Vertice tra Regione, Rfi e Ministero per il nuovo progetto alta velocità Salerno-Reggio C.

È stato il nuovo progetto dell’alta velocità ferroviaria sulla direttrice Salerno-Reggio Calabria e le alternative che interessano il territorio calabrese il fulcro dell’incontro, a Roma, tra l’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, accompagnata dai dirigenti del dipartimento Infrastrutture e Lavori pubblici, e i vertici di Rfi e i rappresentanti del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile.

«L’assessore Catalfamo – evidenzia l’assessorato alle Infrastrutture – dopo aver ascoltato dai rappresentanti di Rfi e dai progettisti i chiarimenti e gli approfondimenti sui criteri e le scelte tecniche adottate nel “Documento di fattibilità delle alternative progettuali della Nuova linea Alta velocità Salerno-Reggio Calabria”, redatto dalla Direzione investimenti di Rfi, ha esposto alcune osservazioni, soffermandosi anche sugli aspetti inerenti alle priorità assegnate ai singoli interventi e alle risorse stanziate nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e quelle ulteriori rese disponibili dal Governo».

«Particolare attenzione – si sottolinea – è stata rivolta alle caratteristiche tecniche di alcune scelte progettuali che potrebbero comportare un aumento dei costi di realizzazione dell’opera senza un adeguato ritorno in termini di riduzione dei tempi di percorrenza».

«Al termine dell’incontro – prosegue la nota –, l’assessore Catalfamo e i dirigenti della Regione Calabria hanno assunto l’impegno di documentare, con appositi elaborati, quanto verbalmente rappresentato, ricevendo contestualmente ampie rassicurazioni sulle ulteriori analisi e sugli approfondimenti che Rfi effettuerà nel breve termine per valutare, rispetto allo studio già elaborato sul tratto calabrese della rete, possibili alternative e relativi futuri finanziamenti».

«È rilevante – ha dichiarato l’assessore Catalfamo – il concreto avvio di una interlocuzione istituzionale efficace e trasparente che dovrà essere continua e sempre più approfondita perché venga raggiunto l’imprescindibile obiettivo dell’Alta velocità per l’intera Calabria, anche in coerenza con le indicazioni per il completamento dei corridoi europei». (rrm)

 

La sottosegretaria Dalila Nesci: Dal Pnrr 11,2 miliardi per alta velocità al Sud

La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, ha reso noto che «il Pnrr prevede, nell’ambito della Missione 3 dedicata alle ‘Infrastrutture per una mobilità sostenibile’, un investimento di 11,2 mld complessivi specificamente destinato ai collegamenti ferroviari ad alta velocità verso il Sud per passeggeri e merci a lunga percorrenza, che include interventi sulla Salerno-Reggio Calabria», che «rappresenta una delle infrastrutture più rilevanti per i collegamenti nazionali – nonché europei – e lo strumento indispensabile per lo sviluppo del Sud».

Tali finanziamenti, ha specificato la sottosegretaria Nesci, «sono finalizzati ad assicurare un’alta velocità effettiva e riguardano prioritariamente tre progetti: il tratto Battipaglia-Praia a Mare, che seguirà il tratto autostradale onde evitare un impatto sulla costiera del Cilento e offrendo al contempo uno snodo importante sulle direttrici Nord/Sud ed Est/Ovest; il tratto Praia a Mare-Tarsia, per offrire uno snodo verso Sibari e la tratta Jonica; la nuova galleria ferroviaria tra Paola e Cosenza».

«Da Paola in giù – ha proseguito la Sottosegretaria – è a mio avviso auspicabile investire sulla riqualificazione dell’attuale linea ferrata costiera, adeguandola all’alta velocità, piuttosto che idearne una nuova nell’entroterra. È, inoltre, necessario intervenire sulla dorsale Jonica, attraverso opportuni interventi di elettrificazione nonché di sistemazione idrogeologica di diversi tratti che passano sulla fascia costiera, da finanziare con risorse europee, nazionali e regionali». (rrm)

Aieta e Di Natale chiedono audizione sul tema dell’alta velocità in Calabria

I consiglieri regionali, Giuseppe AietaGraziano Di Natale, hanno chiesto ai presidenti della Seconda e Quarta Commissione, Giuseppe Neri e Pierluigi Caputo, che sia convocata la Commissione Speciale Permanente, in seno al Consiglio Regionale della Calabria, «al fine di audire il gruppo di Professori Universitari Calabresi e Siciliani che hanno elaborato un documento puntuale che costituisce un rigoroso contributo tecnico analitico, con particolare riferimento alla sostenibilità degli investimenti necessari alla realizzazione di tre grandi interventi (alta velocità a 300 km/h, autostrade smart, grandi porti)».

