Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, ha denunciato una situazione «di gravità inaudita, denunciata dal cittadino Domenico Caruso di San Giovanni in Fiore: l’assenza cronica del farmacista presso la farmacia territoriale della sua città. Questa problematica, lungi dal dover essere ignorata, deve irrompere con forza nelle stanze del potere».
Enogastronomia e turismo, binomio vincente per dare spinta alla qualificazione e allo sviluppo della Locride e della Calabria
di ARISTIDE BAVA – Enogastronomia e turismo, binomio vincente per dare spinta alla qualificazione e allo sviluppo della Locride e della Calabria. Un messaggio chiaro quello partito dal Porto delle Grazie di Roccella, dove si è tenuto un incontro tra i rappresentanti della Associazione Italiana della cucina “Costa dei Gelsomini”, della Locride, e quelli di “Gallura” della Sardegna.
Il tutto, proprio, nella stupenda cornice del Porto roccellese dove le due delegazioni dell’Aic si ritrovati presso la struttura la “SciabaKa”, presenti, tra gli altri, anche il sindaco della città Vittorio Zito e il consigliere regionale Antonello Talerico, che si sono appunto soffermati sull’importanza che riveste l’enogastronomia per lo sviluppo del settore turistico auspicando una doverosa promozione del settore. Assieme a loro anche Vasco De Cet, Amministratore Unico del Porto, che ha parlato dei successi che si stanno riscontrando grazie alla politica innovativa che si sta perseguendo e che vede la struttura di Roccella anche tra le mete più ambite dei vacanzieri da diporto.
Per l’occasione sono stati presenti nella Locride, con il delegato della locale Aic, Giuseppe Ventra, che ha organizzato l’incontro, e il delegato di Gallura, Massimo Putzu, anche il delegato regionale, Rosario Branda, e tutti i delegati della provincia reggina ovvero Sandro Borruto, delegato A.I.C. area dello Stretto Costa Viola; Ettore Tigani, delegato A.I.C. Gioia Tauro – Piana degli Ulivi; Giuseppe Alvaro, delegato A.I.C. Reggio Calabria e Franco Prampolini, delegato A.I.C Area grecanica che, con brevi interventi, si sono alternati per condividere gli aspetti sociali della manifestazione.
Sono intervenuti anche il giornalista Marco Bittau, coordinatore regionale del Centro studi regionale della Sardegna e il presidente del Consiglio di amministrazione della fondazione distrettuale Lions, Franco Scarpino. L’incontro è stato introdotto dal segretario dell’ Aic della Locride, Luciano Tornese.
La conviviale è stata imperniata su specifiche pietanze gastronomiche della tradizione locale, preparate dallo chef Vincenzo Forgione e illustrate nei particolari dall’imprenditore Salvatore Agostino che, proprio nei giorni, scorsi è stato insignito del “Premio Eccellenza Lions” per il suo importante e fattivo contributo nel campo della gastronomia e per le sue riconosciute capacità di promuovere i prodotti locali in Itali e nel mondo. Agostino è stato presentato dal simposiarca della giornata Paolo Commisso. La degustazione è stata preceduta con una significativa appendice a cura di Simone Ventra, noto medico specialista in cardiologia che si è soffermato, con dovizia di particolari, sul tema “fattori di rischio e malattie cardiovascolari”.
A cornice dell’incontro anche le esposizioni artistiche della pittrice Maria Grenci che ha offerto interessanti scorci del territorio. La giornata è stata arricchita dall’ingresso nell’ Aic “ Costa dei Gelsomini”, di ben cinque nuovi soci, ovvero Paolo Commisso, Francesca Costantino, Vincenzo Ursino, Raffaele Niceforo e Cesare Laruffa. A conclusione dell’incontro la delegazione della Locride ha donata agli ospiti la raffigurazione della Dea Persefone curata dall’artista Alberto Trifoglio come ricordo e segno distintivo del territorio della Locride. (ab)
L’OPINIONE / Candeloro Imbalzano: Parco del Vento solo uno slogan
di CANDEROLO IMBALZANO – Avevo sinceramente sperato di poter esprimere, al termine dei lavori avviati da pochi mesi dall’attuale Amministrazione, un giudizio complessivamente positivo, a prescindere dalla diversità di schieramento politico. Avevo sperato che venisse valorizzata l’area che, dal torrente Fiumarella, conduce a Punta Pellaro, realizzando un progetto capace di rendere fruibile la straordinaria risorsa del “Vento” del comprensorio pellarese.
