Convenzione tra l’Università Mediterranea e il Comune di Reggio per management e controllo delle società partecipate

È stato stipulato un importante accordo tra il Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane dell’Università Mediterranea di Reggio e il Comune per lo svolgimento di attività finalizzate al supporto scientifico al management e al controllo delle società partecipate e in house.

L’intesa rientra nell’ambito di un accordo-quadro di cinque anni, già sottoscritto tra il Comune e l’Ateneo reggino, secondo cui «la collaborazione tra i due Enti può essere attuata tramite la stipula di appositi contratti o accordi o protocolli di tipo operativo».

«Il Digies – si legge nel provvedimento approvato dalla Giunta comunale guidata dal sindaco f.f. Paolo Brunetti – dispone di competenze e delle attrezzature necessarie per la realizzazione dei programmi e delle attività proposte dal Comune, in particolare attraverso l’attività di ricerca organizzata dal Laboratorio scientifico denominato Decisions_Lab il cui responsabile è il prof. Massimiliano Ferrara».

Attraverso questa convenzione, si potranno effettuare: gestione dello specifico obiettivo di supporto scientifico del management per il controllo delle società partecipate e in house del Comune; gestione di programmi di formazione del personale comunale e delle società partecipate; gestione in comune di master di 1° e 2° livello in materia di gestione delle società partecipate e degli affidamenti in house; gestione di tirocini, stage formativi e altri progetti che coinvolgano le società partecipate.

Il Digies, infine, attraverso una cabina di regia fornirà consulenza e assistenza di carattere generale nella definizione dei programmi; docenti universitari; produzione e aggiornamento di materiale didattico; il supporto didattico e amministrativo per la stipula di convenzioni, accordi e contratti con le società partecipate e con eventuali Enti pubblici e soggetti privati. (rrc)

Mediterranea: il prof. Morabito “Governatore” a Reti Neurali

Soddisfazione e orgoglio all’Università Mediterranea di Reggio Calabria per l’elezione del prof. Carlo Morabito a “governatore” dell’associazione Neural Networks. Carlo Morabito è professore ordinario di Elettrotecnica, docente del Dipartimento DICEAM dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria.

Èstato eletto “Governatore” della Società Internazionale di Reti Neurali (International Neural Network Society, INNS) per il triennio 2022-2024. Il professore ha già svolto questo ruolo per quattro volte (2000-2002, 2004-2006, 2007-2009, 2010-2012), con incarico di Segretario Generale nel 2003. Si tratta quindi di un importante ritorno, considerato il momento eccezionalmente significativo per questo ambito scientifico, anche in molte diverse discipline oggi perlopiù associate al termine Intelligenza Artificiale.

INNS è la prima e più importante società scientifica internazionale che si occupa di reti neurali e intelligenza artificiale, in particolare in ambito “machine learning” e “deep learning”. Fanno parte di INNS e sono stati Governatori in diversi periodi i fondatori della disciplina e i principali ricercatori a livello mondiale. Fra questi, premi Nobel e direttori di centri di ricerca internazionali. Fra gli altri, Lotfi Zadeh, inventore dei sistemi fuzzy, Stephen Grossberg, direttore del Centro CELESTE del MIT di Boston, Leon Cooper e Gerald Edelman, premi Nobel, Bernard Widrow, scienziato che ha introdotto negli anni ‘60 l’elaborazione adattiva di segnali, Jose Principe, che ha fra l’altro ricevuto la Laurea “honoris causa” della Mediterranea, Shun-Ichi Amari, Direttore del RIKEN di Tokyo, Yoshua Bengio, co-inventore del Deep Learning e cofondatore di AI for Goods.

