Biondo (Uil Calabria) e Sità (Uilca): Fermare desertificazione bancaria per rilanciare Calabria con il Pnrr

Il segretario generale di Uil Calabria, Santo Biondo, e il segretario regionale di Uilca, Andrea Sità, hanno sottolineato l’importanza di fermare la desertificazione bancaria e industriale per rilanciare la Calabria con il Pnrr.

«Nel rapporto annuale L’economia della Calabria – si legge in una nota congiunta – presentato da Banca d’Italia il 21 giugno scorso, si afferma che, nella nostra regione, “le ricadute della crisi pandemica sul mercato del lavoro sono state rilevanti, annullando il modesto recupero dei livelli occupazionali che si era registrato a partire dal 2016” (unica regione d’Italia in questa situazione). Ma “in prospettiva, l’economia regionale potrebbe trarre impulso dai programmi pubblici avviati in risposta alla crisi pandemica, tra cui in particolare il Pnrr, soprattutto qualora questi riescano a incidere sui ritardi che condizionano il sistema produttivo calabrese».

«Per la Calabria, quindi – continua la nota – il Pnrr rappresenta l’ultima occasione per uscire da una condizione di isolamento e sottosviluppo. Ma la possibilità di agganciare il treno della ripresa non è affatto scontata, viste le forti carenze progettuali che contraddistinguono in negativo la politica e la Pubblica amministrazione locale, oltre alla carenza di dialogo con le parti sociali. In Calabria, poi, l’infrastruttura creditizia e finanziaria è continuamente indebolita dal fenomeno della desertificazione bancaria, che rischia di comprometterne la capacità di analisi, programmazione ed erogazione dei flussi finanziari attesi. Il rapporto Banca d’Italia fotografa, infatti, una struttura bancaria ampiamente deficitaria che, nel primo anno di pandemia, ha comportato un aumento del grado di esclusione finanziaria. Nel 2020 i comuni calabresi serviti da banche sono scesi del 7% (contro il 2% del resto d’Italia), gli ATM del 7% (1,5% in Italia) ed i bancari del 4% (2,5% in Italia)».

«Se l’analisi – hanno detto i sindacalisti – viene estesa all’ultimo decennio i numeri diventano ancora più drammatici: nel periodo 2010/2020 le Banche con sede in Calabria si sono ridotte del 60%; il numero di sportelli bancari è sceso del 29%. Sono stati ridotti del 17% anche gli sportelli Bancoposta, i comuni serviti da almeno una banca sono scesi del 30%, gli ATM del 18% ed i dipendenti bancari sono stati ridotti del 35%. Il comparto bancario, peraltro, è l’unico settore produttivo che, nel decennio considerato, presenta indicatori costantemente negativi». 

«Tutto questo è inaccettabile – hanno sottolineato –. La classe politica deve prendersi in carico, con la massima attenzione, l’importante vertenza del sistema del credito in Calabria che, incrociando l’abbandono del territorio da parte dei grandi istituti bancari con il rischio di tenuta delle banche del credito cooperativo, rischia il default in un momento storico che, invece, potrebbe rappresentare la chiave di volta per il nostro territorio».

«C’è, infatti – hanno proseguito – attraverso il Pnrr la possibilità di colmare un divario territoriale divenuto insostenibile. Per farlo la Calabria non ha bisogno di interventi a pioggia, ma di strade, scuole, ospedali, sostenibilità, politiche per attrarre le imprese ed i giovani (sempre più in fuga dalla regione). Per realizzare tutto ciò serve un sistema bancario efficiente e coerente con questi obiettivi. Un sistema bancario che contrasti l’esclusione finanziaria ed aiuti Enti, imprese e famiglie calabresi ad uscire dalla marginalità attraverso l’implementazione dei progetti legati a Pnrr e Recovery Plan. Il punto di partenza di questa strada che conduce alla ripresa non può, quindi, prescindere dal contrasto alla desertificazione bancaria.  Un sistema bancario forte, radicato sul territorio, rappresenterebbe l’asse portante della ripartenza del territorio, delle famiglie che lo abitano e delle imprese che vi ci investono». 

«Ma in Calabria – hanno detto Biondo e Sità – la ritirata delle banche non facilita la realizzazione di una infrastruttura creditizia che operi in questo senso. Le banche stanno chiudendo sportelli e riducendo il personale, perlopiù nelle zone meno ricche della regione che così, tuttavia, diventano ancora più marginalizzate ed a rischio di infiltrazione da parte della criminalità organizzata che, facendo leva sulla debolezza del sistema bancario, mira ad acquisire interi settori dell’economia regionale».

