Il futuro dei giovani e della Calabria parte dalla “Restanza”: il report di Confartigianato Imprese

di ANTONIETTA MARIA STRATI – 

È una regione in equilibrio precario tra fragilità e potenziale per i giovani, quella fotografata da Confartigianato Imprese Calabria con il Rapporto Confartigianato Giovani Impresa Calabria 2025.

La nostra regione, infatti, si colloca al 18° posto su 20 regioni nel Confartigianato Youth-Friendly Index 2025, l’indice che misura quanto un territorio sia realmente favorevole a lavoro e impresa per i giovani. Questo posizionamento della Calabria riflette, infatti, criticità strutturali note: debolezza del mercato del lavoro, carenze infrastrutturali, difficoltà di accesso al credito e una persistente fuga di capitale umano.

Eppure, accanto alle ombre, il rapporto mette in luce anche segnali di vitalità. In Calabria operano 18.037 imprese guidate da under 35, pari al 9,8% del totale regionale, una quota superiore alla media nazionale. Ancora più significativo il dato relativo all’artigianato: 3.412 imprese artigiane giovanili, che rappresentano il 10,7% del comparto, confermando come proprio l’artigianato continui a essere uno degli spazi principali di iniziativa per chi decide di mettersi in gioco.

Il contesto, però, resta difficile. Il tasso di occupazione giovanile si ferma al 33,3%, contro una media nazionale del 44,9%, mentre oltre il 57% dei giovani calabresi tra i 15 e i 34 anni risulta inattivo. Un dato che convive con un altro apparente paradosso: la difficoltà delle imprese a reperire personale qualificato, con oltre 3.000 profili professionali difficili da trovare, soprattutto nei settori tecnici e artigiani.

È proprio questa contraddizione a pesare sull’Indice Youth-Friendly. La Calabria scivola in fondo alla classifica per occupazione e dinamiche giovanili, ma risale fino al 6° posto nazionale quando si guarda alla struttura del sistema produttivo, grazie alla diffusione di imprese under 35 e alla capacità di iniziativa imprenditoriale. Più marcate, invece, le difficoltà sul fronte del capitale umano, dove la regione resta penalizzata dalla bassa attrattività per i laureati e dalle carenze nelle competenze digitali.

A pesare è anche la dinamica demografica. Negli ultimi dieci anni il Mezzogiorno ha perso una quota rilevante di giovani qualificati, e la Calabria è tra le regioni più colpite. Una perdita che impoverisce il tessuto economico e rende ancora più urgente investire su chi sceglie di restare.

Non mancano, tuttavia, segnali incoraggianti. Le imprese digitali crescono anche in Calabria (in Italia sono 156.859, con un aumento del 19,1% tra il 2019 e il 2024), con una presenza significativa dell’artigianato.

Nelle aree interne, che rappresentano l’81% dei comuni calabresi e ospitano oltre la metà della popolazione, l’impresa artigiana continua a svolgere un ruolo di presidio economico e sociale, spesso unico argine allo spopolamento.

Resta centrale il tema del ricambio generazionale. Circa il 30% delle imprese artigiane presenta criticità legate all’età degli imprenditori, con un rapporto tra lavoratori over 55 e under 35 superiore a 1,5 a 1. Un dato che rende evidente quanto sia urgente accompagnare il passaggio di competenze e sostenere l’ingresso dei giovani nel sistema produttivo.

«Questi numeri – sottolinea Confartigianato Imprese Calabria – dimostrano che i giovani calabresi non mancano di idee, coraggio e spirito imprenditoriale».

«Quello che spesso manca è un contesto che li metta davvero nelle condizioni di crescere: accesso al credito, formazione mirata, meno burocrazia e servizi adeguati. Rendere possibile la restanza significa trasformare una scelta difficile in una scelta di valore», ha detto Confartigianato.

L’Indice Youth-Friendly indica con chiarezza le priorità: lavoro, competenze, credito, servizi e politiche di lungo periodo. Solo su questi pilastri la restanza potrà diventare un vero progetto di sviluppo e non l’ennesima scommessa individuale affidata alla buona volontà dei singoli. (ams)

Confartigianato Calabria: Correggere Piano Transizione 4.0

Servono interventi urgenti e mirati sul Piano Transizione 4.0 per garantirne l’effettiva fruibilità anche da parte delle micro e piccole imprese calabresi dell’artigianato, del commercio e dell’impresa diffusa. È quanto ha chiesto Confartigianato Imprese Calabria, rilanciando la posizione dell’organizzazione nazionale, guidata dal presidente Marco Granelli.

