Pnrr, completata progettazione opere principali delle ferrovie, tra cui AV SA-RC

È stata completata la progettazione delle principali opere ferroviarie finanziate con i fondi del Pnrr, per un costo complessivo di 4,3 milioni di euro. Lo ha reso noto il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, spiegando che tali progetti «sono presenti nell’Allegato IV della legge 108/2021, che contiene le dieci opere strategiche nazionali, votate dal Parlamento, per le quali è prevista una procedura speciale di valutazione e approvazione».

«Inoltre – si legge in una nota del Ministero – oggi è stato presentato anche il progetto per il raddoppio della galleria Santomarco (tratta Cosenza-Paola della “AV/AC Salerno-Reggio Calabria”). L’intervento, del valore di 1,2 miliardi di euro, è finanziato con il Fondo nazionale complementare e si sviluppa per un’estensione di circa 22,2 km, di cui circa 17 km in sotterraneo».

Il progetto, che si aggiunge ai cinque Pfte già presentati, riguardano: l’Alta velocità/Alta capacità Salerno-Reggio Calabria (Lotto 1 – Battipaglia-Praja, compresa Interconnessione Bretella per Potenza, e Sublotto 1° – Battipaglia-Romagnano) il potenziamento Orte-Falconara” (Lotto 2 – Genga-Serra San Quirico) il raddoppio della Roma-Pescara (Lotto 1 – Raddoppio Manoppello Interporto d’Abruzzo, Lotto 2 – Raddoppio Scafa–Manoppello) il potenziamento delle linee di accesso al Brennero (Lotto 3°-Circonvallazione di Trento).

«È un risultato molto importante che manifesta la volontà e la capacità di RFI di raggiungere gli obiettivi nei tempi richiesti dal programma europeo», ha sottolineato il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, che esprime la propria soddisfazione per il forte impegno dimostrato da RFI nel velocizzare la realizzazione delle opere previste nel Pnrr.

«I progetti finanziati dal Pnrr rispondono a una strategia di potenziamento della rete ferroviaria, soprattutto al Sud, per vedere sempre più interconnesso il Paese – ha aggiunto Giovannini – superare le disuguaglianze territoriali, migliorare la qualità dei servizi per i cittadini».

«Con la consegna dei progetti di fattibilità tecnico-economica, proseguiamo l’impegno di realizzare gli investimenti per le opere infrastrutturali inserite nel Pnrr. Lavori che consentiranno il miglioramento della mobilità in tutto il Paese tenendo sempre presente i principi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica», ha dichiarato l’Amministratrice Delegata e Direttrice Generale di RFI, Vera Fiorani.

«Adesso – ha proseguito – inizieranno le procedure autorizzative, per gli interventi da eseguire, che saranno oggetto di un costante confronto con tutte le comunità locali, anche attraverso l’indizione del Dibattito Pubblico, così come già fatto per gli altri progetti presentati».

Le dieci opere presenti nell’Allegato IV della legge 108/2021 beneficiano, in ragione della loro complessità e rilevanza, di una procedura autorizzativa innovativa da parte del Comitato speciale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (Csllpp). Questo organismo, guidato dal presidente del Csllpp, di cui fanno parte anche esperti del mondo accademico e rappresentanti dei ministeri competenti, valuta i progetti dal punto di vista tecnico, ambientale e paesaggistico in tempi definiti, riunendo in un’unica sede le singole procedure autorizzative, come la Valutazione di impatto ambientale (VIA), superando il complesso iter autorizzativo precedente.

Nei mesi scorsi il Comitato speciale ha già autorizzato nelle varie fasi previste dalla legge 108 (con prescrizioni) i progetti relativi alla circonvallazione di Trento, i due lotti della Roma-Pescara e già esaminato quelli per il 1° lotto della Salerno-Reggio Calabria e del Lotto 2-Genga–Serra San Quirico della Orte-Falconara. Sei sono i progetti per i quali è stato avviato da RFI il dibattito pubblico, secondo le procedure previste dalla medesima legge, mentre per gli altri interventi questa fase verrà avviata nelle prossime settimane. Per tutti i progetti presentati da RFI al Comitato speciale è previsto l’avvio delle relative gare entro il secondo semestre del 2022, in linea con i cronoprogrammi definiti in sede di Pnrr.

«Le nuove procedure di progettazione e approvazione dei progetti ferroviari di particolare complessità inseriti dal Pnrr – ha sottolineato Giovannini – stanno funzionando molto bene, consentendo il rispetto dei tempi, coerentemente con quella operazione di ‘reingegnerizzazione’ dei processi autorizzativi che abbiamo definito nel maggio 2021. Inoltre, i progetti presentati seguono le nuove linee guida emanate per realizzare infrastrutture sostenibili, coerentemente con il cambio di nome del Ministero».

