New Metropolitan Perspectives, Metrocity RC: Valorizzare le eccellenze del territorio

Ha preso il via, a Reggio, il quinto Simposio internazionale biennale “New Metropolitan Perspectives”, organizzato dal “Laborest” e Unesco MedLab dell’Università Mediterranea ed inserito nella programmazione del mese di maggio del Museo archeologico nazionale.

Presente all’inaugurazione, avvenuta nel terrazzo del Museo Archeologico Nazionale, il sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio, Carmelo Versace, che ha ribadito come l’evento «rappresenta una cassa di risonanza all’esterno molto utile per poter supportate i progetti della Città Metropolitana sui vari bandi del Pnrr. In più frangenti, infatti, abbiamo collaborato con l’Università a partire dall’avviso sulla Rigenerazione urbana o su quello che, a breve, ci vedrà impegnati sulla riforestazione di larga parte del comprensorio. Simili collaborazioni, dunque, non vanno banalizzate, ma sostenute e rilanciare perché il Pnrr potrebbe davvero essere l’ultima chance di sviluppo per la nostra area metropolitana».

Entrando nel merito dei lavori del simposio, il sindaco facente funzioni ha parlato di «ritorno ai borghi che, sotto una veste di marketing culturale, può significare tanto per i nostri territori». «È un settore – ha spiegato – fortemente danneggiato dalla pandemia e che, rispetto a due anni fa, ci restituisce uno spaccato completamente diverso. Dunque, le istituzioni non devono essere sorde di fronte al grido d’allarme del mondo universitario che prova, costantemente, a fare uscire in maniera chiara le competenze del territorio».

«È grazie a simposi come questo – ha concluso l’inquilino di Palazzo Alvaro – che possiamo lanciare un messaggio diverso, facendo emergere il ruolo ed il prestigio della nostra Università che non è quella rappresentata, ultimamente, sui giornali. La “Mediterranea”, infatti, può contare su un gran numero di eccellenze e non è corretto vanificare gli sforzi dei tanti che si spendono, quotidianamente, per portare il nostro ateneo ai vertici dei settori di competenza. La Città Metropolitana, quindi, deve stare al vostro fianco e la mia presenza è di gratitudine per quello che state facendo. Ovviamente noi ci siamo e ci saremo sempre». (rrc)

 

Ratificata la nomina del prof. Feliciantonio Costabile a Rettore ff della Mediterranea

Il prof. Feliciantonio Costabile è il Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. È quanto ha stabilito il Senato accademico della Mediterranea, ratificando la nomina di Costabile a Rettore rei gerendae causa.

Si tratta di un atto dovuto ed indifferibile richiesto dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che completa l’iter di insediamento del Decano a seguito delle misure interdittive adottate nei confronti del Rettore e del Prorettore Vicario e finalizzato a garantire il regolare funzionamento della Mediterranea in un periodo centrale per le normali attività di avvio del nuovo anno accademico.

Il Professore Costabile, nel proprio discorso di insediamento, ha precisato con chiarezza di avere accettato tale ruolo per un chiaro senso di responsabilità e di coscienza della funzione pubblica, richiesta in questi frangenti a tutta la comunità del nostro Ateneo.

«L’Università Mediterranea, – ha dichiarato il Rettore – malgrado quanto emerso dalle indagini giudiziarie, per le quali dobbiamo essere grati alla magistratura, gode di ottima salute sotto l’aspetto delle finanze, ha conseguito il riconoscimento ministeriale dell’eccellenza nella ricerca scientifica per uno dei suoi Dipartimenti e si è collocata al primo posto nella classifica di qualità delle tre regioni italiane più meridionali, ad uno dei primi del Sud Italia e al nr. 1883 a livello mondiale fra poco meno di 20.000 università, cioè nell’ambito delle prime rientranti nel 10%».

È chiaro che quanto accaduto debba indurre a riflettere su un sistema che, in tutta Italia, sta mostrando limiti evidenti, ma questo non significa, comunque, dimenticare il valore assoluto raggiunto dalla Mediterranea nella didattica, nella ricerca, nelle attività di Terza Missione: «Ormai da circa mezzo secolo, – ha continuato il professore Costabile – con tutti i diversi Rettori che si sono succeduti, la politica culturale nei diversi ambiti di Architettura, Ingegneria, Agraria, Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane, è stata costantemente perseguita anche con convegni ed eventi specifici di alto pregio tanto a Reggio Calabria quanto a Roma, con l’alto patrocinio del nostro Ministero e in collaborazione con altri Atenei italiani ed esteri».

