I “distinguo” di Antonio Tajani sui sovranisti. Jole Santelli esalta a Reggio l’ala dei moderati

di SANTO STRATI – A metà voce, dopo altri due incontri con candidati ed elettori a Rende e Catanzaro, ma non per questo meno determinata a riaffermare la rivoluzione “rosa” che la sua candidatura vuole portare in Consiglio regionale: Jole Santelli ieri sera a Reggio mostra il suo piglio abituale e si prende la scena. Del resto è la protagonista, la guest star di queste singolari elezioni che si sono trasformate in una corsa contro il tempo. Troppo poco quello a disposizione per marcare il territorio (e questo vale per tutti i candidati), e troppo quello sprecato (almeno dal centro destra) per accogliere i desiderata di Salvini che puntava a dimostrare che era sua l’ultima parola. Così è stato, ma la sua ultima parola sul candidato presidente (inutile qui ricordare il niet irremovibile contro Mario Occhiuto, per compiacere l’ala gentiliana di Forza Italia) rischia di portargli qualche sorpresa non proprio dolce. L’altro ieri a Botricello ha mostrato di gustare la nduja (come ha fatto col grana in Emilia) per continuare la commedia piaciona del leader amato dal popolo, ma non si è ancora reso conto che la Lega in Calabria difficilmente può attecchire, così come la vocazione sovranista della Meloni potrebbe trovare qualche intoppo, nonostante l’avanzata trionfale dei fratelli di Giorgia.

A sottolineare la “diversità” in questa destra unita per vincere, ma diseguale per obiettivi finali e concezione politica ci ha pensato l’ex presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, da due giorni in Calabria in tour con la Santelli. Tajani è da 25 anni con Forza Italia e ha voluto ribadire la natura moderata del centro destra espresso da Forza Italia. Senza prendere le distanze, ovviamente, dai due “scomodi” alleati – siamo in campagna elettorale, figuriamoci se si può provocare un incidente diplomatico – Tajani ha voluto indicare chiaramente il distinguo del voto che gli elettori vorranno riservare a Forza Italia. Nessun sovranismo, nessuna spinta ultraconservatrice: da quando è nata Forza Italia – ha detto Tajani – abbiamo mostrato la nostra natura moderata, quella del centro senza il quale non si governa, senza il quale è difficile mettere insieme le tante anime contrapposte dell’Italia politica. Che è poi quanto andiamo dicendo da diverse settimane su queste colonne: il voto del 26 gennaio servirà a capire se la Calabria (ma sarà un segnale importante per l’Italia) vira bruscamente a destra o se, invece, viene fatta prevalere la scelta del centro moderato. Un centro in cui possano riconoscersi non solo i calabresi – ha sottolineato Tajani – ma l’Italia tutta. Con in più l’impegno di far tornare in primo piano la questione meridionale, individuando i problemi e le relative soluzioni, impostando una politica industriale che tenga conto del territorio e delle sue specificità, con particolare attenzione al comparto agro-alimentare. E con l’occhio alla Zes di Gioia Tauro che, allo stato attuale, esclude dalle agevolazioni molte aziende manufatturiere. E Gioia Tauro dove andrà realizzata – anche a costo di assediare il ministero delle Infrastrutture, hanno minacciato i tre parlamentari calabresi al tavolo della candidata – quel pezzo di linea ferrata che impedisce di fatto l’intermodalità del porto. Una follia che da anni non trova la soluzione più ovvia e molto meno complicata di quanto si è fatto fino ad oggi immaginare: basta mettere a un tavolo gli attori del Porto e si può trovare l’intesa che sblocchi la mancata connessione ferroviaria.

L’ex presidente del Parlamento Europeo ha parlato da consumato oratore di cose politiche, ma ha tradito l’emozione visibilmente sincera di un attaccamento speciale a questa terra. Ha voluto ricordare le centinaia di professionisti, scienziati, medici calabresi che hanno fatto la fortuna del Nord, senza trascurare il tributo di lavoro in condizioni spesso molto disagiate pagato dai lavoratori meridionali (in gran parte calabresi) emigrati nelle fabbriche del Nord, come la Fiat, o nelle miniere del Belgio, come Marcinelle. «È tempo di invertire la rotta e di creare le condizioni ideali per far restare i giovani nella propria terra e favorire il rientro di chi è andato via».

A parole lo dicono tutti, lo hanno detto anche Tajani e la Santelli, ma la realtà si scontra con l’incapacità di assumere e portare a compimento i progetti, in modo efficace, senza i ritardi della folle burocrazia che annienta ogni iniziativa e contro il familismo che premia non la capacità ma l’amicizia e le parentele.

