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CONFLENTI (CZ) – Il giudice Ferlaino protagonista di un’opera di Massimo Sirelli

L’artista calabrese Massimo Sirelli firma un omaggio dovuto e sentito che il borgo del Reventino di Conflenti dedica a Francesco Ferlaino, primo magistrato ucciso il 3 luglio 1975 dalla ‘ndrangheta, dopo una vita trascorsa a combattere la criminalità organizzata.

Il Giudice, a cui il paese ha dato i natali nel 1914, è il protagonista di un grande murale realizzato nell’ambito del progetto “Legalmente” voluto dall’Amministrazione comunale, finanziato con risorse governative e realizzato con il contributo dell’associazione “Libramenti” che opera nel piccolo centro.

Ferlaino, che fu anche Presidente della Corte d’assise d’appello di Catanzaro, ha presieduto il processo alla mafia siciliana, che era stato trasferito in Calabria per legittimo sospetto. Venne ucciso a Nicastro, nei pressi della sua abitazione, a colpi di fucile.

Nell’opera – come spiegato dall’artista che l’ha realizzata – è raffigurato mentre tiene per mano la sua amata nipote, un particolare che vuole lanciare un doppio messaggio. L’immagine rappresenta infatti uno scorcio di vita privata di uomo che fu servitore dello Stato ma anche pilastro per la sua famiglia. E diventa, inoltre, un importante lascito per le nuove generazioni chiamate a prendere per mano la legalità, l’onestà e l’integrità. Valori perfettamente e pienamente incarnati dal Giudice Ferlaino nel corso della sua esistenza.
A distanza di quasi cinquant’anni l’omicidio non ha ancora un colpevole.

«Volevo realizzare un’opera in grado di parlare ai più piccoli. Ho utilizzato un linguaggio semplice e uno stile essenziale, dai colori accesi e vivaci» ha dichiarato Sirelli. «La scena ritrae un Nonno che cammina con la sua nipotina mano nella mano verso un sole raggiante che illumina “il nuovo giorno”. Un giorno ideale fatto di legalità e rispetto. Un messaggio di speranza per le nuove generazioni sottolineato dai toni di verde che dominano l’intera scena». E ha poi concluso: «Nel murale il ricordo va al giudice Ferlaino e la sua amata nipotina Marina».

Semplicità, vivacità e una forte carica emotiva sono quindi gli elementi che caratterizzano quest’opera capace di rivolgersi a un pubblico di esperti ma anche ai neofiti dell’arte e agli osservatori più piccoli. Il messaggio è diretto, immediato, pulito e senza fronzoli. Le figure, quasi stilizzate, vogliono idealmente regalare speranza a chi le guarda.

Proprio di speranza ha parlato il Sindaco di Conflenti, Emilio Francesco D’Assisi, che si è detto entusiasta dell’intervento artistico: «Il mio auspicio è che l’opera di Sirelli, dal forte valore simbolico, possa essere un messaggio di speranza per tutti noi e che i valori della legalità, della democrazia e dell’onestà possano costruire una comunità che lotta contro ogni mafia e ogni altra forma di violenza e di sopruso». Ha, infine, aggiunto: «Non ultimo, ricordare la figura di Francesco Ferlaino è un dovere per il nostro piccolo paese, con la speranza che la sua figura e il suo impegno restino impressi nelle menti delle giovani generazioni». (rcz)