Il dialogo tra Italia e Grecia parte dalla Locride

Il dialogo tra l’Italia e la Grecia parte dalla Locride, con la due giorni Levantina, evento promosso dal Gal Terre Locridee nell’ambito del Piano di Azione Locale “Gelsomini”, in continuità con “Locride2025 – Capitale della cultura”, e ideato da Myth Euromed, patrocinato dall’Ambasciata di Grecia in Italia e dal Museo e Parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri.

Un evento nato per dare voce a una nuova narrazione dei luoghi e creare un ponte tra la Grecia e la Locride. Un’unione antichissima, simbolo di civiltà e sviluppo, quella tra i due territori nel cuore del Mediterraneo: Grecia e Magna Grecia, da riscoprire in ottica futura, pensando a nuove forme di cooperazione transnazionale e moderni modelli di sviluppo.

Narrazione dei luoghi, promozione del territorio, cooperazione internazionale i tre macro-temi al centro del talk, svoltosi nelle sale del Museo di Locri, aperto dalla direttrice Elena Trunfio, che ha visto la partecipazione del presidente del Gal Terre Locridee Francesco Macrì, del direttore del Gal Terre Locridee, Guido Mignolli, del fondatore e coordinatore di Myth Euromed Alberto Cotrona e dei giornalisti impegnati, a vario titolo, nel racconto dell’area mediterranea: Patrizio Nissirio, giornalista e scrittore, responsabile di ANSAMed, servizio dell’Ansa sul Mediterraneo, e Giovanni Vale, giornalista (Libération, Il Corriere della Sera, Obc) e ideatore del progetto editoriale Extinguished Countries, Donata Marrazzo, calabrese ispirata, giornalista (Sole 24 Ore, Meridiani) e podcaster esperta di narrazione dei territori, e Samantha De Martin, giornalista di cultura e viaggi (I Viaggi di Argo, ilMillimetro). In un audio messaggio i saluti e il contributo dell’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo. Presente a sorpresa anche lo scrittore Francesco Maino, premio Calvino con il caso editoriale Cartongesso (Einaudi), ritornato da Venezia per l’occasione nella Locride, intenzionato a renderla sempre più protagonista dei suoi scritti.

Ospite d’eccellenza l’Ambasciata Greca in Italia. Un video messaggio con i saluti ai presenti è giunto da S.E. Eleni Souranì, Ambasciatrice greca in Italia. In sua rappresentanza è intervenuta Despina Koukoulopoulou, ministro plenipotenziario, vice Capo Missione Ambasciata di Grecia, che ha detto di sentirsi a casa in Calabria e che ci sono tutti i presupposti per una serie di progetti congiunti, che spera siano l’inizio di un percorso importante per la Locride e la Grecia insieme.

Per Alberto Cotrona, al timone di Myth Euromed, l’evento apre l’area, grazie a realtà virtuose come il Gal Terre Locridee, a concrete possibilità di cooperazione transfrontaliera con la Grecia, dato che gli elementi ci sono tutti: turismo lento, esperienziale, culturale, sostenibile per definizione e caratteristiche oggettive dei luoghi locridei, ma anche intermodalità e blue economy, vista la presenza di un’eccellenza come il porto di Roccella, così come valorizzazione della filiera agroalimentare locale, pronta a entrare in reti di valorizzazione ben oltre i confini regionali e nazionali.

Dal presidente del Gal Terre Locridee, Francesco Macrì, che persegue un’idea di sviluppo per la Locride che la porti su scenari internazionali, l’invito a valorizzare anche attraverso la comunicazione quest’area ricca di potenzialità, dal patrimonio culturale a tante e nuove esperienze imprenditoriali legate alle risorse naturali. Il direttore del GAL Terre Locridee Guido Mignolli ha evidenziato il valore aggiunto della varietà, naturalistica e anche umana, che caratterizza l’intero comprensorio locrideo, ricordando che “Locride 2025” continua, al di là della candidatura a Capitale italiana della cultura, come percorso di crescita culturale, per poter raccontare, come da slogan, “tutta un’altra storia”.

