatti meno nobili, destino che ancor più ha avuto il suo corso nella fase tardo antica e medievale. Ecco quindi il motivo per cui quando si ritrovano statue in bronzo antiche la scoperta ha sempre grande rilevanza. Soprattutto se poi lo stato di conservazione è eccezionale, come è accaduto a San Casciano».

«Sono stati evocati i bronzi di Riace che, proprio in questi giorni – ha detto – hanno visto captare nuovamente l’attenzione scientifica per l’importante Convegno I Bronzi di Riace 50 anni di studi e ricerche, in corso al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria».

«Non è un caso – ha proseguito – che il ritrovamento archeologico abbia avvicinato le due scoperte, in quanto entrambe caratterizzate da esemplari della statuaria bronzea antica pressoché intatti. I due gruppi di bronzi sono accomunati da vicende, successive alla loro creazione e al loro uso, che hanno permesso, in circostanze molto diverse, di giungere fino si nostri giorni. Destino molto raro, come abbiamo detto, per la bronzistica antica e soprattutto per i bronzi di dimensioni consistenti. Il richiamo subito dopo la scoperta ai Bronzi di Riace va inteso in questo senso, null’altro a mio avviso. Statue accomunate dalla fortuna di essersi salvate dall’incuria del tempo e dall’avida mano dei fonditori».

«Al di là di questo – ha continuato – parliamo di due contesti culturali e cronologici estremamente diversi che non possono essere paragonati tra loro. La scoperta di San Casciano appartiene alla cultura etrusco- romana del II-I sec.a.C., i bronzi di Riace alla cultura ellenica della metà del V sec a. C.. Sono tra loro distanti nel tempo, cambiano le circostanze storiche ma anche lo stile artistico che aderisce a modelli e gusti differenti».

«Anche la committenza è diversa – ha concluso –. Così anche le dimensioni se vogliamo entrare nel dettaglio. Inoltre il contesto stratigrafico di giacitura dei reperti toscani appare intatto, al contrario della situazione e delle circostanze di ritrovamento dei bronzi di Riace». (rcs)

Aperte le iscrizioni per il Master in Data Science all’Università della Calabria

Sono aperte le iscrizioni per la terza edizione del master universitario di II livello in Data Science promosso dal Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza “Giovanni Anania” dell’Università della Calabria.

Supportato da 27 aziende partner nazionali e internazionali, il master quest’anno presenta delle novità: didattica completamente online per facilitare la partecipazione di studenti e professionisti di altre regioni o nazioni;  e tre borse di studio offerte da CRIF, Scai Lab e Cerved. Una nuova sfida formativa per rispondere alla richiesta di Data Scientist e al bisogno delle aziende di interpretare i dati e di costruire strategie mirate.

Il percorso inizierà a gennaio 2023 e durerà un anno, le iscrizioni scadono il 30 novembre 2022.

In questo momento, infatti, più di 50 mila annunci di lavoro riguardano la ricerca di un data scientist senior e junior; i settori interessati sono numerosi: dall’healthcare alla finanza, dal marketing all’informatica!

Ecco perché il successo delle passate edizioni non è inaspettato, la maggior parte dei corsisti oggi lavora in importanti realtà aziendali nazionali ed internazionali. Dalla didattica al Team building, dal Data Hackathon al placement, tutto pensato per dare ai partecipanti un’esperienza formativa altamente qualificante, alle aziende la possibilità di rintracciare nuovi professionisti e costruire una community di Data Lover non solo calabrese. Un’organizzazione, dunque, capace di soddisfare ogni aspettativa!

1500 ore di formazione (di cui 360 di attività didattica e 300 di tirocinio) professionalizzante, rivolte a laureati in matematica, fisica, economia, economia aziendale, statistica, informatica e ingegneria e professionisti di enti pubblici e privati, società ed aziende. (rcs)

Borse di studio Unical, i rappresentanti di “Primavera” hanno incontrato la vicepresidente Princi

I rappresentanti degli organi collegali dell’Università della Calabria, eletti con la lista Primavera, hanno incontrato nei giorni scorsi la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, per discutere sulla questione del diritto allo studio.