«Si tratta – ha concluso – di innovazioni profonde nel modo di disegnare e realizzare le nuove infrastrutture del nostro Paese, condividendole con il territorio, che rispondono in modo efficace a problemi che hanno caratterizzato per anni il dibattito nazionale su questo tema». (rrm)

«PNRR, LA CALABRIA NON PUÒ ASPETTARE»
OCCHIUTO VUOLE L’ATTENZIONE DI DRAGHI

dalla REDAZIONE ROMANA – La Calabria non intende né può aspettare per riprogrammare il proprio futuro: è questo il succo della decisa lettera che il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha inviato al Premier Mario Draghi. Nella lettera viene espressa la chiara richiesta di modifica per la Calabria della programmazione della quota di finanziamento nazionale del PNRR per la parte che spetta alla regione. In tal modo – secondo Occhiuto – si potranno avviare «opere e interventi che, indipendentemente dai vincoli originari di spesa, possano essere dedicati a progetti oggi in grado di produrre lavoro, occupazione, benessere sociale».

Nella lettera, inviata per conoscenza anche al sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Roberto Garofoli, il presidente Occhiuto espresso le perplessità della Regione in merito alla nuova linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria, in quanto nella proposta presentata, manca il progetto integrale che, da Battipaglia, arriva a Reggio.

«Apprendo – scrive il Governatore – che nella presentazione dei lotti che interessano il territorio della mia Regione di cui non è emersa alcuna caratteristica tecnica dell’opera ma sono solo emersi i riferimenti legati al tipo di finanziamento. In particolare è stato precisato che il finanziamento di 9,4 miliardi di euro graverà su generiche fonti finanziarie: è emerso anche che per i relativi tempi di attuazione l’orizzonte temporale si attesta al 2030, ovviamente successivo al 2026; mentre entro il 2026 sarà possibile disporre di soli 33 km tra Battipaglia e Romagnano finanziati con 1.8 miliardi di euro del PNRR. Infatti la tratta Battipaglia Praja è articolata in 3 sublotti con un sublotto a), tra Battipaglia e Romagnano di 35 km, il sublotto b) tra Romagnano Buonabitacolo di 46 km e il sub lotto c che parte da Buonabitacolo di 47 km per arrivare a Praja, sulla costa calabrese».

«Nonostante gli sforzi del Presidente e di alcuni componenti della Commissione speciale – continua Occhiuto – prima richiamata nell’insistere sulla necessità di disporre di un quadro complessivo di un’opera tra le più significative del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza a livello europeo per il suo intrinseco significato di coesione economica e territoriale, di accessibilità alle aree interne, di equità infrastrutturale, di impatto sui fondamentali indicatori di sviluppo, al momento non è stato presentato il progetto di fattibilità tecnica economica oltre Romagnano fino a Praja e nulla è stato presentato sulle tratte tutte in territorio calabrese che da Praja vanno a Tarsia, nulla sul rifacimento della Galleria Santomarco».

«L’unico riferimento – ha spiegato – è stato al finanziamento a valere per complessivi 9,4 miliardi di euro su non meglio specificate fonti di finanziamento. I lotti tra Tarsia e Cosenza, Cosenza e Lamezia Terme, Lamezia Terme e Gioia Tauro sono ad oggi solo un’idea di tracciato per i quali manca anche una idea di finanziamento. La ragionevole certezza dell’assenza di progetti in grado di generare lavoro, occupazione, stabilità sociale in momenti gravi come questi che stiamo vivendo, si scontra così nei fatti con le migliori intenzioni di investimento in aree meno sviluppate del Paese, producendo una distorsione che considero significativa delle iniziali ragioni che hanno portato al concepimento stesso del PNRR».

«È utile ricordare – ha aggiunto – che senza il progetto dell’Alta Velocità ferroviaria nel Sud del Paese difficilmente la Unione Europea avrebbe acconsentito alla strutturazione di un Piano del valore, solo per l’Italia, di ben 209 miliardi di euro e devo tristemente sottolineare che la differenza essenziale tra un piano esclusivamente finanziario ed uno realmente significativo per lo sviluppo di ampie aree del Paese, passa proprio attraverso l’attuazione di una serie di interventi da sempre noti e rimasti da sempre intuizioni progettuali».

«La Calabria non può aspettare – ha ribadito il presidente – che Rete Ferroviaria Italiana produca progetti di fattibilità tecnica delle tratte in territorio calabrese non conoscendo, perché non è pubblico, neanche la stima dei cronoprogrammi dei lavori tra Praja e Tarsia e nel proseguimento della tratta fino a Reggio».

«La Calabria – ha proseguito – non può aspettare che da quei cronoprogrammi oggi non conosciuti discendano finanziamenti bloccati per circa 9.4 miliardi che migliorano solo il rating delle stazioni appaltanti, congelati come sono nel relativo contratto di programma».

