Scilla Cuore da 25 anni un successo per gli studi di Cardiologia

La 25.ma edizione di Scilla Cuore, il tradizionale appuntamento primaverile dei cardiologi italiani promosso e organizzato dal prof. Vincenzo Montemurro di fronte allo Stretto, si è chiusa con una grande partecipazione a livello internazionale  che ha confermato la validità di questa assise di specialisti del cuore.

Montemurro ha organizzato le cose in grande, considerando l’importante scadenza dei 25 anni e il livello degli interventi di cardiologi, ricercatori, esperti ha fornito ottimo materiale di studio e approfondimento sulle nuove frontiere della cardiologia. Si è parlato anche di Intelligenza Artificiale e delle sue opportunità nel trattamento delle patologie cardiache, a dimostrazione che la tccnologia, se applicata efficamente e in modo corretto, aiuta non poco a salvare vite umane sia nella fase preventiva che in quella di intervento urgente.

A conclusione dell’evento, sono stati assegnati i premi di benemerenza a personalità calabresi che hanno onorato la propria terra con il loro impegno professionale, scientifico e culturale. I premi sono andati, oltre che a tre cardiologi Gianfranco Parati. Ignazio Massimo Scimone, e  Claudio Parati, al Magnifico Rettore dell’Unical, prof. Nicola Leone, un’eccellenza mondiale nel campo dell’Intelligenza artificiale, all’Associazione reggina Incontriamoci Sempre, e al direttore di questo giornale, Santo Strati.

Scilla Cuore nel corso degli anni si è caratterizzato come laboratorio permanente di cardiologia, dove si ritrovano professionisti, medici e affermati ricercatori di tutto il Paese (con qualche presenza internazionale) per confrontarsi sull’innovazione e le nuove tecniche in campo cardiologico.

Più che soddisfatto, a ragione, il prof. Montemurro ideatore e fondatore della Faculty di Scilla: «I professori portano a Scilla il frutto delle loro ricerche, delle loro attività nei centri più all’avanguardia del Paese. Ed è proprio in questo scambio tra teoria e pratica, tra cattedra e corsia, che il congresso trova la sua forza propulsiva. Con il passare del tempo, Scilla Cuore è diventato una scuola, un simbolo, un modello. Un punto di riferimento stabile per la formazione cardiologica, tanto da essere riconosciuto come una vera e propria “Scuola di Scilla”, appellativo coniato da molti partecipanti e ormai accolto nel lessico comune del congresso».

Un dato confermato, tra gli altri dal prof. Francesco Martino, docente alla Sapienza di Roma: «Proprio qui a Scilla sono nate diverse idee per nuove ricerche. È un congresso che riesce a far parlare tra loro studiosi del mondo universitario e ospedaliero, ed è un grande onore per la Calabria». (rrm)

.

Politiche giovanili e servizio civile, prosegue il confronto tra le Regioni e il ministro Abodi

Prosegue il dialogo tra il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e gli assessori della Commissione Politiche sociali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sui temi delle politiche giovani e del Servizio Civile Universale.

Il terzo incontro, svoltosi il 22 maggio e introdotto dalla Coordinatrice della Commissione Politiche sociali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e assessore della Regione Calabria, Caterina Capponi, ha posto al centro dell’attenzione le giovani generazioni, con l’obiettivo di valorizzarne il ruolo attivo nella società e di promuovere politiche in grado di creare opportunità concrete di crescita, inclusione e partecipazione.

ll Ministro Abodi ha ribadito l’importanza della condivisione di strategie per valorizzare iniziative e strumenti a beneficio dei giovani. Ha inoltre fornito un aggiornamento sulla ricognizione di alcuni progetti: “Rete”, che facilita il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro e promuove l’imprenditorialità giovanile; la Carta Giovani, strumenti digitale gratuito che offre vari livelli di opportunità e Spazi civici di comunità, iniziativa che sostiene progetti di innovazione sociale basati sulla pratica sportiva gratuita.

Le Regioni hanno confermato la piena disponibilità alla collaborazione e hanno comunicato gli aggiornamenti disponibili sui progetti in essere. Hanno, altresì, confermato la necessità dell’incremento del Fondo nazionale per le politiche giovanili e di un rafforzamento della quota assegnata direttamente a loro per rafforzare l’azione nei territori.