Gli altri nuovi eletti sono quattro, oltre al presidente Danilo Mandic, Imperial College, Londra, UK: Zenglin Xu, Harbin Institute of Technology, Shenzhen, Guangdong, China; Haibo He, University of Rhode Island, USA; Cesare Alippi, Università di Milano; Huajin Tang, Zhejiang University, China.
INNS si occupa principalmente di neuroscienze computazionali anche come ispirazione di modelli e algoritmi di intelligenza artificiale. I ricercatori di INNS hanno studiato il funzionamento del cervello rappresentato come rete complessa introducendo la “connettomica”. Fra l’altro, anche la progettazione elettronica neuromorfa è oggetto di ricerche e di studi pubblicati sulla rivista dell’associazione, Neural Networks, di Elsevier, di cui il professor Morabito è “Associate Editor”.
INNS si occupa di diffusione a livello internazionale della ricerca di frontiera in questi settori e della relativa tecnologia. Attraverso una “newsletter” anticipa le direzioni di ricerca e pubblicizza eventi scientifici che si svolgono nei diversi continenti. Ha una sezione specifica dedicata alle giovani ricercatrici (INNS Women) e coordina un dottorato internazionale multidisciplinare interuniversitario.

Il prof. Morabito, che è stato anche Presidente della Società Italiana di Reti Neuroniche dal 2008 al 2014, ha proposto, all’interno di INNS, le attività di ricerca di frontiera condotte dalla comunità italiana dei ricercatori del settore e lo sviluppo di relazioni con paesi emergenti, il Nord-Africa, l’Oceania e l’Asia Mediterranea. Nelle diverse edizioni della conferenza internazionale dell’associazione (International Joint Conference on Neural Networks), il prof. Morabito ha gestito diversi programmi di formazione tutoriale a livello internazionale, ha fatto parte del Nomination Committee, ed è stato International e European Liaison di IJCNN. Nel 2022, la conferenza internazionale si terrà a Padova, in Italia (WCCI 2022). (rrc)

Il ruolo europeo tra Mediterraneo e Atlantismo: significativo incontro a Reggio

L’Europa deve guardare con occhio sempre più attento all’atlantismo: è necessario soprattutto alla luce dei nuovi scenari che la pandemia da coronavirus ha disegnato nel mondo: serve uno sforzo comune, a respiro internazionale, che l’Europa e i Paesi del Mediterraneo devono impegnarsi a sostenere per un ruolo da protagonisti. È quanto è emerso dall’incontro Euromediterraneo e Atlantismo svoltosi all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, in occasione della presentazione del nuovo mensile internazionale MedAtlantic, diretto dal giornalista Santo Strati e dal prof. Mauro Alvisi, docente presso la stessa Università. Un’aula magna affollata di studenti ha seguito con attenzione gli interventi degli ospiti in presenza (oltre a Strati e Alvisi) l’ammiraglio Andrea Agostinelli, il rettore della Mediterranea Marcello Zimbone e il direttore del Decisions Labs e della Scuola di Dottorato della stessa Università prof. Massimiliano Ferrara e di quelli in remoto: don Isidoro Sanchez Garcia Presidente della nota Fondazione Università La Laguna delle Canarie, l’ing. Renato Vitaliani, docente emerito dell’Università di Padova e l’antropologo oxfordiano Gregory Overton Smith della Temple University di Roma.

Il padrone di casa, prof. Zimbone, ha introdotto gli ospiti mettendo in evidenza il ruolo della comunicazione dell’Europa nel quadro atlantico: le attenzioni del mondo culturale tendono a essere circoscritte ad ambiti sempre più ristretti, questo nuovo mensile – ha detto Zimbone – rivela una scelta strategica che va oltre il Mediterraneo per le sue implicazioni che non sono limitate all’Unione Europea o al continente africano ma travalicano anche l’Atlantico. È un modo per innescare anche dei ragionamenti che si avvicinano e tendano al sogno: i nostri giovani devono imparare a guardare lontano, oltre quelle che sembrano le proprie potenzialità, in modo da dare sfogo a un’energia espressiva che parta proprio dal Mediterraneo che appare sempre più al centro delle strategie mondiali.

