CATANZARO – Il 18 gennaio al Pugliese-Ciaccio un intervento di chirurgia malformativa

Il 18 gennaio, all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, il dottor Antonino Tramontano, esperto di chirurgia malformativa, insieme alla equipe guidata dal dottor Domenico Salerno, eseguirà un intervento su una particolare malformazione ano-rettale.

Successivamente si svolgerà un focus meeting sul caso clinico trattato che sarà affrontato dai due Chirurghi e presieduto dal dottor Giuseppe Raiola, presidente Acsa&Ste Ets e presidente Unicef Calabria: ancora una volta, si conferma la volontà di tutti gli attori coinvolti di porsi al servizio dei più fragili.

L’evento rientra nell’ambito del progetto Chirurgia Pediatrica Solidale che, nato nel 2019 da una idea del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, Gruppo Catanzaro, in collaborazione con Acsa&Ste Ets e Lions Catanzaro Host, si pone  come finalità quella di portare in Calabria esponenti della Chirurgia Pediatrica altamente specialistica.

Il fine è quello di consentire a piccoli pazienti che necessitano di interventi di alta specialità chirurgica di affrontare gli stessi nel proprio territorio, rimanendo nel contesto della propria realtà e vicino la famiglia. Un progetto di tale portata, insomma, risulta essere di notevole importanza nel contrastare il fenomeno della migrazione sanitaria. (rcz)

CATANZARO – Aba Catanzaro, Carabinieri e Comune assieme per la tutela ambientale

L’Accademia di Belle Arti di Catanzaro ha partecipato al progetto Adotta un Albero per il futuro, pensato per dare vita ad un bosco diffuso in tutta Italia.

Dopo l’incontro divulgativo con gli studenti Aba sulla tutela del patrimonio ambientale e naturalistico, tenutosi nelle scorse settimane a cura del reparto dei Carabinieri, nella giornata di mercoledì l’Accademia ha accolto alcuni arbusti donati dai Carabinieri che sono stati piantati nel giardino della sede di viale Tommaso Campanella. Si tratta di due piante di ginestra, un albero di ciliegio e una sughera, specie arboree scelte dall’Accademia e dai suoi studenti per l’attinenza con il territorio e il valore artistico e culturale che queste piante hanno in relazione alle tradizioni locali. 

La consegna delle piante si è tenuta nella sede centrale dell’Accademia, in pieno centro storico di Catanzaro, alla presenza del comandante del Raggruppamento Biodiversità dei Carabinieri Catanzaro, col. Nicola Cucci, del botanico Carmine Lupia, del presidente della Commissione Cultura del Comune di Catanzaro, Nunzio Belcaro, accolti dal direttore dell’Aba Catanzaro, Virgilio Piccari, e da tanti tra studenti e docenti dell’istituto.

«Siamo in una stagione in cui è giusto e necessario – ha evidenziato il direttore Piccari – che tutti gli Enti di Stato, soprattutto quelli della formazione, comincino a dare un senso compiuto a cosa significa il rispetto verso l’ambiente. Sono piccoli segnali a cui, però, vediamo che gli allievi rispondono con prontezza e con sincero entusiasmo: in questo caso, ad esempio, sono stati gli studenti stessi a contribuire nella scelta degli alberi da piantare secondo un ragionamento e una filosofia ben specifici».

«Per l’Accademia è importante dare forma e sostanza a iniziative come questa che possono contribuire alla formazione di un modo di vivere sostenibile. Mi auguro che questa operazione si possa allargare e coinvolgere anche i privati», ha spiegato Piccari che poi ha ricevuto dal comandante Cucci anche una talea dell’albero di Giovanni Falcone, il ficus simbolo di legalità derivato dall’albero che si trova sotto all’abitazione del giudice ucciso dalla mafia e che l’Arma dei Carabinieri sta diffondendo sul territorio nazionale. La pianta sarà messa a dimora nei prossimi mesi, quando il clima sarà più mite, nel giardino della sede centrale dell’Accademia, in via Tripoli.