«Non possiamo dimenticare – ha evidenziato il neo Rettore con decisione – che, fra i nostri laureati, molti si sono collocati nei ruoli della magistratura, dell’avvocatura, della dirigenza pubblica, dei vari rami dell’ingegneria e dell’architettura, delle scienze agrarie in Calabria e nel resto d’Italia e d’Europa. Questo è il lato luminoso che si cela dietro quello oscuro emerso dalle indagini giudiziarie».

Il Rettore Costabile ha concluso con un ringraziamento per l’operato del prof. Giuseppe Zimbalatti, direttore Generale dell’Ateneo – dichiarando – «In queste due settimane di vacatio, si è da subito attivato non solo per ottenere le soluzioni adeguate ai problemi sopravvenuti nel governo accademico, e si è assunto, le responsabilità per evitare la decorrenza dei termini in atti improrogabili, che avrebbero causato danni notevoli nella gestione ordinaria del nostro Ateneo». (rrc)

Il decano prof. Feliciantonio Costabile è il Rettore f.f. dell’Università Mediterranea

Il decano prof. Feliciantonio Costabile è il Rettore f.f. dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Lo ha reso noto il direttore generale Giuseppe Zimbalatti spiegando che il Ministero dell’Università e della Ricerca, «ha comunicato che, a norma di legge, le funzioni del Rettore dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione nonché a quelli indifferibili e urgenti, potranno essere pro tempore esercitate dal Decano dell’Università»

Il decano ha accettato di esercitare le funzioni di Rettore(rrc)

Alla Mediterranea si è celebrata la Giornata Mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro

Lo scorso 28 aprile, all’Università Mediterranea si è celebrata la Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro 2022, organizzata dal Dipartimento DARTE con la collaborazione dell’Ordine Professionale degli Architetti P.P.C. della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Ha introdotto l’evento, l’arch. Ilario Tassone, presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C.  che ha sottolineato l’importanza di una cultura della prevenzione e il sostegno alle iniziative che in questo settore l’Università reggina porta avanti da anni. È seguito l’intervento di Francesco Costantino, presidente territoriale dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro, che ha testimoniato l’impegno della stessa sui temi della sicurezza e salute ponendo particolare attenzione agli aspetti della cultura della prevenzione.

Ha preso, quindi, la parola il prof. Massimo Lauria, coordinatore del Corso di Laurea in Tecniche per l’Edilizia e il Territorio, all’interno del quale viene portata avanti una specifica formazione sulla sicurezza che caratterizza anche uno dei moduli del master di secondo livello sul Building Information Modeling. La relazione di base, dal titolo Agire insieme per costruire una positiva cultura della sicurezza e della salute è stata tenuta dal prof. Renato Laganà, responsabile del Laboratorio di Sicurezza nei Cantieri, che ha esplorato, attraverso  il tema della partecipazione e del dialogo sociale nella creazione di una positiva cultura della sicurezza in Italia e nel Mondo che si attua attraverso il coinvolgimento significativo di tutte le parti sociali e il miglioramento continuo della sicurezza e salute sul lavoro. 

opo gli anni della pandemia, è stata ripresa l’iniziativa già portata avanti in precedenza, facendo tesoro dei risultati raggiunti in questo campo durante tutta la pandemia di Covid-19, che ha visto una partecipazione significativa di governi, datori di lavoro, lavoratori, attori della salute pubblica e di tutte le parti interessate a livello nazionale con l’obiettivo di avere un forte sistema di Salute e Sicurezza per proteggere gli ambienti di lavoro e salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Attraverso un dialogo sociale efficace, i governi e le parti sociali oggi partecipano attivamente a tutti le fasi dei processi decisionali in materia di Salute e Sicurezza del Lavoro. Questo è importante per lo sviluppo e la revisione delle politiche e dei quadri normativi in questo campo per affrontare le sfide nuove del futuro mentre continuiamo a vivere una crisi sanitaria globale e ad affrontare i continui rischi per la salute e sicurezza nel mondo del lavoro. (rrc)

L’Università Mediterranea tra i migliori Atenei per qualità dei prodotti di ricerca

Un importante balzo in avanti è stato fatto dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria che, nei risultati della Valutazione della Qualità della Ricerca italiana, presentata dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, si è posizionata nel gruppo di testa degli Atenei italiani per la qualità dei prodotti di ricerca dei ricercatori “giovani”.