Sul Servizio Civile universale le Regioni hanno sottolineato il ruolo chiave del Tavolo tecnico presso il dipartimento per le politiche giovanili quale sede di coordinamento delle azioni nazionali. Hanno inoltre evidenziato il valore dell’Accordo quadro triennale del dicembre 2024 e l’importanza di rafforzare il coordinamento regionale, anche attraverso l’aggiornamento del D.Lgs. 40/2017.

Infine, il Ministro Abodi ha annunciato agli Assessori la prossima presentazione di un disegno di legge delega dedicata ai Giovani, con l’obiettivo di razionalizzare, armonizzare e rendere più efficace il corpo normativo al servizio delle politiche giovanili.

Il dialogo e la collaborazione con il Governo sono fondamentali per costruire politiche efficaci a favore delle giovani generazioni, che rappresentano il presente e il futuro dell’Italia.
I lavori si sono conclusi con l’impegno del prossimo incontro, entro metà luglio. (rcz)

Il Garante per le vittime di reato Lomonaco presenta la sua relazione annuale

«Una relazione che non è solo un bilancio di attività, ma un atto di responsabilità». È con queste parole che Antonio Lomonaco, garante regionale per la tutela delle vittime di reato, ha illustrato la sua attività nel 2024.

«I risultati raggiunti vogliono ribaltare quel silenzio che persino il nostro Codice penale riserva alla vittima, che noi vogliamo rimettere al centro: ascoltandola, proteggendola, accompagnarla verso la giustizia e la ricostruzione della propria vita», ha detto Lomonaco nel corso dell’evento svoltosi a Palazzo Campanella, a cui hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, il segretario generale e il direttore generale del Consiglio regionale, rispettivamente Giovanni Fedele e Sergio Lazzarino, oltre i colleghi garanti regionale per la Salute, Anna Maria Stanganelli, per i diritti delle Persone sottoposte alla limitazione della libertà personale, Giovanna Russo, e per i diritti delle Persone con disabilità, Ernesto Siclari. 

La giornata non è stata scelta a caso: il 23 maggio, infatti, era il 33esimo anniversario dalla Strage di Capaci. «La giustizia è un dovere quotidiano», ha ribadito Lomonaco, sottolineando come «da quel cratere non è nato solo dolore. È nata anche una nuova coscienza civile. Oggi, nel giorno in cui ricordiamo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, non possiamo che chinare il capo con rispetto e gratitudine. Ma non basta ricordare: dobbiamo raccogliere il testimone».

L’attività del Garante è stata intensa: ha avviato progetti contro il bullismo, dal titolo “Ti Sbullu”, ha promosso percorsi di giustizia riparativa, promosso il primo fondo di sostegno alle vittime di reato in Calabria, co-finanziato dalla Cassa delle Ammende e dalla Regione.

«Un risultato storico» ha detto Lomonaco, spiegando come sono stati stanziati «oltre 30mila per supportare le vittime specie nei percorsi psicologici». Storico perché «per la prima volta esiste un fondo dedicato ad aiutare concretamente le vittime nelle difficoltà del post-reato. Non parliamo solo di assistenza morale, ma anche di sostegno economico, perché sappiamo bene che dopo un reato spesso ci sono spese mediche, legali, psicologiche da affrontare».

Una iniziativa che, per Lomonaco, va rifinanziato, strutturato e istituzionalizzato.

Tra i risultati più rilevanti, anche la proposta di legge per l’istituzione del Garante nazionale per la tutela delle vittime di reato, iniziativa partita proprio in sinergia con il Presidente del Consiglio Filippo Mancuso, e accolta con favore dalla senatrice Tilde Minasi.

Il Garante, poi, nel corso della sua relazione, ha ricordato come la Calabria, con la proposta legislativa presentata l’11 novembre 2024 alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, abbia proposto l’istituzione di un Garante nazionale per le vittime, che ha «suscitato vivo interesse e attenzione».

