Su Scientific Report lo studio sulle alterazioni idrodinamiche nel sistema ventricolare della Mediterranea

È stato pubblicato, su Scientific Report, lo studio traslazionale sulle alterazioni idrodinamiche nel sistema ventricolare del gruppo di Idraulica dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, coordinati dal prof Giuseppe Barbaro, in collaborazione con l’Università La Sapienza.

Lo studio porta il titolo di Cortical atrophy in chronic subdural hematoma from ultra-structures to physical properties.

Il team di ricercatori di Ingegneria Idraulica del Dipartimento Diceam dell’Ateneo reggino, composto anche degli ingegneri Lucia Bruzzaniti e Pierfabrizio Puntorieri, hanno accolto con entusiasmo questa sfida e hanno contribuito in modo determinante a chiarire gli aspetti fisici ed idrodinamici che portano alla formazione dell’ematoma sottodurale cronico, permettendo così un approccio davvero multidisciplinare.

La ricerca condotta da ricercatori del dipartimento di Neuroscienze Umane della Sapienza di Roma, è stata effettuata su 190 pazienti confrontati con altrettanti controlli sani ed ha messo insieme i risultati clinici e di laboratorio derivanti dallo studio di microscopia elettronica ed immunoistochimica delle membrane di questa particolare forma di ematoma. Aggiungendo i dati ultrastrutturali di Microspia Elettronica e di immunoistochimica ottenuti dallo studio delle membrane interne ed esterne si è sviluppato un modello eziopatogenetico completo di questa patologia.

Questa ricerca ha in tal modo mostrato che il primum movens del circolo vizioso che porta alla formazione dell’ematoma sottodurale cronico è l’atrofia corticale benigna, che rappresenta un processo involutivo della corteccia cerebrale para fisiologico legato all’età.

Gli autori si ripromettono di utilizzare tale metodologia d’indagine per ulteriori indagini di fisiologia e fisiopatologia del sistema ventricolo subaracnoideo cranio-spinale

Il risultato è un approccio nuovo che si propone di chiarire aspetti salienti dell’eziologia di questa patologia e rappresenta un bell’esempio di collaborazione multicentrica e multidisciplinare.

Il Rettore, prof. Giuseppe Zimbalatti si congratula con il gruppo di ricerca del prof. Giuseppe Barbaro, per l’ottimo risultato, auspicando che tali collaborazioni si consolidano e intensificano nel tempo al fine di raggiungere ulteriori prestigiosi risultati. (rrc)

L’ambasciatore del Messico in visita alla Camera di Commercio RC e alla Mediterranea

L’Ambasciatore del Messico in Italia, Carlos Eugenio Garcìa de Alba Depeda, è stato ricevuto, nei giorni scorsi, alla Camera di Commercio di Reggio Calabria, guidata da Antonino Tramontana e, poi, all’Università Mediterranea di Reggio, guidata dal Rettore Giuseppe Zimbalatti.

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di reciproca conoscenza e di arricchimento culturale sulle potenzialità di cooperazione.

Durante l’incontro tenutosi in Camera di commercio, cui hanno preso parte imprenditori e rappresentati delle associazioni imprenditoriali, sono state approfondite le opportunità per le imprese reggine nel contesto dei rapporti commerciali tra Italia e Messico.

«Ringrazio l’Ambasciatore – ha dichiarato il Presidente Tramontana – perché con la sua visita ci ha dato l’opportunità di scambiare conoscenze e informazioni utili a facilitare rapporti culturali e commerciali tra la nostra Città metropolitana ed il Messico, e ringrazio gli imprenditori e le associazioni presenti che con il loro contributo durante l’incontro hanno delineato un quadro di possibili azioni comuni allo scopo di consolidare ed estendere reciproci legami industriali e commerciali. Sono sicuro che l’incontro di oggi sarà foriero di nuovi e interessanti rapporti economici tra le imprese reggine e le imprese messicane, soprattutto in quei settori già orientati verso i mercati esteri come l’agroalimentare e la filiera dei prodotti identitari, ma anche nel settore del turismo, se consideriamo il patrimonio di bellezza e ricchezza che offre il territorio metropolitano, senza dimenticare la forza attrattiva di investimenti che può esercitare una infrastruttura strategica come il Porto di Gioia Tauro».