«Le modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2025 – ha detto l’associazione – rischiano di svuotare di efficacia uno strumento che negli scorsi anni ha rappresentato un motore concreto per l’innovazione anche nelle realtà imprenditoriali più piccole. Non possiamo permettere che il sistema produttivo venga escluso da questa sfida fondamentale per la crescita».

Il nuovo impianto normativo, infatti, ha complicato l’accesso al credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, generando forte incertezza tra gli operatori economici. Per questo Confartigianato Calabria auspica che le istanze già rappresentate a livello nazionale dalla propria Confederazione, assieme a Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti, che tengono  conto delle specificità delle micro e piccole imprese siano accolte.

Tra le proposte prioritarie: Aumento del plafond di spesa per il credito d’imposta sugli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025, così da garantire una pianificazione più sicura degli investimenti aziendali; Ripristino del credito d’imposta anche per i beni immateriali, come software, piattaforme digitali e strumenti di gestione, oggi più che mai indispensabili per l’operatività delle imprese; Reintroduzione dell’automatismo nel riconoscimento del credito d’imposta maturato, escludendolo dall’ambito degli aiuti di Stato per evitare vincoli burocratici che penalizzano le PMI.

«L’obbligo di comunicazione telematica introdotto con il decreto direttoriale del 16 giugno 2025 – ha segnalato Confartigianato – sta già generando disorientamento tra le imprese, molte delle quali sono in attesa di sapere se avranno accesso all’agevolazione o se resteranno escluse per esaurimento fondi. È inaccettabile».

L’associazione insiste su un punto chiave: la transizione digitale e tecnologica non può essere appannaggio solo delle grandi industrie.

«Le imprese artigiane – si legge nella nota – rappresentano l’ossatura dell’economia regionale e nazionale. Se vogliamo davvero un futuro competitivo e innovativo, serve un Piano 4.0 inclusivo, semplice, certo e accessibile».

Confartigianato continuerà a portare questa battaglia in tutte le sedi istituzionali competenti, al fianco delle imprese che ogni giorno affrontano con coraggio le sfide del cambiamento. L’obiettivo è uno solo: garantire pari opportunità di sviluppo e crescita anche nei territori più fragili, perché nessuna impresa resti indietro. (rcz)

IN CALABRIA IL LAVORO NON MANCA, MA C’È
MOLTA FATICA A TROVARE LE COMPETENZE

di ANTONIETTA MARIA STRATI – «In Calabria il lavoro non manca, ma mancano le competenze». Così Roberto Matragrano, presidente di Confartigianato Calabria, commenta i dati dell’Osservatorio Mpi  (Micro e Piccole Imprese) che fotografano la realtà occupazionale calabrese: un settore che tiene e crea lavoro, ma che fatica sempre più a trovare le competenze necessarie per affrontare le sfide della doppia transizione digitale ed ecologica.

In Calabria, gli occupati dell’artigianato sono 53.301, equamente distribuiti tra lavoratori dipendenti (26.646) e indipendenti (26.655). Gli artigiani rappresentano quasi un quinto (18,7%) dell’intera forza lavoro regionale e contribuiscono al 6,4% del valore aggiunto della Calabria e all’1,8% di quello nazionale: un comparto vitale per l’economia del territorio.

Il 2024 si apre con un timido ma significativo +0,4% nell’occupazione regionale (+2.000 unità), trainato esclusivamente dai lavoratori dipendenti (+8.000), mentre gli indipendenti segnano un calo (-7.000). Il dato si inserisce in un trend triennale (2021-2024) che, nonostante i forti contraccolpi globali – dalla guerra in Ucraina allo shock energetico, fino alla crisi in Medio Oriente – ha visto un aumento dell’occupazione del 3,9% (+20.000 unità), contribuendo alla crescita del Mezzogiorno (+8%).

Il tessuto delle micro e piccole imprese si conferma uno dei principali canali d’accesso al lavoro per i giovani calabresi. Nelle imprese fino a 49 addetti (tra cui rientra l’intero comparto artigiano), la quota di dipendenti under 30 è del 20,1%, contro il 10% delle medie e grandi imprese. Nelle micro imprese con meno di 9 dipendenti la percentuale sale addirittura al 22,9%.