Tanto è stato fatto e ancora c’è tanto da fare: «occorre rafforzare l’organico limitato e intervenire sulle risorse finanziarie esigue. È un piccolo presidio che però ha un compito enorme. Abbiamo bisogno di strumenti adeguati a poter raggiungere ogni angolo della regione: più personale qualificato, più fondi per attivare programmi di assistenza, più mezzi per comunicare capillarmente l’esistenza del servizio», ha detto Lomonaco, ringraziando Mancuso e i consiglieri regionali che hanno «creduto in questa missione».

Per il Garante «senza un supporto concreto, il rischio è di non poter rispondere a tutte le richieste, ed è un rischio che non possiamo permetterci Si tratta di persone. Si tratta di giustizia. Non lasciamo mai sole le vittime». (rrc)

PILLOLE DI PREVIDENZA / Ugo Bianco: Assegno al nucleo familiare, importi e nuovi livelli reddituali

di UGO BIANCOL’Inps con la circolare n. 92 del 19 maggio 2025 ha pubblicato le nuove tabelle per l’erogazione degli assegni al nucleo familiare, in vigore dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026. Gli importi sono aumentati dello 0,8 %, in linea con la variazione dell’indice Foi calcolata dall’Istat tra il 2023 ed il 2024.

La prestazione, introdotta dal decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69 e successivamente convertita con modificazioni dalla legge 13 maggio 1988, n. 153, si applica esclusivamente ai nuclei familiari che non rientrano nella disciplina dell’Assegno Unico Universale, in vigore dal 1° marzo 2022. I beneficiari sono così distinti: coniuge, convivente di fatto e partener delle unioni civili; fratello e sorella; nipote minorenni o maggiorenne inabile, orfano di entrambi i genitori e privo del diritto alla pensione di reversibilità.

Le tabelle, in vigore dal prossimo mese di luglio, sono la 19, 20A, 20B, 21A, 21B, 21C e 21D.

Per un maggiore comprensione si riporta la sottostante figura.

A chi spetta?

Ha diritto a percepire l’assegno al nucleo familiare il lavoratore dipendente, che fa specifica richiesta, rientrante nelle seguenti categorie: lavoratori dipendenti (pubblico e privato); lavoratori dipendenti agricoli; lavoratori dipendenti di aziende cessate o fallite; titolari di prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente (es. Naspi); lavoratori in altre condizioni di pagamento diretto (es. lavoratori in aspettativa sindacale).

A chi non spetta? 

Coltivatori diretti, coloni e mezzadri; piccoli coltivatori diretti; titolari di pensioni liquidate nella gestione speciale dei lavoratori autonomi (es. artigiani o coltivatori diretti).

 Come fare domanda?

La richiesta deve essere presentata annualmente. L’anno di riferimento va dal 1° luglio al 30 giugno dell’anno successivo.

Sono diverse le modalità in uso: Accedendo al sito dell’Inps, mediante il servizio dedicato ANF; Rivolgendosi ai patronati che offrono assistenza gratuita nella compilazione e l’invio della richiesta; Tramite il contact center al numero 803164 o 06164164;

La domanda è valida solo se il rapporto di lavoro è in corso. In caso di cessazione dell’attività lavorativa, l’assegno non è più erogato fino a nuova occupazione. Il diritto alla percezione dell’assegno si prescrive entro cinque anni. Tale termine inizia a decorrere dal primo giorno del mese successivo al periodo di lavoro per il quale l’assegno è dovuto. L’Inps può effettuare controlli sulla correttezza dei dati forniti, sia sul reddito che sulla composizione familiare. Assicuratevi di presentare la domanda annualmente e di comunicare tempestivamente eventuali variazioni, evitando così problematiche nell’erogazione. 

                                                                                                                                            [Ugo Bianco è Presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi  –Dipartimento Calabria]

Privacy tour in Calabria, firmato il Manifesto per l’Equità digitale

Impegno per l’equità digitale, trasparenza e responsabilità, standard e linee guida, equità by design & by default, promozione e condivisione, supporto scientifico, verifica e correzione, formazione, inclusione e dialogo, monitoraggio e trasparenza, feedback e miglioramento continuo. Sono questi i 10 punti del “Manifesto per l’Equità Digitale”, firmato da Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Digital Angels, Federmanager, Federmanager Minerva, Fondazione Magna Grecia, GPI, Politecnico di Bari, Regione Calabria, Unindustria Calabria, Università della Calabria e dall’Università degli Studi Roma Tre, nel corso del Privacy Tour, l’iniziativa organizzata dal Garante per la Protezionedei Dati Personali, con il supporto del Gruppo FS. Presenti, all’evento, il Presidente Pasquale Stanzione, la Vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni, i Componenti Agostino Ghiglia e Guido Scorza.

