COSENZA – A Corso Mazzini screening volontario con test rapido

Nella giornata di oggi, sabato 6 giugno, su Corso Mazzini, i cittadini potranno effettuare, a partire dalle 8.30, uno screening volontario per l’accertamento del contagio da Covid-19, attraverso l’utilizzo di test rapidi IGG/IGM a cura della Cooperativa Sociale Adis Cosenza Onlus che lo ha proposto al Comune di Cosenza e che lo eseguirà attraverso personale medico e infermieristico.

L’iniziativa si inquadra nell’ambito della campagna relativa allo screening di massa Covid-19, promossa dalla Adis Cosenza Onlus e volta a contenere la diffusione del virus.
Sono tre le postazioni, con ambulanza, individuate su Corso Mazzini, la prima nei pressi dell’incrocio con Via Piave, la seconda in Piazza 11 settembre e la terza alla Salita “Pagliaro”. Il test, denominato “pungidito”, necessita di una goccia di sangue, prelevata direttamente dal dito del paziente. I risultati saranno letti in circa 10 minuti.

I test Covid19-IgG/IgM che saranno utilizzati, sono regolarmente registrati presso il Ministero della Salute.
La specificità del test è pari a 99,5% per le IGG e 99,2% per Igm. La sensibilità è pari al 100% per le IGG e al 91,8% per IGM. L’accuratezza è pari all 99,6% per le IGG e 97,8% per Igm.

Il contributo a carico di ogni persona che intenderà sottoporsi allo screening volontario è pari al costo convenzionato di 25,00 euro. Il personale medico/ infermieristico sarà responsabile della corretta effettuazione del test, eseguendo il trattamento e la relativa refertazione in conformità delle normative nazionali sulla privacy e sulla tutela dei dati sensibili. Nel caso in cui si dovessero riscontrare delle persone positive al test, la Cooperativa ADIS COSENZA ONLUS attiverà tutte le procedure previste dalla legge. È necessario procedere alla prenotazione del test chiamando il numero 3462264351. (rcs)

COSENZA – La visita guidata “I quartieri operai sulle sponde del Crati”

Al via domani – e dopodomani – a Cosenza, la visita guidata dal titolo I quartieri operai sulle sponde del Crati, organizzato dall’archeologa Carmela Bilotto e da Calabria Tour Guide.

La partecipazione al trekking è a numero chiuso, e porterà i visitatori alla scoperta della città Vecchia di Cosenza con un itinerario tra i quartieri operai lungo le sponde del Crati. Dallo Spirito Santo a Cosenza Casali, passando per la Castagna e la Massa, una visita guidata tra le storie dei quartieri operai sorti lungo le sponde del fiume Crati e delle loro vestigia, vero patrimonio di archeologia industriale.

Il primo turno, per domani, sarà alle 10.00, il secondo alle 16.00. Domenica, invece, alle 9.15 e alle 11.30. Il punto di ritrovo è in Piazza Cribari. (rcs)

 

 

COSENZA – Sound BoCS, ancora pochi giorni per iscriversi

Ancora sette giorni per inviare la propria candidatura per partecipare ai Sound BoCS, la Prima Residenza Artistica organizzata da Musica contro le mafie, in programma dal 7 al 20 settembre ai BoCS Art di Cosenza.

I 10 artisti selezionati, poi, con l’immancabile supporto dei 4 coach [Cecilia CesarioVladimir CostabileStefano Amato e Gennaro de Rosa, incontreranno tutti gli ospiti –  già annunciati gli artisti Maurizio CaponeKiaveAnnalisa Insardà; il giornalista Marcello Ravveduto e Pino Gagliardi; i manager ed esperti in marketing Massimo BonelliDaniela Serra e Vincenzo RussolilloNicolò Zaganelli fisicamente o virtualmente.