Su questo è stata molto chiara anche la candidata presidente Santelli (la cui intervista video abbiamo dovuto rinviare per mancanza di voce e di tempo) che ha tenuto a precisare di essere indipendente dalle logiche fino ad oggi applicate a Germaneto e non essere disponibile a subire “ricatti” tipici dei governi regionali precedenti. Questo, se sarà eletta governatrice, saremo tra i primi a verificarlo per darne conto ai calabresi.

Come c’era da aspettarsi, nessun accenno al programma (metterà in pratica quello accuratissimo di Mario Occhiuto, su cui aveva anche dato il suo contributo?) e, soprattutto, nessun riferimento agli avversari. La campagna elettorale va condotta con molto fair play e senza insulti e qui a Santelli ha mostrato di aver capito tutto, non foss’altro perché quattro legislature alle spalle qualcosa le hanno pure lasciato in dote. Sani principi e classiche enunciazioni, con il conforto di tre parlamentari reggini. il sen. Marco Siclari, artefice di questo incontro dell’ultimo minuto, e i deputati Maria Tripodi e Francesco Cannizzaro, che hanno confessato di aver lavorato sulle liste anche il giorno di Natale.

Il tema centrale della serata è stato comunque quello della sanità, cavallo di battaglia di Siclari, e futuro anello di forza/debolezza della prossima consiliatura. Il turismo sanitario – ha detto la Santelli – dovrà finire, i calabresi devono potersi curare in casa propria. Contro dieci anni di commissariamento e nomine sospette si preannuncia una forte epurazione, qualora vinca la destra della Santelli: professionisti preparati e competenze premiate, secondo il progetto del centro-destra calabrese che si presenta il 26 gennaio, con il legittimo dubbio del peso che ciascuna delle sei liste registrerà col voto. Tajani e i candidati presenti all’Hotel E di Reggio sono convinti di portare a casa il risultato con la coalizione. Poi si vedrà chi conta e quanto. Auguri! (s)

Primi sondaggi: Jole Santelli prevale di poco, ma Callipo la sorpassa in popolarità e fiducia

di SANTO STRATI – Se credete ai sondaggi (che qualche volta ci azzeccano pure) va tenuto in seria considerazione quello della System Data commissionato dal Quotidiano del Sud e pubblicato oggi dal giornale calabrese. Secondo i dati, la differenza tra la Santelli (centro-destra) e Callipo (area dem) è giusto di qualche punto, mentre gli altri due contendenti (Aiello, 5Stelle e Tansi, Tesoro di Calabria) sono rispettivamente tra l’8 e il 12% per l’esponente grillino e il 15-19% per l’ex capo della protezione civile calabrese. Per la cronaca, i numeri della Santelli – secondo questo sondaggio – si posizionano tra il 35-39% contro il 33-37% di Callipo. Diversa la situazione sul fronte della popolarità e della fiducia: Callipo sopravanza in entrambe le indicazioni: 77% contro il 65,2 come popolarità e addirittura raddoppia nell’ambito della fiducia: 47,9% contro il 24,2. L’indagine è stata fatta su un campione di 1158 aventi diritti al voto estratti casualmente dalle liste elettorali, con tecnica CATI, quindi ha un suo apprezzabile rigore scientifico, nella valutazione delle intenzioni di voto, ovviamente, che si vuol dare a un sondaggio a 15 giorni dalle consultazioni.

Abbiamo assistito, anche di recente, in tv, a clamorose sconfessioni nelle previsioni e la spiegazione è abbastanza semplice: la scarsa sincerità degli intervistati, che non sempre dichiarano effettivamente quello che in realtà pensano quando c’è ancora qualche settimana davanti alle elezioni. Negli exit poll è diverso, perché si chiede di ripetere il voto (fuori delle urne) per soli fini di sondaggio.

Se permettete la franchezza, questo genere di sondaggi non ci hanno mai convinto, pur nella consapevolezza che la statistica è una cosa molto seria. Men che meno ci convincono in questo caso, conoscendo i calabresi e la Calabria. Ma non è questo il punto. La nostra regione ha bisogno di una svolta in termini di innovazione e di cambiamento: in qualunque schieramento c’è un bel pò di aspirazione all’innovazione, ma insieme c’è il cosiddetto “usato sicuro” che fa fine e non impegna, ma soprattutto porta voti. La vera sfida, se vogliamo, viene dalla lista civica di Carlo Tansi, che però tradisce la frettolosità delle scelte e la troppa “incompetenza” di numerosi candidati, che non hanno e non hanno avuto il tempo di far conoscere idee e progetti, e la lista del prof. Francesco Aiello, “indipendente” grillino che si trova a combattere una guerra fratricida al suo interno. Il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra (che sosteneva la necessità di non presentarsi a queste elezioni) ha dichiarato pubblicamente che se ne tiene fuori. La metà dei pentastellati che hanno votato contro la scelta di Aiello – senza dichiararlo – sono pronti al “fuoco amico” e anche per il docente torinese il tempo gioca a suo sfavore.