Troppi ricordi della nostra infanzia ci legano a questo tratto di mare e di spiaggia, per noi di una bellezza unica, e fin qui tutelati soltanto dalla locale Proloco, con l’infaticabile presidente Concetta Romeo e dalle Associazioni ambientaliste. Avendo frequentato per decenni l’Alto Garda, in particolare Riva e Torbole, vere capitali europee degli sport del vento, avevo immaginato la realizzazione di un progetto che avviasse anche alle nostre latitudini lo sviluppo di quell’area Trentina, capace di attrarre da almeno 50 anni molte decine di migliaia di appassionati di Surf e Kite. Purtroppo, la ricognizione da noi effettuata nella mattinata di ieri ci ha prodotto un grande scoramento, visto il risultato constatato: il solito clichè di una mini pista ciclabile, che riduce pericolosamente l’asse stradale, l’immancabile area giochi per bambini, (a duecento metri da un’altra simile e sempre vuota per la presenza di un ulteriore parco giochi nei pressi del vicino campo sportivo), ed una colata di catrame stradale per qualche centinaio di metri, con tanto di alberi ai lati di quel breve tratto.
Il tutto preceduto dallo “spettacolo” ambientale offerto soprattutto sul lato sinistro della strada a partire dal torrente Fiumarella e che ha fatto pomposamente coniare a qualche dotto amministratore lo slogan di “Parco del Vento!”.
Confesso che mi sarei aspettato almeno dai consiglieri che oggi risiedono a Pellaro, prima che il progetto venisse approvato in Giunta, uno studio più accurato dell’elaborato tecnico, per comprenderne la sua funzione e la capacità reale di questo cospicuo investimento di contribuire allo sviluppo turistico dell’area. Io avrei consigliato, a loro e al progettista, una puntata di qualche giorno nelle due località trentine per rendersi conto di cosa necessitava veramente per creare un “Parco degli Sport del Vento”, con un occhio soprattutto attento al contesto ed alla possibilità di creare servizi ed attrattori per trascorrere le serate a mare.
L’osservazione di questi luoghi avrebbe evitato qualche intervento dal palco in chiave quasi macchiettistica, diciamo una semplice offesa all’intelligenza dei presenti, abituati a viaggiare e dotati di capacità critica e di valutazione. Naturalmente, spetterà alla più che probabile ormai prossima amministrazione di centrodestra di riflettere sulle enormi potenzialità di sviluppo turistico di Punta Pellaro e dell’intero comprensorio pellarese, rivisitando, con una visione ben diversa, quanto realizzato e che si è voluto enfatizzare in questi giorni senza alcun accostamento con la realtà. (ci)
[Candeloro Imbalzano, già più volte assessore comunale, consigliere regionale ed attuale esponente di “Forza Italia”]
L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Ripensare al rigassificatore di Gioia Tauro
di GIACOMO SACCOMANNO – I tanti conflitti attuali e il pericolo di blocco o aumento delle materie prime energetiche stanno allarmando l’economia globale. I certi rialzi dei prezzi dell’energia e le incertezze sui mercati potrebbero portare ad ulteriori freni per la crescita. L’Italia ha una sua debolezza evidente per le scellerate scelte del passato che hanno bloccato l’uso dei pozzi di gas e lo smantellamento del sistema di produzione di energia nucleare.
La dipendenza da altre nazioni e, in particolare, da quelle che oggi sono interessate da pericolosi conflitti possono aggravare la già difficile condizione esistente. Ecco la necessità di guardare alle possibili strategie future e alle iniziative di prudenza e di acquisizione di sistemi che possano alleviare eventuali aumenti di prezzi o bloccare le importazioni. Ed allora è fondamentale rivedere la progettualità del rigassificatore e riprendere quel cammino che, inspiegabilmente, è stato interrotto.
Una visione futura per evitare che l’Italia possa subire altri pregiudizi da aumenti dei costi energetici che metterebbero ulteriormente in ginocchio le famiglie e le imprese. Questo è il momento di programmare seriamente il futuro dell’energia italiana senza alcun rinvio che potrebbe essere, veramente, letale. Ed, allora, appare fondamentale che si ripensi al rigassificatore nell’area portuale di Gioia Tauro che potrebbe, da una parte, sostenere eventuali criticità nella fornitura del gas, visti i conflitti attuali che potrebbero anche allargarsi, e, dall’altra, realizzare una piastra del freddo che potrebbe rilanciare la commercializzazione dell’agroalimentare e sostenere le eccellenze della regione e dare linfa vitale al sistema agricolo.
La politica vera e le istituzioni devono guardare al futuro ed anticipare, per quanto possibile, scenari negativi e nubi che si addensano all’orizzonte. Non bisogna attendere che la situazione si aggravi ancor più e, poi, far ricadere sugli italiani possibili aumenti del costo dell’energia che hanno già messo in ginocchio imprese e famiglie. Guardiamo con attenzione alla possibile realizzazione del rigassificatore a Gioia Tauro che potrebbe, appunto, avere delle ricadute più che positive per l’Italia e la Calabria. Stare fermi a guardare non serve a nessuno e, anzi, aggrava la già difficile situazione attuale. Oggi il rigassificatore e domani il nucleare per coprire il divario esistente ed evidente che ci separa dalle altre nazioni industrializzate. La vera politica pensa prima e non attende i terremoti che i conflitti potrebbero scatenare. (gs)
[Giacomo Francesco Saccomanno, già Commissario regionale Lega Calabria]
Domani lo speciale di Rai Cultura su Saverio Strati
era, su Rai Storia, alle 21.10, in prima visione, andrà in onda lo speciale “Ritorno perché. Vita di Saverio Strati”, firmato da Vanessa Roghi e Massimo Latini.
