ELEZIONI / Callipo abbraccia Riccardo, lo studente che l’ha spinto a candidarsi

La storia è nota perché l’ha raccontata direttamente Pippo Callipo, candidato presidente per Io resto in Calabria in coalizione con i dem e i democratici progressisti: è stato l’appello di uno studente a convincermi a scendere in campo, durante una visita ai miei stabilimenti. Lo studente ha un nome e un cognome, RiccardoMontanaro, 17 anni e frequenta il Liceo Fermi di Catanzaro. Ieri Callipo lo ha incontrato e abbracciato. Con le sue parole, Riccardo, lo ha convinto, dopo una settimana di tormenti interiori, a candidarsi alla Presidenza della Regione. Quindi, il nuovo incontro, questa volta da candidato, nel corso di una serata molto intensa, in una gremitissima sala dell’hotel “Paradiso” di Catanzaro Lido, durante il convegno moderato dalla giornalista Rosita Mercatante, col docente universitario Vittorio Daniele e la carica emotiva contenuta nelle note della “cantastorie” Francesca Prestia.

Callipo ha lanciato ieri il simbolo del suo progetto per una nuova Calabria: le sciarpe rosse. «Questa regione – ha spiegato Callipo – è spesso dipinta con colori grigi, a tinte fosche, invece ci regala ogni giorno colori bellissimi e io, ammirando un tramonto, ho pensato proprio al rosso per racchiudere il senso della nostra battaglia di civiltà. Rosso come la rivoluzione che vogliamo fare per liberare i calabresi, per dire basta alla sudditanza ai notabili e ai padrini che hanno fatto il bello e il cattivo tempo negli ultimi decenni. Rosso come l’amore per la nostra terra, quello che vorrei riaccendere nei miei conterranei e che mi ha spinto a mettermi in gioco, a rischiare tutto, dopo una vita di lavoro, per mettere la mia esperienza e la mia determinazione a disposizione dei calabresi onesti che non vogliono più che i loro diritti vengano spacciati per favori».

Molto interesse ha suscitato l’intervento del professor Daniele, che ha dato un contributo prezioso alla stesura del programma elettorale di Callipo e che ha proposto ai presenti, affiancato da alcuni dei candidati della circoscrizione Centro (Innocenza Giannuzzi, Francesco Pitaro, Fabio Guerriero, Danilo Ferrara), una chiara e circostanziata analisi delle ragioni del ritardo economico del Sud e delle responsabilità delle classi dirigenti per il gap rispetto al Nord in termini di qualità dei servizi, di efficienza della pubblica amministrazione, di rispetto dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. Daniele non ha fatto sconti nell’evidenziare le ragioni storiche ed economiche del ritardo del Meridione e non ha mancato di indicare come determinate e «strutturate relazioni di potere» siano state «disfunzionali alla crescita, al funzionamento dei servizi, allo sviluppo civile e sociale della Calabria».

Coinvolgente e di grande efficiacia il contributo di Francesca Prestia, che con la sua ballata “Tantu nui simu ‘e cchiù” ha dato corpo e voce alla voglia di riscatto di quanti, attorno a Callipo, «stanno giorno dopo giorno acquisendo la consapevolezza che sia possibile riprendere in mano le sorti della Calabria per sottrarla ai campioni delle clientele e ai nuovi colonizzatori e farla tornare ad essere una regione normale». (rp)

ELEZIONI / Rinviare il voto: il ricorso dell’avv. Ugo Morelli escluso dal M5S

È un avvocato cosentino che vive a Roma, Ugo Morelli, battagliero e agguerrito professionista forense, non nuovo a iniziative clamorose: per essere stato escluso dal voto calabrese sulla piattaforma Rousseau che ha scelto i candidati grillini, pur avendone diritto, ha fatto svariati ricorsi contro il Movimento 5 Stelle chiedendo addirittura di rinviare le elezioni.

Afferma l’avv. Morelli: «La mia esclusione è certamente illegale, poiché avevo il diritto di legge, garantito dall’art. 51 della Costituzione, e Statuto partito, di concorrere nella votazione. Mi hanno ammesso a votare, però hanno vietato agli iscritti di potermi votare. Sono stato escluso, in quanto sono da anni su posizioni critiche sulla organizzazione e gestione del M5S, a livello nazionale e locale. Ho sempre contestato la concezione padronale e antidemocratica del M5S. Da notare che il lunedì 2 dicembre us era stata accettata la mia candidatura, e difatti mi avevano chiesto i certificati penali aggiornati, che ho consegnato. Da notare ancora che, in precedenza, ero stato pure escluso dalle primarie online di gennaio 2018 per il Parlamento nazionale, per cui avevo fatto causa civile a Cosenza e Roma. Il Tribunale di Roma, nella motivazione della sentenza mi ha dato ragione, però non ha fatto mio inserimento in lista candidati, in quanto era scaduto il termine di 31.1.2018, dicendo che potevo agire solo per risarcimento danni. Sono stato ammesso a concorrere nella votazione online per elezioni europee scorse, però per errore mi avevano messo nel collegio del Lazio. Adesso perché questa nuova esclusione?»