L’iniziativa sarà integrata da un contributo artistico ad opera di alcuni studenti dell’Accademia. I giovani artisti inseriti nella sezione “Utopie” del progetto dell’Aba “Ceilings”, curato dalla docente Simona Caramia, realizzeranno alcune opere sonore che saranno installate sugli alberi. Una sinergia sottolineata anche da Belcaro: «L’Accademia di Belle Arti, guidata magistralmente dal direttore Virgilio Piccari, dimostra per l’ennesima volta la forza che riesce a mettere in campo nel generare pensiero, agitare discussione, prendersi un ruolo da protagonista nel fermento culturale cittadino. Il progetto Ceilings curato dalla professoressa Simona Caramia, mette Catanzaro in rete col dibattito artistico nazionale. La natura, il vento, i suoni, l’utopia, saranno gli strumenti messi in campo per vivere insieme all’amministrazione comunale quest’importante percorso».

In prospettiva, l’intenzione dell’Accademia e dell’amministrazione comunale è quella di dar vita ad un percorso che, con la medesima filosofia di integrazione storico-artistica con la città, possa caratterizzare alcune aree della urbane. (rcz)

 

CATANZARO – Si presenta la 16esima edizione de Le Querce Jazz & Blues Fusion

Venerdì 13 gennaio, a Catanzaro, alle 10.30, ad Area Loft, è in programma la presentazione della 16esima edizione de Le Querce Jazz & Blues Fusion.

A raccontare il prezioso programma sarà l’ideatore della rassegna, Giampiero Ferro, che introdurrà anche colui che da quest’anno guiderà la direzione artistica della manifestazione divenuta punto di riferimento per tutti gli appassionati della Calabria. (rcz)

CATANZARO – Con oltre 5 mila presenze si chiude RaccontArti

È con oltre 5 mila presenze che si è chiuso, a Catanzaro, RaccontArti, il Festival periodico delle arti e dei mestieri lanciato da Confartigianato, Ancos di Confartigianato, con la collaborazione del gruppo “Arte&ArtigianatoCatanzaro”, e con il patrocinio del Comune di Catanzaro, che dal 10 dicembre 2022 allo scorso 7 gennaio ha animato l’ex Stac di piazza Matteotti.

Un lungo “racconto” della bellezza di arti e mestieri, un importante momento di conoscenza e aggregazione vissuto con grande coinvolgimento da tutta la cittadinanza. Centrato, quindi, l’intento della manifestazione – nata da una idea della direttrice artistica, maestra ceramista Giuliana Furrer – vale a dire riscoprire il “valore artigiano”, le arti manuali attraverso una serie di attività, eventi, workshop e incontri finalizzati a valorizzare e dare visibilità alle piccole e medie imprese artigiane che sono una realtà viva e produttiva del tessuto economico catanzarese.

Tra i momenti più partecipati, sicuramente il concerto dei Sabatum Quartet, il giorno dell’Epifania al Complesso Monumentale San Giovanni (ospite d’onore il Pinocchio del maestro artigiano, Franco Scarpino).

“La vera rivoluzione etno – folk sta nel non rinnegare le proprie tradizioni, innovando e ricercando”, sottolinea il gruppo che torna ad esibirsi con piacere nel capoluogo calabrese, portando il ritmo e la freschezza dell’esperienza della musica etnica – popolare, vissuta senza alcun dogma.

Un gruppo calabrese sui generis, quindi, che sperimenta e riadatta sound della nostra tradizione: la interpreta, la arrangia e la espone al pubblico, “traviandola” ma nello stesso tempo lasciando le caratteristiche originali del pezzo. A far ballare il pubblico di “RaccontArti”: Trieste Marrelli (Voce – Chitarre);  Roberto Bozzo (Voce – Tamburelli – Chitarre – Bouzooki); Rosa Mazzei (Flauto traverso); Antonio Ungaro (Chitarre – Voce – Mandolino); Cislengo Ungaro (Chitarra Battente – Voce); Michele Petrone (Basso – Voce); Arcangelo Pagliaro (Batteria – Cajon – Percussioni).

Il concerto è stato intervallato dalle premiazioni: prima di tutto ai bambini che hanno partecipato al corso di pittura organizzato da Ancos con la maestra Carmen Abatino e la collaborazione di Egidio Verduci del Centro Cornici Verduci.

Ed è stato proprio il presidente Francesco Filice a consegnare il riconoscimento a Luigi Capellupo, Sergio Mangiafave, Marcello Furriolo, Lorenzo Furriolo, Sara Mangiafave, Sara Barbalace e Giuseppe Antonio Petitto.

