Ecco “Il Patto per Reggio”, «una straordinaria opportunità»

«Il Patto per Reggio, una straordinaria opportunità che rimette il Comune di Reggio Calabria sul binario della sicurezza finanziaria». È così che l’assessore al Bilancio, Irene Calabrò, ha definito la nuova misura finanziaria speciale firmata dal presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi.

Il Patto, infatti, «attraverso un percorso guidato – ha spiegato – costituito da una fitta interlocuzione con i vertici del Ministero dell’Economia e delle Finanze e che ancora una volta pone la nostra città quale esempio virtuoso capace di fare da apripista a tanti Comuni italiani che in questi anni hanno sofferto di problemi legati al bilancio e alla condizione di dissesto o predissesto».

Alla conferenza stampa di presentazione, hanno preso parte anche il Direttore Centrale per la Finanza locale presso il Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno Antonio Colaianni e l’Ispettore Capo del Ministero dell’Economia e delle Finanze Salvatore Bilardo.

L’assessora Calabrò ha, poi, illustrato attraverso una serie di enunciazioni tecniche, quali saranno gli effetti e tutti i dettagli dell’accordo sottoscritto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, enucleando gli impegni del Comune di Reggio Calabria riguardo la valorizzazione delle Entrate attraverso la ricognizione e l’utilizzo produttivo del patrimonio, piani di valorizzazione e alienazione dei beni, miglioramento del livello di riscossione, razionalizzazione degli spazi occupati da uffici pubblici e riduzione della spesa per interessi passivi sull’anticipazione di tesoreria. Obiettivi per i quali è  prevista l’assunzione, in quota parte, di personale dedicato allo svolgimento delle attività previste dal piano. 

«È una grande opportunità per il nostro Comune e si inserisce sulla traccia di un percorso avviato da tempo e che stiamo portando avanti con passione e determinazione. Su quel foglio – ha affermato Irene Calabrò –  ci sono due firme, ma ce ne sarebbe dovuta essere un’altra: quella del sindaco Falcomatà che più di tutti e da lungo tempo ha lavorato per raggiungere questo importante obiettivo». «D’altronde – ha spiegato ancora l’assessora – forse pochi conoscono la fatica e le battaglie che stanno dietro questo percorso, avviato già tempo addietro con il famoso Decreto Agosto e poi proseguito, lo scorso anno, con l’avvio di quello che è oggi uno degli strumenti normativi più importanti degli ultimi anni per ciò che riguarda la finanza degli Enti locali in tutta Italia». 

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco facente funzioni Paolo Brunetti che nel corso del suo intervento ha ringraziato gli uffici di Palazzo San Giorgio ed i responsabili ministeriali per la proficua interlocuzione che ha prodotto l’importante risultato. 

«Spiace per qualcuno che in queste settimane sembrava quasi gioire del fatto che il nostro accordo non fosse ancora stato firmato – ha affermato Brunetti – la verità è che le cose fatte bene hanno sempre un lieto fine». 

«Ed in questo caso – ha proseguito – credo sia importante riconoscere il merito all’assessora alle Finanze Irene Calabrò, per la tenacia che ha dimostrato, ed al sindaco Falcomatà per aver creato le condizioni attraverso il suo lavoro perché fosse raggiunto questo obiettivo». 

«Ricordo all’inizio della prima consiliatura – ha aggiunto – come ci guardavano ai Ministeri, Reggio Calabria era sempre considerata solo un problema. Adesso il clima è diametralmente cambiato, frutto della credibilità acquisita in questi anni da una classe dirigente, con in testa Giuseppe Falcomatà, che ha fatto comprendere gli sforzi ed il lavoro che è stato compiuto, soprattutto per ciò che riguarda il profilo finanziario». 

«Personalmente – ha detto ancora  non ho fatto altro che seguire il percorso che era stato tracciato, che è servito a ristabilire corretti rapporti istituzionali con i vertici ministeriali e che ha fatto da apripista a questo risultato». 