La crescita dell’occupazione si associa ad un rilevante e crescente mismatch tra domanda ed offerta di lavoro, soprattutto se qualificato. Da una analisi dei dati annuali dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (2025), nel 2024 nell’artigianato la difficoltà di reperimento arriva al 52,9%, quota superiore di 7,7 punti percentuali alla media delle imprese del 45,2% e in aumento 6 punti percentuali rispetto al 46,9% del 2023. Mentre la difficoltà di reperimento delle micro e piccole imprese si attesta al 47,8% (2,6 punti in più rispetto alla media).

I 10 profili più difficili da trovare per le MPI calabresi- I 10 profili più ricercati (con oltre 200 entrate programmate nel 2024) e più difficili da reperire per le micro -piccole imprese con 1-49 dipendenti tra Professioni tecniche, Impiegati, Professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi, Operai specializzati e Conduttori impianti, operai di macchinari fissi e mobili, conducenti di veicoli, sono: Tecnici programmatori (75,0%), Montatori di carpenteria metallica (72,9%), Disegnatori industriali (71,4%), Falegnami ed attrezzisti di macchine per la lavorazione del legno (71,1%), Idraulici e posatori di tubazioni idrauliche e di gas (69,0%), Pasticcieri, gelatai e conservieri artigianali (65,6%), Elettricisti nelle costruzioni civili (64,2%), Carpentieri e falegnami nell’edilizia (esclusi i parchettisti) (64,2%), Panettieri e pastai artigianali (63,9%) e Autisti taxi, conduttori automobili, furgoni, altri veicoli trasporto persone (63,9%).

La rivoluzione digitale e la transizione green pongono sfide ancora più complesse. Nel 2024, le MPI calabresi prevedono 13.000 ingressi con richieste di competenze digitali avanzate (cloud computing, big data, intelligenza artificiale, blockchain, IoT), ma quasi la metà di questi profili (47,7%) è difficilmente reperibile. Ancora più critica la situazione nel comparto artigiano, dove il tasso di difficoltà sale al 50,8%.

Sul fronte ambientale, sono 49.000 i lavoratori richiesti dalle MPI con competenze green, ma per oltre 26.000 di queste posizioni (52,6%) non si riesce a trovare personale adeguato. Nell’artigianato, delle 7.100 figure attese con competenze ecologiche, il 56,8% è considerato di difficile reperimento.

Alla luce di questi dati, per Matragrano «se vogliamo rendere le nostre imprese protagoniste della nuova economia, servono investimenti massicci e strutturati nella formazione tecnica e professionale. È fondamentale rafforzare il legame tra scuola, università, enti di formazione e imprese per colmare il divario tra domanda e offerta».

I DUE VOLTI DELLA CALABRIA “DOLCIARIA”
TRA TRADIZIONE E FRAGILITÀ IRRISOLTE

di ANTONIETTA MARIA STRATI – «Anche questa Pasqua 2025 mette in evidenza due volti della Calabria dolciaria: da un lato, la forza di una tradizione che resiste alle crisi e continua ad affascinare; dall’altro, le fragilità strutturali di un settore che ha bisogno di attenzione politica, sostegni concreti e visione di lungo periodo». È quanto emerso dai dati dell’Osservatorio Mpi di Confartigianato Imprese Calabria, in occasione della Pasqua.

I dati ci raccontano di una Calabria protagonista del settore dolciario regionale, con 2.500 le imprese attive nel settore, di cui 1.929 artigiane, pari al 77,2% del totale, con Vibo che detiene il primato dell’artigianalità, con l’85,6% di imprese artigiane. Seguono da Reggio Calabria (83,7%), Crotone (77,9%), Catanzaro (73,1%) e Cosenza (70,1%).

Un dato non indifferente, che conferma la vocazione artigianale nel comparto dolciario, facendo della qualità e della tradizione un tratto distintivo della sua identità produttiva.

Quello che emerge, dunque, è «un tessuto imprenditoriale solido, distribuito in modo significativo su tutto il territorio ma che, tuttavia, sente il peso dei rincari delle materie prime e la crescente difficoltà a reperire personale qualificato».

Nonostante il contesto economico incerto e l’aumento dei costi, i consumi alimentari non durevoli sono rimasti stabili, registrando un +0,5% nel quarto trimestre 2024 e un +1,0% nel primo bimestre 2025.