Lo speciale racconta la lunga e prolifica attività letteraria di Saverio Strati, nato a Sant’Agata del Bianco nel reggino nel 1924, la vita di Strati assomiglia a quella di tanti giovani di umili origini della sua generazione. La scuola, la scoperta del meridionalismo, il talento, il trasferimento negli anni Sessanta a Scandicci, ma anche la situazione di indigenza da cui riuscirà a uscire solo grazie al supporto della legge Bacchelli a lui assegnata nel 2009.
Lo speciale, realizzato nell’ambito della convenzione tra Rai Com, Regione Calabria, e Fondazione Calabria Film Commission, ricostruisce una storia singolare e paradigmatica anche grazie alla ricchezza delle Teche Rai che dagli anni Cinquanta in poi non hanno mai smesso di raccontare il Sud.
Il programma, realizzato in occasione delle celebrazioni per il Centenario dalla nascita di Strati, arricchisce il calendario delle iniziative promosse da Regione Calabria – Dipartimento Cultura, “100 Strati” e Calabria Film Commission, con il coinvolgimento anche del comune di Sant’Agata del Bianco, paese natale di Strati.
Lo Speciale è arricchito dalle interviste a Goffredo Fofi, Palma Comandé, Gioacchino Criaco, Vito Teti, Giancarlo Cauteruccio, Piero Pananti, Luigi Franco, Domenico Stranieri, Giuseppe Polimeni.
La produttrice esecutiva è Annalisa Annalisa Vasselli. Ricerche di Francesco Russo. (rrm)
Alla Mediterranea di Reggio la Euro-Mediterranean Conference for Environmental Integration
Al via oggi all’Università Mediterranea di Reggio Calabria ospiterà la Euro-Mediterranean Conference for Environmental Integration (EMCEI-2025).
L’importante conferenza internazionale, in corso al Dipartimento DICEAM dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, segue l’edizione del 2024 di Emcei, tenutasi in Marocco, dove è stato molto apprezzato il contributo della Città Metropolitana di Reggio Calabria, attraverso l’intervento della Dirigente Domenica Catalfamo.
Si tratta di un convegno internazionale di alto profilo che è giunto oramai alla sua settima edizione. Le passate edizioni si sono svolte in diversi paesi del Mediterraneo ed hanno avuto un notevole successo sia in termini di partecipazione che di produzione scientifica. Infatti, ad ogni edizione hanno partecipato svariate centinaia di docenti e ricercatori provenienti non solo dal bacino del Mediterraneo ma da tutto il mondo, con migliaia di abstract.
Il Convegno è organizzato in sinergia e col patrocinio della Città Metropolitana di Reggio Calabria, del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), dell’Ordine degli Ingegneri di Reggio Calabria, della Protezione Civile della Regione Calabria. Inoltre, faranno parte del Comitato Scientifico ed Organizzatore del Convegno il Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea Prof. Giuseppe Zimbalatti, il Direttore del Diceam, prof. Giuseppe Barbaro in qualità di Local Chairman, la Dirigente del Settore 10 Tutela del Territorio e dell’Ambiente della Città Metropolitana Ing. Domenica Catalfamo in qualità di EMCEI Organising Committee Member, il Direttore Generale di ISPRA Dott.ssa Maria Siclari in qualità di Keynote Speaker & EMCEI Organising Committee Member, l’Ing. Francesca Minniti Assegnista di Ricerca presso l’Università Mediterranea in qualità di EMCEI Coordinator e l’Ing. Giandomenico Foti Tecnologo di Ricerca presso l’Università Mediterranea in qualità di EMCEI Organising Committee Member.
Gli obiettivi principali della conferenza sono il sostegno alla ricerca e all’innovazione, promuovendo lo scambio di conoscenze scientifiche e la collaborazione tra le comunità che operano nell’area del Mediterraneo e i loro partner in tutto il mondo. I partecipanti alla conferenza avranno un’opportunità per assistere a diverse presentazioni sui nuovi indicatori e orientamenti per la ricerca, lo sviluppo e le innovazioni nei campi multidisciplinari delle scienze ambientali. Le tematiche affrontate nella conferenza sono quelle tipiche dell’area Euro-Mediterranea, e quindi caratteristiche anche e soprattutto dei nostri territori, quali ad esempio cambiamenti climatici, gestione e pianificazione sostenibile di aree costiere e aree urbane, agricoltura e ambiente, impatto del cambiamento climatico su economia e società.