Un chiarimento infine il sindaco ff lo dedica alle polemiche strumentalmente sollevate nelle scorse settimane da alcuni consiglieri di opposizione. 

«Non ci sarà alcun aumento delle imposte comunali – ha spiegato Brunetti – chi afferma questo sa che dice una falsità, appositamente pronunciata per offuscare il risultato raggiunto». 

«Ed è chiaro – ha concluso Brunetti – che invece questi fondi saranno fondamentali anche sul piano dell’erogazione dei servizi. Basta guardare bene le carte per capire come questo contributo è in grado di liberare risorse che il Comune potrà utilizzare per l’erogazione dei servizi al cittadino». (rrc)

L’OPINIONE / Angelo Sposato: Incontro tra sindacati e governo può aiutare il paese

di ANGELO SPOSATO – L’incontro Governo-Cgil Cisl Uil di domani, mercoledì 27 luglio,  sarà molto importante e può aiutare il Paese in questo periodo di vuoto politico determinato dallo scioglimento delle Camere. 

Serve uno sforzo collettivo per sostenere concretamente i salari, le pensioni, le famiglie in difficoltà, le persone a rischio e forte disagio sociale. 

Il clima sociale, le difficoltà economiche, il caro vita è molto più grave di quello che appare. 

Le priorità sono l’agenda sociale e i punti individuati dal Presidente Sergio Mattarella. Mi auguro ogni sforzo da parte delle forze politiche democratiche, progressiste, riformiste nel dare risposte alle difficoltà che vive il Paese ed a trovare le sintesi necessarie per evitare derive populiste, sovraniste, razziste. 

Occorre costruire un clima inclusivo ed andare avanti anche con chi vuole ricostruire l’articolo uno della nostra costituzione e mettere al centro il lavoro, anziché abbatterlo, come già successo.

Indietro ci siamo già stati, non serve ritornarci. (as)

Il Patto per Reggio è realtà: In arrivo 150 mln

Il presidente del Consiglio dei ministri uscente, Mario Draghi, ha firmato il Patto per Reggio, consentendo, così, un sostegno alla città di 150 milioni di euro. Lo hanno reso noto il sindaco f.f. del Comune di Reggio, Paolo Brunetti, e l’assessore alle Finanze, Irene Calabrò.

I dettagli e gli effetti del Patto saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa in programma martedi 26 luglio alle 10 nella Sala dei Lampadari Italo Falcomatà di Palazzo San Giorgio.

«Il Presidente Draghi ha dimostrato grande rispetto per il lavoro che è stato fatto – hanno aggiunto Brunetti e Calabrò – dando seguito all’accordo raggiunto nei mesi scorsi che darà respiro finanziario a tanti Comuni italiani ed in particolare alla nostra Città, che ha acquisito nuova credibilità grazie alla programmazione seria e scrupolosa messa in campo negli ultimi anni su indirizzo del sindaco Giuseppe Falcomatà».

«Siamo orgogliosi e soddisfatti del risultato raggiunto – hanno  concluso Brunetti e Calabrò – un obiettivo che produce solo effetti positivi per la nostra città e per le casse dell’amministrazione, che dopo anni di difficoltà finanziarie, grazie alla serietà delle interlocuzioni intraprese ai massimi livelli istituzionali alla guida del Paese, oggi può guardare al futuro con maggiore serenità e fiducia». (rrc)

Sanità, Occhiuto: Al Governo chiedo supplemento d’attenzione per Calabria

«Sulla sanità chiedo al governo un supplemento d’attenzione per la Calabria». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione, bRoberto Occhiuto, nel suo intervento a Agorá Estate, su Rai 3.

« La mia è una Regione che è commissariata da 12 anni, per cui sostanzialmente è il governo nazionale ad essersene occupato in questo tempo» ha spiegato il Governatore, aggiungendo che «la Calabria potrebbe assumere 2mila tra medici e infermieri, ma non riusciamo a farlo perché il sistema sanitario calabrese non è attrattivo».

