Un nuovo esodo? La Santelli chiude la Calabria
Non si entra o esce dalla regione fino al 3 aprile

Fino al 3 aprile non si entra e non si esce dalla Calabria, salvo comprovate esigenze lavorative legate a servizi essenziali o per gravi motivi di salute. L’ordinanza della Presidente Jole Santelli firmata poco dopo la mezzanotte di ieri è una forma di cautela importante e coraggiosa: non è stato facile decidere un blocco totale, ma l’evolversi in negativo della situazione epidemica (chiusa anche Rogliano e Santo Stefano di Rogliano) non lascia spazio ad altre iniziative. È importante che tutti ascoltino gli appelli, ma soprattutto rispettino l’ordine (è un ordine, non un invito) a RESTARE IN CASA. C’è da fermare il contagio, chiunque può essere veicolo di infezione e il rischio è altissimo, visto che sono molti gli asintomatici che portano dentro di sé il virus.

Dopo l’ordinanza della Regione Lombardia di ieri sera che impone il fermo delle attività dei cantieri edili e la sospensione delle attività degli uffici pubblici, delle attività artigianali e degli studi professionali e prima del nuovo annuncio del Presidente Conte di ieri sera sul blocco totale, la presidente Santelli aveva lanciato un appello al «Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola de Micheli affinché blocchino un altro esodo che avrebbe effetti devastanti.» Le misure della Regione Lombardia – aveva scritto la Santelli –, «se da un lato rappresentano un’ulteriore stretta al propagarsi dei contagi in Lombardia, possono determinare indirettamente pesanti conseguenze per la Calabria e per tutte le regioni meridionali. Tanti corregionali che lavorano in questi settori, infatti, potrebbero di decidere, così come è avvenuto per gli studenti fuori sede, di rientrare in massa con conseguenze pesantissime per le nostre comunità. La maggioranza dei casi che oggi registriamo in Calabria è stata causata dai rientri dalle persone provenienti dalle zone rosse del Nord Italia che a loro volta hanno innescato il contagio sul nostro territorio».

Accorato anche l’appello rivolto ai tanti che vivono fuori della Calabria. «L’invito ai Calabresi – ha scritto la Presidente Santelli – che lavorano fuori dalla nostra regione, è sempre lo stesso: fatelo per le vostre famiglie, per i vostri cari, fatelo per voi stessi, ma non tornate in Calabria. C’è a rischio la salute di un’intera comunità e un sistema sanitario come il nostro, per quanto siano tanti e grandi gli sforzi per renderlo adeguato, non potrebbe sopportare una nuova ondata di contagi».

Sempre ieri, la Presidnete aveva comunicato che sono 340 i medici che hanno dato la propria disponibilità per essere impiegati durante l’emergenza Coronavirus in Calabria. Di questi 158 sono neo laureati in medicina, non ancora abilitati, ma che possono esercitare la professione, secondo quanto disposto dal decreto “Cura Italia” approvato dal governo.  I restanti 182 sono, invece, medici specializzati e specializzandi, molti dei quali in discipline come medicina interna, cardiologia, pneumologia, anestesia e rianimazione, particolarmente richieste nella gestione dell’emergenza sanitaria. Tali disponibilità ci permetteranno di utilizzare gradualmente il personale medico in base alle necessità e alle aperture programmate degli ospedali Covid sul territorio regionale.  Parallelamente al reclutamento del personale medico, le ASP hanno già dato avvio allo scorrimento delle graduatorie degli idonei per l’assunzione, sempre a tempo determinato, di 270 infermieri e 200 Oss oltre che a biologi e tecnici di laboratorio. «L’assunzione di personale medico e sanitario non medico – ha detto la Santelli – permette di rendere operative tutte le strutture e i posti letto aggiuntivi che la Regione Calabria sta attivando per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Sapere di poter contare su professionisti, molti dei quali giovani e con tanta voglia di fare, rappresenta una speranza nella lotta a questo virus e ci dà forza per proseguire in questo grande lavoro che ci vede tutti coinvolti, ciascuno per la propria parte».