Il presidente dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, amm. Agostinelli ha sottolineato il potenziale di tutta l’area e illustrato gli sviluppi al di sopra delle aspettative che il Porto di Gioia ha saputo realizzare. Il Porto di Gioia condivide una posizione geografica baricentrica rispetto alle rotte commerciali, che per esempio dal Far East vanno verso l’Atlantico, o quelle destinate al Nord-Europa. «Il Porto ha sofferto una crisi gravissima negli anni passati – ha detto Agostinelli –, ma da quella crisi ci siamo ripresi: due anni e mezzo orsono c’è stato un cambiamento di rotta con un cambio di gestione commerciale del più grande terminal contenitori d’Europa. Ci tengo a sottolineare le eccellenze del porto calabrese di Gioia: è un gioiello meraviglioso creato trent’anni fa con tutt’altri scopi e per l’intuizione di un imprenditore genovese trasformato in un porto di transhipment che oggi è diventato il leader nazionale come connettività (con collegamenti a 60 porti europei e 122 porti nel mondo), 34° nel mondo. Manca una cultura del mare, anche nella stessa città metropolitana: dobbiamo parlare con le istituzioni e con le accademie. Oggi parliamo della posizione della Calabria nel Mediterraneo ma dobbiamo rilevare che non è mai stata una regione marittima, anzi dal mare temeva le invasioni, ma occorre ora costruire una cultura della portualità che deve tradursi in un grande potenziale di occupazione: non servono solo ingegneri e scienziati, serve anche il personale di terra che si occupi della movimentazione e va formato. Diventa anche questa un’opportunità per tantissimi giovani del territorio. Ci sono grandi differenze rispetto al passato: il porto progetta direttamente e cresce. È dunque da tenere presente questa realtà nello scenario internazionale, in un quadro di crescita e sviluppo non solo della Calabria, ma dell’intero Paese».

Il prof. Vitaliani ha illustrato l’eccellenza raggiunta dai progettisti italiani e ha sottolineato l’esigenza di fare cultura sul costruito nel Mediterraneo, imponendo il modello italiano su quello (spesso sbagliato) atlantico.

Don Isidoro Sanchez Garcia, già Europarlamentare presidente dell’Università  La Laguna, coadiuvato nella traduzione dal prof. Enzo Cutini, ha sottolineato come sia importante creare collegamenti tra le università del Mediterraneo e dell’Atlantico per sviluppare suggestive sinergie culturali transnazionali: «occorre creare ponti di conoscenza per i giovani dell’area mediterranea con interscambi di grande e rilevante portata».

Secondo l’antropologo texano Smith «c’è un cambiamento in corso nel mondo e l’atlantismo deve costituire un elemento prioritario per lo sviluppo del Mediterraneo e dei suoi popoli, dove affondano le radici del mondo classico. Non a caso dagli Stati Uniti vengono a studiare a Roma molti studenti, affascinati dalla civiltà mediterranea: sono oltre un centinaio le università americane che mandano i propri studenti in Italia (oltre 20mila) e l’Italia è tra le prime destinazioni degli studenti americani con la Spagna e l’Inghilterra».

Il prof. Massimiliano Ferrara ha illustrato lo scenario socio-economico dell’area medatlantica e spiegato perché la Cina ha saputo conquistare spazi (per esempio in Africa) ai quali non pensava più nessuno, dove si producono materie prime (tipo il silicio) che risultano fondamentale per la catena produttiva mondiale. C’è una strategia economica internazionale che vede nuovi protagonisti nel quadro geopolitico mondiale: questa esperienza pandemica, allora, ci aiuterà forse a capire meglio come sarà il mondo tra dieci-vent’anni, sull’onda lunga del neoatlantismo che di fatto ha superato il mito americano.

Alvisi e Strati, infine, hanno spiegato le ragioni che hanno portato alla realizzazione di questo nuovo mensile: MedAtlantic è nato da un’intuizione del prof. Alvisi, messa in pratica con un comune e laborioso impegno, con l’obiettivo di raggiungere un vasto pubblico in cerca di approfondimenti di cultura, politica e società della nuova dimensione del mondo mediterraneo permeato dall’ispirazione atlantista. Accanto all’edizione cartacea (italiana) sono previste le edizioni digitali anche in spagnolo e in inglese. (rrc)

Il video completo del convegno:

All’Università Mediterranea la tavola rotonda su Euromediterraneo e Atlantismo

Stamattina, alle 11, nell’Aula Magna dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, la tavola rotonda su Euromediterraneo e Atlantismo, organizzata in occasione della presentazione del nuovo mensile internazionale MedAtlantic, diretto da Santo Strati e Mauro Alvisi.