Riconoscimenti consegnati anche ai maestri artigiani che hanno esposto e collaborato con l’organizzazione del festival, in particolare: all’architetto Emilio Leo per omaggiare il Lanificio Leo che quest’anno compie i 150 anni di attività, alla mosaicista Simona Canino perché porta avanti un’antica arte e in rappresentanza di tutto il gruppo degli artigiani che ha partecipato e contribuito alla realizzazione del Festival.

L’ultima settimana di attività è stata caratterizzata dalla scoperta della “Catanzaro dei misteri”, con la visita delle gallerie sotterranee del San Giovanni insieme a Giuseppe Rachetta, Francesco Cuteri e Linda Verre la proiezione del documentario dedicato alla Catanzaro sotterranea.

Ricca e stimolante la partecipazione nella giornata del 4 gennaio: gli artigiani hanno potuto raccontare la propria arte con dimostrazioni dal vivo ai membri dell’Associazione “Italia Nostra”. Meravigliosa la presenza della piccola Sara che, a soli 7 anni, ha fatto a tutti domande di grande interesse: l’attenzione e la curiosità dei più piccoli restano la soddisfazione più grande e linfa per andare avanti nel progetto di divulgazione e conoscenza di chi ha creduto in “RaccontArti”. Stefania Frustaci, storica del costume e costumista, ha accompagnato i presenti in un viaggio nella storia attraverso la bellezza dei tessuti e svelato qualche segreto sull’arte di creare costumi per il teatro e il cinema. A sorpresa il gradito intervento del regista Eugenio Attanasio.

Molto partecipato l’incontro con le favole atteso dai bambini con lo scrittore Pietro Comito che ha letto la sua fiaba: “Quella bimba dai capelli rossi”, mentre il pomeriggio è stato caratterizzato dalla magica immersione nel mondo della “Fabbrica di cioccolato”: i bambini hanno potuto realizzare insieme alla maître chocolatier Giuliana Paonessa, fantastiche praline di cioccolato, proprio come in una vera cioccolateria artigianale, dopo la lettura della fiaba a cura di Paola Tigani Sava (libreria Punto e a capo).

Nell’ultima settimana del Festival, in esposizione anche i libri di “La Rondine Edizioni” casa editrice catanzarese, che cura interessanti pubblicazioni soprattutto di autori catanzaresi e calabresi (quest’anno è stata presente anche al Salone del Libro di Torino).

Sabato è stato caratterizzato dal workshop dedicato al mosaico, con la bravissima Simona Canino che ha raccontato l’evoluzione di questa antica arte, regalando una interessante dimostrazione dal vivo. Dopo il tour nei luoghi del contemporaneo, partito la mattina alle 10 e concluso alle 12.30 con un gustoso aperitivo. La chiusura è stata caratterizzata da un interessante confronto che ha consentito la scoperta del progetto di “Aliva”, l’azienda calabrese che realizza complementi d’arredo con legno di potatura di ulivi secolari italiani, per la difesa degli alberi.

Il progetto è nato da un’idea dei fondatori Gabriel GabrieleAntonio Centorrino, Marco MacrìVincenzo Fratea.

«Siamo soddisfatti della riuscita della prima edizione del Festival RaccontArti sia per il numero importante di presenze, ma soprattutto per essere riusciti a promuovere e portare l’arte e la Sapienza dei nostri maestri artigiani tra la gente – ha dichiarato il segretario regionale di Confartigianato Imprese Calabria, Silvano Barbalace –. È stato un mese intenso e ricco di tanti appuntamenti, costruito in pochissimo tempo, in cui si sono raccontate le diverse espressioni dell’artigianato».

«Il nostro obiettivo – ha concluso – era creare un momento di promozione, condivisione e contaminazione dell’artigianato con la città e credo sia stato raggiunto. Catanzaro ha risposto bene. Un appuntamento che mancava da tempo e che speriamo possa replicarsi negli anni a seguire. Ringrazio le istituzioni comunali per la collaborazione».