«Il Messico – ha affermato l’Ambasciatore – può costituire un mercato di riferimento interessante per le aziende del territorio reggino. Molti sono i settori in cui è possibile sviluppare relazioni commerciali a partire dall’energia alle infrastrutture, all’alimentare, al turismo, alla siderurgia. Il Messico è tra le maggiori economie mondiali per PIL, è una piattaforma logistica mondiale, e tramite Accordi di libero scambio con Stati Uniti, Canada, Europa e Asia ha un accesso preferenziale in 50 paesi. In questo contesto, le relazioni economiche tra Italia e Messico, già particolarmente solide, presentano potenzialità di sviluppo molto grandi, e la Calabria con le sue istituzioni e le sue imprese ha tutte le caratteristiche per conquistare un ruolo da protagonista».

Altrettanto cordiale e proficuo, l’incontro tenutosi all’Università Mediterranea di Reggio Calabria. L’ambasciatore ha prospettato due opportunità di collaborazione con l’Università mediterranea. La prima riguarda l’accesso della nostra università alla rete che l’ambasciatore ha recentemente creato con alcune sedi universitarie italiane e due sedi messicane, con l’obiettivo di promuovere un dialogo scientifico tra le università dei due Paesi. L’altra proposta riguarda la opportunità di conoscere meglio alcuni ambiti specifici che accomunano le produzioni delle nostre aree.

Ha seguito l’incontro Armando Cepeda Guedea, dottorando di Città del Messico che sta svolgendo presso la Mediterranea il secondo anno del Dottorato internazionale in Architettura. Cepeda, che in questo momento si trova a Boston presso la Northeastern University, è intervenuto in collegamento per illustrare in sintesi all’ambasciatore i temi della sua ricerca che mettono in relazione il problema idrico di Città del Messico e Reggio Calabria. (rrc)

Mediterranea e Caffè Mauro insieme per sviluppare una filiera del caffè sostenibile e valorizzare il talento locale

È stato presentato, al Rettorato dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il protocollo d’intesa siglato tra il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria e la storica torrefazione calabrese Caffè Mauro.

Obiettivo dell’intesa, quello di promuovere l’innovazione e la ricerca scientifica per sviluppare una filiera del caffè sostenibile e di eccellenza, puntando a favorire la crescita del territorio e garantire un futuro ai giovani anche dopo la laurea.

La conferenza stampa ha visto i saluti del prof. Giuseppe Zimbalatti, Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, del prof. Giovanni Enrico Agosteo, Direttore del Dipartimento di Agraria UniRC e del dott. Davide Padelli, CEO di Caffè Mauro. L’accordo è stato illustrato dall’intervento del prof. Marco Poiana, Docente di Scienze e Tecnologie Alimentari UniRC e del dott. Valerio Chinè, COO di Caffè Mauro.

L’accordo, dunque, rappresenta  un’importante opportunità per creare nuove sinergie tra il mondo accademico e il miglior tessuto industriale della Calabria, attraverso lo studio di soluzioni innovative nell’ambito dello sviluppo di filiere agroalimentari, zootecniche, farmaceutiche e nutraceutiche.

Grazie a questa partnership, gli studenti del corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari avranno la possibilità di perfezionare il loro percorso formativo mediante la realizzazione di tirocini, stage e progetti culturali promossi da Caffè Mauro, con l’obiettivo di ricercare nuove soluzioni relative all’impiego degli scarti di produzione del caffè e allo studio delle proprietà del caffè verde.

La principale area di studio è focalizzata sullo sviluppo di un processo industriale più sostenibile, volto a creare un sistema di economia circolare attraverso il recupero e la riconversione dei materiali di scarto delle lavorazioni, che possono trovare applicazione per fini nutraceutici e alimentari, energetici ma anche in ambito zootecnico per la produzione di mangimi animali e fertilizzanti. Sarà inoltre approfondito il possibile utilizzo degli scarti del caffè nel settore dell’edilizia, in particolare per essere usati come aggregante nella creazione di una nuova miscela di calcestruzzo altamente sostenibile.