«Per questo – ha proseguito – sto chiedendo al governo di darmi strumenti straordinari. Al momento, carabinieri, poliziotti e magistrati, che vengono a lavorare in Calabria per contrastare la criminalità percepiscono dei vantaggi dal punto di vista economico e di carriera, proprio perché vanno in aree disagiate».

«Ecco, io mi sto impegnando – ha concluso – affinché anche ai medici che vengono a lavorare in Calabria possano essere riconosciuti gli stessi incentivi. Se c’è una Regione dove la sanità è maggiormente disagiata più che nel resto d’Italia, quella è proprio la Calabria». (rrm)

Occhiuto: Governo dichiari rigassificatore di Gioia Tauro infrastruttura strategica

«Il Governo dichiari il rigassificatore di Gioia Tauro infrastruttura strategica». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, nel corso di una intervista a Start su TgSky24.

«In Calabria – ha spiegato – c’è l’infrastruttura più importante del Mezzogiorno, il porto di Gioia Tauro, che fa ogni anno 3milioni e 700mila container: più di quelli che fanno, sommati, i porti di Genova, Savona e Trieste.
Ma il porto di Gioia Tauro non genera ricchezza sul territorio perché nell’area del retroporto non ci sono lavorazioni».

«E allora – ha proseguito – sono impegnato in un grande piano di attrazione degli investimenti.
E poi vorrei che si costruisse a Gioia Tauro un rigassificatore, abbiamo le autorizzazioni già validate e si potrebbe realizzare un impianto per produrre un terzo dell’energia che l’Italia importava – prima dell’esplosione della guerra – dalla Russia».

«E per di più, insieme al rigassificatore – ha concluso –  si potrebbe fare un’enorme piastra del freddo. Questo è un obiettivo, manca solo la dichiarazione di infrastruttura strategica da parte del governo». (rrm)

 

L’OPINIONE / Claudio Aloisio: Il sistema delle rateazioni che rischia di affossare imprese e famiglie

di CLAUDIO ALOISIOPer tutte le rateazioni in corso fino all’8 marzo 2021, in funzione dell’emergenza covid, il Governo ha stabilito che si può essere in “ritardo” anche di 18 rate che equivalgono, più o meno, al periodo di sospensione dovuto alla pandemia. Per le rateazioni richieste dal 9 marzo 2021 si possono non pagare un massimo di dieci rate. Per le dilazioni concesse nel 2022 invece si possono saltare non più di 5 rate anche non consecutive.

Ecco, quindi, servita una nuova ordalia per famiglie e aziende che, avendo ad esempio tre rateazioni: una prima dell’8 marzo 2021, una dopo l’8 marzo 2021 e una nel 2022 dovranno, ove per problemi non riescano ad essere perfettamente in “linea” con le scadenze, tenere conto di queste differenze per non rischiare di decadere dalle dilazioni concesse. Un caos che si sta tramutando in un incubo dato che, parte dei milioni di ingiunzioni di pagamento che stanno arrivando ad oltre 19 milioni di contribuenti, dipendono proprio da errori di calcolo funzionali a queste assurde diversificazioni. Si parla tanto di semplificazione, ma in Italia di semplice non c’è mai stato nulla e ormai dispero ci sarà. 

È da mesi, ormai, che denunciamo una situazione paradossale: l’emergenza finita per decreto di cui la situazione appena descritta è figlia. 

Ma purtroppo, lo sappiamo tutti tranne, a quanto pare, coloro che hanno il potere di decidere, non funziona in questa maniera. Non basta un tratto di penna per cambiare una situazione oggettiva, e se per l’emergenza sanitaria ci sono stati miglioramenti innegabili non è così per quella economica che, anzi, si sta trasformando in qualcosa di diverso e potenzialmente più pericoloso.

