Le iniziative dell’Arpacal in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente

In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, Arpacal ha organizzato una serie di iniziative sul tema non abusiamo del mare.

«In questa particolare giornata, sento il dovere morale di rivolgere un caro pensiero, a tutti i Cittadini residenti, nel territorio, dichiarato Sito di Interesse Nazionale (SIN), di Crotone, Cassano – Cerchiara – ha detto il commissario straordinario, gen. Emilio Errigo –. Vi assicuro che dedicherò le migliori energie psicofisiche per non far mai     venire meno il mio doveroso impegno morale e istituzionale, quale  Commissario Straordinario dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria, per migliorare la qualità della vita di tutti gli abitanti esposti ai rischi per la salute, conseguenti alla accertata e dichiarata grave contaminazione ambientale delle aree interessate».

Il World Enviroment Day è un evento internazionale che unisce i Paesi della Terra nello sforzo di preservare l’ecosistema naturale; è stato istituito dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 1972, a memoria della Conferenza di Stoccolma sull’Ambiente Umano.

Il 2023 ha come tema principale Una Sola Terra; all’interno di questo macro obiettivo l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente della Calabria ha deciso di focalizzare l’attenzione sul tema della riduzione dell’inquinamento da plastica nell’ambito della campagna #BeatPlasticPollution al fine di  sensibilizzare cittadini e decision maker verso azioni concrete di riduzione di questo tipo di inquinamento.

A nostro giudizio, questo tema ha un’importanza fondamentale per il futuro di tutti noi e delle generazioni future.

L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente apre le porte agli Istituti Scolastici di primo e secondo grado mettendo a disposizione, per tutto il 2023, i propri laboratori ambientali, la piattaforma formativa di educazione ambientale, il proprio Centro Funzionale Multirischi e proponendo tutte le altre attività di sensibilizzazione come le giornate tematiche di incontri, gli studi, le ricerche sul campo in tematiche ambientali (come quelle legate al radon, alla tutela della qualità e salubrità dell’aria o alla balneazione).

E proprio dal mare e dal suo inquinamento da plastica che si intende ripartire grazie ai progetti Non Abusiamo del Mare (Nadm)Sic-Carlit e delle numerose attività messe in campo dai Centri e dai Laboratori Ambientali (consultabili online sull’ultimo annuario Arpacal dei dati ambientali: https://www.arpacal.it/allegati/Annuario2022.pdf).

Conoscere Arpa Calabria, visitarla, entrare nel vivo del lavoro che ogni giorno è svolto, con tanta passione, contro l’inquinamento è un modo per comprendere la realtà ambientale calabrese, straordinariamente bella e ricca di diversi e incredibili habitat naturali delle aree marine protette, veri e propri paesaggi subacquei. 

Abbiamo l’obbligo di difendere le coste e il mare della Calabria, i circa 800 km in cui sono presenti quattordici Siti di Importanza Comunitaria (Sic) marini e cinque Siti SIC Costieri.

Con queste finalità è nato il progetto Sic- Carlit I Siti di Importanza Comunitaria (SIC) Marini della Calabria – un programma di monitoraggio degli habitat e delle specie marine all’interno dei SIC ai sensi della Direttiva Habitat.

Curato da Arpacal, attraverso il Centro Regionale di Strategia Marina, il progetto è stato realizzato con fondi POR 2014/20. Sono state utilizzate tecniche innovative di acquisizione dei dati  e, per le attività di divulgazione, sono state acquisite immagini 3D dei fondali per studiare, tutelare e valorizzare il patrimonio di biodiversità marina della Calabria.

 

Nell’ambito del progetto è stata realizzata Claudia, innovativa stella marina digitale e strumento di divulgazione della conoscenza ambientale.

Claudia è un plastico di 3.5 mt di raggio che riproduce in scala una Echinaster sepositus (nome scientifico della comune stella marina che popola i fondali del Mediterraneo) dotata di un sistema parlante.

A corredo, negli incavi delle cinque braccia, sono posizionati cinque visori 3D che permettono di immergersi in una realtà sottomarina tridimensionale visitando specifiche aree dei 14 SIC marini e scoprendo le incredibili distese di Posidonia oceanica.

La suggestiva visione dei fondali, accompagnata da una voce narrante che ne descrive i contenuti, permette di interagire, attraverso l’uso di controller, negli spostamenti come se si fosse realmente in una immersione subacquea. 

Il progetto Nadm – avviato da Arpacal e finanziato dalla Regione Calabria con fondi comunitari – è il progetto realizzato in partenariato con la Capitaneria di Porto Guardia Costiera Crotone e l’Anmi – Associazione Nazionale Marinai d’Italia – Gruppo di Crotone che ha coinvolto la popolazione studentesca di quindici Comuni della Provincia di Crotone. 

Attivato grazie alla collaborazione tra il Centro Regionale Sistemi di Gestione Integrati Qualità e Ambiente  ed il Centro Regionale Strategia Marina, ha visto il coinvolgimento del personale Arpacal delle sedi di Cosenza, Crotone e Catanzaro e di 7 Istituti superiori:

  • Liceo Scientifico “L. Lillo” di Cirò (KR)
  • Istituto Tecnico Agrario (I.S. “G. Gangale”) di Cirò Marina (KR)
  • Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e di Ristorazione I.S. “G. Gangale”) Cirò Marina (KR)
  • IGEA – Turistico e Geometra (I.S. “G. Gangale”) di Cirò Marina (KR)
  • Liceo Classico “D. Borrelli” di Santa Severina (KR)
  • Istituto Tecnico Economico “D. Borrelli” di Santa Severina (KR) 
  • Liceo Scientifico di Strongoli (KR)

 

Il progetto Nadm continuerà anche nel 2023-24 con l’adesione di sette nuove scuole:

  • Liceo Scientifico Filolao di Crotone con l’attivazione del PCTO 2023  Crotone
  • Liceo Scientifico Statale “G. Berto” -Vibo Valentia
  • Istituto Professionale di Stato Settore Servizi Enogastronomia e Ospitalità alberghiera-Agricoltura e Sviluppo rurale – Servizi commerciali I.P.S.E.O.A. “ Enrico Gagliardi ” Vibo Valentia
  • Polo Didattico Brutium – Cosenza
  • Istituto comprensivo Federico II – Rocca Imperiale (CS)
  • IIS Lucrezia della Valle- Cosenza

Attualmente, all’interno del progetto, è possibile assistere alla proiezione di video ad elevato contenuto tecnico-scientifico, che mirano a diffondere la cultura del consumo responsabile e delle strategie di sviluppo sostenibile e di tutela degli splendidi habitat naturali oltre ad interagire con il personale Arpacal che di volta in volta partecipa alle “lezioni d’ambiente”.

Alcuni video, fruibili tramite una piattaforma multimediale di educazione ambientale Lms, sono accessibili direttamente dal sito Arpacal, cliccando sull’icona dedicata, oppure dall’indirizzo: http://lms.arpacal.it/

Nella piattaforma sono presenti inoltre,  numerosi contenuti formativi gratuiti, finalizzati alla diffusione della cultura ambientale, realizzati negli anni dall’Agenzia ambientale Calabrese.

Inoltre è stato realizzato anche il percorso didattico Nadm che comprende due documentari e alcune video-lezioni sulla tematiche del progetto e sulla diffusione di corretti comportamenti a tutela dell’ambiente, che tutti possiamo mettere in pratica quotidianamente e senza grandi sforzi.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente il Gruppo Eas di Arpacal intende offrire agli Istituti scolastici di primo e secondo grado della Regione Calabria percorsi didattici strutturati: Corso on line di “Educazione Ambientale”, visite guidate presso i Centri ed i Laboratori Ambientali, fruizione di “Claudia” con i suoi filmati in 3D e accordi per lo svolgimento di Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PTCO).

In particolare il Corso di Educazione Ambientale – Non abusiamo del Mare (9 video lezioni in e-learning per singoli e/o gruppo), a cui associare anche eventuali attività in presenza o visite didattiche, da concordare con le singole istituzioni scolastiche, fornisce ai docenti uno strumento utilissimo per affrontare in classe il tema della salvaguardia dell’ambiente sollecitando i ragazzi ad adottare comportamenti virtuosi: piccole azioni quotidiane per tutelare l’ambiente in cui vivono.

I docenti potranno fruire di un sistema innovativo per promuovere l’apprendimento attivo grazie alla multimedialità ed interattività della piattaforma Lms di Arpacal: una risorsa perfetta per insegnare ai giovani come vivere in maniera sostenibile e in armonia con la natura. (rcz)

Arpacal, in arrivo nuovo personale per l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente

Si rinforza con nuove risorse umane altamente specializzate e qualificate l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (Arpacal).

Nella giornata di oggi, hanno preso servizio l’ing. Francesco Salomone, specializzato in ingegneria ambientale e assegnato presso il Centro Regionale Arpacal Multirischi – Sicurezza del Territorio, l’avv. Giovanna Gallo, specializzata in materie amministrative ed assegnata alla Direzione Generale – Ufficio Anticorruzione e Trasparenza, l’avv. Rocco Faga, esperto di diritto degli Enti locali e Amministrazioni pubbliche, assegnato presso il Settore Affari istituzionali – Legali – Pianificazione – Performance – Controllo e l’ing. Erika Polimeni, esperta di tematiche ambientali, proveniente dall’Arpa Veneto, assegnata al Servizio tematico acque del Dipartimento provinciale di Reggio Calabria.

Si completa cosi, la prima fase del procedimento di implementazione del personale tecnico – amministrativo a beneficio della capacità operativa dell’Agenzia. (rrc)

CROTONE, NECESSARIA BONIFICA DELL’EX
AREA INDUSTRIALE: C’È RISCHIO SANITARIO

di FRANCO BARTUCCIA causa degli elevati livelli di inquinamento risulta tra i 42 siti italiani ad elevato rischio sanitario, classificati come di interesse nazionale (Sin), da sottoporre con urgenza ad interventi di bonifica.  Secondo i dati elaborati dagli epidemiologi, sono proprio i Sin le aree del Paese dove si muore e ci si ammala di più, fin dalla più tenera età.

 Lo studio in oggetto è stato realizzato attraverso un approccio multidisciplinare ad un tema complesso da un team di ricercatori di provenienza eterogenea: Salvatore Procopio, responsabile del laboratorio fisico del Dipartimento provinciale Arpacal di Catanzaro e Filomena Casaburi, responsabile del laboratorio bionaturalistico e Direttore del suddetto laboratorio e Anna Mastroberardino, fisico delle particelle elementari del Dipartimento di Fisica dell’Unical.

La sinergia tra Arpacal e Unical, per lo studio della problematica ambientale del sito di Crotone, è iniziata nel 2018, con l’attivazione del Master “Utilizzo delle radiazioni ionizzanti e radioprotezione all’Unical”. Il suddetto percorso, nato con la finalità di formare professionisti in grado di operare nella valutazione e protezione dal rischio derivante dall’utilizzo delle radiazioni ionizzanti, ha sollevato l’esigenza della creazione di un presidio di competenze professionali in grado di far fronte alle esigenze specifiche del territorio in tema di gestione dei rifiuti radioattivi e bonifica ambientale. 

Ad entrare nel merito della ricerca sull’ex area industriale di Crotone è la prof.ssa Anna Mastroberardino, del dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria, che ci fa notare come al Sin si affiancano, in tutto il territorio della provincia di Crotone, altre aree contaminate, a seguito delle pregresse attività industriali, in cui è stata riscontrata nel corso degli ultimi anni, da istituzioni territoriali di controllo, prevenzione e ricerca quali Asl, Arpacal, Unical,  la presenza di materiali e residui contenenti Norm (Naturally Occurring Radioactive Materials).