«Davanti a questo stato di fatto – hanno detto ancora – non possiamo che chiedere al Governo di esercitare un’azione di moral suasion nei confronti dei grandi gruppi bancari ed industriali, per fermare la desertificazione economica e produttiva della nostra regione, evitare il rischio di una nuova pesante emorragia occupazione, allontanare la sventurata ipotesi di un blocco occupazionale di prospettiva e di regalare la Calabria agli interessi della criminalità organizzata». 

«Abbiamo iniziato a denunciare questa situazione da tempo – hanno concluso – ma occorre anche un intervento serio da parte della politica e delle Istituzioni che intraprendano un percorso di valorizzazione anche dei Confidi e delle partecipate che si occupano di finanza e sviluppo del territorio. Del resto, proprio la finanza responsabile offre gli strumenti in grado di perseguire un modello di sviluppo sostenibile in termini socio-ambientali. Il problema della desertificazione bancaria, in definitiva, non è solo il problema della categoria dei bancari, ma è il problema di tutti noi.  Affrontare questo problema faciliterà il raggiungimento degli obiettivi del Recovery Plan e consentirà di disegnare un futuro di speranza per la Calabria ed il resto del Paese». (rcs)

Grande successo dell’incontro dei calabresi a Roma organizzato dalla Lega

Grande successo di partecipazione, a Roma, per l’incontro organizzato dalla Lega sul tema Ripartire dopo il Covid – Calabria e Roma: quali opportunità da Bruxelles?, organizzato dall’europarlamentare Antonio Maria Rinaldi e dal commissario regionale Giacomo Saccomanno.

Presenti, anche, il leader della Lega, Matteo Salvini,  il Coordinatore Lega Regione Lazio, Claudio Durigon, il Coordinatore Lega Roma e Provincia, Alfredo Becchetti, il prof. Giuseppe Germanò, Università La Sapienza, e i candidati su Roma Enrico Michetti e Simonetta Matone.

Dopo l’intervento di Matteo Salvini, che ha spronato i calabresi a crederci ed a lottare per il miglioramento della loro terra, il candidato a sindaco Michetti e quello a pro-sindaco Matone hanno evidenziato la necessità che gli amministratori riescano a dare risposte concrete per le comunità.

Il sottosegretario Durigon e Alfredo Becchetti hanno sottolineato la necessità che i candidati siano competenti e capaci, altrimenti nulla potrà cambiare. Il prof. Germanò ha, invece, tracciato il disastro della sanità Calabrese e la necessità di cambiare immediatamente modo di governare. Infine, il prof. Rinaldi ha messo a disposizione della Calabria la propria struttura per poter intercettare nel migliore dei modi i fondi europei, nel mentre il Commissario Saccomanno ha evidenziato di come sia importante creare una rete di correlazioni tra la Calabria, Roma e Bruxelles per sostenere quella crescita necessaria e che le risorse già riconosciute potranno rendere questa attuabile, purché si riesca a presentare liste pulite e con soggetti onesti, competenti e capaci.

Ha, infine, ringraziato il Prof. Germanò per aver dato la sua disponibilità a divenire, provvisoriamente, un punto di riferimento per i calabresi-romani vicini alla Lega. Sono anche intervenuti Anna Larosa e Giuseppe Nisticò.  (rrm)

Su Riviera web si parla degli scrittori di Calabria

Domani sera, alle 20, su Riviera Web, in diretta Facebook, si parla degli Scrittori di Calabria.

Conduce Angela Ippolito. Intervengono Felice Foresta, avvocato e scrittore, Ettore Castagna, antropologo e scrittore, Rosario Vladmir Concarcuri, editore di Riviera Web, Giusy Staropoli Calafati, scrittrice e Santo Strati, direttore di Calabria.Live(rrm)

Da lunedì la Calabria diventa ‘zona bianca’

Da lunedì 21 giugno la Calabria diventa zona bianca, a seguito del provvedimento firmato dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Insieme alla Calabria, diventano bianche anche Campania, Marche, Toscana, Sicilia, Basilicata e Provincia Autonoma di Bolzano. Solo Valle d’Aosta rimane gialla. (rrm)

Le regole in zona bianca

  • Decade il coprifuoco
  • Consentita la vendita con asporto di cibi e bevande e la consegna a domicilio
  • Non ci sono limitazioni, all’aperto, del numero di persone al tavolo (ma deve essere mantenuto il metro di distanza fra ciascuno), mentre nei bar e nei locali al chiuso si possono sedere al tavolo 6 persone
  • Obbligo della mascherina all’aperto e divieto di assembramento
  • Nelle zone bianche è consentito organizzare feste private successive a cerimonie religiose o civili, dunque matrimoni, cresime, comunioni, battesimi ma anche compleanni, feste di laurea e anniversari. Per parteciparvi, però, serve avere una delle 3 certificazioni verdi previste dai decreti attualmente in vigore: certificato di vaccinazione – che vale 9 mesi a partire dal completamento dell’intero ciclo, dunque anche con la seconda dose, oppure dal 15/esimo giorno dopo la prima dose fino alla somministrazione della seconda – certificato di guarigione, che ha validità 6 mesi, tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti la partecipazione all’evento
  • Restano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto e al chiuso