Il Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, prof. Giuseppe Zimbalatti: «Auspica che collaborazioni, come quella odierna, vengano costruite con molte altre aziende calabresi e, soprattutto, con quelle reggine. Se tre sono le missioni cui deve assolvere un Ateneo: didattica, ricerca/innovazione, terza missione, questo è il contesto giusto, formando laureati nel settore alimentare, attraverso tirocini curriculari in azienda, sperimentazione innovativa nel campo agroalimentare e il costante scambio di esperienze e competenze fra l’accademia, il comparto produttivo e le esigenze del territorio».

Davide Padelli, Chief Executive Officer di Caffè Mauro, ha dichiarato: «Siamo entusiasti di questa partnership con l’Università Mediterranea, perché rappresenta un’ulteriore testimonianza del legame tra Caffè Mauro e il territorio d’appartenenza. Da tempo abbiamo aperto la nostra azienda agli studenti più meritevoli e siamo felici di creare delle valide opportunità per trattenere i professionisti in questa regione. L’obiettivo è quello di accrescere il nostro livello di innovazione scientifica e tecnologica, per creare un modello in grado di garantire la sostenibilità della nostra filiera e offrire ai giovani, concrete opportunità di inserimento professionale, senza la necessità di andare fuori regione. Siamo certi che questa collaborazione avrà delle ricadute positive sia per la nostra azienda che per il territorio e la comunità».

Attraverso questa collaborazione Caffè Mauro intende acquisire, sviluppare e applicare metodologie di ricerca innovative nel settore agroalimentare, con un focus sul caffè, per trasmettere la qualità di un marchio divenuto simbolo di eccellenza nel mondo. Parallelamente, l’azienda e l’Università rinnoveranno il loro impegno a sostegno dei giovani attraverso percorsi formativi finalizzati a creare nuove competenze professionali e valorizzare i talenti del proprio territorio d’appartenenza.

Marco Poiana, docente di Tecnologie Alimentari presso la Mediterranea, ha sottolineato il successo del corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Ateneo reggino: «Un corso che, per la sua ricchezza di contenuti, forma professionisti in grado di contribuire allo sviluppo del territorio attraverso la Ricerca applicata nei, sempre più innovativi, cicli produttivi aziendali».

«Il contatto diretto con le esigenze di un’azienda, in questo caso la Caffè Mauro – ha aggiunto il docente – contribuisce all’accrescimento culturale del giovane professionista, garantendo spesso un’opportunità lavorativa: quell’opportunità che può contrastare la “fuga” di molti validi laureati reggini verso altri territori». (rrc)

Il 9 marzo si presenta collaborazione tra l’Università Mediterranea e Caffè Mauro

Giovedì 9 marzo, alle 10, a Reggio, nella Sala Organi Collegiali della Cittadella Universitaria, sarà presentata la collaborazione tra l’Università MediterraneaCaffè Mauro.

Una collaborazione nata con l’obiettivo di sviluppare una filiera del caffè sostenibile, attraverso il riutilizzo degli scarti di lavorazione e la valorizzazione del talento locale con nuove opportunità di formazione per i laureandi dell’Ateneo reggino.

Intervengono il prof. Giuseppe Zimbalatti, Rettore Università Mediterranea di Reggio Calabria , il prof. Giovanni Enrico Agosteo, Direttore Dipartimento di Agraria UniRC , il dott. Davide Padelli,  Chief Executive Officer Caffè Mauro Spa, il prof. Marco Poiana, docente di Tecnologie Alimentari UniRC e il dott. Valerio Chinè, Chief Operating Officer Caffè Mauro Spa. (rrc)

La Mediterranea aderisce alla Giornata Nazionale del Risparmio Energetico

L’Università Mediterranea di Reggio Calabria, componente del Comitato di Coordinamento della Rete delle Università Sostenibili (Rus), aderisce alla Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, che si celebra il 16 febbraio.