«In questa nuova normalità – si legge in una nota – con le potenzialità del digitale, non ci sarà più differenza tra virtuale e reale tanto da rendere gli incontri vivi, partecipati, in modalità quanto più possibile vicino alla realtà aumentata. Musica contro le mafie ha avuto la capacità di capire che le norme attuali non sono un impedimento, ma un’occasione per costruire diversamente nuovi spazi di condivisione e socialità».

«Ogni artista – conclude la nota – avrà accesso a una residenza privata nei bocs art di Cosenza, nel pieno rispetto delle norme di distanziamento fisico che non deve tradursi in distanziamento sociale, tanto che la partecipazione sarà più interattiva e coinvolgente che mai, non solo con una giuria di millennials dal vivo, fino al numero consentito, ma con una platea di spettatori senza limiti, anche a km di distanza». (rcs)

Festa della Repubblica, la presidente Santelli: «C’è voglia di ricominciare»

La presidente della Regione Jole Santelli ha partecipato ieri a Cosenza alle celebrazioni, in tono minore della Festa della Repubblica, insieme con il prefetto Cinzia Guercio, il sindaoc di Cosenza Mario Occhiuto, l’arcivescovo Francescantonio Nolè, e autorità civili e militari.

«Una Festa della Repubblica che cade in un momento particolare per tutto il Paese. Ora c’è voglia di ricominciare e tutti gli italiani meritano di tornare a vivere. Precauzioni e attenzione – ha fatto notare la presidente Santelli – devono rimanere primari, ma ci auguriamo che tanti vengano a scoprire la Calabria, una terra meravigliosa che anche i calabresi stessi devono imparare a conoscere e apprezzare di più».

La presidente non ha fatto mancare una nota riguarda l’emergenza rifiuti. «La vogliamo affrontare – ha detto – perché il tema non sia più un’emergenza. Non possiamo continuare con provvedimenti tampone continui, che ci portiamo dietro da 15 anni ed è inaccettabile che la Calabria non riesca a fare, come hanno fatto altre regioni, dei rifiuti una risorsa, ed invece questo continui ad essere un problema: dobbiamo attrezzarci per avere un’impiantistica, a discariche zero, che esiste già in altre regioni, che ci consenta di uscire definitivamente da questa emergenza».

Il prefetto di Cosenza Cinzia Guercio nel suo saluto ha detto: «Ci dispiace molto che la festa della Repubblica sia stata così contenuta, ma le parole del capo dello Stato ci fanno capire la drammaticità del momento, perché il pericolo non è passato e questo virus ci ha fatto comprendere la nostra vulnerabilità». (rcs)

COSENZA – Il Museo Consentia Itinera apre le sue porte: due percorsi per i visitatori

Anche il Museo Multimediale Consentia Itinera ha riaperto le sue porte al pubblico, predisponendo, per adesso, la possibilità di visitare due percorsi: il Jurassic Experience (il mercoledì) e il Percorso Multimediale Consentia Itinera (il venerdì) su prenotazione.

Dal 1° giugno, invece, Villa Rendano resterà aperto il mercoledì e il venerdì con i rispettivi percorsi, con gli orari dalle 9.30 – 13.00 e dalle 16.00 alle 19.30, restando sempre preferibile l’acquisto dei biglietti online.

Jurassic Experience

Si tratta di una mostra multimediale sui dinosauri, realizzati in 3D con effetti speciali, rivolto ai più piccoli. «Pensato per stimolare la fantasia e, nel contempo l’apprendimento – si legge sul sito di Consentia Itinera – si tratta di un vero e proprio excursus didattico che, in modo approfondito e divertente, sala dopo sala, assume i connotati di un’ esplorazione virtuale, tra l’era paleozoica e mesozoica, costellata da colpi di scena e scoperte inaspettate».

Consentia Itinera

È «un viaggio immersivo tra passato, presente e futuro», e fa parte dell’offerta permanente dell’omonimo museo. La mostra è articolata su 7 sale, che racconta Cosenza e la sua storia mettendone in risalto il patrimonio artistico, il mito, gli eventi e l’identità.

