di ARMANDO NERI – Domandiamoci perché i servizi essenziali in Città sembrano sempre più lontani dalla normalità.
Il Comune non ha approvato il rendiconto di gestione 2024: si tratta di un documento contabile essenziale per la vita dell’ente e la legge prevede che i Comuni debbano approvarlo in Consiglio Comunale entro il 30 aprile. È un adempimento obbligatorio fondamentale, che serve a misurare i risultati raggiunti dall’amministrazione ed a rappresentare la gestione economica e patrimoniale dell’ente, anche in termini di programmazione.
Viene da ridere a leggere il sindaco che dichiara che i conti non tornano su un’opera strategica come il Ponte sullo Stretto, quando poi non è in grado di approvare nei termini di legge il rendiconto di gestione del Comune che in teoria egli stesso amministra.
Questo ennesimo svarione politico ed amministrativo denota una circostanza di cui ormai ogni cittadino è consapevole: il Comune naviga a vista. Ed oggi più che mai Reggio ha, invece, bisogno di una visione e di un orizzonte chiaro, che ponga al centro la crescita della Città e l’interesse dei cittadini.
Questa amministrazione, giunta ormai ai titoli di coda, ha un deficit politico enorme: questo genera una seria ricaduta in termini amministrativi e contabili ed a farne le spese sono – purtroppo – come sempre i cittadini.
Cantieri perennemente aperti, opere pubbliche ferme, assistenti educativi in apnea, famiglie in difficoltà, Tari alle stelle, strade dissestate, igiene urbana deficitaria, manutenzione delle villette e dei parchi inesistente, zone verdi chiuse, impianti sportivi vecchi o inesistenti, offerta culturale incostante: tutto ciò non è frutto del caso, ma di una totale inefficienza politica di sindaco e maggioranza che rischiano di trascinare tutta la Città verso il basso, quando invece la Reggio che amiamo merita di tendere verso orizzonti ambiziosi ed alti, passando da una visione chiara che la proietti verso quella crescita sociale, economica e turistica che tutte le grandi Città italiane ed europee ben governate stanno raggiungendo, grazie anche ad un sapiente uso dei fondi europei.
E, invece, nella nostra Città non si approvano gli atti contabili nei termini di legge e si usano i fondi europei per finanziare eventi sporadici, inaugurazioni lampo, dare incarichi e contributi ad alcune associazioni. Tutto questo mentre la Città ed i cittadini vorrebbero semplicemente due cose, dovute e legittime: vivere normalmente e poter sognare una Reggio finalmente all’altezza dei palcoscenici che merita.
Palcoscenici che non sono sicuramente quelli a cui stiamo assistendo in questi giorni. Ma, evidentemente, a Palazzo San Giorgio in questi giorni sono molto più occupati a giustificare i rifiuti che il Sindaco sta ricevendo per la postazione dell’assessorato mancante, oppure stanno cercando di mettere pezze a questo disastro politico ed amministrativo ormai conclamato, al quale ogni giorno assistiamo.
La maggioranza non è in grado di confrontarsi sui contenuti e preferisce buttare fumo negli occhi dei cittadini con eventi spot, consegne di premi e prebende varie che nulla lasciano al territorio ed all’economia cittadina.
Va detto chiaramente. La mancata approvazione del rendiconto di gestione entro i termini di legge, questa volta, rappresenta qualcosa in più della solita sciatteria amministrativa a cui ormai Sindaco&co. ci hanno abituato negli ultimi anni: rappresenta la certezza che – a prescindere dalla naturale scadenza della consiliatura – questa stagione politica fallimentare è già giunta inesorabilmente al termine e che i cittadini, che vivono ed operano quotidianamente in città, sanno distinguere la realtà dalla falsa narrazione proveniente ogni giorno da Palazzo San Giorgio, che ormai non è più la sede dell’amministrazione comunale, ma è diventato il set cinematografico di un reality show di bassa qualità, in cui i vari attori della maggioranza continuano a raccontare e a raccontarsi che tutto va bene, mentre fuori c’è una Città che soffre, lotta e spera che questa agonia politica finisca prima possibile. (an)
[Armando Neri è Consigliere Metropolitano e Comunale]
«Servono più risorse e un impegno strutturale». È quanto hanno detto Cgil, Cisl e Uil Calabria, insieme alle rispettive categorie Nidil, Felsa e Uiltemp, commentano l’incontro istituzionale svoltosi, presso la Cittadella Regionale di Catanzaro per la vertenza sui tirocinanti, dove il «confronto è aperto e si parla finalmente di assunzioni».