«Questi scarti di lavorazione delle industrie del fosforo, solo parzialmente smaltiti in discariche per inerti – ci dice la docente dell’UniCal – sono stati riutilizzati a causa delle buone proprietà meccaniche nell’edilizia civile. Rilevanti quantità di rifiuti tossici in concentrazioni sconosciute sono pertanto incorporate nel manto stradale, poi ricoperto dall’asfalto, spesso emergenti a livello superficiale visto lo stato di degrado delle strade, con conseguente alterazione delle caratteristiche del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee circostanti, a causa della prossimità dei rifiuti tossici all’acquifero. La mappa dei siti contaminati del Crotonese, recentemente realizzata da Arpacal, conferma la presenza di una contaminazione diffusa, sia chimica che radiologica, in vaste aree del territorio a latere del confine industriale, determinando un aumento significativo dei livelli di radioattività ambientale nell’area».

L’attività di un gruppo di studio, da qualche anno impegnato nella tematica ambientale e nelle implicazioni per la salute da varie angolazioni disciplinari, ha portato di recente alla pubblicazione di un articolo dal titolo Toxicity evaluation of the contaminated area of Crotone from biological indicators: a multispecies approch, pubblicato sulla rivista internazionale Environmental Monitoring and Assessment del gruppo Springer Nature

«Nello studio – ci spiega la prof.ssa Anna Mastroberardino – si utilizza per la prima volta la valutazione eco tossicologica per l’analisi del rischio legato ad un fenomeno di trasferimento di inquinanti che rappresenta realmente una sfida scientifica, trattandosi di una miscela di molteplici problematiche e di processi dinamici che si evolvono nel tempo e di lunga durata. L’ecotossicologia ha un ruolo determinante per la comprensione delle traiettorie ambientali dei diversi contaminanti a vari organismi viventi, acquatici e terrestri, considerabili organismi sentinella nella valutazione dell’alterazione dell’habitat contaminato». 

«L’approccio multispecie nell’utilizzo di bioindicatori è anche funzionale alla verifica dello stato di salute della catena alimentare, con effetti sulla salute e sullo sviluppo del territorio, laddove il sistema agroalimentare costituisce l’elemento distintivo di talune produzioni regionali». 

Nello studio in oggetto, per l’esecuzione dei test ecotossicologici, sono stati utilizzati tre diversi indicatori biologici, due acquatici e uno terrestre, appartenenti ai diversi livelli della catena alimentare: produttori, consumatori, decompositori, tra i quali i batteri bioluminescenti della specie Vibrio fischeri, il piccolo crostaceo d’acqua dolce Daphnia magna e i semi di crescione e sorgo. 

«Lo scopo della ricerca – ci ha detto ancora la docente del dipartimento di Fisica– è stato quello di determinare le concentrazioni dei residui fosfatici prelevati nelle aree contaminate alle quali l’effetto tossico è rivelabile e quindi stabilire le “diluizioni di sicurezza” che debbono essere rispettate affinché l’ambiente biologico che ospita le sostanze inquinanti sia salvaguardato nella sua funzionalità. Lo studio ha rivelato una inibizione della funzionalità di tutti i sistemi biologici testati per valori elevati di concentrazione dei contaminanti, al di là della differente sensibilità dei bioindicatori nella valutazione di tossicità nei diversi ecosistemi».

«A questo livello preliminare – ci tiene a precisare la prof.ssa Anna Mastroberardino – i dati indicano un potenziale rischio per gli ecosistemi naturali del luogo, oltre che per la salute umana. Le soglie di tossicità misurate sono, infatti, paragonabili o addirittura inferiori alle concentrazioni dei contaminanti dell’area indagata e gli inquinanti possono entrare direttamente a contatto con i sistemi biologici dell’ambiente circostante, data la particolarità del territorio di ospitare rifiuti pericolosi spesso non coperti da suolo o altro materiale e incorporati nell’asfalto delle strade».

«Entrando direttamente a contatto con l’ambiente circostante, questi inquinanti possono essere trasportati dall’acqua, dall’aria, da specie migratorie e portati lontano da dove sono localizzati, entrando anche nella catena alimentare. Alle problematiche collegate al rischio chimico e a quello radiologico da esposizione e inalazione, si aggiungono, dunque, le molteplici implicazioni associate al possibile passaggio di radioisotopi dall’ambiente all’uomo attraverso la catena degli alimenti».

Di emergenze ambientali e sanitarie come delle figure professionali legate a questi aspetti se n’è discusso molto in un Congresso Nazionale tenutosi a Crotone nel novembre 2019 dal titolo: La protezione ambientale e sanitaria del territorio calabrese. Programmare la rinascita: il caso Crotone. L’evento ha permesso un confronto stimolante tra rappresentanti del mondo scientifico e sanitario, ordini professionali e rappresentanti istituzionali locali, ma non ha visto la partecipazione dell’Assessorato regionale competente della Giunta regionale dell’epoca.

Di queste esperienze di lavoro, ricerca e studio rimangono oggi delle immagini fotografiche che si trovano nel servizio, che mostrano il buon numero di ricercatori, tecnici e studenti interessati a tali problematiche ambientali mostrando preparazione, competenza professionale ed interesse per perseguire risultati per il bene della Calabria.

Conoscere il presente per un rilancio del lavoro di ricerca e disinquinamento dell’ambiente

Prima di entrare nel merito più specifico di questo importante lavoro di ricerca sull’inquinamento dell’ex area industriale di Crotone per conoscerne gli sviluppi rispetto al rapporto con il mondo politico regionale, dopo il periodo pandemico che ha rallentato di molto varie situazioni di gestione dei servizi sanitari, è il caso di approfondire la conoscenza della prof.ssa Anna Mastroberardino, professore associato presso il Dipartimento di Fisica dell’Unical. 