L’OPINIONE/ Emilio Errigo: Calabria bella, ma vi prego parlatene male

di EMILIO ERRIGO – La Calabria dicono quasi tutti, che è bella e misteriosa, per certi aspetti unica  paesaggisticamente, anche un po’ troppo affascinante. Ma vi prego caldamente di parlarne se potete, sempre male!

Ma perché ,vi chiederete, è un non senso, non c’è alcun motivo per denigrare irragionevolmente gli ambienti naturali ancora tutti o quasi, incontaminati e aspri, spinosi e virili,  come i Suoi abitanti. Non chiedetemi, per carità, di spiegare la vera spinta emotiva della mia inusuale richiesta, lo capirete da soli più in là col tempo il perché.

Parlatene sempre male e non bene della Calabria, a colazione di primissima mattina, a pranzo o cena a tarda ora, ma  vi prego parlatene. Un giorno un mio amico fraterno mi chiese, se scherzassi o parlavo seriamente. Aggiunse, ma perdona la mia insistenza, mi dici e mi vuoi spiegare una volta per tutte il  perché, in ogni occasione che intercetti o ascolti qualcuno che tenti di parlar bene della Calabria, te ne esci con queste tue filosofiche esternazioni negative? Risposi di getto senza esitazione!

Caro mio, lo sai che è scientificamente e statisticamente acclarato, che a parlar male di qualcosa o di qualcuno, anche se non sai nulla di ciò che parli e dici, alimenti un forte e irresistibile interesse nell’ascoltatore? Tutto qui!

Parlatene male della bella Calabria e della Calabria bella, ma parlatene non dimenticatevene pena, un raggio di sole di Calabria riscaldante e abbronzante, calde temperature presenti a partire dal 39 esimo parallelo  a scendere,  con numeri di  latitudine  sempre più bassi verso l’equatore , fino a lambire le spiagge  bianchissime e luccicanti più estese,  bagnate dal mare più trasparente e blu del Mediterraneo. E voi volete parlarne bene?

Sapete che significherebbe parlarne bene della Calabria e a quale conseguenze disastrose per la qualità della vita in Calabria, andremmo incontro? Lo hanno capito bene i bene accolti migranti e i governanti, i primi sempre attenti a scegliere la spiaggia più sabbiosa e meno rocciosa per approdare in Italia, salvo poi dileguarsi verso le terre più ricche del Nord Europa, lo hanno ben compreso i governanti che si guardano bene, nel decretare con urgente necessità di costruire le infrastrutture viarie, ferroviarie e aeree, indispensabili per accorciare i tempi di percorrenza per consentire a chiunque intendesse avvicinarsi a questo angolo sconosciuto di Paradiso terrestre e marittimo.

Non parlate bene del Sud Italia, dove un tempo abitavano gli Itali, (poi chiamati Italiani), i Bruzi, gli  Enotri, i Grecanici, oggi  Calabresi, i filosofi, i matematici, gli utopici, letterati, guerrieri, pescatori, agricoltori, costruttori, navigatori, guerrieri, letterati  e scienziati,  provenienti da ogni parte del pianeta terra. In verità mi spiace un po’ che questa umana gente proveniente da chissà dove, dopo aver depredato e saccheggiato  quanto trovano nei territori adiacenti lo sbarco, abbiano pure deciso di insediarsi e costruire centri abitati, torri costiere di osservazione difensive, maestosi castelli, fortezze inespugnabili, basiliche, monasteri, conventi, ville e giardini, porti, città, tante scuole dove insegnare, la matematica, le lettere, arti e mestieri e la cultura del bello e della prestanza fisica tendente al perfezionismo tipico della civiltà greca.

La colonizzazione greca, il dominio dei romani, siracusani e bruzi, degli ostrogoti, goti, bizantini, normanni, svevi, angioini, aragonesi, spagnoli, austriaci,prima e seconda dominazione dei borboni, francesi, hanno per destino avverso poi rivelatosi una vera fortuna economica, lasciato opere e manufatti di altissima ingegneria costruttiva, sculture di rara bellezza e perfezionismo artistico, modus vivendi  delle loro diverse civiltà e tanta, tanta sofferenza, distruzioni e costruzioni, dolori e gioie, violenza e amore.