I prezzi alle stelle dell’energia e dei carburanti che hanno, a cascata, fatto impennare i costi delle materie prime e di conseguenza quelli al consumo, l’inflazione galoppante che inizia a erodere i risparmi, l’aumento del costo del denaro, una guerra alle porte dell’Europa, sono solo alcune delle devastanti criticità che rischiano di vanificare tutti gli sforzi sin qui compiuti per rimettere in moto un motore ormai sfiancato.

Se a questo aggiungiamo la folle ripartenza della macchina tributaria, l’eliminazione di tutte quelle agevolazioni che hanno permesso alle imprese di barcamenarsi tra i marosi della crisi e, addirittura, l’invio d’intimazioni di pagamento “a 5 giorni” ad aziende e famiglie che non sono riuscite a far fronte ai loro debiti certamente non per colpa loro, ecco che veramente non si comprende la ratio dell’idea che ha l’Esecutivo di “ripresa e resilienza”.

Che ripresa ci può essere se si chiedono tutti in una volta i denari che non si è riusciti a pagare ratealmente? A quale resilienza si può appellare il titolare di un’impresa che, non avendo la possibilità di saldare le cifre richieste in un’unica soluzione, ribadisco, non per proprie responsabilità, rischia il pignoramento dei beni aziendali e personali, il blocco dei conti correnti e la revoca delle linee di credito essendo così costretto, suo malgrado, a chiudere e licenziare. E che guadagno avrà l’Erario se decine di migliaia di attività abbasseranno le serrande mandando a casa centinaia di migliaia di persone? 

O qualcuno pensa seriamente che la ripresa possa davvero passare dagli spicci erogati con i rimborsi o dai bandi di sostegno strutturati con il sistema del click day che, invece di supportare realmente il tessuto economico e produttivo, creano intollerabili distorsioni di mercato?

Siamo veramente stanchi di questa incapacità di leggere la realtà da parte di chi ci dovrebbe rappresentare. Realtà che non si trova nei numeri che ognuno può interpretare e strumentalizzare a suo piacimento ma nel quotidiano delle migliaia di piccoli e piccolissimi imprenditori ormai scoraggiati ed esasperati che, proprio quando avrebbero potuto iniziare ad avere un minimo di ossigeno per continuare a resistere cercando di ripartire si ritrovano, grazie a un Esecutivo cieco e sordo, con questo “bel regalo” che rischia di affossarli definitivamente. (ca)

La Statale 106 diventa priorità del Governo: 3 mld per finire l’opera

La Strada Statale 106 è diventata la priorità del Governo: per la tristemente conosciuta come Strada della morte, sono stati stanziati 3 miliardi attraverso il Def Infastrutture, il documento messo a punto dai ministri delle INfrastrutture, Enrico Giovannini e dell’Economia, Daniele Franco.

È quanto è emerso da un articolo de Il Sole 24ore a firma di Giorgio Santilli, che ha evidenziato come proprio la Statale 106 Jonica sia diventata «la bandiera di un nuovo ciclo di investimenti per il Sud, come nei primi 20 anni del secondo era stata l’autostrada Salerno-Reggio Calabria».

Nel documento, quindi, è inclusa il completamento della tratta Catanzaro-Crotone (1,8 miliardi) e l’avvio della tratta Crotone-Sibari e del collegamento fino a Reggio Calabria.

Una decisione non presa alla leggera, in quanto «tra le righe si capisce che questa strada del profondo Sud, rimasto più indietro, anch’essa in ballo da 20 anni con la sua suddivisione in maxilotti, è stata preferita, per ora, come opera simbolo della riscossa del Mezzogiorno, alla ferrovia Salerno-Reggio Calabria, creatura prediletta del Pnrr e del Pnc, perché evidentemente è più stabile quanto a tragittoe progettazione». (rrm)