«Mi hanno voluto tagliare le gambe e le ali della mia affermazione politica in Calabria, – dice Morelli – perché avrebbe provocato effetti devastanti nella gestione padronale e antidemocratica del M5S. Adesso non mi arrendo, sono determinato di andare avanti. La questione della violazione dei miei diritti di legge la porterò subito alla Procura Repubblica. Al Tribunale civile chiederò, a breve, di annullare la votazione online, e sua ripetizione urgente con Morelli nella lista degli aspiranti candidati da scegliere, oppure di essere inserito direttamente nella lista ufficiale dei Candidati alla Regione Calabria. Per ripristinare i miei diritti di legge di cittadino sarà necessario rinviare le votazioni per Regione Calabria. Per la scelta del candidato a Presidente della Regione sarà necessario indire una votazione online, con facoltà per ogni iscritto di presentare la propria autocandidatura».

L’avv. Morelli, ammesso come parte lesa, deve ora attendere che il Tribunale riconosca la notizia criminis e apra un procedimento. Le elezioni sono, però alle porte, mancano appena otto giorni. Difficile che si veda riconosciuta l’eventuale ragione, e ancor meno più probabile che ottenga il rinvio delle elezioni previste per il 26 gennaio. (rp)

ELEZIONI / Aiello: progetti per agricoltura, terzo settore e associazionismo

Il candidato presidente del Movimento 5 Stelle Francesco Aiello ha partecipato al Forum del terzo settore a Catanzaro. «È stato – ha detto – un incontro molto interessante ricco di spunti e informazioni che possono tornare utili per il futuro. Sono sempre stato vicino al mondo del terzo settore, intrattenendo relazioni con molte associazioni e conosco bene ciò di cui scrivo. Ho discusso dell’assistenza agli anziani che è un ambito di intervento su cui la Regione e gli enti territoriali dovrebbero essere chiamati a intervenire per dare risposte concrete».

«Ho ribadito le parole di Don Giacomo Panizza – ha dichiarato Aiello – che lamenta di come le politiche a favore del sociale siano distanti dai fabbisogni reali dei beneficiari. Inoltre, ho ricordato l’approccio al problema della disabilità che è stato portato avanti da molti portavoce del Movimento 5 stelle, in particolare dal nostro deputato Massimo Misiti con il cosiddetto “patto per la disabilità”. Un protocollo d’intesa teso a neutralizzare e a snellire tutte quelle assurdità burocratiche che rendono la vita difficile a chi è portatore di handicap. Una cosa è certa: il disabile deve essere valorizzato per ciò che è in grado di fare, non è diverso da noi ma ha solo capacità dissimili dalle nostre».

Il prof. Aiello, inoltre, durante il confronto con gli associati di Coldiretti a Lamezia ha sottoscritto un documento, articolato in 10 punti, dal titolo “L’agricoltura e l’agroalimentare che vogliamo”, dopo aver parlato dell’importanza della valorizzazione delle nostre eccellenze agricole, alcune delle quali sono già competitive sui mercati extra regionali.

«Ho fatto l’esempio della patata della Sila– ha detto Aiello –: grazie a seri protocolli di produzione e a una filiera ben organizzata questo prodotto è riuscito a imporsi nel settore per la sua qualità. Stesso discorso vale per altri comparti agricoli (agrumi, fragole, ortofrutta varia). In Calabria bisogna puntare sull’organizzazione consortile che consentirebbe al piccolo produttore di sopperire il costo gestionale di avere una struttura organizzativa debole, permettendogli di potersi rivolgere ai mercati che contano. Dovremmo introdurre innovazione organizzativa, di mercato e tecnologica. Cosi da poter rispondere a quelle domande di mercato che richiedono prodotti di qualità, cercando di soddisfare le richieste che provengono dai mercati. Dovremmo puntare sui distretti del cibo e sui bio distretti, nonché salvaguardare l’ambiente. La Regione dovrebbe introdurre criteri di selezione e premiare chi innova e non garantire aiuti a pioggia». (rp)

ELEZIONI / Tansi: dai terremoti ci si può difendere solo con la prevenzione

Il candidato civico Carlo Tansi (Tesoro di Calabria) ha diffuso una nota dopo il sisma di magnitudo 4.3 registrato ieri notte ad Albi, nel Catanzarese.