Questo, colloca l’Ateneo reggino «in terza posizione nella graduatoria degli atenei statali, e l’indicatore “R4”, inerente alla qualità delle attività di terza missione, che colloca l’Ateneo reggino in tredicesima posizione nella graduatoria nazionale Italia», ha spiegato il Prorettore alla ricerca, Nicola Moraci.

«I risultati della VQR 2015-2019 – ha spiegato ancora – sono espressi in termini, oltre che di punteggio medio dei prodotti di ricerca, di due tipologie di indicatori: qualitativi (indicatori “R”), che misurano la qualità dei prodotti valutati rispetto alla qualità media dei prodotti di tutte le istituzioni, tenendo conto del peso delle diverse aree scientifiche nella specifica università, e quali-quantitativi (indicatori “IRAS”), che misurano la qualità dei prodotti considerando nel contempo la dimensione dell’ateneo (cioè il numero totale dei prodotti valutati) e che premiano quindi gli atenei con un numero elevato di docenti e ricercatori di ruolo».

Un’analisi attenta dei dati sulla qualità dei prodotti della ricerca mostra un deciso miglioramento dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria rispetto al precedente esercizio di valutazione della ricerca, VQR 2011-2014, per quanto riguarda il valore medio della qualità dei prodotti di ricerca dei docenti dell’Ateneo (+41,7%) che passa da 0,48 a 0,68 (il voto medio massimo ottenuto a livello nazionale nella VQR 2015-2019 è pari a 0,79). Tale punteggio colloca l’Ateneo di Reggio Calabria all’undicesimo posto nella graduatoria dei 22 atenei del Sud-Italia, e al secondo posto tra gli atenei di Calabria, Sicilia e Basilicata.

«La Mediterranea – ha concluso – ha conseguito un voto medio pari a 0,74 con riferimento ai prodotti di ricerca conferiti dal personale che è stato assunto o ha conseguito avanzamenti di carriera nel periodo 2015-2019 (il voto medio massimo ottenuto a livello nazionale è pari a 0,81). In base a tale risultato, UniRC si posiziona al primo posto tra gli atenei di Calabria, Sicilia e Basilicata e all’undicesimo posto tra gli Atenei del Sud-Italia». (rrc)

PARTE DA UNICAL E DALLA MEDITERRANEA
LA SFIDA PER INNOVARE GLI ECOSISTEMI

La Calabria è protagonista nella creazione dell’Ecosistema dell’Innovazione, con due sue eccellenze: L’Università della Calabria, capofila del progetto Tech4You (Technologies for climate change adaptation and quality of life improvement), presentato in ambito Pnrr, Missione 4 – Creazione e rafforzamento di Ecosistemi dell’innovazione come leader territoriali di ricerca e sviluppo, e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

L’Unical, infatti, sarà sede dell’hub di uno degli 1 Ecosistemi dell’Innovazione finanziati in Italia dal Pnrr, con l’obiettivo di trasferire sul territorio competenze d’avanguardia e saperi d’eccellenza per favorirne lo sviluppo, mentre la Mediterranea è soggetto partecipante all’Hub attraverso i  dipartimenti di Agraria, Architettura (DARTE e PAU), Ingegneria (DICEAM e DIIES), e del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze della Formazione. In particolare, il Dipartimento di Agraria è Capofila dello Spoke Agritech, dedicato alla transizione digitale e sostenibilità dei sistemi agricoli, forestali e del food.

L’ottima performance del progetto Tech4You già comunicata dal Rettore dell’Unical e dal suo delegato – che si è piazzata seconda in graduatoria nazionale, seguita dai progetti di progetti di Lombardia, Toscana, Piemonte, Lazio, Veneto – consentirà di dare vita ad un avanzato Ecosistema dell’innovazione articolato in un HUB e 6 Spoke. L’Hub, quale Soggetto Attuatore del progetto è responsabile dell’avvio, dell’attuazione e della gestione dell’Ecosistema e ne faranno parte le Università, gli Enti Pubblici di Ricerca vigilati dal MUR e altri soggetti pubblici e privati che hanno partecipato al progetto. Gli Spoke sono, invece, i Soggetti deputati alla realizzazione dei Programmi di ricerca ed innovazione in collaborazione con soggetti pubblici e privati affiliati ad esso.