Al tavolo la Regione Calabria, rappresentata dall’assessore al Lavoro Giovanni Calabrese e dal direttore generale del dipartimento regionale Lavoro, Fortunato Varone, le Organizzazioni sindacali, l’Anci Calabria con la Presidente e una delegazione di sindaci, e l’Upi Calabria per le province.
L’incontro si inserisce nel percorso di confronto aperto sulla vertenza dei tirocinanti calabresi, una questione che coinvolge migliaia di lavoratori impegnati da anni nei Comuni, negli enti locali e nelle strutture pubbliche della Regione senza una prospettiva occupazionale stabile.
«Finalmente – hanno sottolineato le sigle sindacali – si parla concretamente di stabilizzazioni, dopo anni di precarietà e incertezza».
«La Regione Calabria – si legge nella nota dei sindacati – ha messo sul tavolo una prima proposta concreta: un contributo economico pari a 25.000 euro per ciascun tirocinante stabilizzato, da utilizzare come incentivo per coprire il 50% del costo del lavoro per un triennio, destinato agli enti che decidono di trasformare i tirocini in contratti a tempo indeterminato».
«Si tratta di un primo segnale positivo, che accoglie una storica richiesta sindacale: uscire dalla logica dei rinnovi infiniti e aprire una fase di contrattualizzazione vera, con diritti, retribuzioni certe e tutele», hanno continuato i sindacati, aggiungendo come «i rappresentanti di Anci Calabria, pur apprezzando l’apertura della Regione, hanno sollevato alcune perplessità operative e finanziarie. I sindaci, nello specifico, hanno evidenziato criticità operative e finanziarie, proponendo che il contributo venga spalmato su un arco temporale di 10 anni, in modo da rendere sostenibile per i Comuni l’eventuale assunzione dei tirocinanti».
«L’assessore al Lavoro – prosegue la nota – ha confermato la volontà di esplorare la possibilità di ottenere maggiori risorse dal Governo nazionale, mentre gli uffici regionali verificheranno la fattibilità tecnica dell’estensione decennale, considerando che si tratta di risorse di provenienza comunitaria, soggette a vincoli precisi».
«Il confronto, seppur franco e non privo di divergenze – si legge ancora – ha visto prevalere un clima costruttivo e orientato alla soluzione della vertenza, con l’obiettivo comune di costruire un percorso stabile e dignitoso per i lavoratori».
Cgil, Cisl e Uil, insieme a Nidil, Felsa e Uiltemp, hanno chiesto alla Regione «di intervenire con forza presso il Governo nazionale per ottenere un incremento delle risorse disponibili. L’obiettivo è portare la “dote” dello zainetto lavoro ad un importo maggiore dei 25.000 euro previsti per tirocinante, così da garantire una copertura economica più ampia e incentivare realmente la partecipazione degli enti locali alla manifestazione di interesse».
«È un passaggio storico: finalmente si parla di contratti e non più di proroghe, grazie alla nostra pressione unitaria e alla determinazione dei lavoratori coinvolti – hanno evidenziato le tre sigle –. Ma ora servono fatti concreti: servono più risorse, serve continuità e serve una governance chiara per guidare il processo di stabilizzazione. I tirocinanti calabresi non possono più attendere: è tempo di dare risposte definitive, e di costruire un vero percorso di dignità e stabilizzazione».
Le Organizzazioni sindacali hanno chiesto pertanto: «un rafforzamento del contributo economico per ciascuna assunzione, il superamento dei vincoli che ostacolano i Comuni, anche con il sostegno diretto del Governo».