«Un vero e proprio tour di 45 minuti – si legge sul sito di Consentia Itinera – alla ricerca delle origini, incentrato su uno storytelling avvincente ed affascinante, supportato dall’uso di tecnologie digitali, in grado di trasformare una semplice visita in un vero e proprio film. Il tutto completato da un volo virtuale sulla città contemporanea, condotto tramite visori VR, alla scoperta degli angoli più belli di Cosenza. Un percorso nel quale apprendimento e intrattenimento si intersecano attraverso proiezioni immersive, animazioni e suggestioni sonore, che coinvolgono lo spettatore, rendendolo parte attiva delle proprie scoperte». (rcs)

 

COSENZA – Il 2 giugno riapre il Museo dei Brettii e degli Enotri

«Dal 2 giugno torniamo ad accogliervi!» ha scritto su Facebook il Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, annunciando, così, la sua riapertura al pubblico, ma in sicurezza.

«Una data simbolica per la nostra Nazione, la festa della Repubblica – ha dichiarato Rosaria Succurro, assessore comunale alla Cultura e al Turismo – rappresenta altrettanto simbolicamente per l’Amministrazione comunale di Cosenza l’augurio di una nuova ripartenza dell’offerta culturale».

«Invito la città – ha proseguito l’assessore – ad approfittare del giorno di festa per riavvicinarsi al Museo civico archeologico che, con il suo bel chiostro, consente anche di godere suggestivi spazi all’aperto, seppure nel rispetto delle regole di distanziamento che responsabilmente dobbiamo seguire».

Secondo le linee guida sulla riapertura dei Musei, fornite dal Mibact e dal Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza Covid-19, i visitatori saranno accolti con percorsi differenziati in entrata e in uscita, in considerazione delle dimensioni e degli spazi del Museo.

Per poter visitare il Museo, dunque, è obbligatoria la prenotazione, da inviare almeno 72 ore prima della visita sul sito del museo, dove dovrà essere effettuato, con carta di credito, anche il pagamento del biglietto, le cui tariffe rimangono invariate; l’accesso al Museo è consentito ad un massimo di 10 persone alla volta, secondo turni per fasce orarie prenotabili.

La prenotazione dovrà essere effettuata per i seguenti giorni e orari: da martedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30; il sabato e la domenica e i festivi dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30.

Resta invariato il giorno di chiusura del Museo che coincide con il lunedì;
i visitatori dovranno essere obbligatoriamente forniti di mascherina e rispettare le altre misure anti-contagio: distanza fisica di almeno 1 metro e utilizzo dei dispositivi igienizzanti messi a disposizione dal Museo.

Oltre al Museo dei Brettii e degli Enotri, nella città bruzia si possono visitare anche la Galleria Nazionale, il Museo Consentia Itinera e il Museo del Fumetto; prossima apertura, invece, per i BoCS Museum nel Complesso di San Domenico, dove è in corso l’allestimento delle opere che sono state realizzate nelle ultime residenze artistiche dei BoCS Art. (rcs)

COSENZA – Da venerdì l’iniziativa “Cosenza città in fiore”

Al via, da venerdì 29 maggio, l’iniziativa Cosenza città in fiore, promossa dal Circolo di Cosenza Vitambiente, con l’obiettivo di «far ripartire la città con i colori ed i profumi dei fiori ed infondere nei cittadini un messaggio di speranza dopo i difficili mesi del lockdown e del confinamento forzato nelle proprie abitazioni».

L’evento, in programma fino a domenica 31 maggio, vuole che «il centro storico di Cosenza si vesta di colori e di profumi, con piante e fiori che i cittadini saranno sollecitati ad esporre dai balconi. Una vera e propria festa collettiva che coincide con la nuova fase della riapertura di tutte le attività».

