CATANZARO – Successo per il convegno contro la violenza sulle donne del Lions Club

Successo, a Catanzaro, per il convegno sul tema della violenza sulle donne, organizzato dal Lions Club Host di Catanzaro, alla presenza dello scrittore Gioacchino Criaco e del sostituto procuratore della Repubblica, Graziella Viscomi.

Un momento di confronto intenso, articolato, quasi necessario, sull’onda emotiva dell’uccisione di Giulia Cecchettin che pone al centro dell’attualità la violenza contro le donne, non solo che tema da trattare in prossimità della Giornata internazionale ad esso dedicata ma come urgenza sociale, attraverso percorsi di contrasto e prevenzione radicati nel modo di essere e di pensare delle giovani generazioni. Non si può, quindi, che partire dalla “cultura nella legalità”, che in quanto tale, deve essere promossa e diffusa attraverso tutte le agenzie educative, a partire dalla famiglia e dalla scuola.

La cultura, quindi, come presupposto della legalità ma anche come strumento potente per arginare la violenza di genere, perché “rende liberi, indipendenti e quindi consapevoli”.

I lavori sono stati introdotti e moderati dal presidente del Lions Club Catanzaro Host, l’avvocato Danilo Iannello. Nel sottolineare l’importanza del confronto che diventa anche promozione della conoscenza dei diritti e dei doveri dei cittadini per contrastare gli stereotipi e i pregiudizi che possono portare ad ogni forma di violenza, Iannello ha evidenziato che: «drammatici fenomeni dilaganti, quali soprattutto la violenza di genere che sfocia nel femminicidio, non possono essere affrontati e risolti solo dal punto di vista giudiziario. La storia recente insegna che l’inasprimento delle pene, e la conseguente repressione giudiziaria, non appaiono di per sè sufficienti ad arginare ed elidere tali drammatici eventi».

«Dobbiamo cercare di cogliere anche da tragedie come quelle recenti gli elementi che ci aiutino a trarre qualcosa di positivo. Penso ad esempio alle dichiarazioni del papà di Giulia che dal primo momento ha detto, “vanno bene i minuti di silenzio, ma noi vogliamo il chiasso più che il silenzio, perché altrimenti fra un giorno si dimenticherà tutto. Invece – ha rimarcato Iannello – non si deve dimenticare, si deve riflettere. Ed allora momenti di incontro come quello odierno servono proprio ad offrire degli spunti di riflessione, per far comprendere che la vera legalità non è solo quella che nasce dalla persecuzione del reato, che è assolutamente giusto da parte dello Stato, ma deve nascere prima di tutto da un risveglio di senso civico e civile del cittadino, dalla riscoperta di una cittadinanza attiva».

A portare i saluti istituzionali il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, per il quale «è importante chiedersi se e come possiamo costruire una società più giusta che è qualcosa che forse, con un po’ di pigrizia, a volte deleghiamo alle persone che hanno come professione il compito di assicurare il rispetto della legalità e di fare giustizia: questo è irrinunciabile ma in realtà è un compito che invece grava su noi tutti, ciascuno in ragione delle funzioni che esercita, nel ruolo che occupa nella società, che è quello di costruire le condizioni perché veramente – conclude Fiorita – l’azione penale poi sia l’ultimo e il residuale intervento a presidio della legalità».

A portare il proprio contributo al dibattito anche il presidente della II Circoscrizione del Distretto Lions 108 Ya Maurizio Bonanno, oltre che le socie Silvia RaiolaSilvia Iannazzo e Angela Lagamma, e il presidente di Zona, Pippo Capellupo.

Dopo un breve intervento della giornalista Maria Rita Galati che si è soffermata sulla responsabilità della stampa nella “gestione” del linguaggio di genere, il magistrato Graziella Viscomi ha sottolineato come «la cultura e la legalità sono temi che sicuramente si intrecciano fra loro. La legalità sicuramente trova terreno fertile dove c’è un contesto culturale adeguato».

«Per questo – aggiunge il magistrato – è importante investire nel sociale, perché sebbene istruzione e cultura non siano la stessa cosa, sicuramente tutto quello che riguarda la scuola la formazione è importante per sviluppare una coscienza sociale idonea nella quale la legalità può appunto meglio attecchire, anche considerando che soprattutto ci sono contesti disagiati in cui l’investimento anche in termini economici non può prescindere per dotare soprattutto i ragazzi di strumenti idonei per una responsabilizzazione anche culturale».

Graziella Viscomi accenna anche alla recente risposta della politica con la legge approvata nei giorni scorsi: «Diciamo che la legislazione italiana in materia di codice rosso è molto avanzata rispetto anche agli altri paesi europei. Quello su cui non sono d’accordo è che non basta una risposta meramente punitiva dello Stato. È giusta e adeguata la risposta in termini di tempestività dell’azione degli uffici giudiziari, ma – rileva il sostituto procuratore di Catanzaro – quello che serve è una risposta culturale per fare in modo che i ragazzi maturino una coscienza non di tipo patriarcale che è dominante nel nostro paese, bisogna essere onesti, bisogna essere sinceri nel dire che l’Italia è ancora maschilista e deve fare molti passi in avanti verso l’accettazione del ruolo femminile nella società».

«La cultura è quella consapevolezza che ti fa capire cosa sia il bene e cosa sia il male, non si può prescindere», ha esordito Gioacchino Criaco. «Meno siamo informati e più abbiamo comportamenti sbagliati, quindi la cultura direi che forse è la madre anche della legalità, delle regole, del vivere in modo civile. Senza cultura, senza conoscenza non riusciamo ad essere bravi cittadini, è una conseguenza».

