Saccomanno (Lega): Mesi che sosteniamo mancanza di fondi per alta velocità

Il commissario regionale della LegaGiacomo Saccomanno, è intervenuto in merito alle dichiarazioni del presidente della Regione, Roberto Occhiuto che, nell’incontro con l’ad di Rfi, Vera Fiorani, ha appreso che l’alta velocità non è finanziata dal Pnrr.

«Sarebbe stato sufficiente, senza attendere tanti mesi – ha rilevato Saccomanno – che il presidente avesse letto il nostro intervento relativo all’incontro avvenuto a Catanzaro, alla fine del mese di aprile, dal quale è emerso, per voce di incontestabili esperti del settore, che non vi era un euro per l’alta velocità. Comunque, ringraziamo, in ogni caso, il presidente Occhiuto per aver fatto chiarezza e per essersi finalmente reso conto delle difficoltà in cui vive la Calabria e della necessità di una condivisione del percorso da portare avanti nell’interesse della nostra regione». (rcz)

Lunedì in Cittadella il dibattito pubblico sull’AV Salerno-Reggio Calabria

Lunedì 18 luglio, in Cittadella regionale, alle 16, è in programma il dibattito pubblico che precede l’intervento di realizzazione del raddoppio della tratta ferroviaria Cosenza-Paola/San Lucido.

Intervengono Roberto Occhiuto, Presidente della Regione Calabria; Caterina Cittadino, Presidente della Commissione Nazionale Dibattito Pubblico; Vera Fiorani, Amministratore Delegato RFI (Gruppo FS) e il coordinatore del Dibattito Pubblico prof. Roberto Zucchetti di PTSCLAS.

Primo tratto calabrese che si inserisce nella nuova linea AV Salerno – Reggio Calabria, promuovendo la continuità e il potenziamento di un itinerario strategico passeggeri e merci per la connessione tra il sud della penisola e il nord attraverso il corridoio dorsale, asse principale del Paese e tassello importante del corridoio Scandinavo – Mediterraneo.

Le caratteristiche tecniche, i benefici, gli impatti e le soluzioni di mitigazione saranno al centro di incontri con i cittadini e con le amministrazioni locali interessate dal nuovo tracciato ferroviario AV Salerno – Reggio Calabria.

L’area geografica interessata dagli interventi è costituita dai Comuni di Paola, San Lucido, Rende, Montalto Uffugo, San Vincenzo la Costa e San Fili, che ricadono interamente nella Provincia di Cosenza.

Questi comuni saranno coinvolti nel Dibattito Pubblico con incontri sui territori «Con una procedura – ha anticipato il professor Roberto Zucchetti – di democrazia sostanziale: il codice dei contratti pubblici ha previsto che per le opere di maggiore importanza ci sia una fase nella quale il progetto, non ancora approvato ma già ben definito, viene presentato a tutta la popolazione, agli esperti a chi ha interessi di carattere generale ma anche, e vorrei dire soprattutto, alla persone direttamente coinvolte e quindi, diciamo, ai comuni direttamente attraversati, in questo caso dalla nuova linea ferroviaria».

Il Raddoppio della tratta Cosenza – Paola/San Lucido, che prefigura la realizzazione della nuova galleria Santomarco e di una nuova fermata, rappresenta uno degli elementi fondamentali nel disegno di uno scenario più ampio che vede la realizzazione di un sistema infrastrutturale moderno e sostenibile per il sud, in grado di rispondere alle esigenze di mobilità di un ampio bacino interregionale.

Il traffico che interesserà la nuova galleria Santomarco sarà costituito da servizi Alta Velocità verso il crotonese (evoluzione degli esistenti collegamenti AV con Sibari) a cui potranno aggiungersi connessioni con Cosenza, servizi regionali tra le località tirreniche e il capoluogo cosentino, collegamenti merci tra il terminal di San Ferdinando e i punti di smistamento intermodale del nord del Paese, che utilizzano itinerari lungo la dorsale adriatica. (rcz)

PER LA CALABRIA OLTRE 16 MILIARDI DA FS
BUONA PARTENZA, MA SONO ANCORA POCHI

Le Ferrovie dello Stato puntano sulla Calabria, investendo oltre 16 miliardi di euro degli oltre 190 miliardi previsti nel Piano Industriale 2021-2031 che è stato presentato a Roma dalla presidente Nicoletta Giadrossi e dall’Amministratore Delegato, Luigi Ferraris.