A sposare pienamente l’iniziativa di Vitambiente e del circolo di Cosenza di cui è responsabile Mariafederica Martire, è stata l’assessore al Turismo e Marketing Territoriale Rosaria Succurro che ne ha condiviso lo spirito e la filosofia, «soprattutto – ha sottolineato – perché il progetto è volto a ridare speranza e fiducia alla città attraverso il coinvolgimento dei residenti del centro storico chiamati a partecipare all’avvio di questa rinascita colorando di fiori i propri balconi».

Per sollecitare i cittadini alla partecipazione l’Associazione Vitambiente ha anche lanciato un hashtag su facebook # cosenzainfiore allo scopo di aggregare più persone. Allo stesso modo ha invitato a postare sia su facebook (@vitambiente-circolocosenza) che su Instagram (@vitambiente_cs) le fotografie della tre giorni dell’iniziativa che ritraggono i balconi in fiore.

«Obiettivo della manifestazione – ha ricordato  l’assessore Succurro – è quello di creare i presupposti per far sì che, per primi i cittadini, si riapproprino del loro magnifico centro storico, specie dopo il lockdown ed il lungo periodo di fermo delle attività. Non abbiamo mai abbandonato l’idea, più volte lanciata dal sindaco Mario Occhiuto, di contribuire a creare un centro storico che funga anche e soprattutto da attrattore di flussi turistici. Lo stiamo facendo da tempo con molte iniziative, a partire dal trekking urbano Cinque sensi di marcia e seguiteremo a farlo, avendo ora dalla nostra parte anche la bella stagione, con manifestazioni come Cosenza città in fiore sulla quale puntiamo con decisione per ravvivare ulteriormente la parte antica della città e per risvegliare la città dopo la fase dell’emergenza».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Mariafederica Martire, responsabile del circolo di Cosenza di Vitambiente: «Il nostro movimento, particolarmente attento alle tematiche ambientali e sociali della nostra città e proteso verso l’obiettivo del miglioramento della qualità della vita, intende diffondere gioia e benessere. Un ruolo cruciale non può che essere svolto dalla natura che offre colori e profumi e la cui bellezza non potrà mai essere riprodotta artificialmente, così come è in grado di allontanare i cattivi pensieri».

«Con il progetto Città in Fiore – ha concluso la responsabile di Vitambiente – puntiamo proprio a questo: diffondere una cromo ed aromaterapia per la città, affinché si ritrovi quel rapporto intimo con le cose della natura da cui l’uomo stesso proviene». (rcs)

 

La Calabria non sa usare i fondi dell’Europa
No a Metro Cosenza e Aerostazione di Lamezia

La Calabria non sa utilizzare, oltre a non sapere spendere i fondi dell’Europa. Due notizie di questi giorni confermano questa insopportabile verità. Occorre dunque rivedere, riprogrammare e utilizzare capacità e competenze per usufruire delle opportunità che i Fondi europei offrono. La prima notizia riguarda la metro leggera che avrebbe dovuto collegare Cosenza con Rende e l’Università della Calabria: i ritardi sul progetto hanno costretto l’autorità di gestione del Por Calabria a comunicare alla Commissione Europea la volontà di ritirare il grande progetto della metro-tranvia. Da un lato esultano una parte di cittadini del centro storico che temevano di dover sopportare un lungo sventramento della città e il Movimento 5 Stelle che si è da sempre schierato contro, dall’altro è la conferma del fallimento, dell’incapacità progettuale della nostra classe dirigente. Come per tutte le opere destinate a cambiare la mobilità delle città e del centro storico, erano evidenti i disagi richiesti alla popolazione, ma dall’altro si trascura di pensare ai vantaggi futuri che qualsiasi miglioramento nei trasporti è destinato a portare. Come se non bastasse, è arrivata anche la conferma che il progetto del nuovo terminal dello scalo internazionale di Lamezia Terme è stato accantonato.

