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Mario Draghi

I Comuni Anci del Sud chiedono un incontro al Governo per il Recovery

Il Coordinamento delle Anci del Sud ha chiesto un incontro al presidente del Consiglio, Mario Draghi, al ministro per il Sud e la Coesione Sociale, Mara Carfagna e al ministro per le Autonomie Locali, Mariastella Gelmini, un incontro per discutere del Recovery Plan per il Sud.

L’incontro, dunque, servirà per discutere sulle criticità e sulle opportunità del Mezzogiorno d’Italia che coinvolga, successivamente, anche  i diversi dicasteri, per l’avvio di un processo di transizione ecologica, ambientale ed economica  che dia pari opportunità a tutti i cittadini italiani.

È quanto è emerso dalla riunione del Coordinamento per discutere di Recovery Plan per il Sud, criticità e  proposte di sviluppo per i territori dell’Italia meridionale.

All’incontro hanno preso parte, fra gli altri, il presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando, promotore dell’iniziativa, il delegato Anci per la Coesione territoriale e per il Mezzogiorno, Giuseppe Falcomatà,  il presidente di Anci Abruzzo, Gianguido D’Alberto, il presidente di Anci Basilicata, Salvatore Adduce, il presidente di Anci Calabria, Francesco Candia, il presidente di Anci Campania, Carlo Marino, il presidente di Anci Molise, Pompilio Sciulli,  il presidente di Anci Puglia, Domenico Vitto e il presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana.

«L’incontro di oggi (mercoledì 10 marzo ndr) – riferisce Anci Sicilia  – rappresenta un’ulteriore tappa  di un percorso, avviato nei mesi scorsi, che ha visto anche momenti di interlocuzione con il Governo precedente e che nasce dall’esigenza di porre rimedio ad una profonda  diseguaglianza fra il livello comunale e gli altri livelli di governo nazionale, come più volte evidenziato dall’Anci, che riguarda l’ambito finanziario, le  procedure e l’organizzazione oltre alla capacità progettuale e organizzativa delle realtà comunali. A questo primo grande divario istituzionale si aggiunge, però, la cosiddetta  “questione meridionale”  che consiste in una vera e propria condizione di diseguaglianza territoriale   ed economico-sociale che è caratteristica del Mezzogiorno d’Italia».

«Nel corso dell’incontro – viene ancora riportato – è emersa la necessità di avviare un processo di riforma del sistema delle Autonomie locali che consenta agli amministratori locali  di poter utilizzare competenze, risorse e procedure adeguate alla grande sfida europea ed  eviti che il Recovery Plan confermi ed aumenti il divario tra i territori e, sul versante dei diritti e dei servizi, le disuguaglianze tra i cittadini italiani. Oggi l’Europa, con il nuovo ciclo di programmazione 2021-2027   (Next Generation Eu (Nngeu), ricorda l’esigenza di superare le diseguaglianze e di garantire il diritto alla salute e il Sud  rappresenta un enorme bacino di risorse culturali, umane e naturali che chiede di diventare una grande opportunità per l’intera nazione». (rrm)