Quindi, dopo il blocco totale annunciato da Conte, la presidente si è vista costretta a ordinare la “chiusura” della Calabria. Proprio qualche giorno fa, la Presidente aveva annunciato con soddisfazione l’allestimento di una struttura modulare con oltre 80 posti di terapia intensiva e subintensiva nell’area adiacente all’Azienda Ospedaliero-Universitaria Mater Domini di Catanzaro. La struttura, che sarà pronta tra qualche giorno, è realizzata con il coordinamento dell’Agenzia del Demanio e permetterà di affrontare l’emergenza sanitaria. «Grazie a questo intervento – ha dichiarato la Presidente Santelli – saremo in grado di gestire attraverso la connessione con il Policlinico ulteriori 1000 casi di possibile contagio. Questi nuovi posti letto si andranno ad aggiungere ai 141 allestiti negli scorsi giorni in tutta la regione. Stiamo rispettando il programma che abbiamo delineato nei giorni scorsi per affrontare l’emergenza che prevede in più fasi la realizzazione di Centri Covid localizzati in tutto il territorio per ospitare reparti di malattia infettiva, pneumatologia e terapia intensiva. Un ringraziamento particolare va al Commissario Straordinario del Governo per l’Emergenza COVID 19, il dott. Domenico Arcuri e al dott. Antonio Agostini Direttore dell’Agenzia Demanio per aver contribuito in modo fattivo affinché questo progetto possa vedere la luce in tempi brevi». (rrm)

Covid-19, appello ai calabresi delle zone rosse
La Santelli: se rientrate rischiamo il contagio

«La Calabria non è in grado di reggere una grave emergenza sanitaria»: questo l’appello della governatrice ai calabresi che vivono nelle zone rosse e che si sono messi in viaggio per tornare dai parenti in Calabria conta sul senso di responsabilità di chi, inconsapevolmente, può essere un portatore sano del virus Covid-19. A mezzogiorno la Presidente Santelli ha firmato l’ordinanza sulle misure straordinarie a seguito dell’evoluzione che ha avuto l’emergenza Coronavirus nelle regioni settentrionali. Un’evoluzione che ha spinto tante persone residenti al Nord a far ritorno in Calabria.

Il documento prevede, per chiunque arrivi in Calabria o vi abbia fatto ingresso negli ultimi quattordici, giorni dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, la misura della quarantena obbligatoria con sorveglianza attiva. È necessario comunicare questa misura al proprio medico di Medicina Generale o Pediatra di Libera Scelta oppure telefonare al numero verde regionale 800-767676 o al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale territorialmente competente, che adotterà le misure necessarie.

«I Dipartimenti di Prevenzione – secondo l’ordinanza – dovranno fornire giornalmente al Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie e al Prefetto territorialmente competente, le informazioni relative ai soggetti posti in quarantena o isolamento domiciliare con sorveglianza attiva, secondo il format appositamente definito.

«Le società di autolinee e Trenitalia sono tenute a comunicare l’elenco dei passeggeri provenienti dalle zone indicate dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ai Dipartimenti di Prevenzione territorialmente competenti, anche tramite i sindaci.

«I Prefetti delle Province regionali, invece, dispongono verifiche presso le stazioni ferroviarie, aeroportuali, le stazioni delle autolinee interregionali.

«I sindaci, in qualità di autorità locale di protezione civile, dovranno valutare l’apertura del Centro Operativo Comunale con l’attivazione di attività di ‘Assistenza alla popolazione’ e ‘Volontariato’, dedicate alle categorie fragili e ai cittadini sottoposti a quarantena o isolamento domiciliare.

«Sul sito istituzionale della Regione Calabria sarà a breve pubblicata una scheda censimento per il monitoraggio dei rischi da Covid-19. Dovrà essere compilata da chiunque arrivi in Calabria, o vi abbia fatto ingresso negli ultimi quattordici giorni, dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico».

Nella prima mattinata la governatrice aveva diffuso un appello rivolto ai calabresi che vivono fuori della Calabria. «Cari calabresi, è una follia – ha detto Jole Santelli –. La diffusione della bozza di decreto sulla nuova zona rossa sta portando ad un vero esodo verso il sud, ed in particolare verso la Calabria.  Siamo preoccupati ed a lavoro senza sosta per preservare la nostra terra da chi non ha ben compreso la gravità del rientro senza controllo.  Ritornare dal Nord in modo incontrollato mette in pericolo la nostra terra e gli affetti di tutti.

«Non fatelo. Fermatevi!