L’OPINIONE / Antonio Errigo: Il Governo dovrebbe investire in opere e iniziative pubbliche in Calabria

di ANTONIO ERRIGO – Investire in opere e iniziative pubbliche in Calabria, ora più che mai, sembrerebbe essere una buona azione politica.
In Calabria, infatti, il noto principio  utilitaristico del tornaconto economico, di «raggiungere massimi risultati economici con minimi sforzi» – e quindi  a fronte di adeguate spese pubbliche, registrare conseguenti maggiori entrate  tributarie, con il minimo sforzi di investimenti finanziari pubblici e privati – ora potrebbe essere una realtà.
Tenuto conto e considerato che in nessuna regione d’Italia si può vivere onestamente in assenza di lavoro, credo che occorra che il Governo e la Regione Calabria, insieme aiutandosi e sostenendosi  l’un l’altro,  si adoperino per generare occupazione ricorrendo al completamento, ammodernamento e messa in sicurezza delle opere e infrastrutture pubbliche, al fine di garantire  servizi pubblici in maniera paritetica tra le Regioni del Sud, del Centro e del Nord Italia.

Ho la sensazione che, per la prima volta a mia memoria, tutti i politici nazionali  e regionali calabresi (senatori, deputati, consiglieri regionali, assessori di destra, sinistra, centro), stiano comprendendo che la Calabria ha veramente tanto bisogno  del loro  importante impegno in favore di una seria riorganizzazione infrastrutturale, economica e sociale.

I dati statistici, comparati con le altre regioni d’Italia e strettamente connessi e correlati all’ordine e la sicurezza pubblica,  fanno emergere non solo una migliore  qualità della vita di relazione sociale, ma soprattutto una maggiore percezione del valore immenso della legalità diffusa.

Mi pare che alcuni politici e segretari regionali di partito siamo persone che sino ad oggi hanno voluto e saputo dimostrare sul campo con serietà, dedizione  e tanto impegno politico, la loro buona volontà di fare e fare bene, per il bene della Calabria, senza lasciarsi (almeno in apparenza) fuorviare da elementi estranei e mantenendo fede al loro mandato finalizzato alla nobile, sana e onesta politica.

Con uno sguardo ottimistico, quindi, mi pare esistano tutte le necessarie condizioni ambientali e i presupposti giuridici per attrarre  investitori e consentire di far investire  in sicurezza il capitale “di rischio” in Calabria.

Oggi nelle cinque province della Regione (tutte con tantissima bella e cara gente) mi pare si cominci ad avvertire più fiducia nelle istituzioni.
Auspico che il Presidente del Consiglio dei Ministri, cointeressando direttamente i Ministri e Ministre del Governo della  Repubblica Italiana, indirizzi, sostenga  e supporti il cambiamento in corso.

Occorre far comprendere (in ogni modo e con tutti i mezzi possibili), a quanti sono ancora resistenti nel convincersi che  investire in Calabria conviene. Si dovrà spiegare bene il perché di questa convenienza e, soprattutto, si dovrà avviare un piano di sostegno per le PMI, motore dell’economia calabrese.

Le Regioni nelle quali sono state istituite le Zone Economiche Speciali italiane dovrebbero creare attrattive finanziarie e convenienze economiche regionali, per risultare  appetibili ai potenziali investitori stranieri così come avviene in altri Paesi e regioni del mondo.

Non dico di azzerare l’imposizione contributiva prevista dall’art.53 della Costituzione. Sarebbe troppo! Ma viste le difficoltà post Covid 19, si potrebbe ideare un programma per attenuare  di molto il carico fiscale e ricorrere a misure incentivanti sulla produzione del reddito d’impresa  per almeno i primi 10 anni di attività nelle aree Zes.

Certo che gli investimenti dovrebbero essere connotati dalla Sostenibilità e nessuno creda che nelle aree della Zona Economica Speciale in Calabria, si possano realizzare industrie inquinanti e nocive per l’ambiente e la salute dei Calabresi e dei turisti.

Si investano risorse pubbliche e private nelle altamente redditizie attività turistiche ricettive alberghiere e residenziali, a supporto di maggiori iniziative fieristiche, congressuali e convegnistici di interesse nazionale e internazionale.