Si tratta di «infrastrutture basilari per la crescita di due regioni del Sud, Calabria e Sicilia, nelle quali vivono sette milioni di italiani, e necessarie per affermare e consolidare un ruolo centrale del nostro Paese nel contesto del bacino euro – mediterraneo; Dal Piano Nazionale sono emerse alcune importanti criticità in quanto invece di prevedere investimenti per la realizzazione di nuove opere si è giocato al ribasso inserendo progetti in parte già finanziati».

«Una proposta di Recovery Plan senza un preciso “Obiettivo Sud” – hanno spiegato Aieta e Di Natale – e senza le opere infrastrutturali per esso necessarie, sarebbe priva di respiro strategico e di una proiezione per il futuro dell’Italia.
Visto che è stato predisposto un progetto di fattibilità della ferrovia Salerno-Reggio Calabria, senza una adeguata e proficua interlocuzione con la Regione Calabria, come invece stabilito in sede di Patto per la Calabria, e che le caratteristiche tecniche del progetto non garantiscono una vera Alta Velocità che consenta di collegare Roma con lo Stretto (600 Km) in 3 ore, ovvero con la stessa quantità di tempo della Roma-Milano (600 km) è necessario intervenire e ascoltare i professori universitari che hanno approfondito ogni aspetto sia tecnico che di programmazione al fine di tenere acceso il faro sul tema degli investimenti per le opere infrastrutturali, i cui appostamenti finanziari precedenti sono adesso disponibili».

«L’audizione – hanno spiegato – si rende necessaria al solo scopo di poter richiedere, di concerto con il Governo regionale, un’audizione con il Governo nazionale sui trasporti». (rrc)

Abate (Alt. c’è): Non c’è adeguata ripartizione per collegamenti ferroviari alta velocità per il Sud

La senatrice di Alternativa c’èRosa Silvana Abate, ha dichiarato che il Recovery Plan, «che sarà inviato a Bruxelles per una valutazione complessiva da parte dell’Unione europea non prevede, in realtà, una corretta e adeguata ripartizione delle risorse riguardanti i collegamenti ferroviari ad alta velocità tale da favorire il Sud e, nello specifico, la Calabria».

«Il documento, ad esempio – ha spiegato – parla di una riduzione di circa 80 minuti sul tempo di percorrenza del tratto Salerno-Reggio Calabria, ma non viene indicato rispetto a quale tempo attuale si avrà la riduzione. Non c’è il temine iniziale di paragone, ecco perché non è chiaro quale sarà il tempo finale di percorrenza del tratto Salerno-Reggio Calabria. C’è chi dice che sarà un’Alta velocità a 300 km/h, ma non è scritto esplicitamente da nessuna parte».

«La stessa cosa – ha proseguito – si può dire anche in riferimento al fatto che il fatto che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, continui a dire che il Pnrr è rivolto al Sud e che più del 50% degli investimenti nelle infrastrutture sia al destinato a Sud. Non è così, leggendo bene le schede del Recovery Plan emerge come il Meridione rischi di diventare il grande tradito di questo Piano di cui tutti parlano ma che nessuno ha realmente approfondito».

«Per questo motivo – ha spiegato ancora Abate – nella risoluzione elaborata insieme agli altri colleghi del gruppo “L’Alternativa c’è” al Senato, abbiamo chiesto l’inserimento di un punto dove si dica chiaramente che è necessario modificare l’attuale distribuzione tra Nord e Sud delle risorse riguardanti i collegamenti ferroviari ad alta velocità perché, attualmente, Il Piano Nazione di Ripresa non favorisce un importante rafforzamento dei territori maggiormente sprovvisti di collegamenti ferroviari (come il Sud e le isole)».