«La vertenza è tutt’altro che chiusa – conclude la nota – ma si registra una svolta concreta, che consente di affrontare in modo maturo una questione rimasta per troppo tempo senza soluzione». (rcz)
di BRUNELLA GIACOBBE – Reggio Calabria è stata l’11a delle 14 tappe italiane e delle 18 tappe totali del Tour Mediterraneo intrapreso dalla Nave Amerigo Vespucci. L’iniziativa del Tour Mediterraneo Vespucci nasce da un’idea del Ministro della Difesa Guido Crosetto, sostenuta dalla Difesa e da 12 Ministeri, per raccontare e condividere l’esperienza internazionale del “Tour Mondiale” che per 20 mesi ha portato in 30 Paesi all’estero l’Italia. Per questo in Italia, il Villaggio Italia promosso nel resto del mondo per divulgare i valori, le eccellenze ed i prodotti del tricolore, prende il nome di Villaggio In Italia. Il progetto è una produzione in partenariato pubblico-privato di Difesa Servizi S.p.A. e Ninetynine.
«La collaborazione interministeriale – ha dichiarato il Comandante Interregionale Marittimo Sud Ammiraglio di Squadra Vincenzo Montanaro in rappresentanza della Marina Militare – è un esempio positivo di sistema paese. Ed è stata anche un’occasione unica per cementare e rafforzare le relazioni internazionali con gli altri paesi. Infine, ma non per ultimo, il Tour Mondiale è stata occasione per portare nel mondo quel made in Italy che trasmette la cultura, la storia, l’innovazione, la scienza e la tecnologia che fanno del nostro un paese molto apprezzato all’estero».
La Vespucci torna a Reggio Calabria dopo tre anni rappresentando un evento straordinario che ha permesso a cittadini e visitatori di ammirare da vicino quel veliero unico a tre alberi che, dal 1931, rappresenta l’eccellenza della Marina Militare italiana.
Le parole del Presidente della Regione Roberto Occhiuto sono state, anche in questa occasione, pregne del sua amore per la Calabria: «Oggi si incontrano due eccellenze: una universalmente riconosciuta, la nave Vespucci, la nave più bella del mondo e un’altra la Calabria che ha bisogno di farsi conoscere come eccellenza. Sono particolarmente felice che il veliero Vespucci sia a Reggio Calabria in questo splendido porto – continua Occhiuto – abbiamo chiesto al Ministero della Difesa e alla società Difesa Servizi di coinvolgere investitori turistici perché ho bisogno di attrarre investimenti turistici e l’occasione del Vespucci può essere propizia a stimolare l’interesse per la Calabria».
Alla cerimonia di benvenuto erano presenti, oltre a Montanaro e Occhiuto, il Prefetto di Reggio Calabria Dott.ssa Clara Vaccaro; il Sindaco di Reggio Calabria Dott. Giuseppe Falcomatà che ha dichiarato: «Un gradito ritorno quello della nave Amerigo Vespucci, accolta sempre con grande entusiasmo dalla nostra comunità e dalla città, basta evidenziare che le prenotazioni per le visite a bordo sono state polverizzate nel giro di poche ore. La nostra città dimostra di essere pronta non solo ad accogliere questi grandi eventi, ma anche a gestirli. Proprio in questi giorni ad esempio abbiamo ospitato quattro grandi eventi e ciò può avvenire anche perché c’è una cittadinanza matura e pronta ad accoglierli con partecipazione ed in sicurezza. Tutto questo rappresenta in una sola parola: il turismo».
Con il Questore di Reggio Calabria Dott. Salvatore La Rosa; il direttore Marittimo della Calabria e Basilicata Tirrenica Contrammiraglio Giuseppe Sciarrone; il Commissario dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto Avv. Francesco Rizzo; il Comandante Militare Esercito Calabria Colonnello Ugo Gaeta; il sottosegretario di Stato al Ministero dell’interno on. Wanda Ferro che ha dichiarato: «La Amerigo Vespucci rappresenta il genio, la bellezza, l’eleganza e soprattutto l’italianità che viene apprezzata nel mondo. La sua condivisione è un’iniziativa straordinaria, della quale andiamo tutti fortemente orgogliosi, perché è l’occasione non solo per far conoscere la storia del veliero, altresì di respirare la vita al suo interno e conoscere le persone che la vivono, attraverso il racconto del corpo della Marina Militare, che ha una storia con radici profonde ma che è anche proiettata al futuro».
E ancora il C.te Provinciale VV.F. Ing. Casella in rappresentanza del C.te della Direzione regionale VV.F. Calabria (Dott. Maurizio Lucia) e il dott. Macri in rappresentanza del Presidente del Consiglio Regionale Calabria (Dott. Filippo Mancuso).