Per l’occasione, l’Ateneo spegnerà, simbolicamente, l’edificio del Rettorato e le luci che illuminano lo spazio esterno adiacente. Le foto saranno pubblicate nella pagina del sito della RUS dedicata a “M’Illumino di Meno”, per evidenziare l’impegno del nostro Ateneo a supporto di questa iniziativa, promossa dal programma Rai Radio 2 – Caterpillar.

«L’Università Mediterranea di Reggio Calabria aderisce all’iniziativa per sensibilizzare la riduzione dei consumi energetici – ha dichiarato il Rettore, Giuseppe Zimbalatti – per limitare il correlato impatto ambientale e economico, e le comunità energetiche per la condivisione di energia rinnovabile e pulita».

«Il raggiungimento dell’ambizioso obiettivo “zero emissioni di carbonio” previsto nel “New Green Deal” della Commissione Europea – ha spiegato la prof.ssa Marina Mistretta, delegata del Rettore alla Rus – non può prescindere dai contributi delle Università, in termini di ricerca, innovazione, partecipazione e condivisione con il territorio di concrete soluzioni volte al raggiungimento delle sfide globali, che si è chiamati ad affrontare per decarbonizzare l’economia. In questo quadro i ricercatori dell’Ateneo sono figure chiave nel trasferimento della conoscenza energetica».

«Quello di oggi è sicuramente un semplice gesto, ma estremamente simbolico – ha concluso – che esprime la volontà del nostro Ateneo di attivare strategie di riduzione dei consumi energetici e dell’impronta di carbonio, contribuendo altresì al miglioramento delle prestazioni energetiche e ambientali dell’Università Mediterranea». (rrc)

La vicepresidente Princi al lavoro con gli studenti per realizzare un Comitato Interateneo calabrese

Istituire un Comitato interateneo calabrese che unisca tutte le Università della Calabria. È questo l’obiettivo della vicepresidente della Regione, Giusi Princi, coinvolgendo i rappresentanti degli studenti delle tre Università calabresi.

Il Comitato sarebbe una sorta di Consulta formata dai rappresentanti degli studenti universitari dei diversi organi, affinché si possa avere un quadro costante e paritario della situazione di ciascun Ateneo del territorio regionale.

E proprio su questo che si è svolto l’incontro in Cittadella regionale, tra la vicepresidente e cinque giovani membri in rappresentanza di Università Magna Graecia di Catanzaro, Università della Calabria di Cosenza e Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Una riunione operativa, propedeutica alla concreta costituzione dell’organismo, mai realizzato fino ad oggi.

«Ringraziamo il Presidente Roberto Occhiuto e la sua Vice Giusi Princi – hanno detto gli studenti al termine della riunione – per la grande attenzione e la sensibilità sull’argomento dimostrate sin dall’inizio e che siamo certi dimostreranno lungo tutto il percorso che condivideremo con grande entusiasmo».

La Calabria, dunque, si appresta a raggiungere un nuovo traguardo, mettendo insieme mondo delle istituzioni e mondo giovanile, in un binomio efficace che punta ad un rapporto più diretto, dinamico e proficuo.

«Fiero e soddisfatto per questi primi risultati raggiunti» si è dichiarato il Consigliere d’Amministrazione di UniCal Nazzareno Zaccaria, «soprattutto per la splendida idea della Consulta regionale, formata dai rappresentanti degli studenti universitari dei diversi organi e presieduta dal Vicepresidente Giusi Princi».

«La Regione – ha evidenziato – ha mantenuto gli impegni assunti e programmati nell’incontro di dicembre. Quello che ci siamo posti è il raggiungimento di qualcosa di storico per tutte le Università calabresi. Durante l’incontro si è detto fondamentale e prioritario sia garantire il totale riconoscimento del diritto allo studio, sia l’avvio di riforme strutturali. Il nascituro organismo avrà il pregio di dialogare con le massime istituzioni politiche regionali, garantendo così un canale diretto per affrontare le esigenze degli studenti».