«La Calabria – ha detto ancora – non può aspettare che nel suo stesso territorio siano genericamente assegnati e bloccati fondi per opere per le quali la prima fattura lavori da pagare sarà probabilmente nel 2031 ed avere oggi nel 2021 progetti definitivi in grado di creare lavoro bloccati per l’assenza di fondi». (rrm)

In copertina, il ministro alle Infrastrutture Enrico Giovannini e il presidente Occhiuto

Saccomanno (Lega): Ministro chiarisca lo stato degli interventi sulla Salerno-Reggio Calabria, ss 106 e alta velocità

Il commissario regionale della LegaGiacomo Saccomanno, ha chiesto al ministro alle Infrastrutture, Enrico Giovannini,  di fare chiarezza sullo stato degli interventi sulla Salerno-Reggio Calabria, sulla strada della morte, la strada statale 106 e l’alta velocità.

Il ministro, infatti, in una intervista a Il Messaggero, «ha dichiarato che l’Alta velocità, come altri investimenti che ricadono in una particolare area (Mezzogiorno), interesserà anche l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, per circa 10 miliardi – ha spiegato il commissario –. Siccome, già al tempo del Governo Renzi era stata inaugurata questa, ci chiediamo a quale tratte il Ministro si riferisce e se è stata anche inclusa la parte riguardante Cosenza-Grimaldi-Altilia, ove vi sono lavori in corso da molti anni e gli incidenti, anche mortali, sono all’ordine del giorno».

«Un chiarimento – ha proseguito – chiesto direttamente al ministro per evitare che si continui sugli annunci e non si concretizzi, come dovrebbe, l’azione politica, specialmente nei confronti del sud. Allo stesso, la Lega ha anche chiesto a che punto sono le tratte che riguardano la SS. 106 Ionica,denominata la “strada della morte”, per la sua pericolosità e le tantissime persone che sono rimaste per terra prive di vita, ed, ancora, le ragioni dello spostamento della linea ferrata con aumento di circa 50 km. e, quindi, aumento dei tempi di percorrenza».

«Si spera che, finalmente – ha concluso – ai tanti annunci seguano le opere e non debba la Calabria attendere altre decine di anni per avere delle strade sicure e normali». (rcz)

Infrastrutture, Biondo (Uil Calabria): Convocare cabina di regia sulla spesa europea

Convocare la cabina di regia sulla spesa europea, avviare una piattaforma regionale attraverso cui ogni cittadino possa avere contezza nell’immediato dei progetti e dei finanziamenti previsti per la regione e del loro storico e, infine, dire la verità sulla dote finanziaria che, attraverso il Pnrr, è stata destinata alla Calabria. È quanto ha chiesto il segretario generale della Uil CalabriaSanto Biondo, che ha sottolineato che «non bisogna mai perdere di vista il fatto che la partita dello sviluppo economico e occupazionale non può essere posto in secondo piano rispetto alla partita sanitaria, ma che sia necessario far marciare contemporaneamente su queste direttrici nella programmazione regionale».

Il segretario, infatti, ha ricordato come «il potenziamento delle infrastrutture attuali e la realizzazione di nuove opere infrastrutturali, in grado di rendere moderno ed efficiente il sistema trasportistico calabrese, devono rappresentare uno dei punti nodali di una Calabria che si immagina resiliente e capace di rimettere in moto il proprio motore produttivo, economico, occupazionale e sociale».

«Davanti a ciò – ha aggiunto – non ci convince il dibattito che si è aperto in merito alla realizzazione dell’Alta velocità ferroviaria. Le voci si susseguono ma non sono univoche. Riteniamo necessario un chiarimento, immediato e definitivo, su un’opera che riteniamo strategica per il futuro della Calabria e che sia degna di questo nome. Ad oggi, infatti, non risulta chiaro se questa infrastruttura sarà completata interamente lungo la direttrice Salerno-Reggio Calabria grazie agli stanziamenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza o se per la stessa si prevede un semplice restyling che si fermi alle porte della Calabria. Se così fosse si compirebbe l’ennesima beffa ai danni di questa regione, si darebbe vita ad un nuovo e inaccettabile colpo alla già debole economia regionale, si calpesterebbero i diritti delle cittadine e dei cittadini calabresi».

E per quanto riguarda i fondi del Pnrr destinati alla Calabria, Biondo ha evidenziato la necessità di dire con chiarezza «se questi fondi sono aggiuntivi a quelli già stanziati per l’ammodernamento della regione o se finiranno per sostituire quelli già esistenti e confluiti in altri piani di finanziamento europeo o nazionale e, se così fosse, è giunta l’ora di dire chiaramente ai calabresi che fine faranno i fondi già stanziati ed eventualmente stornati».

«Il rischio concreto – ha proseguito – è quello di far finire il territorio regionale dentro una partita di giro nazionale che, sottraendo risorse alla Calabria, finirebbe per bloccarne la capacità di agganciare la ripartenza del Paese e, così facendo, limare quelle pesanti diseguaglianze che rappresentano una tara oggi più che mai insopportabile. Se così fosse noi non potremmo accettarlo».