«La Calabria – afferma il dott. Tansi – è attraversata da un sistema di faglie in piena attività, che si sviluppa da nord verso sud, dal Massiccio del Pollino, attraversando la Valle del Crati, lo Stretto di Messina, fino a terminare al largo delle coste della Sicilia orientale. Nel passato queste faglie hanno originato i terremoti catastrofici Valle del Crati 1183, Reggio e Messina 1908 (oltre 120.000 morti), Calabria meridionale 1783 (35.000 morti), Calabria centrale 1638 (10.000 morti) e 1905 (557 morti), area cosentina 1835 (circa 100 morti), 1836 (circa 600 morti), 1854 Piane Crati, 115 morti) e 1870 (circa 500 morti). In Calabria si sono concentrati oltre il 50% dei terremoti catastrofici che hanno colpito l’intera penisola italiana dall’anno 1000 ad oggi».
Scrive Tansi: «Ogni terremoto o raggruppamento di terremoti (quando i terremoti sono particolarmente concentrati nel tempo e nello spazio si parla di “sciami sismici”) è determinato da una faglia che si sta muovendo. Gli sciami sismici possono esaurirsi dopo pochi giorni, o dopo mesi, o dopo anni. La maggior parte degli sciami si esauriscono gradualmente, ma in alcuni casi possono evolvere con scosse violente, come è accaduto all’Aquila nel 2009 o a Mormanno nel 2012, quando i terremoti vennero preceduti da sciami che durarono oltre un anno. La scienza nel 2019 non è in grado di capire i meccanismi evolutivi di questi sciami. Nemmeno gli scienziati giapponesi e californiani – che sono i massimi esperti al mondo di terremoti – sono in grado di prevedere l’evoluzione dei terremoti o degli sciami sismici e, quindi, l’evoluzione del movimento delle faglie. La scienza sa che, come tutte le faglie attive, anche le faglie della Calabria e si muoveranno in futuro; ma non è in grado di sapere dire quando di preciso queste faglie si muoveranno. Potranno muoversi tra un giorno o tra cento anni, o tra mille anni. È un po’ come quando un cardiologo sa che un suo paziente ha la predisposizione all’infarto: sa che prima o poi l’infarto si manifesterà ma non può sapere quando avverrà.
«Abbiamo però un unico grande alleato per non morire di terremoto: la prevenzione. Come insegnano giapponesi e americani, ci si può difendere semplicemente costruendo case capaci di resistere ai terremoti. Un terremoto come quello di Amatrice (magnitudo 6,5) in Giappone o negli Stati Uniti di certo non avrebbe fatto alcun danno né agli edifici né, tanto meno, alle persone. Certamente un terremoto come quello verificatosi nel catanzarese la notte scorsa (magnitudo 4.0) non avrebbero fatto neanche notizia. Lo scorso mese di agosto in California si è verificato un terremoto di magnitudo 7.1, la stessa magnitudo del terremoto che nel 1783 in Calabria centro-meridionale ha mietuto 35.000 morti per intenderci. In California non ha fatto neanche una vittima. Quindi in altre parti del mondo il rischio sismico, grazie alla tecnologia e al rispetto delle norme tecniche per le costruzioni, è stato quasi completamente sconfitto.  La prevenzione del rischio sismico è un tema che deve riguardare sia gli edifici pubblici (scuole, ospedali, ecc.) ed infrastrutture (strade e ferrovie), e sia edifici privati. Gli studi fatti sui terremoti che hanno colpito l’Italia negli ultimi anni, hanno permesso di capire che in Italia il rischio sismico dipende dalle cattive prassi costruttive che rendono eccessivamente vulnerabili le nostre abitazioni anche di fronte a terremoti di magnitudo non elevata. Molti edifici in Calabria sono vulnerabili perché non sono state rispettate le regole dell’arte del costruire».
«La scienza – continua Tansi – oggi offre tutti i mezzi per costruire o adeguare le case in grado di resistere ai terremoti, anche molto forti. Oggi migliorare il comportamento delle nostre abitazioni in caso di terremoto è facilissimo: con nuovi interventi, qualsiasi costruzione esistente può essere “adeguata sismicamente“, cioè rinforzata con materiali e criteri molto innovativi. Lo Stato ogni anno stanzia attraverso il dipartimento della Protezione Civile nazionale ingenti somme da destinare proprio al miglioramento sismico degli edifici privati ma la Calabria, malgrado l’elevata sismicità, non riesce ad utilizzarle perché la Regione è stata finora sempre molto lenta ed incapace nel controllare le domande dei privati. Solo a titolo di esempio negli anni scorsi è capitato che nell’arco di un triennio a fronte di finanziamenti complessivi di circa 30 milioni di euro destinati ai privati ne siano stati utilizzati circa 500.000 euro, senza sapere poi che fine abbia fatto la parte restante, nella migliore delle ipotesi restituita al mittente a danno dei cittadini. Se sarò eletto una delle mie prime azioni di governo sarà proprio quella di formare un gruppo di esperti capaci di individuare le azioni opportune per mettere a frutto tutte le risorse economiche indirizzate ad abbattere la vulnerabilità sismica degli edifici privati. Altro strumento che lo Stato mette a disposizione per rendere più sicure le loro abitazioni, è il “sisma bonus” promulgato dopo il terremoto di Amatrice. Si tratta di una detrazione fiscale divenuta molto vantaggiosa a partire dal gennaio 2017 – fino all’ 85% – concessa sia ai privati (persone fisiche, imprenditori individuali, professionisti) che alle società per interventi “anti sismici” realizzati su immobili di tipo abitativo (anche seconda casa) o su quelli utilizzati per le attività produttive, situati nelle zone sismiche (come la Calabria)».