Dal 1998 si occupa di ricerca sperimentale nel campo delle particelle elementari, nei maggiori laboratori europei, Cern a Ginevra e Desy ad Amburgo. Grazie alle collaborazioni internazionali dei fisici dell’Unical, avviate dal Professore Giancarlo Susinno, di cui è stata allieva, ha partecipato alle ricerche che hanno portato, nel luglio 2012, alla scoperta del Bosone di Higgs, Nobel per la Fisica 2013.

Nel 2018 ha diretto il Master Universitario “Utilizzo delle radiazioni ionizzanti e radioprotezione all’Unical”, percorso che ha segnato l’avvio di una nuova attività di ricerca, tecnologica e multidisciplinare, negli ambiti della radioprotezione, delle scienze della vita e del monitoraggio ambientale. È autrice/coautrice di oltre 1200 pubblicazioni su riviste internazionali con referee, per un corrispondente Hirsch factor (H-index) di 127 (fonte Scopus).

«Con l’insediamento della nuova Giunta regionale, guidata dal Presidente, on. Roberto Occhiuto, i rapporti con il mondo della politica regionale sono ripartiti», ci dice la docente universitaria.

«Al di là di ciò che è accaduto nel passato, il piano delle bonifiche avviate nel Crotonese durerà a lungo e sarà accompagnato da molteplici aspetti critici e anche innovativi da considerare. Se, da una parte, la rimozione e movimentazione dei materiali contaminati, con possibile dispersione aerea di materiale radioattivo, rappresenta una situazione di rischio sanitario, da monitorare costantemente, dall’altra offre l’opportunità di un laboratorio a cielo aperto per la valutazione del rischio radiologico in condizioni sperimentali mai verificate e non riproducibili. Questo crea un’opportunità di formazione in campo per nuove figure professionali in grado di esportare l’esperienza, così acquisita, verso simili realtà territoriali afflitte da contaminazione».

«La problematica, oltre che di tipo sociale e sanitario, ha rilevanza anche scientifica. Continuare a ignorare le enormi potenzialità dei processi di bonifica, oltre che privare centinaia di migliaia di persone della possibilità di vivere in ambienti sicuri e salubri – è il pensiero della prof.ssa Anna Mastroberardino – comporta anche sprecare immani risorse a fronte del vantaggio, anche economico, rappresentato dal risanamento  di questi territori, per i quali non esiste, allo stato attuale, una proposta di riqualificazione e riuso». 

«In tutto ciò la ricerca scientifica può giocare un ruolo importante per rendere queste azioni di decontaminazione più mirate ed efficaci; mitigare gli effetti sanitari su popolazioni che continueranno a  vivere per anni in luoghi altamente inquinati e anche per immaginare la riqualificazione delle aree post-bonifica. Il coinvolgimento diretto in questi processi risponderebbe del resto alla missione originaria dell’Unical di attenzione verso un territorio così degradato e fragile».

Occorre creare un centro di ricerca specifico per restituire al patrimonio culturale mondiale uno dei siti storicamente e archeologicamente più rilevanti della Magna Graecia.

Dall’incontro con la prof.ssa Anna Mastroberardino scaturisce l’idea che il sostegno politico è inevitabile quanto necessario per dare incisività a queste ricerche tramite azioni mirate di finanziamento, che consentano l’avvio di attività sistematiche di studio per la sorveglianza epidemiologica nel territorio, verifiche in corso d’opera, diffusione dei risultati, dialogo con la comunità coinvolta e progettazione per il post-bonifica, in un contesto competente e senza conflitti di interesse. È quanto i ricercatori del dipartimento di Fisica dell’UniCal e dell’Arpacal chiedono al Presidente della Regione Calabria, on. Roberto Occhiuto.

«Sarebbe un beneficio collettivo se le operazioni di bonifica in corso – ci dichiara la prof.ssa Anna Mastroberardino – potessero ripartire con il piede giusto anche grazie agli strumenti specialistici messi a punto dai ricercatori del territorio, attraverso la creazione di un centro di alta formazione quale presidio permanente di controllo ambientale, riferimento per tutto il Mezzogiorno come polo di ricerca e di innovazione, nella duplice prospettiva del recupero e della fruizione delle aree disinquinate. È possibile immaginare oggi una ripresa esemplare proprio da queste aree, non a beneficio di chi le ha ridotte in questo stato, bensì per restituire al patrimonio culturale mondiale uno dei siti storicamente e archeologicamente più rilevanti della Magna Graecia». 

«Inserire in queste attività di recupero del territorio la creazione di un centro di ricerca  consentirebbe di rimettere al centro dello sviluppo l’industria culturale, rispettando la vocazione storica locale, così come la generazione di nuove professionalità, calibrate sulle necessità emergenti del settore, facendo della Regione un riferimento formativo per tutto il Sud». (fb)

PER LA TUTELA DI “SALUTE E BENESSERE”
PROGETTO VERDE E BLU DELLA CALABRIA

di ANTONIETTA MARIA STRATI –Promuovere la salute e il benessere attraverso il buon uso degli spazi versi e blu. È questo l’importante e straordinario progetto di cui la Calabria, attraverso l’Arpacal, guidata dal commissario straordinario, Emilio Errigo, è capofila.

Un traguardo non di poco conto per l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria, che è sempre stata in prima fila per quanto riguarda la tutela e la salvaguardia dell’ambiente. Questo importante progetto, di cui l’Arpacal curerà il coordinamento tecnico, è stato avviato lo scorso 19 gennaio, ed è finanziato dal ministero per la Salute, nell’ambito del Piano Nazionale per gli investimenti Complementari (PNC) – E.1 Salute, Ambiente, Biodiversità e Clima 1.4: Promozione e finanziamento di ricerca applicata con approcci multidisciplinari in specifiche aree di intervento salute-ambiente-biodiversità-clima.