Il mensile, che ha come sottotitolo Segnali, Scenari e Sogni d’Occidente è pubblicato da Callive, la società editoriale calabrese che già edita il quotidiano Calabria.Live.

All’incontro, che sarà moderato dal giornalista Santo Strati, prendono parte il Rettore Marcello Zimbone, il prof. Massimiliano Ferrara, il presidente dell’Autorità portuale di Gioia Tauro amm. Andrea Agostinelli e il prof. Mauro Alvisi. In collegamento streaming don Isidor Sanchez Garcia dell’Università La Lagura delle Canarie, il prof. Gregory Overton Smith della Rome Temple University e il prof. Renato Vitaliani, prof. onorario Università di Padova.

Più che un magazine mensile, un light scienzine per uno storytelling innovativo intrigante al fine di raccontare fatti, eventi, persone e personaggi di un’area vasta, sempre più unita (almeno idealmente) e i cui destini che condizioneranno il futuro dei nostri figli e nipoti.

L’Europa, il Mediterraneo e i suoi fondamentali agganci col mondo atlantico: ci sono tante storie da raccontare, da approfondire, valutare e condividere. Un mensile non solo online, com’è ormai orientata gran parte della nuova produzione editoriale, ma anche su carta, perché il gusto dell’approfondimento si fonde spesso col piacere di collezionare e conservare in biblioteca. Ed è una bella scommessa.

Questo progetto editoriale intercetta una domanda forte e latente: il bisogno di promuovere – si legge nell’editoriale di Santo Strati – «un atipico laboratorio sperimentale delle eccellenze e delle emergenze attuali e a tendere dell’Occidente. Un geniale e rivoluzionario laboratorio del passato, presente e futuro di una utopia possibile. Mediterraneo ed Atlantico, terre ideali e ideate a partire da una nuova consapevolezza di essere e pensare in modo creativo e circolare. Qui risiede anche il concetto di meta-management della rivista: nel superare il marketing dell’innovazione per abbracciare il societing, la gente, i cuori verdi, la voglia di aver voglia. La prospettiva è mostrare e fotografare un mondo nuovo più che un nuovo mondo, a cui nessuno dà il giusto spazio, e riempirlo di significati, genti, eventi e idee fisiche (prodotti del pensiero) e metafisiche (sogni ed esperienze ispiranti)».

Importante il comitato editoriale che sta alla base del nuovo mensile (grandi nomi di eccellenti università di tutto il mondo – Temple University, Copenaghen, Georgetown, London College of Music, Padova, Torino, Mediterranea, etc) e uno staff redazionale di prim’ordine.

Il giornale è diretto dal giornalista Santo Strati, un navigato professionista della carta stampata e della tv, nonché uno dei pionieri nell’innovazione tecnologica dell’editoria online, che condivide la direzione con il prof. Mauro Alvisi, economista, saggista e docente universitario. (rrc)

In copertina, Mauro Alvisi

All’Unimediterranea il master di II livello per Tecnico esperto in gestione sostenibile degli ecosistemi forestali e urbani

È stato istituito, dal Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il master di II livello per Tecnico esperto in gestione sostenibile degli ecosistemi forestali ed urbani.

Il Master nasce dalle relazioni attive che il Dipartimento di Agraria ha con le Istituzioni locali, con la consapevolezza che la valorizzazione e l’impiego delle conoscenze acquisite, sono fondamentali per lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio.

Lo scopo del Master è quello di formare tecnici di alto livello professionale, in grado di soddisfare le esigenze del settore forestale sia in ambito rurale che urbano e periurbano, capaci di proporsi alle amministrazioni pubbliche, ad enti pubblici e privati, ad istituti di ricerca e imprese del legno, della carta e della cellulosa e delle biomasse legnose.