Ad accompagnare l’arrivo della Nave Scuola della Marina Militare era inoltre presente la banda musicale della Brigata Meccanizzata “AOSTA”. Sono stati presenti anche il Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo e l’Amministratore Delegato di Difesa Servizi S.p.A. Luca Andreoli.
A bordo del Veliero
A bordo della Amerigo Vespucci – prima del significativo incontro con il capitano – incontriamo la nostra guida a prua, l’ufficiale Anna Testa, ufp con grado di guardiamarina, che con entusiasmo e determinazione ci ha illustrato i dettagli, le curiosità e l’organizzazione della nave più bella al mondo: “Siamo su una nave del 1931 (n.d.r. è stata varata il 22 febbraio 1931 a Castellammare di Stabia – NA), quindi una nave che ha 94 anni. Ovviamente non si direbbe, perché l’attenzione che l’equipaggio mette nei dettagli della manutenzione è molto alta. Non solo è considerata la nave più bella del mondo perché oggettivamente bella da fuori, ma una volta saliti si può veramente ammirare con tutte le sue particolarità: quanto è bianco il bianco, quanto è profonda la pittura nera, quanto gli ottoni sono lucidati e risplendono riflettendo il paesaggio circostante”.
E ascoltando queste parole la nave prende ancor più vita, tanto che l’ufficiale Testa continua: «I cavi sono sistemati meticolosamente, non perché vogliamo essere un museo, ma perché cura e manutenzione sono funzionali alla vita della nave. Perché questa è una nave che vive, che lavora, che naviga, che ha uomini e donne che prestano il loro servizio quotidianamente».
Basti pensare che su circa 250 persone di equipaggio a bordo, più in alcuni periodi gli allievi dell’accademia che fanno lievitare il numero a 400, circa 90 sono nocchieri, mentre sulle altre navi sono circa 15-20 a seconda della grandezza della nave. Sono proprio i nocchieri che si occupano della cura e della manutenzione esterna, oltre che dell’apertura delle vele o della gestione delle cime. Ogni cima ha un proprio nome perché ognuna apre una vela o una porzione di vela e le cime della nave Vespucci costituiscono una lunghezza di 35 km. Ogni anno necessitano di una sostituzione quasi completa. Così come le vele necessitano una continua verifica ed eventuale sostituzione, essendo in fibra naturale quindi più delicate, ma al contempo più efficienti dal punto di vista della gestione dei venti.
Dalla prua ci spostiamo al centro della nave dove a farla da padrone è il maestoso albero maestro, che da un lato si affaccia sull’iconica targa “Non chi comincia, ma quel che persevera” – vale a dire il motto della Vespucci a partire dal 1978 – e dall’altro lato una delle tre campane a bordo.
Presente inoltre la mappa del Tour Mondiale, descritta nei dettagli dall’ufficiale Testa.
Finché non ci raggiunge il Comandante, Giuseppe Lai.
«Essere il comandante della nave scuola Amerigo Vespucci è un’emozione fortissima. Un’emozione che ho provato dal momento stesso in cui mi hanno detto che avrei assunto questo incarico e che si rinnova tutti i giorni al comando di questa splendida nave, in un’avventura ancora più splendida come quella del giro del mondo. Siamo al secondo tour mondiale, a distanza di vent’anni dal precedente che è stato nel 2022-2023».
«Nato come una iniziativa della Marina Militare e preso dal ministro Crosetto come un’occasione per portare in giro per il mondo – ha aggiunto – non soltanto la Difesa e l’Amerigo Vespucci, ma tutta Italia. Questi ventuno mesi di tour intercontinentale sono stati un crescendo di attività, di incontri con popoli diversi: 30 nazioni, 35 porti toccati, 4 passaggi dell’equatore, lo storico passaggio di Capo Horn e la traversata nel Pacifico sono tutti grandi momenti di grandi emozioni. E poi il Villaggio Italia che ha accompagnato la nave in otto soste estere molto importanti, da Los Angeles a Tokyo a Singapore e ancora nei Paesi Arabi e a Mumbai».
Questione della divulgazione e promozione dell’Italia con e attraverso il Vespucci non solo sottolineata da tutte le autorità, ma fortemente tangibile salendo a bordo della nave e visitando a Reggio il Villaggio in Italia, che come anticipato all’estero era Villaggio Italia, vale a dire «un valore aggiunto – continua il comandante – nell’amplificazione del messaggio che porta il Vespucci. Il Tour Mediterraneo è una parte del Tour Mondiale, che si concluderà a Genova nel giorno della festa della Marina Militare il 10 giugno».