«Così come – ha detto ancora – non condividiamo l’opacità sugli interventi progettuali richiesti dal precedente governo regionale al Governo per un inserimento nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Siamo convinti, infatti, che sia necessario programmare al meglio le risorse messe a disposizione da Roma e Bruxelles per sostenere l’economia calabrese nella sua necessità di ripartenza. Per questo, nel riconoscere l’attenzione prestata a questi temi dal presidente della giunta regionale Roberto Occhiuto, da tempo ribadiamo la necessità dell’amplificazione massima degli strumenti di controllo sociale che l’Europa ci mette a disposizione e che, con la giunta regionale uscente, non si sono potuti adoperare».

Infine, oltre alla convocazione della cabina di regia per la spesa europea, Biondo ha evidenziato la necessità di «velocizzare la riprogrammazione della spesa comunitaria sul Fse 2014/2020, risorse che vanno destinate ad aiutare in modo selettivo il tessuto economico e sociale calabrese». (rcz)

ALLA CALABRIA SERVONO FERROVIE VELOCI
BASTA NEGARE IL DIRITTO ALLA MOBILITÀ

dalla REDAZIONE ROMANA – Tante, troppe dichiarazioni e promesse sono state fatte ai calabresi e alla Calabria sull’alta velocità e, nonostante ciò, non è ancora chiaro quali siano davvero i piani e, soprattutto, cosa davvero sarà realizzato a livello ferroviario in Calabria con i fondi del Pnrr.

Una vera incognita, i cui nodi dovrebbero essere sciolti attraverso un incontro urgente con i vertici, come ha suggerito il consigliere regionale del PD, Domenico Bevacqua, al presidente della Regione, Roberto Occhiuto e all’assessore alle Infrastrutture, Mauro Dolce, proprio per capire cosa si intende realizzare con quei preziosi fondi che scadranno nel 2026.

Una richiesta più che legittima, considerando la necessità urgente di una regione come la nostra di infrastrutture – soprattutto su rotaie – per poter uscire dall’isolamento a cui è “condannato” e essere al passo con i tempi. Una impresa non facile, dato che l’alta velocità in Calabria sembra essere un “miraggio” più che una realtà concreta. Come già rilevato dall’ing. Roberto Di Maria in un suo editoriale sul nostro quotidiano, «Un articolo de L’Espresso del 10 novembre scorso a firma di Gloria Riva ne è un esempio, dato che pone più di un interrogativo sulla ferrovia Salerno-Reggio Calabria in fase di progettazione da parte di RFI, nell’ambito della attuazione del Pnrr. Si scopre che “costerà miliardi” (come se altrove interventi simili costassero spiccioli), e che, inoltre, “non sappiamo quando (e se) sarà completata”. E, ovviamente, si arriva a mettere in dubbio” l’utilità stessa del progetto”».

Secondo Di Maria, infatti, «basta, infatti, dare un’occhiata al tracciato previsto per rimanere quanto meno perplessi» e ciò che ha dichiarato l’ad Fiorani in audizione alla Commissione Trasporti, «confermano questa impressione»: la nuova linea Salerno-Reggio Calabria sarà lunga 30 km in più di quella attuale e, «dopo aver lasciato Battipaglia, anziché dirigersi verso la costa cilentana, si dirige verso il Vallo di Diano, percorrendolo interamente. Ai primi rilievi del Pollino, immediatamente a sud di Buonabitacolo, essa segue un percorso in discesa, per lunghi tratti in galleria, che la conduce sulla costa, a Praia a Mare, pochi chilometri a sud del confine tra Basilicata e Calabria».

Decisioni che sono state assunte per «allontanarsi dalla linea storica perché i lavori interferirebbero con l’esercizio ferroviario» e per «scegliere un tracciato maggiormente accessibile ai territori, con particolare riferimento alla costa ionica calabrese».

Un approccio che all’ing. Di Maria non convince: «la Fiorani ha dimenticato che Rfi sta lavorando ad un altro progetto Av sulla Battipaglia-Potenza-Metaponto-Taranto. Un itinerario facilmente raggiungibile dalla valle del Crati e da tutta la costa ionica, senza bisogno di scavare lunghissime gallerie, come quella tra Praia e Tarsia. A condizione, ovviamente, che, insieme alla Tarsia-Cosenza si raddoppi la linea costiera da Tarsia a Metaponto. Ma di questo intervento, nei piani RFI, paradossalmente non c’è traccia».

«Eppure – ha rilevato l’ing. Di Maria – si tratta di un itinerario comunque indispensabile, se si pensa che in Puglia perverrà il corridoio Ten-T Baltico-Adriatico, di cui è già stato chiesto alla UE il prolungamento da Ancona verso sud: una infrastruttura fondamentale per il trasporto merci verso il centro Europa. La sua accessibilità attraverso la linea ionica riqualificata e raddoppiata, insieme al collegamento con la tirrenica tramite la nuova galleria Santomarco, consentirebbe il potenziamento del porto di Gioia Tauro in chiave gateway, ovvero come punto di attracco per le navi portacontainer provenienti dal Far East. In futuro potrebbe peraltro usufruirne anche il porto di Corigliano-Rossano, attualmente pressoché abbandonato; senza contare il traffico che vi potrebbe pervenire dai porti siciliani, a condizione, ovviamente, che si realizzi il Ponte sullo Stretto».