Conoscere i luoghi, viverli, per raccontarli, per una lettura che attraversi il cuore dei territori e delle storie, questo il messaggio sottolineato dai giornalisti che, prima e dopo il talk, hanno visitato alcuni dei luoghi simbolo della Locride: Pietra Cappa, Gerace, Stilo, Bivongi, Roccella Jonica, Riace Marina. Sorpresa, meraviglia e voglia di tornare: queste le reazioni unanimi dei protagonisti del tour. Una bellezza tanto intensa e diffusa quanto inaspettata, quella delle terre locridee, che ha suscitato lo stupore di persone abituate a viaggiare di continuo per professione, concordi nel dire che quest’occasione è stata fondamentale per capire, una volta in più, l’importanza di andare oltre gli stereotipi, per stravolgerli.

Tutti grati e gratificati: Giovanni Vale ha parlato di “vera scoperta” di una parte di Calabria ricca di bellezza e dedicherà il prossimo volume della sua guida turistico-culturale a Grecia e Magna Grecia; Donata Marrazzo ha sottolineato la bellezza di ritrovarsi come anime trapiantate nello stesso luogo: la Madre Grecia; per Patrizio Nissirio la splendida sorpresa di aver scoperto un luogo di grande bellezza, cultura, straordinaria accoglienza e varietà, merito quindi a “Levantina” che riapre allo scambio internazionale queste terre; Samantha De Martin ha detto che “Levantina” è un ponte che travalica i pregiudizi per scandagliare trame comuni, insegnando a cogliere l’essenza e l’identità dei luoghi attraverso l’arte, il cibo, la lingua, un’esperienza di vita bellissima, in una cornice di una bellezza che commuove.

Una Locride unita e armoniosa, quella che ha accolto diplomatici e giornalisti, non più soltanto crocevia, ma cuore pulsante per lo sviluppo Mediterraneo. (rrc)

Gal Terre Locridee: Il cammino verso il 2025 continua

«Il cammino verso il 2025 continua». È così che il Gal Terre LocrideeOfficina delle Idee hanno commentato, a caldo, l’esclusione della Locride alla corsa per diventare Capitale italiana della cultura 2025.

«La Locride – viene evidenziato – è un territorio in cammino e il percorso intrapreso nel 2019 per rendere visibile e affermare con convinzione che è “Tutta un’altra storia” non si fermerà adesso solo perché la commissione ministeriale non ha inserito la Locride tra le dieci proposte finaliste nel concorso a “Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2025”».

«Abbiamo partecipato – si legge – con la consapevolezza delle complessità e delle difficoltà oggettive della candidatura e grazie a questa iniziativa il territorio ha dato una forte prova di coesione che non era per niente scontata, ha rinvigorito la propria autostima nelle sue possibilità e ha favorito nuovo slancio e prospettive di sviluppo».

«In circa tre anni il progetto “Locride 2025 tutta un’altra storia” – si legge – ha percorso un tratto di strada importante mettendo in atto processi culturali che continueranno ed avranno il loro culmine nel 2025 per dimostrare la coerenza e la convinzione con quanto scritto nel Dossier, in cui abbiamo affermato che la candidatura era una tappa e non il punto di arrivo del viaggio che 42 comunità insieme al Gal Terre Locridee, alla Città Metropolitana di Reggio Calabria, a Officine delle Idee hanno deciso di intraprendere tutte assieme».

«Un percorso che continuerà per rendere forte e visibile la città culturale della Locride e anche per essere a fianco alla Capitale Italiana della Cultura 2025 perché “la cultura non è antagonismo, la cultura è alleanza». (rrc)

Il 28 gennaio il convegno sulla “Grossa di Gerace” del Gal Terre Locridee

di ARISTIDE BAVA – È fuori di dubbio che il territorio della Locride è molto ricco di produzioni tradizionali che, se opportunamente sfruttare, potrebbero dare notevole impulso all’economia. Una di queste, molto importante, è certamente la “Grossa di Gerace” e il Gal Terre Locridee ha programmato una importante giornata proprio per parlare della possibile valorizzazione di questa cultura millenaria.

