Il Comune di Vibo Valentia, guidato da Maria Limardo, si è attivato per assicurare la piena applicazione del provvedimento del 9 marzo 2020 per il contenimento e il contrasto del diffondersi del Coronavirus.
Il sindaco Maria Limardo ricorda che provvedimento estende le misure di cui all’art. 1 del D.P.C.M. 8 marzo 2020 a tutto il territorio nazionale. È, inoltre, vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. In ultimo, è modificata la lettera d dell’art.1 del D.P.C.M. 8 marzo 2020 relativa agli eventi e manifestazioni sportive. Queste disposizioni producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020.
Inoltre, il sindaco Limardo ha provveduto a convocare il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile per fare il punto della situazione e, lavorando alacremente anche durante il fine settimana, sono stati adottati nell’immediatezza i seguenti provvedimenti: disciplinato l’accesso del pubblico al Municipio; è stato istituito un servizio di controllo della Polizia municipale per censire gli arrivi dalle cc.dd. zone rosse tramite postazioni agli arrivi dei treni e degli autobus; a chiunque sia arrivato è stato distribuito un foglio illustrativo sulle principali norme comportamentali.
Ancora, è stata emessa l’ordinanza n. 8 dell’8/3/2020 con la quale si è disposta, fino al 15/3/2020, la sospensione dei mercati settimanali, la sospensione di ogni attività dei centri di aggregazione sociale comunale, la sospensione delle attività della biblioteca comunale; il sindaco, essendo la massima autorità in materia sanitaria, è in continuo contatto con i dirigenti dell’ASP con i quali opera in piena sinergia e unità di intenti; messaggio fonico su tutto il territorio per avvisare chiunque fosse rientrato dalla zona rossa, dell’obbligo di quarantena; continui messaggi su Facebook e Whatsapp per informare con puntualità la cittadinanza e per sensibilizzarla alla rigorosa osservanza dalle norme di prevenzione.
Ancora, contatti e colloqui continui con il Presidente della Regione Santelli e il suo staff ricevendone fattivo supporto; attivati 5 numeri per garantire assistenza alle fasce deboli (acquisto medicine, viveri ecc.); scritto ai commercianti per consigliare accessi per piccoli gruppi specie nelle grandi catene alimentari; riunione con le associazioni di volontaria (C R I , AUGUSTUS , Agroambiente) per sostegno fasce sociali più deboli; attivato smartworking in favore di dipendenti portatori di patologie che li rendono maggiormente esposti al contagio , dei lavoratori che si avvalgono dei servizi pubblici di trasporto per raggiungere la sede lavorativa e per coloro che possono essere entrati in contatto con persone provenienti dalle zone dove si sono registrati i casi piu’ gravi di focolaio.
Per il sindaco Maria Limardo sono stati messe in campo tutte le azioni raccomandate e possibili per arginare il fenomeno all’inteno del territorio comunale e la macchina amministrativa ha pienamente risposto alle raccomandazioni e direttive impartite sebbene in questi giorni siano state registrate percentuali di assenza piu’ elevate rispetto all’ordinarietà con punte che hanno raggiunto oltre 60 dipendenti assenti sui 144 in servizio. (rvv)
Sarà il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, a guidare la Conferenza dei Sindaci per la Sanità.
Il sindaco Limardo, infatti, è stato eletto all’unanimità da Giulia Russo, capo dell’Amministrazione di Ricadi, Giuseppe Condello, sindaco di San Nicola da Crissa, Raffaele Scaturchio, sindaco di Dasà, e Antonio Lampasi, sindaco di Monterosso, e avrà funzioni di indirizzo, verifica e valutazioni nei confronti dell’attività dell’Azienda sanitaria provinciale.
L’intento, in questa fase, è quello di garantire la salute del cittadino, sopratutto in questa situazione di emergenza, dove i Comuni hanno deciso di seguire le direttive già messe a punto dalla Regione e dal presidente del Consiglio dei ministri.