Callipo insiste sulla sua autonomia dal Partito democratico e sulla totale libertà di scelta sulla squadra che, ove venisse eletto, andrà a formare: temiamo che l’ottimismo dell’imprenditore vibonese non tenga conto delle tante anime che popolano l’area dem, in grado di scatenare, se necessario, anche qui un fuoco amico che diventerà suicidio assistito, salvo ad avere garantite posizioni che il buon Callipo non intende concedere.

Sul fronte centro-destra, invece, appianate per ovvie ragioni di opportunità le roventi dichiarazioni tra l’ormai ex Mario Occhiuto e la Santelli, si tratterà di vedere il peso specifico che ognuna delle sei liste sarà in grado di esprimere. Ieri a Botricello e poi a Crotone, mangiando, in una delle sue tante folcloristiche uscite a favore di selfie, pane e nduja, Salvini si è detto convintissimo della vittoria, sia in Calabria che in Emilia. Ma quanto voti raccoglierà la Lega in Calabria? È questo il vero punto politico delle elezioni del 26 gennaio: riusciranno i neo-colonizzatori del Nord a conquistare i calabresi? Sembra difficile, guardando i candidati: non ci sono grandi nomi con sostanzioso bagaglio di voti, né personaggi in grado di sostenere – senza trattenere la risata – le idee sudiste di Salvini. Tant’è, ma indubbiamente con sei liste (dove figurano tanti “profughi” del centrosinistra illuminati dal sole destrorso) qualche vantaggio in più la Santelli ce l’ha. Si tratta di capire, nel caso della conquista di Germaneto da parte della deputata cosentina, se il risultato del voto ci consegnerà un consiglio regionale sovranista o moderato, se l’astro crescente di Giorgia Meloni farà sentire in maniera considerevole il suo peso a Palazzo Campanella, o se, invece, l’area dei centro-destra, quella moderata, di cui peraltro è espressione la Santelli, mostrerà di avere i numeri per governare senza eccessi di conservatorismo acuto.

Gli obiettivi per chiunque vinca, sono pressoché uguali: sanità, trasporti, lavoro e lotta alla burocrazia. Si tratta di capire il modo con cui il futuro presidente vorrà affrontare i problemi e quale sarà la terapia adottata. Non c’è tempo, la Calabria rischia di perdere l’ultimo treno per lo sviluppo e la crescita, l’ultimo treno per l’Europa, in cui grandissima parte dei calabresi perbene, crede. Ma se quindici giorni vi sembrano pochi, ricredetevi: in due settimane può, ormai, capitare di tutto e di più. A vincere o perdere, ricordiamoci, sarà la nostra terra. Quindi, niente pigrizia e mettiamo da parte l’insofferenza per la politica, quella politica che non c’è più: andiamo a votare. (s)

Si profila una campagna elettorale latte e fiele. Denigrare sì, presentare il programma no…

di SANTO STRATI – Incredibilmente, gli “insulti” più pesanti sono volati tra gli alleati di governo (a Roma) separati in casa in Calabria: il Movimento 5 Stelle attacca Callipo e l’imprenditore vibonese replica per le rime. Parte male la campagna elettorale di queste regionali 2020, dove i calabresi sono vittime incolpevoli del disastro confusionario provocato dai piani alti politici di Roma. C’era da aspettarselo, ma forse si è ancora in tempo a riportare su toni civili il confronto (non lo scontro) tra i quattro antagonisti. La questione principale, a nostro avviso, è che risulta facile denigrare l’avversario piuttosto che confrontarsi sul programma. Attenzione, però, il programma  che i calabresi vogliono ascoltare non sta nei proclami e negli annunci indicando le aree in cui il futuro governatore pensa di intervenire: troppo facile, i temi sono noti, sanità, mobilità e trasporti, infrastrutture e soprattutto lavoro, contrastando la burocrazia, e guardando ai giovani. Troppo facile e troppo comodo annunciare che si interverrà in questi ambiti: i calabresi vogliono avere cifre, elementi concreti di valutazione, in poche parole dati. Dove e come si pensa di intervenire, indicando dove sono (o si troveranno) le risorse e quali le linee progettuali da seguire. Non in astratto, ma con specificità e dettagli minuziosi che corroborino la qualità del progetto. Il che, visto il tempo a disposizione dei candidati, sarebbe come chiedere la luna. Ma la Calabria, i calabresi hanno diritto di poter valutare, apprezzare o scartare le idee (accompagnati da numeri non astratti) per poter scegliere i loro futuri amministratori regionali. È come quando in un’assemblea di condominio, l’amministratore propone di cambiare l’ascensore: quanto costa, dove si trovano i soldi, perché andrà scelto preferibilmente il sistema Pippo anziché Pluto, quanto dureranno i lavori, quali i sacrifici (non solo finanziari) dovranno sostenere i condomini e quali vantaggi ci saranno una volta ultimati i lavori. Immaginate il responsabile dell’amministrazione condominiale che invece dice: cambieremo l’ascensore, a cose fatte vi faremo sapere, intanto votate la mia proposta. Ecco, i condomini della Calabria non ci stanno: lo tengano bene a mente i quattro candidati che puntano a Germaneto. Lo diciamo da calabresi e per i calabresi: non bastano dichiarazioni ad effetto e programmi fumosi fatti di soli buoni propositi e annunci. E qui si spiega perché questa campagna elettorale corre il rischio di inacidirsi in pochissimo tempo.