I professionisti acquisiranno abilità specifiche in grado di risolvere compiti ecologico-funzionali, tecnici, economici e gestionali nella pianificazione forestale, con una conoscenza approfondita anche della bioeconomia forestale sostenibile. Le professionalità in uscita saranno dotate di specifiche conoscenze inerenti: le basi normative e tecniche della gestione forestale sostenibile, con particolare attenzione alle attuali questioni di bioeconomia forestale; gli strumenti per la pianificazione e gestione delle aree forestali nelle aree naturali protette; la multifunzionalità forestale e protezione: limiti ed opportunità; i modelli di sostenibilità della filiera foresta-legno; la gestione delle risorse naturali e antropiche in contesti ambientali complessi; la gestione ed il monitoraggio delle infrastrutture verdi; il ruolo delle città metropolitane nel supporto alla gestione sostenibile delle risorse naturali (valorizzazione economica e comunicazione).

I professionisti così formati sapranno affrontare le sfide economiche, ecologiche e sociali della silvicoltura sostenibile e della gestione delle risorse naturali, sia in ambito urbano che rurale. Potranno supportare, dal punto di vista metodologico, tecnico e strategico le governance, organizzando e gestendo, nel modo più efficiente ed efficace, le attività inerenti la gestione e manutenzione del verde pubblico e delle infrastrutture verdi, la gestione sostenibile delle foreste, l’approvvigionamento dei prodotti legnosi, la bioeconomia forestale, evidenziando anche l’importanza del controllo delle attività di campo e di esbosco anche con riferimento all’impatto ambientale. (rrc)

Link del bando 

REGGIO – UniMediterranea, prolungati senza mora termini di scadenza per iscrizioni e immatricolazioni

Sono stati prolungati, senza mora, i termini di scadenza per le iscrizioni e le immatricolazioni per l’a.a. 2021/2022 all’Università Mediterranea di Reggio Calabria. L’iscrizione, dunque, si potrà fare entro il 22 novembre 2021.

Il prolungamento dei termini di scadenza, tuttavia, non riguarda le immatricolazioni ai corsi di studio ad accesso programmato a livello nazionale e locale. (rrc)

 

REGGIO – Successo per l’iniziativa della Mediterranea “Qualcuno la raccoglierà!”

Grande entusiasmo e condivisione per l’iniziativa ambientale promossa dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria e Legambiente, dal titolo Qualcuno la raccoglierà! E se quel qualcuno fossi proprio tu?

Mossi dal comune interesse verso le tematiche ambientali, del rispetto dei sistemi naturali e del paesaggio studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo, personale di Avr Spa, di Verde Ateneo e Calabria Verde hanno completamente ripulito, dai cumuli di spazzatura abbandonata, la strada che collega la città al plesso del Dipartimento di Agraria in Loc. Feo di Vito, restituendo dignità ai luoghi.

Il direttore del Dipartimento, prof. Giovanni E. Agosteo, ha  formulato l’augurio che la laboriosa dedizione all’opera, dimostrata soprattutto da decine di studenti, cui esprime grande gratitudine, possa essere da stimolo per un risveglio generale della  coscienza ambientalista le cui note etico-culturali e tecnico-scientifiche il Dipartimento di Agraria contribuisce a infondere nelle giovani generazioni, formate nei suoi Corsi di Studio, sia triennali che magistrali. 

Ha ringraziato, inoltre, per la fattiva collaborazione l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Reggio Calabria e Avr Spa. (rrc)

NELLA MEMORIA DELLE FORESTE LA STORIA
«AI GIOVANI L’IMPEGNO DI PRESERVARLE»

Una lettera che è un monito, ma soprattutto un invito a considerare la Facoltà di Agraria come un percorso formativo ricco di soddisfazioni ma allo stesso tempo non scevro di responsabilità: l’ambiente, l’ecosistema, le foreste hanno bisogno di cure e di chi queste cure ha le competenze per praticarle. È ai giovani, future matricole, che un gruppo di docenti di Agraria all’Università Mediterranea di Reggio si rivolge con una esortazione e un imperativo: «Amate la vostra Terra». Un messaggio da apprezzare e sostenere e che offre la possibilità di capire bene che questa facoltà reggina è davvero importante e presenta prospettive di occupazione e lavoro molto interessanti.