Con questa nomina, la città capoluogo, sul piano politico, nel rapporto con il territorio, riacquisisce una sua centralità: il sindaco Limardo, infatti, guida anche l’assemblea dell’Ato rifiuti, più volte convocata negli ultimi mesi. (rvv)
di SANTO STRATI – Ultima tra le ultime, per qualità della vita e per reddito pro capite: Vibo Valentia sembra a prima vista l’emblema di una Calabria arretrata che non riesce a emergere. E invece, la cura della sindaca Maria Lìmardo (al Comune dallo scorso giugno) sta dando i suoi frutti: diminuito il debito ereditato dai precedenti dissesti, minori spese, maggiore attenzione per i cittadini e rilancio della città. Il percorso della prima cittadina si basa su un semplice obiettivo: rigenerazione urbana, che sottintende – sottolinea la sindaca – rigenerazione sociale. È bella questa parola, rigenerazione. L’ha usata il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto con concreti e tangibili risultati, la riusa con convinzione Maria Lìmardo, una donna dolce e pacata, dotata di grande determinazione, che punta alla concretezza, nel segno della legalità, condizione essenziale in Calabria perché arrivino risultati positivi per la gente. Una donna del fare, l’amministratore che guarda al bene comune e vuole coinvolgere i cittadini nel suo progetto. Un progetto comune equivale a un risultato assicurato: il welfare, il vivere bene non è obiettivo impossibile, Vibo non è l’anticamera della città-fantasma. Anzi, al contrario, bisognerà guardare a questa città che insegue la rinascita e prenderla come modello. È il simbolo di quella Calabria che ce la può fare, se si uniscono intelligenze e determinazione, se si riprogetta una città secondo canoni che devono legarsi alla bellezza e al decoro urbano, nel rispetto della legalità e della correttezza amministrativa. Ci sono anche qui cumuli di spazzatura un po’ dovunque, problema ormai tutto italiano: non è un bel biglietto da visita per una città che punta al decoro, ma servono interventi e soluzioni immediate che i comuni da soli non possono affrontare. Servirà un piano regionale per la valorizzazione dei rifiuti: noi paghiamo per stoccarli, gli altri ci fanno i soldi investendo in termovalorizzatori. Ce ne occuperemo in altra occasione, oggi parliamo di come cambia questa città.
Vibo ha un suo fascino particolare, un patrimonio archeologico ancora tutto da scoprire, ha angoli inesplorati con un mare da favola e un porto da cui far decollare un’idea di sviluppo che guarda al turismo come risorsa insostituibile. È una provincia dimenticata, fino a ieri, colpevolmente trascurata, fatalmente in primo piano con le inchieste di mafia di Gratteri e degli altri magistrati di cui la Calabria deve andare fiera, ma proprio per questo dentro di sé trattiene e rivela una grande forza che le può permettere il sospirato decollo. E l’obiettivo di far diventare Tropea la capitale italiana della cultura del 2021 non può far altro che alimentare questa convinzione, per la capacità di poter attrarre, con la magnifica reputazione mondiale della perla del Tirreno, interessi che prima di travalicare oceani e monti spingano gli italiani a scendere in Calabria per scoprirla nelle sue meraviglie. È una sfida anche questa che la Presidente Santelli dovrà impegnarsi in prima persona a portare alla vittoria finale.
Vibo è la città che vanta due capitani d’industria famosi nel mondo, che hanno esportato il loro marchio mostrando come la Calabria non è terra di malaffare, come viene malignamente disegnata da certa stampa, bensì di eccellenze e di capacità. L’impero di Caffo (guidato con grande competenza da Nuccio, figlio dell’ancora intraprendente Pippo) non solo ha conquistato col suo nome interi continenti, ma sta facendo importanti acquisizioni che vanno a rafforzare il brand e qualificare ulteriormente una solida capacità gestionale. E lo stesso vale per l’altro Pippo vibonese, Callipo, adesso prestato alla politica nel ruolo di capo dell’opposizione alla Regione, che nell’agro-alimentare ha fatto crescere la sua straordinaria industria del tonno (e non solo) conosciuta in tutto il mondo. Che strana contraddizione: due industriali tra i più importanti d’Italia, in uno stretto fazzoletto di terra, eppure Vibo risulta la città più povera e derelitta d’Italia. Cambiare questa immagine non è impresa impossibile, si diceva prima, ma per farlo serve ricostruire una reputazione che la città merita. Amministrativamente, i dati preliminari del bilancio, diffusi proprio ieri, indicano, pur con lo spettro di un dissesto precedente di difficile soluzione, che ci sono segnali positivi: meno spese, più risparmi e più investimenti per il bene comune dei cittadini. Un percorso virtuoso che la sindaca Lìmardo mostra di saper portare avanti con la fierezza tipica dei calabresi e l’orgoglio dell’essere donna: ci facciano un pensierino i cittadini di Reggio che a fine maggio andranno a scegliere il nuovo sindaco (o riconfermare l’attuale): una sindaca anche a Reggio, sul modello della Lìmardo, sarebbe una magnifica sfida al riscatto (im)possibile. Governare bene si può, e se donna si riesce a governare anche meglio, come succede a Vibo.