Tuttavia, l’intera filiera dolciaria ha dovuto affrontare rincari significativi delle materie prime: nei primi tre mesi del 2025, il cacao è aumentato del 68,3%, il caffè dell’88,5% e l’olio di palma del 74%. A febbraio, i prezzi al consumo registravano aumenti consistenti: burro +19,2%, caffè +18,3%, cacao e cioccolato in polvere +15,4%, cioccolato +9,7%.

Anche energia elettrica e gas, fondamentali per la produzione artigianale da forno, hanno subito un’impennata del +10,4% rispetto a marzo 2024. In questo scenario, i prezzi dei prodotti di pasticceria fresca hanno mantenuto un aumento contenuto del +3,0% a febbraio 2025, confermando una tendenza di moderata crescita rispetto agli anni precedenti.

Ma la vera emergenza per il comparto resta la carenza di manodopera qualificata. Nel 2024, in Calabria, su 1.020 assunzioni previste tra pasticcieri, panettieri, gelatai e conservieri artigianali, ben 650 – pari al 63,7% – sono state classificate come “di difficile reperimento”.

Un dato più che raddoppiato rispetto al 2023, quando la quota si attestava al 26,3%. Si tratta di un’emergenza che mette a rischio la trasmissione dei saperi, l’innovazione produttiva e la continuità aziendale delle botteghe artigiane.

Accanto ai numeri, a definire il valore culturale del settore c’è la biodiversità alimentare: la Calabria vanta 270 prodotti agroalimentari tradizionali (Pat), di cui ben 87 appartengono al mondo della panetteria, biscotteria, pasticceria e confetteria (32,2% del totale). Seguono le carni fresche e preparate con 73 prodotti (27%) e poi formaggi, pesce, miele, liquori e oli, che testimoniano la ricchezza di un patrimonio agroalimentare da tutelare e valorizzare.

In definitiva, «la Calabria – scrive Confartigianato – ha dimostrato anche quest’anno di saper preservare le sue radici artigianali e gastronomiche, nonostante le difficoltà del momento».

«La sfida, ora – dice ancora la nota – è rafforzare la formazione, rendere attrattive le professioni artigiane e continuare a valorizzare un comparto che rappresenta non solo un volano economico, ma anche un simbolo identitario del territorio.

«La pasticceria artigianale è un patrimonio da difendere, ma senza investimenti nella formazione, nei centri di eccellenza e nella trasmissione delle competenze, rischia di svuotarsi. Serve una strategia condivisa che coinvolga scuola, imprese e istituzioni per rendere attrattive le professioni del gusto e dare un futuro a migliaia di giovani», ha detto in una nota Confartigianato Imprese Calabria, sottolineando come «le mani che impastano e decorano sono le stesse che tengono vivo il senso di comunità e la cultura profonda di una terra ricca di gusto e passione», conclude la nota. (ams)

Confartigianato ha incontrato l’assessore Varì: Focus sul Fondo per l’Artigianato

Si è fatto il punto sullo stato di attuazione delle misure a sostegno del comparto artigiano, con particolare attenzione al Fondo per le imprese Artigiane che nell’ultimo anno ha registrato alcuni ritardi, nel corso dell’incontro tra Confartigianato Imprese Calabria – assieme a CNA e Casartigiani e l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Rosario Varì e il direttore generale del Dipartimento, Paolo Praticò.

Il Fondo per l’Artigianato rappresenta una misura cruciale per il sostegno e lo sviluppo delle imprese del settore. Attraverso contributi a fondo perduto del 65% su investimenti in macchinari e attrezzature, il fondo mira a migliorare la competitività delle aziende artigiane, sostenendo la modernizzazione e l’innovazione del comparto.

Dall’avvio del fondo nel 2020 ad oggi, 950 imprese circa hanno usufruito della misura, per un ammontare complessivo di investimenti pari a oltre 35 milioni di euro a fronte di 20 milioni di contributi erogati. Un dato che testimonia il dinamismo e la voglia di investire delle aziende artigiane calabresi, nonché l’efficacia di una misura che ha saputo coniugare sostegno economico e snellezza burocratica.

Durante l’incontro, però, è emerso che nonostante lo sforzo della regione, quasi il 70% delle risorse attualmente disponibili, pari a 10 milioni di euro, risulta essere già impegnato dalle richieste in attesa di definizione.