Il convegno programmato ha per tema La Grossa di Gerace tra storia, cultura, ambiente e futuro. Avrà luogo sabato 28 gennaio a Palazzo S. Anna di Gerace con inizio alle 9. Inizierà con laboratori didattici indirizzati ad analisi sensoriali  sulle olive con la partecipazione degli studenti della scuola primaria e secondaria. Si parlerà in questa occasione dell’ utilizzo della Grossa di Gerace in cucina e si degusteranno alcuni piatti  appositamente preparati a cura della Scuola Alberghiera di Locri e dei ristoranti di Gerace.

Nella mattinata anche un Concorso per il miglior olio e le migliori olive “identitarie” della varietà Grossa di Gerace,  che è riservato alle aziende produttrici. Dopo la pausa pranzo, alle ore 15.30, è prevista una tavola rotonda  che sarà aperta dal Presidente del Gal Terre Locridee Francesco Macrì, che prevede la partecipazione di un ricco parterre.

Con il coordinamento, infatti, di Guido Mignolli, direttore del Gal, e di Rosario Franco, dell’Arsac della Regione Calabria, parteciperanno oltre al sindaco della città Giuseppe Pezzimenti, il presidente regionale Slow Food, Michelangelo D’Ambrosio, il presidente regionale della Federazione agronomi e forestali, Antonino Sgrò, il presidente regionale del movimento turismo dell’ olio, Antonino Anastasi, il Delegato Agricoltura della Città Metropolitana, Giuseppe Giordano, il docente di tecnologie alimentari Marco Poiana, il presidente Eliaioteca regionale Rocco Zappia, ed ancora lo storico Vincenzo Cataldo, il produttore Paola Agrippa, il Rettore dell’ Università Maditerranea, Giuseppe Zimbalatti, il Direttore generale del Dipartimento agricoltura della Calabria, Giacomo Giovinazzo e gli assessori Giovanni Calabrese (lavoro e formazione) e Gianluca Gallo (agricoltura).

Il tutto per accendere i riflettori, appunto, sulla “Grossa” di Gerace , una cultivar di ulivo calabrese coltivata prevalentemente nell’area jonica reggina e in particolare nella fascia di territorio che va da Brancaleone a Monasterace. La “grossa” viene indicata come una varietà molto distante geneticamente dalle altre varietà di olive calabresi. Ha proporzioni ridotte ed  è impiegata prevalentemente come oliva da frantoio. (ab)

Gal Terre Locridee: La Locride un territorio in cammino verso il futuro

Il gal Terre Locridee, a fine anno, tira le somme dell’anno appena concluso, con una bella riflessione su un «territorio in cammino verso il futuro» che è quello della Locride.

«La Locride – si legge – è un territorio complesso, variegato, perfino a volte “anarchico”. È un territorio dai tanti colori, dove le sfumature non sono toni secondari, ma anzi rappresentano spesso l’essenza dei luoghi e delle persone. È una terra che non si può più accettare che venga raccontata per stereotipi, bisogna viverla a fondo. Proviamo a riavvolgere il nastro. La Locride è progetti. È imprese che lavorano. È ruralità incontaminata. È biodiversità. È l’insieme di tante comunità che condividono un sogno».

«La fine di un anno può essere bella, nostalgica – si legge – ma deve soprattutto essere un inizio, donando al successivo la dote faticosamente costruita, perché diventi realtà. Può diventare entusiasmante se negli ultimi giorni ti porta un risultato eccezionale. Essere tra i pochi soggetti beneficiari di un avviso nazionale difficile, corona gli sforzi di una piccola fabbrica progettuale, che però rappresenta un territorio importante. Il progetto del Gal Terre Locridee per un’azione integrata di valorizzazione delle aree montane della Locride è stato approvato nell’ambito della misura “Montagna Italia”, Piano Sviluppo e Coesione del Ministero del Turismo, di cui alla delibera CIPESS n. 58/2021».

«Il territorio della Locride – continua – interna vanta una sua particolare unicità, nella quale assumono rilievo strategico le reti di percorsi ciclabili e i cammini, esistenti o in via di allestimento, su cui si ritiene essenziale focalizzare un processo di costruzione del prodotto turistico che integri e divenga strumento di valorizzazione di tutte le altre ricchezze (agricole, enogastronomiche, paesaggistiche, storiche e culturali) di cui l’area è dotata, accrescendone la capacità attrattiva, stimolando lo sviluppo qualitativo di beni e servizi esistenti e la produzione di beni e servizi aggiuntivi corrispondenti ai fabbisogni di una domanda articolata, ponendo attenzione e priorità alla fruizione da parte di soggetti deboli, favorendo il riuso e la rifunzionalizzazione, almeno parziale, del patrimonio pubblico e privato e, per questa via, concorrere alla rivitalizzazione sociale ed economica dell’area».