Inoltre, il Direttore del Dipartimento DICEAM della Mediterranea ha promosso una sessione speciale in cui si relazionerà sulle tematiche più importanti che affliggono il nostro territorio, in particolare rischi naturali che interessano il continuum coste-bacini idrografici per considerare la necessità di adottare un approccio integrato alle dinamiche e ai rapporti causa-effetto che si verificano in questo sistema unitario. (rrc)
LA RIFLESSIONE / Franco Cimino: Perché queste guerre non finiscono mai?
di FRANCO CIMINO – Per fare un campionato di calcio occorre una lunga preparazione. Per partecipare alle olimpiadi, sacrifici a non finire e fatiche incalcolabili con studio continuo di perfezionamento tecnico. Per scalare una montagna ci vuole forza nelle gambe, conoscenza dei venti e degli ghiacciai. E tanto tanto coraggio. Anche per navigare. Occorre studiare il mare, conoscerlo profondamente, amarlo. Rispettarlo. Essere dentro le correnti esterne e interne che lo attraversano. E nuotare, come se lo carezzassi, nella sua anima infinita. Per scrutare il Cielo, occorrono occhi di cuore. E spirito di conoscenza. E curiosità, tanta. Per fare il pugile, ci vogliono muscoli duri come il marmo e pugni di ferro. Ci vogliono anche qui, furbizia. Intelligenza tattica. E molto occhio, anche quando fosse gonfio e nero di botte. Per fare lo scrittore ci vogliono fantasia, penna, ora anche digitale. E parole. Tante parole. Le stesse che, insieme al sentire con sentimento, occorrono quando si scrivono poesie. Per fare una fabbrica, e tenerla in piedi, ci vogliono gli imprenditori, i lavoratori, le materie prime e i macchinari per trasformarle.
E ingegno nel saperle mettere sul mercato, traendone ricchezza e altre risorse. Ma per fare una guerra cosa ci vuole? Ci vuole l’odio verso il nemico, sì. Ci vuole la volontà brutale di annettersi territori altrui e quella innata tendenza delinquenziale per rubare le ricchezze in essi contenute. Per fare una guerra, ci vuole anche un disegno strategico. E una strategia studiata a fondo perché risulti efficace. Per fare una guerra, ci vuole la cattiveria, quella quell’istinto primordiale, antropologico, che accenda il desiderio di morte. E la voglia di provocarla nei nemici. Ci vuole, per sostenere l’istinto di morte, la ferocia con cui produrla. Continuarla senza che senso di colpa o pentimento o indugio, ti colga nel mentre morte procuri. Per fare la guerra ci vuole una sola orrenda idea. Quella che ci siano solo i combattenti, gli strateghi, i signori della morte. A importatela. E in una concezione del tempo che sia chiuso nel presente. Un tempo senza passato e senza futuro. Il passato è ignorato. Il futuro non è neppure concepito. Per fare la guerra ci vuole ferocia, odio, tecnica militare, voglia di morte. Tutto questo, nella testa di quei folli criminali, ci starebbe pure. Ci potrebbe, nella loro propaganda, stare. Fino a un certo punto sarebbe pure comprensibile, a buona parte di questo mondo che ha smarrito il valore della vita. In quel sentire utilmente la guerra come un fatto umano che abbia comunque a consumarsi. Abbia a finire per stanchezza e perdita di forze.
E, però, la guerra, quella tipologia di guerra, avrebbe bisogno delle cose e degli elementi che più inducono a pensare che essa abbia un fine. Una sospensione. Ovvero, una totale cessazione. Sono gli elementi e le risorse più necessari ai combattimenti. D’assalto e di aggressione, soprattutto. Per esempio, ci vogliono i soldati. Per fare la guerra, ci vogliono uomini in armi e in divisa. Occorrono le armi, i carrarmati, le navi, gli aerei, le munizioni, le bombe, i missili, i droni. Tutte risorse, queste, che subiscono perdite, spesso enormi. Non poche volte totali. Queste perdite sono una delle principali cause per cui le guerre cessano. E come se si consumassero da sole. In quel concetto, che io da più volte sostengo, per il quale la guerra uccide la guerra. Ma le guerre in corso, specialmente le più note, in Medioriente e in Ucraina, non finiscono mai. E mi domando dove sono ancora gli uomini per farla? Ne sono stati uccisi a decine decine di migliaia. E dove sono più le armi, i missili, gli aerei le navi, le bombe, se ne sono state distrutte consumate a migliaia? Siccome tutto questo materiale ha anche un elevato costo economico, dove sono i soldi per fabbricarne altre? Dove si trovano questi soldi per finanziare la guerra? Dove si trovano gli arsenali pieni di armi micidiali? E chi le paga? E quando e dove vengono fabbricate?