Il Piano, dunque, prevede una profonda ridefinizione della governance e un nuovo assetto organizzativo che aggrega le società controllate da FS in quattro poli di business: “Infrastrutture”, “Passeggeri”, “Logistica” e “Urbano”. La visione strategica e industriale di lungo periodo ha, tra i suoi principali obiettivi, dare certezza di esecuzione alle opere infrastrutturali nei tempi previsti; favorire il trasporto collettivo multimodale rispetto al trasporto privato; incrementare fino a raddoppiare rispetto al 2019 il trasporto merci su ferro; rendere le infrastrutture ferroviarie e stradali più sostenibili, accessibili, integrate efficacemente fra loro e resilienti, incrementandone la dotazione anche per ridurre il gap tra nord e sud del Paese; aumentare il grado di autonomia energetica del Gruppo attraverso fonti rinnovabili e contribuire, anche in questo campo, alla transizione ecologica del Paese.

Per la nostra regione, dunque, una vera e propria boccata d’ossigeno, che va a sommarsi all’importante somma stanziata dal Def Infrastrutture che prevede 3 miliardi per la Strada Statale 106 che, tuttavia, per l’eurodeputato di Fratelli d’ItaliaVincenzo Sofo, sono «assolutamente insufficienti per procedere con i lavori di potenziamento di questa dorsale infrastrutturale, tenuto conto che sulla metà di questo tracciato ancora nulla è stato fatto».

Per l’eurodeputato, infatti, «bisogna assolutamente evitare di far rivivere ai calabresi l’incubo della famigerata epopea dei lavori di realizzazione della Salerno-Reggio Calabria perché questa terra ha urgente bisogno di sviluppo e non ha più tempo da perdere».

Tornando al Piano Industriale del Gruppo FdS, è previsto un rinnovato scenario di mobilità – ferroviaria e stradale – all’insegna dell’interconnessione e della sostenibilità e le cui risorse saranno distribuite nel Polo Infrastrutture, Polo Passeggeri, Polo Urbano e Polo Logistica.

Per quanto riguarda il Polo Infrastrutture, è previsto lo stanziamento 15,28 miliardi di euro. Di questi, 8,8 miliardi riguardano le infrastrutture ferroviarie e saranno per lo più destinati alla realizzazione dell’AV Salerno-Reggio Calabria, al potenziamento e all’elettrificazione della linea ionica e della dorsale Lamezia-Catanzaro Lido e ai collegamenti con il porto di Gioia Tauro.

Ammontano invece a 6,48 miliardi di euro le risorse destinate alle infrastrutture stradali: tra gli interventi principali la SS 106 (in particolare per il Megalotto 3, l’adeguamento da Sibari a Crotone e la Catanzaro-Crotone), alcuni miglioramenti funzionali dell’A2 e il completamento della SS 182, la Trasversale delle Serre.

Per il Polo Passeggeri, sono 309 invece i milioni di euro destinati al “Polo Passeggeri”, che si tradurranno in 29 nuovi treni e in nuovi servizi, fra cui il miglioramento del servizio metropolitano nell’area di Reggio Calabria e la velocizzazione dei treni Intercity sulla linea ionica, fra Reggio Calabria e Taranto.

Per il Polo Urbano, si stimano circa 600 mila mq di aree da valorizzare, per un valore pari a 1,1 miliardi di euro; i principali progetti riguardano i territori di Reggio Calabria, Cosenza e Montebello Ionico.