Se si dovesse diffondere questa realtà ancora per molti e troppi versi sconosciuta, rischieremmo di essere ancora  una volta, invasi e conquistati, dai così chiamati turisti culturali, ambientali e del paesaggio, esponendo  i nostri tesori  artistici, architettonici, storici e archeologici,  ad essere calpestati, fotografati, conosciuti e ammirati da troppe persone invadenti e predatori dei migliori alimenti e  cibi  ancora sani prodotti e cucinati con ricette antiche in Calabria, innamorandosi poi della rara bellezza e femminilità delle Donne uniche al mondo, chiamate universalmente Calabriselle. (ee)

*Emilio Errigo è nato in Calabria, docente universitario e Generale in ausiliaria della Guardia di Finanza

La Sila, Scilla, Capo Vaticano e Tropea tra i luoghi in lizza nella nuova limited edition di Nutella

C’è l’incanto di una Sila coperta da un manto di neve, il pittoresco mare di Scilla e di Capo Vaticano e l’incredibile panoramica di Tropeacapo vaticano e tropea tra i luoghi che la Nutella ha scelto come possibili luoghi per la Calabria, per la nuova limited edition, dal titolo Ti amo Italia.

La nota casa produttrice non è nuova a questo tipo di iniziative: già l’anno scorso, sempre nell’ambito di una limited edition, per la Calabria aveva scelto il suggestivo Arcomagno di San Nicola Arcella come luogo ‘simbolo’ della Calabria. Quest’anno, sarà la montagna o il mare a rappresentare la Calabria?

«Una spiaggia di sabbia bianca, un lago alpino o una costa rocciosa? Una cascata impetuosa o delle colline che digradano dolcemente? Lo scorcio di un borgo antico o la veduta di un porticciolo turistico? L’Italia è piena di meraviglia. Quale vorresti vedere sul vasetto?» si legge sul sito della Nutella, dove, per ogni Regione, viene data la possibilità di votare, entro il 6 giugno, «i luoghi che ti stupiscono di ogni regione». (rrm)

Si può votare al seguente link: https://www.nutella.com/it/it/xp/tiamoitalia/

L’Associazione Ventotene: Transizione ecologica in Calabria, una rivoluzione necessaria

La transizione ecologica in Calabria è una rivoluzione necessaria per il laboratorio politico-sociale Ventotene, che ha organizzato un webinar proprio per parlare delle prospettive e degli scenari legati alla transizione ecologica in Calabria e le politiche in materia di tutela e valorizzazione della risorsa ambientale.

All’incontro, organizzato in collaborazione con la Fattoria della Piana, hanno partecipato Antonio Morabito, Ingegnere Industriale esperto in energia rinnovabile ed efficienza energetica; Maria Grazia Madaffari, Ingegnere ambientale; Giuseppe Postorino, Ph Doc in Tecnologie Ambientali, Funzionario Chimico Città Metropolitana di Reggio Calabria; Carmelo Basile, Presidente Fattoria Della Piana; Salvatore Fuda, Consigliere Delegato Città Metropolitana di Reggio Calabria; Giuseppe Marino, Consigliere Delegato Città Metropolitana di Reggio Calabria; Stefano Ambrosini, Specialista in gestione sostenibile dei rifiuti urbani, Amministratore Waste Management Specialist Srl; Nicola Irto, Consigliere Regionale della Calabria; Fabio Cuzzola, Vicepresidente Associazione “Ventotene” che ha coordinato i lavori.

«L’agricoltura è un fattore centrale nella strategia ambientale – ha detto Marino – e la Città metropolitana si sta muovendo in questo solco, verso cioè la costruzione di un’economia circolare nell’ottica di quella transizione ecologica che individua il futuro che dobbiamo costruire per la Calabria e a cui il progetto politico di Nicola Irto sta lavorando con grande determinazione. Un sistema agricolo che valorizzi il prodotto tipico, che punti sull’estensione del territorio coltivabile e su formazione specializzata nella cura del territorio attraverso il recupero delle competenze della tradizione. Il bilancio della Città metropolitana conterrà misure specifiche al riguardo».

Sui rifiuti non ci sono più scuse, ha rimarcato Fuda: «abbiamo il dovere di autodeterminarci e assumerci delle responsabilità. C’è inoltre l’urgenza di dotarsi di infrastrutture pubbliche e impianti di conferimento per ospitare scarti della lavorazione dell’indifferenziato».

Il Piano regionale dei rifiuti va ripensato, ha evidenziato Irto, «in chiave innovativa, puntando su nuovi impianti valutando bene dove si possono fare e dove invece no. Dobbiamo ancora fare i conti con una Regione che in alcuni casi ha delle maglie larghissime, pensiamo alla zona dei vigneti di Cirò dove sono state date tutte le autorizzazioni per un parco eolico in un territorio a forte vocazione agricola. E poi c’è il Pnrr che pone la transizione ecologica al centro della sua strategia. Ma tali risorse avranno bisogno di politiche di coerenza e di un serio piano di riforme. Siamo la prima regione a essersi dotata della legge sui contratti di fiume a cui manca la parte attuativa. Il Pnrr può essere una leva determinante in questo senso, per ripensare ai corsi d’acqua calabresi come fattore di sviluppo, anche in termini turistici».