«È emersa, inoltre – ha proseguito – la necessità di individuare nuove aree di intervento, osservando e approfondendo le principali criticità degli Atenei calabresi: il miglioramento dell’orientamento e le misure finalizzate al sostegno agli studenti. Già nei prossimi mesi, come ha affermato la vicepresidente, sarà presentato un disegno di legge regionale, finalizzato all’istituzione della prima Consulta interateneo della Calabria,quale organo di supporto all’Assessorato all’Istruzione e all’Università, nell’ottica di azioni partecipate di promozione e sviluppo e nell’individuazione dei bisogni delle università calabresi».

«La Consulta risulterà cruciale soprattutto nel suo primo anno di vita – ha affermato Riccardo Latella, Consigliere d’Amministrazione di UniCal – avrà il compito improrogabile di gettare le basi normative e operative per garantire servizi adeguati alle generazioni future: borse di studio erogate nei tempi corretti, edilizia universitaria di qualità, prezzi dei trasporti accessibili a tutti.”

«Una riunione proficua ed un’occasione, per gli atenei calabresi tutti, di ottimizzare il dialogo con le alte istituzioni, ponendo come obiettivo basilare la risoluzione delle problematiche che interessano il nostro territorio. Sono molto soddisfatto e mi sento fortemente motivato – ha detto Gabriele De Salvo, Consigliere d’Amministrazione della Mediterranea – pertanto ringrazio la Vicepresidente Princi per la disponibilità dimostrata. Che io sappia, è la prima volta che un assessore regionale al ramo spalanca le porte agli studenti, rendendoli parte attiva di un progetto di tale portata».

Stessa grande soddisfazione espressa anche da Emanuele Scigliano, rappresentante in Senato accademico dell’Università Magna Græcia di Catanzaro e membro Coruc: «Non posso che ritenermi soddisfatto, per questa iniziativa che mira a rafforzare il filo diretto tra gli studenti ed i massimi organi regionali, al fine di ottenere risposte concrete su quelle che sono le esigenze di tutti gli universitari».

«Questi momenti di confronto – ha evidenziato – sono un’occasione per dar voce a tutti gli studenti.Non dovranno mancare al centro della discussione: diritto allo studio, servizi, trasporti, orientamento in entrata ma soprattutto in uscita. Molti neolaureati, dopo anni di studio e sacrificio, riscontrano la difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro, problema serio della nostra regione che porta via tanti giovani laureati. Questi ultimi, nonostante nella fase di studio decidano di rimanere in Calabria, sono costretti, successivamente, ad emigrare. La collaborazione con la Regione può rappresentare un’occasione per poter potenziare anche il post-laurea. Ringrazio la Vicepresidente per questo momento di confronto e per aver promosso questa iniziativa coinvolgendo tutti gli Atenei Calabresi».

Tutti i rappresentanti si sono resi disponibili a dare il proprio contributo all’Assessorato di riferimento.

La Vicepresidente ha accolto di buon grado, specificando che i criteri di formazione del nuovo Organo saranno definiti all’interno della proposta di legge, che prevederà una rappresentanza democratica di tutta la componente studentesca universitaria della Calabria. (rcz)

Protocollo d’intesa tra Comune di Reggio e Mediterranea: Nascerà un’azienda agraria

Nascerà un’azienda agraria, sui quattro ettari che il Comune di Reggio Calabria ha concesso in comodato d’uso all’Università Mediterranea.

Il sindaco facente funzioni, Paolo Brunetti, l’assessora allo Sviluppo Economico, Angela Martino, il Rettore dell’UniRc, Giuseppe Zimbalatti, ed il direttore del Dipartimento di Agraria, Valentino Branca, hanno formalizzato «un accordo voluto e cercato fortemente che chiude, positivamente, un percorso partito già anni addietro».

La costituzione di un’Azienda agraria, infatti, «segna un passaggio importante per il mondo della ricerca ed il tessuto imprenditoriale locale in ambito agricolo».