Criaco nota un segnale di risveglio della società civile, che «sta più in mezzo alla gente, quindi è una percezione che è più immediata, poi ha magari meno mezzi per intervenire, ma il mezzo per eccellenza, se diventa la cultura, è lo strumento che dobbiamo utilizzare. In generale – sostiene lo scrittore – dobbiamo porci delle domande, perché forse per troppo tempo non ce le siamo poste, è fastidioso sentircele fare, ma è il momento della presa di coscienza e sono quei momenti in cui una civiltà può scegliere tra uno scatto in avanti e un arretramento. Non si prescinde. Purtroppo gli eventi tragici ci costringono».

«L’unica cosa – dice ancora Criaco – è che dalle tragedie possono nascere poi le cose liete. Bisogna essere cinici in questo momento e utilizzare – lo dico tra moltissime virgolette – la tragicità del momento per fare delle cose buone». (rcz)

L’OPINIONE / Franco Cimino: Massimo Nisticò, il suo nameless e la serata spettacolare donata alla città

di FRANCO CIMINO – Ieri sera è nata una stella. Ovvero, molta gente l’ha potuta vedere. Finalmente! Ché già brillava nel cielo, pur coperto di nuvole ancora scure, di Catanzaro. Ché in fondo quella stella c’è da tempo. Solo che, intimidita dalla Luna, la mia e la sua, la nostra luna, si è fatta timida anch’ella. E poi si è fatta discreta e riservata, quasi gelosa di sé stessa. Quasi “scornusa”, come diciamo a Catanzaro.

Ciò é potuto verificarsi fino a quando… Fino a quando non si è messa a parlare. Meglio, a scrivere. Perché a parlare, la stella, l’ha fatto del suo scrivere. E di più, quasi fosse maggiormente ispirato, delle letture più alte. Le sacre. La Sacra Scrittura. Ah, quando ascolti le sue parole! Non sai se è meglio leggerla o ascoltarla. Non darti pensiero, potrei consiliare chiunque le si avvicini, tanto la “sentirai” in ognuno dei due modi. Ché quella voce ti entra dentro. Ti scava nella corazza che metti sopra l’anima e rompe le catene della mente, costruite a gran fatica per ripararti, tu credi, dall’ interrogazione più profonda.

«Che ci faccio io qui, in questo piccolo mondo che, come tutti gli innumerevoli piccoli mondi, lo rappresenta tutto? Qual è il mio compito di uomo, cui il mondo è stato donato, e perché solo agli esseri umani tra tutti i viventi, anche intelligenza e coscienza?». Queste le domande che trovi stampate nei suoi occhi, questa l’acqua della fonte che, chiara e fresca, scende nel mare profondo dell’incommensurabile bellezza e infinitezza.

«Fare il bene, donarsi totalmente agli altri. Amarli tutti. Mettendo avanti, come simbolo anche, perché contamini, l’amore anche più privato e intimo». Quello per la propria stella. La stella che ti sta accanto e che si vede in eguale bellezza, da qualsiasi punto la guardi. Ché Amore è la regola fondamentale. Una Legge, la più importante, che dovrebbe orientare leggi e ordinamenti, gesti privati e azioni pubbliche. Chiese e istituzioni. Progetti umani, nel disegno, proprio per nulla imperscrutabile, divino. E se la stella parla, lo fa con gli occhi. Con i gesti. Lo fa anche con i silenzi. L’Amore può far tutto. E con ogni strumento dire di sé. Ma è la voce quello che può meglio dire della Parola. Delle parole. La stella, che ascoltato e visto in almeno duecento persone, stipate come piccole stelline dentro la bella sala del bel palazzo comunale, con quel gonfalone giallo e rosso su cui campeggia l’aquila reale che vola sui tre colli, a ricordarci dell’antica grandezza della Città, ce lo dice con la sua voce particolare. Una voce un po’ attore, un po’ oratore, un po’ maestro, un po’ anima che si libera.

«Come l’anima, c’è solo un elemento della persona che resta suo proprio, irripetibile, insostituibile. È la voce. Ascoltate la mia nelle brevi cose che dirò. E soprattuto nell’unica brevissima frasa che vi leggerò». Ed è bella. Di suo la frase. Più bella perché letta da chi l’ha scritta. Con il suo cuore. Da cui, poi, a fiume “impetuoso” ed elegante, sono nate le centinaia dalle migliaia di parole, che hanno, in dieci anni di “dolce fatica”, costruito una storia straordinaria che ha dato vita a un libro bellissimo. È quella che si trova nella prima pagina del libro che è stato presentato, per la prima volta, ieri sera in quel palazzo. È per il valore insostituibile della voce, «su cui neppure l’intelligenza artificiale potrà fare nulla che la alteri o la sostituisca» (sono parole sue), che ha fortemente voluto, quella stella, che tre donne ricche di straordinarie bellezza leggessero lunghi brani tratti dal quel volume. Sono tutte anche docenti e tra le migliori in assoluto, Vittoria Amantea, Loredana Marzullo, Elisa Stranieri.

È stato bello ascoltarle. Più bello ancora vedere in sala molti a seguire la lettura con il libro in mano. È stato molto interessante ascoltare anche i brevi interventi che le hanno precedute, svolti da due intellettuali di riconosciuto valore, Umberto Mancino e Antonio Cavallaro. E, infine, tutti con gli occhi lucidi e gli sguardi puntati su quel magico duo, per l’ascolto della canzone, forse la più bella, dei Beatles. Let I Be, che ha fatto da ispirazione e da colonna sonora al libro. L’hanno eseguita con una intensità coinvolgente lo stesso autore, al pianoforte, e quella “voce” magica di Patrizia Carullo, una catanzarese autentica, artista nata, che io colpevolmente non conoscevo. Donna e artista di forte fascino in questa sua passione-vocazione (di professione fa ben altro) che ha fatto della voce lo strumento del bel canto, che, e lo si nota subito, avrà pure tecnicamente studiato. Voce per il canto che, dicono gli esperti, in lunghi anni di esibizioni ha spaziato su tutti i generi musicali. Con loro si è chiusa una serata speciale.