Un dibattito ricco di spunti e analisi tecniche di alto profilo sui temi dell’innovazione, partendo dal modello Fattoria della Piana che, come spiegato da Basile, fonda il suo successo sulla sfida della competitività e soprattutto sulla capacità di guardare agli altri modelli virtuosi. Sulle questioni di stringente attualità si sono poi soffermati Postorino e Morabito che hanno offerto una disamina tecnica in materia di gestione dei rifiuti che ha posto in evidenza, fra le altre cose, l’urgenza per il territorio reggino di ridurre quantità rifiuti solidi urbani prodotti, l’aumento della percentuale di riciclaggio e il recupero di energia.

I più recenti indirizzi dell’Unione europea sono poi stati affrontati da Madaffari con riferimento alla riduzione degli imballaggi, al riciclo delle plastiche e alla strategia industriale a cui si lega una forte azione di contrasto all’obsolescenza programmata dei prodotti. Controlli, partecipazione e ambiente, secondo Ambrosini, sono i fattori sui quali lavorare in Calabria, accanto ad un’azione politica che punti su impianti di nuova generazione per la frazione organica e sul superamento dei sistemi di raccolta misti. (rrc)

15 BANDIERE BLU NEI DUE MARI CALABRESI
ARRIVA DIAMANTE, ORGOGLIO TIRRENO

Sono diventate 15 le Bandiere Blu che svettano quest’anno in Calabria: la new entry è Diamante. La capitale del peperoncino, guidata dal sindaco sen. Ernesto Magorno, ha conquistato l’ambito riconoscimento che premia la buona amministrazione e l’impegno per rendere migliori accoglienza e vivibilità. Il sindaco Magorno «felice ed emozionato» ha detto che è «un riconoscimento importante che segna l’inizio di un percorso virtuoso con al centro la tutela dell’ambiente. Diamante, perla del Tirreno, continuerà a essere un riferimento per tutti i cittadini». Esce Rocca Imperiale, ma entra S. Maria del Cedro a conferma che la Riviera dei Cedri mantiene la sua rilevanza nell’ambito delle Bandiere Blu.

La parte del leone la fa ancora una volta la provincia di Cosenza con la conferma di tutte le precedenti Bandiere Blu, riconfermata Tropea nel Vibonese, e poi due Bandiere Blu per le rimanenti province. Particolare soddisfazione a Roccella Jonica e a Siderno per il prestigioso riconoscimento conferito dalla Foundation for Environmental Education che viene assegnato a quei Comuni  rivieraschi e agli approdi turistici con le acque più belle e pulite e che si distinguono anche per l’impegno in tema di Educazione ambientale ed informazione, gestione ambientale, servizi e sicurezza delle spiagge.

Soddisfatto anche l’assessore regionale al Turismo Fausto Orsomarso: «La Calabria, nonostante il periodo molto particolare, reagisce mostrando il meglio di sé e inizia a contare sempre di più sul panorama turistico nazionale. Un bilancio positivo che registra l’aumento di una unità rispetto alle 14 spiagge premiate nel 2020. Si tratta di un patrimonio trasversale senza colori politici e che mostra i passi in avanti delle amministrazioni locali che si mettono in gioco, senza timore alcuno, ponendosi sotto la lente di ingrandimento delle Fee. Pertanto, è doveroso fare i complimenti ai sindaci e a tutti gli operatori turistici che contribuiscono, in modo determinante, a raggiungere questi risultati».«D’altro canto – spiega ancora l’assessore –, è doveroso spronare anche tutte le altre amministrazioni a intraprendere percorsi virtuosi e turisticamente validi come il programma Bandiera Blu della Fee Italia che, grazie al lavoro incessante del presidente Claudio Mazza, aumenta la consapevolezza, anno dopo anno, che solo le buone pratiche ambientali e i servizi di qualità possono far vincere la sfida turistica dell’Italia nei confronti dei competitor stranieri. Un plauso particolare va alla Riviera dei Cedri che, in soli cinque anni, si è colorata di blu, segno di un lavoro certosino e costante iniziato nel 2016 dal dottor Antonino De Lorenzo in qualità di assessore del Comune di Praia a Mare e da lui stesso portato avanti collaborando, nel tempo, con le amministrazioni che oggi possono issare, con grande orgoglio e merito, il prestigioso vessillo. Oggi un nuovo distretto turistico, sotto la luce della Bandiera Blu, inizia a essere realtà. Nei prossimi giorni convocheremo in Regione le amministrazioni locali insignite della Bandiera Blu per pianificare le azioni future, delle quali saranno protagonisti solo e unicamente i sindaci, per i quali mi spenderò sempre al fine di migliorare sempre di più un sistema turistico valido, efficace e in grado di fare uscire tutto il bello che la nostra regione può esprimere».