Il progetto, della durata di quattro anni (scadenza 31/12/2026), dovrà mettere in atto iniziative di studio, formazione e comunicazione per promuovere l’uso corretto, consapevole e partecipato delle aree verdi e blu, implementando le politiche per la pianificazione, manutenzione, gestione delle aree verdi e blu urbane per migliorare la conoscenza degli effetti associati alla salute. Si focalizza sulla razionalizzazione e l’upgrade delle conoscenze esistenti, l’accessibilità e la funzionalità delle infrastrutture verdi e blu.

Quest’ultime forniscono diversi servizi alla cittadinanza la cui importanza è stata riconosciuta di recente dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), tuttavia la realizzazione di nuove aree e la stessa gestione di quelle esistenti non tengono conto dei potenziali impatti positivi e negativi che la vegetazione e le infrastrutture verdi e blu possono avere sul benessere della cittadinanza e sullo stato di salute fisico e/o psichico o sulla comparsa di malattie.

Il progetto, articolato su 4 obiettivi, suggerisce azioni mirate, in aree selezionate come casi studio, per fornire ai decisori e alla cittadinanza informazioni e conoscenze utili per una gestione e fruizione ottimale delle predette infrastrutture. Iniziative pubbliche consentiranno il trasferimento delle esperienze dalle aree studio a tutto il territorio nazionale. Il progetto mira a raggiungere diversi Obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030: Salute e benessere, Istruzione di qualità, Riduzione delle disuguaglianze, Città e comunità sostenibili, Lotta contro il cambiamento climatico.

Andando più nello specifico, il progetto prevede la mappatura elle aree e delle policy. Integra le informazioni disponibili sui principali servizi ecosistemici erogati dagli spazi verdi e blu, sull’accessibilità e fruibilità anche mediante mobilità sostenibile (ciclo pedonale). Analisi dati Istat sullo stato dell’ambiente e monitoraggio; studi pilota nelle aree definite e attenzione ai biomarkers di esposizioni, effetti e suscettibilità presenti in letteratura scientifica da collegare agli studi epidemiologici esistenti, coinvolgendo MMS e PLS. E ancora, l’implementazione dell’Atlante delle specie e forestazione, realizzare percorsi formativi  e materiale didattico per il coinvolgimento dei diversi attori nello sviluppo e utilizzo di infrastrutture verdi/blu accessibili, sicure e piacevoli. Sarà elaborata una “roadmap” con le best practice e delle linee guida.

Oltre alla Regione Calabria e all’Arpacal, a dare il loro contributo saranno la Regione Emilia Romagna con la sua Agenzia Regionale Prevezione, Ambiente e Energia, il Dipartimento Epidemiliogia del SSR – Asl Roma 1 della Regione Lazio, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirugiche dell’Università di Bologna, il Consorzio Interuniversitario Nazionale per le Scienze Ambientali, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambiente, l’Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale della Regione Abruzzo.

Attraverso la sinergia di questi Enti, l’auspicio è che si riesca a sviluppare e migliorare la conoscenza «partecipata di tutti gli attori preposti allo sviluppo, il mantenimento e l’utilizzo delle infrastrutture verdi/blu per promuovere il buon uso di queste aree e comprenderne appieno i benefici per il benessere psico-fisico, con particolare riguardo alle fasce di popolazione più vulnerabili come anziani e bambini».

Il commissario Errigo, presente alle due giornate di lavoro del progetto, ha espresso profonda soddisfazione tanto per la pregevole iniziativa voluta dal Presidente della regione Calabria Roberto Occhiuto, quanto per il metodo di lavoro condiviso, «messo in atto sia per raggiungere gli obiettivi progettuali sia per generare una maggiore consapevolezza sociale, elemento indispensabile per rendere il Cittadino protagonista di questa importantissima azione culturale».

«Nello specifico – ha proseguito Errigo – gli obiettivi di questo progetto rappresentano anche un modello di cooperazione concreta tra Enti diversi, impegnati a promuovere la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, considerando la salute del Cittadini un bene primario, costituzionalmente garantito».

Un altro esempio di cooperazione tra Enti, sempre volta alla tutela dell’ambiente – e accompagnata alla crescita economica – è quello stretto dall’Arpacal, nel mese di aprile, con la Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, guidata da Pietro Falbo.

«Assieme ad Arpacal abbiamo in animo di organizzare una serie di iniziative volte a sensibilizzare e coinvolgere gli operatori economici, e non solo, sui temi ambientali», ha detto Falbo, sottolineando come insieme al generale Errigo «abbiamo deciso di stringere una partnership basata sulla promozione dei temi della sostenibilità ambientale e sulle positive ricadute sull’economia regionale. Ritengo strategica l’interazione tra enti e istituzioni che deve essere rivolta alla creazione di un sistema di sostegno alle attività imprenditoriali». (rrm)

 

Errigo (Arpacal): La Giornata della Terra ci porta a riflettere sulla tutela dell’ambiente

«I fenomeni “naturali” che ci dicono che il pianeta è in crisi ci sono, e gli effetti sono visibili. La conservazione delle risorse nella disponibilità delle generazioni future è sotto stress». Lo afferma il Commissario straordinario dell’Arpacal gen. (ris) Prof. Emilio Errigo, riflettendo sull’importantissima ricorrenza che sin dalla sua istituzione, avvenuta il 22 aprile del 1970, oltre a sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra è divenuta un avvenimento culturale in quanto, mediante processi educativi e genera una maggiore consapevolezza e responsabilità sociale.