Sarebbe molto utile alla debole economia regionale poter beneficiare di una o più iniziative pubbliche quali congressi e convegni di livello europeo ed internazionale da svolgersi in una delle tante località turistiche della Regione Calabria.

Si comprende che non è cosa facile da proporre e realizzare, ma si è convinti che sia molto importante per la ripartenza della Calabria.

Coniugare le note naturali attrattive turistico-ambientali della Calabria, con esposizioni fieristiche di pregio, eventi, congressi scientifici, seminari e convegni di studio, si ritiene che possa rappresentare un modello economico vincente di crescita e benessere per gli investitori, turisti e per i cittadini della Calabria. (ee)

OGGI CONSIGLIO REGIONALE SULLA SS 106
BASTA RINVII, ORA LA CALABRIA REAGISCA

Oggi seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata alla Statale 106. È ora che la Regione Calabria si faccia sentire con il Governo e richieda interventi ormai improcrastinabili per fermare la strage sulla strada della morte: dall’inizio dell’anno sono già sei le vittime di quella che, vergognosamente, qualcuno continua a chiamare arteria. 

Secondo l’ing. Fabio Pugliese, fondatore dell’Associazione Basta vittime 106, «bisogna capire se i nostri rappresentanti come al solito decideranno di piegare la schiena o se, invece, assumeranno scelte forti, efficaci e rispettose della dignità della Calabria e dei suoi cittadini».

«Auspico – afferma Pugliese – che il Consiglio Regionale domani possa approvare un atto amministrativo in cui impegna la Giunta Regionale a chiedere al Governo la revoca immediata della Delibera CIPESS sulle politiche di coesione; la riassegnazione dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC); la rideterminazione degli interventi previsti dal Commissario Straordinario per la strada statale 106 Jonica, attraverso una concertazione con la Regione Calabria, assegnando loro una priorità sulla base di criteri oggettivi e, soprattutto, chiedendo che siano finanziati e realizzati. Inoltre bisogna pretendere dall’Anas Spa interventi di messa in sicurezza urgente ed azioni mirate di ordinaria e straordinaria manutenzione».

«Se in nostri consiglieri regionali – conclude Fabio Pugliese – riusciranno a rappresentare per una volta gli interessi dei cittadini calabresi potremo da qui a qualche mese ottenere qualche risultato importante capace di salvaguardare l’incolumità di tanti cittadini automobilisti ma se, invece, si piegheranno alle solite logiche di appartenenza e d’interesse politico personale sarà molto difficile che si arriverà ad assumere posizioni forti contro un governo di cui praticamente quasi tutti fanno parte e che attraverso le recenti scelte assunte ha dimostrato di non voler risolvere i problemi legati alla Statale 106!».

Intanto non si calmano le polemiche sulla mancata partecipazione alla convocazione della IV Commissione del Consiglio regionale dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Lavori Pubblici, ing. Mauro Dolce, del commissario straordinaro per la SS 106, ing. Massimo Simonini, e dell’Ing. Francesco Caporaso (Responsabile Struttura territoriale Calabria dell’Anas).  Su questo l’ing. Pugliese non ci va leggero: «La loro inaccettabile assenza pesa come un macigno ed ha un significato molto importante. Perché ha impedito al Consiglio Regionale di poter apprendere delle informazioni molto importanti direttamente dal Commissario Straordinario per la Statale 106, dal Responsabile della Struttura territoriale Calabria di Anas Spa e dall’Assessore Regionale alle Infrastrutture». In altri termini, il Consiglio Regionale di oggi – stigmatizza Pugliese –  affronterà il tema della Statale 106 senza essere a conoscenza dei fatti, quindi, della verità e, più in generale d’informazioni rilevanti circa una problematica complessa su cui ad oggi, l’unica certezza che abbiamo, è quella relativa al Governo che non ha alcuna volontà politica di impegnarsi per affrontarla e risolverla.