La consegna è avvenuta in forma online, con i sindaci delle località premiate, da parte del presidente Claudio Mazza. Per Roccella, inoltre, si tratta di un importantissimo riconoscimento, in quanto si tratterebbe della 19esima Bandiera Blu per la città e per l’approdo turistico Porto delle Grazie di Marina di Roccella: «una riconferma che, ancora una volta, premia l’impegno a tutto campo che lo vede protagonista, da circa un ventennio, per garantire l’eccellenza delle acque di balneazione, l’accessibilità e la sicurezza delle spiagge, la fruizione di piste ciclabili, l’efficientamento energetico,  la gestione sostenibile del territorio» si legge in una nota del Comune di Roccella Jonica.

«È un record – ha dichiarato Vittorio Zito, sindaco di Roccella – riuscire a mantenere per 19 anni consecutivi il prestigioso ecolabel di Fee – Italia che vorrei ringraziare per l’attenzione con cui ha giudicato lo sforzo che anche quest’anno siamo riusciti a mettere in campo per la tutela del mare e della spiaggia, cercando di essere sempre più in linea con i criteri aggiornati della procedura di certificazione prevista  dal programma Bandiera Blu. Una soddisfazione ancora una volta doppia considerato che anche il nostro porto turistico Delle Grazie, che negli ultimi anni ha improntato l’offerta dei servizi ai diportisti secondo una visione ecosostenibile,  potrà fregiarsi nuovamente di questo autorevole riconoscimento».

«È doveroso – ha concluso il primo cittadino – ringraziare la Regione Calabria per l’attenzione che dimostra nei confronti dei Comuni che hanno messo in campo ogni sforzo utile all’ottenimento di questo prestigiosissimo riconoscimento. Fin da quando, su iniziativa dell’on. Nicola Irto, prima Regione in Italia, approvò la norma che prevede il sostegno alle cittadine Bandiera Blu, arrivando poi lo scorso anno al lancio del marchio ‘Blu Calabria’, iniziativa voluta dall’allora governatrice Jole Santelli, che vogliamo ricordare in questa occasione con grande affetto per il suo forte e duraturo legame con il nostro mare,  e che sono certo il presidente Nino Spirlì, vorrà proseguire».

La Locride, dunque, con questi due prestigiosi riconoscimenti, si conferma «come territorio attrattivo per i turisti che vanno in cerca di vacanze, all’insegna di sostenibilità ambientale e soggiorni a misura per famiglie che, dopo il cataclisma turistico provocato dal Covid-19, diventa un vero e proprio sigillo di qualità» ha scritto Giuseppe Mazzaferro su Telemia.

Euforici a Tropea, dove sono appena trascorsi due mesi dalla proclamazione di “Borgo dei Borghi”. «Sono sempre più convinto – ha detto il commissario della Camera di Commercio di Vibo Sebastiano Caffo – che questo sia un momento propizio per ridisegnare il futuro di questa terra. Siamo finalmente agli onori della cronaca per ciò che realmente siamo: un territorio ricco di risorse, di comunità operose, di buone pratiche nel settore privato come nella governance della cosa pubblica. Nello specifico, merito e plauso va al Sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, per tutte le iniziative intraprese con capacità e perseveranza  e per i risultati ottenuti, che sono vanto e motivo di orgoglio non solo per la sua comunità, ma anche per tutti noi, motivandoci sempre di più mirare ad obiettivi sì difficili, ma non impossibili. In una situazione in cui siamo proiettati verso una ripresa delle attività produttive e della vita sociale dopo il periodo di chiusure alternate imposto dalla pandemia – dice ancora Caffo – essere accreditati come una realtà dinamica e credibile sotto l’aspetto di un’offerta turistica di qualità, è sicuramente un’accelerata al motore della ripartenza di tutta la provincia vibonese che non può evidentemente più accettare di essere relegata a posizioni marginali nel quadro delle politiche di sviluppo regionale e nazionale, avendo dato ampia dimostrazione, invece, della sua leadership in settori strategici, quale quello turistico nonché quello culturale vista la recente proclamazione di Vibo Valentia-Capitale Italiana del Libro 2021. È dunque ora di rafforzare il lavoro di squadra e fare rotta verso una meta comune: promuovere il valore del territorio; programmare uno sviluppo condiviso, sostenibile e integrato; valorizzare competenze, ottimizzare energie e risorse per attrarre finanziamenti e realizzare interventi concreti e funzionali allo scopo».

Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Trebisacce, Franco Mundo, per l’ottava Bandiera blu conquistata dalla città: «La conquista della Bandiera Blu, per quanto sia diventato un appuntamento che si rinnova da otto anni, resta un evento che non smette mai di emozionarci. Siamo consapevoli dei nostri innumerevoli sforzi e delle tante iniziative messe in campo per rendere Trebisacce una cittadina capace di dare vita ad un turismo a misura d’uomo, che punti sulla valorizzazione e sul rispetto delle ricchezze ambientali che il nostro territorio offre, e fa infinitamente piacere che il nostro lavoro sia riconosciuto da realtà internazionale come la Fee».

«La Bandiera Blu – ha proseguito il primo cittadino – è un simbolo di un turismo di qualità, di servizi efficienti, di attenzione verso l’ambiente, verso il mare, verso il litorale e anche nei confronti di tutti i cittadini. Proprio a loro va il mio ringraziamento perché solo attraverso la collaborazione di tutti, solo attraverso il lavoro dell’intera comunità,  possiamo cercare di migliorare ulteriormente quei criteri qualitativi che ci hanno fatto raggiungere questi importanti traguardi. Il riconoscimento deve essere uno stimolo per noi amministratori ma anche per gli operatori commerciali e turistici che devono sfruttare al massimo il marchio della Bandiera Blu e la sua capacità attrattiva. Trebisacce, ormai, nell’area della Sibaritide è sinonimo di Bandiera Blu».

«Il mio augurio – ha concluso – è che  insieme a Roseto Capo Spulico e Villapiana, questo riconoscimento possa essere conquistato anche dagli altri comuni del comprensorio, in modo che  la nostra costa ionica possa essere la “Costa Bandiera Blu”, con un’ulteriore crescita del turismo, con tutte le  fisiologiche ed ulteriori ricadute economiche ed occupazionale. Un ringraziamento, infine, lo voglio rivolgere a tutti coloro che hanno permesso il raggiungimento di questo risultato con il proprio lavoro e in particolar modo alla società  Ecoross, alla ditta Stigliano e all’Arch. Egino Orlando, responsabile dell’Area Ambientale per il suo fondamentale contributo. Trebisacce continua la propria crescita, ponendosi al centro di una rivoluzione culturale e turistica che può e deve interessare tutta la Sibaritide». (ed)

Le 15 Bandiere Blu in Calabria

In Calabria sono 15 le località ad aver conquistato il prestigioso riconoscimento della Fee assegnato complessivamente a 201 località rivierasche e 81 porti turistici.

In Provincia di Cosenza, premiate Tortora, Praia a Mare, San Nicola Arcella, Santa Maria del Cedro, Diamante, Roseto Capo Spulico, Trebisacce e Villapiana.

In Provincia di Crotone, Cirò Marina e Melissa.

In Provincia di Catanzaro, Sellia Marina e Soverato.

In Provincia di Vibo Valentia, Tropea.

In Provincia di Reggio Calabria, Roccella Jonica e Siderno.

L’OPINIONE/ Norma Aleni Caroleo: La Calabria ha molte necessità, forse troppe

di NORMA ALENI CAROLEO* – La Calabria ha molte necessità, forse troppe. Ha necessità di tutto, ma soprattutto di verità, quelle che la stessa classe politica tende a modificare, a celare per interessi propri, per la continua ricerca di consensi tramutabili in voti.

Leggo spesso, tra le pagine dei quotidiani, dichiarazioni di consiglieri regionali o aspiranti tali dei vari partiti, riportanti notizie distorte dalla realtà. La cosa che mi fa più rabbia è la consapevolezza della loro disinformazione e del fatto che illudano i nostri corregionali, già tartassati dalle migliaia problematiche esistenti sul territorio.

Ogni venerdì conduco su Radio Ciak, nel Salotto di Norma, due ore dalle 11 alle 13, una trasmissione di informazioni sulle eccellenze della nostra terra, ma anche e, soprattutto, sulle reali divergenze tra nord e sud, mai colmate dai nostri politici del meridione, sempre attenti più al proprio bene che a quello comune. E nel mantenere gli stipendi da sogno, non si sforzano neanche di tenersi informati. Altrimenti avrebbero capito che noi in Calabria non avremo l’alta velocità che presuppone una linea ferroviaria nuova, capace di sostenere il peso di una massa che vada a 300 km all’ora. E, visto che l’attuale strada ferrata (costruita nel 1800) verrà solo potenziata, ma non ricostruita ex novo, noi non potremo avere l’alta velocità. Forse questa falsa propaganda serve a farci pagare maggiormente il biglietto come se avessimo nei nostri territori la freccia rossa, quando -invece- resta di colore argento? Possiamo considerare “alta velocità” solo il risparmio di un’ora di tempo sul vecchio percorso? E quanto costerà questo sforzo forse inutile? Perché non rifare un nuovo tracciato più sicuro e veloce come quello delle strade ferrate del nord?

