COSENZA – A gennaio 2021 la special edition del Tusposa Expo”

È in programma dal 14 al 17 gennaio 2021, a Rende, l’edizione speciale del Tusposa Expo, la fiera wedding organizzata da Cosenza Eventi che, per la prima volta, sarà supportata da un portale web che offrirà un servizio permanente ai futuri sposi e alle aziende.

Una expo speciale, che si svolgerà al Padiglione Luc.Mar di Rende, all’insegna della sicurezza per operatori e visitatori, ma anche un doveroso ritorno alla normalità dopo i tanti sacrifici degli ultimi mesi, che darà la possibilità a tutte le coppie di organizzare o riorganizzare il proprio matrimonio potendo ritornare a scegliere in modo accessibile e divertente tra le interessanti novità del mercato nel dopo Covid. Centinaia gli espositori dei diversi settori che compongono il mondo del wedding: moda sposi, location e catering, fotografi, servizi, ma anche il settore casa, animeranno l’area espositiva, per dare alle coppie i consigli di acquisto più adatti alla loro personalità e al proprio stile.

In questa nuova stagione dedicata al wedding e alla casa, l’evento sarà affiancato dalla piattaforma web Tusposa On che sarà online già da ottobre 2020.

Il nuovo portale, grazie a un sistema innovativo di infotainment  e content marketing, estenderà la durata dell’evento a tutto l’anno a partire dall’1 ottobre 2020. Con questa piattaforma sarà possibile, per tutti gli espositori aderenti, presentare al meglio la propria azienda ed entrare in contatto con le coppie realmente interessate grazie a un inedito sistema di appuntamenti video.

La realizzazione di questo evento sarà il modo per ricominciare le proprie attività, e per la Calabria un meritato ritorno alla normalità e alla voglia di sposarsi che hanno moltissime coppie. (rcs)

COSENZA – Il libro “Diario di una pandemia”

L’8 luglio, alle 18.00, al Museo Mam di Cosenza, le Associazioni Senior Italia FederCentriVolareFederAnziani presentano il libro Diario di una pandemia.

«Il bisogno di cristallizzare il tempo trascorso in Quarantena – ha spiegato Maria Brunella Stancato, presidente di FederAnziani – ha spinto la realizzazione del diario di una Pandemia. Il Covid 19 ci ha reso tutti uguali e vulnerabili. Ci siamo ritrovati tutti sulla stessa barca come, ci ha ricordato Papa Francesco».

Il libro, una sorta di istant book, raccoglie tanti racconti, tante storie: ognuna ricca di aneddoti e pensieri di quei cittadini, di quegli anziani, di quei nonni e di quei ragazzi che, in piena fase di lockdown, hanno pensato bene di “immortalare”, nero su bianco.

Da Gioia Tauro a Cosenza e Rende. Passando per Crotone, Reggio e le altre realtà calabresi. Nel libro in verità ci sono anche testimonianze di cittadini europei, di eccellenze mediche, di infermieri e di chi si è dato da fare, in prima linea, per aiutare e sorreggere l’Italia.

Storie intrecciate e racconti divertenti, ironici. Spunti di riflessione e pensieri liberi che sono stati tradotti nella pagine del book.

“Cosa resterà della pandemia?”, si è chiesta Maria Brunella Stancato che è manager del Terzo settore da tempo. Il sociale, le urgenze, gli stati d’animo raccolti in inedite fotografie e fotogrammi di giorni ed ore che non si dimenticheranno facilmente. (rcs)

Dal Belgio nuovo prestigioso riconoscimento per il prof. Nuccio Ordine

Nuovo prestigioso riconoscimento per il prof. Nuccio Ordine, ordinario di Letteratura italiana all’Unical, orgoglio della Calabria, per i tanti fortunati libri, ma soprattutto per le innumerevoli attestazioni che le università di ogni parte del mondo continuano a conferirgli. Questa volta è l’Académie Royale de Belgique, quella fondata da Maria Teresa d’Austria, e che ha premiato in passato, tra gli altri, Umberto Eco e un altro calabrese illustre, Salvatore Settis.