È stata il commissario europeo Elisa Ferreira, che si occupa di coesione e riforme, a comunicarlo all’europarlamentare Laura Ferrara che aveva chiesto notizie con una interrogazione a Bruxelles. Il motivo dell’accantonamento? Semplice: troppi ritardi nella programmazione e quindi esclusione del progetto dai finanziamenti già previsti e predisposti nel 2016. Quattro anni buttati via, un investimento di oltre 51 milioni di euro, di cui 17 ascritti al piano regionale di azione e coesione, svanito e con esso l’obiettivo di dotare lo scalo di Lamezia, che – ricordiamolo – risulta uno dei 12 aeroporti strategici per l’Italia di un’aerostazione degna di un aeroporto internazionale. Invece, niente.

Secondo quanto ha dichiarato il sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro, «Già da almeno due anni si aspettava l’intervento della Sacal, la società di gestione dei tre aeroporti calabresi, che doveva investire 34 milioni di euro». La Sacal – secondo Mascaro – non è riuscita a reperire attraverso un mutuo bancario la somma necessaria ed è stato necessario cercare altre soluzioni. Il sindaco Mascaro  ha detto che vi è una continua interlocuzione per l’adeguamento dell’aerostazione e, a quanto pare, esistono 25 milioni di fondi accantonati a tal proposito, per i quali si attende la rimodulazione del progetto.

L’intervento europeo faceva riferimento al Por regionale Calabria 2007-2013, scaduto il quale senza alcuna progettazione valida, non è stato più possibile agganciarsi al Piano operativo regionale 2014-2020  che non preveda investimenti destinati allo scalo di Lamezia. Era un sogno la nuova aerostazione che avrebbe dovuto prendere il posto della “baracchetta” che attualmente viene spacciato per terminal: in un’area di 24 mila mq avrebbe dovuto vedere la luce un’aerostazione avveniristica e funzionale, in grado di poter gestire un traffico vicino ai 3-4 milioni di passeggeri l’anno (attualmente sono 2,5 milioni). Il Covid, in questo caso, non c’entra niente, è l’incapacità di progettare e saper accedere ai soldi che, regolamrnete, vengono retsituiti – inutilizztai – alle Ue e che vanno a finire a Paesi più furbi e svegli del nostro.

Il deputato Nicola Carè di Italia Viva, eletto nella circoscrizione estera Africa, Asia, Oceania e Antartide, calabrese originario di Guardavalle, ha stigmatizzato la perdita del finanziamento: «Non posso che essere deluso e amareggiato – ha dichiarato – per l’accantonamento, a causa di ritardi nella realizzazione dell’opera, del progetto di 51 milioni di euro, approvato dalla Commissione europea nel mese di luglio del 2016, che prevedeva la realizzazione della nuova Aerostazione nell’Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme. Un’opera necessaria, in quanto lo scalo calabrese, tra i 12 aeroporti nazionali ritenuti a rilevanza ‘strategica’, non è più sufficiente ad accogliere il transito di passeggeri sempre crescente che si attesta sui tre milioni circa all’anno. La comunicazione ufficiale dell’esclusione del progetto, peraltro già nota, da parte del Commissario Europeo per la coesione e le riforme Elisa Ferreira, implica l’assunzione di un forte senso di responsabilità e la necessità di rilanciare l’idea e realizzare un’infrastruttura che è indispensabile per lo sviluppo della Calabria. Da quanto si apprende, infatti, esistono accantonati fondi pari a 25 milioni di euro destinati proprio alla realizzazione dell’Aerostazione che attestano la volontà dell’amministrazione regionale di procedere alla materializzazione dell’opera e la necessità di procedere entro la data del 31 dicembre 2020 alla rimodulazione del progetto. Questa volta, però, è necessario – ha concluso l’on. Carè – rispettare tempi, termini e modi di realizzazione dell’opera. Non bisogna più sbagliare. Solo così è possibile rilanciare il sistema aeroportuale calabrese, incrementando le rotte internazionali su Lamezia Terme e creando uno sviluppo sinergico con gli scali di Reggio Calabria e Crotone».