Abbiamo parlato con Maria Lìmardo alcune settimane fa, ma l’intervista non ha perso niente in attualità. Fatevi un giro a Vibo e alla sua Marina, difficile non accorgersi dell’aria nuova che si comincia a respirare. È un ulteriore segnale di una terra, la nostra, che non s’arrende mai, nemmeno davanti alle classifiche del Sole 24 Ore.
– Sindaca Lìmardo, Vibo è ultima per qualità della vita, ultima per reddito pro capite, ma non ultima come città. Cosa si può e si deve fare?
«C’è molto da fare, per la verità. Noi registriamo queste classifiche del Sole 24 Ore che riteniamo abbastanza discutibili per la verità perché riteniamo che gli indicatori non sempre siano esatti, ma soprattutto non rendano il merito della bellezza dei nostri luoghi e delle potenzialità dei nostri luoghi. Certo, ne prendiamo atto e io, già dal momento della campagna elettorale, mi sono premurata di studiare questi indicatori, li ho spacchettati e ho individuato per macroaree le zone principali nelle quali bisogna incidere, nelle quali bisogna spiegare il nostro intervento».
– Lei ha trovato una città per certi versi sconquassata dal punto di vista politico, quindi la ricostruzione, chiamiamola così, sta seguendo un certo iter. Da ultimo, l’inchiesta di Gratteri ha portato in primo piano Vibo come centro nevralgico della ‘ndrangheta. Come si può fronteggiare una situazione di questo genere là dove va ricostruita evidentemente una reputazione che la città ha perso e che invece merita di avere?
«Dev’essere ricostruita, lei ha detto bene, la reputazione, della nostra città. È un punto di partenza e un punto di forza della mia amministrazione. Nel corso di una recente riunione del Consiglio comunale ho fatto il punto della situazione: c’è da dire che l’indagine ha scoperchiato parecchio e ha interessato anche la burocrazia del municipio, ma ovviamente non ci scoraggia perché ancor prima di essere eletta io sapevo bene di dover avere a che fare con una città difficile. Difficile da un punto di vista burocratico e amministrativo, difficile nelle sue condizioni oggettive, difficile per le inchieste che già allora si diceva man mano che andavano avanti. Però, noi abbiamo avuto sin da subito ben chiaro quale fosse il nostro percorso. Un percorso di legalità, un percorso di procedimentalizzazione degli atti, un percorso di trasparenza e correttezza amministrativa. E in questa direzione abbiamo assunto numerosi atti, perché le amministrazioni parlano per il tramite dei propri atti innanzitutto e per il tramite dei fatti concreti che questi atti poi dispiegano».
– Generalmente si chiede “cosa farà nei primi 100 giorni”. I suoi primi cento giorni sono già passati: è già in grado di fare un piccolo bilancio di cosa ha trovato e di cosa ha cambiato?
«Io credo che noi, nei primi cento giorni e ormai siamo andati oltre, abbiamo fatto una piccola rivoluzione, abbiamo già messo in campo e dispiegato qual è il nostro intendimento per i futuri anni. Ci siamo molto dedicati al decoro cittadino, abbiamo puntato soprattutto sul coinvolgimento delle energie positive della città. Non si era mai verificato che tutte le associazioni fossero invitate all’interno della città, nella sala del Consiglio comunale per discutere insieme con noi delle problematiche della città, per ascoltare direttamente dalla voce delle associazioni e dunque dei cittadini quali siano i punti critici, le note dolenti e quali fossero i suggerimenti per intervenire. In questo senso io credo che noi abbiamo già fatto una buona rivoluzione. Vi è poi da dire un’altra cosa, che ci siamo ritrovati in una condizione di dissesto finanziario, perché la città di Vivo Valentia proviene da un vecchio dissesto. Nel 2013 ha dichiarato il dissesto finanziaria che ancora purtroppo non si è risolto. Abbiamo approvato un piano di riequilibrio per spalmare, per pianificare questo debito che pesa come un macigno sulle casse comunali e sulle possibilità di sviluppo della nostra comunità. Abbiamo un debito di ben 25 milioni di euro che abbiamo pensato di pianificare nei prossimi cinque anni».
– Sono in arrivo risorse aggiuntive di circa due milioni, però dal prossimo anno. Come mai questo ritardo nell’erogazione di questo finanziamento speciale?