«Nel mio programma di governo regionale – dice Tansi – ho indicato come, per ridurre drasticamente il rischio sismico, sia necessario applicare altre pratiche fondamentali, finora trascurate, come il tanto pubblicizzato ma mai applicato “fascicolo del fabbricato”, che consente di verificare il grado di vulnerabilità sismica e quindi di censire il livello di vulnerabilità sismica e di sicurezza di ogni edificio, pubblico e privato, mediante l’ausilio di liberi professionisti, come ingegneri, architetti, geologi, geometri. Rendendo obbligatorio il “fascicolo del fabbricato” sarà possibile ottenere un quadro complessivo su tutta la Regione del livello di sicurezza degli edifici pubblici, come le scuole in cui i nostri figli trascorrono molte ore della giornata e gli ospedali, ed anche degli edifici privati, che consenta di intervenire in modo programmato – con lo stanziamento di risorse adeguate – per l’adeguamento sismico degli edifici con una conseguente drastica riduzione del rischio da terremoto. Dovrà essere anche verificato il grado di stabilità di opere pubbliche come i ponti e i viadotti ricadenti nel territorio calabrese che, a causa della assenza di manutenzione e di mancata programmazione politica rappresentano una grave minaccia per la sicurezza pubblica. Inoltre, prevedo poi di istituire uno sportello regionale per i cittadini, con sedi dislocate nei capoluoghi di provincia, per fornire assistenza ai cittadini privati sulla prevenzione dal rischio sismico, sia in relazione ai suddetti finanziamenti a fondo perduto e sia per sfruttare al meglio gli incentivi fiscali del “sisma-bonus”. Percorrendo – conclude Tansi – queste buone pratiche, che avevo avviato con decisione quando ero alla guida della Protezione Civile della Regione Calabria prima che le lobby di potere mi facessero fuori, la paura per il terremoto sarà solo un lontano ricordo».  (rp)

ELEZIONI / Santelli: promuovere l’agricoltura, superando la burocrazia regionale

L’agricoltura, in  Calabria, riveste – secondo la candidata presidente del centro-destra Jole Santelli – un’importanza strategica per lo sviluppo della regione. «In questi giorni – ha detto l’on. Santelli – ho avuto diverse occasioni di confronto con il mondo dell’agricoltura calabrese. Sono stata in alcune aziende, vere e proprie eccellenze per il comparto. Ho risposto alle domande, ho raccolto le loro preoccupazioni. Burocrazia lenta e assenza di una visione politica capace di favorire aggregazione sono gli elementi emersi più spesso».

Secondo Jole Santelli, «È da qui che è opportuno ripartire: dalla sburocratizzazione dell’amministrazione. Non è concepibile per le aziende  avere risposte dopo oltre due anni dalla presentazione di un progetto di finanziamento. Non c’è sviluppo se non si può programmare».

«Abbiamo grandi risorse – prosegue Santelli -, sfruttiamole! Così come avvenuto per le mele in Trentino o per le pere in alcune zone italiane,
creiamo un marchio per le nostre clementine. Siamo l’unica regione italiana “glifosato-Free”, facciamone un valore.Promuovere i nostri prodotti significa far conoscere, attraverso i colori, i profumi e i sapori di Calabria, una delle nostre ricchezze. Un patrimonio che deve essere sempre più conosciuto e apprezzato». (rp)

ELEZIONI / L’articolato progetto di Pippo Callipo sulle politiche sanitarie in Calabria

Il Movimento 10 Idee per la Calabria ha diffuso una nota a nome di Pippo Callipo, candidato presidente per la coalizione di centro sinistra e leader di Io resto in Calabria, per illustrare il suo progetto sulle politiche sanitarie in Calabria. È un’articolata analisi della situazione sanitaria calabrese e vengono indicate soluzioni che, indipendentemente da chi diventerà il prossimo Presidente della Regione, sarebbe opportuno fossero prese in seria considerazione. Proponiamo  il documento ai nostri lettori, senza fini elettorali, ma per una corretta informazione e documentazione.

«Stiamo assistendo,  si legge nella nota – in questi ultimi mesi, a una serie di iniziative di sindaci della nostra regione che, giustamente preoccupati per l’aggravarsi della carenza di prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Regionale, chiedono con forza che i Presidi Ospedalieri, dove vivono le Comunità che loro amministrano, diano immediate ed efficaci risposte ai bisogni di salute.

La protesta dei sindaci si inserisce in un contesto che vede la nostra regione sempre più marginale:

  • il nostro PIL nel 2018 è diminuito dello 0,3%;
  • la popolazione continua a diminuire; siamo 1 milione e 965 mila residenti;
  • il tasso di fecondità è pari a 1,29 figli/famiglia, a differenza della media nazionale che è di 1,34;
  • l’aspettativa di vita in buona salute è di 52 anni, mentre nella provincia di Bolzano è di 69 anni;
  • abbiamo la più alta percentuale (23,8%) di abitanti con almeno due patologie croniche;
  • la dotazione di posti letto ordinari ospedalieri, pari a 2,5 posti/1000 abitanti, è la più bassa in assoluto, inferiore a quella della Campania (2,7) e lontanissima dai livelli di Emilia-Romagna (3,9) o Molise (3,8);
  • l’assistenza residenziale e semiresidenziale che svolge un ruolo importante, sia nel favorire il processo di de-ospedalizzazione sia nel garantire una risposta adeguata alla domanda sanitaria proveniente da persone non autosufficienti o con gravi problemi di salute, registra un dato statistico di 1,2 posti/1000 abitanti al Sud contro una media nazionale di 3,9 posti letto, e una media di 6 posti letto al Nord;
  • la disponibilità più elevata di medici si riscontra negli istituti di cura localizzati nel Centro Italia, sia rispetto ai posti letto che al numero di abitanti (2,3 medici/1000 abitanti a fronte di 1,6 medici in Calabria).