«I disastrosi incendi che – scrivono i docenti di Agraria – con drammatica ricorrenza stanno interessando i boschi e le foreste del Sud Italia, la Calabria e, in particolare, l’Area dello Stretto, ci pongono di fronte all’impellente necessità di mettere al centro dei programmi e dei piani di sviluppo del nostro territorio la protezione e la conservazione della Natura.
D’altra parte, le profonde trasformazioni socioeconomiche e i cambiamenti ambientali in atto su ampia scala, ci suggeriscono come sia importante adottare comportamenti e stili di vita più consapevoli rispettosi dei delicati equilibri ecologici di cui noi stessi facciamo parte. La comprensione di questi fenomeni richiede conoscenza e competenza, oltreché l’impegno e la passione di chi, a ragion veduta, possa “disegnare” le linee di uno sviluppo in grado di assicurare la salute del Pianeta e dell’Umanità.

«Nella “memoria” delle foreste – prosegue la lettera – sono contenuti la storia ed il segno del nostro passaggio; ma vi si può leggere anche la traccia di un nuovo e più cosciente cammino.
Il Corso di Laurea in Scienze Forestali e Ambientali dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, coinvolgendo competenze multidisciplinari, consente la corretta “lettura” di questi fenomeni, poiché propone un percorso formativo intorno allo studio, all’analisi e all’interpretazione dei processi e delle leggi che regolano le dinamiche degli ecosistemi forestali.
In particolare, il percorso formativo fornisce le conoscenze e le competenze per:

(1) l’individuazione e applicazione di strumenti tecnici, economici e giuridici per lo sviluppo sostenibile del territorio montano, per la protezione dell’ambiente e delle foreste e per la valorizzazione delle risorse naturali, energetiche e antropiche;

(2) la valorizzazione delle risorse forestali e dei servizi eco-sistemici da esse forniti, della biodiversità e del paesaggio;

(3analisi, interpretazione e caratterizzazione del paesaggio rurale e delle sue dinamiche evolutive;

(4) la tutela delle specie e degli habitat;

(5) la difesa e conservazione del suolo.

Il Corso di Studio in Scienze Forestali e Ambientali, poi, offre la possibilità di applicare e sperimentare le conoscenze acquisite su un “originale ed esclusivo campionario della bio-geo-diversità”: l’Aspromonte, le Serre, la Sila, il Pollino, i Peloritani! Ambienti unici per le preziose risorse ambientali, alcune delle quali, peraltro, patrimonio dell’UNESCO.
Studiare Scienze Forestali e Ambientali all’Università Mediterranea, quindi, significa compiere un percorso dentro una intelligenza nativa che attesta la storia geologica, climatica e forestale di un territorio unico. La diversità di habitat e di ecosistemi, la biodiversitàfloristicavegetale e animale, la vastità, la distribuzione e il valore dell’intero patrimonio forestale collocano, infatti, quest’area all’interno di uno scenario e di una prospettiva senza eguali.
Il percorso formativo, dunque, ambisce a riconoscere l’eccezionale valore biogeografico delle Foreste più a Sud del Continente, e della loro funzione di “corridoio biologico” con il Mediterraneo e l’Europa.
La comprensione dell’ampiezza e della peculiarità di questi aspetti esige, come detto, competenza e conoscenza, e una densa responsabilità intellettuale, culturale e professionale.
Sui temi della transizione ecologica e della conservazione della natura, ad esempio, sono state già definite le linee di una prospettiva di medio-lungo periodo per correggere lo svantaggio socioeconomico e, al contempo, sorreggere le prospettive di sviluppo e di crescita, anche occupazionale, della nostra Regione e dell’Area dello Stretto.
Si tratta di una vera e propria chiamata rivolta alle giovani generazioni.
Come docenti del Corso di Laurea in Scienze Forestali e Ambientaliquindi, ci rivolgiamo a Voi, Ragazze e Ragazzi, per consegnarVi il compito di una autentica e leale interpretazione del mondo che verrà. Ma nel dovere dell’impegno vi è anche l’opportunità del Vostro successo.
È per questo che non potete disattendere questo appuntamento con la Storia.
Amate la Vostra Terra». (rrm)