Resa tale da un folto pubblico. Non ricordo, tranne che in una occasione a me molto particolare, circa dieci anni or sono, di aver visto mai tanta gente per la presentazione di un fatto editoriale. E che gente! Tutte persone colte. Ma di quella cultura non aristocratica, fatta di elitismo, chiuso dietro ad alte pile di libri da esibire per segnare la propria presunta superiorità. Cultura vera, invece. Quella fatta di sensibilità. E anche di buone letture. Di desiderio di conoscere e di apprendere. Di donarsi ricevendo, anche se finora non si sono visti grandi risultati in una città, la nostra, che scoraggia ancora simili slanci verso la crescita complessiva della società e della nostra realtà urbana. È stato bello vedere che tante persone fossero arrivate già con il libro. Bello vedere entrare in sala, a sorpresa, pur se a motivo dei numerosi impegni vi è rimasto il tempo di un saluto, il Sindaco. E ancora più bello è stato vedere non poche persone leggere, sulla pagina aperta, i brani che le prof hanno letto a “voce” alta. È stato bello vedere “gettarsi” tantissimi di loro, facendo pure una lunga fila, su quel tavolo grande dietro il quale il fine scrittore scriveva le dediche. Tutte specifiche. Una per una. E tutte diverse, a seconda di chi gli porgeva il libro. Parole compiute per dare “voce” ai sentimenti. L’autore alzava gli occhi sul viso della persona e scriveva la dedica a quella “persona”. Come se dicesse «io ti conosco, ti riconosco. Conosco il tuo nome e la tua voce».

Una fatica enorme per chiunque. Per lui una gioia che alleggeriva quella mano sul foglio. Uno spettacolo nello spettacolo. Che è andato ben oltre l’evento in sé. Spettacolo di umanità per la ricerca del comune sentire. La Voce ”del mondo. E il cuore degli uomini che si mettono insieme. Lo spettacolo di questa stella, ricca di sensibilità sconfinata, di occhi che ti divorano quando scrutano nei tuoi. E di cultura profonda, fatta di poesia e di filosofia, di teologia e scienza, di fede e ragione. Che, in questa stella, si incontrano tutte in quel punto dell’universo, in cui vive e trionfa il soggetto, mezzo e fine anche di verità, a cui tutto l’universo è dedicato, l’essere umano. L’uomo nella sua pienezza. E il libro, l’altro attore principale della serata? Non ne parlo. Non qui. Non prima di averlo approfondito. Pienamente respirato. Non senza essermi dotato di un minimo di “competenze” su di esso per poterne dire a “voce” piena. E, di certo, per evitare di disturbare tutti coloro che invito a leggerlo, per trarne singolarmente le proprie sensazioni. Le più ricche emozioni. Dico solo che è bellissimo. E, con modestia dei miei mezzi culturali, che è uno dei più belli, dei tanti che per fortuna si trovano nelle librerie. E che sia così lo dimostra anche la grande attenzione che vi dedica Rubbettino, che l’ha editato. E anche ben confezionato in una “oggetto” da tenere in mano o sulla scrivania o sul comodino o sul mobile più visibile della casa o delle librerie. Dico solo che in esso si trovano tante storie che, tra suspense e batticuore, si raccolgono in una che sarà ricomposta dallo stesso lettore. Il titolo poi è già una guida, quasi misteriosa, che ti conduce nelle tante pagine dei racconti, Nameless, la parola più adatta per significare in anticipo ciò che il lettore troverà. Una parola inglese che ne racchiude tante diversamente utilizzabili: senza nome o anonimo, indefinibile o fermamente sconosciuto. E io aggiungo: perché il nome non ha o perché si nasconde chi e per chi? E, ancora, noi chi siamo nel Nameless di quelle storie? No, basta così, altrimenti faccio danni. Vi dico solo della stella che finalmente è apparsa chiara nel cielo della Città e della cultura italiana, con orgoglio per quella ancora troppo timida calabrese. Lei non è Nameless. Il suo nome e il suo volto sono conosciuti, per la sua grande bellezza. Che dalle sale operatorie del nostro Pugliese-Ciaccio-De Lellis, ora Dulbecco, fino ai luoghi della “poesia” (racchiudo in questa parola ogni intensità letteraria), dona a tutti insegnamenti preziosi. E lo fa con due strumenti che, così strettamente legati, pochi scrittori e intellettuali possiedono. Sono: la scrittura fine e penetrante, affilata e rapida, come una sciabola, un fulmine, un battito di cuore, e il pensiero profondo. Ambedue adagiati sull’anima bella che sa mettere insieme cuore e ragione, emozioni e idee, fantasia e realtà. Questa stella è Massimo Felice (di nome e di fatto) Nisticó. E non dico altro, perché mi commuovo forte, come in questo momento. E come ieri quando l’ho visto trionfare. E brillare della sua luce. Luce di stella. (fc)

LAMEZIA TERME (CZ) – Il vescovo Parisi all’inaugurazione della Cittadella della Carità

«Questi luoghi devono essere per noi come palestre di vita, come scuole di vita. Se ancora oggi c’è bisogno di questi luoghi e di questi servizi, significa che in questa nostra società, nella quale avanziamo diritti e pretese, ancora non c’è equità, non c’è giustizia». Così il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi, intervenendo all’inaugurazione della Cittadella della Carità presso il complesso interparrocchiale di S. Benedetto.