«Il progetto vede la partecipazione di Jonica Holidays in qualità di cobeneficiario – si legge ancora – e di una rete composta da molte realtà associative e imprese, che operano nel settore del turismo sostenibile, oltre che dei comuni interni della Locride. Il partenariato sostiene l’iniziativa attraverso un cospicuo contributo economico, a dimostrazione della volontà di fare e delle certezze sull’efficacia delle azioni messe in campo.  L’investimento previsto è pari a 2 milioni di euro. 19 i progetti finanziati, in un contesto nazionale di 326 candidature espresse. Il risultato è frutto del lavoro della struttura tecnico-politica del Gal Terre Locridee, integrata con esperti e progettisti, nella ferma convinzione del valore delle competenze locali».

«Una tappa sulla strada verso Locride 2025, candidata a Capitale Italiana della Cultura», conclude la nota.

LA SFIDA DELLA LOCRIDE PER DIVENTARE
CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2025

di ARISTIDE BAVA – La candidatura della Locride a Capitale italiana della Cultura per il 2025 potrebbe diventare una straordinaria opportunità per il territorio. Anche se raggiungere questo obiettivo non è facile perché il cammino per cogliere questo importante traguardo è irto di difficoltà questa proposta è di per se stessa molto importante perché, in ogni caso, darà l’opportunità di far accendere i riflettori su questo lembo di terra che, pur forte di grandi potenzialità, è sempre rimasto ai margini dei grandi circuiti nazionali.

Questa candidatura, inoltre, dovrebbe servire anche a dare stimoli nuovi alle istituzioni locali e intercomunali per garantire  un necessario assetto al territorio che oggi si trova in condizioni non certamente ottimali soprattutto dal punto di vista ambientale. Ovviamente se si vuole raggiungere l’obiettivo, o quantomeno parteciparvi con qualche possibilità di successo, serve una sinergia complessiva per concertare un percorso condiviso che consenta alle istituzioni, alle associazioni ed in generale all’intera comunità della Locride, di remare nella stessa direzione.

Un primo dato favorevole può essere considerato il fatto che  nelle scorse settimane il Consiglio della Città Metropolitana ha deliberato all’unanimità la candidatura della Locride a Capitale della Cultura per il 2025 facendo riferimento al sostegno che molti Comuni del territorio hanno dato a questa candidatura stimolata in via prioritaria dal Gal “Terre Locridee”.

E già il fatto che questa proposta dopo la delibera della Città Metropolitana potrà passare al vaglio del Ministero della Cultura e della Commissione di esperti che è chiamata alle designazioni, è una cosa positiva che rende, in ogni caso, legittima attenzione ad un territorio  come questo della Locride che rappresenta da sempre, fin dai tempi della Magna Grecia, – e nessuno lo può disconoscere – una straordinaria terra di cultura, di arte e di scienza, supportata  da immense ricchezze culturali.

C’è anche l’altro aspetto prettamente contingente del notevole clamore mediatico che grazie a Jovanotti si è creato attorno alla Calabria e soprattutto alla Locride.  Il noto cantante ha infatti girato il video che ha accompagnato la sua ultima canzone ” Alla salute” con immagini di Scilla e particolarmente di Gerace, borgo antico ben conosciuto a livello internazionale che è stato “rilanciato” proprio dalle performance dell’artista cosa che contribuisce, finalmente, a dare una immagine “diversa” a questo territorio che negli ultimi decenni ha sofferto per  vicende di tutt’altro genere che ne hanno macchiato l’immagine.

Ecco perché, comunque vadano le cose  la candidatura della Locride sarà un’occasione unica e irripetibile per il territorio.