«I dati 2018 provenienti dal Tavolo Adduce, presso il Ministero della Salute, – si legge nella nota – sono ancora più preoccupanti perché, a distanza di più di 10 anni dal commissariamento della Sanità Calabrese, la mobilità passiva ha raggiunto i 354 milioni di euro. Ancora più strabiliante è che 60 milioni di euro di mobilità siano per prestazioni “a bassa complessità”, ovvero costi per cure extraregionali che potrebbero essere facilmente essere operate in Calabria; basti pensare agli 870 nell’ultimo anno per parti fisiologici fuori regione.

«L’inefficienza  del nostro Servizio Sanitario si sintetizza in un deficit complessivo di 992 milioni di euro, escludendo la misteriosa ASP di Reggio (bilancio oscuro). Nel solo 2018 si è prodotto un disavanzo di 213 milioni di euro che si sono tradotti in ulteriore carico fiscale sulle spalle dei calabresi, attraverso IRAP e IRPEF per complessivi 106 milioni di euro.

«La situazione si presenta disastrosa e può essere affrontata solo attraverso la predisposizione di un aggiornato “Piano Regionale per la salute”. L’ultimo è stato approvato nel lontanissimo 2004. Anche in mancanza di un Osservatorio Epidemiologico all’altezza delle necessità del territorio, la cui assenza è assolutamente ingiustificabile, è evidente una situazione di crisi senza precedenti, in cui si registra:

  • un incremento delle patologie croniche che assorbono oltre il 70% della spesa sanitaria e determinano la necessità di nuovi modelli assistenziali quali l’Assistenza domiciliare a lungo termine;
  • la disponibilità di un arsenale di farmaci che ha ridotto il tasso di mortalità generato da molte patologie ed ha nel contempo ha aumentato la cronicizzazione;
  • la disponibilità di moderne tecnologie che consentono l’assistenza da stazione remota;
  • il sensibile cambiamento degli stili di vita quale determinante dello stato di salute del cittadino .

«Il proposito di affiancare la Calabria con professionalità provenienti dalla Regione Veneto per risolvere i problemi chirurgici degli Ospedali calabresi, o utilizzare la Regione Campania per la gestione le gare per le forniture, oltre che umiliante, non potrà dare effetti concreti fino a quando non si valorizzerà la Medicina Territoriale, gli Ospedali continueranno ad essere oberati da ricoveri inappropriati e da lunghe liste d’attesa e non si adegueranno sul piano quantitativo gli organici della SUA calabrese .

«Chiunque, dopo le elezioni ormai prossime, avrà il compito di governare la Calabria dovrà porsi il problema di migliorare i servizi sanitari offerti alla comunità regionale. E non sarà una sfida semplice perché lo stato di salute dei cittadini e la possibilità di accedere alle cure mediche dipendono da diversi fattori che non sono di natura esclusivamente finanziaria. Entrano in gioco fattori quali lo stile di vita, la morfologia del territorio, le abitudini alimentari, la salubrità delle acque e dell’aria, la mobilità territoriale, il sistema formativo ed informativo ed altri ancora.  Tutti fattori che si aggiungono a quelli legati al modello organizzativo e gestionale ospedaliero e territoriale.

«Mentre sul modello organizzativo e gestionale è pensabile, oltre che necessario, poter intervenire in tempi medio-brevi cambiando il modo di programmare ed attuare le politiche sanitarie e, pertanto, cambiando la mentalità della rappresentanza politica nelle assemblee elettive regionali e nazionali (ovvero puntando su persone oneste e di elevato spessore tecnico), sugli altri fattori i tempi necessari per affermare nuovi modelli culturali e realizzare le infrastrutturazioni di nodo e di rete necessarie sono molto più lunghi (costruzione di nuovi ospedali, ristrutturazione di presidi territoriali, viabilità di accesso alle aree interne in condizioni disastrose, siti inquinati da bonificare,  ecc.) e ciò si riflette inevitabilmente in diseguaglianze a scala locale.

«Occorre in ogni caso creare le basi affinché il modello di Servizio Sanitario Nazionale (SSN) introdotto in Italia fin dal 1978, basato sul principio di universalità e di uguaglianza, trovi attuazione anche per i calabresi i quali, a parità di bisogni, dispongono oggi di prestazioni assai inferiori rispetto a quelle offerte ad un cittadino del Nord Italia o di altre regioni del Sud come la Puglia. Il divario di prestazioni si è ancor più accentuato dopo la riforma del Titolo V° della Costituzione allorquando gli Enti periferici dello stato, comprese le Regioni, hanno acquistato autonomia finanziaria in ordine ai sevizi essenziali da erogare ai cittadini. E il divario non risulta peraltro assolutamente compensato dalla previsione del fondo perequativo a favore dei territori con minore capacità fiscale per abitante. E si corre il rischio di un ulteriore aggravamento della situazione, con il paventato FEDERALISMO differenziato proposto dalla Lega, che si tradurrebbe in:

  • risorse totalmente raccolte dalle Regioni;
  • soppressione dei trasferimenti erariali (soprattutto abolizione dell’integrazione Fondo Sanitario Nazionale);
  • risorse complessive regionali legate allo sviluppo del reddito e dei consumi;
  • concorso/assegnazione in base a capacità fiscale;
  • importanza attribuita alla spesa storica (peso decrescente fino ad esaurimento nel 2023).