Sulla bocciatura del progetto di Lamezia da parte della Commissione europea, è intervenuto anche Pippo Callipo, leader di Io resto in Calabria: «È la cronaca di un fallimento annunciato, un’altra occasione persa per l’intera Calabria. È indispensabile che si faccia prima possibile una seria operazione verità sui fondi europei. Tra l’altro, è di qualche giorno fa anche l’audizione del ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano, in Commissione Affari europei del Senato, durante la quale è emerso un ritardo della Calabria sul Fondo europeo di sviluppo regionale, il cui utilizzo è fermo al 25%. Un dato preoccupante, tanto quanto quello emerso dalla risposta del Commissario europeo per la coesione e le riforme Elisa Ferreira all’interrogazione dell’europarlamentare Laura Ferrara sul progetto dell’aerostazione di Lamezia».

«In quest’ultimo caso la Commissione europea – prosegue il capogruppo di IRIC – conferma ciò che si sapeva già da tempo, ma resta il fatto che è stato presentato un progetto ambizioso e poi tutto è rimasto sulla carta, con i lavori che non sono mai partiti. Regione e Sacal ora almeno dicano cosa intendono fare per investire sull’aeroporto che rappresenta la nostra principale porta d’ingresso internazionale, visto che anche in relazione ai collegamenti di “ultimo miglio” tra la stazione ferroviaria e l’aeroporto si registrerebbero notevoli ritardi».

«Tutto ciò è grave e non può passare sotto silenzio. È doveroso che i calabresi sappiano di chi sono le responsabilità di questi clamorosi insuccessi e che chi ha dimostrato tanta inadeguatezza politica e gestionale ne risponda pubblicamente. Non si può perdere altro tempo. Se non si mette in campo una pianificazione seria che porti a ricadute reali sull’economia – conclude Callipo – è inutile anche solo parlare di qualsiasi ipotesi di sviluppo per la nostra regione».

Un’interrogazione alla presidente Santelli è stata a questo proposito presentata dal consigliere del Gruppo Misto Francesco Pitaro per sapere «se ha contezza di quanto evidenziato  dagli organi di stampa, in merito al fatto che il progetto relativo alla realizzazione della nuova aerostazione di Lamezia Terme è stato escluso dal programma di investimenti europeo; quali interventi intende porre in essere, con riferimento alla Sacal di cui la Regione è detentrice  di importanti quote azionarie, al fine di comprendere le ragioni dei ritardi a cui è imputata l’esclusione del progetto e le eventuali responsabilità; quali atti e interventi politici e amministrativi intende adottare al fine di permettere all’Aeroporto internazionale di Lamezia Terme, in cui vi è un importante flusso di passeggeri, e che è centrale e fondamentale per gli spostamenti da e per la Calabria oltre che strategico per qualsivoglia progettualità di sviluppo reale,  di realizzare la nuova aerostazione moderna e tecnologica che tutto il territorio e i calabresi attendono da anni». 

Per quel che riguarda, invece, la bocciatura della metro Cosenza-Rende, il sindaco Mario Occhiuto sarà ascoltato venerdì prossimo 29 maggio dalla Commissione Trasporti del Comune di Cosenza. Gisberto Spadafora, presidente della Commissione Trasporti unitamente alla collega Anna Rugiero della Commissione Lavori Pubblici, ha chiesto di sentire il sindaco Occhiuto «per conoscere lo stato dell’arte dei lavori», sulla prosecuzione o meno degli stessi, «alla luce delle dichiarazioni rese in questi giorni dall’eurodeputata Laura Ferrara, prontamente smentite dall’Amministrazione comunale». «È importante – ha detto Spadafora – fare chiarezza nell’interesse dei cosentini che, rispetto alla fattibilità o meno dell’opera, mostrano, in questo particolare momento, una sorta di comprensibile disorientamento».