La consegna del riconoscimento belga è prevista per il prossimo 3 ottobre a Bruxelles, al Palais des Académies. Già Legion d’onore in Francia, collaboratore di punta del Corriere della Sera, Nuccio Ordine, originario di Diamante, è autore, tra l’altro del best seller L’utilità dell’inutile (Bompiani, 2013), un libro di grande successo e già tradotto in 32 Paesi. Il suo ultimo libro Gli uomini non sono isole. I classici di aiutano a vivere (La Nave di Teseo, 2018) con cui ha anticipato il modo di pensare cui ci ha spinto la pandemia: «imparare a vivere con e per gli altri per dare un senso alla propria vita». E l’esempio dei classici, indicato dal prof. Ordine, è il percorso che può guidare a vivere in modo diverso in una società nevrotizzata e corrosa dalla corsa contro il tempo. Fermarsi a pensare è la risposta: un suggerimento prezioso, un’indicazione fondamentale di un superaccademico di cui la Calabria, giustamente, va molto fiera. Auguri, professore. (rrm)

COSENZA – Il progetto “Giostra Vecchia” del Laboratorio Urbano di Villa Rendano

Si chiama Giostra Urbana il progetto del Laboratorio Urbano di Villa Rendano che mira a mettere in campo, nell’area urbana Cosenza – Rende, azioni di riqualificazione del territorio e di trasformazione sociale.

Il progetto è promosso e finanziato dalla Fondazione Attilio ed Elena Giuliani, rimanda all’idea del gioco, è un quartiere del centro storico di Cosenza.

Il Comitato tecnico, che si è insediato, valuterà gli interventi e studierà le soluzioni per la riqualificazione urbana della città vecchia. Hanno aderito il presidente dell’Ordine provinciale degli ingegneri Nello Gallo, il presidente dell’ordine provinciale degli Architetti Pasquale Costabile, l’ing.Mimmo Gimigliano, il pres. Vicario dell’Ordine nazionale degli Ingegneri Gianni Massa, Ing. Maurizio Muzzupappa, delegato del rettore dell’Unical al trasferimento tecnologico, Giorgio Scarpelli, vice presidente Nttdata, Francesco Alimena, attivista del centro storico, Alfonso Aliperta, pres. Ordine dei Geologi, Klaus Algieri, pres. Camera di Commercio, Antonio Iacoianni, dirigente Liceo B. Telesio, Comune di Cosenza con l’assessore Alessandra de Rosa, Comune di Rende con assessore Marta Petrusewicz, prof. Mario Bozzo, Roberta Caruso, esperta di comunità e trasformazione sociale, arch. Rita Elvira Adamo, arch. Adriano Paolella, arch. Pierluigi Grandinetti, Vittorio de Sio, manager di Ubi Banca, GiovanBattista Pierciaccante, vicepresidente Confindustria Cosenza, pres. Ance, Florinda Saieva, founder Farmculturalpark, Francesco Dodaro, Franco Napoli, Confapi Calabria, Pierluigi Grandinetti, docente dello Iuav di Venezia.

«L’adesione a questo progetto – ha spiegato Francesco Pellegrini, direttore generale della Fondazione Attilio ed Elena Giuliani – viene da tutte le espressioni più autorevoli, più rappresentative del territorio: dalle istituzioni, dagli organismi professionali, le associazioni di base, l’Università, la scuola, il mondo della cultura, dell’intelligenza, dell’arte».

«Un’operazione di rigenerazione urbana non può non tenere conto delle comunità sulle quali incide – ha dichiarato la giornalista Donata Marrazzo, coordinatrice del progetto – Giostra Vecchia parte da un’idea visionaria della città di Cosenza, ci siamo abbandonati al sogno, abbiamo voluto abitare un sogno, immaginando questa Cosenza del futuro, e lo abbiamo fatto provando a pensare a una comunità operosa, che si unisce, che si rafforza».