Rivolgendosi, in particolare, ai ragazzi delle scuole lametine presenti, il vescovo Parisi li ha invitati a «dedicare tre ore della vostra settimana ai poveri, prestando servizio alla mensa. Qui scoprirete che la vita, allargando le prospettive, trova un senso nell’aiuto che voi date alle persone che hanno bisogno ma soprattutto in tutto ciò che voi riceverete da queste persone».

Il presule ha sottolineato la scelta, avviata dall’inizio del ministero episcopale a Lamezia, di concentrare i servizi Caritas, prima dislocati in vari punti del territorio, in un’unica sede, esprimendo gratitudine ai volontari, agli operatori Caritas, ai medici che prestano il loro servizio nell’ambulatorio solidale ospitato in alcuni locali del complesso S. Benedetto.

«Lo dico a tutti, in particolare a voi ragazzi – ha proseguito Parisi – guardando il povero, si intuiscono tutte le cause che generano povertà. Guardando il povero, ci possiamo rendere conto che non si tratta solo di povertà materiale – che certamente esiste – ma che le peggiori forme di povertà sono quelle di tipo culturale, l’incapacità di elaborare un progetto per la propria vita, quando mancano gli strumenti culturali per affrontare quotidianamente la storia. Ecco che allora si crolla e si sprofonda nella povertà di tipo materiale».

«La scuola si fa a scuola, ma si fa anche nei territori scoscesi dove l’umanità scende sempre più verso il baratro – ha rimarcato il vescovo rivolgendosi in particolare ai ragazzi – e in quel baratro dobbiamo esserci noi per tendere la mano, per fare compagnia, per accompagnare e aiutare la persona recuperare l’espressione piena della propria dignità».

«La carità vera – ha concluso Parisi – si realizzerà quando questa cittadella della carità sarà chiamata in un altro modo. Forse è un sogno, un’utopia, ma è un mio forte desiderio. L’obiettivo finale di questi luoghi e della Caritas è fare in modo che l’uomo possa mostrarsi in tutta la sua bellezza. Inauguriamo questi locali, speriamo tra qualche anno di dedicarli ad altro». (rcz)

MARTIRANO LOMBARDO (CZ) – Francesco Vescio lascia il gruppo di maggioranza

Il consigliere Ing. Francesco Vescio di Martirano Lombardo ha ufficialmente annunciato il suo distacco dal gruppo “L’Aurora 2.0”, segnalando una crescente frattura tra la sua visione politica e l’attuale amministrazione. La decisione, motivata dalla mancanza di coerenza tra le aspettative iniziali e l’andamento effettivo del gruppo, riflette una profonda delusione nei confronti del percorso intrapreso.

Il consigliere esprime preoccupazione per la gestione finanziaria dell’amministrazione, criticando la recente approvazione di un piano di riequilibrio finanziario come mera tattica per tamponare la cattiva gestione delle risorse pubbliche degli ultimi sette anni, senza effettivamente dare un taglio netto alla spesa pubblica. Vescio sostiene che questa strategia metterà a dura prova i cittadini del comune, che dovranno affrontare le conseguenze del pre-dissesto finanziario per i prossimi quindici anni.

Nel suo annuncio, il consigliere sottolinea la sua fedeltà ai principi espressi durante la campagna elettorale, affermando di essersi impegnato oltre le aspettative. Rivendica la sua indipendenza politica e annuncia l’intenzione di continuare il suo impegno politico in modo autonomo, senza allinearsi né con la maggioranza né con l’opposizione, ma piuttosto per il bene della comunità.

L’addio di Vescio è sottolineato da una citazione che riflette l’idea che non è la carica politica a definire un uomo, bensì è l’uomo-politico che, attraverso il proprio servizio incessante alla comunità, conferisce valore alla carica che occupa. Il consigliere, amareggiato dall’esperienza vissuta, conclude che, purtroppo, questa prospettiva non è stata rispettata nell’attuale contesto politico.

L’allontanamento di Francesco Vescio da “L’Aurora 2.0” segna un capitolo significativo nella politica locale di Martirano Lombardo, evidenziando tensioni interne e divergenze di vedute che potrebbero avere ripercussioni sulle dinamiche politiche future del Comune. (rcz)

CATANZARO – Tappa conclusiva di Base Camp EduFest

Arriverà a Catanzaro il 30 novembre e il 1° dicembre Base Camp EduFest, il festival diffuso per una scuola equa e inclusiva organizzato da Base Camp – Presidi Educativi Territoriali, con la partecipazione di Internazionale Kids. Durante le due giornate, giovani, genitori, insegnanti e la comunità educante delle scuole coinvolte potranno prendere parte alle tante attività pensate ad hoc per il festival. Ci saranno incontri, dibattiti e laboratori su temi di grande importanza.

A Catanzaro sarà il Centro Calabrese di Solidarietà a curare il festival. Tra gli ospiti Alberto Emiletti di Internazionale Kids, che presenterà al pubblico i migliori reportage da tutto il mondo, e Giacomo Pucci, che racconterà il suo Bulloni, fumetto edito da Round Robin. Ci saranno anche Roberto Alessandrini e Irene Scarpati, con un’esplorazione ludica e teatrale su dislessia, alta leggibilità e narrazione. E ancora Cristina Buonagurio, che terrà un laboratorio psico-educativo su come riconoscere i pregiudizi e i loro effetti attraverso la saga di Harry Potter. Ma non solo: ci sarà l’occasione di partecipare a numerosi giochi e attività pratiche, come nel caso del laboratorio di foto-giornalismo con Alberto Emiletti e la redazione wiki-journal, o del laboratorio su lavori di cura e giochi di ruolo a cura di Michelangelo Pecoraro. Inoltre, durante il Festival la redazione di Non Magazine accompagnerà la redazione del Base Camp Wiki Journal nel racconto dell’evento. A conclusione del festival si terrà il concerto di alternative rock della band catanzarese Disgust Young.