Dalle parole del Comandante Lai traspare tutto l’orgoglio italiano, soprattutto quando aggiunge che abbiamo mostrato al mondo anche il “grande equilibrio” oltre che le nostre eccellenze e il nostro buon gusto.
Emozionante il momento della consegna della pianta di peperoncino da parte del Presidente Occhiuto alla nave, nella zona esterna di poppa denominata il Giardinetto. Laddove in passato venivano piantate soprattutto erbe officinali e piante capaci di arginare talune malattie, oggi sono presenti anche odori ed erbe aromatiche, tra queste quella di peperoncino calabrese. Che lascerà dunque il porto di Reggio Calabria portando simbolicamente tutti noi a solcare i mari a bordo del prestigioso veliero. (bg)
Rafforzare il sostegno sulle politiche abitative attraverso la creazione di una rete solidale. È questo l’obiettivo di sindacati e associazioni che, nel corso di una riunione svoltasi nella sede provinciale delle Acli, hanno dato vita alla Rete Solidale “Base Zero”.
L’incontro ha registrato la partecipazione di Francesco Alì (Segretario Generale Sunia-Cgil Calabria), Agostino Rua (Responsabile Sicet-Cisl RC), Gaetanella Pesce (Presidente Uniat-Uil regionale), Claudio Romanò (Presidente Acli provinciale), Eleonora Scrivo (Referente Territoriale Action Aid Italia), Rita Calogero (Alpa-Cgil), Assassi Kaoutar (co-presidente Anolf, associazione nazionale oltre le frontiere della Cisl di Reggio Calabria), Monica Natali (Chiesa Valdese Reggio Calabria) e Mariella De Martino (International House).
Tema centrale, la necessità di garantire a tutti, indipendentemente dalla provenienza, l’accesso a un’abitazione dignitosa e una tutela a 360° attraverso una rete solidale per l’abitare.
L’obiettivo è quello di realizzare attività e interventi concordati, proposti dalle differenti organizzazioni tra quelle svolte quotidianamente, allo scopo di creare un sistema abitativo inclusivo, accogliente e accessibile a tutte e tutti, con un’attenzione particolare alle persone migranti, rifugiate e richiedenti asilo, donne e minori vittime di violenze.
Durante la discussione i partecipanti hanno sottolineato la necessità di un impegno comune, tra i promotori dell’iniziativa, le istituzioni e le forze più sensibili della società, per affrontare le sfide legate all’inclusione sociale, con particolare attenzione alla situazione abitativa che continua a rappresentare uno degli ostacoli più significativi all’integrazione. Infatti, il diritto a una casa è un diritto fondamentale per ogni individuo e l’accesso a un’abitazione adeguata non solo migliora le condizioni di vita, ma è un passaggio fondamentale per favorire l’integrazione e la partecipazione attiva nella società.
Tra le linee di intervento, anche la creazione di un dialogo costante tra istituzioni, associazioni e sindacati per affrontare le problematiche legate alle politiche abitative e per richiedere il rafforzamento dei finanziamenti (nazionale, regionale e comunali) sulla casa per i programmi di integrazione, accoglienza, sostegno all’affitto, rigenerazione urbana, recupero degli alloggi pubblici non utilizzati.
«Cercheremo di lanciare un messaggio forte», è l’impegno dei promotori: «Le politiche abitative non solo non devono discriminare, ma devono rispondere ai bisogni di tutte le persone che vivono nel nostro Paese».
L’incontro si è concluso con l’impegno comune di continuare a lavorare insieme, ma anche di lanciare una “call to action” per invitare anche altri soggetti associativi ed Istituzionali a spendersi per queste finalità affinché si allarghi la rete solidale per le politiche abitative, rispondendo alle reali necessità delle persone, senza lasciare indietro nessuno. (rrc)
È stato pubblicato l’Avviso pubblico “Sport e Periferie 2025”, promosso al Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Lo ha reso noto l’assessore regionale allo Sport, Politiche Giovanili e Infrastrutture Sportive, Caterina Capponi.