“Grazie ai tanti che hanno partecipato ai nostri incontri, ai workshop, ai laboratori, ai tour o semplicemente hanno fatto visita ai nostri spazi dimostrando attenzione ed entusiasmo – ha aggiunto Giuliana Furrer –. RaccontArti è stato non solo un festival, ma anche un vero e proprio laboratorio di idee, fucina di incontri e sinergie per tutta la regione, che non chiuderà i battenti. Abbiamo intenzione di mantenere vivi i nostri social: i racconti andranno avanti anche in “area virtuale” e ci saranno sicuramente prossime novità». (rcz)

CATANZARO – Giovedì si consegnano i proventi da Artisti in Corsia

Giovedì 12 gennaio, a Catanzaro, nella Sala Concerti di Palazzo De Nobili, alle 16, saranno consegnati i proventi della quinta edizione di Artisti in Corsia, che saranno destinati al progetto We will make your dream come true, grazie a cui vengono ricevute le segnalazioni dai reparti di pediatria e oncoematologia pediatrica del “Pugliese-Ciaccio” per la realizzazione dei sogni dei piccoli degenti.

L’evento è andato in scena al Teatro Politeama lo scorso 21 dicembre, e ha visto tra gli organizzatori della V edizione di “Artisti in Corsia” assieme a Lions Club Catanzaro Host e Lions Club International Distretto 108 YA, l’Unicef Calabria e con il Patrocinio di Unicef, registrando il sostegno anche di numerosi sponsor.

Catanzaro ha risposto con grande generosità ed entusiasmo all’appello alla solidarietà giunto anche quest’anno dall’Associazione Acsa&Ste Ets, presieduta da Giuseppe Raiola, Direttore dell’Unità operativa complessa di Pediatria del presidio ospedaliero “Pugliese-Ciaccio” nonché presidente dell’Unicef Calabria, per la V edizione di “Artisti in corsia”. (rcz)

 

LA STORIA / Giovanni Iemma, il giovane diplomato al Ferraris di Catanzaro diventato tecnico operativo all’Enel

È una storia di successo quella di Giovanni Iemma, giovane diplomato all’Ipsia Ferraris di Catanzaro che, neanche ad un anno dalla fine del suo percorso di studi, ha firmato un contratto di lavoro come tecnico operativo presso l’Enel.

Un contratto di assunzione per un giovane ventenne che ha scelto come percorso di studi un professionale, il Ferraris, all’indirizzo manutenzione e assistenza tecnica. Un successo per Giovanni ma anche per l’intero Istituto, la dirigente ed il corpo docente che ha contributo alla formazione del ragazzo, ma anche e soprattutto a dare forma al sogno di Giovanni, che non può che essere il sogno di ogni ragazzo, ovvero trovare un lavoro stabile e nel settore per cui ci si è formati.

«I tempi in cui viviamo – si legge in una nota dell’Istituto – hanno la connotazione di essere difficili ed estremamente complicati soprattutto per ciò che riguarda il mondo del lavoro e l’economia, basti pensare  alla pandemia che, seppure definita conclusa continua a lasciare tanti punti in sospeso ma soprattutto si trascina dietro una grave crisi economica e sociale. A ciò bisogna associare il conflitto in essere tra l’Ucraina e la Russia. Una situazione sorta quasi a voler prorogare le difficoltà già sedimentante dalla pandemia».

«A risentire fortemente di tutto ciò sono stati i giovani – continua la nota – che hanno subito ricadute dal punto di vista delle relazioni sociali ma anche e soprattutto in ambito scolastico e nell’inserimento lavorativo. Sono stati anni difficili in cui si è probabilmente resa necessaria la prospettiva di un lavoro professionalizzante, di una formazione che conducesse i giovani ad intraprendere quei lavori manuali, forse troppo sottovalutati, ma indispensabili e vitali e che consentono una continuità professionale in quanto necessari».

«È in questa direzione che la Preside Zaccone Elisabetta guida i suoi Istituti Professionali e Tecnici ormai da anni, l’IIS Petrucci- Ferraris-Maresca forma geometri, futuri allievi ufficiali e capitani, ma anche odontoiatri, meccanici ed elettricisti, forma alla scuola del lavoro, quel lavoro che se ben prestato diventa un’arte spesso introvabile nei curriculum di tanti giovani – si legge ancora –. Ecco perché secondo la prof.ssa Zaccone è indispensabile essere testimoni di storie vere e di vita futura per infondere fiducia che tutto è possibile con l’impegno, la costanza e lo studio».

«Non ci resta dunque che augurare buon cammino a Giovanni e stimolare i tanti ragazzi che intraprendono un percorso di studi a seguire questo giovane come modello di studio e di vita», conclude la nota. (rcz)

Il sindaco Fiorita: Inaugurazione dell’anno giudiziario a Catanzaro è un’ottima notizia

Il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, ha evidenziato come l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Catanzaro è un’ottima notizia.