Le organizzazioni artigiane hanno dunque espresso l’auspicio che la Regione Calabria possa reperire ulteriori risorse per mantenere attiva questa misura, considerati i risultati positivi finora ottenuti.

«Il Fondo per l’Artigianato – hanno sottolineato i rappresentanti delle associazioni artigiane presenti – è uno strumento fondamentale che ha saputo nel tempo fornire una risposta rapida alla necessità di sostegno alla crescita e competitività del settore. Ricordiamo che si tratta di una misura sempre attiva e su cui la regione interviene solo a valle del procedimento, senza incidere sui tempi di investimento delle imprese che in tal modo possono rapidamente attuare le proprie strategie di investimento per essere più competitive».

Un aspetto critico emerso durante l’incontro ha riguardato la verifica sui tempi di erogazione dei contributi, spesso dilatati rispetto alle attese. Le organizzazioni artigiane hanno ribadito la necessità di un maggiore attenzione e celerità nell’erogazione dei fondi, per permettere alle imprese di pianificare correttamente i propri investimenti.

«I risultati prodotti da questa misura sono importanti e tangibili – hanno dichiarato i rappresentanti –. Auspichiamo dunque che il Fondo per l’Artigianato possa essere potenziato, per continuare a sostenere la crescita e l’innovazione delle nostre imprese».

L’incontro si è concluso con un impegno condiviso a lavorare per migliorare l’efficienza delle procedure ma anche per non perdere una misura di sostegno che negli anni si è rivelata davvero efficace. (rcz)

Confartigianato Imprese Calabria all’assemblea nazionale alla presenza del Presidente Mattarella

C’era anche una delegazione di Confartigianato Imprese Calabria, accompagnata dal segretario regionale Silvano barbalace, all’assemblea nazionale dell’Associazione, svoltasi nei giorni scorsi a Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

«Nel DNA delle abilità e dei saperi degli artigiani risiede tanta parte della storia d’Italia, di cui costituisce, tuttora, un motore di sviluppo», ha affermato il Capo dello Stato, evidenziando come le piccole imprese artigiane siano un pilastro fondamentale per la coesione sociale, lo sviluppo economico e la tutela dei territori. Mattarella ha ribadito che l’artigianato non è solo un settore economico, ma rappresenta anche una forma di resistenza culturale e sociale, un’area in cui la qualità del lavoro e l’intelligenza umana si traducono in creatività, autonomia e prospettive per i giovani.

«L’artigianato è espressione della qualità del lavoro, dell’intelligenza, della laboriosità della persona», ha dichiarato Mattarella, confermando l’artigianato come uno degli elementi distintivi e riconoscibili del “Made in Italy”.

In questo scenario, la presenza di Confartigianato Imprese Calabria non solo ha valorizzato la forza del settore in una regione ricca di tradizioni artigiane, ma ha anche dato un segnale forte di unità e di impegno collettivo verso la promozione e la difesa dell’artigianato come settore strategico per il futuro dell’Italia. Le circa 10.000 imprese a valore artigiano associate in Calabria, infatti, rappresentano una risorsa inestimabile per l’economia locale, in grado di rispondere alle sfide della globalizzazione con la qualità, la personalizzazione e la creatività che da sempre caratterizzano l’artigianato italiano.

Il giorno prima dell’assemblea pubblica, l’Assemblea dei Delegati di Confartigianato ha eletto per acclamazione Marco Granelli come presidente, confermandolo nel suo ruolo di leadership. Un gesto che sancisce la continuità di un lavoro iniziato con passione e determinazione, e che ora si prepara ad affrontare nuove sfide. Da segnalare anche l’indicazione di Salvatore Ascioti – presidente di Confartigianato Imprese Reggio Calabria – nella Giunta esecutiva in rappresentanza della Calabria.

Nella sua attenta analisi, il presidente Granelli ha anche posto l’accento sulla crisi giovanile e sul tasso di disoccupazione che minaccia il futuro del Paese, ma anche sulla “glaciazione demografica” che nei prossimi dieci anni porterà alla perdita di milioni di lavoratori, con rischi enormi per il “Made in Italy” e per l’intero sistema delle piccole imprese italiane. In questo contesto, ha sottolineato, è fondamentale un impegno collettivo per incentivare l’imprenditorialità giovanile e per supportare il settore artigianale con politiche concrete che possano stimolare la crescita, ridurre la pressione fiscale e combattere la burocrazia.