Queste domande, non sono affatto retoriche. La risposta a tutte, si trova in quella preoccupazione di Papa Francesco, quando affermava e denunciava che queste guerre apparentemente regionali, sono come quel piccolo elastico, aggiungo io, che si allunga progressivamente fino a quando qualcuno non lo tiri così forte da romperlo. La guerra a pezzettini, come la definiva Bergoglio, è di fatto il teatro nascosto di una guerra globale. Mondiale. Nella quale tanti paesi cosiddetti neutrali e non belligeranti, di fatto partecipano ai conflitti offrendo soldi e armi al belligerante alleato. Questa guerra, questa brutta sporca guerra, non finirà fino a quando questa ipocrisia non si sarà dissolta nella affermazione di una verità. Una sola. Quella che la parte più coraggiosa della pubblica opinione mondiale potrà gridare.
Questa: solo se e quando i popoli che rifiutano la guerra non avranno imposto, ai propri governi, di cessare questo gioco contro la vita e contro la verità della vita, la guerra, sotto le diversi sue vesti, cesserà. Che ne segua o no la Pace. La Pace vera. La guerra cesserà e si fermerà per un tempo lungo, quando quei popoli, liberatisi, imporranno a quelli stessi governi di ripristinare il valore inalienabile della Democrazia. Anche qui, la Democrazia autentica. Quella al centro della quale c’è la Persona. E il dovere di un Paese, di un popolo, di costruire ricchezza finalizzata solo alla soddisfazione dei bisogni, soprattutto primari, della gente. La Democrazia, anche come sentimento, nel quale si avverta il dovere di estendere il principio di solidarietà verso quei popoli, che più delle armi hanno bisogno di acqua e pane. E di una terra per far vivere libero il popolo di quella terra. E degli strumenti, hanno bisogno, per uscire dall’arretratezza. Per costruire con le proprie mani un destino migliore. (fc)
Regione, aumentate le corse e collegamenti per il periodo estivo
La Giunta regionale, guidata dal presidente Roberto Occhiuto, ha approvato, su indicazione dell’assessore regionale Gianluca Gallo, la programmazione dell’intensificazione dei servizi di trasporto pubblico locale, ferroviario e su strada, finalizzato ad assicurare collegamenti stagionali estivi, anche in occasione di eventi di particolare rilevanza.
In particolare, il rafforzamento dei servizi di trasporto pubblico ferroviario regionale riguarda due coppie di corse aggiuntive sul percorso via Tropea (direzione Lamezia Terme centrale-Reggio Calabria centrale) tutti i sabati dei mesi di luglio e agosto nella fascia serale come già effettuate nella stagione 2024.
Sempre su indicazione di Gallo è stato anche deliberato il progetto preliminare pluriennale For.Italy2 riguardante l’informazione e la formazione professionale per il settore forestale italiano, nonché lo schema di accordo pubblico. Il progetto si configura come strumento ottimale per l’attuazione dei criteri minimi perla formazione professionale degli operai forestali.
Un altro atto dell’assessore Gallo ha riguardato il regolamento sulla disciplina del “Carpfishing”, una tecnica di pesca sportiva sempre più diffusa, che prevede la cattura della carpa (Cyprinus carpio) con modalità selettive, rispettose dell’ambiente e del benessere animale. Il regolamento consente l’esercizio del Carpfishing nelle acque interne della Regione Calabria, esclusivamente nei tratti in cui è consentita la pesca sportiva e ricreativa.
Il testo normativo stabilisce le modalità di esercizio, le limitazioni e i requisiti richiesti per lo svolgimento di questa pratica, allineandosi alle migliori prassi nazionali ed europee in materia di pesca sostenibile. L’approvazione del regolamento rappresenta un passo avanti per la regolamentazione e la valorizzazione della pesca sportiva come attività ricreativa, educativa e turistica, capace di generare economia locale nel rispetto dell’ambiente.
Approvati, poi, tre provvedimenti in materia di Lavoro, ambiente, turismo e formazione dell’assessore Giovanni Calabrese.
Deliberato l’aggiornamento al Piano per l’occupazione 2023/2029 – nel quale sono individuati gli interventi a valere sul Pr Calabria Fesr-Fse+ 2021/2027, con l’integrazione di questi ulteriori progetti: Avviso impresa sicura, Avviso Oikos Calabria, certificazione delle competenze digitali, implementazione del sistema della certificazione delle competenze, In.Tur – incentivi all’occupazione alle imprese che operano nella filiera turistica e Avviso formazione continua.
Con un’altra delibera è stata approvata la variazione delle risorse finanziarie del “Piano di Azione 2021-2027 Biodiversità ed Aree protette-azioni di tutela, conservazione valorizzazione e fruizione del sistema delle aree protette, della Rete Natura 2000 e delle infrastrutture verdi”.