Il punto prioritario, quello di partenza, che si accompagna a questa candidatura è di “mettere a sistema” e mostrare in questa prima fase  le molteplici  bellezze di  luoghi, affascinanti e ricchi di storia e cultura,  che  gravitano in tutto il territorio della Locride, un elenco veramente molto lungo a partire dai siti archeologici che hanno le loro punte di diamante nel Museo di Locri, Nella Villa Romana di Contrada Palazzi di Casignana, nel Naniglio di Gioiosa Jonica nello stesso sito archeologico di Monasterace -Kaulon.

Ma anche nel suo splendido mare che, tra l’altro,  ha collezionato tre bandiere blu, nel fascino dell’ Aspromonte o nel richiamo dei suoi Borghi antichi che hanno certamente in Gerace il “gioiello” più prezioso, ma che annoverano anche Stilo, con la sua Cattolica e i tanti Palazzi antichi, Siderno Superiore con i suoi tesori e la sua storia, Stignano con la splendida Villa Caristo, Roccella con il fascino antico del  suo Castello e la forza innovativa del suo Porto, tanto per citare le cose che ci vengono immediatamente in mente anche se, a pensarci bene, ogni angolo della Locride può offrire qualcosa di bello e di suggestivo, enogastronomia compresa.

Avanti tutta, dunque, con l’auspicio  che sia proprio l’unità di intenti e la condivisione di questo progetto, l’arma vincente per affrontare la difficile sfida. (ab)

MAMMOLA (RC) – L’incontro “La valigia dei sogni”

Mercoledì 25 agosto, a Mammola, alle 19, al Musaba, l’incontro La valigia dei sogni. Dal piano di azione locale verso Locride 2025 “tutta un’altra storia” idee, progetti e visioni.

Come spiegato da Francesco Macrì, presidente del GAL Terre Locridee) “Locride 2025 è un appuntamento con il futuro, una grande opportunità di nuovo sviluppo non solo per il territorio locrideo, ma per tutta la Calabria.

«Il 25 agosto – ha aggiunto – in uno dei luoghi simbolo della cultura mondiale il Musaba di Mammola, presenteremo le prime attività che metteremo in campo. Una serie di iniziative che, al di là del risultato della candidatura a Capitale Italiana della Cultura, renderanno protagonista sulla scena mediterranea ed europea la Locride e i suoi comuni per tutto il 2025». (rrc)

 

A Portigliola presentata proposta di costituzione del Distretto turistico per sviluppo della Locride

Nella splendida cornice del Teatro Greco Romano di Portigliola, è stata presentata la proposta per la costituzione di un Distretto Turistico per lo sviluppo della Locride, organizzato dal Gal Terre Locridee.

Presente l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, che ha voluto ricordare che la compianta Jole Santelli «amava alla follia la Locride, un territorio per troppi anni dimenticato anche dalla politica, a cui l’ex governatore aveva sentito l’esigenza di dare un’opportunità». Gallo ha sottolineato come sia necessario tornare padroni delle bellezze del territorio, orientando le risorse in modo da ottenere modelli di sviluppo diversi, evitando che i figli di questa terra continuino a partire. Agricoltura e turismo sono il futuro di questa regione e la Locride con questa iniziativa ha dimostrato come tutti insieme abbiamo la possibilità di fare e di cambiare.

L’incontro si è aperto con i saluti del sindaco di Portigliola, Rocco Luglio, che ha sottolineato come questo progetto sia un’occasione importante, ma che la Locride deve avere la maturità di camminare insieme verso un obbiettivo unitario e che deve coinvolgere tutto il territorio. Sono intervenuti Giuseppe Campisi, presidente del comitato dell’associazione dei comuni della Locride, Maurizio Baggetta, presidente della Jonica Holiday, Ettore Lacopo, presidente dell’ordine dei commercialisti, Domenico Mantegna, consigliere delegato della città metropolitana di Reggio Calabria, Pietro Marrapodi, responsabile della Lega a Milano, e Domenico Vecchio, presidente di Confindustria Reggio Calabria.