Per l’assessora Angela Martino, dunque, la creazione di un simile strumento «non sarà azione puramente auto-referenziale della nostra università, ma attività che svolgerà un lavoro di ricerca fondamentale ed estremamente utile per le nostre imprese agricole locali».

«Mettere assieme la ricerca universitaria ed i suoi benefici per il mondo agricolo, in generale – ha sottolineato – era un nostro obiettivo strategico».

Grande soddisfazione anche da parte del sindaco facente funzioni, Paolo Brunetti: «Questo è un percorso iniziato anni fa, nel mio allora ruolo di assessore all’Ambiente, quando il professore Zimbalatti, non ancora rettore, già sollecitato questo tipo di accordo che, oggi, finalmente, stiamo sottoscrivendo».

«Sollecitazione – ha ricordato – che accolse subito il sostegno del sindaco Giuseppe Falcomatà che mi chiese, espressamente, di accelerare verso questa direzione. Motivo di grande soddisfazione, quindi, aver chiuso un cerchio che porterà la facoltà di Agraria alla pari rispetto a numerose facoltà nazionali ma, soprattutto, consentirà ai propri studenti di sviluppare e proseguire i propri studi sul nostro territorio con la concreta opportunità di rimanerci per lavorare. Un’opportunità, dunque, sia di studio e ricerca che di sviluppo del territorio con grande attenzione non solo alle questioni ambientali ma anche ai giovani»

Il Rettore Giuseppe Zimbalatti, infine, ha spiegato quali, di fatto, saranno le funzioni dell’Azienda agraria e come si caratterizzeranno e concretizzeranno le attività sui terreni concessi dal Comune: «Oggi si gettano ufficialmente le basi per una collaborazione importante per un settore strategico ed al servizio della cittadinanza e dell’agricoltura».

«L’Azienda agraria – ha spiegato – consentirà di svolgere attività scientifiche e didattiche fondamentali sia per gli studenti, con l’opportunità di frequentare sul campo, che per la cittadinanza tutta (compresi gli imprenditori) che avranno ora modo di attingere direttamente dalla nostra attività didattica e, per l’appunto, scientifica. Un passaggio importante, previsto dal nostro statuto, che adegua la facoltà a tutte, o quasi, le università italiane. Avere questi terreni sul nostro territorio è una grande occasione per i nostri studenti, per i giovani e per tutto il mondo della scuola. Come ateneo ci cimenteremo affinché diventi quanto più funzionale possibile».

«Di fatto – ha concluso il Rettore – diventerà un vero e proprio laboratorio sperimentale sia per le colture autoctone che per quelle dell’area mediterranea, in genere, con uno sguardo ed un’attenzione particolare anche al cambio climatico ed alla tropicalizzazione verosimile delle nostre colture nel periodo a venire. In collaborazione con la facoltà di Ingegneria svilupperemo una gestione digitale dell’Azienda utilizzando al meglio le tecnologie offerte dai nostri tempi. Oggi si concretizza un sogno». (rrc)

UNIVERSITÀ CALABRIA, PERCHÈ SARÀ UTILE
UN’ALTRA FACOLTÀ DI MEDICINA A RC O A CS

di MIMMO NUNNARI – Le prime Università in Italia nacquero nel Medioevo prevalentemente con lo scopo di formare il futuro clero; poi, col tempo furono ammessi anche studenti laici e si cominciò con lo studio di Lingua latina o Grammatica, Retorica e Dialettica e Aritmetica, Geometria, Astronomia e Musica.

Stiamo parlando di un periodo a cavallo tra l’XI e il XII secolo, quando nacquero Bologna (1088) – cui spetta anche il primato di Università più antica dell’Europa – Padova (1222) e Napoli, fondata nel 1224 da Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia, che ha invece il primato di primo ateneo statale.