Base Camp EduFest mette a frutto le esperienze maturate dal progetto Base Camp – Presidi Educativi Territoriali, sostenuto da Enel Cuore, la onlus del Gruppo Enel, e da Impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che nasce allo scopo di contrastare le disuguaglianze educative e accrescere le opportunità socio-culturali, creando uno spazio di incontro e confronto che sia terreno fertile per una comunità educante circolare e inclusiva.

Il programma
Giovedì 30 novembre

EVENTI RISERVATI ALLE SCUOLE Presso Aula Magna IPSIA “Ferraris”

Ore 9:00 Il gioco di ruolo in classe, attività formativa con un gruppo-classe dell’IPSIA “Ferraris” a cura di Michelangelo Pecoraro – Ass. Culturale Laudes.
Ore 11:00: Bulloni, presentazione fumetto “Bulloni” a cura dell’autore Giacomo Pucci (con alunni delle seconde e terze classi – secondaria di primo grado IC “Don Milani”) – Round Robin.
EVENTI APERTI A TUTTA LA COMUNITÀ Presso Aula Magna IPSIA “Ferraris”

Ore 15:00 Le parole ritrovate. Dislessia, alta leggibilità e narrazione, seminario per insegnanti, educatori, genitori e studenti universitari a cura di Roberto Alessandrini e Irene Scarpati (Casa Editrice Biancoenero), con la collaborazione dell’Istituto Universitario “G. Pratesi”.
Ore 17:00 Il gioco di ruolo nei lavori di cura, attività co-formativa per professionisti che lavorano in ambiti di cura (insegnamento, educazione, terapia, sostegno) a cura di Michelangelo Pecoraro – Ass. Culturale Laudes.
Ore 18:30 Le parole ritrovate, letture per adulti e bambini a cura di Irene Scarpati (Casa Editrice Biancoenero), con la collaborazione dell’Istituto Universitario “G. Pratesi”.
Ore 20:00 Proiezione del documentario “Stati d’Infanzia – Viaggio nel paese che cresce”, di Arianna Massimi promosso e prodotto dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e dedicato al tema dell’infanzia in Italia.
Venerdì 1 dicembre

EVENTI RISERVATI ALLE SCUOLE Presso Aula Magna IPSIA “Ferraris”

Ore 9:00 Le parole ritrovate. Dislessia, alta leggibilità e narrazione, esplorazione ludica e teatrale: percorsi di gioco inclusivi con studenti della secondaria di primo grado IC “Don Milani” a cura di Roberto Alessandrini e Irene Scarpati (Casa Editrice Biancoenero).
Ore 11:00 Sgranate gli occhi. I migliori reportage fotografici da tutto il mondo, seminario fotografico per studenti dell’IPSIA “Ferraris” a cura di Alberto Emiletti – Internazionale Kids.
Ore 15:00 Laboratorio di foto-giornalismo, con redazione wiki-journal a cura di Alberto Emiletti – Internazionale Kids.

EVENTI APERTI A TUTTA LA COMUNITÀ Presso Aula Magna IPSIA “Ferraris”

Ore 15:00 Spettrocoli e gorgosprizzi: come riconoscere i pregiudizi e i loro effetti con la saga di Harry Potter, laboratorio psico-educativo per studenti a cura di Cristina Buonagurio, psicologa e psicoterapeuta, con la collaborazione dell’Istituto Universitario “G. Pratesi”.
Ore 17:00 Nati per leggere, seminario per insegnanti, educatori, genitori e studenti universitari a cura del gruppo di volontarie “Nati per leggere”.
Ore 18.30, Un amore che resta nella pelle. La saga di Harry Potter per imparare come stare accanto a chi cresce, seminario per insegnanti, educatori, genitori e studenti universitari a cura di Cristina Buonagurio, psicologa e psicoterapeuta, con la collaborazione dell’Istituto Universitario “G. Pratesi”.

EVENTI APERTI A TUTTA LA COMUNITÀ Presso Centro Polivalente per i Giovani

Ore 20:00 Proiezione del documentario “Stati d’Infanzia – Viaggio nel paese che cresce”, di Arianna Massimi promosso e prodotto dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e dedicato al tema dell’infanzia in Italia.
Ore 20.30 Concerto “Disgust Young”, Alternative Rock. (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Launch book del libro di Joe Aiello, “Franco Costabile le poesie” in edizione bilingue

Gli incontri dedicati a Franco Costabile, organizzati da Grafichéditore, continuano a riscuotere successo sia per la partecipazione fervida che per la profondità comunicativa, celando in essi un progetto di analisi che scava nella poetica del maestro, sondandone gli intimi tratti nell’animo umano. Recentemente, l’atmosfera suggestiva della tipografia, luogo intriso di memoria creativa, ha accolto un evento di straordinaria rilevanza per gli estimatori della poesia e della cultura italiana, presentando il libro bilingue “Franco Costabile, le poesie” curato con maestria da Joe Aiello. In una dimensione familiare, la cornice vibrante e coinvolgente ha rapito gli animi presenti, mentre le parole di Costabile prendevano vita tra le macchine destinate a plasmare questo volume così straordinario.

Il lametino emigrato in Canada, Joe Aiello, ha manifestato il suo profondo affetto per la poesia di Franco Costabile traducendo in lingua inglese le due raccolte del poeta. Quest’impresa non si limita a omaggiare la maestria di Costabile, bensì a creare un ponte affinché la sua poesia possa oltrepassare i confini italiani, abbracciando un pubblico globale vasto e diversificato.

L’evento di presentazione è stato impreziosito da performance che hanno tributato le parole impregnate di emozioni di Costabile.

