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Domenica con Gente in Aspromonte alla scoperta del Monte della Torre

REGGIO – Domenica con Gente in Aspromonte alla scoperta del Monte della Torre

Alla scoperta dell’Aspromonte. Passeggiare immersi nella natura, sentire profumi e rumori, gustare colori e forme, provare il piacere di trovarsi in luoghi con un passato che ha lasciato vivi segni, non è già molto? Ma può essere piacevolissimo anche camminare con lentezza e guardarsi attorno con attenzione.
Crocevia di percorsi, portava al Passo del Mercante e fino agli anni ‘60 era frequentato da mercanti e contadini. Era un nodo cruciale che favoriva le aggregazioni, gli scambi commerciali, i vincoli di amicizia e anche i matrimoni. I terrazzamenti che si incontrano sul percorso sono un esempio delle tipiche terrazze che nei secoli passati i montanari fecero per strappare alle ripide pendici delle montagne dei piccoli pianori, che usufruivano per piccoli orti o solamente per una più facile fienagione.
Il percorso ha una grande importanza religiosa. Era uno dei tratti percorso dai fedeli che si recavano al santuario di San Nicodemo, tanto che venne incluso come tappa nell’itinerario calabro del Giubileo del 2000. Ed è ancora, oggi ritrovo per i pellegrini provenienti dalla Calabria, in occasione della festa, che ha luogo la domenica successiva al 12 maggio di ogni anno.
Oltre al valore religioso, c’è anche una importanza storica. Torre Carditto è un manufatto con funzione militare situato in una posizione strategica. Il sito, dominante dall’alto il fiume Torbido, e l’altopiano della Limina garantisce oggi al visitatore singolari viste panoramiche e, in passato, un monitoraggio continuo dei transiti.
Ma da dove inizia questo viaggio in Aspromonte? Dalla Fossa del Lupo sul Piano Mortelle, posto a ridosso del confine del territorio di Canolo, avrà inizio il sentiero. Mantenendo la linea del crinale della faggeta a sinistra della strada e seguendo il sentiero raggiungeremo la località Ficaro, luogo particolare segnato dalla presenza dello scoiattolo aspromontano e da qualche lepre che può sbucare inaspettatamente tra i prati e le felci che segnano questo territorio.
Dopo circa venti minuti che inoltrandosi nella valle di “Oliva” lo seguiamo fino al rifugio Barca. Rifornimento di acqua è d’obbligo dopodiché c’incamminiamo seguendo la stradella in pietra per circa 300 mt. che s’immette sulla sp 35 Canolo Nuova – San Giorgio Morgeto, svoltiamo a destra in direzione Canolo e alla fine della staccionata in legno subito a sinistra su un sentiero che s’inoltra inizialmente nella pineta e successivamente in una faggeta dove superato un verde slargo giungiamo in contrada Ficaro si prosegue dopo pochi minuti in località Don Selmo, che ricade nel territorio di S. Giorgio Morgeto a ridosso dei confini con i territori di Canolo, Cinquefrondi e Mammola. Seguendo il sentiero Italia e del Brigante lungo il crinale che costeggia la strada asfaltata dopo 20 minuti siamo in contrada Carditto.
Tra la storia e la natura di questo promontorio, dove l’Aspromonte roccioso lascia il posto alle marne bianche ed ai fossili della Limina. Mantenendoci sul dorso della faggeta, caratterizzata da splendidi affacci sull’area dei Piani della Limina che degrada verso S. Nicodemo, attraverseremo Fosso Carditto, fino a raggiungere l’omonima contrada dove ancora oggi abita una famiglia molto legata alla pastorizia e alla coltivazione dei campi, e da qui ci porteremo ai resti dell’antica Torre, presumibilmente di origine bizantina o normanna. II bosco è costituito da lecci, faggi, e il sottobosco di pungitopo e felci che rivestono gran parte dell’altopiano. Questo territorio, come dimostrato dagli studiosi, in epoca preistorica era il fondale di acque marine molto più alte di quelle di oggi.
A testimoniare ciò vi sono nella zona milioni di fossili marini e frammenti di conchiglie e, oltre a questo, sono presenti cavità naturali scavate nella roccia carsica.  Il ritorno è previsto sullo stesso percorso dell’andata con qualche leggera divagazione. Per info 348 8134091. (rrc)