«Seguite le regole, proteggetevi e proteggeteci come prescritto. L’esodo incontrollato porterà all’aumento esponenziale del contagio anche da noi.  È evidente che una sanità come quella calabrese, vessata da anni da tagli selvaggi, non è in grado di reggere una situazione di totale emergenza.  Occorrono provvedimenti urgenti e seri di contenimento e sicurezza che non è nel potere della Regione emanare. Chiedo con forza un’assunzione seria di responsabilità da parte del governo nella gestione delle partenze.  È evidente che la situazione sta sfuggendo al controllo.  Chiedo il blocco delle partenze verso la Calabria, per ordinanza regionale stiamo facendo i controlli negli aeroporti, ma non possiamo chiudere ingressi, treni e pullman.

«Il Governo blocchi l’esodo verso la Calabria che rischia di innescare una bomba emergenziale. Chiediamo immediati ed urgenti controlli sui treni e nelle stazioni dei pullman.  Non è nei miei poteri bloccare gli arrivi dalla zona arancione. La Calabria non è in grado di reggere un’emergenza sanitaria grave».

Utili le indicazioni, in questo senso del sen. Marco Siclari: è opportuno misurare la temperatura ai passeggeri prima dell’imbarco  e prima di scendere dal mezzo di trasporto. «Le società aeree, navali, autolinee, Trenitalia, Italo, – suggerisce il sen. Siclari – attrezzino i loro “controllori”, “hostess” e “stuart”, con termometri laser utili a prevenire e ridurre il contagio. In questo modo evitiamo che il presunto contagiato possa salire sul mezzo di trasporto e trasmettere il virus durante il viaggio (la temperatura viene misurata prima che il passeggero salga sul mezzo di trasporto), ed è utile anche per segnalare l’eventuale passeggero che all’arrivo risulta avere un aumento della temperatura (misurata prima di scendere).

Altri appelli vengono lanciati in queste ore dai sindaci calabresi. Il sindaco di Vibo, Maria Lìmardo, ha invitato chiunque arriva a Vibo Valentia o vi abbia fatto ingresso negli ultimi 14 giorni dopo aver soggiornato nella Regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia  a «comunicare tale circostanza al proprio medico di fiducia e sottoporsi alla quarantena obbligatoria con sorveglianza attiva».  Anche il sindaco di Locri Giovanni Calabrese ha lanciato un appello «alle persone che stanno rientrando al Sud».  Avverte Calabrese: «Migliaia di persone, prese dal panico a seguito delle anticipazioni delle decisioni del governo di isolare parte dei nord Italia, stanno rientrando anche sul nostro territorio senza alcuna indicazione, obbligo o prescrizione medica. Rivolgiamo  un appello ai nostri corregionali che stanno rientrando a casa di comunicarlo alle competenti autorità e di rispettare un periodo di quarantena indicato dai vari protocolli. Invitiamo, inoltre, i nostri cittadini a comportarsi secondo buon senso e responsabilità, assumendo tutte le necessarie precauzioni del caso. Tutto ciò nell’interesse loro e di tutta la popolazione della Locride.

Proprio l’altro ieri la Presidente Santelli aveva chiesto al ministro della Salute Roberto Speranza l’assunzione di dirigenti medici specializzati in pneumologia, rianimazione, infettivologia, cardiologia, medicina interna, pronto soccorso oltre al personale paramedico, infermieristico e Oss. Una richiesta che si è resa necessaria dopo un’accurata analisi del fabbisogno di personale nelle strutture sanitarie pubbliche. «Ci auguriamo – aveva detto la governatrice – che il Ministro dia una risposta immediata a questa richiesta, che riteniamo essenziale per fare fronte ad eventuali emergenze».

In Calabria sono stati subito chiusi il Museo Archeologico Nazionale di Reggio e altre istituzioni culturali, mentre vengono sospese iniziative che prevedano assembramenti pubblici. È importante che tutti i calabresi, nella consapevolezza che la regione ha individuato pochissimi casi di contagio, di mettere in pratica tutte le misure di prevenzione indicate dal ministero della Salute nel manifesto memorandum che anche noi riproponiamo. È fondamentale bloccare il contagio prima che diventi emergenza anche il Calabria.  (rrrm)

Le misure per fronteggiare il contagio

IL DECRETO DEL GOVERNO CONTRO IL CONTAGIO DA CORONAVIRUS

Il testo completo del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM)

per contrastare il contagio da coronavirus

Coronavirus_DPCM_del_4.3.2020

Il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

#iorestoacasa

Covid-19 - Le misure di preventzione

 

Misure di prevenzione igienico-sanitarie prescritte da Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri:

  1. Lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.

  2. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute.