Il documento è stato presentato da Antonio Marziale, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria, nel corso dell’evento “Per un’equità digitale: contrasto ai bias di genere nel trattamento dei dati personali”. Una due giorni organizzata dall’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali e realizzata con il supporto e la collaborazione del Gruppo FS, presso la Cittadella Regionale di Catanzaro.

«Non dobbiamo avere paura del progresso – ha detto il Garante rivolgendosi alla vasta platea di istituzioni e studenti universitari – ma dobbiamo preoccuparci di imparare a gestirlo, come ha detto Papa Francesco più volte e come ha sottolineato Papa Leone XIV ad inizio del suo pontificato».

«L’educazione è la chiave di volta – ha proseguito Marziale – per smarcarci dalle insidie implicite all’Intelligenza Artificiale e tocca al sistema scolastico attrezzarsi debitamente per impartire istruzioni ai bambini e agli adolescenti. Un’istruzione che non sia soltanto tecnica, ma soprattutto etica, nel pieno rispetto dei diritti umani in tutte le possibili declinazioni. Sia l’IA alleata dei bisogni di tutte le persone, non “nemica” di chi l’ha progettata e ciò dipende soltanto da noi».
Il Garante ha apposto la propria firma sul manifesto-decalogo d’impegno al corretto uso dell’IA aggiungendo: «La mia firma rappresenta la richiesta di tutti i bambini e adolescenti calabresi a trovare cittadinanza e godere di rispetto da parte di chi progetta i contenuti dell’IA».

Con il Manifesto, tutti i soggetti firmatari si impegnano a garantire e a promuovere l’equità digitale in tutte le fasi di progettazione, sviluppo, implementazione e utilizzo di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale (IA) e a creare e mantenere al loro interno processi e ambienti di lavoro inclusivi.

Durante la due giorni è stata presentata anche la ricerca sul ruolo dell’intelligenza artificiale (IA) nei processi di reclutamento del personale, realizzata dal Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale dell’Università della Calabria, in collaborazione con il Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management del Politecnico di Bari, su un campione di 200 manager del campo del recruitment. Bilanciare la digitalizzazione e la trasformazione digitale con un approccio “umano centrico” lasciando le persone, con la propria unicità, al centro. È questa la principale necessità emersa dallo studio che ha indagato il livello di consapevolezza dei recruiter rispetto ai bias di genere e la fiducia riposta nei sistemi di IA come strumenti per garantire imparzialità e inclusione.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale si sta estendendo sempre di più: si stima che il mercato dell’IA in Italia sia cresciuto del 52% nel 2024, il 60% delle grandi aziende stia investendo su questo strumento, il 65% degli studenti lo usi per fare i compiti o per attività complesse, e che entro il 2030 potrebbe incidere su circa 2 milioni di posti di lavoro. L’intelligenza artificiale, quindi, si sta qualificando sempre più come “general-purpose technology”, ossia tecnologia suscettibile di influenzare un intero sistema economico. Il rischio è quello di affidarsi a questo strumento senza alcun senso critico, ritenendo indiscutibile ciò che ci propone.

Sfruttarne le potenzialità, invece, potrebbe aiutare ad accelerare la semplificazione dei processi, tra cui quelli del reclutamento del personale. Quest’ultimo è uno degli obiettivi del Gruppo FS che nel suo Piano Strategico 2025-2029 ha inserito tra i punti più salienti per lo sviluppo dell’azienda, la digitalizzazione dei processi, con particolare attenzione a quelli delle Risorse Umane, in ottica di maggiore semplificazione e accessibilità e nuove modalità di ingaggio delle persone. (rcz)

Legge urbanistica regionale, l’iniziativa ha fatto tappa a Reggio

Si è infatti tenutoa Reggio Calabria, nella sede del Consiglio regionale, il secondo degli eventi programmati in tutte le province e nel territorio metropolitano regionale rivolti ai Comuni che hanno avviato l’iter di approvazione dei nuovi strumenti urbanistici senza, tuttavia, pervenire alla sua conclusione.