Il candidato Francesco Aiello, da giorni, invita gli antagonisti a volersi misurare in un pubblico incontro, ma non risulta che abbia avuto fortuna, almeno al momento. Probabilmente tutti aspettano gli ultimi giorni per raccogliere dopo aver seminato (?) in queste convulse settimane pre-elettorali, ma, probabilmente, sarà un fatale errore. Il confronto all’americana – possibilmente televisivo – mette in evidenza incertezze, capacità, convinzioni e assenza di idee, certo che è un rischio. Ma sarebbe opportuno affrontare di misurarsi sulle proposte, sui numeri, sui dati. Prevedibili, nel caso, colpi di tosse e attacchi di panico, ma invitiamo sin d’ora i calabresi a mettere da parte qualsiasi indulgenza. Per il loro bene e soprattuto per quello dei loro figli.

Le cronache elettorali di questi primi giorni si erano aperte con le dichiarazioni latte-miele di stima e ammirazione di Jole Santelli nei confronti di Pippo Callipo e, di contro, gli attacchi “frontali” di Carlo Tansi (Tesoro di Calabria) contro i trasformisti della politica, schierati in liste che sono l’esatto opposto delle loro provenienze politiche. È una guerra comune contro “i partiti”, a cominciare da Callipo che, annunciando che rinuncerà ad ogni emolumento, specifica che la sua squadra sarà fatta di tecnici non di esponenti politici, quasi che la parola stessa “partito” possa evocare il male assoluto. I 5Stelle indicano i dem come «dinosauri politici», salvo poi imbarcare qualche transfuga, e attaccano Callipo e Lega perché quest’ultima mostra attenzione sospetta per grembiulini e compassi, mettendo in lista la moglie del gran maestro regionale della Gran Loggia Regolare d’Italia.

E i toni si alzano con le dichiarazione (forse un po’ incaute) del deputato Paolo Parentela, responsabile 5Stelle per queste elezioni, che supponendo «un abuso di panettoni e spumanti» ha accusato Callipo di «abbandonarsi ad affermazioni di pancia comiche quanto fantasiose». Secondo Parentela, i 5Stelle non sono «affatto con Callipo, perché l’imprenditore, che ha dimostrato di intendere la politica come se fosse la sua azienda personale, non ha sbarrato la porta ai vecchi “arnesi” di palazzo e della burocrazia regionale» affermando che «Callipo ha rifiutato la candidatura con il Movimento 5 Stelle, preferendo gettarsi nelle braccia del Pd e disponendosi a ricevere i voti della dote di Oliverio, lo stesso soggetto che ha tre importanti procedimenti penali sul groppone, che l’aveva accusato di essere destrorso e addirittura di dubbia affidabilità a causa di alcune rivelazioni infondate di pentiti. Allora il nostro candidato governatore, Francesco Aiello, difese Callipo da queste accuse, sia per onestà intellettuale che per correttezza politica».

Callipo, ovviamente, non le ha mandate a dire: «Le mie parole sui 5 stelle sono state usate strumentalmente da qualche parlamentare che, in evidente affanno per l’inconsistenza della loro proposta per le Regionali, cerca di recuperare visibilità buttandola in caciara, usando per altro toni offensivi e fuori luogo. Io non ho mai detto di aver «contribuito» ad alcuna nomina di governo. Ho parlato, e lo ribadisco, di «elezione» perché ho semplicemente detto di aver votato in passato per alcuni esponenti calabresi del M5S che oggi hanno incarichi di governo e siedono all’europarlamento. Qualche “illuminato” dei 5stelle vuole anche togliermi il diritto di votare per chi voglio e di rivendicarlo pubblicamente? Capisco che presentarsi come duri e puri e poi trovarsi costretti a sostenere la candidatura di un professore che si era offerto di fare l’assessore per Mario Oliverio costringa a certe uscite ridicole, ma a tutto c’è un limite. E i calabresi lo confermeranno il 26 gennaio».