Insomma, un pasticcio su un altro pasticcio: per Bevilacqua, infatti «non è accettabile che Rfi faccia e disfi a proprio piacimento programmi e progetti, senza dover chiedere conto a nessuno», ed è per questo che ritiene indispensabile questo incontro, «magari aperto a tutti i consiglieri regionali».

Ma non è solo l’alta velocità a essere messa sul tavolo: «l’incontro – ha spiegato Bevacqua – dovrà anche essere l’occasione per fare luce sul rispetto del cronoprogramma per l’elettrificazione delle Lamezia Terme-Catanzaro Lido e Catanzaro Lido-Sibari, oggetto di Accordo Quadro firmato tra RFI e Regione Calabria e che indica nel 2022-2023 lo scenario per l’operatività delle due citate linee».

Per il consigliere regionale, infatti, è sacrosanto occuparsi della sanità, ma non c’è solo quella tra le priorità della Calabria su cui intervenire. C’è anche la mobilità e, per Bevacqua, «negare il diritto alla mobilità significherebbe continuare a relegare la Calabria a fanalino di coda della crescita economica e sociale del Paese».

La necessità dell’alta velocità in Calabria è stata ribadita, ancora una volta, dal ministro alle Infrastrutture, Enrico Giovannini, che ha sottolineato in un’intervista a Marco Esposito (Il Mattino-Il Messaggero) come «fare la Salerno-Reggio Calabria è stata una scelta di questo Governo» e ha spiegato il mancato inserimento di tutta la linea nel Pnrr: «saremmo stati dei folli, perché è impossibile ultimarla nei tempi previsti: per questo, sono inseriti solo i lotti realizzabili e resi fruibili entro il 2026, ma ci sono quasi 10 miliardi sul bilancio dello Stato per proseguire l’opera oltre tale data». (rrm)

 

Il ministro Giovannini: Entro 2026 saranno realizzati solo alcuni lotti della Sa-RC

Il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, nel corso del convegno all’Interporto di Napoli, ha dichiarato che «se qualcuno pensa che l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria sarà pronta entro il 2026, suggerisco di rinfrescarsi la memoria: non è pensabile» e che «Rfi manderà i progetti entro fine anno, ed entro il 2026 saranno realizzati alcuni lotti scelti con logica sistemica».

«Sicuramente sarà realizzata la parte del lotto che va da Battipaglia e il nodo successivo – ha spiegato – in modo da consentire il collegamento verso Potenza e Taranto. Poi realizzeremo lo sblocco della galleria di Gioia Tauro in modo che le merci possono mettersi sulla linea ionica e risalire lungo l’adriatica. In poche parole c’è un’idea dietro queste scelte che produce immediatamente risultati positivi anche sugli snodi». (rrm)

LA BEFFA FERROVIARIA SALERNO-REGGIO
NEANCHE UN METRO DI BINARIO DAL PNRR

di ROBERTO DI MARIA – Ma non doveva essere il Piano del rilancio della ferrovia, come sistema di mobilità sostenibile, secondo gli indirizzi del Next Generation UE? Così ci avevano detto, ma più lo conosciamo e più ci delude questo Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza. Sulla Salerno-Reggio Calabria, da trasformare in linea AV come proclamato in tutte le sedi possibili ed immaginabili, sono già state esternate non poche perplessità: basti pensare che questa linea, abbandonando il tracciato “storico” lungo la costa, si allunga verso l’interno arrivando a misurare ben 445 km contro i 393 della linea costiera; tolti i raccordi e le deviazioni previste da questo computo, alla fine il percorso dovrebbe misurare oltre 30 km in più rispetto a quello attualmente utilizzato. E su un territorio la cui orografia richiede un frequentissimo ricorso a viadotti e, soprattutto, gallerie.

Ma andiamo al programma realizzativo. Naturalmente, manco a dirlo, la linea sarà realizzata procedendo da nord verso sud, in 7 lotti successivi. Quelli previsti nel PNRR sono tre: Battipaglia-Praia, Praia-Tarsia ed il breve tratto di raddoppio della galleria Santomarco, che dagli anni ’80 del secolo scorso unisce Paola a Cosenza. In tutto 185 km su 445, pari al 41,6% del totale. Il resto? Si vedrà.

salerno reggioIn tal modo, la linea non arriverebbe neanche a Cosenza, ma si fermerebbe 35 km più a nord, nella valle del Crati. Un ipotetico treno che dovesse percorrere verso Reggio Calabria questa linea, superata Battipaglia, percorso il Vallo di Diano, raggiunta la costa scendendo a Praia, dovrebbe comunque riguadagnare quota verso la valle del Crati e, dopo aver raggiunto Tarsia, immettersi sulla Sibari-Paola, una linea a binario unico (!) e riguadagnare la costa scendendo attraverso la galleria Santomarco, nel frattempo (si spera) raddoppiata. Secondo voi, c’è qualcosa che non va?