Nell’ambito del progetto, che impegnerà oltre 850 docenti e ricercatori, sarà anche reclutato nuovo personale. In particolare è prevista l’assunzione di 163 ricercatori a tempo determinato e l’attivazione di 113 posti di dottorato industriale.

«Una proposta dedicata all’innovazione, che parte da Calabria e Basilicata, si colloca al top in Italia: un risultato straordinario, ottenuto grazie alla sinergia tra atenei e Cnr e all’importante sostegno dei presidenti di Regione, che ringrazio per la fiducia – commenta il rettore dell’Unical, Nicola Leone –. Conferma che al Sud le eccellenze non mancano e che, quando si fa squadra, si possono raggiungere traguardi eccezionali. Sono particolarmente soddisfatto, perché è un progetto che punta allo sviluppo e all’innovazione del territorio e potrà avere un impatto concreto sulle nostre comunità».

Coniugando le vocazioni del territorio con la sfida della transizione digitale e ambientale, la proposta presentata da Calabria e Basilicata – dal titolo Tech4You, Technologies for climate change adaptation and quality of life improvement – punta a invertire la rotta di due regioni storicamente in ritardo, intervenendo sulle emergenze, oggi aggravate dal cambiamento climatico, per migliorare la qualità della vita dei cittadini, innovare il tessuto socioeconomico, creare occasioni di nuova occupazione, rafforzare la resilienza di un territorio fragile perché esposto a rischi naturali e antropici.

Sono cinque le linee guida attraverso cui si svilupperà il programma del progetto, che si ispira alla sfida globale Adaptation to Climate Change:  mitigare l’impatto del cambiamento climatico sull’ambiente naturale attraverso lo sviluppo di tecnologie per l’early warning, l’integrazione di tecnologie satellitari, la gestione delle infrastrutture critiche, la sperimentazione di nature-based solutions e il miglioramento della depurazione delle acque. Sul fronte energetico, si punterà alla riduzione della dipendenza da fonti fossili attraverso lo sviluppo di tecnologie per la decarbonizzazione e il riutilizzo degli scarti.

Grande attenzione anche al comparto agricolo, settore cruciale per l’economia calabrese e lucana: il programma punta a migliorare la resilienza del sistema agroalimentare attraverso lo sviluppo di tecnologie per lo smart farming, modelli sostenibili per l’industria agroalimentare e la valorizzazione degli scarti.

Per attenuare, poi, l’impatto degli eventi meteorologici sul patrimonio culturale e favorirne l’accessibilità sono previsti azioni di monitoraggio, sviluppo di modelli previsionali e uso di tecnologie ausiliarie (come robot, sensori e realtà aumentata). Infine, il programma si propone di costruire comunità resilienti e favorire il benessere dei cittadini, attraverso strumenti per il monitoraggio dello stato di salute e lo sviluppo di prodotti (nutraceutici, cosmetici e dispositivi indossabili) con potenzialità terapeutiche.

All’ottima performance che ha visto il progetto Tech4You posizionarsi al primo posto assoluto nella graduatoria nazionale, sia per quanto riguarda gli obiettivi e la qualità scientifica che per l’impatto atteso sul territorio, ha contributo la proposta dei ricercatori di Agraria che hanno progettato, in perfetta sintonia con la  strategia Dal produttore al consumatore cuore del Green Deal, la prima Digital H-Farm-To-Fork di Italia.

Si tratta di un vero e proprio dimostratore per sviluppare la ricerca, dare corpo al trasferimento tecnologico, supportare la formazione, stimolare la nascita di spin-off e start-up. Integrata da una smart factory costituita da sistemi pilota di food processing, rappresenterà una innovativa ed avveniristica piattaforma di ricerca e di dimostrazione, basata sul paradigma della Smart Food Factory, nella quale sviluppare e valutare congiuntamente modelli di agricoltura di precisone e di trasformazione alimentare in contesti mediterranei.