Di seguito sono intervenuti Giuseppe Zimballatti, neodirettore generale dell’ateneo di Reggio Calabria, che ha sottolineato la disponibilità dell’Università al progetto della Locride, sperando di poter essere all’altezza delle aspettative, con molteplici iniziative che possono essere utili ad accompagnare questo percorso. Zimballatti ha evidenziato come non ci si soffermi più sui problemi del territorio, ma tutti uniti per organizzare programmi. E la senatrice Silvia Vono, che ha descritto l’aria della Locride come un’aria da riqualificare, con un’immagine diversa da trasmettere, perché quando si parla della Calabria non si richiamano la bellezza di questa terra e le capacità della gente che vi abita, gli argomenti sono sempre altri.

La Calabria merita di essere promossa, e questo progetto turistico dell’area della Locride può essere l’idea giusta per avere una visione completa del nostro territorio. Questo si può fare se si inizia a ragionare in modo diverso, iniziando dalla politica locale. Ora che si ha la possibilità di investire bisogna agire, utilizzando i suggerimenti di menti attive e geniali.

Il presidente del Gal Terre Locridee, Francesco Macrì, prima di dare la parola all’assessore Gallo, ha voluto sottolineare l’impegno di tutto il Gal Terre Locridee nel portare avanti tutte le attività volte allo sviluppo del territorio, cercando di raggiungere in tutti i modi questo risultato. In chiusura ha invitato tutti i partecipanti a sottoscrivere il protocollo d’intesa. (rrc)

CASIGNANA (RC) – Presentato il progetto “Locride romana”

È stato presentato il progetto Locride romana, promosso dal Comune di Casignana, insieme al Gal Terre Locridee e a Officine delle Idee.

L’intento è quello di valorizzare i siti di archeologia romana presenti in tutto il territorio della Locride, a partire dal ricco patrimonio che esiste a Casignana con la sua Villa e dei Comuni di Gioiosa Jonica, Locri, Marina di Gioiosa e Portigliola.

Proprio nella sede del Gal è stato presentato il progetto che rientra nelle iniziative a sostegno della candidatura della Locride a Capitale italiana della Cultura 2025.

A illustrare gli intenti di Locride romana hanno relazionato il senatore Franco Crinò (vicesindaco e assessore ai Beni paesaggistici di Casignana); Francesco Macrì (presidente del Gal Terre Locridee) e Antonio Blandi, (project manager di Officine delle Idee).

A seguire sono intervenuti per il Comune di Gioiosa Jonica, il sindaco Salvatore Fuda; per il Comune di Locri, l’assessore alla Cultura Domenica Bumbaca, per il Comune di Marina di Gioiosa, il vicesindaco Vincenzo Tavernese e, per il Comune di Portigliola, il sindaco Rocco Luglio.

A dimostrare il notevole interesse che ha suscitato il progetto, è stata la presenza in sala dei rappresentanti di associazioni, del mondo imprenditoriale e amministratori del territorio tra i quali i consiglieri regionali Giacomo Crinò e Raffaele Sainato; l’ex assessore della Regione Calabria, Guido Laganà e i sindaci di Ardore e Monasterace, Giuseppe Campisi e Cesare De Leo.

«Abbiamo ragionato bene sugli obiettivi – ha spiegato il senatore Franco Crinò – non un percorso solitario di un Comune soltanto, ma un percorso condiviso e partecipato del comprensorio dove ci sono testimonianze dell’epoca romana: Gioiosa Ionica Locri, Marina di Gioiosa Ionica, Portigliola e, quindi, coinvolgere anche altri contesti della Locride che possano ampliare l’offerta tematica del progetto. Creando un sistema con tutto ciò che si possa mettere in campo per la valorizzazione turistica, per esempio la presenza degli antichi palmenti».

Il senatore Crinò, a margine del suo intervento, ha, inoltre, anticipato un altro progetto importante: la realizzazione di un’opera televisiva/cinematografica che racconterà il territorio, la cultura, il paesaggio rurale e i borghi ricordando i fatti di Casignana dei quali il 2022 ricorre il centenario. 

Il presidente del Gal Terre Locridee, Francesco Macrì, ha sottolineato il valore dell’iniziativa per quanto riguarda la capacità programmatica e di costruzione che le amministrazioni locali stanno mettendo in atto per offrire nuovo sviluppo economico e sociale alle proprie comunità in un’ottica di grande maturità, lungimiranza e visione. Un progetto che rappresenta un pezzo importante del percorso di costruzione della candidatura della Locride a Capitale della Cultura 2025.