«Ove questo sciagurato disegno venisse a compimento, per molti, e soprattutto per i calabresi, il SSN secondo i dettami della Costituzione non sarà mai più realizzabile. Occorre dunque agire ed in fretta per qualificare i diversi livelli di assistenza (Medicina preventiva; Medicina territoriale; Medicina ospedaliera; Medicina di Emergenza-Urgenza) attraverso azioni mirate che possono contribuire a modificare in positivo un insieme di indicatori significativi; occorre in particolare puntare a:

  • colmare la carenza di personale ospedaliero;
  • ridurre le liste d’attesa per l’accesso alle analisi mediche e alla diagnostica;
  • promuovere la politica degli screening;
  • razionalizzare la spesa farmaceutica;
  • rinnovare l’attenzione per le cure primarie;
  • rafforzare l’assistenza domiciliare integrata;
  • rafforzare i servizi residenziali non ospedalieri nelle RSA;
  • attivare una nuova regolamentazione del rapporto pubblico/privato;
  • sostenere la collaborazione interattiva con i centri di ricerca universitari.

«Più in generale, occorre attivare un processo virtuoso in grado di restituire fiducia ai cittadini calabresi per attenuare il fenomeno della “mobilità sanitaria fuori regione”, con l’obiettivo dichiarato di eliminarlo. La mancanza di fiducia si traduce, tra l’altro, in una minore propensione a curarsi tra le fasce di popolazione più debole, accelerando il processo di impoverimento sociale e sanitario dei territori. In un sistema in perenne transizione rispetto alla necessità di garantire Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), l’obiettivo prioritario deve essere quello di ridurre la domanda  di ospedalizzazione prevenendo l’insorgenza delle malattie prima che diventino acute.

«Spesso, inoltre, viene trascurato un altro fattore di grande importanza utile a dare maggiore efficienza alla complessa macchina del sistema sanitario, ovvero il ruolo degli addetti ai settori tecnico-amministrativi; essi rivestono una grande responsabilità nella gestione delle risorse, nei meccanismi di valutazione e controllo, nella selezione e gestione delle moderne tecnologie, nella informatizzazione del sistema, nella programmazione e realizzazione degli interventi strutturali ed infrastrutturali. Dalla qualificazione dell’apparato tecnico-amministrativo dipende una fondamentale azione di supporto per mettere in condizione gli operatori della sanità di esprimere pienamente le loro professionalità; occorre mettere in piedi una sana ed equilibrata struttura di governo tecnico (direzioni amministrative, uffici con sezioni di ingegneria clinica, uffici preposti alla programmazione finanziaria e alle politiche di investimento, di gestione e valorizzazione del patrimonio aziendale e, non ultimo, di controllo di gestione delle aziende territoriali ed ospedaliere).

«Si tratta, in definitiva di ripensare le politiche sanitarie regionali, partendo dal dato di fatto che le aziende ospedaliere, così come organizzate, non sono in condizione di assorbire la domanda di sanità loro rivolta se la stessa domanda non viene contenuta attraverso l’integrazione con un aggiornato ed efficiente sistema di medicina preventiva territoriale.

«La competenza è dunque uno dei presupposti richiesti per poter risanare e rilanciare il SS regionale. Quella competenza impiegata  nella elaborazione partecipata delle nostre “pillole di programma”; (www.10idee.it) o quella del movimento culturale “Comunità competente” costituita da 28 associazioni calabresi che hanno approvato e sostengono le proprie “linee guida per una riforma della sanità in Calabria” presentate nel mese di luglio 2019 ai Commissari ministeriali per la gestione del Piano di rientro della sanità calabrese». La nota porta la firma di Francesco Costantino, Maria Pinneri, Domenico Gattuso del Movimento 10 Idee per la Calabria. (rp)

ELEZIONI / Gaffe di Giorgetti (Lega) sulla Calabria: «Non interessa a nessuno»

Imperdonabile gaffe per il n. 2 della Lega, Giancarlo Giorgetti, che intervistato da Lilli Gruber, in contraddittorio con Marco Travaglio direttore de Il Fatto Quotidiano, nella trasmissione Otto e mezzo si è lasciato scappare che i risultati della Calabria non interessano a nessuno. Conta solo il risultato dell’Emilia, in poche parole, pare lecito pensare che il “profondo Sud” rimane l’ultimo dei pensieri di Matteo Salvini e leghisti. Si attende di capire quanti calabresi daranno fiducia a questi improbabili neo-colonizzatori del Mezzogiorno. (rp)

ELEZIONI / Il Fatto Quotidiano dedica una pagina a Reggio e ai “trasformisti”

Su Il Fatto Quotidiano di oggi il reportage di Enrico Fierro con Lucio Musolino sulle elezioni regionali, dedicato a Reggio e ai «trasformisti di Lega e FdI». «Pesano tantissimo – fa notare il quotidiano diretto da Marco Travaglio – i portatori di voti di Oliverio e del detenuto Scopelliti, tutti con la destra».