«Se si vuole riequilibrare davvero la preoccupante sperequazione tra le regioni italiane al Sud – ha concluso – dovrebbe andare il 60% dei fondi, come previsto dai criteri indicati da Bruxelles in merito a Pil, popolazione e tassi di disoccupazione». (rp)

Spirlì: Su Alta Velocità Salerno-Reggio Governo ci ha dato ascolto

Il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, ha commentato, con soddisfazione, le dichiarazioni del ministro alle Infrastrutture, Enrico Giovannini, in merito al completamento, nel 2030, «della Salerno-Reggio Calabria, ad alta velocità e alta capacità, sui 10 miliardi di finanziamenti aggiuntivi destinati alla stessa opera e sull’investimento complessivo per il Sud, che supera il 50% in tema di infrastrutture e trasporti».

«La presenza nel Pnrr dell’Alta velocità per l’intera tratta ferroviaria Salerno-Reggio Calabria – ha detto Spirlì – con particolare attenzione anche al comparto merci legato all’attività del porto di Gioia Tauro, non solo mi rincuora, ma mi rassicura sulla capacità di ascolto e di considerazione che questo Governo sta dimostrando verso la Calabria e verso questa presidenza, che più e più volte ha chiesto a gran voce una attenzione maggiore per l’intera regione».

«Le interlocuzioni con i ministri competenti – ha concluso Spirlì – hanno, infine, dato l’esito che ci aspettavamo: interventi concreti sui treni veloci, sullo scalo della Piana e su tutta una serie di altri progetti per i quali continueremo a interfacciarci con il Governo nelle prossime settimane. È questa la Calabria che ci piace, la Calabria propositiva, la Calabria che ha voglia di essere Italia ed Europa, la Calabria che si lascia definitivamente alla spalle le ombre nere della “malagente”». (rcz)

PORTI, AEROPORTI E IL PONTE: PROMESSE
LEGHISTE, MA IL GOVERNO È DISATTENTO

di SANTO STRATI – Se non fossimo già in campagna elettorale, quando le promesse dei politici vanno un tanto al chilo, le ottimistiche dichiarazioni del viceministro leghista Alessandro Morelli potrebbero persino affascinare. Nella sua due giorni calabrese, con l’ombra tutt’altro che silente del presidente ff Nino Spirlì (che continua a sognare il bis), l’esponente di Salvini ha parlato di tutto quello di cui si può parlare in termini di infrastrutture e trasporti in Calabria: porti, aeroporti e, naturalmente, il Ponte sullo Stretto. Mostrando, comunque, di essersi documentato sufficientemente prima di incontrare i calabresi. L’aeroporto di Reggio – ha detto subito Spirlì a Morelli – è stato dipinto come il brutto anatroccolo, come lo scalo più difficilmente raggiungibile, il più pericoloso. Ma la vera pericolosità è quella delle parole. Noi diciamo basta alle parole inutili e oggi chiediamo concretezza per il “Tito Minniti”. Questo territorio è la porta d’Europa. Calabria e Sicilia sono state per troppo tempo punite da un’opinione pubblica che crede ci siano punti cardinali più nobili di altri. Noi, invece, consegniamo all’Europa il più grande porto d’Italia, che è quello di Gioia Tauro: un enorme scalo che sta aspettando la giusta considerazione dei governi italiano ed europeo».