«Allo scopo – viene spiegato in una nota – saranno adottate e valorizzate tutte le potenzialità delle Key Enabling Technologies (KET) tra cui robotica, Internet of Things, Big Data, Data Analytics, Data Mining, Intelligenza Artificiale (AI), blockchain per tracciabilità avanzata IOT-based, ICT e tecnologia 5G, ecc. il tutto per rendere disponibili soluzioni avanzate, in accordo con il paradigma dell’Agrifood 5.0, e guidare  così la transizione verso modelli sostenibili di produzione alimentare in linea con gli obiettivi di Agenda 2030».

n Tech4You fanno parte dell’hub, insieme a Unical, anche l’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro, Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, Università degli Studi della Basilicata, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Regione Calabria, Regione Basilicata, Arpacal, Arpab, Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, Ente Parco Nazionale del Pollino, Ente Nazionale per il Microcredito, Forum del Terzo Settore, Distretto dell’Appennino Meridionale, Agenzia Calabria Verde, Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Ente Parco Nazionale della Sila, Entopan Innovation, che parteciperà anche alle attività di uno spoke. (rrm)

REGGIO – Alla Mediterranea la rassegna “SbaperTe: Una giornata in Biblioteca”

Dal 20 al 28 aprile, all’Università Mediterranea di Reggio, è in programma SBAperTE: Una giornata in Biblioteca, una rassegna di incontri e seminari aperti a tutta la comunità universitaria, organizzata dal Sistema Bibliotecario di Ateneo.

Le Biblioteche dell’Area di Agraria, di Architettura, di Ingegneria e di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane dedicheranno ognuna una giornata a incontri di approfondimento su temi della rispettiva area scientifico-disciplinare e seminari sulla ricerca bibliografica.

La Biblioteca della Residenza Universitaria di Via Manfroce organizzerà un seminario su un tema di interesse generale, dal titolo “I nostri amici animali e i loro diritti”.

Durante ciascuna giornata, inoltre, il personale bibliotecario illustrerà ai partecipanti i servizi e le risorse del Sistema Bibliotecario di Ateneo.

La prof.ssa Marina Mancini, coordinatore scientifico del Sistema Bibliotecario di Ateneo- dichiara – «SBAperTE costituisce la prima rassegna di incontri e seminari in presenza dopo il lungo periodo di restrizioni dovute alla pandemia, in cui questi eventi potevano svolgersi solo a distanza. Sono impegnate nell’iniziativa tutte le Biblioteche che compongono il Sistema Bibliotecario di Ateneo. L’obiettivo è riaffermarne la centralità come luoghi di apprendimento e di arricchimento culturale». (rrc)

Venerdì all’Università Mediterranea la lectio magistralis del prof. Roberto Giuntini

Venerdì 25 marzo, all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, alle 11, nell’Aula Magna Quaroni, è in programma la lectio magistralis del prof. Roberto Giuntini.

La lezione rientra tra le attività didattiche della Scuola di Dottorato della Mediterranea, coordinata dal prof. Massimiliano Ferrara.
Titolo dell’incontro, che rientra ufficialmente anche nel ciclo dei seminari dell’Accademia dei Lincei, è Classificazione supervisionata e Meccanica Quantistica.

Roberto Giuntini professore dell’Università di Cagliari e Professore distaccato presso il Centro Linceo B. Segre, filosofo della Scienza, uno dei massimi riferimenti scientifici del Settore scientifico, è stato fino al 2020 Presidente della Società scientifica di Logica e Filosofia della Scienza. Vincitore nel 1998 del prestigioso Premio internazionale Birkhoff-Von Neumann Prize conferito dalla International Quantum Structure Association. Membro dell’ANVUR e autore di più di 100 pubblicazioni su prestigiose riviste internazionali

«Il Seminario del Prof Giuntini – ha spiegato il prof. Ferrara – si inserisce in un Programma didattico del primo anno di operatività della Scuola che mira ad incentivare la formazione multidisciplinare dei nostri giovani studiosi che al primo anno dottorale devono – a nostro avviso – necessariamente sperimentare. Il Dottorato non deve formare “super specialisti” in campo accademico ma anche practitioners, pedagogicamente orientati al sapere contaminato e sempre pronti al cambiamento. Una piccola grande sfida culturale non solo eminentemente scientifica». (rrc)

Al via il Corso di Alta Formazione in “Diritto e Management Sanitario” dell’Ordine dei Medici e della Mediterranea

Prenderà il via, all’Università Mediterranea di Reggio, la quarta edizione del Corso di Alta Formazione in Diritto e Management Sanitario, promosso dall’Ordine dei Medici della provincia di Reggio Calabria con la preziosa ed autorevole collaborazione dell’Università Mediterranea.