E siamo solo agli inizi. Per non farci mancare nulla, aggiungiamo il ricorso presentato dall’avv. Ugo Morelli contro i risultati della piattaforma Rousseau sui candidati regionali calabresi. Secondo quanto dice il battagliero legale cosentino – che annuncia ricorsi a 360 gradi per essere stato escluso dalla competizione sulla piattaforma pur avendo tutte le carte in regola per partecipare – sono non solo da annullare le consultazioni (private) della piattaforma Rousseau ma occorrerebbe rinviare anche le elezioni per permettere una «corretta» partecipazione dei candidati 5Stelle che pur avendone diritto sono stati esclusi dal voto dei militanti. Non sarà questa valanga di ricorsi a impensierire il gran capo politico Luigi Di Maio, né a peggiorare il clima di veleni che serpeggia in Calabria tra i pentastellati.

Mal di pancia che, ideologicamente parlando, non mancano neanche in ambito di centro-destra: alla prima uscita ufficiale di Jole Santelli, a Reggio, non si sono presentati i candidati della Lega, pur essendo nella stessa coalizione. Uno sgarbo politico mascherato dal pretesto che tocca a Matteo Salvini presentare i candidati leghisti in Calabria, ma che rivela quanto ancora dovremo aspettarci in queste tre settimane che ci separano dal voto. La consuetudine di “parenti serpenti” non verrà certamente meno, neanche questa volta…

Infine, al di delle intenzioni di voto che indicherebbero una netta differenza a favore della Santelli su Callipo, c’è comunque un elemento che sarebbe opportuno prendere in considerazione: la conta dei leghisti. Premesso che continuiamo a sostenere che leghista e calabrese è un ossimoro che non piace a gran parte della Calabria, sarà interessante contare i voti che Salvini e company riusciranno a raccogliere. La percentuale ci dirà se il disegno “colonialista” della Lega troverà mai sponda nel Mezzogiorno, a parte il solito manipolo di “coraggiosi” che corrono sempre in aiuto del vincitore, come nella migliore tradizione italiana. (s)


PS:: Il candidato Carlo Tansi, dopo aver letto l’articolo, mi invia il link del suo programma che dice si trova on line dai primi di agosto ha annunciato il 30 luglio la sua scesa in campo). Per completezza dell’informazione indico il link, così i calabresi hanno documentazione di prima mano sui programmi:

Le mie idee per la Calabria che costruiremo insieme

Ospiteremo volentieri – a soli fini informativi e non di propaganda – tutti i contributi che ci perverranno a proposito dei programmi.

ELEZIONI / A Catanzaro i Cinque Stelle presentano il programma con Francesco Aiello

Oggi, venerdì 3 gennaio, a Catanzaro il candidato presidente per i Cinque Stelle prof. Francesco Aiello presenterà con l’on. Paolo Parentela il programma elettorale. «Ricorderemo – dice l’on. Parentela, coordinatore per la campagna elettorale del Movimento – le coraggiose e costanti battaglie del Movimento 5 Stelle sul territorio calabrese: per la legalità, il contrasto della ‘ndrangheta, la trasparenza e la pulizia dell’amministrazione pubblica a partire dalla Cittadella. L’appuntamento – precisa il deputato – sarà alla Casa delle Culture di Catanzaro, alle ore 15,30. Durante l’iniziativa presenteremo anche tutti i candidati consiglieri regionali nelle liste del Movimento 5 Stelle e di Calabria Civica. L’occasione servirà a conoscere le nostre proposte di cambiamento reale della Regione Calabria e intanto le priorità cui intendiamo dedicarci nei primi mesi: sanità, lavoro, agevolazioni per le imprese, riforma della burocrazia regionale, anticorruzione, tutela dell’ambiente, sistema dei trasporti, valorizzazione della cultura e programmazione turistica sulla base delle specificità dei singoli territori».

Sarà il candidato governatore, Francesco Aiello, a sintetizzare – anticipa il parlamentare M5S – le linee del nostro programma per liberare la Calabria e il metodo, di aperta condivisione delle scelte, che intendiamo seguire. Rinunceremo, come abbiamo già detto, agli affidamenti diretti e renderemo pubblici e immediatamente consultabili tutti gli atti della Regione, finora addirittura, in alcuni casi, coperti da omissis. Le nostre credenziali – conclude Parentela – sono l’assoluta lontananza dal sistema dei partiti, la garanzia di libertà, competenza, indipendenza e autonomia dei candidati e tutto il patrimonio di esperienza che, grazie anche ai nostri esperti e al paziente lavoro svolto insieme a comitati, associazioni, cittadini e attivisti calabresi, abbiamo acquisito in settori chiave: tutela della salute, dell’ambiente e dei beni comuni». (rp)

ELEZIONI / Il tour di Callipo sulla Tirrenica, sognando una “regione normale”