«Lega e destra sfonderanno in riva allo Stretto? – scrivono Fierro e Musolino – Salvo Miceli, attivista di Reggio non tace, un movimento civico che in città è noto per le sue battaglie antimafia è sfiduciato: “Se urli basta con i migranti che ci rubano il posto, raccogli applausi e consensi. Se vai in giro a parlare di uguaglianza dei diritti, accoglienza, confronto con la diversità, hai mille difficoltà a farti ascoltare, movimenti e partiti dovevano unirsi per arginare questa destra pericolosa”. (rrm)

ELEZIONI / L’appello di Antonino De Masi: «Salviamo la Calabria morente»

L’imprenditore antimafia Antonino De Masi, che supporta e sostiene il candidato Presidente Pippo Callipo (Io resto in Calabria), ha lanciato attraverso una lettera un  appello alla politica e ai calabresi perché accorrano «al capezzale della morente Calabria».

«La situazione Calabrese – ha scritto De Masi – è sotto gli occhi di tutti e certamente non è un’interpretazione affermare che oggi questa Regione è uno dei territori più “poveri” d’Europa, non solo dal punto di vista economico. L’abbandono da parte dei giovani che sono costretti a “scappare” per trovare lavoro e cercare di dare un minimo di dignità al proprio domani è un fatto oggettivo e tangibile.

«Si è avviato un progetto politico , intorno al più prestigioso imprenditore calabrese Pippo Callipo, di cui anche io sono  parte attiva, non sono candidato perché sono molto impegnato nell’attività di rilancio delle mie aziende sul territorio e la mia situazione di “pendolare” mi limita molto. La mia battaglia ed il mio vivere nelle condizioni in cui sono ha alla base l’amore e l’attaccamento per la mia terra ed il mio continuare ad essere orgogliosamente calabrese.  Proprio per questa ragione sono in prima linea con il mio amico Callipo a combattere questa battaglia.

«Dal mio punto di vista il programma politico che dobbiamo avere, si basa su una condizione essenziale, ovvero quella di trasformare il “brand Calabria” da sinonimo di brutto e “maleodorante“ come purtroppo è oggi a valore positivo ed espressione di voglia di riscatto, di dignità e di combattere per la  rinascita. Oggi, grazie anche agli stereotipi trasmessi dalla Lega e dalle modalità violente con cui li diffonde,  la Calabria è figlia di bruttezze, illegalità, mediocrità e violenza, oltre che ad essere impregnata di criminalità.

«Se vogliamo un riscatto della nostra terra, con l’assunzione delle responsabilità conseguenti, dobbiamo impedire che questi  modelli si normalizzino nella nostra quotidianità. Invertire tale situazione ora, subito, è una necessità. La Calabria ed i suoi mali debbono essere curati dai calabresi. Meno individualismo e più collettività.  Dobbiamo combattere le nostre criticità e dobbiamo farlo noi stessi dando prova della consapevolezza del voler essere protagonisti del nostro riscatto, ne va proprio della nostra dignità.

«Il nostro programma, qualora gli elettori ci dessero la fiducia necessaria, si deve basare su due assi che sono dal mio punto di vista indispensabili e come precondizione a tutto il resto, e cioè:

  1. Pretendere dal Governo che venga predisposta una “legge speciale sulla Calabria” che abbia al centro i seguenti elementi:
  • L’impegno concreto del governo, con atti e fatti,  a mettere la lotta contro la mafia in primo piano; deve essere un obbiettivo chiaro con norme e comportamenti adeguati a tale obbiettivo, ponendo in essere quelle iniziative legislative necessarie per puntare alla lotta contro la criminalità organizzata, che ha privato e priva la libertà di ognuno. Oggi dopo il notevole lavoro svolto dalle Procure e dalle forze dell’ordine è necessario e vitale dare  forza, sostanza e continuità alle attività di “bonifica”.
  • Rafforzare le Procure della Repubblica di uomini e mezzi affinché possano combattere tali crimini.
  • Rafforzare le forze dell’ordine di uomini e mezzi per controllare il territorio.
  • Supportare le pubbliche amministrazioni di uomini e mezzi atti alla prevenzione di ipotesi di collusioni o di infiltrazioni.

«L’ente Regione proprio nel tutelare gli interessi della collettività deve farsi promotore di tali iniziative, perché i cittadini calabresi hanno il diritto di vivere, secondo quanto previsto dalle leggi e dalla Costituzione, in libertà e senza poteri criminali che limitano la vita quotidiana.

  1. Chiedere al Governo ed alla Comunità Europea, proprio per lo  stato in cui si trova la Regione Calabria, una serie di misure che possano in tempi rapidi consentire la ripartenza dell’economia e delle attività di impresa. È ben chiaro che in un territorio bonificato e con gli adeguati strumenti di sviluppo, l’economia e quindi l’occupazione possono ripartire.

Questi due elementi – conclude De Masi –possono mettere nelle condizioni tutti, in primis i cittadini calabresi e poi gli altri, a credere ed investire in una regione come la nostra, perché vi sarebbe la dimostrazione che proprio dalla Calabria vi è in corso una “rivoluzione” che parte combattendo ed affrontando i propri mali. Questa è la mia visione della politica, questo è quello a cui noi, combattendo questa “folle” battaglia stiamo ambendo. I volti delle persone che abbiamo coinvolto, le loro storie, le nostre storie, sono l’esempio di quello che vogliamo fare e che faremo se otterremo la fiducia dei calabresi. Le scelte di oggi avranno conseguenze sul futuro dei nostri figli, guardiamoci intorno. Abbiate fiducia in Callipo, date una speranza ai nostri ragazzi, siate ognuno protagonisti di questa nuova storia per la nostra terra». (rp)