Nazzareno Zaccaria, Consigliere di Amministrazione, Giovanni Algieri, rappresentare al Centro sportivo Universitario e Antonio Puntillo, Senatore Accademico, hanno esposto al Vicepresidente della Regione le preoccupazioni degli studenti sull’eventuale copertura di tutte le borse di studio e sull’eliminazione definitiva della figura dell’idoneo non beneficiario.

Giusi Princi ha confermato ai rappresentanti l’impegno dell’Ente nel garantire questa copertura per l’UniCal, su cui sta lavorando il Dipartimento, e contestualmente ha espresso la sua disponibilità a creare una componente più estesa che coinvolga rappresentanti di tutti gli studenti universitari calabresi, per interfacciarsi ed affrontare insieme le varie problematiche di tutte le realtà regionali.

Quella di mercoledì scorso si è rivelata una piacevole occasione di confronto con la vicepresidente Giusi Princi su diverse tematiche che gravitano attorno all’università ed allo studio.

I ragazzi, oltre la competenza, hanno molto apprezzato la proposta avanzata dalla stessa Princi e la disponibilità all’ascolto, entusiasti di trovare per la prima volta un confronto schietto e diretto con i vertici istituzionali del settore. (rcs)

All’Università della Calabria il primo Festival della Letteratura

di MARIACHIARA MONACOL’Associazione Itaca, capitanata dal suo presidente, Antonio Guarascio, e dal suo vice, Enrico Lia, ha organizzato presso l’Aula Andreatta dell’Università della Calabria, il primo Festival della Letteratura, manifestazione unica nel suo genere all’interno dell’ateneo calabrese, al fine di mettere in vetrina i nuovi giovani talenti della scrittura, che, con le loro opere danno lustro ad una terra difficile, dove però batte sempre il sole.

Itaca rappresenta la metafora del viaggio, inteso come arricchimento personale, fatto di esperienze, incontri, e proprio per questo motivo, in molti hanno deciso di salire “a bordo”, per scoprire la ricchezza che ha da offrire la letteratura. 

«L’obiettivo dell’associazione è quello di diffondere il valore della cultura ed oggi lo facciamo attraverso la presentazione di due splendidi libri, degni di nota. Quando abbiamo dato vita a questo nuovo organismo, ci siamo basati su una vera e propria dichiarazione dei princìpi, ovvero non solo fare rappresentanza studentesca e aiutare giornalmente i nostri colleghi, ma essere un faro del sapere all’interno del Campus», ha dichiarato il presidente in apertura.

A prendere la parola, è stato poi il Senatore Accademico, Costantino Basile: «In una vita frenetica, che ci allontana spesso dal piacere di leggere un buon libro, ritornare con i piedi per terra è fondamentale. Perché è vero che la letteratura può cambiare la vita delle persone, proprio com’è successo ad un mio amico, che ha ritrovato sé stesso attraverso le parole di altri, come se per la prima volta avesse guardato il suo volto allo specchio», confessa.

In ordine di scaletta, la prima opera presentata s’intitola Quel bisestile, scritta da Antonella Mandarino, dottoressa in Lettere e Beni Culturali e studentessa di Filologia Moderna.

Si tratta di un romanzo contemporaneo che narra la storia di una giovane ragazza, Serena, catapultata nel buio periodo della pandemia, a dover fare i conti con le proprie ansie e le proprie paure, ma anche con un amore travagliato, una situazione familiare difficile (viene trattato il tema della violenza domestica, in maniera molto oculata e riflessiva dalla giovane autrice).

Violenza domestica che viene esercitata dal padre di Serena nei confronti di quella donna che in un passato non troppo remoto aveva sposato, e che l’aveva reso genitore, di una ragazza, che di “serena” portava solo il nome. In questo periodo “silenzioso” la protagonista, vive una tragedia che poi alla fine tramuterà in riscatto, proprio come succede alle opere d’arte che il tempo trafigge, pur mantenendone la bellezza e la fragilità.

Ecco che ella pian piano ricostruisce quel filo rosso che lega la sua anima a quella della migliore amica, Natalia, il suo centro di gravità permanente, e successivamente a quella di un ragazzo, la parte mancante di sé, la sua dolce metà. C’è poi il tema del viaggio, che si collega in maniera netta a quello della cultura, abbracciando e calpestando le strade di Roma e di Napoli con naturalezza e disinvoltura, ricordando a noi tutti l’importanza del confronto con l’altro, del dialogo, e perché no, anche della riflessione.