Infine, per il Polo Logistica, è previsto un potenziamento e lo sviluppo di nuovi collegamenti. I servizi intermodali (legati al traghettamento nello Stretto di Messina) passano da circa 1,3 milioni di euro nel 2022 a circa 4,1 milioni nel 2031, equivalenti a circa 276 treni l’anno. I servizi convenzionali cresceranno da 1 milione di euro nell’anno corrente a 1,5 milioni nel 2031, determinando un fatturato incrementale (2031 vs 2022) del 47%, che interesserà in modo particolare la filiera automotive.

Ma non è solo Ferrovie dello Stato a puntare a un «rinnovato scenario di mobilità»: Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nei giorni scorsi, ha presentato gli obiettivi strategici  da conseguire entro il 2030 per rendere la mobilità locale sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale indicati nel Rapporto “Verso un nuovo modello di mobilità locale sostenibile”, realizzato dagli esperti del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

Come sottolineato dal ministro Enrico Giovannini, infatti, «è necessario stimolare l’uso del trasporto pubblico, ancora molto basso soprattutto nel Mezzogiorno e nelle aree suburbane e periurbane dove la qualità del servizio è insoddisfacente e c’è una maggiore propensione a ricorrere all’auto privata».

«Una recente indagine dell’Istat – ha spiegato ancora – mostra segnali di un’inversione di tendenza e bisogna cogliere il momento. È perciò necessario stimolare la domanda di mobilità sostenibile, come il Governo ha fatto di recente introducendo il bonus sugli abbonamenti, disincentivare l’uso dell’auto e creare piattaforme digitali per facilitare la pianificazione degli spostamenti e la scelta dei mezzi anche in base alle emissioni inquinanti e climalteranti prodotte. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la legge di Bilancio 2022 e il Fondo Sviluppo e Coesione mettono a disposizione risorse per migliorare in modo significativo il sistema di mobilità locale, ma è necessario rivedere anche la regolazione del settore».

Nel Rapporto del Mims, realizzato sulla base di dati statistici raccolti da diverse fonti (tra cui, Istat, Eurostat, Eurobarometro, Isfort, Asstra, Osservatorio sul TPL Mims, Ministero dell’Interno) è stato evidenziato come «la qualità del servizio pubblico locale è piuttosto bassa, in particolare in alcune regioni del Centro e del Mezzogiorno. Collegamenti scarsi, vetustà del parco mezzi e basso livello di digitalizzazione dei servizi sono alcune delle criticità evidenziate nel Rapporto, che sottolinea anche come, sebbene in crescita, la mobilità condivisa e quella ciclabile presentino ancora forti ritardi rispetto ad alcune realtà europee».

«In base ai dati 2019 dell’indagine campionaria “Aspetti della vita quotidiana” condotta dall’Istat, una famiglia su tre segnala, nella zona in cui abita, abbastanza o molta difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici. Tale percentuale è più elevata nel Mezzogiorno, dove raggiunge il 40 per cento. Differenze più marcate si registrano in funzione della realtà urbana: le difficoltà di collegamento maggiori riguardano le periferie delle aree metropolitane, mentre esse sono più contenute nelle loro aree centrali».

Inoltre, nel rapporto viene evidenziato come sul livello di soddisfazione degli utenti del Tpl «si registrano divari territoriali significativi: sia il Centro che il Mezzogiorno, infatti, riportano livelli di soddisfazione significativamente inferiori rispetto a quelli del Nord».

«Per conseguire una mobilità locale che sia sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale è necessario poter  misurare le diverse dimensioni con indicatori che consentano di monitorare il cambiamento nella governance, nella programmazione, negli investimenti, nell’innovazione tecnologica e nella gestione del servizio», ha proseguito il ministro, spiegando che «fissare obiettivi quantitativi può servire alle istituzioni e agli operatori pubblici e privati a identificare le azioni più efficaci per ridurre le disuguaglianze territoriali e le distanze con gli altri paesi europei». (rrm)

 

Saccomanno (Lega): Non ci sono risorse per l’Alta Velocità in Calabria

Scenario impensabile: per l’Alta velocità in Calabria non ci sono risorse! Gli unici importi esistenti sul Pnrr per circa un miliardo ed 800 milioni sono il costo della tratta Battipaglia/Romagnano, con l’evidente conseguenza che per la Calabria non vi sono altre somme. In sostanza tanti proclami del tutto inutili dato che non esistono importi per poterli destinare alla nostra regione.