Antonio Blandi (project manager di Officine delle Idee), ha evidenziato l’importanza del modello di realizzazione del progetto Locride romana che si inserisce appieno nell’approccio metodologico di costruzione della candidatura della Locride a Capitale della Cultura 2025.

Un progetto, Locride romana, appunto, che parte dalle istituzioni locali e che ha come elementi essenziali oltre che lo sviluppo e la promozione, la coesione territoriale superando i confini comunali, mettendo in campo azioni che favoriranno la partecipazione e la condivisione collettiva e quindi in grado di operare con una visione legata alla sostenibilità e alla fattibilità reale e non virtuale e soprattutto coinvolgendo le comunità locali in tutte le sue rappresentazioni economiche (imprese, ecc) e sociali (associazioni, ecc). 

L’incontro del 18 dicembre è stato realizzato al fine di dare avvio ai lavori del progetto, che nel 2021 vedrà la sua realizzazione concreta e quindi il fattivo coinvolgimento di tutte le componenti territoriali e sociali. (rrc)

‘Il Cammino del Pane’ ha rappresentato la Calabria al ‘Meet Tourism Lucca’

È il progetto Il Cammino del Pane di Officine delle Idee ad aver rappresentato la Calabria al Meet Tourism Lucca.

Lo ha reso noto Francesco Macrì, presidente del Gal Terre Locridee, che ha espresso la propria soddisfazione e l’orgoglio «essere parte integrante di questo progetto».

Meet Tourism Lucca è un meeting di respiro internazionale, nato sotto l’alto patronato del Parlamento Europeo, con la collaborazione della Commissione Europea, Istituto europeo degli itinerari culturali del Consiglio d’Europa, con il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Lucca, Anci Toscana, il supporto di Toscana Promozione Turistica e la collaborazione di Fondazione Campus di Lucca.

Il Cammino del Pane rappresenta un’intuizione che cerca di incanalare, attraverso percorsi tematici, i vari soggetti che, su uno specifico territorio si aggregano intorno al Pane, integrando l’enogastronomia e la fruizione turistica del territorio.

La realizzazione de Il Cammino del Pane determina, infatti, l’attuazione di una ulteriore strategia di sviluppo turistico soprattutto in quei territori più fragili, come sono le zone rurali, dove la principale attrazione turistica è proprio la presenza di un patrimonio identitario spesso intangibile che deve essere valorizzato attraverso modelli di sviluppo esperienziali, sostenibili, di reti coerenti e di qualità dell’offerta e quindi dei servizi.

La prima fase del progetto parte dalla Calabria e più specificatamente dalla Locride con le sue tradizioni sul Pane e le sue culture. Da qui inizia un percorso che vuole ricongiungersi con tutti quei luoghi d’Italia che fanno della tradizione del Pane un forte elemento identitario.

«Per il Gal Terre Locridee – sottolinea il presidente Francesco Macrì – il Cammino del Pane rappresenta una progettualità dalle grandi potenzialità per lo sviluppo delle comunità, dei territori interni e più fragili, tra le quali le zone rurali». (pa)

L’AMBIZIOSA LOCRIDE CHE VUOLE ESSERE
CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2025

di ANTONIETTA MARIA STRATI – Indipendentemente da come andrà a finire, la candidatura della Locride a Capitale della Cultura Italiana 2025 va salutata con entusiasmo e orgoglio. È l’indicazione di un percorso che coinvolge il territorio, ma in realtà fa da collante per l’intera Regione. Non si tratta di una medaglia virtuale da appendere nella sala del sindaco, è, invece, un obiettivo che va verso il riconoscimento di un’idea identitaria di cultura e tradizione. E quale migliore esperienza ci può essere di quella tramandata dai territori della Magna Grecia? Da dove è nata la civiltà occidentale e dove il popolo calabrese ha forgiato il suo carattere forte e indomito, quello che gli permette di affrontare qualunque avversità e, naturalmente, qualunque fortuna. In questo caso non si tratterà solo di fortuna, perché ci sono procedure e modalità da rispettare, ma la sfida è intrigante e merita l’attenzione di tutta la Calabria, a partire dalla Regione.