Un assist formidabile per il viceministro che, naturalmente, ha raccolto cercando di andare in rete. L’obiettivo – diciamoci la verità – sembra più quello di fascinare potenziali elettori, cittadini stanchi di una politica allo sbando che si è dimenticata della Calabria, che di prendere a nome del Governo impegni precisi, anche perché l’esecutivo Draghi sembra ancora troppo disattento ai problemi della regione, a cominciare dalla Salute (ma il ministro Speranza cosa aspetta a venire in Calabria e prendersi le sue responsabilità?), per finire al discorso PNRR. Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza nella sua prima scrittura (a dicembre) citava solo due volte la parola Calabria, associata a Reggio nel progetto di “ammodernamento” (badate bene, ammodernamento!) della linea ferroviaria Salerno-Reggio. Tre mesi dopo, a due settimane dalla obbligata consegna a Bruxelles del Recovery Plan continuano a esserci vistose dimenticanze, nonostante l’ottimo piano per il Sud suggerito dalla Svimez e il poderoso dossier che le varie commissioni parlamentari hanno predisposto per il PNRR. Solo ieri Draghi ha ribadito che «È solo un primo risultato – l’Alta velocità reale tra Salerno e Reggio -, continueremo a operare per dare al Sud ciò che spetta al Sud. E poi ha reso noto che sono stati varati 57 importanti opere strutturali, con la relativa nomina dei rispettivi commissari: per l’ Alta Velocità Salerno-Reggio ci sarà Vera Fiorani, mentre per la 106 è stato nominato commissario l’amministratore delegato dell’Anas Massimo Simonini. È già qualcosa, ma è come dice Draghi solo «un primo risultato», a cui aggiungeremmo anche “piccolo”.

Quindi, a fronte delle promesse leghiste che vanno comunque ascoltate e registrate a futura memoria, troviamo, però, ancora un Governo che continua a mostrare grande esitazione nei confronti di una decisa azione che il Mezzogiorno si aspetta di trovare nel PNRR. In due settimane può cambiare tutto? Permetteci di mantenere alto il livello delle perplessità, peraltro condivise dai sindaci delle regioni meridionali che hanno fatto rete indicando soluzioni per il cosiddetto Recovery Sud. Difficile aspettarsi grandi modifiche, anche se i segnali indurrebbero all’ottimismo.

Per esempio, vedi alla voce Ponte: è giunta ieri sera la notizia che i governatori di Calabria e Sicilia hanno chiesto un incontro con il grande capo di Webuild (che ha assorbito Impregilo, general contractor del progetto del Ponte) Pietro Salini al quale domandare cosa può fare lui per il Ponte. Salini, fino alla scorsa settimana aveva tenuto un profilo basso, tenendosi a distanza dalle polemiche e dalle bislacche idee su soluzioni alternative per l’attraversamento stabile dello Stretto, fino a un’apparizione da Barbara Palombelli dove ha spiegato che il progetto è immediatamente esecutivo e significherebbe 100mila posti di lavoro, di cui trentamila subito. Non è lui a cercare i governatori, ma solo i due presidenti che lo hanno invitato a un confronto, per fargli ufficializzare quello che circola da un po’: Webuild è pronta a mettere in proprio i soldi necessari (circa 4 miliardi) lasciando allo Stato le opere accessorie (circa 2 miliardi). Quindi non servono i soldi del Recovery che sembrava un buon pretesto per tutti quelli che sono contrari al Ponte, serve volontà politica per quello che Spirlì ha detto «deve collegare due terre che non possono essere ancora separate: non è il ponte sullo Stretto, ma il ponte d’Europa». E siccome la campagna elettorale si fa anche con le belle parole, il presidente ff ha lanciato un altro assist al viceministro Morelli: «Chiediamo che scompaia questa idea di un Mezzogiorno che sta sempre a piangere e pietire. Noi vogliamo che l’Italia e Europa si accorgano di avere grandi opportunità, proprio qui».

E Morelli ha ribadito che è «il ponte d’Europa», spiegando che la Lega è disposta a lavorare per il bene della Calabria e di tutto il Sud. E davanti al presidente della Sacal, la società che ha in gestione i tre aeroporti calabresi De Metrio ha parlato dei prossimi lavori previsti per lo scalo reggino: «Ben vengano i 25 milioni previsti per l’aeroporto di Reggio, ma bisogna aumentarne la ricettività. L’auspicio è che si riesca a lavorare per creare quella rete infrastrutturale che andrà ad accrescere la domanda. È necessario aprire ad altre compagnie aeree, ma serve la domanda. Tra le ipotesi sul tavolo, c’è quella di mettere a disposizione un collegamento diretto con Messina e l’elettrificazione della rete Jonica. Mi impegnerò, inoltre, a seguire l’iter per il prolungamento delle piste». Un aeroporto che – gli ha fatto notare l’assessore regionale ai Trasporti Domenica Catalfamo – «ha una bassa accessibilità e risente di deficit strutturali e infrastrutturali; deficit che verranno superati grazie ai 25 milioni in arrivo, i cui progetti sono in itinere. Questi interventi ridurranno le limitazioni dell’attività volativa che oggi relegano lo scalo in una categoria non omogenea rispetto a tanti altri aeroporti d’Italia». Un aeroporto che secondo il presidente De Metrio «ha la fortuna di poter poggiare il proprio sviluppo su basi concrete: i 25 milioni frutto dell’accordo con il ministero ci consentiranno di renderlo più nuovo e moderno. Il percorso è tracciato, grazie a nove progetti tra loro integrati. Quanto ad Alitalia, qui troverà sempre un tappeto rosso, ma lo sviluppo passa dalla possibilità di avere una pluralità di vettori». Parole dette e ridette, ascoltate fin troppe volte. Basti pensare che l’annuncio dei famosi 25 milioni, frutto di un’abile mossa in Finanziaria dell’on. Francesco Cannizzaro – risale all’estate 2019: siamo quasi a due anni dopo e ancora i reggini stanno aspettando…