L’iniziativa, che mette a disposizione risorse senza precedenti – 110 milioni di euro, cui si aggiungeranno ulteriori 70 milioni provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione – rappresenta un’opportunità concreta per i Comuni calabresi di investire sul miglioramento e sull’efficientamento delle infrastrutture sportive locali, con un forte impatto sul benessere delle comunità e sull’inclusione sociale.
«Lo sport – ha detto l’assessore Capponi – è uno strumento straordinario di coesione e rigenerazione sociale, soprattutto nelle aree periferiche e fragili della nostra regione. Le infrastrutture sportive non sono solo luoghi di pratica fisica, ma veri e propri presìdi educativi e aggregativi. Invito con forza tutti i Comuni della Calabria a partecipare a questo bando, cogliendo un’opportunità unica per valorizzare il patrimonio sportivo pubblico e investire nel futuro delle nostre giovani generazioni».
L’ assessore Capponi ha rivolto, inoltre, un plauso al Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e al Governo, per la visione strategica e per l’impegno concreto nel rendere lo sport un diritto realmente accessibile e un motore di trasformazione sociale.
«La scelta di investire in modo così significativo in infrastrutture sportive – ha spiegato Capponi – testimonia la volontà di affrontare con coraggio le disuguaglianze territoriali, partendo proprio da quelle realtà dove più forte è il bisogno di riscatto e di opportunità».
L’Avviso si articola in due linee di intervento: Linea A, rivolta a Comuni con almeno 5.000 abitanti (o che raggiungano tale soglia tramite accordi tra Comuni limitrofi), per la riqualificazione di impianti sportivi esistenti. Il contributo massimo per ciascun intervento è pari a € 1,5 milioni.
Linea B, riservata a Comuni con più di 15.000 abitanti, per la realizzazione di Palazzetti dello sport secondo modelli progettuali forniti da Sport e Salute S.p.A.. Il contributo massimo è pari a 3 milioni di euro.
In entrambi i casi è prevista la compartecipazione finanziaria dei Comuni beneficiari. Le domande possono essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma dedicata del Dipartimento per lo Sport, disponibile all’indirizzo: https://avvisibandi.sport.governo.it/, dalle ore 12:00 del 5 maggio 2025 e fino alle ore 12:00 del 16 giugno 2025.
L’ assessore Capponi ha sottolineato, inoltre, l’importanza della visione istituzionale condivisa alla base del bando: «La sinergia tra Stato, Regioni ed Enti Locali è oggi più che mai fondamentale per dare attuazione a politiche inclusive e durature». (rcz)
Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, ha presentato una interrogazione al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, «fare chiarezza sulla drammatica crisi che sta travolgendo l’Amaco S.p.A., storica azienda del trasporto pubblico urbano a Cosenza».
«La situazione è ormai insostenibile e impone un intervento immediato da parte della Regione Calabria», ha detto Tavernise, ricordando come «Amaco, interamente partecipata dal Comune di Cosenza e consorziata nella società Co.Me.Tra. S.c.a.r.l., concessionaria del servizio Tpl in regime transitorio fino al 2026, è oggi in liquidazione giudiziale».
«La Procura di Cosenza – ha proseguito – aveva già richiesto il fallimento nel novembre 2022 per gravi problemi di insolvenza e gestione. Il Tribunale ha dichiarato l’insolvenza a novembre 2023, confermata dalla Corte d’Appello a maggio 2024: oltre 16 milioni di euro di debiti e capitale sociale azzerato. L’ex amministratore unico, Paolo Posteraro, è indagato per bancarotta fraudolenta e falso in bilancio, con ipotesi di “dissesto irreversibile” causato da “operazioni dolose».
«Il curatore della liquidazione giudiziale, Fernando Caldiero – ha proseguito il consigliere regionale – ha tentato più volte di vendere o affittare il ramo d’azienda relativo al TPL, senza successo. L’ultima asta, ad aprile 2025, è andata deserta. Né Cometra né Ferrovie della Calabria hanno partecipato ai bandi. La scadenza dell’esercizio provvisorio è prevista a settembre 2025».
«A pesare sulla scarsa attrattività dell’operazione – ha continuato – c’è anche la vicina scadenza della concessione, fissata al 2026. Inoltre, sono emersi dubbi sulla legittimità di un eventuale affitto del ramo TPL a soggetti esterni al consorzio Cometra, in contrasto con il suo statuto.