Il corso, ideato e promosso dal dottore Domenico Pistone, consigliere dell’Ordine dei Medici e lo stesso presidente dell’Ordine, dottore Pasquale Veneziano, si rivolge alla dirigenza sanitaria, sostitutivo di quello che una volta era l’idoneità a primario, con l’obiettivo di fornire alla stessa tutte quelle necessarie informazioni per poter gestire poi, nel migliore dei modi, tutte le diverse complessità che la Sanità italiana quotidianamente deve affrontare. Ed in un momento in cui l’efficienza organizzativa e la formazione rappresentano davvero due preziosi cardini su cui poggia l’intero sistema sanitario. 

«Fino al 2017 i nostri medici erano costretti ad andare in altre città, come Cosenza e Messina, per frequentare questo Corso – ha spiegato Francesco Manganaro, Ordinario di Diritto Amministrativo e responsabile scientifico del Corso – abbiamo avuto, assieme all’Ordine dei Medici, una lunga interlocuzione con la Regione Calabria che, come prevede la legge, ha autorizzato l’effettuazione del corso presso L’Università Mediterranea».

«Non è stato un passaggio facile – ha aggiunto – ma alla fine ci siamo riusciti. Il corso permette di acquisire un requisito necessario previsto dalla legge per diventare primario. Abbiamo cominciato il primo corso nel 2017 con 30 partecipanti, il numero massimo previsto dalla legge, pensando fosse qualcosa di occasionale. Invece il successo conseguito ci ha portato ad organizzare, quest’anno, la quarta edizione e si registrano già altri trenta iscritti per la quinta edizione». 

«Certo – ha sottolineato Manganaro – non tutti i partecipanti diverranno primari ma gli stessi medici considerano il corso come un arricchimento culturale importante. C’è da dire che  questo tipo di alta formazione tratta delle materie del tutto estranee ad una normale formazione medica come il Diritto ed il Management, tutte materie che servono poi per gestire al meglio il reparto o la divisione. Nonostante ciò, abbiamo constatato un grande interesse grazie anche ad una formula innovativa mettendo insieme competenze giuridiche e manageriali. Importante anche il mix dei docenti, alcuni provenienti da altre importanti scuole italiane, oltre ai docenti interni della Mediterranea».

«Grande l’intesa con l’Ordine dei Medici, oltre alla qualità del corso che, peraltro – ha concluso – ha un costo nettamente inferiore a quello praticato nelle altre scuole. Alla valutazione finale partecipa un rappresentante della Regione, come pure l’attestato finale viene emanato dallo stesso ente regionale».  

Per Massimiliano Ferrara, condirettore scientifico del Corso nonché professore di Matematica della stessa Università Mediterranea, «l’Università ha inteso offrire alla collettività, al territorio, un obiettivo molto importante che produrrà i suoi effetti non solo nell’immediato ma soprattutto nel medio e lungo periodo. Sappiamo benissimo quanto sia fondamentale soprattutto negli ultimi due anni avere una sanità efficiente, che sia gestita da un capitale umano sempre formato, pronto a saper cogliere le sfide della complessità, per decidere in un momento così drammatico».

«La quarta edizione – ha continuato Ferrara – è peraltro completamente rinnovata: abbiamo introdotto degli elementi di gestione delle complessità introducendo dei moduli tesi ad introdurre degli elementi di gestione manageriale. In particolare, condividendo la gestione scientifica del Corso con il professore Francesco Manganaro, abbiamo voluto introdurre elementi di project management e soprattutto un nuovo modulo che prende il nome di Dea (Data Envelopment Analysis) e derivato dal mondo della Sanità anglosassone, e attraverso l’apporto di una giovane mia allieva che ha frequentato l’Università di Portsmouth, introdurremo questi elementi di gestione innovativa con un processo di trasposizione per “casi studio” alle casistiche della sanità pubblica italiana».