Morelli è stato a Gioia Tauro, nella Locride, ha voluto toccare con mano le varie situazioni e di questo occorre dargliene atto. Al Porto di Gioia «importantissima realtà» ha detto Morelli che porterà a Roma «le iniziative da attuare per potenziare questo porto che oggi è il primo degli scali delle merce che arrivano dalla Cina e dall’India ma che in futuro sarà strategico per i collegamenti e gli scambi commerciali verso l’Africa Mediterranea».  Ha constatato il commissariamento, ma non ha fatto mea culpa per la mancata nomina del responsabile dell’Autorità Portuale (e Agostinelli che ha fatto miracoli, ancora aspetta), dicendo che a questo proposito «bisogna fare passi avanti». Ancora promesse.

Da ultimo, l’assessore Catalfamo ha espresso una forte critica sul piano dell’Alta Velocità: secondo Morelli «adesso il Governo e il Parlamento dovranno trovare una quadra. L’auspicio è che nel più breve tempo possibile la partita parlamentare si possa chiudere, per poi trovare un ragionevole equilibrio tra interessi locali e nazionali. Affinché questo sia il porto d’Europa servono il gateway e l’Alta velocità. Il percorso è tracciato. È un obiettivo condiviso tra tutte le forze politiche».

Bene, segniamoci questa visita e le promesse della Lega. Staremo a vedere, sperando di essere stati ingenerosamente pessimisti. Ancora una volta… (s)

 

 

 

 

 

 

 

Enza Bruno Bossio: L’Alta Velocità proseguirà da Salerno fino a Reggio Calabria

«L’Alta Velocità ferroviaria da Salerno a Reggio Calabria finalmente si farà». Lo ha reso noto la deputata del Partito DemocraticoEnza Bruno Bossio, aggiungendo che si tratta di «un risultato di grande valore, che ha, da subito, i connotati della realtà, visto l’esplicito richiamo al Recovery Plan, che finanzierà parte dell’opera».

«Con la presentazione del progetto da parte di Rfi – ha aggiunto – si sana una ferita, una diseguaglianza storica del Mezzogiorno e si inizia a dare al Sud ciò che, finora, è stato negato in termini di piattaforma infrastrutturale, di nuove opportunità e investimenti nella logistica e nell’innovazione».

La deputata, poi, ha sottolineato come «l’aggancio al Recovery plan, soprattutto, rappresenta una garanzia del completamento dell’opera con risorse nazionali e del Contratto di Programma Rfi».

«In questa legislatura – ha spiegato Enza Bruno Bossio – abbiamo compiuto straordinari passi in avanti. Eravamo partiti avendo tutti contro e una grande quantità di resistenze.

Con la crisi di governo il percorso di vera svolta avviato dalla ministra Paola De Micheli e dalla struttura di missione guidata da Giuseppe Catalano poteva perdersi. Ma le parole del ministro Giovannini e l’impegno che ha rispettato a inviare il progetto di fattibilità in parlamento per avviare la nuova fase ora ci rassicurano». (rrm)

De Caprio (FI): Privilegiare l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria

Il consigliere regionale di Forza ItaliaAntonio De Caprio, in merito alla costruzione della nuova rete ferroviaria Av/Ac Salerno-Reggio Calabria, ha sottolineato che «privilegiare questo progetto, piuttosto che quello della variante Sapri – Ogliastro – ha continuato il consigliere regionale azzurro – è una scelta di buon senso».