Notizie queste, fornite da un esperto di fama nazionale ed internazionale, il prof. Francesco Russo, docente di trasporti all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, in occasione di una trasmissione su LaC, condotta dal giornalista Pasquale Motta, nella data del 13 aprile 2022. Uno spaccato inverosimile venuto alla ribalta grazie all’azione incessante dell’indicato giornalista, che da tempo affronta i problemi con concretezza e preparazione. Ma non è emerso solo questo!

Il progetto alternativo all’attuale linea esistente prevederebbe un aumento del percorso di circa 50 km. (dagli attuali 390 a 445) ed un costo maggiore, senza, però, ridurre i tempi di percorrenza. E lo stesso prof. Russo che segnala tale anomalia e lo studio eseguito che, in tutti i casi, con il nuovo percorso, determinerebbe un tempo maggiore: 43 minuti per Catanzaro, 15 minuti per Crotone, 43 minuti per Vibo Valentia, 20 minuti per Cosenza e 40 minuti per Reggio Calabria.

Situazione incomprensibile e che non lascia spazi a possibili interpretazioni positive. Domande sì e tante: perché non si sistema il vecchio tracciato che potrebbe diminuire la percorrenza e il tempo? Perché questo anomalo cambiamento di progetto? Per quali ragioni? Probabilmente il ponte sullo Stretto insegna! Tanti progetti in alternativa per non fare nulla. Eppure, risulta pacifico che con l’Alta velocità il Pil aumenterebbe dell’1% annuo con evidenti benefici per l’intera regione e per quelle meridionali in genere, rispetto agli aumenti nell’ultimo decennio variabili tra lo 0,8 e lo 0,9.

E, allora, di cosa stiamo parlando? Nel mentre in Lombardia si progetta la cosiddetta “parallela” dell’alta velocità Milano-Brescia-Verona a circa 30 km. della esistente Bologna-Milano, in Calabria si sogna un qualcosa di irrealizzabile allo stato. E di tutto ciò nessuno ne parla: né la politica, né i sindacati, né le associazioni, né gli esperti. Silenzio assoluto!

Sarebbe opportuno che tutti assieme, invece, affrontassimo il problema per cercare di meglio comprendere e sostenere il progetto con forza e competenza per evitare che, ancora una volta, i fondi nazionali ed europei sbarchino in altri lidi, non certo per posizione presa e prevaricazione, ma per la evidente incompetenza ed inconcludenza del Sud. (Giacomo Saccomanno)

Occhiuto: Entro 10 giorni parte Azienda Zero

«Entro 10 giorni parte Azienda Zero». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, in una intervista alla Gazzetta del Sud, sottolineando che «in pochi mesi abbiamo fatto tantissime cose».

«Innanzitutto – ha ricordato – abbiamo arginato la pandemia, e non era scontato: con una campagna vaccinale da record – la Calabria per settimane è stata la prima Regione d’Italia – siamo sempre rimasti in zona gialla. Abbiamo riaperto tre ospedali – Cariati, Trebisacce e Praia a Mare – che resteranno tali anche dopo la fine dell’emergenza; abbiamo ripreso ad assumere a tempo indeterminato; grazie al Pnrr avremo 91 nuovi presidi sanitari in tutto il territorio regionale».

«E, adesso – ha proseguito – stiamo mettendo mano alla macchina dell’emergenza/urgenza: voglio un numero unico regionale e ambulanze efficienti. È come scalare una montagna, ma a poco a poco che saliamo cominciamo a scorgere da una parte i primi risultati e dall’altra la vetta. Azienda Zero concentrerà la capacità amministrativa, oggi assai carente nelle aziende territoriali. Bisogna agire in modo coordinato e razionalizzare i costi. Credo partirà entro i prossimi 10 giorni».