L’azione si è resa necessaria allo scopo di rafforzare gli interventi relativi alle azioni di sensibilizzazione, informazione e promozione ambientale e, inoltre, per far fronte alla significativa richiesta di sostegno avanzata dalle Associazioni ambientaliste per progetti di tutela ambientale anche a seguito dell’avviso pubblico regionale “Conservare, ripristinare e tutelare gli habitat e le specie della Rete natura 2000”.
Approvata anche la proposta di integrazione del Comitato tecnico, che ha il compito di supportare, facilitare e orientare, negli adempimenti obbligatori e nel rispetto dei criteri previsti dal programma, i Comuni rivieraschi che intendono conseguire il prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu. L’integrazione riguarda i seguenti soggetti (o loro delegati): il dirigente generale del dipartimento Turismo, Marketing territoriale, Trasporto pubblico locale e Mobilità sostenibile, i direttori generali dell’Ente Parchi Marini della Calabria e dell’Arpacal, il sindaco pro tempore di almeno un Comune insignito del riconoscimento della Bandiera Blu, indicato da Anci.
È stato altresì deciso il recepimento delle Linee guida per i corsi di formazione preparatori alla professione di Agente di affari in mediazione, attuate dalla Conferenza delle regioni a febbraio 2024. Le modifiche si sono rese necessarie per uniformare i corsi dal punto di vista standard a livello nazionale.
La Giunta, poi, su proposta congiunta dell’assessore allo Sviluppo economico e Attrattori culturali, Rosario Varì, e dell’assessore Calabrese, ha adottato un provvedimento di recepimento dei principi del Decreto legislativo 190/2024. I
l provvedimento è riferito a misure di coordinamento e semplificazione dei procedimenti autorizzativi relativi alla costruzione ed esercizio degli impianti alimentati da Fonti di Energia Rinnovabile.
Su indicazione dell’assessore Varì è stato, inoltre, istituito il Fondo “Tecnologie Step” (TecStep), un nuovo strumento finanziario con una dotazione complessiva di 100 milioni di euro, volto a sostenere e attrarre investimenti strategici nei settori delle tecnologie digitali avanzate, delle tecnologie deep tech e delle tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse. È rivolto al sostegno di tutte le imprese innovative e promuove la localizzazione in Calabria di investimenti ad alto valore aggiunto nei settori chiave per il futuro dell’Europa.
L’obiettivo del TecStep è quello di favorire lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche ad alto impatto economico, ridurre le dipendenze strategiche e rafforzare le catene del valore industriali, generare nuova occupazione qualificata in Calabria. Il Fondo si inserisce nell’ambito del Programma regionale Calabria Fesr Fse+ 2021/2027 che istituisce la piattaforma Step per le tecnologie strategiche per l’Unione europea potenziando la capacità produttiva nelle filiere tecnologiche critiche, promuovendo l’efficienza energetica e favorendo la transizione digitale e verde.
Deliberati, inoltre, altri tre importati atti dell’assessore alle Politiche sociali, Caterina Capponi.
Approvata la programmazione delle risorse per le politiche sociali relative al Fondo regionale (Frps) per il 2025 e al Fondo nazionale (Fnps) per il 2024. Il Frps dispone di 15 milioni di euro, di cui 13,5 milioni destinati agli Ambiti territoriali sociali (Ats) per interventi a favore di famiglie, minori e anziani autosufficienti, mentre il 10% finanzierà progetti innovativi e formazione. Il Fnps assegna circa 17 milioni di euro, con almeno il 50% vincolato all’area famiglia e minori e fondi specifici per interventi mirati come affido e dimissioni protette. La ripartizione delle risorse tra Ats avviene secondo criteri di equità basati sulla popolazione (60%) e sui posti accreditati (40%).
Istituito anche l’Osservatorio regionale dei servizi sociali e delle condizioni di povertà e disagio sociale, in linea con la Legge regionale 23/2003. L’Osservatorio avrà il compito di raccogliere e analizzare dati sui bisogni sociali e sull’offerta dei servizi in Calabria, per migliorare la programmazione delle politiche sociali regionali. Parteciperanno rappresentanti del dipartimento regionale Salute e Welfare, dell’Ufficio statistico regionale, nonché di Upi e Anci Calabria. Sarà inoltre utilizzata una scheda indicatori uniforme per tutto il territorio.