«Tutto quello che concepiremo insieme al Comitato Tecnico scientifico – ha precisato Donata Marrazzo – verrà poi attuato attraverso dei gruppi di lavoro. Ne abbiamo già individuati alcuni: quello sulla progettualità creativa, sull’innovazione, sulla trasformazione sociale, sui bonus e i vantaggi fiscali per gli interventi strutturali sugli immobili, un centro di documentazione. Il lavoro di questi gruppi- conclude- porterà nel centro storico l’azione concreta della rigenerazione».

«Partiamo – ha concluso Pellegrini – da quello che noi consideriamo il punto critico- strategico, la prospettiva del futuro della città che è il recupero e la rivitalizzazione del centro storico. I capitoli di questo volume li scriveremo progressivamente nel tempo». (rcs)

COSENZA – L’evento “Un’estate del terzo tipo”

Oggi, a Cosenza, alle 18.00, a Piazza Piccola, l’evento Un’estate del terzo tipo, organizzata da Gaia – Galleria Arte Indipendente Autogestita.

Si parte con Maria Canino che legge un racconto di Marta Maddalon; a seguire la visita dell’allestimento con Ottavio Marino, Michele Tiberio, Niccolò De Napoli, Remo De Vico, Mella Riminizzo, Maira Marzioni, Diego Mazzei e Massimo Pastore Luciano.

Alle 19.00, il concerto del ParapenTrio, composto da Federico Mari, Luigi Greco e Francesco Borrelli.

«Torniamo – si legge in una nota – a rivivere le piazze e le strade del nostro Centro Storico, a stare insieme all’aperto, a sorridere, a fare quello che ci viene meglio, nel pieno rispetto di una situazione d’emergenza, certo, indebolita, ma, ancora, non terminata».

«L’ingresso – prosegue la nota – è rigorosamente gratuito, ma occorre prenotare, perché la balconata di Piazza Piccola può accogliere solo un numero limitato di persone, al fine di garantire la vostra sicurezza, nel pieno rispetto della nostra comunità.
Puoi chiederci info e chiamarci al 3282207753 (Giuseppe) oppure al 3200141887 (Letizia). Non stiamo nella pelle!». (rcs)

SVIMEZ, IL SUD RINUNCIA ALL’UNIVERSITÀ
MA ALL’UNICAL CRESCONO LE DOMANDE

di SANTO STRATI – La grande fuga dall’Università: la Svimez, l’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, lancia l’allarme sulla rinuncia di troppi giovani agli studi universitari, anche a causa della crisi economica conseguente al Covid. Almeno 10mila quest’anno e di questi due terzi (6300) appartengono a regioni del Sud. Per fortuna, la Calabria è in controtendenza: all’Unical ci sono già 785 domande di ammissione in più rispetto al 2019 (+ 15%) e c’è ottimismo anche alla Mediterranea di Reggio e alla Magna Graecia di Catanzaro. Un segnale importante di come i giovani calabresi abbiano in grande considerazione i percorsi formativi e di specializzazione. L’Unical, peraltro, continua a segnare incrementi di posizione nel rank di valutazione delle università più importanti al mondo e sarebbe opportuno che fossero ulteriormente allargati gli impegni della Regione nei confronti dei tre atenei calabresi. Abbiamo tre università che sfiorano l’eccellenza e rappresentano una significativa attrazione per i giovani: non ci sarebbe da stupirsi se venisse invertita la tendenza che ha caratterizzato gli anni del secondo Novecento: i giovani calabresi andavano a studiare fuori (non c’era l’università in Calabria), da Reggio a Messina, da Cosenza e Catanzaro a Napoli, Roma, Pavia, Bologna. Purtroppo, diventava spesso un biglietto di sola andata: le capacità dei nostri ragazzi venivano valorizzate e apprezzate, diventava facile farli restare. Risorse giovani, fresche capacità, che hanno fatto la fortuna del Centro-Nord. Non a caso, molti dei più apprezzati professionisti nel campo della medicina, della scienza, della giurisprudenza che occupano oggi posti di grande rilievo in tutt’Italia appartengono a quella schiera di universitari “in trasferta”, orgoglio di una Calabria matrigna che li ha lasciati andare senza mai offrire un minimo di opportunità