Per il primo cittadino, infatti, «Catanzaro ha bisogno, oggi più che mai, di atti simbolici che ne riaffermino il ruolo direzionale. Ecco perché il ritorno nella sua sede naturale – il Palazzo “Salvatore Blasco” dove ha sede la Corte d’appello – della solenne cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, è da segnalare come un’ottima notizia. Come si ricorderà, per due anni consecutivi, a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, la cerimonia si era svolta nell’aula bunker di Lamezia Terme».

«A gennaio scorso, per la verità – ha ricordato – mi ero permesso di chiedere, da semplice cittadino ed operatore politico, che la cerimonia si svolgesse nuovamente a Catanzaro, attirandomi alcune critiche che francamente non ho compreso, oltre che la solita accusa di campanilismo. In realtà, io avevo solo rimarcato il forte valore simbolico di una cerimonia che esalta la vocazione di Catanzaro quale città principe dell’amministrazione della giustizia in Calabria. A parte la difesa della storia giuridica del Capoluogo, pure essenziale, a me premeva indicare nel Distretto Giudiziario uno dei pilastri della mia visione di sviluppo del Capoluogo».

«Oggi questo disegno – non per merito mio, per carità – ha preso forma con l’inaugurazione della sede della procura nell’ex ospedale militare e con il prossimo insediamento della Procura Europea a palazzo Alemanni e della Corte dei Conti in via Crispi – ha continuato –. Noi faremo la nostra parte, come Amministrazione, per favorire l’ulteriore crescita del Distretto e per dotare l’area ricompresa tra piazza Matteotti, via Argento e via Crispi di servizi adeguati, soprattutto per quanto riguarda l’accessibilità e la sosta».

«L’amministrazione della giustizia – ha detto ancora – muove quotidianamente un numero importante di persone (tra magistrati, funzionari, avvocati, imputati, cittadini, forze dell’ordine) che costituisce una grande ricchezza anche per l’economia cittadina. Ecco perché, ferma restando la funzione molto importante dell’aula bunker di Lamezia Terme, era importante che l’Anno giudiziario tornasse ad essere inaugurato a Catanzaro».

«Sento di ringraziare la presidente vicario della Corte d’appello, Gabriela Reillo, per avere colto questa esigenza – ha concluso – e il presidente dell’Ordine degli avvocati, Antonello Talerico per avere sollecitato questa scelta così importante sotto l’aspetto simbolico per una città che sta lottando per difendere le sue prerogative e affermare il suo ruolo in Calabria». (rcz)

SINDROME DI CALIMERO PER CATANZARO?
È LA CULTURA IL FUTURO DEL CAPOLUOGO

di MIMMO NUNNARI – C’è voluto lo spirito e l’intelligenza di Enzo Colacino, il regista e attore comico catanzarese lodatissimo interprete del Giangurgolo (“la maschera che dona il sorriso”) nei teatri di tutt’Italia, per sussurrare che Catanzaro ha bisogno “di essere amata, accarezzata, con la dolcezza negli occhi e l’amore nello sguardo”.

È questo il messaggio partito dalla Terrazza del San Giovanni durante le festività natalizie per la città capoluogo di regione caduta ultimamente in una specie di “sindrome di Calimero”, che consiste – come si sa – nella strana e assurda sensazione di essere incompresi da tutti, o di essere sfortunati in tutto. A un livello più profondo dietro a questo lamento-vittimismo che in verità prevale più in parte della classe dirigente e intellettuale catanzarese, anziché della popolazione, magari invece  delusa per altri motivi, si nascondono le insicurezze e la mancanza di fiducia di chi il futuro della antica città dei tre colli sarebbe chiamato a immaginarlo e disegnarlo, trovando con visioni ampie e nuove un modo diverso di guardare la realtà, che non può essere recintata – schiacciata – dentro le mura della città.

Personalmente, avendo radici a Reggio e avendo conosciuto bene per ragioni professionali le città di Catanzaro e Cosenza, ho sempre avuto l’impressione per esperienza diretta che la dimensione umana-caratteriale catanzarese sia una sua preziosa caratteristica.  La città la cui immagine è quella “magistralmente colta della cultura romantica” (cit. Rubino e Teti del volume Catanzaro) possiede un suo colore particolare: un’anima pulsante, generosa e accogliente. 