Infine, l’altra delibera dell’assessore Capponi approvata dalla Giunta ha riguardato l’adeguamento della Programmazione regionale del Fondo per la non autosufficienza 2022–2024, in recepimento delle indicazioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. L’aggiornamento riguarda esclusivamente le tabelle di riparto finanziario per gli anni 2023 e 2024, che sono state modificate per incrementare i servizi sociali diversi dall’assistenza integrata, in linea con i Livelli essenziali delle Prestazioni sociali (LePs) previsti dalla normativa nazionale. Le risorse totali assegnate alla Calabria per il triennio superano i 90 milioni di euro, includendo anche i fondi per i progetti di Vita indipendente e il rafforzamento dei servizi nei punti unici di accesso. (rcz)
Legambiente Calabria: “La salvaguardia della biodiversità è essenziale anche per il turismo regionale”
Garantire la tutela e la salvaguardia degli ecosistemi costieri, della flora e della fauna, effettuando controlli rigorosi sul rispetto delle norme e assicurando a tutti il diritto al libero utilizzo del bene collettivo spiaggia. È quanto ha chiesto Legambiente Calabria alla Regione, evidenziando come «purtroppo, su molte spiagge calabresi si trovano ancora troppi rifiuti, costituiti per oltre l’80% da plastiche e mozziconi di sigaretta».
«La protezione delle spiagge, degli ecosistemi e la salvaguardia delle specie protette, sia faunistiche che floristiche – ha dichiarato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria – non è solo un dovere etico ed ecologico, ma rappresenta anche una concreta opportunità di sviluppo di forme di turismo ecosostenibile, che possono diventare importanti fonti economiche per la nostra Regione».
«La Calabria deve essere in grado di fermare l’impatto devastante – ha continuato la presidente – che le attività umane hanno sulle nostre splendide coste, tutelando il grande valore della biodiversità, che costituisce un’importante attrattiva per un turismo consapevole. Un esempio virtuoso è rappresentato dai quasi venti Comuni calabresi che, fino ad oggi, hanno aderito al protocollo ‘Comuni amici delle Tartarughe’ nell’ambito del progetto Life Turtlenest».
«Nonostante moniti e richiami, su molti arenili calabresi le amministrazioni comunali continuano, puntualmente – viene spiegato in una nota – ad effettuare o consentire interventi di pulizia delle spiagge utilizzando ruspe, trattori e bulldozer cingolati. Una prassi che, troppo spesso e in violazione della normativa vigente, incide persino su aree di pregio naturalistico, dove si trovano dune, comunità vegetali psammofile e specie tipiche come il giglio di mare, l’efedra, oppure specie protette che nidificano sulle coste calabresi, come la tartaruga Caretta caretta, il Fratino (Charadrius alexandrinus) e il Corriere piccolo (Charadrius dubius). Proprio un pulcino di quest’ultima specie, inserita nella Lista Rossa 2011 degli Uccelli Nidificanti e protetta dalla Convenzione di Berna e dalla legge nazionale n. 157/1992, è stato purtroppo schiacciato da un mezzo pesante durante la pulizia della spiaggia a Santa Caterina dello Ionio».
«La Regione Calabria ha più volte emanato provvedimenti per ricordare il divieto di utilizzare mezzi meccanici per la pulizia delle spiagge e di transitare con fuoristrada o altri veicoli su ruote che possano alterare il profilo delle dune, prevedendo sanzioni economiche per i comuni inadempienti. Insieme ad altre associazioni ambientaliste, Legambiente Calabria – viene ricordato – ha ripetutamente lanciato appelli alle amministrazioni comunali affinché tutelino attivamente le spiagge, le specie protette e i loro habitat, operando con cura durante le pulizie degli arenili, nella gestione dei rifiuti e nella depurazione, applicando in modo concreto la normativa esistente».
L’associazione, dunque, invita la cittadinanza «a partecipare attivamente alle giornate di pulizia di spiagge e fondali, come quella che si terrà a Tropea dal 14 al 16 luglio nell’ambito della campagna “Puliamo il Mondo” insieme ai sub. Sono previsti talk il 14 e 15 luglio all’interno dei locali della Green Station di Santa Domenica di Ricadi e, il 16 luglio, nel porto di Tropea, un evento a bordo della storica imbarcazione di Goletta Verde di Legambiente, durante il quale saranno presentati i dati dei monitoraggi effettuati nei nostri mari». (rcz)
Furriolo: Calabria straordinaria o più semplicemente “ordinaria”?
di MARCELLO FURRIOLO – Diventa sempre più difficile coniugare l’immagine che si tende a diffondere fuori dai confini della regione, a volte anche attraverso slogan o suggestioni sicuramente ispirate dalla indiscussa bellezza dei territori e dei paesaggi, dalle atmosfere incantate dei piccoli borghi appollaiati sui monti, dalla ricchezza e varietà della natura spesso selvaggia, dalla generosità dei suoi prodotti enogastronomici, dalla tipicità dei caratteri e dalla bellezza delle sue donne e della sua gioventù, con la dura realtà della vita quotidiana. Specie nei suoi aspetti sociali, istituzionali e politici che sembrano appartenere ad un altro mondo, quasi virtuale, chiuso in se stesso, nei suoi protocolli e nelle sue convenzioni. Nei suoi riti di appartenenza e di affiliazione. In cui si entra spesso per cooptazione e da cui si esce spesso per intervento della Magistratura. Questa è un’altra Calabria. O meglio quella che governa sui sempre meno di due milioni di calabresi residenti sulla punta estrema dell’Italia.