L’iniziativa itinerante, avviata dall’assessore regionale con delega all’Urbanistica, Maria Stefania Caracciolo d’intesa con Anci Calabria e l’Istituto Nazionale di Urbanistica, si propone non solo di sensibilizzare le Amministrazioni sul tema ma anche di esaminare ed approfondire le problematiche che non hanno consentito, a distanza di anni, di dare piena attuazione alle disposizioni dettate dall’apposita normativa regionale allo scopo di fornire gli opportuni chiarimenti finalizzati ad agevolare l’attività avviata, consentendone una rapida conclusione. La prossima tappa, già programmata per il 30 maggio, sarà a Catanzaro.

«La Regione sta collaborando fattivamente con i Comuni fornendo loro quelle indicazioni e quei chiarimenti necessari per superare  le difficoltà tecnico-burocratiche di ciascuna realtà – ha sottolineato Maria Stefania Caracciolo –; proprio per questo stiamo incontrando personalmente ogni rappresentante di tutti  i Comuni calabresi che non hanno ancora approvato i piani in attuazione alle espresse disposizioni di legge».

Anche in questa circostanza, nella quale sono stati coinvolti i Comuni dell’area metropolitana, l’incontro è stato presieduto ed introdotto dall’assessore al ramo che ha illustrato l’importanza della pianificazione in questione per un ordinato e corretto sviluppo del territorio, del tessuto urbano e del sistema produttivo, le finalità dell’azione avviata e le ulteriori attività in programma, tra le quali la modifica della legge urbanistica regionale per semplificarla, eliminare dubbi interpretativi ed agevolarne l’applicazione.

Hanno preso la parola il Consigliere regionale, Salvatore Cirillo, in rappresentanza del presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, la vicepresidente di Anci Calabria, Simona Scarcella, il consigliere Salvatore Fuda, su delega del sindaco della  Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Sono seguiti gli interventi del presidente di Inu Calabria, Domenico Passarelli, del dirigente del settore urbanistica regionale, ing. Pasquale Celebre, e della funzionaria del medesimo settore regionale,  Mariangela Cama, che hanno fornito un quadro d’insieme della normativa e dell’attività svolta sino ad oggi dai Comuni calabresi.

L’iniziativa è stata particolarmente apprezzata dai sindaci e tecnici comunali intervenuti che hanno  partecipato con vivo interesse, evidenziando le problematiche incontrate, sulle quali si è aperto un confronto con i  referenti regionali che hanno fornito i chiarimenti necessari per superarle, anche con riferimento alla delibera dell’Autorità di Distretto n. 1 del 19.02.2025 con la quale sono stati prorogati al 31/12/2025 i termini per la presentazione di osservazioni al nuovo Progetto di Piano Stralcio di Bacino del rischio Alluvioni.

«Rinnovo l’invito a tutti i Comuni della Calabria che incontrano difficoltà nel procedimento di approvazione degli strumenti urbanistici – ha ribadito l’assessore Caracciolo al termine della riunione – a rivolgersi agli uffici regionali di riferimento con le modalità illustrate con apposita circolare  per incontri mirati al superamento delle problematiche incontrate,  allo scopo di accelerare gli adempimenti e dare attuazione alle vigenti disposizioni normative». (rcs)

Sanità, Tridico (M5S): Governo chieda deroghe per Calabria

Le strutture di assistenza territoriale finanziate dal Pnrr rischiano di restare sulla carta, in Calabria e nell’intero Mezzogiorno». È l’allarme lanciato dall’europarlamentare del M5S Pasquale Tridico, ribadendo la necessità di una deroga per le regioni meridionali».

«Il governo Meloni – ha detto – si attivi per ottenere flessibilità dalla Commissione europea e metta sul tavolo investimenti urgenti per assumere personale sanitario da destinare ai servizi territoriali e a quelli ospedali. Se non si interviene adesso, sarà lo smantellamento irreversibile della sanità pubblica nel Sud e la responsabilità sarà interamente politica».