Se allarghiamo lo sguardo al mondo scopriamo che il primo centro di produzione e diffusione del sapere nasce in Africa nell’859, con l’ateneo di Al Qarawiynn, che si trova in Marocco, nella città imperiale di Fès, cui segue l’Università Al Azhar del Cairo, fondata nel 975. Facciamo questo tuffo nella storia delle Università per sottolineare quanto importanti queste istituzioni siano state nel gettare le basi per lo sviluppo, lavorando a pianificare e costruire il futuro e consentendo a territori e comunità di agganciare più facilmente il trend della crescita e del progresso.

Oggi, in una concezione moderna, le Università sono viste come depositarie di una sorta di “responsabilità morale”: istituti in grado anche di promuovere pratiche sostenibili, capaci di fornire alle generazioni future gli strumenti necessari per affrontare e gestire un mondo sempre più eco-sostenibile e solidale. In Italia, anche in questo settore del sapere, da sempre si sono fatti due pesi e due misure.

Nel Sud più periferico – Calabria e Basilicata, per fare un esempio – gli atenei sono stati istituiti soltanto molto secoli dopo le altre. Nel 1972 è nata Cosenza e nel 1982 Potenza, università regionali che sono arrivate non solo in ritardo ma con enormi difficoltà dopo umilianti attese, dinieghi, ostacoli, cavilli burocratici, diritti negati.

Per fortuna, pur dopo secoli, il gap nord sud in questo campo è stato in qualche modo colmato e adesso in Calabria ci sono tre Università statali: l’Unical di Cosenza, la Mediterranea di Reggio, la Magna Grecia di Catanzaro, atenei che hanno dato (e danno) tanto alla regione, formando laureati e ricercatori in grado di competere con chiunque, a livello nazionale e internazionale.  L’Unical – che è stata la prima – continua a macinare risultati, ed è sul podio, tra altri grandi atenei italiani.

La Mediterranea si è guadagnata riconoscimenti importanti per gli studi di Architettura, Ingegneria e Agraria e la Magna Grecia ha una sua collaudata esperienza per le facoltà di Giurisprudenza e Medicina. Se questi tre Atenei riuscissero a mettere insieme le enormi potenzialità la Calabria ne trarrebbe sicuramente vantaggio. Accade tutto questo? A chi guarda dall’esterno sembra di no. Salvo rare, occasionali collaborazioni, gli atenei calabresi appaiono più in conflitto, anziché in armonia, tra loro. Sembra abbiano ereditato il vecchio vizio della politica calabrese, che vive di municipalismi, rancori, provincialismi, senza capire che le differenze, se messe insieme, sono ricchezza.

Domanda: serviva creare tre facoltà di Giurisprudenza in regione (Catanzaro, Cosenza, Reggio), cui si può aggiungere Messina, che sta lì, ad un braccio di mare? Tutto ciò in un territorio che conta un numero di avvocate e avvocati che lo rende il più densamente popolato di professionisti: con quasi sette avvocati ogni mille abitanti. Altra domanda: serve un’altra facoltà di Medicina, oltre Catanzaro? In questo caso la risposta è sì: per una serie di ragioni, locali e nazionali, come carenza di medici generici, di specialisti, di strutture sanitarie che assicurino a tutti il sacrosanto diritto alla salute.

Tuttavia, già la sola ipotesi che possa nascere una nuova Medicina (all’Unical) ha scatenato istituzioni, politica, opinione pubblica e vertici dell’ateneo catanzarese. Sono stati fatti pure cortei (funerali) di protesta, portando in processione bare; cose di pessimo gusto. Addirittura si chiama in causa il Consiglio comunale per evitare gli “scippi” e il rettore della Magna Grecia Giovambattista De Sarro dice un no, chiaro e deciso, a un’altra facoltà di Medicina: “Non aiuterebbe”, rivendicando che Catanzaro ha 40 anni di storia e ammonendo: “Nessuno può improvvisare di fare il docente a Medicina, ci vuole una conoscenza delle problematiche che non si inventa in due giorni o in due anni”.