Nessuno deve e può pensare che Mario Draghi ed il suo governo, all’improvviso, possano colmare questo divario, ma pretendere che politici informati e preparati, votati e scelti nel nostro territorio, si battano per il bene della Calabria e del Sud, è essenziale pretenderlo.

Come è vitale che tutti partecipino a far nascere uno Stato, degno di guidare, attraverso i suoi rappresentanti onesti, le nuove generazioni a trovare stimoli, a creare ricchezza, ma anche a vivere con equità ed eticità in un mondo snello e veloce, non come questo: elefantiaco, burocratico fino all’eccesso ed ingiusto verso i più deboli e verso gli onesti. Un mondo dove la meritocrazia sia normalità in una società che voglia crescere in Europa e nel mondo.

È utopia? Forse. Ma anche i sogni in una terra con tante competenze ed intelligenze possono realizzarsi, come è già successo nel passato.

Tutto dipenderà dai Calabresi e dalle loro scelte nelle urne: un voto per chi ama la Calabria e faccia politica non per avere uno stipendio, ma per servizio verso la propria terra. (nac)

*Esponente regionale di Cambiamo IdeA

L’OPINIONE/ Sergio Dragone: E se anche Santoro (dopo Augias) avesse ragione?

di SERGIO DRAGONE – Antipatici, saccenti, con la puzza sotto il naso. Intellettuali da salotto, narcisi e insopportabili. Con i portafogli gonfi dei loro compensi stratosferici. Ma sulla Calabria hanno le idee chiare, chiarissime, lucide e dissacranti. Ne sanno più dei calabresi e le loro analisi, per quanto difficili da digerire, ci fanno riflettere sulla condizione della regione più periferica d’Europa, la più imperscrutabile e chiusa. 

Dopo il durissimo monito di Corrado Augias (“la Calabria è perduta”), stavolta è toccato a Michele Santoro – nel salotto buono di Lilli Gruber – parlare di Calabria e calabresi, con un taglio assolutamente inaspettato e controcorrente. 

Prendendone le difese, inchiodando i Governi centrali alle loro pesanti responsabilità, superando lo stereotipo di terra di ‘ndrangheta che spesso viene utilizzato come scusante per giustificare ritardi ed omissioni. 

Nel giorno in cui in Belgio, nell’Università di Leuven, compare una pubblicità giocata sulla parola ‘ndrangheta (che sicuramente non è un dessert), Santoro lancia la provocazione: la ‘ndrangheta gestirebbe meglio gli ospedali di come non faccia lo Stato oggi. Roba da fare rizzare i capelli. Ovviamente, Santoro, la cui antipatia è direttamente proporzionale alla sua mente acuta, non ha voluto fare l’elogio della ‘ndrangheta imprenditoriale. Ha invece voluto inchiodare lo Stato alle sue pesanti responsabilità sulla condizione della Calabria. Se le fatture vengono pagate due volte, dice Santoro, la colpa è dello Stato, non della ‘ndrangheta. Uno Stato distante, colonizzatore, che manda in Calabria generali della riserva e prefetti che non sanno fare i conti, che vanno a combattere un nemico idealizzato, mentre si tratterebbe di fare funzionare meglio le istituzioni. Poi l’affondo: il ministro Speranza vada in Calabria e assieme ai calabresi sistemi la sanità, non vada via prima di avere sistemato tutto.

Santoro ha indicato la Calabria come simbolo delle contraddizioni e delle difficoltà di tutto il Paese. Si può essere d’accordo o in disaccordo con le sue frasi-shock, ma sicuramente c’è spazio per la riflessione. I calabresi non sempre sono i protagonisti negativi della condizione marginale e critica della propria terra. Le gravi responsabilità dei Governi, di tutti i Governi, sono pesanti. Nella gestione della sanità pubblica sono addirittura devastanti se è vero che più di un decennio di commissariamenti hanno prodotto solo fallimenti, inefficienze e debiti.

Ma c’è una riflessione più profonda che le ingombranti e fastidiose frasi di Santoro, Augias e compagnia bella suscitano: la Calabria è arrivata al suo punto di svolta, ha una necessità vitale di cambiare pelle, una sorta di rivoluzione di velluto che modifichi politiche e comportamenti sociali. Se non vuole uscire dal contesto democratico e civile dell’Italia e dell’Europa. (sd)