  3. Evitare abbracci e strette di mano.

  4. Mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro.

  5. Igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie).

  6. Evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva.

  7. Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.

  8. Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce.

  9. Non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico.

  10. Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

  11. Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.

La Calabria e l’emergenza coronavirus: da Scuole e Università un aiuto ai cittadini

Viene dai ragazzi del Liceo Scientifico “Fermi” di Cosenza una utile risposta all’emergenza sanitaria sul coronavirus. Nell’attesa di verificare il sospetto contagio registrato a Cetraro tramite la Regione Calabria, fa piacere registrare l’impegno di studenti e ricercatori, che cercano di rendersi utili per i cittadini.

Se da una parte ci sono i ricercatori Unical che spiegano come preparare il disinfettante per mani senza rischi utilizzando la ricetta fornita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’altra ci sono gli studenti  della IV C del Liceo Scientifico Fermi di Cosenza che, al grido di «Il Fermi non si ferma», hanno realizzato – sotto la guida della prof.ssa Francesca Passarelli – un kit di prima emergenza, composto da disinfettante per mani e mascherina realizzata interamente dai ragazzi.

Una iniziativa che ha trovato appoggio da Angela Corso, dirigente dell’Istituto, che ha sottolineato come «anche gli avvenimenti meno piacevoli possano contribuire alla crescita dei ragazzi, e che darsi da fare per risolvere i problemi aiuta a sdrammatizzare».

calabria

Sulla scia del demonizzare questa crisi, ci sono i sociologi dell’Unical, che hanno realizzato un decalogo «per fermare il contagio del panico».

«Tutti noi – si legge sul sito dell’Università della Calabria – contribuiamo all’informazione, condividendo notizie. Ma è importante farlo con responsabilità, soprattutto in questi giorni di allerta, in cui il Paese vive l’emergenza Coronavirus. Olimpia Affuso e Giuseppina Pellegrino, sociologhe della comunicazione del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Unical, hanno elaborato un decalogo per un uso consapevole di Whatsapp (e non solo)».

Infine, la ricercatrice Teresa Ting, del Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, per la Cambridge University Press, ha realizzato dei materiali didattici sull’epidemiologia – la scienza che studia come insorgono e si diffondono le malattie – destinati agli studenti delle scuole superiori e distribuiti a insegnanti di tutto il mondo, dopo l’esplosione dell’emergenza Coronavirus.

I materiali sono organizzati in cinque moduli per spiegare ai ragazzi alcuni concetti base dell’epidemiologia e renderli quindi più consapevoli in un mondo che diventa sempre più piccolo, vista la facilità e la velocità degli scambi. Ting e colleghi spiegano, ad esempio, com’è cambiata la mobilità e quanto questo ha inciso sul controllo delle malattie, come comportarsi quando si viaggia, cos’è l’antibiotico-resistenza e perché l’igiene personale può essere decisiva come misura di prevenzione. (rrm)

Il video dei ricercatori Unical per spiegare come realizzare, in sicurezza, il disinfettante per mani.

In Calabria paura del contagio del coronavirus
L’allarme da medico del senatore Marco Siclari

di SANTO STRATI – Marco Siclari, senatore azzurro alla prima legislatura, ma prim’ancora medico e dirigente sanitario, aveva lanciato, per primo, un allarme inascoltato già lo scorso 26 gennaio, invitando il ministro della Salute Roberto Speranza a riferire in aula. Il ministro si è presentato quattro giorni dopo, quattro giorni preziosi per valutare in tempo i provvedimenti da prendere per la “straordinaria” prevenzione che il senatore aveva suggerito, un documento elaborato con alcuni colleghi anche cinesi e statunitensi. Adesso, la regione teme il contagio, quello di ritorno, quello potenziale dei suoi figli che vivono nelle zone colpite dall’epidemia e sottoposte a una pesante quarantena e che pensavano di tornare dai propri familiari in Calabria. A questo proposito Siclari mette in guardia sul probabile arrivo di emigrati e studenti: «Sta accadendo – ha detto – che mentre noi chiudiamo in Lombardia qualche città, in Piemonte qualche altra città, i cittadini,come pure gli studenti universitari che hanno visto le università chiuse del Nord, stanno tornando al loro paese d’origine. Quindi abbiamo un controesodo nelle proprie terre d’origine che può preoccupare. Noi dobbiamo consigliare a questi studenti, se hanno frequentato loro colleghi che vengono dalle città o dai comuni che sono stati messi in quarantena, di porsi il problema della quarantena anche loro, una quarantena volontaria. È un appello da estendere a tutti i governatori delle Regioni».