Mario Occhiuto
Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto davanti al lavori nel centro storico della città

Il sindaco Occhiuto, com’è noto, difende l’opera che di fatto è bloccata, dividendo il centro storico della città. Una mega impresa “incompiuta” da 220 milioni che, a causa dei ritardi, rischia di perdere definitivamente i finanziamenti europei senza i quali diventa impossibile portare a termine il collegamento. «Fermare la metrotranvia è una follia – ha detto il primo cittadino di Cosenza -.

Mentre tutto il mondo va nella direzione del traporto pubblico urbano  e della riduzione del traffico veicolare e dell’inquinamento, qui si decide, dopo aver appaltato un’opera, di fare il contrario, con quale risultato? La ditta esecutrice pretenderà non solo il mancato utile ma anche il risarcimento danni per i lavori avviati e non completati». Il progetto – secondo il sindaco di Rende Marcello Manna, è invece da rimodulare «anche perché ha quasi 20 anni». (rp)

 

 

COSENZA – Il sindaco Occhiuto ha incontrato l’Associazione dei Ristoratori

Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ha incontrato, alla presenza dell’assessore alle Attività Economiche e Produttive, Loredana Pastore, un’Associazione di Ristoratori della città che hanno pacificamente manifestato in Piazza dei Bruzi per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle difficoltà che stanno incontrando per far ripartire le le loro attività.

I manifestanti hanno rappresentato al primo cittadino la necessità di dover ripartire, evidenziando che, fino a questo momento, non sono arrivati aiuti concreti da parte dello Stato.

Occhiuto ha condiviso pienamente la loro preoccupazione, ribadendo che «quando si era ancora nella Fase 1 dell’emergenza avevo tempestivamente evidenziato le difficoltà che avrebbero incontrato le attività commerciali e quelle del food e del comparto relativo alla ristorazione, per rimettersi in moto, rimarcando che, senza un considerevole supporto economico-finanziario da parte dello Stato e della Regione, avrebbero rischiato di essere fagocitate dalla crisi o di non riaprire affatto».

Occhiuto ha ricordato ai ristoratori anche quali erano gli interventi sui quali aveva posto l’accento e richiamato l’attenzione. Tra questi, l’erogazione, da parte dello Stato, di contributi a fondo perduto, da liquidare subito, prima della riapertura, come contributi iniziali relazionati ai giorni di chiusura, al numero dei dipendenti e al fatturato; una moratoria fiscale, concessa dallo Stato, di 6 mesi, e la definizione agevolata dei carichi fiscali presenti alla riapertura; l’accesso al credito agevolato e semplificato con garanzia totale dello Stato senza valutazione bancaria del rating e quindi indipendentemente dalla valutazione del merito creditizio; il sostegno economico, da parte della Regione, per le attrezzature necessarie alla sanificazione degli ambienti.

«Avevamo già consapevolezza – ha spiegato il sindaco Occhiuto ai ristoratori – che per ripartire sarebbe stato necessario avere le risorse per tempo, altrimenti con maggiori costi e minori ricavi, sarebbe stata una ripartenza ad ostacoli e fortemente a rischio per la prosecuzione delle attività. In ogni caso, saremo vicini alle vostre esigenze in tutti i modi possibili, ampliando, senza alcun onere, gli spazi esterni destinati all’occupazione di suolo pubblico per la sistemazione di tavolini e sedie».

«Cosenza – ha sottolineato ancora il sindaco – al contrario di altre città, ha investito molto e in tempi non sospetti sugli spazi esterni e sui dehors per le attività di ristorazione. E questo è un valore aggiunto che potrà favorire la ripartenza».