La regia emozionale dell’evento è stata affidata a Giovanna Villella che ha declamato alcune poesie in italiano e ad Ann McLaughlin, moglie dell’autore Joe Aiello che ne ha donato la bellezza nella lingua inglese. Ad irrompere poi, è stata la musica ed infatti, le poesie “Rosa”, “Per altri sentieri” e “Rosaria lava”, sapientemente musicate da Eugenio Renda, hanno riacquistato vita grazie alle voci di Albino Cuda e Tony Quattrocchi, che le hanno intonate con fervore e sentimento.

Il libro “Franco Costabile, le poesie” supera di gran lunga il mero status di traduzione: è un tributo sentito a un grandioso poeta, è un collegamento tra linguaggi e culture, è un’esperienza che unisce le anime tramite la potenza delle parole. L’entusiasmo tangibile durante l’evento testimonia l’importanza di quest’opera nel panorama contemporaneo della poesia e della letteratura.

Questo volume, contenente le preziose poesie di Franco Costabile tradotte con maestria da Joe Aiello, è ora disponibile presso le principali librerie e store online, invitando i lettori a scoprire e immergersi nell’universo poetico di Costabile attraverso lo sguardo sensibile di una traduzione attenta e appassionata. (rcz)

CATANZARO – L’ “Aria d’estate” di Gigliotti raccontato ai ragazzi

Una Giornata Internazionale per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza all’insegna della cultura e della riflessione, quella organizzata da Fondazione Città Solidale per i minori ospiti. Un momento di incontro in cui tutti i ragazzi, dei diversi servizi, si sono ritrovati nella sala formazione dell’ente guidato da Padre Piero Puglisi.

Ad attenderli un emozionato Pier Vincenzo Gigliotti per la presentazione del suo libro Aria d’estate.

L’avvocato catanzarese, alla sua terza pubblicazione, e alla sua settantasettesima presentazione, ha più volte sottolineato la singolarità e la bellezza di questo incontro perché realizzato in una giornata importante e per raccontare il suo libro attraverso la trattazione di tematiche importanti a giovani che hanno vissuti particolari e che probabilmente sono diventati adulti troppo presto. I

ragazzi, accompagnati dagli operatori e dai mediatori culturali, hanno ascoltato con molta attenzione la storia di Giovanni, Giorgia e Filippo, ma anche degli altri protagonisti del libro. Storie di una giovinezza passata, che vede Pier Vincenzo Gigliotti, in una dimensione autobiografica per la prima parte dell’opera raccontata in prima persona, storie di alcuni compagni di classe che dal 1976 al 1981 si trovano in un contesto difficile dove la diversità di apprendimento, le difficoltà erano spesso scambiate per svogliatezza o devianza. Anni difficili dal punto di vista educativo e scolastico, per una istituzione molto legata alle nozioni e alla valutazione ma soprattutto alla dimensione punitiva. Una scuola che lasciava indietro chi non stava al passo, dove già esisteva il bullismo, ma dove si incontrava l’amico di una vita ed il primo amore.

Tanti i temi trattati e gli spunti per i giovani di Città Solidale: diversità, abbandono, famiglia, condivisione, apparire piuttosto che essere, amore e viaggio. Il viaggio quello che l’autore fa vivere ai presenti attraverso un’analogia con le stagioni. Racconta di un autunno di sofferenza, seguito da un inverno di silenzio e solitudine vissuto quando frequentava la scuola media, alla primavera del liceo dove sbocciano i primi sentimenti per arrivare a giugno, a quell’aria che preannuncia l’estate, la rottura con il passato. La stagione in cui chi ne ha viste di tutti i colori, mette fine alle sue sofferenza, senza dimenticare ma con la consapevolezza che si può e si deve ripartire.

Ed è proprio questo l’augurio che gli operatori, insieme al avv. Gigliotti, vogliono fare ai minori ospiti delle comunità di Padre Piero Puglisi, in questa giornata particolare, di lasciarsi alle spalle il loro passato e di vivere la loro primavera all’interno della grande famiglia di Città Solidale, perché arriverà presto per loro l’Aria d’estate. (rcz)

CATANZARO – Alliance Française, consegnati i diplomi Delf/Dalf agli studenti

Il francese non è solo una lingua bella ed elegante ma anche importantissima per il futuro professionale. E’ il messaggio che l’Alliance Française di Catanzaro, presieduta da Fernanda Tassoni, si impegna a diffondere da anni e che mette in atto attraverso tantissime iniziative rivolte principalmente alle nuove generazioni.

Nella sala conferenze dell’Hotel Guglielmo si è svolta la cerimonia di consegna dei diplomi Delf/Dalf edizione 2023.

Presenti tantissimi studenti provenienti dalla provincia di Catanzaro, Crotone e Vibo. L’evento è stato onorato dalla presenza di Lisa Moutoumalaya, console generale di Francia a Napoli, e di Alessandro Ferrari, console onorario di Francia a Catanzaro.

Moutoumalaya, in particolare – che nella giornata ha incontrato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, il prefetto di Catanzaro, Enrico Ricci e il sindaco del capoluogo, Nicola Fiorita – ha espresso un plauso per lo straordinario lavoro svolto sul territorio dall’Alliance Française di Catanzaro e ha auspicato lo sviluppo sempre maggiore dei rapporti tra la Francia e l’Italia e, nello specifico, la Calabria.

«Siamo molto soddisfatti – ha affermato la presidente Fernanda Tassoni – della considerazione di cui gode la nostra associazione. La nostra passione per la promozione e conoscenza della lingua e cultura francese sta riscuotendo grandissimo successo. Ringraziamo i dirigenti scolastici, i docenti e gli studenti con le loro famiglie che rispondono sempre con entusiasmo alle nostre iniziative».

«Crediamo molto nella forza delle rete – ha aggiunto Tassoni – a livello privato e pubblico. Per questa ragione abbiamo invitato alla cerimonia anche le istituzioni territoriali».