Dall’assemblea nazionale, Confartigianato Imprese Calabria porta un bagaglio di progettualità e riflessioni per potenziare l’impegno della classe dirigente locale, radicata in ogni contesto territoriale, nelle sfide da vincere per riaffermare “l’intelligenza artigiana”. (rrm)

Confartigianato Imprese Calabria: Dare impulso a investimenti privati per crescita delle imprese

Serve «dare impulso agli investimenti privati per sostenere la crescita delle imprese. Ma, anche, accelerare il programma Transizione 5.0 e pensare a misure di sostegno e accompagnamento dell’economia che non siano fatte soltanto di regole e scadenze», secondo Confartigianato Imprese Calabria, nell’audizione sul Def davanti alle Commissioni bilancio di Camera e Senato con Cna e Casartigiani.

Per questo «in una fase di debolezza della congiuntura economica è necessario dareimpulso agli investimenti privati per mantenere le imprese sul sentiero della crescita», perché «la via della crescita – ha ricordato Confartigianato – passa dalla fiducia: è necessario accelerare il programma Transizione 5.0, che può contare su una cospicua dote di risorse per accompagnare il sistema produttivo verso le sfide della doppia transizione, digitale ed ambientale, anche grazie al sostegno ai progetti di autoproduzione energetica».

«Un altro capitolo di fondamentale importanza – ha rilevato nel corso dell’audizione – è la realizzazione del Pnrr. Il piano sta procedendo a rilento, rispetto alla spesa di circa 80 miliardi prevista per il 2023 si è speso circa la metà: “Spendere quest’anno almeno 20, dei 40 miliardi non impiegati, darebbe un impulso importante all’economia, soprattutto nell’ambito degli investimenti pubblici e delle infrastrutture».

Per Confartigianato, «il sostegno agli investimenti richiede di rifinanziare al più presto la legge Sabatini che rischia di dover sospendere l’accoglimento delle domande. Inoltre è necessario che venga abbassata sensibilmente la soglia minima degli investimenti nella ZES Unica, oggi fissata a 200 mila euro, per accelerare la spesa e consentire anche alle imprese di piccola dimensione di contribuire allo sviluppo delle economie del Mezzogiorno».

Quello che si chiede al Governo è anche di «adottare il piano nazionale per la riduzione progressiva del consumo di energia degli edifici residenziali prevista dalla direttiva Case Green di recente approvazione. Occorre un programma di medio termine, che individui obiettivi, priorità e risorse per accompagnare l’attuazione della direttiva, favorendo una ordinata qualificazione dell’offerta e della domanda».

C’è, infine, «grande attesa sulla emanazione della “Legge annuale” dedicata alle Mpmi, nella quale definire meglio strumenti e indirizzi programmatici dedicati a creare le condizioni di ambiente e contesto realmente favorevoli alla nascita, lo sviluppo ed il consolidamento delle micro, piccole e medie imprese del territorio».

E, guardando all’imminente competizione per il rinnovo degli organismi europee, l’auspicio di Confartigianato Calabria è che «l’Ue riesca a imprimere un impulso positivo alla crescita tornando a pensare (come è stato fatto per Next Generation Ee e Sure) a misure di sostegno e accompagnamento dell’economia che non siano fatte soltanto di regole e scadenze». (rrm)

Barbalace (Confartigianato Imprese): Regione punti a snellimento delle procedure

Il segretario regionale di Confartigianato Imprese Calabria, Silvano Barbalace, esprimendo soddisfazione per il rifinanziamento del Fondo Artigiano da parte della Regione, ha chiesto di puntare allo snellimento delle procedure.

«Avevamo spinto per il rifinanziamento del Fondo artigiano – ha ricordato – strumento istituito nel 2019 proprio su richiesta della Confartigianato e delle altre organizzazioni dell’artigianato che sta dando ottimi risultati – spiega ancora il segretario regionale di Confartigianato – Complessivamente sono stati messi sullo strumento 13 milioni di euro incluso l’ultimo rifinanziamento di qualche giorno fa: oltre 600 imprese artigiane calabresi hanno avuto l’opportunità di poter fare investimenti. Non possiamo, quindi, che essere soddisfatti di questa azione del Governo regionale che ha tenuto conto delle nostre sollecitazioni».