«Si tratta di momenti importanti – ha proseguito – e l’uditorio quest’anno è particolarmente qualificato con la presenza di corsisti, in particolare due primari, provenienti dalla Sicilia. Evidentemente, la reputazione che ci siamo conquistati in questi anni è stata tale da attrarre tanti medici provenienti da altre regioni italiane».

Il Corso si tiene su piattaforma online, e questo da la possibilità di registrare le lezioni e di poterle rivedere.

«Insomma – ha chiarito Ferrara – si tratta di una modalità che si presta bene per dei professionisti impegnati sul campo in prima persona. Abbiamo cercato di contemperare più esigenze per poter elevare e portare l’alta formazione nell’ambito della Sanità. Grazie alla sensibilità dell’Ordine che in modo quasi sindacale ci ha chiesto di presentare questo Corso a dei costi contenuti come momento di attenzione per la finalità sociale dello stesso. Come Università, noi che non facciamo profitto su queste cose, abbiamo offerto il Corso ad un terzo del costo effettivo e soprattutto con la comodità che i corsisti non debbano andare fuori città».

«Questo significa – ha concluso Ferrara – che non sempre la qualità e l’efficienza si trovano fuori dalla Calabria, forse bisognerebbe guardare con più attenzione all’Università Mediterranea. Stiamo lavorando per creare delle condizioni di crescita ed è un messaggio molto importante che stiamo dando in un settore che in questo momento si trova in prima linea ma dal quale per il quale grazie a questa attività noi stiamo accendendo i riflettori per fare capire come da parte nostra c’è il massimo impegno per cercare di migliorare le cose, con il coinvolgimento e la creazione di sinergie».

«Continua la stretta collaborazione –ha  evidenziato Pistone – tra la Regione Calabria, il dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane dell’Università Mediterranea, diretto dal professore Daniele Cananzi, il presidente del Corso prof. Francesco Manganaro, il condirettore del Corso, professore Massimiliano Ferrara, e l’Ordine dei Medici diretto dal dottore Pasquale Veneziano».

«Il corso – ha detto ancora – si propone di realizzare un percorso formativo finalizzato alla formazione di figure professionali altamente qualificate nell’area dell’organizzazione e gestione delle aziende sanitarie per contribuire al processo di aziendalizzazione introdotto nella sanità italiana. In pratica, intende far maturare le necessarie conoscenze sociologiche economiche giuridiche, etiche, manageriali e finanziarie per comprendere e gestire efficacemente il processo di aziendalizzazione della sanità pubblica sulla base del rispetto del welfare. Oltre a fornire competenze di merito e contenuti necessari a chi già opera in aziende pubbliche».

«Infine – ha concluso Pistone – intende sviluppare una formazione multidisciplinare di modelli organizzativi coerenti con i cambiamenti normativi in atto sulla gestione strategica delle risorse umane e sulla valorizzazione e sviluppo delle risorse del territorio».

Infine, il dottore Pasquale Veneziano che, nel ringraziare tutti coloro che si sono adoperati nella realizzazione di questo importantissimo Corso, dimostratosi anche secondo i colleghi che l’hanno già frequentato nelle precedenti edizioni di altissima qualità, ha espresso la propria soddisfazione per il grandissimo risultato dell’evento formativo e soprattutto per la possibilità di evitare grandi disagi a tutti quei colleghi che avrebbero dovuto lasciare il posto di lavoro per alcuni giorni per raggiungere sedi lontane dalla nostra città, viste le notevoli difficoltà di  spostamento che ci affliggono. Infine, si spera che le lezioni ,che al momento si svolgono su piattaforma online per problemi legati al Covid, possano nuovamente svolgersi in presenza presso la nostra sede. (rrc)

Incontro mondiale online su nutrizione, biodiversità e agricoltura

Incontro online a livello mondiale oggi pomeriggio sulla piattaforma Facebook di Agrintour , coordinato dal prof. Mauro Alvisi del Decisions Labs dell’Università Mediterranea con la partecipazione di numerosi Paesi dell’America Latina (Argentina, Uruguay, Brasile). Il tema è la grande bellezza che unisce il  mondo: focus sulla nutrizione, l’agricoltura e la biodiversità. Il collegamento è previsto, in diretta alle16, ora italiana, su www.facebook.it/agrintour.it. (rrm)