La Presidente Jole Santelli ha colto gli appelli che sono giunti da varie parti della regione e ha subito formulato l’ipotesi di un’ordinanza con le misure precauzionali rispetto all’emergenza coronavirus e le varie proposte sono al vaglio del comitato tecnico scientifico della Protezione Civile Nazionale che aspetta il parere vincolante del ministro della Salute. L’ordinanza regionale prevede la chiusura delle scuole e delle università e la sospensione delle manifestazioni pubbliche, nonché misure relative al controllo aeroportuale per il transito nazionale, l’istituzione di un ulteriore numero verde gestito dalla Protezione Civile Regionale e dal Dipartimento Sanità. L’ordinanza contiene anche l’adozione di misure precauzionali relative alle persone che arrivano in Calabria dalla cosiddetta “zona rossa” (intendendo, perciò, gli 11 comuni interessati dalle misure più restrittive) e le zone ad alto rischio, Cina e Corea. Se appare corretta l’adozione della quarantena là dove esistono focolai di infezione, d’altra parte non sembra opportuno “bloccare” città e attività in nome della cautela: occorre semmai predisporre i necessari presidi – come suggerisce il sen. Siclari – per evitare che i luoghi della sanità diventino essi stessi un focolaio dell’epidemia, in assenza di accorgimenti necessari per la prevenzione.

Ieri mattina, a SkyTg24, il sen. Siclari aveva esposto la sua preoccupazione di medico, sottolineando la necessità di bloccare la trasmissione del virus, anche utilizzando un questionario da lui elaborato con altri colleghi, che permette di fare uno screening preliminare sugli arrivi. Il questionario (che dovrebbe essere adottato a breve anche dal Parlamento Europeo) andrebbe compilato alla frontiera e alle dogane prima dello sbarco o della discesa dei passeggeri di navi, aerei, treni, pullman, nonché applicato su autisti e viaggiatori. Siclari ha ipotizzato, in caso di un forte coordinamento europeo sui controlli, l’eventuale sospensione del trattato di Schengen. «Se i Paesi europei non si adeguano e non si coordinano – ha detto Siclari – agiamo da soli con controlli per chiunque arriva, utilizzando il questionario, il cordone sanitario e la quarantena obbligatoria quando necessaria».

Sottoporre il questionario – afferma il sen. Siclari – significa poter conoscere lo stato di salute, dove e come hanno trascorso gli ultimi 30 giorni (in Cina o a contatto con persone provenienti dalla Cina o che sono stati nel paese nell’ultimo mese). Un questionario che permette di monitorare ogni ingresso e ogni eventuale ricovero, includendo anche i familiari che fanno visita negli ospedali, dove va anche indicato dove si è diretti, in modo da poter controllare eventuali rischi di ulteriore contagio.

Secondo il sen. Siclari in accordo con la Protezione Civile e utilizzando l’esercito vanno predisposti centri di prima selezione specifiche per chi ha sintomi da coronavirus in modo da evitare che vadano in ospedale a contagiare pazienti e personale medico e paramedico, com’è avvenuto in Veneto. Il tampone obbligatorio (gratuito) permetterà di individuare tra i ricoverati e i loro familiari eventuali tracce del virus, che com’è noto ha caratteristiche asintomatiche.