Serena siamo tutti noi, quando si vede riflessa nelle rovine della Capitale e si sente esattamente in quel modo, distrutta, in un mondo che non le appartiene, e forse figlia di un’epoca sbagliata, dove apparire è più importante che essere.

È una sorta di diario personale, scritto in prima persona, scelta che dà una forte carica emotiva, pronta a scuotere gli animi dei lettori più attenti e facendo i conti con le umane sensazioni. Una particolarità, che si nota fin dai primi capitoli, è la volontà, da parte dell’autrice, di voler inserire a volte delle frasi, a volte versi, o parti di canzoni.

E non possiamo fare altro che notare un omaggio al grande Shakespeare, che nel suo “Mercante di Venezia” ha osservato: “L’uomo che non ha musica in se stesso, che l’armonia dei suoni non commuove sa il tradimento, e la perfida frode. Le sue emozioni sono una notte cupa. I suoi pensieri un Erebo nero. Alla musica credi, non a lui.”

E non è proprio così? 

La seconda opera, Il tempo dell’attesa, scritta dal giovane Giuseppe Meta, (anch’egli dottore in lettere e beni culturali, e studente di filologia moderna), è un romanzo che si snoda in un tempo distante rispetto al nostro, ambientato in una Calabria molto povera, arretrata, caratterizzata da una classe sociale “chiusa”.

Giacinto, il protagonista, è esistito veramente, e oltre ad essere il bisnonno dell’autore, è uno degli 800.000 italiani, che dal 1871 al 1900, si spostarono in Argentina. Un viaggio complesso il suo, che lo porta dall’altra parte del mondo per affari di cuore, egli infatti si era innamorato di una donna molto ricca, Filippina, che non avrebbe mai potuto sposare, provenendo da una famiglia umile.

La paura continua a persistere in Giacinto, che crede inizialmente di essere approdato in una “nuova Calabria”, fatta di villaggi, di gente che camminava scalza, e dove si percepiva a pieno il significato della parola povertà. L’uomo stringe i denti, lavora faticosamente per dieci lunghi anni, lontano dalla sua amata, presente sempre nei suoi pensieri, e unica forza per andare avanti in condizioni disastrose.

Ma lo spazio sa essere molto crudele, e la mancanza si fa sempre più forte, da parte della madre di Giacinto, che continua sempre lo scambio epistolare con il figlio, senza avvertirlo della morte del suo caro fratello, per evitare  un ulteriore crepa su un cuore che continua nonostante tutto a pulsare.

Il riscatto sociale è uno dei tanti temi che invadono questa meravigliosa, e perché no anche attuale opera, perché alla fine Giacinto torna in Italia ed apre una grande sartoria, potendo così sposare l’amore della vita, Filippina.

Costanza, dedizione, amore, impegno, se cerchiamo sul vocabolario un termine che possa descrivere l’immensità di questa storia, probabilmente faremo fatica a trovarlo.

Ma una cosa è certa: chi non vorrebbe un amore così? (mm)

Al via il corso di formazione per il personale Unical

Ha preso il via il percorso dell’Università della Calabria per il personale tecnico-amministrativo dal titolo Formazione, competenze, obiettivi. Per una Università in trasformazione, realizzata in collaborazione con la Scuola Superiore di Scienze delle Amministrazioni Pubbliche – DISPeS dell’Unical.

L’iniziativa guarda all’università e alla sua amministrazione come un’organizzazione complessa tesa, strategicamente, a valorizzare il proprio personale attraverso percorsi di sviluppo professionale che sostengano, tra le altre cose, il rafforzamento e la crescita di relazioni e comunicazioni interne ed esterne, così come dei processi cooperativi di lavoro.  A tali aree e funzioni organizzative sono dedicati i sei moduli didattici, per 48 ore complessive tra lezioni, laboratorio e seminari d’approfondimento, previsti dal progetto formativo.