Le conseguenze dei cambiamenti climatici, indotti dal riscaldamento globale in atto, sono presenti tanto sugli ecosistemi marini che sulla vita umana, e le attività di monitoraggio che l’agenzia svolge in Calabria sulle diverse matrici ambientali (suolo, acque, aria etc.) indicano che il rischio è anche “locale”.

«Gli effetti delle alterazioni delle componenti climatiche (modifiche delle precipitazioni e dei deflussi fluviali) – prosegue lo stesso Errigo – sono in atto anche nei nostri mari e sugli habitat di diverse specie. Attraverso le analisi di fenomeni come la di fioritura algale, la presenza di specie aliene, e dei parametri di qualità della acque marine, per esempio, risulta evidente che se il ghiaccio si scioglie in Antartide, le conseguenze riguardano anche noi: la temperatura dell’acqua marina che aumenta, le piogge che diminuiscono, i suoli che perdono umidità, falde acquifere che si degradano, la qualità dell’ambiente e l’equilibrio dell’ecosistema che si alterano».

La “circolarità” degli effetti dei cambiamenti a livello globale e locale è nei fatti: l’incremento delle temperature nelle acque marine antistanti la Calabria è un dato che si riscontra dalla serie storica dei dati elaborati dall’agenzia. Le alterazioni delle componenti climatiche, modificando le precipitazioni e i deflussi fluviali fanno registrare effetti significativi sugli ecosistemi marini con conseguenze critiche anche sulla biodiversità vegetale e animale: la riduzione della quantità d’acqua dei fiumi, ne peggiora la qualità; la perdita di umidità nel suolo espone alla desertificazione. Eventi “estremi” come alluvioni e siccità hanno effetti, inoltre, sulla produzione di cibo, salute, economia e benessere delle persone. Anche la qualità del mare è destinata a subire un deterioramento, a causa per esempio di fenomeni di eutrofizzazione o della variazione del contenuto di ossigeno, con conseguenze sia sui sistemi naturali sia antropici.

«La “Giornata della Terra” “Earth day” – prosegue il Commissario straordinario Errigo – ci stimola a riflettere sulla necessità di introdurre ogni sforzo per ridurre la pericolosità e la vulnerabilità provocata dai cambiamenti climatici e salvaguardare l’ambiente, consapevoli che il cambiamento climatico rischia di amplificare la fragilità del territorio rispetto al rischio idrogeologico e la vulnerabilità dell’ecosistema. Per questo è necessaria un’azione capace di preservare un uso sostenibile delle risorse, rispettoso della naturale capacità di resilienza che non vada ad alterare l’equilibrio dell’ecosistema».

«Il Cittadino, e le imprese in modo particolare – ha aggiunto – cooperando con le istituzioni, avranno un ruolo essenziale per generare una transizione verso modelli di consumo sostenibile mirando soprattutto ridurre i rischi ambientali. Amare il prossimo tuo come te stesso, significa anche, che il Cittadino, tutti gli ordini professionali e le associazioni di categoria, gli enti esponenziali, le camere di commercio, le imprese, quindi ingegneri ambientali e non, architetti del paesaggio, giornalisti e scrittori, vigili del fuoco, portieri e addetti di accoglienza, operatori turistici e guide culturali, medici e infermieri, fisioterapisti, operatori del soccorso e personale tutto delle Forze di Polizia, interior designer, navali, del territorio costiero, biologi, vigili urbani e vigilantes, chimici, agronomi, botanici, geologi, ambientalisti, associazioni sportive, culturali e ricreative, movimenti religiosi, ecologisti, pescatori e contadini, produttori e commercianti, esercenti le libere professioni ed altri ancora via via dicendo, nessuno escluso cooperando concretamente e fattivamente, con le istituzioni regionali e nazionali, contribuiranno al miglioramento sostanziale della qualità della vita in Calabria, a beneficio delle presenti e future generazioni».

«La terra, l’aria che respiriamo e il mare della Calabria – ha concluso – sono la vita, la nostra casa comune, i luoghi della nostra e altrui esistenza, sia come esseri viventi, sia come appartenenti alla Comunità organizzata, dobbiamo averne cura, rispettando la natura e chi ci deve vivere e operare, in un mondo fatto di relazioni sociali. Così agendo e procedendo, sono sicuro e vi assicuro in fede e diritto, che non ce ne pentiremo mai!». (rcz)

Camera di Commercio e Arpacal insieme per la tutela dell’ambiente

Collaborazione tra Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Arpacal per la tutela dell’ambiente e la crescita economica. Una cooperazione fortemente voluta dal presidente Pietro Falbo e dal commissario straordinario Emilio Errigo che, nei giorni scorsi, hanno avuto un primo proficuo incontro durante il quale sono state gettate le basi per una serie di iniziative da intraprendere in maniera congiunta.

All’incontro hanno partecipato anche il direttore scientifico di Arpacal Michelangelo Iannone, il presidente della sezione regionale dell’Albo dei Gestori Ambientali Calabria Francesco Granato e il segretario generale della Camera di Commercio, Bruno Calvetta. Tra le prime attività da promuovere vi è, intanto, la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra i due enti per disciplinare le modalità di accesso alla banca dati dell’albo gestori ambientali, informazioni utili ad Arpacal ai fini della tutela ambientale. Ma anche ulteriori azioni finalizzate alla promozione dei temi della sostenibilità.

Il principale obiettivo che entrambi gli enti intendono perseguire in maniera congiunta è quello di diffondere i valori del diritto all’ambiente nel settore dell’economia. Le due sfere d’azione, infatti, non devono intendersi come antitetiche ma, al contrario, complementari. L’ambiente genera valore per l’impresa che ne beneficia ma con il dovere di tutelarlo.

«Assieme ad Arpacal abbiamo in animo di organizzare una serie di iniziative volte a sensibilizzare e coinvolgere gli operatori economici, e non solo, sui temi ambientali» ha dichiarato al termine dell’incontro il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia Pietro Falbo. «La Calabria è una terra che vanta infiniti tesori in termini paesaggistici, naturalistici, archeologici e storici».