Il Governo nel decreto contro il coronavirus ha accolto le misure proposte dal sen. Siclari, recepite anche dal Consiglio d’Europa, bloccando iniziative pubbliche che prevedano di mettere a contatto grandi masse di persone e imponendo la quarantena là dove si siano riscontrati focolai di contagio. Il rischio è che ogni Regione attivi un suo protocollo che non necessariamente rispetta le indicazioni del decreto contro l’epidemia. E sarebbe un grave errore, perché sarebbe inevitabile una dispersione di risorse e di forze. A Cosenza, il sindaco Mario Occhiuto ha annullato la tradizionale Fiera di San Giuseppe. A Belvedere Marittimo il sindaco Vincenzo Cascini ha disposto la chiusura delle scuole (motivandola con l’esigenza di una necessaria disinfezione) e nell’alto Tirreno Cosentino, a Cetraro, Fuscaldo, San Demetrio Corone sono andate in autoquarantena alcune famiglie rientrate dalle cosiddette zone rosse della Lombardia. A Castrovillari il sindaco Domenico Lo Polito ha annullata la sfilata di Carnevale e i sindacati confederali Cgil CIsl e Uil Calabria hanno chiesto un incontro urgente alla Presidente Santelli e il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà ha invitato chi rientra dalle regioni del Nord a comunicare alle autorità sanitarie il loro arrivo per valutare l’eventuale quarantena volontaria presso il proprio domicilio. In poche parole, l’appello ai calabresi che vivono nelle regioni sottoposte a quarantena è di non tornare in Calabria, in questo momento. La prevenzione deve prevalere sulla paura, la consapevolezza e la ragione devono vincere la pur legittima voglia di scappare lontano e tornare nella propria terra. Quindi, è evidente che sarebbe opportuno rinviare i rientri in Calabria da zone a rischio.

I media, in verità, stanno forse esagerando: si consideri che il tasso di mortalità – con tutto il rispetto dovuto per chi è rimasto vittima del virus – è molto basso. Per intenderci, solo ogni giorno si contano una decina di morti vittime di incidenti stradali, ma questo non significa che bisogna abbassare la guardia. Il problema principale è che ancora non si è capito come ha fatto l’Italia ad essere il terzo Paese per numero di contagi. La risposta, molto banale ma più che ovvia, è che probabilmente negli altri Paesi non hanno attuato un’adeguato screening per valutare correttamente l’entità del contagio, come stiamo facendo in Italia. È una guerra contro l’ignoto che si è accanito, incredibilmente, contro le opulente regioni del Nord, trascurando il Centro-Sud. Ma è l’Italia tutta che deve combattere unita e con convinzione contro l’epidemia. Perché a Milano i bar sono costretti a chiudere alle 18? Fino alle 18 non c’è rischio di contagio? Possono far sorridere alcuni provvedimenti, ma si devono accettare le indicazioni della task force governativa e le misure imposte vanno sopportate se si vuole uscire da quest’incubo, senza commettere errori provocati da superficialità o approssimazione.

Marco Siclari a SkyTg24

Siclari a SkyTg24 ha ribadito che occorre fare tesoro degli errori compiuti dalla Cina «che s’è trovata improvvisamente con un picco di persone infettate e con un picco di medici e infermieri infettati. Noi dobbiamo evitare questo. Dobbiamo permettere al Paese di poter dare assistenza sanitaria a tutti per i prossimi mesi, anche qualora ci fosse un picco importante. per cui la prima cosa che bisogna fare è mettere in sicurezza le strutture sanitarie private, pubbliche, ospedali e centri di ricerca, dove chiunque, preso dal panico, dalla paura, va in prima persona a rivolgersi, per chiedere assistenza e diagnosi certa. Noi abbiamo fatto delle proposte: Caro Governo, fai un accordo con la Protezione civile e con l’Esercito. Negli ospedali più importanti di tutte le città, a Roma l’Umberto I, il Gemelli, Tor Vergata, il San Raffaele a Milano, il Gom che è l’ospedale metropolitano di Reggio Calabria, attrezziamo questi punti centrali dove va il cittadino a curarsi con delle strutture esterne, roulottes, moduli prefabbricati, però all’esterno, che siano dedicati a quei cittadini che hanno il sospetto di avere contratto il coronavirus. Evitiamo che possano entrare in un Pronto Soccorso o in un’area interna di qualunque ospedale, perché significherebbe chiudere l’ospedale, com’è avvenuto al Nord, e trovarci i medici infettati. Noi abbiamo bisogno degli ospedali, abbiamo bisogno dei medici, abbiamo bisogno degli infermieri e sempre di più per i prossimi giorni e le prossime settimane. perché aumenteranno i turni e crescerà il numero dei medici e degli infermieri che dovranno recarsi a domicilio per fare il tampone. Ecco le soluzioni immediate sono due: attrezziamo le strutture esterne e cerchiamo di formare i militari, gli infermieri e i medici per andare al domicilio di chi ha bisogno di assistenza. Occorre prendere atto che l’unica arma che abbiamo è la prevenzione per contenere il contagio».