Sulle aziende sanitarie provinciali e sulle aziende ospedaliere «si stanno concludendo le valutazioni. La legge non mi dà la possibilità di sostituire un commissario da un giorno all’altro. Ma sono convinto che prima della fine di aprile ci saranno novità nella governance delle Asp e delle Ao».

Il Governatore, poi, ha parlato di novità per la strada Statale 106: «posso dire che farò in modo che questo diventi un tema nazionale, come accadde in passato per l’autostrada Salerno-Reggio Calabria».

Sempre nell’intervista, Occhiuto ha parlato anche dell’alta velocità, evidenziando che «non molliamo di un millimetro».

«Abbiamo avuto rassicurazioni dal ministro Giovannini, non è accettabile che la nostra Regione debba aspettare altri 10 anni per avere il collegamento ferroviario veloce».

Per quanto riguarda gli aeroporti, il Governatore ha spiegato che «l’aeroporto di Lamezia Terme è uno scalo già forte, che va ulteriormente potenziato e sostenuto. Adesso bisogna lavorare per specializzare e valorizzare anche gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria. Ho incontrato più volte i vertici di Enac e di Ita, e i primi risultati li abbiamo visti. La chiave è di allargare il nostro mercato regionale alle compagnie low cost». (rcz)

Alta Velocità, Nesci, Cancelleri: Per Sa-RC possibile ridefinire i singoli lotti

La Sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci e il viceministro per le Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, hanno reso noto che «alla linea Salerno – Reggio Calabria, oltre ai fondi previsti dal PNRR, abbiamo destinato altri 10 miliardi di euro dal bilancio dello Stato, con l’avvio delle prime gare previsto già nel 2022. Per raggiungere questo obiettivo saranno adottate le soluzioni più opportune, anche valutando con Rfi la possibilità di ridefinire singoli lotti».

«Colmare il divario infrastrutturale e rilanciare il Mezzogiorno – hanno aggiunto – è essenziale per favorire lo sviluppo del Paese. Ben il 55% delle risorse del PNRR, pari a 61 miliardi di euro, è destinato al Sud: un investimento massiccio, in grado di ammodernare la rete di trasporto del meridione. Per la Salerno – Reggio Calabria, già quest’anno, sono previsti 7,5 miliardi di lavori dal Fondo complementare che riguarderanno in particolare la tratta Romagnano – Praia e la galleria Santomarco».

«Nonostante le difficoltà derivanti dal contesto internazionale – hanno proseguito – come confermato da Rfi, l’obiettivo è avviare i lavori anche prevenendo nuove soluzioni di concerto con il Governo. Dal tavolo è emersa infatti la disponibilità a ridefinire, laddove necessario, alcuni interventi al fine di accelerare la realizzazione dell’opera».

«L’obiettivo – hanno concluso Nesci e Cancelleri – è portare l’Alta velocità tra Salerno e Reggio Calabria in tempi brevi, con un progetto sostenibile, assicurando ai cittadini del Mezzogiorno collegamenti rapidi ed efficienti». (rrm)

Biondo (Uil Calabria): Aprire una vertenza su Statale 106 e Alta velocità

Il segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo, ha chiesto ai parlamentari calabresi di « con il Governo una vertenza Calabria sulle infrastrutture che ci aiuti, che aiuti questa regione, a vedere finalmente assecondate le proprie aspettative e realizzate interamente l’Alta velocità ferroviaria e ammodernata la Strada statale 106».

«La Calabria – ha spiegato – pretende di essere trattata per quello che è: una regione dell’Italia e non una contea sulla quale esercitare azioni di vassallaggio. La Calabria ha bisogno di vedere riconosciute le proprie aspettative e di ottenere l’interno finanziamento e la realizzazione in tempi certi e veloci dell’Alta velocità ferroviaria sino a Reggio Calabria e di una Strada statale 106 finalmente degna di questo rango».