«Il compito delle istituzioni è quello di creare valore e favorire la crescita del tessuto imprenditoriale senza però intaccare questo patrimonio. Ho molto apprezzato il punto di vista del commissario straordinario di Arpacal – ha aggiunto Falbo – professionista dalla lunga esperienza. Abbiamo deciso di stringere una partnership basata sulla promozione dei temi della sostenibilità ambientale e sulle positive ricadute sull’economia regionale. Ritengo strategica l’interazione tra enti e istituzioni che deve essere rivolta alla creazione di un sistema di sostegno alle attività imprenditoriali». (rcz)

Crotone merita e avrà molta attenzione da Arpacal

«Il Sindaco Vincenzo Voce e i Cittadini di Crotone, meritano e avranno, per quanto mi compete, tutta la necessaria e costante attenzione da parte dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria».

Lo ha dichiarato il Commissario straordinario Emilio Errigo a margine dell’evento pubblico “confronto sulla performance organizzativa e percorsi clinico assistenziali” e dopo essersi recato, nel corso della stessa giornata, presso la Sede Municipale per porgere un saluto al Sindaco della Città Pitagorica Vincenzo Voce.

L’evento scientifico, svoltosi presso la Sala della biblioteca dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” è stato promosso dalla locale ASP, in collaborazione con il Servizio Sanitario Regionale e la Fondazione “Policlinico Tor Vergata” di Roma. La programmazione degli interventi, tutti di altissimo profilo, ha visto avvicendarsi il Prof. Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale del Policlinico di Tor Vergata, l’Ing. Iole Fantozzi, Dirigente Generale del Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sociosanitarie della Regione Calabria, il Commissario della Azienda Sanitaria Provinciale di KR, la Dott.ssa Simona Carbone, il Dott. Francesco Lucia, sensibile e attento Dirigente della Regione Calabria ed a seguire la Prof.ssa Mulas, il Prof. Buonomo, personalità nate in Calabria, Basilicata, Sardegna e provenienti da regioni del Nord Italia.

«Crotone è bella tutta – ha detto il Commissario Arpacal –, condividendo il calore riscontrato nell’accoglienza resa dal Primo Cittadino e da alcuni suoi collaboratori all’interno degli Uffici comunali.  Merita perciò maggiore attenzione e un evidente impegno economico, finalizzato a superare quella fase nella quale, colposamente o inconsapevolmente, il circoscritto cenno di sviluppo registratosi con la pregressa fase di industrializzazione si è poi rivelato causa dei notissimi e riconosciuti danni ambientali».

«A ciò, si aggiungono – ha aggiunto – l’insieme delle conseguenze riposte nel tempo sia a danno della salute dei Cittadini, sia per generare quell’inversione di tendenza per la quale lo sviluppo socioeconomico della storica Città della Magna Grecia appare irrealizzabile».

«Per i fini istituzionali legati all’assolvimento dei miei compiti – ha proseguito il gen. Errigo al cospetto del sindaco Voce – quale Commissario Straordinario di Arpacal, oltre ad aver studiato le singole complessità ambientali, consultando in particolare due pubblicazioni, il primo titolato “Studio epidemiologico dei siti contaminati della Calabria: obiettivi, metodologia, fattibilità ” e il secondo dal titolo, “Ambiente e Salute nei Siti Contaminati”, sotto titolo, “Dalla ricerca scientifica alle decisioni” e da un costante confronto con Prof. Michelangelo Iannone, Direttore scientifico di Arpacal, valente ricercatore di fama nazionale e internazionale e docente universitario, ritengo sia indispensabile anche ascoltare con molta attenzione la voce degli Amministratori locali, osservare lo sguardo dei tantissimi Cittadini e avere la lungimiranza di poter intravedere nel loro sguardo quella richiesta di sostegno, umano e morale, volto a restituire la serenità sottratta nel tempo dalla protratta e atavica crisi occupazionale che affligge giovani e adulti».

«Partendo dai contenuti – ha detto ancora Errigo – dei suddetti testi e considerando gli importanti contributi culturali e scientifici appresi anche a Crotone, per i quali in futuro bisognerà conferire maggiori occasioni di confronto, estesi anche ai giovani studenti, si potrà sicuramente avviare una nuova fase sociale e culturale tesa a offrire nuove risposte alle annose questioni. Lo studio, la conoscenza e la scienza, unite per correre tutti, da tutto il mondo e con ogni mezzo, verso la Città di Crotone con l’intento di solidarizzare con la tanto ospitale Comunità, ben rappresentata istituzionalmente dal Sindaco Vincenzo Voce, ambientalista vero e concreto».

«Sino a poco tempo fa – conclude il Commissario dell’Arpacal – forse è mancata questa sinergia, ponendo le sorti di una bellissima realtà ad un destino tutto da scrivere. In tal senso, non ho remore di riservatezza nel dire che il primo a parlarmi della bellissima Città di Crotone e delle problematiche ambientali e sanitarie da affrontare con determinazione e senza altri ritardi, sia stato il Presidente della nostra Regione Calabria, On. Roberto Occhiuto proprio in occasione del primo incontro conoscitivo avvenuto a Roma, presso la sede di rappresentanza della Regione Calabria».

« In tal senso, tutti e insieme – ha concluso – potremo sicuramente restituire alla Città di Crotone e alla Calabria quella bellezza che sin dall’antichità ha attratto Popoli culturalmente a noi vicini e fonte di lungimirante sapere». (rcz)

Francesco Rao è il nuovo portavoce di Arpacal

Prestigioso incarico per Francesco Rao, nominato portavoce di Arpacal dal commissario straordinario Emilio Errigo.