Al momento tutti i casi sospetti in Calabria, dopo il controllo col tampone, hanno comunque dato esito negativo. Occorre, però, ugualmente tenere alto lo stato di allerta. Oggi a Catanzaro si terrà in Prefettura un vertice regionale, concordato con la Presidente Santelli, al quale partecipano i prefetti delle cinque province calabresi, i questori e i comandanti regionali e provinciali dell’Arma, i comandanti dei Vigili del Fuoco, il dirigente della Protezione Civile Calabria e altri responsabili sanitari e delle forze dell’ordine della regione: l’obiettivo è concertare una comune azione di prevenzione, l’arma più efficace contro la diffusione del virus. (s)

Il video del sen. Marco Siclari a SkyTg24

Coronavirus: il questionario di Siclari (FI) accolto dal Parlamento europeo

Legittima soddisfazione per il senatore calabrese Marco Siclari autore del questionario per fronteggiare il contagio da coronavirus da inconsapevoli viaggiatori.: «Il Partito Popolare Europeo, il più grande partito d’Europa, – ha fatto sapere il sen. Siclari – fa propria la proposta di Forza Italia relativa all’introduzione del questionario da somministrare a tutti i viaggiatori che vogliono entrare in Europa e lo porta in discussione oggi pomeriggio al Parlamento Europeo. Il questionario permette di individuare e circoscrivere il rischio contagio del Covid19, Coronavirus, rafforzando la prevenzione».

La proposta era stata avanzata dal senatore capogruppo in commissione igiene e sanità Marco Siclari che ha lavorato personalmente con l’on. Roberto Bagnasco della commissione affari sociali della Camera e Fulvio Martusciello della commissione salute del Parlamento Europeo per redigere il questionario.

«L’accoglimento da parte del PPE, con l’interessamento del Presidente Antonio Tajani, rappresenta un punto di svolta fondamentale per dare impulso a una misura che alzerebbe l’asticella dell’attenzione e della prevenzione per evitare l’espansione dell’epidemia – spiega il senatore Siclari. Ad ogni viaggiatore, attraverso il questionario, sarà chiesto di indicare il loro stato di salute e i luoghi visitati negli ultimi 30 giorni prima di entrare in Europa. Il questionario sarà compilato durante il volo o la navigazione, saranno gli operatori di bordo, in caso di alcune risposte affermative, ad avvisare il cordone sanitario presente nei luoghi di destinazione, per attivare le procedure previste dal protocollo e prendere le precauzioni necessarie prima che i passeggeri scendano dalla nave o dall’aereo per dirigersi verso le città europee. Questa procedura consentirà di rafforzare la prevenzione perché, considerando la lunga durata del periodo di incubazione del Coronavirus, potrebbe capitare di essere inconsapevoli del contagio. Tramite il questionario, invece, potremmo superare l’ostacolo dell’assenza dei sintomi e prevenire in modo concreto avviando le indagini sanitarie sui soggetti individuati a rischio», ha concluso il senatore azzurro. (rp)

 