Forse più di una, se si pensa che questo strano saliscendi ripetuto due volte tra costa ed interno peserebbe notevolmente sulla sostenibilità del trasporto, in termini di emissioni equivalenti a causa dei maggiori consumi di corrente per la trazione. Ma non ditelo a Greta!

E’ evidente che nessuno si sognerebbe mai di far percorrere questa linea ad un treno merci da 750 metri, nè ad un passeggeri che volesse essere minimamente competitivo, ancorchè AV; a meno di non attendere la realizzazione dei lotti successivi, primo fra tutti il Cosenza-Lamezia Terme, che non troviamo inserito neanche nei programmi di progettazione: alla faccia della “funzionalità” dei lotti…. Nelle more, da Praia in poi, i treni diretti a Reggio utilizzerebbero sicuramente la linea costiera.

I miliardi spesi per traforare le montagne per la realizzazione della Praia-Tarsia sarebbero serviti solo al bacino della Sibaride che, invece, necessiterebbe del raddoppio della linea costiera ionica fino a Taranto, fondamentale in chiave merci. Ma nel PNRR quest’opera non c’è.

Non è ancora tutto, anzi: nel periodo di validità del PNRR, che ha come termine  la prima metà del 2026, il programma degli interventi prevede l’apertura all’esercizio soltanto di una parte delle opere ivi inserite. Ad esempio, nel caso della Napoli-Bari si prevede l’apertura di 98 km su 150. La Catania-Palermo verrebbe raddoppiata per 148 km sui 199 previsti.

La Salerno-Reggio Calabria, la cui progettazione è molto più indietro, sarebbe aperta, nel 2026, per soli 33 km su 445: il 7,4%. Il tratto designato, inoltre, sarebbe quello più a nord (ma pensa te!…) tra Battipaglia e Romagnano. Trovandosi quest’ultima località a metà strada tra Potenza e Battipaglia, la nuova linea non potrebbe essere raccordata con la “vecchia” linea per Reggio Calabria, che oltre Battipaglia punta decisamente a sud, verso il Cilento. Morale della favola: nel 2026, sulla relazione Salerno-Reggio Calabria non sarà pronto neanche un metro di nuova linea AV.

Effetto, ancora una volta, del tracciato scelto, che a questo punto potremmo definire tranquillamente problematico: fare percorrere alla nuova linea un tracciato per gran parte lontanissimo da quella esistente, significa dover attendere più tempo per apprezzarne i benefici, con l’attivazione dei “lotti funzionali”. Ma il profondo sud del Paese se lo può permettere? O forse era meglio pensare ad una consistente, ma certamente meno costosa, riqualificazione della linea esistente, in chiave AV?

Potrebbe essere un'immagine raffigurante mappa e il seguente testo "Nuova linea AV Salerno- Reggio Calabria Inquadramento nel PNRR Lotti •Lotto1: Battipaglia-Pr •Lotto2: Praja- Tarsia Nuova galleria Santomarco Salerno Battipaglia Potenza A Lotto Taranto Metaponto Feb-2020 Praia Ago-2026 Lotto fase del tto Sibari Progettiinessere» Paola Cosenza «Nuovi»progetti rogetti Nuova galleria Santomarco CrotoneO Completamente Lotto Lamezia Catanzaro alleria Santomarco Gioia Linea attuale Lotti prioritari Recovery and Resilience Facillity statali Highlights Sviluppo complessivo: Costo: 185 m( (AV)+ oltre 11 mld km"AV, ovvero Alta Velocità. Ma sarà vero, almeno questo? RFI si è affrettata ad assicurarlo, preannunciando una velocità di progetto di 300km/h. Sarebbe cosa buona e giusta, ma alcune dichiarazioni, come quella dell’AD Fiorani a proposito di un non meglio precisato “rallentamento a 160 chilometri all’ora vicino Praia a Mare” ci fanno preoccupare, e parecchio.

Così come non ci tranquillizzano i numeri degli analoghi interventi previsti nel PNRR. Se è vero, come è vero, che la Napoli-Bari, preannunciata a 250 km/h prevede tale limite soltanto per la tratta Apice-Orsara di 47,4 km (fonte www.napolibari.it) su un totale di 150. Ciò spiega le 2 ore per percorrere i 260 km appena che separano Bari dal capoluogo campano.

In Sicilia, nella presunta tratta AV Catania-Palermo la velocità di progetto è ovunque 160 km/h, tranne alcune tratte comprese tra Caltanissetta e Fiumetorto (fonte: palermocataniamessina.it). Anche in questo caso occorreranno 2 ore per percorrere i 242 km che separano le due principali città siciliane.