«Il personale riveste un ruolo centrale nelle pubbliche amministrazioni e nella nostra università particolarmente. L’Unical non sarebbe cresciuta così tanto in cinquant’anni e non avrebbe raggiunto gli straordinari risultati che le vengono riconosciuti senza il fondamentale contributo dei dipendenti – ha dichiarato il Rettore Nicola Leone –. Sin dall’avvio del mio mandato ho messo in campo un piano straordinario per il personale tecnico-amministrativo dell’Unical, con la stabilizzazione di precari, nuove assunzioni e progressioni di carriera, investimenti per l’aggiornamento professionale e la valorizzazione del merito. Il percorso che si apre oggi segue le iniziative formative avviate lo scorso anno ed è un ulteriore passo in avanti nell’attuazione del programma della governance d’ateneo».

Quella della formazione del personale impegnato a più livelli e in più ruoli è un’attività strategica e cruciale che si configura come un processo continuo di ogni organizzazione pubblica e privata che intenda sistematicamente essere all’altezza delle sfide che i contesti o i mercati pongono. Ciò è tanto più vero in una epoca di grandi rivolgimenti socio-culturali, economici e tecnologici e di sfide inusitate (crisi economica, digitalizzazione, pandemia, conflitto in Ucraina, ecc. ). Ma ancor è di più vero in una fase critica del nostro Paese nelle quali le amministrazioni pubbliche, e nello specifico le università del Mezzogiorno, sono chiamate ad investire sulla costruzione e lo sviluppo di capacità e competenze amministrative associate, tra gli altri, agli obiettivi del Pnrr.

Alla rilevanza della percezione del proprio ruolo e del riconoscimento nel territorio di riferimento è dedicato il primo modulo “Orientamento al servizio”, mentre la natura e funzione della “Comunicazione della e nella Pubblica Amministrazione” verranno affrontati nel secondo modulo. Gli aspetti relazionali saranno, invece, centrali nei moduli quarto e quinto dedicati rispettivamente a “Lavorare per processi e problem solving” e “Gestione del conflitto”, così come si ritrovano nel tema della collaborazione al quale è dedicato il terzo modulo, “Lavorare in gruppo”. Infine, chiude il percorso formativo, un modulo dedicato alla “Gestione delle risorse umane”. (rcs)

RENDE (CS) – Entra nel vivo JazzAmore

È entrata nel vivo JazzAmore, la rassegna musicale ospitata all’interno dell’Università della Calabria e del Mood Social Club una serie di concerti jazz di grande livello artistico con musicisti di caratura nazionale ed internazionale.

La kermesse, promossa da MKLive in collaborazione con l’Università della Calabria, il Cams – Centro Arti Musiche e spettacoli e con il sostegno del Ministero della Cultura, si propone di rendere più fruibile la musica di qualità all’interno dell’Università della Calabria e dell’area urbana.

Dopo il live dei Yellowjackets, al Teatro Auditorium Unical andranno in scena Mark Lettieri, Funky Knuckles, Tullio de Piscopo, Dennis Chambers, Jimmy Haslip e Ho oz Noy, Rita Marcotulli e Isreel Varella Duo, Andrea Braido e, infine, Servillo, Girotto e Magalavite con un tributo a Lucio Dalla.

Si parte il 19 novembre con Mark Lettieri che si esibirà al Mood. Chitarrista, compositore e turnista con sede in Texas, è stato membro di lunga data degli Snarky Puppy.

Sempre al Mood il 29 novembre spazio ai Funky Knuckles, leader assoluti della nuova scena musicale texana.

Si prosegue il 2 dicembre con Tullio De Piscopo e il suo live show “Dal blues al jazz…con andamento lento” all’interno del Teatro Auditorium dell’Unical.

Dai brani per sola batteria, agli storici assoli come Drum Conversation dedicato al suo “fratello in blues” Pino Daniele, De Piscopo proporrà uno spettacolo con brani tratti dai Pionieri del Blues, oltre alle intramontabili pagine musicali di standard jazzistici e i grandi successi del suo repertorio pop dalle atmosfere dei caldi suoni del Mediterraneo e dei vicoli di Napoli come Stop Bajon, Pummarola Blues ed Andamento lento. 

Con il concerto di Dennis Chambers al TAU si continua con la kermesse il 9 dicembre. Il batterista di fama internazionale si esibirà con Jimmy Haslip e Ho oz Noy.