I tempi sono cambiati, molte problematiche rimangono: i nostri laureati sono presi di mira da multinazionali, grandi aziende, imprese europee, che intuiscono il potenziale rappresentato da competenza, capacità e voglia di arrivare. Lo ripetiamo spesso, negli ultimi trent’anni è stato rubato il futuro ai nostri ragazzi, costretti ad andar via (240mila) lasciando famiglie, affetti, qualità della vita che Milano, Roma, Londra o New York non riescono a dare. E allora occorre investire sull’università, sulla formazione, sulla specializzazione, costruendo opportunità di crescita in casa propria. Il settore è ampio: innovazione, biotecnologie, turismo, agricoltura biologica, cultura, ambiente. In ognuno di questi campi c’è bisogno di menti pensanti, di giovani capaci che sarebbero felici di mettere le proprie risorse e le loro competenze al servizio della loro terra.

L’Italia, di per sé, non brilla per immatricolazioni universitarie: secondo l’Ocse siamo al 54% contro il 73% della Spagna, il 68% delle Germania, il 66% delle Francia. Questi dati fanno emergere un basso grado di istruzione terziaria fra i 30-34enni che nel 2018 si è fermato al 34% contro una media europea del 45,8%. E nel Mezzogiorno, il dato, come fa rilevare la Svimez, scende al 26,8%, 12 punti in meno rispetto al 38,2 del Centro Nord.

La Svimez ha fatto notare che «la crisi economica 2008-2009 che si è trascinata fino al 2013 ha determinato un impoverimento delle famiglie che, non adeguatamente supportate dalle politiche pubbliche, ha provocato un crollo delle iscrizioni alle Università, soprattutto nel Mezzogiorno. Tra il 2008 e il 2013 il tasso di passaggio Scuola-Università nel Mezzogiorno è crollato di 8,3 punti percentuali, quattro volte la diminuzione del Centro-Nord (1,6 punti). In un quinquennio gli iscritti si sono ridotti di oltre 20 mila unità nelle regioni del Mezzogiorno. Anche nel Centro-Nord, la crisi aveva determinato un calo del tasso di proseguimento degli studi (-2 punti circa) ma per effetto della crescita dei diplomati non si è determinato una flessione del numero complessivo degli iscritti. La ripresa degli immatricolati e del tasso di passaggio nel periodo di debole ripresa (2013-19) ha consentito solo un parziale recupero per il Mezzogiorno, ancora lontano dai valori del 2008, a differenza del Centro-Nord che è ritornato sui valori precrisi. Secondo il dato più recente, 2019, il Mezzogiorno ha ancora 12.000 immatricolati in meno rispetto al 2008 e un tasso di passaggio di oltre 5 punti percentuali più basso. Viceversa, il Centro-Nord ha registrato per l’intero periodo un incremento di 30.000 immatricolati circa e un aumento di oltre un punto percentuale del suo tasso di passaggio».

La Svimez, alla luce di queste proiezioni, ha elaborato una serie di proposte che non dovranno essere trascurate, perché significativamente di grande impatto: «Rendere sistematica la proposta strutturale del Ministero dell’Università di estendere la no tax area da 13.000 a 20.000 in tutto il Paese, prevedendo innalzamento a 30.000.

«Prevedere, in conseguenza della crisi, una borsa di studio statale che copra l’intera retta 2020 nelle Università pubbliche, vincolata al raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano di studi nel primo anno di corso.

«Considerare l’Università come fondamentale infrastruttura pubblica dello sviluppo destinando risorse specifiche del piano europeo Next Generation per rafforzare il diritto allo studio nelle regioni a più basso livello di reddito così da evitare che la crisi anche questa volta finisca per aumentare le diseguaglianze.

