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Il MotorShow 2Mari “mafia free”: a Saline Joniche con Libera contro la ‘ndrangheta

Fervono i preparativi per il grande evento di giugno: il MotorShow 2 Mari che offrirà a Saline Joniche (Reggio Calabria) una grande manifestazione di sapore internazionale. Mentre si avviano i lavori di riqualificazione dell’area di Saline, un’importante notizia giunge dal Direttivo dell’Associazione che promuove la manifestazione: il Motorshow 2Mari è entrato ufficialmente a far parte della famiglia di Libera per schierarsi pubblicamente contro la ‘ndrangheta e la malavita organizzata. È stata infatti sottoscritta la tessera di adesione alla più importante realtà antimafia italiana.

«Quando abbiamo avviato il nostro progetto per la realizzazione del MotorShow – spiegano dal direttivo dell’associazione – ci siamo posti come obiettivo prioritario quello di creare un evento nazionale “mafia free”. Da qui la nostra ferma volontà di contattare i vertici di Libera, da sempre esempio e modello di impegno attivo nel contrasto alle mafie. Sono bastate poche ore di confronto per comprendere come i nostri obiettivi fossero convergenti con i principi che ispirano Libera sin dalla sua fondazione. È del tutto consequenziale che qualsiasi tipo di condizionamento mafioso resterà fuori dal MotorShow 2Mari, anche grazie alla sinergia con Libera».

Fra pochi giorni, partiranno i lavori di riqualificazione parziale dell’area portuale di Saline Joniche dove, dal primo al nove giugno, si terrà l’evento motoristico più importante d’Italia. Si tratta di interventi previsti da anni ed indipendenti dal MotorShow, ma che la manifestazione ha contribuito a velocizzare e rendere concreti. Si pensi alla pulizia della rampa d’accesso alla SS 106, sino al cancello d’ingresso; alla sistemazione dell’area interna, compresa la pavimentazione laddove risulterà danneggiata. Ultimati tali interventi, l’area, per qualche mese, cambierà volto grazie all’allestimento di un villaggio pronto ad accogliere migliaia di visitatori e tantissime inedite iniziative non solo di tipo motoristico. L’evento, che è stato accolto con particolare entusiasmo dal Comune di Montebello Jonico guidato dal sindaco Ugo Suraci, ma anche dalla stessa opposizione, sta già iniziando a creare un indotto economico non indifferente tanto per il territorio ospitante, quanto per l’intera città metropolitana. Basti pensare che sono state sottoscritte convenzioni con strutture ricettive che partono da Scilla per arrivare sino a Brancaleone, anche grazie all’intesa raggiunta con Trenitalia, la cui formalizzazione arriverà a stretto giro, e che garantirà un efficiente e competitivo servizio navetta da e per il MotorShow.

«Siamo coscienti del fatto che un evento di tale portata – rimarcano dal direttivo – inevitabilmente attirerà gli appetiti di personaggi mafiosi in cerca di soldi a buon mercato e desiderosi di affermare il loro tanto decantato “controllo del territorio”. Del resto, quanto accaduto al signor Musarella – cui va la nostra solidarietà per l’attentato subito a “Le Saline resort” – dimostra che chi intende investire su un territorio complesso come quello reggino deve fare i conti anche con la piaga del crimine organizzato che difficilmente rinuncia alle proprie ingiustificabili pretese. È bene però che questi signori abbiano chiaro un aspetto: quando affermiamo che il MotorShow sarà un evento “mafia free” intendiamo proprio questo: che né direttamente, né indirettamente, magari attraverso persone di comodo, consentiremo a chi sta uccidendo la Calabria di poter allungare i propri tentacoli su un evento che vuole e deve essere adamantino. Pertanto – conclude il direttivo – possiamo garantire a tutti che, nella misura in cui ci dovessero essere aziende interessate con profili sospetti o dovessero accadere fatti ambigui e preoccupanti, la direzione del MotorShow non esiterà un momento a denunciare tutto alle forze di Polizia ed alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, affinché vengano effettuati tutti gli accertamenti del caso. E ciò sia che si tratti di tentativi di condizionamento mafioso tout court, sia che ci si trovi di fronte a realtà para mafiose, spesso più striscianti e subdole, e per le quali non ci sarà spazio alcuno». (rrc)