La presa di servizio è iniziato oggi, formalizzata con specifico atto. Francesco Rao, sociologo e giornalista, è attualmente docente a contratto di Sociologia generale all’Università Tor Vergata di Roma, e vanta pregresse esperienze radiofoniche e televisive.

Ha partecipato come relatore a diversi convegni e seminari, impegnandosi costantemente nel sostenere l’inclusione sociale dei più deboli e il superamento della Questione Meridionale, sottolineando, con i suoi articoli e i suoi interventi, la necessità di un impegno ottimistico degli stessi calabresi teso a superare il divario con le altre realtà nazionali.

Da oggi, la sua esperienza, la sua competenza e il suo impegno, poste al servizio di Arpacal, veicoleranno tutte le attività promosse dall’Agenzia e coordinate dal Commissario Errigo, nell’insieme finalizzate ad una maggiore consapevolezza predittiva per la tutela dell’ambiente e la salvaguardia della salute. (rcz)

Il presidente Mancuso incontra Errigo (Arpacal): Puntare su binomio Ambiente-Sviluppo turistico”

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha incontrato il commissario straordinario dell’Arpacal, gen. Emilio Errigo e alcuni dirigenti. Nel corso dell’incontro istituzionale si è dialogato costruttivamente sul funzionamento e delle future competenze di Arpacal.

«Il ruolo dell’Arpacal è di fondamentale importanza per la tutela, il controllo, il recupero ambientale e per la prevenzione  e   promozione  – ha detto Mancuso – della salute collettiva. Discutiamo di temi e questioni che incidono sul diritto alla salute e sulle prospettive di sviluppo turistico, il che significa che sulla costante attività di contrasto ai reati ambientali bisogna essere conseguenti e rigorosi».

 Il commissario Errigo ha sottolineato la centralità del ruolo istituzionale dell’Agenzia nella tutela, difesa e valorizzazione dell’ambiente della regione e del rinnovato impegno ad intraprendere ogni azione concreta volta al miglioramento della qualità della vita dei cittadini e di quanti decidono di vivere o permanere in Calabria.

«Abbiamo il dovere di garantire alle presenti e future generazioni il diritto di vivere in un ambiente salubre nel rispetto della biodiversità e salvaguardare i fragili ecosistemi. In un prossimo futuro, a seguito delle proposte modifiche alla legge istitutiva di Arpacal, saranno poste in essere le conseguenti iniziative che si renderanno necessarie a difesa dell’ambiente nel suo complesso».

«L’esigenza della transizione ecologica, su cui l’Europa – ha continuato Mancuso – ha posto vincoli ben stretti anche per l’utilizzazione delle risorse del Pnrr, dovrà essere un obiettivo delle nostre comunità. Pertanto, dall’Arpacal ci aspettiamo tutti – e non dubitiamo che la sua governance corrisponderà alle aspettative – l’individuazione e rimozione dei fattori di rischio per l’uomo, per la fauna, per la flora e per l’ambiente fisico».

«A supporto dei provvedimenti legislativi assunti finora dalla Regione – ha concluso il presidente del Consiglio regionale – c’è naturalmente bisogno di colmare l’organico carente dell’Agenzia, dotandola delle figure professionali necessarie e, allo stesso tempo, c’è anche bisogno di investire in formazione ed educazione ambientale. Ribadisco la disponibilità del Consiglio regionale a sostenere le iniziative dell’Arpacal, per la tutela della salute dei calabresi e per la sicurezza del territorio». (rrc)

Arpacal ha partecipato al LetExpo di Verona

Il Commissario Straordinario di Arpacal, gen. Emilio Errigo, ha partecipato all’evento LetExpo2023, l’evento fieristico di riferimento per il settore della logistica, dei trasporti e dell’intermodalità organizzato da Alis in collaborazione con VeronaFiere.

Una quattro giorni di conferenze, seminari, workshop, laboratori per promuovere una nuova sensibilità green legata al mondo della logistica, dell’impresa, dei servizi a 360°. Durante le giornate della manifestazione sono intervenute Autorità ed Esponenti della Politica fra cui il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, on. Matteo Salvini e il Sottosegretario di Stato al Mit, Edoardo Rixi.

Molti i temi trattati come la formazione d’eccellenza e l’occupazione per giovani da inserire nel settore della logistica e da accompagnare lungo un percorso di transizione verso una maggiore sostenibilità ambientale.

La partecipazione di Arpacal a LetExpo vuol significare il nuovo impegno della agenzia come tassello importante nell’educazione alla sostenibilità ambientale.

«Tra i tanti focus tematici aventi per finalità la tutela ambientale di questa edizione di LetExpo – ha detto il Commissario Errigo – è senza dubbio quello della sostenibilità ambientale e dello sviluppo sostenibile riferito ad opere e infrastrutture che mi ha particolarmente interessato poiché sappiamo, quanto impattano sulla vita delle cittadine e dei cittadini».

«Tra i tanti focus tematici aventi per finalità la tutela ambientale di questa edizione di LetExpo – ha proseguito il Commissario Errigo – è senza dubbio quello della sostenibilità ambientale e dello sviluppo sostenibile riferito ad opere e infrastrutture che mi ha particolarmente interessato poiché sappiamo, quanto impattano sulla vita delle cittadine e dei cittadini».

«Nei prossimi mesi, – ha concluso il Commissario Straordinario –  in qualità di guida dell’’Agenzia Regionale per la protezione dell’ambiente che mi onorerò di rappresentare in Calabria e in tutta Italia, cercherò di potenziare l’educazione e la formazione alla sostenibilità ambientale; su questo argomento si può e si deve investire molto affascinando le nuove generazioni al rispetto della natura e sostenendo nuove idee che si sposano allo sviluppo tecnologico. Questo mix non dovrà essere il futuro, deve diventare il presente in una Calabria che da questo punto di vista offre grandi potenzialità ancora non tutte colte sotto ogni profilo, sia economico che ambientale». (rrm)