«Valorizzare le infrastrutture della ricerca, sostenendo le esperienze positive esistenti nel Mezzogiorno attraverso il rafforzamento di 4-5 poli di formazione, ricerca e innovazione che possano diventare attrattori di capitale umano qualificato e imprese innovative.

«Garantire un investimento sulle infrastrutture digitali che colmi il divario esistenti tra Atenei del Nord e Atenei del Sud. La crisi ha dimostrato l’utilità degli strumenti digitali e il Mezzogiorno deve farsi trovare pronto per evitare un ulteriore acuirsi del fenomeno della fuga dei cervelli in versione digitale.

«Definire un piano organico di interventi per l’Università che coinvolga anche altri livelli istituzionali. Regioni o altri Ministeri, possono fare la loro parte prevedendo ulteriori misure a sostegno dei giovani che intendono intraprendere la carriera universitaria. Non solo in termini di tasse universitarie ma anche di servizi agli studenti, trasporti pubblici, diritto allo studio. La Campania, la Sicilia, la Puglia hanno già dato ottimi segnali in questo senso».

Nel 2020 la stima sugli studenti “maturi” è di 292mila unità al Centro-Nord e circa 197mila nel Mezzogiorno. Di questi ultimi, il 3,6% potrebbe rinunciare a proseguire gli studi (percentuale che scende all’1,5 nel Centro-Nord). Ci sono, però, questi segnali positivi che arrivano dagli atenei calabresi: la voglia di crescere culturalmente con una formazione universitaria è forte e l’incremento delle domande (rispetto alla contrazione degli anni passati) lascia ben sperare. I nostri ragazzi mostrano una grande capacità, sono il nostro futuro, facciamoli studiare, ma non costringiamoli, poi, ad andar via. (s)

COSENZA – Il 2 luglio il libro “Mara. Una donna del Novecento”

Il 2 luglio, a Cosenza, alle 18.00, a Piazza dei Follari, la presentazione del libro Mara. Una donna del Novecento di Ritanna Armeni.

L’evento è il primo appuntamento che la Fondazione Premio Sila 49 ha organizzato dopo i tre mesi di stop imposti dalla pandemia, che si si annuncia partecipato, «senza assembramenti» ha precisato Gemma Cestari, direttrice del Premio Sila 49, nel rigoroso rispetto delle regole del distanziamento e, sopratutto, all’aperto.

Dialoga con l’autrice Ines Crispini, docente di Filosofia Morale all’Università della Calabria.

Il libro, edito da Ponte delle Grazie, racconta di Mara, una donna del Novecento, come recita il titolo per esteso e con il ventesimo secolo fa i conti: con le sue contraddizioni e i grandi cambiamenti, ma soprattutto con l’orrore della (seconda) guerra mondiale voluta, determinata, portata dai regimi dell’estrema destra europea e dalle ideologie oscene di nazismo e fascismo.

Nel fascismo Mara nasce (classe 1920), col fascismo cresce, fino a ritrovarsi quasi donna, tredicenne, nel bel mezzo del ventennio, in quel 1933 che vede consolidarsi l’intesa fra l’Italia e Mussolini, mentre Hitler è già diventato cancelliere del Reich. Mara è fascista, come tutti, è fascista perché il sabato si indossa la divisa inamidata e si corre tutti insieme, ed è eccitante, liberatorio. È fascista perché così fan tutti e nell’orizzonte egoista dell’italiano medio non c’è ancora un motivo per non esserlo.

È fascista perché crede che il regime possa garantirle di realizzare i suoi sogni, che sono sogni di un’adolescente “moderna”, sogni di emancipazione, di lavoro e indipendenza. Ma il regime è subdolo e mentre celebra le donne come perno della società, relega quel perno in un luogo angusto, soffocante: la casa, la famiglia, la maternità. Come molte donne del Novecento, Mara si piega ma non si arrende, si cala nella figura di donna che il regime vuole vedere, ma conserva i suoi sogni di ragazza e li coltiva grazie alla letteratura, al cinema, alle favole moderne che raccontano le storie delle donne italiane più celebri e intraprendenti, come Ondina Valla, la velocista medaglia d’oro a Berlino nel 1936. (rcs)

COSENZA – Ad autunno il “Cosenza Comics and Games @Home”

L’edizione 2020 del Cosenza Comics and Games si farà, ma virtualmente. Appuntamento, dunque, per l’autunno per l’edizione Home che «promette di portare al massimo l’esperienza interattiva
riservata agli spettatori, che potranno interagire con gli ospiti e aggiudicarsi ricompense
speciali durante l’evento virtuale».