Firmano la lettera i docenti:
Giuseppe Bombino
Anna Irene De Luca
Fabio Lombardi
Pasquale Marziliano
Giuseppe Modica
Carmelo Maria Musarella
Andrea Rosario Proto

La Regione finanzia con 4,5 milioni tre progetti delle Università calabresi per la ricerca anti-covid

Sono tre i progetti delle Università calabresi che la Regione Calabria finanzierà, con la somma di 4,5 milioni di euro, per investire nella sperimentazione di soluzioni innovative e promuovere azioni per il contrasto all’epidemia da Covid-19.

«Il dipartimento Presidenza – settori Ricerca scientifica e Innovazione ecnologica, Formazione professionale, Alta formazione, Accreditamenti e Servizi ispettivi -, preso atto dei lavori della commissione di valutazione, ha avviato – spiega una nota dell’assessorato – la formalizzazione del decreto contenente la graduatoria delle proposte progettuali ammesse e presentate dall’Università della Calabria, dall’Università Magna Grecia e dalla Mediterranea.

«L’invito – continua l’Assessorato – in attuazione dell’Asse 1 e 12 del Por Fesr Fse Calabria 2014/2020, si articola in due differenti azioni: “Sostegno alle infrastrutture della ricerca considerate critiche/cruciali per i sistemi regionali” e “Azioni per il rafforzamento dei percorsi di istruzione universitaria o equivalente post-lauream”. Gli interventi sono finanziati fino al 100% delle spese ammissibili».

«Siamo arrivati al nostro obiettivo con grandi risultati: le tre università calabresi – ha dichiarato l’assessore regionale all’Istruzione, Università, Ricerca scientifica e Innovazione, Sandra Savaglio –, hanno presentato progetti di alto livello che riguardano la salute delle persone, la ricerca scientifica internazionale, il miglioramento del servizio sanitario che gli ospedali possono offrire al cittadino. Sono davvero contenta».

«L’università Mediterranea di Reggio Calabria – spiega ancora, entrando nel merito dei progetti – si propone di migliorare la digitalizzazione di ospedali con l’uso della piattaforma iCare System e si prospetta, inoltre, l’uso di qualcosa che il Covid ci ha lasciato, in positivo: la telemedicina. La Magna Greacia di Catanzaro si occuperà delle malattie infettive e della cura specifica dei malati di Covid-19, per la prima volta e specialmente da un punto di vista multidisciplinare. Infatti, saranno diversi i gruppi di ricerca coinvolti, dalla genomica, alla chimica farmaceutica, alla neuroscienza».

«L’aspetto multidisciplinare – ha aggiunto – è presente anche nel progetto dell’Unical. Il focus saranno le nanotecnologie applicate alla salute. Questa nuova disciplina della scienza offre la possibilità di diagnosi precoci e molto precise dei tumori anche della cura del Covid. Le conseguenze positive sono enormi. Il progetto Università della Calabria ha anche una parte internazionale molto forte con, tra le altre cose, finanziamenti europei già ottenuti e collaborazioni con laboratori all’estero, che mostrano che si parte da una base molto solida. Da segnalare anche il coinvolgimento dell’intelligenza artificiale, una disciplina che, ormai, ha invaso tutti gli aspetti della conoscenza umana».