«Ce l’ha fatta Matera, ce l’ha fatta la Basilicata, penso che ce la possa fare anche la Locride». Si è aperto così l’incontro di presentazione del progetto, avvenuto giovedì a Locri alla presenza di sindaci, del mondo delle imprese, delle Associazioni, per capire bene i punti su cui lavorare per riuscire a coordinare i territori e valorizzare la partecipazione dal basso e delle comunità locali, e questo perché è ambiziosa la candidatura della Locride a Capitale della Cultura Italiana 2025, ma anche quasi una necessità e «un peccato perdere un’occasione del genere», come ha dichiarato Francesco Macrì, presidente del Gal Terre Locridee, che ha lanciato la candidatura.

Una vera e propria sfida che deve essere colta e sviluppata per un territorio che custodisce un patrimonio culturale inestimabile e che merita una valorizzazione di ampio respiro, sia nazionale che internazionale. Ma, per farlo, come ha ribadito il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, «servono investimenti importanti. Bisogna trascinare in questo percorso la Regione Calabria, la Città Metropolitana e la Curia, che vanta un patrimonio culturale non indifferente e lavorare tutti insieme per vincere questa sfida».

«È un obiettivo straordinario – ha dichiarato Natale Capello a Telemia – per cui saranno, credo, tutti i i Gal calabresi a sostegno di questa iniziativa perché si valorizza la Calabria, si valorizza la Magna Grecia, si valorizza tutto il territorio calabrese. Quindi, un apprezzamento, e noi saremo al vostro fianco, sempre, per questa battaglia, che spero sia vinta».

«Finalmente il territorio, i sindaci, i 42 comuni della Locride possono essere protagonisti – ha dichiarato il sindaco di Portigliola, Rocco Luglio, a Telemia –. Protagonisti non solo passivi: nel senso che fino a adesso noi abbiamo avuto sempre delle proposte “di sviluppo” che sono sempre calate dall’alto, senza mai essere noi protagonisti quelli della base. Il percorso che mi auguro porti all’indicazione della Locride come capitale della cultura italiana prevede una serie di iniziative e sopratutto una preparazione».

«Abbiamo avuto l’esperienza positiva di Matera – ha proseguito il sindaco di Portigliola – come Capitale della Cultura Europea, quindi una città del Sud che fino a qualche anno fa era la “vergogna” del Sud, come diceva anche Primo Levi in Cristo si è fermato a Eboli oggi, invece, è il nostro orgoglio. Quindi, sulla scia di Matera, del grande successo di Matera e mi auguro che anche noi possiamo fare questo percorso insieme, dettato da questa sfida perché siamo tutti amministratori, oramai, di una generazione dotata di ottime capacità, perciò basta mettersi d’accordo».

Ma cosa significa diventare Capitale della Cultura? Introdotta con la Legge Art Bonus dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, l’iniziativa – che seleziona ogni anno la “Capitale Italiana della Cultura – mira a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la conservazione delle identità, la creatività, l’innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo.

Come dichiarato dal ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, «dal 2014, da quando abbiamo avuto l’idea di istituire anche in Italia il titolo di Capitale della Cultura, ogni edizione ha avuto effetti concreti e positivi sullo sviluppo turistico e sulla fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale dei territori e delle città vincitrici».

Per la Locride, dunque, vincere il titolo comporterebbe non solo l’ottenimento di 1 milione di euro – che non sono pochi – ma anche effetti positivi e concreti su turismo e fruizione del patrimonio culturale e ambientale. Tutto molto bello, se non fosse che quello che il Comune in gara spende, non viene “ricompensato” con la somma ottenuta con il titolo di Capitale della Cultura, necessitando perciò di aiuti esterni che permettano la piena realizzazione di una serie delle iniziative da attuare per la riuscita e il successo del progetto.

Il progetto di far diventare la Locrice un grande laboratorio aperto, per accogliere idee, dare vitalità alle comunità e alle culture locali, ricomporre la mappa del paesaggio storico dell’area è bellissimo, certo, ma si riusciranno a trovare le risorse necessarie? È anche questa una sfida per tutta la Calabria e il mondo dell’impresa che non può farsi sfuggire un’opportunità straordinaria e stimolante non solo per il territorio, ma per tutta la regione. (ams)