Commentando un’analisi dell’Ufficio parlamentare di bilancio che evidenzia il mancato utilizzo di miliardi di euro destinati al potenziamento della sanità pubblica, soprattutto nelle aree più fragili del Paese, Tridico ha evidenziato come «senza iniziative urgenti del governo italiano, finora immobile, a pagare il prezzo più alto sarà ancora una volta il Sud, in particolare la Calabria, dove le gravi criticità amministrative stanno paralizzando la realizzazione di Ospedali di comunità, Case della comunità e Centrali operative territoriali, cioè i pilastri della riforma sanitaria post-Covid».

«In Calabria – ha denunciato il parlamentare Ue – sono previste 91 nuove strutture per un totale di 129 milioni di euro. Ma non ce n’è nemmeno una operativa e la maggior parte non è stata neppure avviata. Il dipartimento regionale Salute e Welfare, che nel merito dovrebbe essere la cabina di regia, è da anni sottodimensionato e quindi non riesce a gestire speditamente procedure e risorse. Nel contesto, è evidente che, senza un intervento immediato del governo nazionale, la riforma dell’assistenza territoriale fallirà».

Tridico rincara la dose: «C’è poi un problema di risorse umane mancanti. Occorre assumere medici, infermieri e Oss per l’assistenza territoriale e ospedaliera. I pochi operatori rimasti scelgono il privato, le strutture esistenti restano vuote e le aree interne vengono abbandonate. La Calabria – ha concluso – che già ha un’emigrazione sanitaria per oltre 300 milioni di spesa annua, rischia l’isolamento sanitario definitivo».

Il sindaco Falcomatà: Per pianificare futuro serve trasferimento deleghe a Metrocity RC

«Per definire programmazioni e pianificazioni di carattere ambientale, paesaggistico ed ecosostenibile, sono indispensabili deleghe e funzioni piene, che, da dicembre dello scorso anno, sono in una fase di stallo per un’inerzia amministrativa della Regione Calabria, che, ha evidentemente confuso prerogative normative e legislative con gentili e facoltative concessioni da anni adagiate su un errato approccio di discrezionalità».  È quanto ha detto il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, nel corso dell’iniziativa promossa dall’associazione “Reggio Cresce presieduta da Rosy Perrone e svoltasi all’Università Mediterranea di Reggio, dove si sono confrontati esperti e componenti del mondo accademico.

«Un ulteriore momento di confronto e di riflessione, a più voci, che ci permette di sviluppare idee e proposte su una prospettiva di crescita della nostra Città Metropolitana, che riguarda un tema strategico per i nostri territori, come l’ambiente», ha detto Falcomatà.

«Un confronto tra diverse intelligenze – ha sottolineato il primo cittadino – è la strada migliore per dar vita ad una contaminazione culturale dalla quale non possiamo che trarne occasione di crescita. E la giornata di oggi, emotivamente particolare, perché ci ricorda la strage di Capaci, non può non farci pensare alla violenta antropizzazione del nostro territorio, delle nostre fiumare e dei nostri paesaggi che, a cavallo tra anni ‘70 e ‘80, ha portato ad una speculazione ambientale favorita dal lassismo di chi aveva il dovere di non girarsi dall’ altra parte».

«A coloro – ha aggiunto – che hanno irriso e calpestato ogni straccio di regola in materia paesaggistica e di preservazione del suolo, l’irrimediabile colpa di aver consegnato alle generazioni dell’avvenire, una porzione di territorio con rischi permanenti di dissesto idrogeologico».

«La sinergia istituzionale con Università e realtà associative, che può nascere da appuntamenti come questo – ha continuato – può diventare un metodo, un punto solido di partenza. Noi come Città Metropolitana stiamo facendo la nostra parte attraverso un monitoraggio aggiornato e costante sull’erosione costiera, sullo stato di salute delle fiumare e dei corsi d’acqua, anche attraverso l’utilizzo di droni, e attraverso un coinvolgimento tecnico attivo degli ordini professionali di riferimento». (rrrc)

 

L’OPINIONE / Filippo Mancuso: Calabria tra le prime a istituire Garante per vittime di reato

di FILIPPO MANCUSO – La Regione Calabria è stata tra le prime, in coerenza con i principi dell’Unione europea, ad istituire il Garante per la tutela delle vittime di reato. Questo organo di garanzia, individuato dal Consiglio regionale e che ha preso corpo con la legge regionale n.10 del 10 marzo 2023, punta a dare voce e sostanza ai diritti fondamentali dei cittadini calabresi.