I sindacati hanno espresso forti perplessità. I lavoratori operano con mezzi obsoleti, mentre 22 nuovi autobus acquistati da Cometra restano inutilizzati a causa di problemi burocratici. Al centro della crisi c’è il chilometraggio di cui Amaco è titolare all’interno del consorzio: è questo che genera i fondi regionali. Non può essere trasferito a privati, ma deve restare sotto controllo pubblico, come chiedono con forza le organizzazioni sindacali».
«Tra le ipotesi in campo – il passaggio diretto a Cometra o un workers buy out – nessuna ha finora trovato il sostegno della Regione, che sembra non opporsi a una lenta privatizzazione del servizio», ha detto Tavernise, chiedendo a Occhiuto «quali iniziative urgenti intenda adottare per garantire i livelli occupazionali, la qualità e la continuità del servizio di trasporto pubblico nell’area cosentina».
«La Regione ha una responsabilità diretta – ha concluso – e non può voltarsi dall’altra parte: il futuro di 120 lavoratori, la mobilità dei cittadini e un servizio pubblico essenziale sono in grave pericolo». (rcs)
«La strada da percorrere è quella di richiedere allo Stato ulteriori risorse, come è avvenuto per gli Lsu-Lpu, così da garantire la storicizzazione delle somme o, in alternativa, un finanziamento congruo che consenta agli enti utilizzatori di programmare stabilizzazioni con un respiro ampio e concreto». È quanto ha detto Rosaria Succurro, presidente di Anci Calabria, nel corso del tavolo, svoltosi in Cittadella regionale, sul futuro dei tirocinanti calabresi.
«È una battaglia di dignità – ha ribadito – che riguarda centinaia di persone impegnate da anni in servizi essenziali per i nostri territori».
Succurro ha ringraziato l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese, «per l’attenzione costante dimostrata verso questi lavoratori», e ha espresso apprezzamento per l’impegno del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, «che su questo tema ha sempre mostrato grande sensibilità e disponibilità all’ascolto».
Al tavolo hanno partecipato anche il presidente della Provincia di Catanzaro e dell’Upi Calabria, Mario Amedeo Mormile, le rappresentanze sindacali e numerosi sindaci calabresi, segno dell’ampia attenzione delle diverse istituzioni.
«Come Anci Calabria – ha concluso la presidente Succurro – continueremo a farci portavoce delle istanze dei Comuni e a sostenere con forza ogni iniziativa utile a garantire tutele e prospettive ai Tirocinanti di inclusione sociale, il cui apporto quotidiano è indispensabile per il funzionamento della macchina amministrativa locale». (rcz)
«Dopo l’installazione ed il collaudo delle scorse settimane, i prossimi martedì 13 e mercoledì 14 Maggio è previsto il training sul nuovo mammografo istallato nel Presidio Ospedaliero di Trebisacce. Con uno specialist saranno effettuate le prime prestazioni cui seguirà regolare programmazione». È quanto ha reso noto la consigliera regionale Pasqualina Straface, sottolineando come sia, questo, «un ulteriore passo in avanti verso la normalizzazione dell’offerta sanitaria anche di questo territorio, impegno ed obiettivo rispetto al quale l’attenzione del presidente e commissario ad Acta Roberto Occhiuto resta altissima e concreta. Ancora una volta agli annunci – aggiunge – preferiamo la constatazione dei risultati».
La presidente Straface ha colto l’occasione per ringraziare e complimentarsi con tutta l’equipe di medici, tecnici e collaboratori e, in particolare, con il Direttore Facente Funzione Maria Romano dell’Unità Operativa Complessa di Radiologia dello Spoke di Castrovillari, a cui fa capo anche Trebisacce e con il dirigente medico della radiologia del Chidichimo, Francesco Odoguardi, per la puntuale attività di programmazione portata avanti.
«Con la nuova Tac di ultima generazione, prima e con il nuovo mammografo ora – ha concluso Pasqualina Straface – il reparto di radiologia del Chidichimo potrà ambire ad essere un presidio fondamentale per la prevenzione a beneficio dei pazienti di questo territorio e delle regioni limitrofe». (rrc)
Ci sarà anche il Consorzio Clementine di Calabria Igp al Macfrut di Rimini, in programma da domani, martedì 6 maggio, fino all’8 maggio.