«Il Fondo è uno strumento che si è dimostrato particolarmente efficace – ha aggiunto – grazie a questo intervento incrementale, auspicato anche dalle associazioni di categoria, continuerà ad esserlo e gli artigiani calabresi potranno farvi affidamento per ottenere gli incentivi necessari per ogni esigenza di crescita delle proprie aziende».

«Ricordiamo che le agevolazioni consistono nella concessione di un contributo in conto capitale nel limite del 65% calcolato sulle spese di investimento previste dal Regolamento, di un contributo in conto interessi – ha proseguito – da riconoscere in forma attualizzata per tutta la durata del finanziamento concesso da istituti bancari e nel parziale rimborso del costo della garanzia rilasciata dai Confidi».

«Auspichiamo che, attraverso questo rifinanziamento – ha detto ancora – si possa dare seguito alle richieste che in questi mesi sono state, comunque, istruite e presentate dalle associazioni di categoria per conto delle imprese artigiane ma che non sono state evase dalla regione Calabria per la carenza di fondi. Così come non possiamo che sperare nello snellimento delle procedure, in modo che la Regione sia conseguenziale all’impegno assunto di un nuovo approccio nei bandi all’insegna del superamento della lentezza della macchina amministrativa regionale per dare risposta rapida alle imprese».

«Il nobile scopo di questa misura, fortemente voluta dalle nostre associazioni di categoria – ha concluso – è proprio incentivare la crescita competitiva e sostenibile, nonché i processi di innovazione delle imprese artigiane della nostra regione, che rappresentano uno dei settori produttivi strategici nel contesto dell’economia calabrese. Visto il successo degli anni passati e il momento di difficoltà che le imprese attraversano a causa dell’incremento del costo dell’energia, delle materie prime e della inflazione cavalcante, ci aspettavamo un rilancio veloce del Fondo per l’artigianato. Invece, non abbiamo nessun genere di notizie in merito». (rcz)

Successo per la due giorni di Confartigianato Imprese Calabria per mettere in vetrina la qualità dei prodotti calabresi

Nei giorni scorsi, si è svolta una due giorni che ha permesso di mettere in vetrina la qualità dei prodotti calabresi e la professionalità delle nostre aziende, all’insegna dell’accoglienza. Una iniziativa organizzata da Confartigianato Imprese Calabria in collaborazione  con la Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia ed il supporto organizzativo della Camera di Commercio Italiana in Canada West, sviluppandosi attraverso la promozione di un’azione di incoming di buyers esteri interessati ai prodotti agroalimentari calabresi.

Molti i prodotti di interesse per i 7 buyers canadesi tra cui vino, liquori, prodotti biologici, olio di oliva, pasta, sott’oli, bevande analcoliche, formaggi, caffè. Gli incontri hanno offerto, gratuitamente, alle 22 aziende calabresi presenti l’opportunità di far conoscere i propri prodotti e le fasi di lavorazioni, aprendo le porte ad un percorso finalizzato all’avvio di accordi commerciali.

Le aziende selezionate: Infusi Di Calabria Srl; Astorino Pasta; Medi Mais Calabria Srl; Az. Agr. Filice Francesco; Archeonologica Di Bafaro F.Sco; Kalabria Wines Srls; Salumificio Lavigna Snc;Az. Agr. Brittelli Elisabetta; Lab. Lucchetta Soc. Coop.; Senatore Vini; Serfunghi Srl;Az. Agr. Neocastrum Di Giannuzzi I.; Santa Rita Srl; Giovanni Gatti; Librandi Antonio E Nicodemo Spa; Fi. Ro. Di Cuglietta Roberto; Iaquinta Srl; Soc. Agr. Tenuta Lento Srl; Az. Agr. Russo & Longo Snc; Mediolat Srl; Az. Agr. Rosanna Salfi; Qual’italy Srls.

«Il processo di globalizzazione dei mercati agisce a diversi livelli – hanno dichiarato il presidente e il segretario regionale di Confartigianato Imprese Calabria, rispettivamente Roberto Matragrano e Silvano Barbalace –, una globalizzazione che richiede un ruolo sempre più diversificato dei singoli attori che compongono il settore. Da qui l’importanza di mettere a confronto diretto aziende e buyers per innescare un processo di trasformazione di identità professionale per aprire nuovi canali di commercializzazione, alla conquista di mercati e territori inesplorati o che possono essere potenziati».