 

 

ELEZIONI / Tansi contro Callipo per il voto “sprecato” e Morra attacca Aiello

Il candidato di Io resto in Calabria Pippo Callipo, supportato dai dem e dai Democratici progressisti, aveva invitato ieri gli elettori orientati a votare Tansi o Aiello a non «sprecare il voto».  «Mi rivolgo ai calabresi, – aveva detto Callipo – perché i nostri figli e i nostri nipoti rischiano di non avere un futuro in Calabria. Dobbiamo fermare la vecchia politica. I professori Francesco Aiello e Carlo Tansi sono ottime persone ma rischiano di non raggiungere il quorum. Il voto per loro è un voto perso perché aiuta il centrodestra, va ad avvantaggiare quei burattinai che si vantano di tirare le fila della politica calabrese da molti anni, con i risultati disastrosi che noi tutti abbiamo sotto gli occhi. Il 26 gennaio abbiamo un’occasione storica e non possiamo gettarla via, non possiamo sprecare il voto delle tante persone oneste e libere che mandano avanti la Calabria con enormi sforzi quotidiani».

Piccata la reazione di entrambi i candidati. «Il Cavaliere Callipo, – ha detto Tansi – con l’avvicinarsi alla fase finale di una competizione elettorale, non avendo altri argomenti, ha invitato gli elettori ad esprimere un “voto utile”. Peccato che a chiedere il voto utile siano proprio i responsabili del “disastro Calabria”. Responsabili che non hanno nemmeno la compiacenza e la vergogna di tacere. L’articolo 48 della Costituzione Italiana precisa tra l’altro che il voto è: personale ed uguale, libero e segreto. Il cosiddetto “voto utile” non è concepibile in uno stato democratico. Il candidato Callipo dovrebbe mostrare rispetto per una norma fondamentale della convivenza democratica perché il voto è l’espressione di programmi ed idee di sviluppo condivisi, non certo di calcoli strumentali. I calabresi questa volta hanno la possibilità di esprimere un voto utile al cambiamento. Chi ha dimostrato – con fatti concreti – di aver spezzato le catene del malaffare e della corruzione, e di aver cambiato in positivo uno dei settori più disastrati della Calabria, merita il sostegno dei Calabresi liberi. Solo in questo modo ci sarà il riscatto tanto atteso».

Anche Aiello ha mostrato indignazione dopo le dichiarazioni di Callipo sul voto a lui diretto, ma oggi il docente torinese dell’Unical s’è trovato un’altra grana di non poco conto: l’attacco diretto di Nicola Morra, presidente grillino della Commissione Antimafia, sul cugino del professore in odore di mafia, morto 5 anni fa. Morra ha accusato Aiello di aver nascosto la parentela con un presunto boss dichiarando che il Movimento «non può accettare una candidatura di questo tipo».

«Nicola Morra – ha replicato Aiello– conferma di voler danneggiare la nostra campagna elettorale. Prova scorrettamente a delegittimarmi a piacere e dunque a tagliare le gambe ai nostri candidati consiglieri. A questo punto è evidente che il senatore non parla come presidente della commissione Antimafia, ma porta avanti una battaglia personale di cui dovrà spiegare il senso; intanto ai nostri elettori, a chi crede nel nostro progetto e a tutte le persone oneste che ci stanno aiutando». «Ho già detto – prosegue Aiello – che io non ho nascosto alcunché, non potendo rispondere per le colpe di un mio cugino morto 5 anni fa. “Go” Morra, credi che la Calabria risorga avvantaggiando, come stai facendo, il centrodestra e il centrosinistra? A chi giova? Per me bisogna ascoltare i cittadini calabresi e considerare le storie di impegno personale e il programma con cui ci presentiamo. Se ritieni, tu continua a vedere ombre ovunque, io preferisco guardare il sole».

«Io sono sul territorio – sottolinea Aiello – mentre tu, Morra, pontifichi da New York; io sono in trincea, tu sei scappato dal fronte calabrese e ignori le nostre denunce, i nostri sforzi e i nostri ragionamenti. Tu escluderesti perfino i barbieri, perché maneggiano strumenti da taglio».

«Luigi Di Maio – conclude Aiello – sarà a Lamezia Terme il prossimo sabato 18 gennaio, e questo è un segnale chiaro, che conferma il pieno sostegno, nei miei confronti, degli esponenti di governo e dei parlamentari del Movimento 5 Stelle. Sono certo che il livore di Morra nei nostri riguardi non impedirà ai calabresi di comprendere la differenza tra noi e i vecchi partiti. Grazie al cielo, abbiamo entusiasmo alle stelle e argomenti che vanno ben oltre il diffuso narcisismo politico».

Come se non bastasse, in serata è arrivata la doccia gelida di Italia Viva sul mancato sostegno a Callipo. Ernesto Magorno e Stefania Covello avevano diffuso una nota indicando che «Italia Viva non è in campo alle prossime elezioni per l’elezione del Presidente e per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria e, quindi, non essendo presente il simbolo, ai tanti che in questi giorni ci chiedono un’indicazione, ribadiamo la nostra posizione di non sostenere nessun candidato in campo». Poi è arrivata l’ulteriore precisazione direttamente da Andrea Orlando: «Italia Viva in Calabria non sostiene nessun candidato». (rp)