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Roberto Occhiuto

COVID-19 / Allo sciocco sorriso di Di Maio, risponde il calabrese Roberto Occhiuto

di PINO NANO – Forza Italia questa volta non le manda a dire le cose che pensa, e forse proprio per questo Silvio Berlusconi avrà preteso che a parlare in Parlamento a nome del partito fosse questa sera un deputato del Sud, giovane, brillante, aggressivo, quanto mai efficace, padrone della lingua italiana, capace di una analisi a 360 gradi, fiero di far parte del suo Movimento e fortemente indignato per quanto il Presidente Conte ha fatto in tutti questi giorni e in queste settimane da solo. Finalmente in aula si sente dopo mesi di silenzio, a volte compiacente forse, un grido di protesta autentico e pesante.

Bravo questo parlamentare calabrese, che risponde al nome di Roberto Occhiuto, e che non ha nessuna difficoltà a riprendere pubblicamente Luigi Di Maio quando dai banchi del Movimento 5 Stelle si mette a sorridere, un sorriso irridente e irritante insieme: «Onorevole Di Maio non le permetto di sorridere, non c’è nessun motivo per sorridere questa sera qui in aula, dobbiamo semmai pensare al dolore di migliaia di italiani che in queste ore hanno perso un proprio caro».

Le telecamere di Rai Parlamento riprendono per un attimo Luigi Di Maio, che intuisce bene il pericolo che corre, per via di un deputato che qui in aula questa sera dimostra di non avere legacci ideologici di nessun tipo, né tantomeno nessuna forma di sudditanza ai grandi poteri del Paese. Non poteva fare scelta migliore Silvio Berlusconi quando ieri ha deciso che a parlare, al posto del presidente Tajani o del professor Brunetta, dovesse farlo Roberto Occhiuto, un parlamentare completamente “fuori dallo schema” questa sera, che offre pubblicamente al Presidente Conte la disponibilità del partito di Forza Italia nel «difendere le ragioni del Paese», ma che sbatte in faccia, e anche durissimamente, al premier le «mille colpe del suo governo e le mille superficialità commesse nella gestione della crisi».

Il passaggio più forte dell’intervento di Roberto Occhiuto, riguarda le proposte: «Signor Presidente, le abbiamo offerto la nostra capacità di risolvere i problemi degli italiani, e lei ha fatto orecchie da mercante», e allora sappia, Caro Presidente, che le nostre proposte sono molto diverse dalle sue, e «sono certamente migliori delle sue, in grado di affrontare la crisi in maniera più seria e più complessiva». Conte dal suo posto, guarda e riguarda nevroticamente il suo cellulare, è così teso da produrre gesti inconsueti, ad un certo punto copre con dei fogli bianchi il suo telefonino, su cui stava leggendo forse qualche messaggio. Si coglie con mano che non si fida neanche dell’aria che si respira in quest’aula.

Roberto Occhiuto non lo molla neanche un momento e lo riattacca di nuovo frontalmente, spiegandogli che «bene ha fatto il governo ad occuparsi delle regioni forti del Paese, Lombardia in testa, ma malissimo ha fatto a dimenticare ignorare e sottovalutare le richieste dei governatori del Sud». Probabilmente il suo pensiero corre a Jole Santelli, Governatore della sua Regione, la Calabria, o forse a Emiliano, Governatore della Puglia, o forse anche a De Luca, in Campania, o a Nello Musumeci in Sicilia. Naturalmente evita di farne i nomi. «Se al Nord la pandemia ha creato quello che ha creato, al Sud rischia di devastare interi territori, ma Lei signor Presidente sembra non cogliere questo dato importante, anzi appare assolutamente distratto rispetto ai bisogni delle regioni più povere d’Italia».

Un solo applauso Roberto Occhiuto chiede all’aula, e lo fa in nome di Guido Bertolaso, «un uomo che è tornato in Italia, chiamato dal suo paese, per servire il Paese e oggi è in ospedale a lottare contro il virus: a questi uomini va il grazie di Forza Italia e di questo parlamento». Forte il discorso di Roberto Occhiuto, “cazzuto” dall’inizio alla fine, tenuto a braccio con estrema lucidità, e un solo riferimento vero e importante per Roberto Occhiuto, «i dati economici del professor Brunetta, sarebbe utile che anche lei signor Presidente li guardasse e li studiasse». Per un attivo Conte sembra un pugile suonato, alla sbarra, pronto a rinunciare al mach finale, completamente intontito dalle troppe verità di questo giovane leader calabrese, che non esita a rimproverargli un «eccessivo di protagonismo televisivo» e una macchina della comunicazione che fa acqua da tutte le parti. Ma il tempo per Roberto Occhiuto è scaduto, interviene il Presidente Fico «perché concluda la sua replica». Poi tocca a Del Rio, uomo forte del PD, riprendere le fila della difesa del Governo, e ridare a Conte qualche attimo di respiro. «La nostra opinione è che prima finisce l’era Conte, e prima il Paese potrà tornare alla normalità. C’è da sperare ora che lo capisca anche il Capo dello Stato. Non si può annunciare una “Intervento urgente del Presidente del Consiglio”, per giunta a reti unificate per sentire alla fine un freddo e schematico bilancio delle cose già fatte. E il futuro? Quanti morti avremo ancora? Quando arriverà un possibile vaccino? E soprattutto quanto dovremo ancora aspettare per avere le mascherine che il Governo ha promesso agli italiani da almeno dieci giorni? Povera Italia!». «Onorevole Di Maio, non sorrida”», grida con fermezza Roberto Occhiuto. (Courtesy Prima Pagina News)