Con riferimento ai tributi comunali, il sindaco Occhiuto ha ricordato che la giunta ha adottato a fine marzo una delibera con la quale ha sospeso i termini per il pagamento. In particolare, nella delibera è stato stabilito di differire alla data del 30 giugno la scadenza per il pagamento del canone per l’occupazione di spazi e aree pubblica annuale (COSAP) e dell’Imposta comunale sulla pubblicità annuale (ICP).

«D’accordo con l’Assessore ai tributi Lino Di Nardo – ha aggiunto Occhiuto – valuteremo la possibilità di accordare un ulteriore rinvio, laddove sussisteranno le condizioni per farlo. Non vanno sottaciute, inoltre, le sollecitazioni che, come ANCI, stiamo portando avanti per chiedere al Governo di sostenere l’azione dei Comuni».

Al termine dell’incontro, i ristoratori hanno, infine, rappresentato al sindaco Occhiuto la necessità, in accordo anche con i ristoratori di Catanzaro, di incontrare al più presto la presidente della Giunta regionale Jole Santelli per chiedere di non legare il contributo regionale all’obbligo del DURC. Un aspetto quest’ultimo sul quale Occhiuto si è dichiarato d’accordo. (rcs)

I cuochi cosentini a sostegno delle famiglie bisognose e degli Ospedali di Cosenza e Paola

L’Associazione Provinciale Cuochi Cosentini  è scesa in campo per aiutare molte famiglie in difficoltà e gli Ospedali di Cosenza e Paola in questo periodo di emergenza con una serie di iniziative.

La delegazione di Paola, coordinata dal segretario dell’Unione regionale Cuochi Calabria, Giovanni De Luca, ha preparato numerosissimi pasti, insieme a una raccolta fondi organizzata per la vendita di alcune preparazioni speciali (il tipico mpiulato) destinata a sostenere le attività mediche del reparto di oncologia dell’ospedale di Paola (CS), con l’acquisto di un monitor.

Dalla vendita dei prodotti ristorativi sono stati raccolti più di 1.000 euro.

Il periodo più intenso è stato certamente quello pasquale, quando sono stati serviti pasti a tutti gli operatori dell’ospedale, oltre che alla Polizia di Stato, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco e la postazione della Protezione Civile per un totale di 30 pasti.

Inoltre, la delegazione di Paola ha promosso una raccolta fondi di 500 euro, ottenuti dalla vendita di un prodotto tipico, con cui si è potuto comprare 90 mascherine protettive, destinate agli operatori dell’ospedale di Paola, e 30 mascherine per la Polizia municipale.

La delegazione APCC di Cosenza, diretta dallo chef Ivan Carelli, con il contributo della sua brigata, per oltre un mese, senza mai fermarsi un giorno, ha preparato circa 200 pasti al giorno. L’attività si è svolta nel ristorante di proprietà di Carelli che, con i propri dipendenti e in collaborazione con diverse associazioni (tra cui La terra di Piero), con la consegna rivolta ai bisognosi della città di Cosenza, per un totale di oltre 7.000 pasti.

Su iniziativa dello chef Francesco Spina, tesoriere dell’APCC, è stata attivata attraverso la piattaforma Ge Fund Me una raccolta fondi per una donazione all’ospedale di Cosenza di materiale sanitario.

Grazie alla generosità dei calabresi sono stati versati 1.000 euro sul conto corrente dell’Azienda Ospedaliera Provinciale di Cosenza.

Altrettanto importante, la raccolta fondi promossa dalla delegazione dell’APCC Riviera dei Cedri, coordinata dallo chef Manuel De Luca, che ha effettuato una donazione per acquisti di generi alimentari di prima necessita a mezzo buoni spesa destinati ai bisognosi del territorio.

La raccolta fondi è stata effettuata con la collaborazione del Consorzio albergatori C.O.T. Diamante e Riviera dei Cedri, all’interno della manifestazione Borsa della Solidarietà – mettiamo una mano sul cuore. (rcs)