Questo, perché «nella sola tratta Salerno – Praia a Mare si risparmierebbero ben 45′ contro i circa 14’ 30’’. Ragionamento analogo vale per i costi, considerato che la sola variante costerebbe  3.700 miliardi, con tempi di costruzione stimati in 9 anni più il completamento della fase progettuale, contro i 9.800 miliardi per costruire i lotti prioritari».

«Chi afferma che esiste solo la variante Sapri – Ogliastro – ha affermato De Caprio – evidentemente non tiene conto delle criticità presenti sull’attuale ferrovia tra Sapri e Praia a Mare, in alcuni tratti completamente a ridosso del mare, e neanche del fatto che l’obbiettivo finale é quello di percorrere Reggio Calabria – Roma in 3 ore. A tal fine, con l’amministrazione comunale praiese stiamo lavorando in sintonia e in convergenza di idee».

Come sottolineato dall’Unione delle Associazioni della Riviera dei Cedri e del Pollino, questo progetto rappresenta «un forte messaggio di speranza per il Sud e non escluderebbe  l’istituzione di servizi Av che,  in alcuni tratti, continuerebbero a viaggiare sulle linee convenzionali, per favorire una maggiore capillarità».

Quanto scritto, già avviene oggi sulle reti attuali. Nei giorni scorsi, inoltre, é stato confermato per il futuro da un comunicato stampa di Trenitalia.

«A tal riguardo – ha asserito Antonio De Caprio – mi preme ricordare, che le proposte e le valutazioni redatte dall’Associazione Ferrovie in Calabria e dal Comitato per la Provincia della Magna Graecia, realtà composte da giovani impegnati nel sociale, che si battono per la promozione della Calabria, così come gli studi presentati dei docenti delle università calabresi e siciliane, non perseguono gli interessi di ipotetiche lobby di potere, ma esprimono ovvie considerazioni che chiunque, al posto loro, avrebbe espresso».

«Probabilmente – ha spiegato il consigliere regionale di Forza Italia  – molti non conoscono le condizioni in cui oggi versano alcune aree della Calabria, come il versante Jonico a sud di Sibari dove, al momento, non esiste alcun collegamento ferroviario diretto con il Centro/Nord Italia e non sanno cosa  potrebbe voler dire questa nuova infrastruttura».

«É necessario dunque – ha concluso De Caprio – che si punti a migliorare la mobilità in tutti i territori sia attraverso un incremento dei servizi sulla rete ferroviaria esistente, che mediamente la creazione di nuove infrastrutture, compresa una fermata a servizio del basso salernitano. Tutto ciò favorirà gli spostamenti senza costringere calabresi e siciliani a dover affrontare una ‘’Via Crucis’’ per giungere a destinazione». (rrm)

Marisa Viglianisi: Inserire nel Recovery Fund progetto per alta velocità nella fascia jonica

La consigliera comunale della Lega del Comune di Montauro, Marisa Viglianisi, appoggia l’idea di inserire, nel Recovery Fund, il progetto dell’alta velocità nella fascia jonica e chiede che «si sposi questa idea e si chieda ai soggetti competenti, fra cui Rfi, di procedere con la progettazione».

«Personalmente, nel mio piccolo – ha detto – prendo l’impegno di coinvolgere in questa proposta Matteo Salvini, perché la condivida col nuovo governo Draghi».

«È un’idea – ha spiegato – che la politica deve sposare con decisione e portare avanti con convinzione, soprattutto laddove si pensi alla grave carenza di infrastrutture che segna drammaticamente la nostra regione, segnatamente lungo il suo litorale orientale».

«Quando venne completata nel 1875 la ferrovia Taranto – Reggio Calabria – ha detto – rappresentò un’infrastruttura che oggi non esiteremmo a definire “strategica”. Realizzava il sogno di collegare la Sicilia e la Calabria al resto d’Italia e all’Europa Centrale, che non a caso da allora cominciò a rappresentare un importante mercato di sbocco per la produzione agrumicola. Della ferrovia jonica ne parlava già Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo descrivendo il Viaggio da Napoli a Palermo del  Principe di Salina».