Un ragionamento sbagliato, nella regione con la sanità più massacrata d’Italia, senza contare che una sana competizione aiuterebbe Catanzaro, anziché danneggiarla: quantomeno servirebbe alla facoltà catanzarese a scalare la graduatoria dei migliori e dei peggiori corsi medicina in Italia (fonte Censis) che trova in testa Pavia (108 punti) mentre Catanzaro è al terz’ultimo posto (71,5 punti), poco prima di Chieti-Pescara, che è l’ultima. (mnu)

  

Metrocity RC, Villa S. G., Associazione Diportisti e Mediterranea si incontrano per la Darsena di Punta Pezzo

Si è svolto, a Reggio Calabria, un incontro tra la Città Metropolitana di Reggio Calabria, Comune di Villa San Giovanni, Associazione Diportisti e Università Mediterranea per la riqualificazione della Darsena di PuntaPezzo e della Barriera Soffolta.

Un incontro che arriva dopo la firma della convenzione tra Palazzo Alvaro e l’Associazione, costruita sulla base dell’idea progettuale lanciata con il supporto tecnico della Mediterranea, e dopo l’accordo suggellato con la nuova Amministrazione comunale villese, sancito nei giorni scorsi.

Uno strumento essenziale, per il quale è stato individuato l’impegno della Città Metropolitana, con il favore di tutte le parti interessate, che servirà ad individuare un finanziamento per la realizzazione delle opere, molto attese dalla comunità villese.

«Un ulteriore passo in avanti – ha commentato a margine dell’incontro il sindaco facente funzioni della Città Metropolitana, Carmelo Versace – che si inserisce in un percorso virtuoso avviato nella programmazione della Metrocity, secondo le linee di indirizzo del sindaco Falcomatà, che ha sempre visto un valido ed autorevole interlocutore nell’Associazione dei Diportisti Villesi, che ringrazio per l’attività di stimolo e per l’impegno che stanno tutti dedicando al loro territorio».

«Adesso – ha aggiunto – si tratta di mettere concretamente a frutto il percorso che è stato avviato, dando seguito alla sinergia virtuosa che ha segnato anche la disponibilità attiva da parte dell’Amministrazione comunale di Villa San Giovanni. Noi come sempre – ha concluso Versace – siamo pronti a fare la nostra parte».

Soddisfazione è stata espressa anche dal Presidente dell’Associazione Diportisti Villesi Alberto Bellantoni: «Con l’impegno economico manifestato dalla Città Metropolitana, si avvia concretamente una fase importante, cioè, quella della progettazione definitiva, valorizzando inoltre il lavoro fatto da questa associazione».

«In conclusione rivolgo un sincero ringraziamento al sindaco facente funzioni Carmelo Versace – ha concluso – per essersi concretamente impegnato in favore della Città di Villa San Giovanni per la riqualificazione di due importanti aree presenti sul nostro lungomare».  (rrc)

Alla Mediterranea s’inaugura l’anno accademico 2022-2023 del dottorato di ricerca in Architettura

Domani pomeriggio, alle 15, nella Sala Organi Collegiali della Cittadella Universitaria della Mediterranea di Reggio Calabria, è in programma l’evento inaugurale dell’anno accademico 2022-23 del Dottorato di Ricerca in Architettura con la presenza di Alessandra Chemollo, fotografo di architettura e docente presso lo Iuav.

Durante il seminario, dal titolo La fotografia è un ponte, Alessandra ci mostrerà il suo lavoro trentennale, costantemente alla ricerca di un’espressività basata sull’ascolto dei luoghi e sulla loro reinterpretazione visiva. La forza della sua fotografia risiede nella capacità di attribuire senso alle architetture attraverso la sovrapposizione delle forme degli oggetti, del significato che l’osservatore attribuisce loro, delle riflessioni che sono in grado di innescare. Inquadrando una porzione di spazio, il fotografo costruisce il suo piccolo mondo speciale, lo estrapola dal fluire del reale secondo un preciso punto di vista e lo sottrae da una memoria indifferenziata. In questo senso, la fotografia è un ponte capace di mettere in relazione immagini esterne con immagini interiori, e di farle risuonare in modo spesso imprevedibile. (rrc)