«Ai parlamentari calabresi – ha detto ancora – che ancora oggi gioiscono per un finanziamento parziale, diciamo che ciò è poca cosa. Chi rappresenta questa regione in Parlamento dovrebbe battersi per pretendere il finanziamento dell’intera tratta dell’Alta velocità e dovrebbe aiutarci a portare a compimento la battaglia sulla Strada statale 106 sulla quale, questa è cosa concreta, apriremo una grande vertenza nazionale con il sostegno dei segretari generali delle Organizzazioni sindacali».

«Lo ribadiamo – ha concluso – non è tempo di accontentarsi delle briciole, non è più tempo che la politica pensi solo alla propria circoscrizione elettorale senza un pensiero di grande respiro per il futuro della nostra Calabria». (rcz)

La sottosegretaria Dalila Nesci: Dal ministro Giovannini la conferma dell’AV Sa-RC entro il 2026

La linea dell’alta velocità Salerno-Reggio Calabria sarà realizzata entro il 2026. Lo ha reso noto la sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, spiegando che «ogni euro destinato al Sud garantirà lo sviluppo e la crescita dei nostri territori. Vogliamo investire le risorse in interventi concreti in grado di colmare il divario strutturale e rilanciare il Mezzogiorno».

«Come Governo – ha proseguito – stiamo lavorando per portare l’alta velocità al Sud: l’obiettivo, confermato dal ministro Giovannini, è quello di realizzare la linea TAV tra Salerno e Reggio Calabria entro il 2026. Un orizzonte preciso, che ha già visto come primo passo l’avvio del dibattito pubblico dal quale auspichiamo emerga un progetto sostenibile e immediatamente cantierabile».

«Alle infrastrutture del Mezzogiorno – ha proseguito – abbiamo destinato il 55% dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, pari a 61 miliardi di euro. Un investimento massiccio, in grado di ammodernare la rete di trasporto del meridione e colmare le carenze infrastrutturali ancora esistenti. All’Alta velocità Salerno – Reggio Calabria, oltre alle risorse previste dal PNRR, sono destinati altri 10 miliardi di euro dal bilancio dello Stato. Risorse che potranno essere impiegate per avviare lavori in tempi rapidi e arrivare al completamento entro il 2026».

«Si tratta di un’opera fondamentale – ha concluso – per ridurre le distanze tra il Nord e il Sud, migliorare il servizio di trasporto per i cittadini e favorire lo sviluppo economico dei nostri territori. Continuiamo a lavorare – conclude Nesci – per far riparte il Mezzogiorno, e quindi il Paese».

Intanto, a Napoli, ha preso il via il Dibattito pubblico sul primo lotto Battipaglia-Romagnano, che si è aperto con una conferenza stampa a cui ha partecipato il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini.

«Oggi, per il settore delle infrastrutture sostenibili, non è semplicemente l’avvio di un dibattito o di un’opera, ma l’avvio di un pezzo di storia con cui diciamo che nessuno è escluso» ha affermato il ministro Giovannini, rimarcando il significato sul piano sociale, economico e per l’inclusività della linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria, «un’opera iconica per lo sviluppo del Mezzogiorno e di tutto il Paese”. Degli oltre 61 miliardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e del Piano complementare (Pc) di competenza del Mims, ha ricordato il Ministro, “il 55% è destinato al Mezzogiorno e questa è stata una scelta politica». (rrm)

L’Unione delle Associazioni della Riviera dei Cedri e il Forum Disuguaglianze e Disabilità a confronto su Alta Velocità e Pnrr

L’Unione delle Associazioni della Riviera dei Cedri e il Forum Disuguaglianze e Disabilità hanno promosso, nei giorni scorsi, un importante confronto su Pnrr e alta velocità, dove è emersa l’importanza del coinvolgimento, oltre che dei territori, anche del mondo accademico e scientifico non appena i progetti esecutivi saranno pronti.

Al confronto hanno rappresentato il Forum il dott. Edoardo Zanchini, Vice Presidente di Legambiente ed i prof. Gianfranco Viesti, docente di Economia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bari. Vi hanno inoltre preso parte anche il co-fondatore del Comitato per la Provincia della Magna Graecia, Domenico Mazza ed il vicepresidente dell’Associazione Svimar – la nuova realtà associativa che mette insieme Puglia, Basilicata, Campania e Calabria, Pietro Calabrese.