La scelta di fare una edizione virtuale è stata presa dagli organizzatori in modo tale da permettere di seguire la manifestazione, in sicurezza, da casa, che prevede conferenze virtuali, interviste e presentazioni in anteprima.

«Insomma, le stesse emozioni – si legge in una nota – che un evento di questo tipo avrebbe potuto regalare dal vivo, per una volta, saranno dispensate online, in totale sicurezza per tutti e… senza problemi di parcheggio!». (rcs)

 

COSENZA – Aperitivi culturali, “Dialoghi sul ruolo dei Musei”

Domani pomeriggio, a Cosenza, alle 17.00, a Villa Rendano, l’incontro Il sistema museale nazionale e le reti territoriali.

L’evento rientra nell’ambito degli Aperitivi culturali – sezione Dialoghi promossi dalla Fondazione Attilio e Elena Giuliani Onlus e prevede la visita al Museo Consentia Itinera e la degustazione di vini calabresi.

È gradita la prenotazione.

Nel corso dell’incontro, si parlerà del ruolo odierno dei Musei, la loro evoluzione, le professioni, le attività e le tecnologie digitali che ruotano attorno a questa istituzione, nel nuovo millennio. (rcs)

Stasera dalla Cattedrale di Cosenza il “Rosario per l’Italia” in televisione

Sarà trasmesso stasera, alle 21.00, su Tv 2000 (canale 28) e da InBlu Radio, dalla Cappella della Madonna del Pilerio della Cattedrale di Cosenza, il Rosario per l’Italia, presieduto da Mons. Francesco Nolè, arcivescovo di Cosenza-Bisignano.

Il Rosario, messo in onda alla viglia della seconda Dedicazione della Cattedrale, aiuterà a preparare all’ottavo centenario della sua apertura e consacrazione avvenuta nel 1222, e vedrà la partecipazione di alcuni rappresentanti delle realtà ecclesiali, sociali, sanitarie e istituzionali che hanno fatto fronte o vissuto, in prima persona, l’emergenza Covid-19.

Alla fine del Rosario, poi, Mons. Nolè rinnoverà la sua preghiera e l’atto di affidamento alla Vergine.

Costruita con forme romaniche tra l’XI e il XII secolo, la Cattedrale di Santa Maria Assunta di Cosenza si trova nel cuore del centro storico bruzio, e venne riedificata dopo il 1184 in seguito ad un violento terremoto e consacrata nel 1222 alla presenza di Federico II di Svevia che dona per l’occasione il reliquario della Santa Croce, la famosa Stauroteca.

Attualmente, la facciata presenta tre portali in pietra arenaria con rosone che sovrasta il portale centrale sulla cui vetrata è raffigurata l’ascensione di Cristo e due rosoni più piccoli quadrilobati al di sopra dei portali laterali. L’interno è a tre navate divise da colonne con capitelli ad archi a tutto sesto e due cappelle di estrema importanza, una dedicata alla Madonna del Pilerio, colei che secondo la tradizione salvò la città dalla peste del 1576 e dal terremoto del 1783, l’altra del Ss. Sacramento presenta sull’altare una tela della Madonna delle Grazie.

Nel transetto è collocato il monumento sepolcrale di Isabella d’Aragona e un sarcofago romano scolpito con scene di caccia, posto alla fine della navata laterale di destra, rinvenuto nel sottosuolo dell’edificio nel 1934 durante alcuni lavori di restauro. (rrm)