«Questo finanziamento lo abbiamo ottenuto grazie all’interessamento del sen. Mangialavori che, ovviamente ringrazio a nome mio personale e della città ancora una volta. Credo che ci siano state difficoltà a livello di finanza centrale, la legge finanziaria, evidentemente, non consentiva la possibilità di una spendita immediata di questi importi, che sono stati quindi spostati al 2021. È certo che si tratta di un risultato straordinario per il sen. Mangialavori che lo ha ottenuto dai banchi dell’opposizione ed è altrettanto straordinario per la nostra città, perché le risorse che arrivano sono risorse vincolate, sono risorse di scopo. Arrivano risorse magari per riparare i tetti della scuola o per togliere l’eternit, arrivano fondi in direzioni ben precise, ben finalizzate. La città non solo ha bisogno di questi fondi, ma ha bisogno anche di altro, ha soprattutto bisogno di rigenerarsi sul piano urbanistico, sul piano del decoro, sul piano della bellezza. Perché accanto alla rigenerazione urbana cammina di pari passo la rigenerazione sociale della nostra comunità. È quindi di assoluta importanza che questi importi che sono liberi siano destinati per gli effettivi bisogni della città. Noi ci aspettiamo e crediamo che con l’utilizzo di questi due milioni di euro la città possa definitivamente cambiare volto»
– Vibo è famosa per avere nel suo territorio due industriali che hanno esportato il loro marchio, il loro brand, quasi dovunque nel mondo. Parliamo di Caffo e di Callipo. Secondo lei Vibo ha più vocazione industriale o più vocazione turistica?
«Se c’è un’impresa che funziona a livello industriale bisogna non solo lasciarla dov’è ma bisogna addirittura coccolarla. Per cui credo che se c’è una fetta d’industria che cammina, che produce, che dà posti di lavoro, crea sviluppo, dev’essere mantenuta e direi coccolata. Altrettanto la vocazione turistica del territorio è assolutamente innegabile: Vibo Marina è la porta naturale verso la Costa degli dei ed è l’approdo principale per questo tratto di costa. Noi siamo assolutamente convinti che la molla turistica possa costituire una molla di riscatto economico».
– Un’altra prerogativa di questa città è il porto. Come pensa di poterlo rilanciare e con quali prospettive?
«Credo che abbiamo prospettive concrete, seriamente concrete. È ovvio che non è la città di Vibo Valentia che potrà con i suoi fondi procedere alla ristrutturazione del porto e al suo rilancio, però abbiamo inserito il porto di Vibo Marina all’interno dei cosiddetti Cis, i contratti istituzionali di sviluppo che abbiamo già licenziato come Giunta in relazione ai quali si terrà da qui a breve un tavolo romano. E abbiamo proprio portato al centro di questo contratto il porto, nella convinzione che proprio da lì possa lo sviluppo di tutto il territorio».
– Una scala di priorità degli interventi che la sua amministrazione intende portare avanti?
«Credo di aver già detto di essere assolutamente convinta che la priorità per la mia città vada nella direzione della sua rigenerazione urbana, quindi a cominciare dalla pulizia, dal decoro, dalla bellezza della città. Perché solo così facendo la città non solo riprende il suo ruolo prestigioso che ha sempre avuto, ma gli stessi cittadini appartenendo a una comunità così rigenerata, così bella, nella quale è piacevole vivere, si sentono più elevati, anche da un punto di vista culturale. Del resto sono convinta che la migliore opera pubblica che un’amministrazione possa lasciare alla propria comunità non sia quella fatta di cemento armato, bensì sia quella della partecipazione attiva dei cittadini alla vita della città». (s)
Questa sera, a Vibo, alle 19.00, alla Fabbrica Enoteca Ristorante, l’incontro con Maria Letizia Lazzarini, che parlerà della più importante tra le laminette orfiche rinvenute in Calabria e l’epigrafia greca a Vibo Valentia.
L’evento rientra nell’ambito dell’iniziativa Con la cultura si mangia e si beve, organizzata dalla Fabbrica Enoteca Ristorante in collaborazione con Archeoclub d’Italia – Vibo Valentia. (rvv)
Questo pomeriggio, a Vibo Valentia, alle 18.00, all’Auditorium Spirito Santo, il concerto della Torrefranca Brass Ensemble.
L’evento rientra nell’ambito della quarta edizione della stagione I Concerti del Giovedì, promossa dal Conservatorio di Musica di Vibo Valentia in collaborazione con AMA Calabria.
Questo pomeriggio, a Vibo Valentia, alle 18.00, all’Aula Magna “Antonio Sirignano” del Conservatorio di Musica “F. Torrefranca”, il concerto del pianista Paolo Restani.
La manifestazione rientra fra gli eventi promossi da AMA Calabria con il sostegno del Fondo Unico dello Spettacolo del MiBACT Direzione Generale dello Spettacolo con il cofinanziamento della Regione Calabria Assessorato alla Cultura nell’ambito del piano di Azione e Coesione 2014/2020 Asse 6.7.1 TRIENNIO 2017/2019 Azione 1° Grandi Festival ed Eventi Internazionali.