Spazio poi all’insolito duo Rita Marcotulli e Isreel Varella il 17 dicembre. Un viaggio avventuroso, l’incontro dei due artisti, un percorso alla ricerca di quei suoni che sono alla base di tutta la storia del jazz passando per sonorità ritmiche del flamenco e della musica indiana e tibetana.

Previsto, poi al Mood per il 18 dicembre il live di Andrea Braido, polistrumentista che vanta collaborazioni di prestigio, sia live che in studio, con Pierangelo Bertoli, Patti Pravo, Francesco Baccini, Vasco Rossi, Zucchero, Eros Ramazzotti, Mina, Bruno Lauzi e tanti altri.

Gran finale il 20 dicembre con il tributo a Lucio Dalla: sul palco del Teatro Auditorium saliranno Peppe Servillo e gli argentini Javier Girotto e Natalio Magalavite, tre personalità artistiche, provenienti da culture musicali diverse, ricche e versatili in cui non difetta estro, capacità interpretativa e innata voglia d’improvvisare. 

Per tutta gli appuntamenti della rassegna, infatti, studenti, docenti, ricercatori, personale Unical, avranno diritto al costo ridotto del biglietto.

I ticket saranno disponibili in prevendita presso l’agenzia Inprimafila a Cosenza o al botteghino il giorno dell’evento mostrando Tesserino Unical.

 

Cento studenti e tirocinanti del Corso di Laurea in Turismo dell’Unical alla Borsa di Paestum

di TULLIO ROMITA E FRANCESCO D’ADDINO – I risultati della collaborazione istituzionale avviatasi, ormai da qualche mese, fra l’Assessorato al Turismo della Regione Calabria ed i Corsi di Laurea in Turismo dell’Università della Calabria (Unical), continua a produrre concreti risultati.

Come noto, nel mese di luglio di quest’anno, il Rettore dell’Unical, Nicola Leone, e l’assessore al Turismo della Regione Calabria, Fausto Orsomarso, hanno sottoscritto un protocollo di intesa finalizzato ad aiutare la formazione ed il percorso lavorativo di studenti/studentesse e laureati/e dei prima citati corsi di laurea. L’atto sottoscritto, come ha sottolineato il delegato Unical per l’attuazione, Prof. Tullio Romita, può definirsi storico, in quanto il primo dedicato ai corsi di laurea in turismo ad oltre venti anni dalla loro istituzione.

Un primo risultato generato dall’accordo di collaborazione, è l’opportunità data a venti fra studenti/studentesse e laureati/e in Turismo dell’Unical, di svolgere svolgere un tirocinio formativo di dodici mesi nell’ambito del progetto regionale Calabria Straordinaria.

Il clima collaborativo creatosi ha permesso, inoltre, a circa 100 studenti e tirocinanti dei corsi di laurea in Turismo, di partecipare ai quattro eventi, due al giorno, programmati in collaborazione fra le due istituzioni, e tenutisi presso lo stand della Regione Calabria durante la, appena conclusa, XXIV Borsa Mediterranea sul Turismo Archeologico di Paestum.

A questi eventi, hanno portato un loro contributo i docenti Tullio Romita, Antonio La Marca, Antonella Perri, Stefania Mancuso e Giovanni Di Stefano, e sono stati un’occasione importante per affrontare diversi temi rilevanti sulla società del metaverso e sullo sviluppo del turismo culturale ed archeologico.

A ciò si è aggiunta la presentazione della seconda edizione del Master Unical di primo livello in “Organizzazione e Gestione del Turismo delle radici”, a cui sarà possibile iscriversi entro il 30 novembre, ed una vista guidata dagli stessi docenti all’area archeologica di Paestum. Infine, altro evento rilevante a cui hanno potuto assistere studenti e tirocinanti Unical, è stata la presentazione dell’App “Calabria Straordinaria”, i cui caratteri generali sono stati illustrati dalla dott.ssa Ilaria Minieri della Regione Calabria. Una App, questa, che mette a disposizione l’offerta turistica e culturale della Regione Calabria, ed anche un calendario degli eventi completo, geolocalizzato e in continuo aggiornamento.

Tutti gli eventi, sono stati coordinati dalla dott.ssa Mariangela Preta, ed ha visto la partecipazione della Dirigente Generale del Dipartimento Turismo della Regione Calabria, dott.ssa Maria Antonella Cauteruccio(rrm)