Per quanto riguarda la Salerno-Reggio Calabria dovremmo ipotizzarne tre, considerando le  quattro ore preannunciate per andare da Roma al capoluogo calabrese. Si avrebbe  una velocità media di appena 140 km/h: troppo pochi per una linea ad Alta Velocità, se si pensa che un percorso analogo, nella linea AV tra Roma a Bologna, si percorre in 2 ore.

Preso atto di quest’ultima delusione, ci chiediamo, almeno: quando vedremo la nuova linea? Il PNRR, anche su questo, non dà risposte. (rdm)

[Roberto Di Maria è ingegnere civile e dottore di ricerca in Trasporti]

Alta Velocità, il ministro Giovannini: In Calabria sarà introdotta procedura “super accelerata”

Per le dieci opere più complesse, tra cui la linea Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria e la diga foranea di Genova, «è stata introdotta una procedura super veloce». È quanto ha reso noto il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, in una intervista a La Stampa sui lavori per «cambiare l’Italia».

In merito all’attribuzione dei fondi del Pnrr ai soggetti attuatori, il ministro ha spiegato che Rfi è «un soggetto eccellente» che «dovrà curare circa 30 miliardi di investimenti» e che sono pronti i bandi per sostituire i bus inquinanti con quelli elettrici.

E, proprio sul passaggio ai veicoli elettrici, il ministro Giovanni ha spiegato che «una parte di essi può essere acquistata con i fondi regionali o comunali», precisa il ministro, che per questo sta incontrando i presidenti di Regione, perché «devono sfruttare l’utilizzo del Fondo sviluppo e coesione, che l’ultima legge di bilancio aumenta da 15 a 23 miliardi». (rrm)

LE DOLENTI NOTE DELLE FERROVIE AL SUD
E LA CALABRIA È DAVVERO ABBANDONATA

dalla REDAZIONE ROMANA – Rfi ha abbandonato la Calabria e le sue ferrovie, che sono vecchie, maltenute e insicure. È la denuncia di Nino Costantino, segretario generale della Filt -Cgil Calabria, che ha chiesto all’amministratrice delegata, Vera Fiorani, di venire in Calabria per incontrare sindacati e istituzioni e «e dimostri con i fatti di non considerarci l’ultima periferia dell’impero».

Una situazione, quella denunciata da Costantino, che è tristemente nota e che, invece di migliorare con l’arrivo dei Frecciarossa e di Italo, è peggiorata: «nei primi 10 mesi del 2021 ci sono stati 48 guasti alla linea che hanno prodotto 2377 minuti di ritardo, coinvolto 47 treni, cancellato, parzialmente, 94 treni e soppresso totalmente altri 40 treni» ha spiegato Costantino, che chiede «un cambiamento vero fra i dirigenti e una nuova strategia aziendale.

«Al di là delle risorse del Pnrr – ha dichiarato il segretario generale – che progetta una strana, incomprensibile e più lunga rete per l’Alta Velocità, le risorse per manutenere la rete ferroviaria calabrese sono state poche e spese male. RFI fa orecchie da mercante, parla di centinaia di migliaia di euro di investimenti in manutenzione con il risultato di un aumento dei guasti sulla linea che hanno prodotto rallentamenti, ritardi, cancellazione di corse, coinvolto centinaia di treni e provocato disagi a migliaia di passeggeri».

«La rete ferroviaria calabrese – ha proseguito – è un colabrodo che produce un disservizio che non ha paragone con alcuna altra regione del Paese mettendo a rischio la sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri. Per RFI la Calabria è una regione canaglia, si può anche non tenere in considerazione. Per questo chiediamo al Presidente della Regione Occhiuto di farsi sentire, di fare come l’assessore regionale ai trasporti della Lombardia che pochi giorni addietro a causa di un guasto alla rete che ha provocato un ritardo di soli 15 minuti ha convocato l’Amministratrice delegata di Rfi».

«Solo per 15 minuti! Invece in Calabria dove in 10 mesi si sono accumulati, a causa della rete fatiscente, più di 2 mila e 300 minuti di ritardo per Rfi va tutto bene. L’AD di Rfi venga in Calabria e dimostri con i fatti di non considerarci l’ultima periferia dell’impero».

«Chiediamo anche alla deputazione calabrese di portare nelle aule parlamentari un serio dibattito sullo stato dell’infrastruttura ferroviaria, per verificarne il grave abbandono e per impegnare RFI ad un cambio di rotta immediato nella strategia aziendale e nel management che ha provocato e mantenuto tale situazione» ha concluso Costantino.

Una situazione, quella denunciata da Costantino, che cozza da quanto dichiarato da Rfi in replica a una denuncia, fatta nel mese di ottobre, dallo stesso sindacato in merito alla scarsa manutenzione, in cui veniva evidenziato che «nell’ultimo quadriennio, in Calabria – si legge in una nota – gli investimenti in manutenzione di RFI sono più che raddoppiati rispetto a quello precedente, raggiungendo i 430 milioni di euro».