Il ruolo del Garante si inserisce in un quadro normativo più ampio, influenzato dalle disposizioni europee e nazionali in materia di protezione delle vittime di reato.

La Calabria è una regione caratterizzata da specifiche criticità che rendono particolarmente complesso il lavoro di supporto alle vittime di reato.

La presenza radicata sul territorio di situazioni sociali difficili e complesse rappresenta un ostacolo nella fiducia delle istituzioni e spesso determina una reticenza delle vittime nel denunciare i reati subìti.

Bisogna anche rimarcare come le vittime di reato in Calabria non affrontano solo le conseguenze dirette del danno subìto, ma si trovano spesso a dover superare barriere culturali, economiche e burocratiche che limitano la loro capacità di ottenere assistenza e protezione.

Per questo va apprezzata e sostenuta la figura del Garante regionale, che nel 2024 ha portato avanti una intensa attività istituzionale caratterizzata da incontri strategici con le principali autorità giudiziarie del territorio e dall’impegno nella promozione di una giustizia più vicina alle esigenze delle vittime.

Per potenziare ancor di più la struttura operativa del Garante, ho presentato nel corso della plenaria della Conferenza regionale dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, la proposta di istituire la figura del Garante nazionale per la tutela delle vittime di reato, con l’obiettivo di avvicinare ulteriormente alle istituzioni le persone che necessitano di protezioni ben mirate”.

Un’altra mia proposta riguarda l’istituzione di un Coordinamento nazionale per la garanzia dei diritti e per la tutela delle vittime di reato, composto dai Garanti regionali, o figure analoghe, attualmente operanti nelle Regioni. T

utto ciò, con lo scopo particolare di promuovere l’adozione di linee comuni di azione dei Garanti regionali da attuare sia sul piano regionale che nazionale e da favorire e sostenere nelle sedi internazionali. (fm)

[Filippo Mancuso è presidente del Consiglio regionale]

Il consigliere Montuoro: Il 30 maggio riapre la Statale 18 di Vibo

Il 30 maggio Anas riapre la Statale 18 nel territorio di Vibo Valentia. Lo ha reso noto il consigliere regionale Antonio Montuoro, sottolineando come la riapertura «ripristina, finalmente, quella condizione di normalità a cui aveva dovuto temporaneamente rinunciare una vasta area dalle grandi potenzialità, che è conosciuta e apprezzata per le sue bellezze naturali, che ogni anno richiamano migliaia di turisti da tutto il mondo, e per le tante attività imprenditoriali disseminate sul territorio».

«Questa importante notizia – ha spiegato Montuoro – mi è stata comunicata nel corso di una interlocuzione telefonica avuta stamattina con il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Antonio Iannone, a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti per aver seguito da vicino, con grande sensibilità, una problematica che ha creato non poche criticità al territorio, trattandosi della principale arteria stradale che collega la città capoluogo con la costa, chiusa lo scorso marzo a seguito di un consistente fenomeno di caduta di massi sulla carreggiata, per cui è stato necessario disporre il senso unico alternato; provvedimento, chiaramente, molto sofferto dal territorio».

«Sono queste –  ha rimarcato Montuoro – le notizie che fanno bene non solo a una comunità, ma a un’intera fascia che, da sempre, riveste una rilevanza strategica per lo sviluppo dell’intera regione, e che dimostrano, in maniera inequivocabile, l’attenzione che il Governo centrale ha riservato, sin dal suo insediamento, alla Calabria, contribuendo così a capovolgere quella narrazione stantia ed errata del passato che non ha fatto altro che provocare danni all’immagine di una terra meravigliosa che si sta, finalmente, facendo conoscere per quella che è la sua vera essenza, grazie a una classe dirigente e a una filiera istituzionale che hanno davvero a cuore le sorti della Calabria e che lavorano quotidianamente per esaltarne le sue peculiarità».

«Il vento è cambiato – ha concluso – come attestano i fatti, e c’è una nuova concezione di politica, lontana dai salotti e dai palazzi, e con gli occhi sempre puntati sui territori». (rvv)