Il candidato del centro-sinistra alle regionali Pippo Callipo, a capo della lista Io resto in Calabria ha fatto un veloce tour lungo la fascia tirrenica della regione per confrontarsi sulla necessità di avere “una regione normale”. Il tour è iniziato a Paola, al Santuario di San Francesco che custodisce un enorme patrimonio spirituale, culturale e artistico in una raffinata combinazione tra architettura rinascimentale e barocca. Pippo Callipo è stato affiancato nella sua visita dal sindaco Roberto Perrotta, da diversi esponenti dell’amministrazione comunale e da Graziano Di Natale, presidente del consiglio comunale e consigliere provinciale, nonché candidato della lista “Io resto in Calabria”. Una visita, quella di Callipo, dettata dalla devozione al Santo Patrono e dalla necessità di rimarcare l’importanza di una sinergia delle istituzioni locali con la Regione per salvaguardare i luoghi simbolo della Calabria e promuovere il turismo religioso.

Seconda tappa a Cetraro, dove all’incontro con l’aspirante governatore sono intervenuti Ermanno Cennamo, capogruppo Pd in consiglio comunale e provinciale, il segretario del circolo locale Gaetano Bencivinni e il presidente provinciale dell’Unpli (l’Unione delle Pro Loco) Antonello La Valle. Cennamo, in particolare, ha riconosciuto come Callipo abbia «sempre dato testimonianza di vicinanza alla città di Cetraro e in particolare agli ex operai del settore tessile, illustrando anche le criticità (ospedale, porto turistico e area tessile) che interessano il territorio. «I faccendieri della politica – ha detto Cennamo – con Callipo non hanno più spazio, il suo impegno è la vera svolta per la Calabria».

Il candidato alla Presidenza della Regione, che ha chiuso il pomeriggio con un incontro pubblico a Diamante – affiancato dal sindaco e senatore Ernesto Magorno e intervistato per Radio Azzurra da Marianna De Luca – ha ribadito: «Non so cosa sappiano della Calabria i nostri competitor, avendo trascorso molti anni nei palazzi romani, ma io sono in trincea da sempre, conosco i territori e so cosa sono costretti a subire i cittadini che non hanno “santi in paradiso”. È venuto il momento di rialzarci con le nostre forze. Il destino della Calabria, la speranza di tornare ad essere una regione normale che agisce nel circuito della legalità e della buona amministrazione, è nelle mani dei calabresi. E sarà deciso il 26 gennaio. Io ho carta bianca sul governo della Regione, non so davvero se sia così anche per gli altri, specie guardando a cosa hanno imbarcato nelle liste». (rp)

REGGIO – Sabato la candidata presidente Jole Santelli si presenta agli elettori

L’appuntamento è per sabato 4 gennaio a Palazzo Campanella, nella sala dedicata a Nicola Calipari: la candidata presidente del centro-destra Jole Santelli aprirà la campagna elettorale della coalizione del centro-destra.

È la sua prima uscita pubblica dopo la candidatura. Prevista la partecipazione dei rappresentanti di tutti i partiti della coalizione: Francesco Cannizzaro (Forza Italia), Edmondo Cirielli (Fratelli d’Italia), Emiliano Imbalzano (Lega) e Luigi Fedele (UDC). Per testimoniare l’importanza nazionale della sfida calabrese, all’incontro parteciperà anche l’on. Mariastella Gelmini, Capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati. (rrc)

ELEZIONI / Rapani (FdI): Contro i principianti della politica per il territorio della Sibaritide

Ernesto Rapani
Ernesto Rapani

Candidato alle regionali per Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, già amministratore, consigliere provinciale di Cosenza e coordinatore del partito della Meloni, si schiera contro il dilettantismo nella politica e contro i principianti che non hanno argomenti per difendere e valorizzare il territorio, in questo caso della Sibaritide. «Sono l’unico candidato di Fratelli d’Italia della Sibaritide, quindi della fascia jonica e del Pollino. – afferma il candidato – Probabilmente per questo motivo qualcuno ha provato a destabilizzare e indebolirmi tentando di infilarsi nella lista di Fdi pur non essendosi mai tesserato, come qualche sindaco costiero. Roba da principianti, anche perché l’esperienza accumulata in tutti questi anni militati “sempre dalla stessa parte” potranno servire al territorio, rispetto agli “improvvisati” della politica in stile grillismo, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti». (zc)

ELEZIONI / Stefano Princi (CdL): «La Calabria non faccia più scappare i giovani»

Reggino, già segretario della Uiltemp, Stefano Princi, 42 anni,  si candida alle elezioni regionali nella coalizione di centro-destra per la Casa delle Libertà. «Nasce dalla voglia di cambiare questa terra il sì all’invito a far parte di una grande squadra – ha dichiarato Princi – Da anni tocco da vicino la disperazione di madri e padri di famiglia che non hanno, dopo lunghi periodi di sacrifici, la stabilità e la sicurezza di un posto di lavoro. La Calabria che vorrei non costringerebbe più nessuno a scappare per trovare lavoro o per curarsi. Per me è la prima esperienza politica ma ho sentito l’esigenza, da cittadino, di dare un contributo che sia totalmente nuovo ed estraneo a tutte quelle dinamiche che fino ad oggi non hanno portato nulla di buono.