Nel recital vibonese, Paolo Restani proporrà importanti brani tratti dal repertorio di Rachmaninov, Liszt, Wagner, Verdi, e Chopin. (rvv)
A Vibo, alle 11.00, all’Auditorium del Liceo Classico Morelli, gli studenti incontrano con Simona Dalla Chiesa, figlia di Alberto Dalla Chiesa, vittima innocente della mafia.
L’evento è stato organizzato dal Coordinamento provinciale di Libera Vibo Valentia«per interrogarci sul ruolo della comunità nella lotta alla ‘ndrangheta ed alla mentalità mafiosa, con l’obiettivo della diffusione di un senso di dovere che diventi responsabilità cosciente e viva» hanno spiegato gli organizzatori.
Dopo i saluti istituzionali, intervengono Giuseppe Borrello, referente provinciale di Libera Vibo Valentia, Bruno Capece, comandante provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia, Camillo Falvo, procuratore della Repubblica di Vibo Valentia.
«L’incontro – si legge in una nota di Libera Vibo Valentia – vuole dar modo ai ragazzi di interloquire con chi rappresenta, a livello istituzionale, lo Stato, ma allo stesso tempo sentirsi essi stessi Stato nella battaglia per l’affermazione della democrazia e della libertà nella difesa della dignità di una provincia e di una regione tutta».
«Crediamo, dunque – prosegue la nota di Libera Vibo Valentia – che sia necessario infondere nelle nuove generazioni la passione e la speranza che costruire un presente e un futuro libero dalle mafie non sia utopia ma, grazie all’azione dirompente e coraggiosa di tutti e tutte, una brillante realtà». (rvv)
Questo pomeriggio, a Vibo, alle 18.00, all’Auditorium “Spirito Santo”, il concerto Satyricon – Omaggio a Federico Fellini.
L’evento rientra nell’ambito della quarta edizione della rassegna musicale I Concerti del Giovedì, promossa dal Conservatorio di Musica di Vibo Valentia in collaborazione con AMA Calabria.
Il concerto, con le musiche originali e arrangiamenti di Mauro Campobasso e Mauro Manzoni, vedrà esibirsi, insieme ai due autori, Gaia Mattiuzzi (voce, live electronics) e Walter Paoli (batteria, live electronics).
Il titolo di questo nuovo progetto pensato e realizzato da Campobasso e Manzoni può essere interpretato come simbolo di tutta l’opera felliniana.
I due musicisti, da sempre appassionati e cultori di cinema, sono stati autori negli ultimi quindici anni di spettacoli multimediali raffinati e complessi, dedicati al cinema di Kubrick, Lynch, Hitchcock, Chaplin e Leone. In Satyricon esploreranno il mondo visionario e onirico del grande maestro riminese che verrà raccontato attraverso le suggestive e personali rielaborazioni della musica composta da Nino Rota. (rvv)
Tre libri di qualità ad ogni nato nel 2020: è questo il primo obiettivo del progetto di promozione della lettura nella Prima Infanzia Tutti uguali, tutti diversi con la lettura del Sistema Bibliotecario Vibonese.
Venerdì 14 febbraio, infatti, alle 10.30, al Reparto di Pediatria dell’Ospedale “G. Jazzolino”, saranno consegnati i 1000 cofanetti per i nuovi nati nel 2020 nella provincia di Vibo Valentia. Ogni cofanetto è composto da una borsa in tessuto con il logo del progetto, e tre albi illustrati selezionati tra la migliore produzione editoriale per i piccolissimi e una brochure informativa, arricchita dalle illustrazioni di Jole Savino.
Alla donazione dei cofanetti saranno presenti Salvatore Brahò, primario del Reparto di Pediatria, Elisabetta Tripodi, dirigente A.S.P. di Vibo Valentia, Gilberto Floriani, direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese e ideatore del progetto e una delegazione del gruppo di lavoro del progetto. (rvv)
In copertina, alcuni dei cofanetti che saranno consegnati nella giornata di venerdì
Questa sera, a Vibo, alle 20.30, al Cinema Moderno, in scena The Prudes di Anthony Nielson.
Lo spettacolo, con la regia di Gianluigi Fogacci, è il secondo appuntamento della stagione teatrale organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Vibo Valentia, con la direzione artistica di Maria Teresa Marzano.
Sul palco, Gianluigi Fogacci e Carlotta Proietti. (rvv)
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