Su tutto incombe un velo inestricabile, difficile da squarciare, come una fittissima tela di ragno che soffoca ogni sussulto, ogni gemito di ribellione e di cambiamento.
Sono i numeri implacabili che inchiodano questo territorio al suo destino ineluttabilmente. Senza scampo, in un percorso di sofferenza scandito come le parole del Libro di Giobbe.
In Calabria su sei degli ultimi Presidenti della Giunta Regionale, 5 hanno avuto condizionata la propria attività di governo da pesanti vicende giudiziarie. La sesta purtroppo ha concluso dolorosamente e immaturamente il suo apprezzato impegno di governo e la sua giovane vita terrena.
La Calabria ha il ragguardevole primato dei Comuni e degli Enti sciolti e commissariati per indebite ingerenze della Ndrangheta nelle istituzioni locali. Ma la Calabria registra anche un numero da primato di interdittive antimafia. II Comune di San Luca per la terza volta è stato sciolto per infiltrazioni mafiose e quando si era aperta la finestra per il rinnovo del Consiglio Comunale non è stata presentata alcuna lista elettorale e nessun candidato a Sindaco.
San Luca, che ha dato i natali al più importante scrittore calabrese, Corrado Alvaro, ha anche l’inquietante record di avere avuto commissariata, neanche a dirlo, per presunti condizionamenti ndranghetisti, la Fondazione Corrado Alvaro, rimasto l’unico presidio culturale in un territorio in cui “ lo Stato c’è, ma forse No ”. .
Ovviamente ormai non fanno notizia i numeri e i parametri economici, sul reddito, sul PIL che non cresce, sulla disoccupazione soprattutto giovanile e femminile, sul tasso di alfabetizzazione, sull’acquisto e la lettura di almeno un libro, addirittura sulle capacità di apprendimento nelle materie scientifiche degli scolari calabresi, soprattutto per la matematica. Il tasso di invecchiamento, l’aspettativa di vita, la denatalità che nel prossimo ventennio dovrebbe falcidiare la popolazione meridionale. I livelli essenziali di assistenza, che finalmente sembrano poter raggiungere la sufficienza, in un sistema sanitario che da oltre 15 anni è condannato ad un Commissariamento che, fino a poco tempo fa, aveva aggravato la situazione, per espressa volontà e responsabilità dei vari Governi, in tutte le loro espressioni partitiche di destra, di sinistra e di centro.
La Calabria ha, poi, il doloroso primato delle richieste di risarcimento per ingiusta detenzione.
Su questo scenario nei giorni scorsi ha fatto irruzione la notifica della richiesta di proroga delle indagini preliminari da parte dell’Ufficio del GIP del Tribunale di Catanzaro nei confronti del Presidente della regione Calabria Roberto Occhiuto. Con tutto il suo carico di interrogativi e di incertezze, che riguardano non solo il futuro dell’attuale Governatore, ma il percorso di cambiamento e di sviluppo di questa regione, riconoscendo che in questi anni c’è stato un significativo “cambio di passo”.
È chiaro che non siamo difronte ad alcun colpo di stato o a un complotto eversivo.
Il dott. Salvatore Curcio, Procuratore della Repubblica di Catanzaro, è un Magistrato esperto, che ha attraversato con riconosciuta capacità anche le turbolenze di Tangentopoli in Calabria e oggi dirige, con indiscusso equilibrio e sicuro “garbo istituzionale”, il delicato Ufficio già di Nicola Gratteri.
È evidente che si è aperto un nuovo capitolo della narrazione di questa amara terra, che lotta per conquistarsi un posto nella normalità dei suoi processi democratici e una immagine capace di sconfiggere vecchi e nuovi stereotipi e pregiudizi.
È da poco tornato nelle librerie uno dei capolavori del grande scrittore Philip Roth, “Portnoy”, in una nuova traduzione di Matteo Codignola e già conosciuto come Il lamento di Portnoy nel 1969. Rileggendolo ho avuto la sorpresa di ritrovare, nella magnifica edizione di Adelphi, un pensiero del giovane protagonista, l’inquietante ebreo newyorkese Alex Portnoy, a pag. 94:
“Forse però andrebbero inquadrate un pò meglio, le donne ebree che ci hanno tirato su. In Calabria le loro simili siedono impietrite in chiesa, ingoiandosi quintalate di idiozie cattoliche;
A Calcutta chiedono l’elemosina per strada, o se proprio gli dice bene, se ne vanno nei campi attaccate a un aratro…”
Per fortuna è solo una trovata letteraria del 1969.
Ma oggi è ancora più difficile pensare a una “Calabria straordinaria”. Perché la percezione è che continui ad essere, comunque, una Calabria fuori dall’ordinario. λ