«Il mercato del Canada west – hanno proseguito – è uno di quelli in cui sono assenti molti dei nostri migliori prodotti e per questo abbiamo voluto fare questo grande sforzo e sostenere questa missione. Abbiamo voluto offrire alle nostre aziende, a costo zero, l’opportunità di comprendere il mercato canadese e le possibilità concrete di esportare in quel paese, con l’auspicio che questa azione possa portare risultati concreti per le nostre aziende. La mission dell’organizzazione è quella di sostenere le aziende nella loro crescita creando le migliori condizioni per il loro sviluppo. Questa è una delle tante attività che la Confartigianato mette in campo».

Negli incontri B2B, le 22 aziende calabresi hanno avuto la possibilità di promuovere i prodotti e, in particolare, accogliere i rappresentanti delle 7 imprese canadesi.

Tra i momenti più coinvolgenti sicuramente il momento della realizzazione in loco del “piatto della rinascita”, ideato dal maestro orafo Gerardo Sacco durante il lockdown ed eseguito da uno chef d’eccezione come Pino Posteraro, non a caso nominato “Cavaliere”, con l’Ordine della Stella d’Italia consegnatogli in Canada.

Una magia di sapori e di emozioni realizzata nel corso dell’iniziativa di Confartigianato Imprese Calabria che si è svolta al Grand Hotel Lamezia.

La ricetta a base di tipicità calabresi è stata preparata dal maestro Sacco, al quale Confartigianato rivolge uno speciale ringraziamento, e dallo chef Posteraro utilizzando ricotta fresca (Mediolat), conserva di pomodori (SerFunghi) ben amalgamate in un piatto di “maccarruniaru ferretto” (Pasta Astorino) che hanno dato vita a un gustoso canto di arte, cultura e gastronomia. (rcz)

Osservatorio Mpi Confartigianato: In Calabria difficili da reperire 3 mila pasticceri, panettieri e pastai artigiani

Sono tre mila i pasticceri, panettieri e pastai artigiani difficili da reperire in Calabria. È quanto è emerso dai dati dell’Osservatorio Mpi di Confartigianato Imprese Calabria, in cui viene evidenziato come nella nostra regione «delle 440 entrate previste dalle imprese per le professioni di Pasticcieri, gelatai e conservieri artigianali e Panettieri e pastai artigianali, 120 unità, pari al 27,3%, risulta di difficile reperimento».

«Al 64,3% delle entrate di pasticcieri, gelatai, conservieri, panettieri e pastai artigianali – viene spiegato – è richiesto un livello elevato, medio-alto e alto, di competenze green, quota in costante salita negli ultimi 5 anni: +20 punti, passa dal 43,8% del 2017 al 64,3% del 2022».

Secondo i dati dell’Osservatorio, infatti, «nella nostra regione sono interessate dai consumi tipici dei prodotti pasquali oltre 2 mila pasticcerie e imprese del settore dolciario – comparto che include pasticceria fresca, gelati, biscotti, cacao, cioccolato, confetteria, etc. – con un’alta vocazione artigianale: sono 1.960 le imprese artigiane, rappresentando l’83,2% delle imprese totali del settore».

«La crisi combinata di materie prime e dell’energia – viene evidenziato  hanno ribaltato effetti pesanti sul comparto dolciario e in particolare sulle pasticcerie, le quali reagiscono con un incremento dei prezzi dimezzato rispetto alla tendenza di prodotti alimentari e inferiore alla media europea. A febbraio 2023 le quotazioni internazionali dei cereali in euro registrano una crescita del 34,9% su base annuale e risultano superiori dell’83,4% al livello del 2019».

«L’analisi dei dati sui prezzi al consumo –  si legge nel rapporto – evidenzia che a febbraio 2023 i prezzi al consumo dei prodotti alimentari è del +13,2% mentre i prezzi dei prodotti di pasticceria fresca registrano un ritmo di crescita dimezzato, fermandosi al +6,5%, stabile rispetto a gennaio e in attenuazione rispetto al +6,7% di dicembre 2022, un ritmo di crescita che è circa un terzo del +18,4% registrato dai prezzi della pasticceria confezionata».

«Grazie al contributo della contenuta dinamica dei prezzi della pasticceria fresca – conclude il rapporto dell’Osservatorio –, nel confronto internazionale con il massimo dettaglio di prodotto disponibile, a febbraio 2023 i prezzi degli Altri prodotti di panetteria e pasticceria in Italia salgono del 16,6%, inferiore di quasi cinque punti al +21,5% della media Ue». (rcz)