«È stato un percorso lungo e faticoso per tutti gli scienziati coinvolti ma ne è sicuramente valsa la pena. Ognuno di loro – ha concluso l’assessore – avrà a disposizione un milione e mezzo di euro per realizzare un laboratorio che abbia respiro internazionale. Buon lavoro e buona ricerca». (rcz)

Protocollo d’intesa tra Università Mediterranea e Associazione dei Comuni dell’Area Grecanica

Definire indicazioni per la pianificazione strategica di sistema del territorio dell’Area Grecanica e di mettere a sistema studi, dati e informazioni prodromiche alla elaborazione di Piani e Programmi Strategici per la valorizzazione dei Borghi e dell’intera area. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa inter istituzionale siglato tra l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e l’Associazione dei Comuni dell’Area Grecanica, Versante Jonico-Meridionale Reggino.

Ai lavori hanno preso parte il Presidente dell’Associazione dei Comuni dell’Area Grecanica e Sindaco di Roghudi, Pierpaolo Zavettieri, i Sindaci dei Comuni di Bagaladi Santo Monorchio, di Bova Santo Casile, di Bova Marina Saverio Zavettieri, di Brancaleone Silvestro Garoffolo, di Bruzzano Zeffirio Giuseppe Antonio Cuzzola, il Vice Sindaco di Cardeto Francesco Fortugno, di Condofuri Tommaso Iaria, di Ferruzzano Antonino Crea, il Sub-Commissario Prefettizio del Comune di Melito di Porto Salvo Francesco Picone, i Sindaci del Comune di Montebello Jonico Maria Foti, di Motta San Giovanni Giovanni Verduci, il Commissario Straordinario del Comune di Palizzi Cosimo Facchiano, il Sindaco del Comune di Roccaforte del Greco Domenico Penna, il Commissario Prefettizio del Comune di San Lorenzo Eugenio Barillà, il Sindaco del Comune di Staiti Giovanna Pellicanò, il Rettore dell’Università “Mediterranea” Santo Marcello Zimbone.

Il Protocollo d’Intesa pone le basi per sviluppare la collaborazione con varie finalità d’interesse per il territorio. Si prefigge, tra l’altro, l’obiettivo di definire indicazioni per la pianificazione strategica di sistema del territorio dell’Area Grecanica e di mettere a sistema studi, dati e informazioni prodromiche alla elaborazione di Piani e Programmi Strategici per la valorizzazione dei Borghi e dell’intera area. Particolare attenzione sarà rivolta alla creazione di un’offerta turistica locale integrata, montana, rurale e marittima, in grado di coniugare ambiente, cultura, natura e innovazione, quali componenti della filiera di un territorio con un immenso patrimonio materiale e immateriale ancora non del tutto valorizzato, soprattutto nelle aree interne.

Il Presidente dell’Associazione dei Comuni e il Rettore dell’Università Mediterranea hanno condiviso l’opportunità di valorizzare, con un approccio di sistema rivolto all’intera area, i diversi strumenti locali, nazionali e comunitari alla luce delle significative risorse della filiera culturale, storica, paesaggistica e ambientale del territorio, anche al fine di creare le premesse per lo sviluppo del sistema della mobilità e delle infrastrutture e il progresso socio-economico dell’insieme dei Borghi, nonché per il sostegno all’occupazione giovanile.

Il Rettore dell’Università Mediterranea ha evidenziato come la collaborazione sia finalizzata, tra l’altro, a favorire il trasferimento delle conoscenze dall’Università alle Comunità locali e ad agevolare lo svolgimento di studi e ricerche specificatamente rivolti al territorio oggetto di interesse.

I Sindaci e Commissari Prefettizi intervenuti hanno rimarcato come lo scambio e la condivisione di buone prassi ed esperienze rappresentino, per le Comunità da loro amministrate, una occasione importante nel processo di crescita collettiva e indichi ai giovani la corretta direzione per costruire nuove opportunità e occasioni ancora inespresse, tra le quali si annoverano l’antico idioma greco che rappresenta una minoranza linguistica che si propone quale fattore unificante ed identificativo di un territorio spesso “ferito” da molteplici avversità naturali. (rrc)