A Catanzaro, a cominciare dal giugno 1973, è avvenuta la mia maturazione professionale e umana. In quegli anni, ho incontrato una città che dal punto di vista paesaggistico può deludere o risultare gradita, secondo da come la si guardi o secondo le sensibilità di ciascuno ma che una volta superato il giudizio sulle valenze paesaggistiche è una città che va accettata e amata perché aperta, civile, ricca di umanità. Lavorando per alcuni anni nella redazione di Gazzetta del Sud, insieme al compianto collega Saro Ocera, impareggiabile cronista, ho vissuto nella Catanzaro che a quell’epoca contava e aveva contezza delle sue potenzialità. 

In politica c’erano leader ascoltati e stimati, anche a livello nazionale: Ernesto Pucci, Elio Tiriolo, Franco Bova (Dc), Mario Casalinuovo (Psi), giurista di fama, in quel momento presidente del Consiglio regionale, Aldo Ferrara, eletto presidente della Giunta regionale dopo la morte del primo presidente Antonio Guarasci. C’erano rappresentanze sindacali incarnate da appassionati leader: Anton Giulio Galati (Cisl), Quirino Ledda (Cgil) e Pasquale Poerio militante comunista diviso tra politica (è stato senatore) e movimento dei lavoratori e c’erano movimenti culturali e associazioni teatrali che animavano la vita sociale della città, seguiti a distanza da Mario Foglietti che lavorava a Roma nel cinema e in Rai. 

Il presidente del Tribunale Salvatore Blasco, figura di riferimento nel sociale e nella cultura, lavorava alla nascita del Consorzio Universitario che avrebbe dato vita alla Libera Facoltà di Giurisprudenza e a tutto il resto che poi è venuto. Quella Catanzaro “da vivere” mi è rimasta nel cuore e quando capita di incontrare qualcuno dei vecchi amici che magari non vedo da trent’anni, riprendiamo i discorsi di un tempo come se ci fossimo lasciati il giorno prima. Di quella Catanzaro, se dovessi fare un appunto, ricorderei soltanto l’abbattimento di Palazzo Serravalle: un’operazione urbanistica sbagliata, che cancellò dalla storia architettonica della città un patrimonio artistico di un certo rilievo. Ci opponemmo, come giornale, a quello scempio, facendo anche leva sulle numerose e autorevoli opposizioni, ma fu inutile. Oggi i problemi di Catanzaro sono altri e sono nascosti come la polvere sotto il tappeto.

Sarebbe “imbarazzante difendere” ha scritto l’amico dei vecchi tempi Marcello Furriolo nella sua garbatissima replica al mio intervento dal titolo “perché sì alla seconda facoltà di Medicina in Calabria” a cui lui ha opposto il suo argomentato “perché no”. Marcello, che è stato politico di primo piano e per tre volte sindaco di Catanzaro e che è uomo coltissimo, ha scritto: “La città di Catanzaro in questi ultimi trent’anni è precipitata nel limbo del declino politico e sociale, toccando l’ultima posizione fra le città capoluogo di regione”.

Sarebbero dunque altre le priorità della città capoluogo, che sembra si stia invece cucendo addosso l’immagine di città lagnosa, quasi rancorosa, come può essere apparsa con le veementi prese di posizione in relazione alla nascita della facoltà di Medicina all’Unical di Cosenza. Non è questa la Catanzaro che abbiamo conosciuto e che oggi soffre di mancanza di leadership. Appare città fuori dal tempo quando reclama il trasferimento della sede del Consiglio regionale da Reggio, tentativo pericoloso di riaprire la pagina dolorosa di una storia triste, che ha lasciato ferite aperte, ancora non del tutto rimarginate. Una pietra, sopra quella vicenda, che ancora pesa e molto sulle spalle della Calabria tutta, era stata messa nel lontano luglio 1997, con la visita dell’allora sindaco di Reggio Italo Falcomatà a Sergio Abramo, sindaco di Catanzaro.