Siclari (FI): Coronavirus, il governo introduca questionario per i viaggiatori

Porta la firma del senatore capogruppo in commissione igiene e sanità Marco Siclari, del deputato Roberto Bagnasco della commissione affari sociali e di  Fulvio Martuscello della commissione salute del Parlamento Europeo la proposta di Forza Italia di introdurre un questionario oblbigatorio per i viaggiatori in arrivo in Italia per evitare e contenere l’epidemia del coronavirus.
«Apprezziamo l’impegno del Governo e dei sanitari e dei medici per il lavoro svolto sulla prevenzione della diffusione del virus, – affermano i tre parlamentari – ma riteniamo vada assolutamente rafforzato monitorando tutti coloro che entrano in Italia via aerea, via mare e via terra (dogana). Per tale motivo abbiamo elaborato, anche con il contributo di alcuni esperti e ricercatori nel campo della prevenzione e della virologia italiana, un questionario da somministrare a tutti coloro che viaggiano verso il nostro Paese con qualunque mezzo di trasporto per appurare se nell’ultimo mese possano essere stati a contatto con persone a rischio infezione ovvero siano state in luoghi possibili focolai primari o secondari del coronavirus e ci permette di conoscere anche i loro dati personali, i loro contatti, dove alloggeranno, per quanto tempo ecc. Il test sarà somministrato durante il viaggio dal personale di bordo che dovrà avvisare il cordone sanitario negli aeroporti o porti di destinazione qualora ci fossero alcune risposte affermative».
«Forza Italia – affermano i firmatari del documento – non vuole restare inerme rispetto ad un virus così invasivo, aggressivo e vuole dare il proprio contributo per circoscrivere più possibile l’azione eventuale del virus ed impedire la diffusione del contagio su larga scala che avrebbe effetti devastanti e mortali per un numero indefinito di persone. Il Virus non risulta presente in Italia ma potrebbe entrare attraverso gli oltre 25.000 passeggeri che ogni giorno arrivano dalla Cina con voli indiretti o attraverso centinaia di migliaia di passeggeri che arrivano da altri paesi e che negli ultimi 30 giorni potrebbero essere stati in Cina. Vogliamo discutere con il Ministro su questa opportunità importante di somministrare il questionario in Italia e magari condividerlo anche con gli altri paesi europei. Il questionario dovrà essere compilato obbligatoriamente e verrà punito, a norma di legge, chi dichiarerà il falso. La prevenzione deve essere rafforzata soprattutto dopo quanto accaduto ad Hong Kong che, in queste ore, ha adottato misure severissime per prevenire la diffusione ed il contagio del coronavirus imponendo la quarantena obbligatoria di 14 giorni per tutti i passeggeri provenienti dalla Cina che dovranno restare isolati nelle stanze di hotel o in appositi centri usando persino dei braccialetti chiediamo al governo italiano di rafforzare la prevenzione e la profilassi contro la diffusione della pandemia. Nello specifico Hong Kong, che, vista la vicinanza al focolaio primario di diffusione del virus, ha notizie dirette rispetto all’incontrollabilità della diffusione dell’epidemia, e ha, inoltre, annunciato che punirà chi violerà le nuove disposizioni con una multa fino a 3.200 dollari e una condanna a sei mesi di carcere». (rp)

IL QUESTIONARIO PER PREVENIRE L’EPIDEMIA PROPOSTO DAL SEN. MARCO SICLARI AL MINISTRO DELLA SALUTE

L'immagine può contenere: strisce

 

Allarme coronavirus, il sen. Siclari alla Camera sollecita il ministro Speranza

Sull’allarme coronavirus anche in Italia, il senatore e capogruppo di Forza Italia in commissione igiene e sanità Marco Siclari questa mattina in aula ha suggerito un percorso utile a dare risposte sul virus che sta preoccupando il mondo intero.Ministro Speranza contatti i ricercatori australiani di Melbourne che sono riusciti a coltivare il virus in laboratorio e che hanno dichiarato di renderlo disponibile per aiutare a sviluppare sistemi diagnostici più accurati ed efficienti basati sull’utilizzo di anticorpi che consentirebbero di fare diagnosi di infezione nei casi lievi e in quelli asintomatici. Inoltre aiuterebbero a produrre vaccini e farmaci innovativi. La disponibilità biologica del virus al di la della sequenza di RNA pubblicata dai cinesi può consentire queste cose.  I cinesi infatti hanno reso pubblica la sequenza del virus ma non basta, serve il virus che ha e non vogliono pare condividere il virus».
Il senatore ha poi proposto di contattare tramite l’ambasciata tutti i cinesi che sono arrivati in Italia per fare delle verifiche cliniche e comprendere se ci sono dei portatori sani che non manifestano la malattia. «Al ministro ho inoltre chiesto di valutare la possibilità di chiudere tutti i voli provenienti dalla Cina o approfondire che non analisi adeguate i cinesi che rientrano in Italia. Questo è necessario perché non basta misurare solo la temperatura. In caso contrario sarebbe opportuno vietare arrivi in aereo o nave», ha concluso il senatore azzurro. (rp)