Stefano Princi
Stefano Princi

Dice ancora Princi: «Ho deciso di scendere in campo per rappresentare tutta quella gente onesta che vuole continuare a vivere in questa terra, benedetta da Dio e maledetta dagli uomini, senza dover elemosinare un posto di lavoro. Chi vuole darsi da fare per cambiare le cose deve averne la possibilità. Questo per me è il compito della politica: lavorare senza sosta per costruire opportunità che giorno dopo giorno eliminino l’enorme divario che c’è tra nord e sud. Sono sposato e ho tre figli e vorrei che nessuno di loro fosse costretto a scappare per poter avere la possibilità di realizzare i propri sogni. Con la mentalità del buon padre di famiglia mi sono messo in gioco, vorrei che la lunga esperienza maturata nel campo sindacale, a combattere giornalmente per i diritti dei lavoratori, fosse utile oggi a tutti i miei concittadini reggini. Perché se è vero che il lavoro nobilita l’uomo, è ancor più necessario, alle nostre latitudini, creare sviluppo ed economia sana per combattere il vero cancro rappresentato dalla criminalità organizzata. Oggi si gioca una partita importante per la nostra terra, oggi si può scegliere di cambiare davvero qualcosa ed io vorrei essere parte di quel cambiamento positivo fatto di democrazia e trasparenza che da troppo tempo i nostri territori anelano. Insieme possiamo davvero fare la differenza e questi pochi giorni che ci dividono dall’appuntamento con le urne, saranno per me l’opportunità per studiare ancor più da vicino le esigenze di una provincia dall’immenso patrimonio umano e naturale dal potenziale totalmente inespresso e soffocato da anni di una politica concentrata su se stessa e sempre poco attenta alla voce degli ultimi». (gsp)

ELEZIONI / Callipo incontra i candidati di Io resto in Calabria: No al trasformismo

L’imprenditore Pippo Callipo candidato governatore della Calabria per la lista Io resto in Calabria con il sostegno del Partito Democratico e dei Democratici Progressisti, ha incontrato a Pizzo Calabro i candidati della sua lista, e ha ribadito loro la necessità di fare in Calabria «una rivoluzione dolce! Dobbiamo portare in ogni territorio le idee che abbiamo e che sono in parte sintetizzate nel nostro programma politico, ma occorre anche parlare chiaro. Noi ce la stiamo mettendo tutta per archiviare i metodi della vecchia politica clientelare e lo stiamo facendo con coraggio e mettendoci la faccia. Ma gli elettori devono aprire gli occhi e riflettere: solo noi calabresi possiamo risolvere i nostri problemi ed essere artefici del nostro destino».

I candidati hanno espresso una forte e coesa convinzione sul progetto di Callipo che «ha saputo imprimere il rispetto dei concetti di novità e trasparenza nella compilazione delle liste che lo sosterranno nella corsa verso la Cittadella». Secondo i candidati, « L’operazione, assolutamente nuova nella storia del regionalismo calabrese, adesso deve indurre i calabresi ad assumersi le loro responsabilità nella scelta che dovranno fare il 26 gennaio. Da un lato il volto di un imprenditore di successo internazionale che intende trasformare la Regione in un ente finalmente utile per i cittadini e, dall’altro, un’aggregazione tenuta insieme dal desiderio di occupare spazi di potere e che si avvale di numerosi collezionisti di “consenso-assistito”. Da un lato il desiderio di ridare alla Calabria voce e ruolo nello scenario nazionale attraverso progettualità puntuali che sappiano fermare la fuga dei nostri giovani e una serrata battaglia per la legalità, dall’altro un insieme di volti ben noti ai calabresi che ripeteranno le gesta fallimentari di esperienze di centrodestra (e per qualcuno di centrosinistra). Un assembramento che per di più ha ceduto ingloriosamente alle imposizioni della Lega che vorrebbe fare della Calabria una riserva di caccia del Nord».
«Ci muoviamo lungo le direttrici – hanno detto i candidati di Io resto in Calabria – indicate dal presidente Sergio Mattarella nel discorso di fine anno. Convinti che per risalire la china, e colmare il gap con il Nord, il Sud e la Calabria debbano liberarsi del trasformismo più spavaldo e di ogni forma di gattopardismo». (rp)

REGIONALI / Perché il Movimento 10 Idee per la Calabria è rimasto fuori delle elezioni

Come anticipato nei giorni scorsi, il movimento 10 Idee per la Calabria, guidato dall’ing. Domenico Gattuso, docente alla Mediterranea, e primo sostenitore della candidatura di Pippo Callipo, è rimasto fuori della competizione elettorale. La documentazione presentata era incompleta e mancavano le firme necessarie per presentare la candidatura.