A palazzo de Nobili i due sindaci sancirono emblematicamente la fine dell’assurda contrapposizione tra due città che avevano bisogno di fare rete più che essere rivali, che erano, entrambe, vittime di uno Stato storicamente incapace di governare in Calabria. Serve, a Catanzaro – torniamo alla questione della facoltà di medicina – opporsi, con argomentazioni un po’ grossolane, a un progetto che arricchisce il territorio regionale tra l’altro in un settore [la sanità] che sarà vitale per il domani di tutti? Serve, riaccendere periodicamente il fuoco della polemica sulla sede del Consiglio regionale? Sede, stabilita in uno Statuto approvato durante la presidenza di uno dei figli più autorevoli di Catanzaro come Mario Casalinuovo?  L’impressione che si ricava è che chi guida le “lamentele”, termine sinonimo delle “lagnusie” sciasciane, lotta non per il progresso di Catanzaro, ma perché la città non retroceda, non perda qualcosa che ha, mentre dovrebbe impegnarsi perché assuma definitivamente il ruolo guida che le compete per rilanciare e riscattare tutta la Calabria.

È sintomatico che l’invito a rimboccarsi le maniche e guardare al futuro di Catanzaro venga dalla cultura, più che dalla politica. La rassegna “A farla amare comincia tu” diretta artisticamente da Antonio Pascuzzo che ha avuto il suo clou col concerto di Vinicio Capossella nel solenne scenario della Basilica dell’Immacolata è il titolo di un “manifesto” per il domani, una filosofia esattamente contraria al campanilismo “intellettuale” senza senso che significa attaccamento esagerato e inutile al campanile della propria città. Purtroppo, questa malattia – il campanilismo – attraversa tutta la Calabria, regione che si distingue per la sua antica frammentazione territoriale. Non è amore per la propria città il veto alla facoltà di medicina ma è piuttosto ostilità preconcetta verso altre città o paesi, verso tutto ciò che  appare diverso. Non è un atteggiamento maturo il campanilismo, non è attaccamento alle tradizioni e alle storie diverse che, se messe insieme, rappresentano una ricchezza, non una debolezza.

L’attaccamento devoto per il proprio campanile e per tutto ciò che è a esso collegato, nel mondo ormai globale, viene interpretato come un esasperato provincialismo, un attaccamento al proprio pezzo di terra, con caratteristiche rionali Di tutto ha bisogno la Calabria, meno che riaccendere la fiammella del municipalismo e del campanile. Questa regione ha davanti a sé un’occasione storica: il fondo europeo per la ricostruzione, che rappresenta l’occasione per riagganciare la Calabria al resto del paese:  necessità imprescindibile sul piano geopolitico per ridisegnare il futuro. 

Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio e Vibo tutte insieme agli altri 399 comuni debbono scegliere tra guerre assurde e pace capace di trasformare la Calabria da terra ultima a terra protagonista dell’Italia proiettata nel Mediterraneo. (mnu)

CATANZARO – Mercoledì al Politeama “Mine vaganti”

È con lo spettacolo “Mine vaganti”  con la regia di  Ferzan Ozpetekche si apre la nuova stagione del Teatro Politeama di Catanzaro.

Dal cinema al palco, lo spettacolo, inserito nella rassegna Musica & Cinema, è realizzato da Nuovo Teatro, diretta da Marco Balsamo, in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana e vedrà salire sul palco una squadra di attori di assoluto livello capitanata da Francesco Pannofino, Iaia Forte, Erik Tonelli, Carmine Recano e Simona Marchini.

Una commedia vorticosa ed ironica, che tra dialoghi incalzanti e interazioni con il pubblico in sala, riesce a raccontare la nostra resistenza al cambiamento e a mettere a nudo quelle convenzioni che troppo spesso ci condizionano. Una prospettiva che si realizza con un cast corale e una progressione drammaturgica che ha il sapore di una favola dolce-amara, che fa riflettere con leggerezza e affronta il tabù della vergogna sociale della famiglia del Sud in cui tutto è plasticamente immobile. L’impianto scelto da Ozpetek lascia intatto lo spirito della pellicola premiata con 2 David di Donatello, 5 Nastri d’Argento e 4 Globi d’Oro. 

«Ho dovuto lavorare per sottrazioni, lasciando quell’essenziale intrigante, attraente, umoristico – racconta il regista –. Ho tralasciato circostanze che mi piacevano tanto, ma quello che il cinema mostra, il teatro nasconde, e così ho sacrificato scene e ne ho inventate altre, anche per dare nuova linfa all’allestimento». 