Sono intervenuti il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara; il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo, Pietro Falbo; l’assessore comunale alla Cultura, Donatella Monteverdi; l’assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Nunzio Belcaro.

Presenti anche il già console onorario di Francia per la Calabria, Francesco Mollo e la presidente dell’Alliance Française di Reggio Calabria, Iris Germanò.
L’evento è stato allietato da alcuni brani musicali suonati dal Maestro Marco Catracchia e dal musicista Matteo Dedoni.

A ricevere i diplomi di conoscenza della lingua francese sono stati: Bianca Procopio, Anna Sinopoli, Daniela Riccio (docente Miriam Cilurzo) dell’I.T.E. “Calabretta” di Soverato; Emanuele Cosentino (docente Annunziata Scordia) dell’I.C. “Don Mottola” di Tropea; Alessandra Rizzuti (docente Romina Muraca) del liceo “Lombardi-Satriani” di Mesoraca; Flavio Barbieri, Martina De Rito, Giulia Budà (docente Antonia Carmela Bilotta) dell’I.C. “Garibaldi-Buccarelli” di Vibo Valentia; Francesca Bernandi dell’I.C. “Nicotera-Costabile” di Lamezia Terme; Sara Vesci e Vittoria Andriiesh dell’I.C. “Manzoni-Augruso” di Lamezia Terme; Luca Doria e Clarissa Amendola dell’I.C. “Ardito-Don Bosco” di Lamezia Terme; Abid Hajar El Idrissi Aya, Giulia Trapuzzano e Viola Esposito dell’I.C. “Sant’Eufemia” di Lameza Terme; Gemma Satta dell’I.C. “Saverio Gatti” di Lamezia Terme”; Silvia Liparota dell’I.C. “Borello-Fiorentino” di Lamezia Terme; Marco Cuda, Francesco Maria Munizza e Sophie Costanzo dell’I.C. “Maggio Perri-Pitagora” di Lamezia Terme; Michela Pirrò e Giulia Viscomi (docente Laura Chiodi) dell’I.C. “Mario Squillace” di Montepaone; Francesca Chiaravalloti e André Oliverio dell’I.C. “Corrado Alvaro” di Chiaravalle; Martina Cianflone Mottola, Chiara Ciambrone e Chiara Teramo (docente Anna Staibano) dell’I.C. “Vivaldi” di Catanzaro; Matteo Nardella e Ginevra Pizzocchia (docente Paola Pugliese) dell’I.C. “Don Milani” di Catanzaro; Amira Concas Lamis e Giorgia Maiuolo (docente Davide Lamanna) del Convitto Galluppi di Catanzaro; Marianna Agresta, Serena Mellace e Rebecca Curto (docente Luana Fabiano) dell’I.I.S. “Fermi” di Catanzaro; Marta Grazioso (docente Paola Mazzei) dell’I.I.S. De Nobili di Catanzaro; Annalisa Cucinotta della scuola di lingua Fintalservice di Lamezia Terme. (rcz)

BADOLATO (CZ) – Comune, Pro loco e Unpli insieme per la promozione turistica

Si è svolto in data 19 novembre, nell’antico borgo di Badolato (Cz), il primo appuntamento dei percorsi enogastronomici identitari “Catoja e Cocipana” che ha fatto da ponte al prossimo evento in programma per Domenica 10 Dicembre a Badolato Marina. Ambedue le manifestazioni, co-promosse dal Comune di Badolato e dalla Pro Loco Badolato Aps/Unpli Calabria, sono organizzate nel contesto del piano regionale di iniziative di promozione turistica sostenibile 2023 (L.R. 13/1985 – Pac – Funt) della Regione Calabria / Dipartimento Turismo – Calabria Straordinaria. Le manifestazioni rientrano in un programma strategico più ampio di promozione turistico-culturale e di internazionalizzazione denominato “Badolato nel Mondo – Il Mondo a Badolato” in vista del 2024 “Anno del Turismo delle Radici”.

L’evento di Domenica 19 Novembre è stato aperto, a partire dalle ore 16.00 c/o la Sala Consiliare del Municipio (C.so Umberto I n.192), con la sessione preliminare “Mediterraneo da gustare e vivere” che ha visto protagonista la presentazione del libro “Maramenti – Viaggio tra i ricordi della cucina tipica calabrese” di Barbara Froio. Alla presentazione ha partecipato la stessa autrice e sono intervenute Rossana Tropea (consulente alimentare), Lidia Cipriani (docente e chef), Daniela Trapasso (insegnante e moderatrice). Tra gli interventi anche quello di Pia Russo, assessore del Comune di Badolato, che ha portato i saluti istituzionali del Sindaco Giuseppe Nicola Parretta e dell’Amministrazione Comunale, spiegando quali sono le attività poste in essere dalla stessa Amministrazione Comunale per la promozione turistico-culturale di Badolato. A seguire, tra le vie del centro storico, si è svolto un itinerario storico-culturale ed enogastronomico alla scoperta del borgo con visita alla Chiesa di Santa Caterina nel rione “u mancusu” ed della Mostra Fotografica Storica su Badolato, allestita all’interno di Palazzo Gallelli, con una piccola degustazione finale presso un caratteristico “catojo” locale (con pane casareccio, olio extra vergine d’oliva fresco e vino rosso nuovo).