Rfi, sempre nella nota, ha elencato gli interventi più recenti, che di sicuro non bastano per rendere funzionale una infrastruttura che necessita di essere sistemato in toto e che potrebbe risolvere uno dei più gravi problemi della nostra regione.

Come ricordato dall’Associazione Ferrovie della Calabria, non c’è solo l’Alta Velocità da pensare in Calabria: «il tema legato alla Ferrovia Jonica è ancora oggi caldissimo, scottante, considerando il pesante ritardo dei lavori di elettrificazione della tratta Sibari – Crotone – Catanzaro Lido, e la totale assenza di cantieri sulla trasversale Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale, lungo la quale, ricordiamo al neo presidente Roberto Occhiuto, è finanziata da anni la rettifica e la velocizzazione del tracciato e l’elettrificazione dello stesso che andrebbe quindi a creare un nuovo corridoio merci ma anche viaggiatori a lunga percorrenza, tra Reggio Calabria, Lamezia Terme Centrale, Catanzaro Lido, Crotone, Sibari con prosecuzione verso Taranto ed il corridoio Adriatico».

L’Associazione, poi, ha ricordato «l’importanza di rilanciare il trasporto pubblico locale su rotaia, anche alla luce dell’eccellente Contratto di Servizio (per il quale sono stati stanziati circa 1,5 miliardi di euro in 15 anni!),n essere tra Regione Calabria e Trenitalia. Riteniamo, per esempio, non accettabile discutere ancora oggi di soppressioni di collegamenti ferroviari tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale, tratta di estrema importanza per il collegamento tra il versante jonico calabrese ed i servizi ferroviari a lunga percorrenza ed Alta Velocità che servono in corridoio tirrenico».

«Potremmo ancora discutere di Ferrovie della Calabria – ha scritto l’Associazione – per la quale finalmente sono state investite ingenti risorse per garantire il rilancio della vocazione ferroviaria della stessa, ed auspichiamo una rapida accelerazione dei lavori di ripristino della continuità della ferrovia Catanzaro – Cosenza, da oltre 10 anni interrotta tra Soveria Mannelli e Rogliano a causa di movimenti franosi. Ricordiamo la Ferrovia Silana, facente parte delle 17 linee ferroviarie di interesse turistico individuate a livello nazionale dalla Legge 128/2017 relativa alle Ferrovie Turistiche: una tratta ferroviaria di immenso valore paesaggistico, da 2016 nuovamente percorsa dal Treno della Sila sul tratto Moccone – San Nicola Silvana Mansio, sul quale la nostra Associazione, in convenzione con Ferrovie della Calabria sulla base della Legge 71 dell’11/07/2019 , organizza corse speciali tematiche, che mirano alla valorizzazione del territorio silano».

«Non dimentichiamo – ha detto ancora Ferrovie in Calabria – rimanendo in tema Ferrovie della Calabria, le Ferrovie Taurensi: anch’esse sospese da oltre un decennio, nonostante la notevole valenza in termini di trasporto pubblico locale ed anche di servizi ferroviari turistici, tracciati per i quali da anni la nostra Associazione si sta da anni battendo assieme al Comitato Pro Ferrovie Taurensi».

«Ed in tema di turismo ferroviario – ha  non va dimenticato il successo nazionale avuto la scorsa estate Il Treno degli Dei: il ritorno dei treni turistici di Fondazione FS Italiane, organizzati dall’Associazione Ferrovie in Calabria in collaborazione con la Regione Calabria sulla relazione Paola – Reggio Calabria passando da Tropea, ha portato ad una totalizzazione di numeri da record, con corse in gran parte dei casi sold out nonostante si fosse trattato di servizi spot, dopo oltre un decennio di assenza».

Per Ferrovie in Calabria, dunque, si dovrebbe puntare sul turismo ferroviario, che «può fare la differenza per la Calabria, per una Regione che dovrà fare del turismo la propria industria». (rrm)

Il presidente Occhiuto: Il Ponte sullo Stretto si deve fare in quanto acceleratore di altre infrastrutture

«Il Ponte sullo Stretto si deve fare, perché sarebbe anche un acceleratore per tutte le altre infrastrutture che sono necessarie sia alla Calabria che alla Sicilia» È quanto ha dichiarato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, a Tg2 Post.

Occhiuto, infatti, ha sottolineato che «l’Alta velocità si farà perché è finanziata col Fondo complementare, quello che si aggiunge alle risorse del Pnrr. Si fa più velocemente se c’è il Ponte sullo Stretto».

«Io sono favorevole – ha spiegato – perché anche per le ferrovie, collegare una Regione di 1 milione 900mila abitanti facendo un investimento importante nell’Alta velocità è una cosa, collegare due Regioni che sommano insieme 7 milioni di abitanti rende l’investimento più economicamente sostenibile». (rrm)