«L’ambientazione pure cambia – ha continuato –. Ora una vicenda del genere non potrebbe reggere nel Salento, perciò l’ho ambientata in una cittadina tipo Gragnano o lì vicino. In un posto dove un coming out ancora susciterebbe scandalo». «Rimane la famiglia Cantone – ha detto ancora – proprietaria di un grosso pastificio, con le sue radicate tradizioni culturali alto borghesi e un padre desideroso di lasciare in eredità la direzione dell’azienda ai due figli. Tutto precipita quando uno dei due si dichiara omosessuale, battendo sul tempo il minore tornato da Roma proprio per aprirsi ai suoi cari e vivere nella verità». 

«Le emozioni dei primi piani hanno ceduto il posto a punteggiatura e parole, il teatro può permettersi il lusso dei silenzi, ma devono essere esilaranti, altrimenti vanno riempiti con molte frasi e una modulazione forte, travolgente. A questo proposito – ha concluso Ozpetek – ho tratto spunto da personali esperienze, la piazza/pubblico è il cuore pulsante che scandisce i battiti della pièce». (rcz)

CATANZARO – Successo per la Befana del Poliziotto

Ha riscosso grande successo, a Catanzaro, la Befana del Poliziotto del Sindacato Fsp Polizia di Stato.

La manifestazione, arricchita dalla presenza del cantante Marco Carta, è iniziata nel segno del ricordo, con i familiari di colleghi che resteranno indimenticabili, Fabio Plastino e Emanuele Cazzato, i due poliziotti della Questura di Catanzaro venuti a mancare in maniera prematura nel 2022.

Una serata contrassegnata da musica, danza e risate grazie agli artisti che si sono susseguiti sul parquet del Pala Pulerà di Giovino, nel quartiere Lido di Catanzaro, e anche tanti momenti di riflessione importante, come l’intervento della dottoressa Marisa Manzini, vice  Procuratore generale di Catanzaro.
«È stata una serata davvero speciale – ha commentato Rocco Morelli, Segretario Provinciale catanzarese del Sindacato Fsp Polizia di Stato -, e poter vedere quanto grandi e piccini si siano divertiti è stata la più grande soddisfazione che potessimo avere, perché avere la prova che il nostro lavoro ha effetti positivi, in tutte le circostanze, è il solo motivo per cui lo facciamo».
«A loro come a tanti altri, ad iniziare dal nostro Segretario Nazionale Giuseppe Brugnano, padrone di casa della serata, condotta come sempre dai “nostri” Rino & Giulio, ha voluto rivolgere un ringraziamento perché – ha detto Rocco Morelli – le cose funzionano quando la squadra funziona, e con questa edizione della Befana del Poliziotto abbiamo confermato che i buoni ideali trascinano e uniscono. In tanti hanno lavorato senza sosta per realizzare questo evento, dedicato ai Poliziotti e alle loro famiglie, che lo meritano più di tutto, ma anche alla cittadinanza che è sempre il nostro primo pensiero. Un grazie a tutti dunque, dai numerosi e splendidi ospiti, agli sponsor, alla Presidenza del Consiglio Regionale e all’Amministrazione di Catanzaro che ci sono stati vicini».
«Ai tanti amici intervenuti, i vertici della Questura, dall’U.S. Catanzaro, con il Direttore Generale Diego Foresti, insieme al mister Vivarini e il capitano Martinelli, ai cestisti del Basket Academy Catanzaro con il mitico “Capitano” Andrea Cattani, a Giuseppe Raiola purtroppo non presente quest’anno per la prima volta ma è come ci fosse stato, con cui ogni anno dedichiamo la mattinata del 6 gennaio ai piccoli pazienti dell’ospedale Pugliese; al Sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, amica affidabile e sensibile concretamente sulle tematiche della sicurezza e sulle problematiche degli appartenenti delle Forze di Polizia, intervistata dal vice Direttore di Catanzaro Informa Davide Lamanna; al nostro Vice Presidente dell’Fsp, Franco Maccari, solido riferimento per ogni nostra attività, a tanti, tanti altri, che in ogni modo hanno dimostrato quanto vale la forza dell’impegno per il bene comune».
Tante le personalità e i rappresentanti istituzionali presenti, tra questi anche l’assessore alla sicurezza del Comune di Catanzaro, ex Dirigente della Polizia di Stato, Marinella Giordano, tante famiglie, tanti sorrisi e tanto calore che hanno surriscaldato il grande teatro.
«È stata una manifestazione bellissima – ha concluso Morelli –, in cui ciò che ha davvero vinto sono stati il cuore e la solidarietà che, come in ogni edizione, non facciamo mancare». (rcz)