L’ing. Gattuso, che ha comunque ribadito il sostegno al candidato governatore Pippo Callipo con Io resto in Calabria, ha spiegato in una nota le ragioni di questo “ritiro” obbligato dalla competizione. Per la verità, la legge regionale sulle elezioni penalizza le piccole formazioni politiche e non tutela adeguatamente le minoranze: sarebbe opportuno che la prossima consiliatura metta mano a una riforma della legislazione vigente, conformandola con quella delle altre regioni italiane.

 

«Oggettivamente – afferma il prof. Gattuso – raccogliere 6000 firme (2000 firme per circoscrizione) in appena 10 giorni per presentare la  lista alla competizione elettorale non era facile. Lo avevamo denunciato come un rischio per la democrazia. Abbiamo voluto provarci  lo stesso per cercare di modificare norme palesemente inique. La modulistica è stata pubblicata sul sito web della Regione il 17 dicembre  e la scadenza per la raccolta fissata al 28 dicembre, in pieno periodo natalizio. In Emilia Romagna la modulistica è stata pubblicata ben 2 settimane prima e con una soglia dimezzata di firme (1000 per circoscrizione). Nell’intera legislatura precedente nessuno ha assunto l’impegno a correggere  questa ed altre storture normative antidemocratiche come la soglia dell’8%  per l’accesso al parlamento regionale (che penalizza le minoranze) o l’assenza della preferenza di genere nelle schede elettorali richiesta tante volte ed invano dalle donne di Calabria».

«Abbiamo provato – dice Gattuso – a proporre una lista qualificata, aggregando le nostre forze e quelle di Europa Verde. Un tentativo in extremis per non sottrarre rappresentatività alla comunità calabrese, fronteggiando  tutti gli adempimenti burocratici, alcuni da assolversi addirittura con atti notarili richiesti per gli accorpamenti. Purtroppo siamo arrivati tardi alla consegna della documentazione rispetto al termine del 28 dicembre a mezzogiorno, a causa di un atto reperito solo in tarda mattinata. Non ci sono attenuanti in politica, non ne chiediamo, pur sapendo di avere fatto tutto il possibile per non desistere dal progetto. Adesso dobbiamo impedire che personaggi attaccati alla poltrona, transfughi da uno schieramento all’altro, vecchi e nuovi volponi che non hanno prodotto nulla di concreto in anni di gestione di potere, mettano ancora piede in consiglio regionale. Atteggiamenti che hanno creato, negli anni, un solco profondo fra la società e il ceto politico. Il nostro unico rammarico è di non potere esprimere sul campo regionale le competenze di cui ci siamo fatti portatori e garanti. Siamo certi, però, che Callipo saprà mettere in atto la fucina del rinnovamento. Egli rappresenta il timoniere migliore; a garantire per lui, oltre alla generale stima dei calabresi, sono la sua storia personale e professionale, la sua indiscussa capacità di imprenditore, la sua specchiata vita sociale»

Come movimento 10 Idee per la Calabria, sostiene il prof. Gattuso «abbiamo da tempo invitato i calabresi alle armi dell’intelligenza, della competenza, dell’amore per la nostra regione, e gli slogan che oggi tanti giovani propongono nelle piazze ci sono familiari perché sono i nostri. Basta leggere il nostro appello pubblico lanciato oltre un anno fa (www.10idee.it).  La nostra battaglia continuerà nelle piazze e nelle case. Noi ci siamo ancora e siamo ancora più determinati. A  sostegno di Pippo Callipo. Non c’è più tempo per chiacchiere. O si sta con Callipo o si sta con la destra fascio-leghista; il resto è fumo negli occhi.  Noi siamo per la resistenza ad oltranza, per una Calabria libera, democratica e civile. Ringraziamo i tanti che si sono prodigati nella difficile impresa della raccolta delle firme, che hanno sfidato le intemperie e il periodo festivo per ottenere un risultato positivo. Ringraziamo i candidati nelle tre circoscrizioni che, con spirito di abnegazione, hanno creduto fino alla fine in un progetto di riscatto e rinascita e che ancora oggi riversano le loro energie sulla coalizione di centro-sinistra a trazione Callipo. I nostri candidati  rimarranno operativi su tutte e tre le circoscrizioni, a rimarcare che il Movimento opera in nome di un’Idea diversa di Regione e non per interessi di carriera personale. Chiediamo ai tanti che si sono astenuti dal voto in passato (nel 2014 sono stati il 56%) di fare anch’essi un passo avanti. Venite con noi, il cammino è tracciato. Insieme a Callipo si può finalmente cambiare la sorte di una regione che rischia, altrimenti, di morire». (rp)