Per l’occasione intervistiamo Pietro Piroso, Presidente della Pro Loco Badolato Aps (associazione locale che ha coordinato la realizzazione dell’evento): «Un pomeriggio semplice ed indimenticabile, quello trascorso a Badolato borgo con tanti amici ed ospiti provenienti da varie province calabresi, per riscoprire le nostre origini, la nostra identità e cultura popolare, le nostre tradizioni enogastronomiche le nostre radici. Radici che la globalizzazione e la pubblicità commerciale cercano di trasformare, facendoci dimenticare di come cucinavano in maniera sana, genuina ed autentica le nostre mamme e le nostre nonne, del loro modo di vivere nel rispetto del tempo e delle persone, di quel sentimento di condivisione e solidarietà che albergava nelle nostre comunità. Vogliamo ringraziare qui chiunque abbia collaborato alla buona riuscita di questo primo appuntamento e l’Amministrazione Comunale di Badolato ed il Sindaco Giuseppe Nicola Parretta per aver creduto e sostenuto questo tipo di iniziative, che rientrano in un programma strategico più ampio di promozione turistico-culturale e di internazionalizzazione denominato “Badolato nel Mondo – Il Mondo a Badolato”, in vista del 2024 “Anno del Turismo delle Radici” sui cui noi puntiamo molto».

A chiusura evento registriamo anche le dichiarazioni di Barbara Froio che, emozionata, sottolinea: «Raccontare di Maramenti nei catoja di Badolato ci ha fatto tornare indietro nel tempo, respirando sapori e saperi, condividendo emozioni e ricordi. Perché i piatti della nonna non sono fine a se stessi, ma servono a ricordare persone e luoghi, a rendere reale un ricordo che sembrava sbiadito, a non farci dimenticare chi siamo e da dove veniamo. E allora ben vengano questi incontri che servono ad allacciare presente e passato, ad indirizzarci verso un futuro più responsabile, più umano e meno meccanizzato. Grazie per la bella serata che si è conclusa degnamente e in sintonia con il clima respirato durante la presentazione di Maramenti con la passeggiata per le rughe di Badolato avvolte nell’oscurità e con la degustazione presso un caratteristico “catojo” di Badolato. Grazie ancora a Guerino Nisticò e Pietro Piroso (Pro Loco Badolato) per l’impegno e il certosino lavoro, Daniela Trapasso, Rossana Tropea, Lidia Cipriani. E poi ancora grazie all’assessore Pia Russo, al Sindaco Giuseppe Nicola Parretta ed alll’Amministrazione Comunale di Badolato». (rcz)

CATANZARO – La lirica pronta a tornare al Politeama con Cavalleria rusticana e Pagliacci

E’ iniziata la settimana che culminerà sabato 25 novembre con il ritorno della lirica al Teatro Politeama di Catanzaro e il debutto della nuova coproduzione delle Opere Cavalleria Rusticana e Pagliacci, firmata dal Sicilia Classica Festival e dallo stesso Politeama. Un’operazione ambiziosa che sta registrando tanta curiosità e partecipazione, come evidenziato dal direttore artistico Nuccio Anselmo verso un sold out che – grazie anche alla scelta di aprire il teatro con biglietti accessibili a tutti – rappresenta «un risultato che ci riempie di orgoglio e ci entusiasma ancora di più».

Un connubio artistico che vedrà la presenza dell’Orchestra filarmonica della Calabria, per l’occasione diretta dal maestro Aldo Salvagno, di origini salernitane, con un’esperienza trentennale nel panorama operistico italiano ed internazionale.

«Ho accolto con grande piacere e favore l’invito del Sicilia Classica Festival – ha dichiarato il Direttore d’Orchestra – con cui ho già collaborato nel 2018 e nel 2019 per ben 66 concerti in Cina. Cavalleria Rusticana e Pagliacci sono due Opere molto complicate, che ho diretto già tantissime volte, ma a cui riservo sempre l’attenzione particolare che richiedono, sia per le masse, che per le orchestre e i solisti».

Il cast di voci vedrà insieme cantanti di calibro nazionale ed internazionale. Per Cavalleria Rusticana: Natasa Kàtai, ungherese, soprano drammatico di agilità che si distingue per la voce imponente, tecnica solida, timbro e colore caldo, nel ruolo di Santuzza; Alberto Profeta, tenore di calibro internazionale, allievo del Maestro Luciano Pavarotti, con un’esperienza pluriennale nei maggiori Teatri d’Italia e all’estero, nel ruolo di Turiddu; Jorge Tello, nel ruolo di Alfio, baritono ispano- peruviano, cantante e attore poliedrico che si è esibito con grande maestria sia in ruoli drammatici che comici, integrando nella sua formazione musicale e vocale un’importante base tecnica recitativa; Marta Di Stefano, siciliana, mezzosoprano puro di calibro internazionale, con un’importante presenza scenica, ha perfezionato la sua tecnica con il Maestro Placido Domingo, si esibirà nel ruolo di Mamma Lucia; il mezzosoprano catanzarese Gabriella Aleo nel ruolo di Lola.

Per Pagliacci, si esibiranno: nel ruolo di Nedda, Isidora Moles, giovane soprano originaria della Serbia adottata da Roma, vincitrice di diversi premi internazionali tra cui il Fausto Ricci 2022, e con un vasto curriculum di livello internazionale alle sue spalle; ancora i sopra citati tenore Alberto Profeta, nel ruolo di Canio, il baritono ispano- peruviano Jorge Tello nel ruolo di Tonio e il tenore calabrese Lorenzo Papasodero, nel ruolo di Beppe; Giovanni Palminteri, baritono italiano dalle spiccate doti attoriali, allievo del Maestro baritono Lucio Gallo e con all’attivo un’intensa attività concertistica ed operistica sia in Italia che all’estero, nel ruolo di Silvio.

La regia, per entrambe le Opere, è affidata alla bravura di Francesco Ciprì, già tenore in diversi ruoli; le coreografie sono di Stefania Cotroneo, i costumi di Fabrizio Buttiglieri, infine si segnala la presenza del Coro Lirico Mediterraneo.

Per informazioni è possibile contattare il botteghino del teatro al numero 0961-501818 o consultare il portale https://www.politeamacatanzaro.net. (rcz)