Hanno rappresentato l’Unione delle Associazioni, il dott. Ettore Simone Durante ed il Segretario, dott. Andrea Incerto Leone.

Un meeting all’insegna della cordialità, nel corso del quale ci si é confrontati sulle sfide economiche e sociali post-pandemia. Sono considerevoli le risorse previste dal PNRR per il Sud, ma é emersa la preoccupazione circa una loro non proficua gestione. É necessario che si instauri un ragionamento che permetta di vedere gli effetti degli investimenti nel più breve tempo possibile. Non si possono attendere decenni per godere di benefici, che nel futuro potrebbero rivelarsi marginali o tardivi.

Sentito il tema della nuova ferrovia AV/AC Salerno-Reggio Calabria, la più grande opera nel mezzogiorno nel dopo guerra. É emersa la necessità e la volontà di realizzare un confronto attraverso il quale riuscire a coniugare le istanze dei territori con il raggiungimento degli obiettivi di mobilità fissati al livello europeo. Sono dunque necessarie occasioni costruttive di dialogo attraverso le quali inserirsi nel dibattito pubblico.  Questa é una fase propedeutica per la realizzazione dell’infrastruttura, per la quale sono previsti iter procedurali semplificati.
Sulla base di ciò si é convenuto che, una volta usciti i progetti esecutivi, le Associazioni organizzeranno un confronto che si svolgerà in modalità mista, in presenza e da remoto.
La parola d’ordine é partecipazione, per questo si punta a coinvolgere nell’iniziativa oltre ai territori anche il mondo accademico e scientifico. (rrm)

 

REGGIO – Il dibattito sull’Alta Velocità Sa-RC del Touring Club RC

Domani pomeriggio, a Reggio, alle 17, nell’aula consiliare Leonida Repaci di Palazzo Alvaro, il dibattito sul tema Alta Velocità Salerno Reggio Calabria, organizzato dal Touring Club Italiano di Reggio Calabria.

L’evento è patrocinato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, dall’Università degli Studi Mediterranea e dalla Camera di Commercio di Reggio Calabria.

Con tale iniziativa il Club di Territorio intende accendere i riflettori dell’interesse generale della società calabrese sulla realizzazione d tale infrastruttura su un percorso adeguato e con tecnologie innovative al fine di collegare Roma con Reggio Calabria in 3 ore.

Partecipano il prof. Francesco Russo, Università Mediterranea, il dott. Antonino Tramontana,  Presidente Camera di Commercio di Reggio Calabria, ed il dott. Vincenzo Foti, giornalista scrittore.

La realizzazione della line ad Alta Velocita avrebbe tre risultati pratici: 1) una crescita del Pil così come peraltro attestato in una ricerca dell’Università di Napoli, sotto la guida del prof. Ennio Cascetta, che ha rilevato come nelle regioni più ricche (con reddito pro capite sopra la media) le città dotate di stazione AV hanno visto crescere il Pil del 10% nel decennio 2008-2018 (dato provinciale) contro il 3 % delle province che hanno una distanza superiore alle due ore da una stazione. Nelle regioni meno ricche, le città con stazione AV sono cresciute dell’8% contro lo 0.4% dei capoluoghi distanti più di due ore.

2) la linea AV LARG [Lean, Agile, Resilient, Green] sarebbe lo sbocco lavorativo per migliaia di giovani meridionali che verrebbero coinvolti in tutte le fasi realizzative.
3) L’abbattimento degli inquinanti e la convergenza verso gli obiettivi ambientali del Paese e dell’Europa, perché l’AV è la modalità a più basso impatto ambientale tra tutte le modalità, per passeggero trasportato, per gli spostamenti a scala interregionale e nazionale.

Infine, occorre rilevare che le infrastrutture e le reti di trasporto influiscono sullo sviluppo dei territori e la Calabria necessita di immediati interventi in tal senso anche e soprattutto in termini turistici. (rrc)