«Purtroppo – ha proseguito la consigliera comunale – il processo di unificazione risorgimentale e, soprattutto, le successive politiche in materia di industrializzazione e infrastrutture innescarono la creazione e l’accrescimento del divario tra Nord e Sud del paese.  Ebbene, non siamo disponibili ad accettare, anzi a subire, altre scelte penalizzanti per il territorio come ad esempio una semplice velocizzazione della tratta ferrata esistente o un tracciato inidoneo».

«Al pari di altre aree geografiche del nostro Paese – ha detto ancora Viglianisi – anche la Calabria deve pretendere strutture e infrastrutture al passo coi tempi. L’alta velocità è un elemento fondamentale per uscire dall’isolamento e proiettare la regione verso l’Europa e verso il futuro.  Una ferrovia con le caratteristiche della direttrice jonica deve essere, altresì, utilizzata come volano di sviluppo turistico in grado di investire le tre regioni che si affacciano sullo Jonio da Taranto a Reggio. È proprio su questa direttrice, infatti, che si ritrovano la maggior parte delle evidenze della colonizzazione greca in Italia meridionale – il  cosiddetto Treno della Magna Grecia -».

«Orbene – ha detto ancora – la proposta avanzata in questi giorni dal Centro studi Politico-Sociali Don Francesco Caporale deve essere accolta in primis dal governo regionale e quindi da Roma, cui spetta la decisione.  Non c’è possibilità di alta velocità sul Tirreno calabrese, e qualsiasi intervento su quel tracciato sarebbe costoso, inutile e non equo rispetto all’area jonica che soffre da decenni per mancanza di infrastrutture e che garantisce condizioni orografiche felici, quindi anche costi di realizzazione e manutenzione inferiori». (rcz)

 

Raffaella Sestito: Si inserisca nel Recovery Fund l’alta velocità anche sulla linea Jonica

La consigliera comunale di Catanzaro, Raffaella Sestito, ha chiesto che  nel Recovery Fund venga inserita la realizzazione dell’alta velocità sulla linea jonica, «che  a differenza di quella tirrenica garantirebbe la possibilità di viaggiare a 300 km orari».

«Poco meno di una settimana fa – ha spiegato – il Centro studi politico-sociali don Francesco Caporale ha proposto la redazione di un emendamento parlamentare che inserisca nel Recovery fund l’alta velocità ferroviaria da Salerno a Reggio Calabria. L’appello del Centro studi, rivolto a tutti i deputati e senatori calabresi, è concreto ed efficace. Non posso non condividere questa proposta facendo miei gli stessi motivi che hanno spinto il Centro studi ad alzare la voce su un problema insieme attuale e annoso».

Per la consigliera, con la realizzazione di una rete ferroviaria ad alta velocità sulla linea jonica «in questo modo la Calabria avrebbe finalmente le condizioni minime per un’apertura territoriale di respiro europeo: solo così diverrebbe davvero competitiva, dunque pronta a entrare nelle dinamiche di uno sviluppo socio-economico poggiato su nuove strategie di fattibilità e di mercato». 

«Soltanto così, inoltre – ha aggiunto – un pezzo del nostro Paese entrerebbe in pieno nel processo di modernizzazione che ha già trovato forma e sostanza a livello nazionale e internazionale. Il miglioramento, come bene ha detto il Centro studi Caporale, renderebbe meno isolata un’area da sempre abbandonata: è sotto gli occhi di tutti che a causa del grave deficit infrastrutturale la Calabria abbia perso, nei decenni, occasioni vere di sviluppo e crescita». 

«Intervenire con urgenza – ha sottolineato – è assolutamente essenziale, considerando l’occasione rappresentata dalle linee guida del Recovery plan, che prevedono 32 miliardi di euro per modernizzare le infrastrutture, di cui 26,6 destinati a opere ferroviarie. Questa richiesta di crescita della nostra regione non può rimanere inascoltata».

«I parlamentari calabresi – ha concluso la consigliera Sestito – facciano presto e inseriscano la Calabria in un percorso da cui non può essere tagliata fuori». (rcz)