In questa cornice, domani, 10.30, nello stand della Regione Calabria, il consorzio organizza un convegno dal titolo: “Il valore della filiera italiana controllata: la Clementina di Calabria I.G.P.”. Un evento a cui prenderanno parte autorità, studiosi ed esperti del settore, per affrontare in modo tecnico e concreto i temi che costituiscono le fondamenta del consorzio: certificazione, tracciabilità, qualità e aggregazione. I lavori si apriranno con i saluti del presidente del consorzio Giorgio Salimbeni, del direttore Giovanni Mastrangelo e del direttore del CREA Enzo Perri. A seguire, l’intervento di Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia, associazione che riunisce i consorzi italiani delle Indicazioni Geografiche. Figura di rilievo a livello nazionale, Baldrighi porterà la sua esperienza pluridecennale maturata anche nel Consorzio Grana Padano, sottolineando l’importanza della programmazione, dell’aggregazione produttiva e della visione strategica nei consorzi di tutela.
L’identità consortile sarà approfondita anche dal punto di vista operativo e scientifico. Antonio Di Leo, direttore del Centro sperimentale dimostrativo Arsac di Mirto, illustrerà i protocolli di produzione nella filiera controllata, punto centrale per garantire standard elevati lungo tutte le fasi della coltivazione e lavorazione.Ampio spazio sarà dedicato al contributo di Angelo Frascarelli, docente di Economia e Politica Agraria all’Università degli Studi di Perugia e Roberto Della Casa, docente di Marketing e gestione dei prodotti agroalimentari (Università di Bologna).Particolare rilievo sarà dato al contributo scientifico del CREA, il più importante ente nazionale di ricerca in campo agricolo. A intervenire sarà Silvia Di Silvestro, ricercatrice impegnata in attività sperimentali su agrumicoltura, nuove varietà e sistemi di difesa integrata, con particolare attenzione alle sfide del cambiamento climatico e al risparmio idrico.
Il Crea rappresenta oggi un punto di riferimento strategico per l’intero settore, in grado di fornire risposte concrete ai problemi dell’agricoltura contemporanea. A concludere i lavori sarà l’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo, da sempre attento all’ottimizzazione delle risorse, all’innovazione e al rafforzamento delle filiere produttive calabresi. Con oltre trent’anni di storia, il Consorzio Clementine di Calabria I.G.P. continua a investire nella qualità, nel confronto tra realtà consortili e nella condivisione di buone pratiche, con l’obiettivo di consolidare un percorso virtuoso a beneficio di tutto il comparto agrumicolo regionale. (rrm)
Mercoledì i sindaci degli otto Comuni della Vallata Stilaro-Allaro e una delegazione del Comitato spontanea 106, incontreranno in Cittadella regionale il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per discutere della «nuova variante della Statale 106 che attraversa la città di Caulonia dal km 118+650 al km 121+500, affinché si possa individuare una soluzione più adeguata possibile alle istanze dei comuni della Vallata dello Stilaro-Allaro».
Lo ha reso noto il sindaco di Caulonia, Francesco Cagliuso, a margine dell’incontro operativo che si è svolto sabato mattina presso la biblioteca comunale di Caulonia alla presenza della presidente del consiglio comunale Agnese Panetta, dell’assessore comunale Antonella Ierace, dei Sindaci degli altri otto Comuni della Vallata Stilaro-Allaro e dei rappresentanti del “Comitato spontaneo 106”.
«L’incontro con il presidente Occhiuto – ha proseguito il sindaco di Caulonia – è stato reso possibile grazie al Consigliere regionale Salvatore Cirillo e all’onorevole Francesco Cannizzaro, che saranno presenti al tavolo di confronto dove siederanno anche il dirigente generale del dipartimento delle infrastrutture e lavori pubblici, Claudio Moroni, per Anas Calabria ci sarà il nuovo commissario per la Statale 106 ionica, Francesco Caporaso».
«Come stabilito nel corso della riunione operativa – ha concluso il sindaco Cagliuso – chiederemo ai nostri interlocutori che il nuovo tracciato della variante della Statale 106 di Caulonia sia spostato più a monte possibile rispetto a quanto finora previsto e che, comunque, si realizzi un doppio senso di marcia per ogni direzione, per garantire una viabilità funzionale alle esigenze e ai bisogni dei cittadini e del territorio». (rrc)
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