«Sui lavori della seduta della commissione, – ha detto Pugliese – c’è da dire che l’inaccettabile assenza del Commissario Straordinario per la Statale 106 ha fatto registrare il rammarico dell’on. Pietro Raso (presidente della commissione) e dell’on. Filippo Mancuso (presidente del Consiglio Regionale). L’on. Pasqualina Straface (Forza Italia), si è detta delusa da una seduta che «avrebbe potuto assurgere a seduta storica e come ciò non sia avvenuto a causa dell’assenza dei rappresentanti di Anas», l’on. Davide Tavernise (M5S), stigmatizza le assenze così come l’on. Amalia Bruni.

Tutti, o quasi, però si sono complimentati con l’unico presente in commissione per essere audito: Claudio Moroni, il dirigente generale del Dipartimento infrastrutture e lavori pubblici.

Moroni ha spiegato che tra la Regione e l’Anas c’è una diversità di vedute perché «la Regione chiede che tutto il tracciato sia in categoria B (quindi ammodernato a 4 corsie con spartitraffico centrale) e Anas ritiene che tale richiesta non sia economicamente sostenibile dal Ministero, a fronte di costi nettamente superiori ai benefici che se ne ricaverebbero in termini di traffico».

Moroni ha illustra in Commissione tutte le tratte della strada Statale 106 “Jonica” che devono essere ammodernate (309 chilometri), e ha spiegto che sono necessari poco più di 8 miliardi di euro ma, aggiunge, al momento l’Anas sembrerebbe aver messo sul piatto solo 900 milioni di euro…

Non ci sono i soldi per la Locri-Ardore, per la Sibari-Corigliano-Rossano, per la Variante di Caulonia, per la Catanzaro-Crotone, la Crotone-Cirò, la Cirò-Mandatoriccio e la Mandatoriccio-Rossano. Il dirigente generale Moroni ha aggiunto poi che la Regione Calabria ha avuto una brillante idea: quella di chiedere al Governo un finanziamento per la progettazione di 5 interventi (al costo di 51,5 milioni di euro). Si tratta dell’adeguamento della tangenziale di Reggio Calabria, la Palizzi-Ardore, la Caulonia-Traversale delle Serre e la Stalettì-Squillace. Sono interventi il cui costo stimato è pari a 2.800 milioni di euro circa.

L’unica e la sola nota positiva è arrivata dall’on. Luciana De Francesco che per conto di Fratelli d’Italia (partito di cui fa parte), ha chiesto che si voti una mozione che impegni la Giunta regionale ad assumere un atto amministrativo da sottoporre al Governo chiedendo: la revoca immediata della Delibera CIPESS sulle politiche di coesione; la riassegnazione dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC); la rideterminazione degli interventi previsti dal Commissario Straordinario per la strada statale 106 Jonica, attraverso una concertazione con la Regione Calabria, assegnando loro una priorità sulla base di criteri oggettivi e, soprattutto, chiedere che siano finanziati e realizzati.

Con la proposta dell’on. Luciana De Francesco ha concordato l’on. Francesco Afflitto (M5S), mentre l’on. Pasqualina Straface si è dichiarata favorevole ma solo «dopo aver sentito il parere del presidente Occhiuto».  

Oggi c’è la possibilità di far sentire la voce dei calabresi che sono stufi di contare vittime sulla strada della morte: il Governo deve mostrare – su colelcitazione del Consiglio regionale calabrese – che il problema esiste e le risorse vanno diversamente distribuite, dando priorità alla messa in sicurezza della SS 106 con interventi di ordinaria e straordinaria amministrazione. 

La sottosegretaria Nesci: Con nuovi fondi 2.700 posti per il servizio civile

La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, ha reso noto che «il Governo il bando per il servizio civile universale con il più alto numero dei posti degli ultimi anni», e che in «Calabria grazie ai nuovi fondi, è stato possibile finanziare ulteriori progetti che consentiranno l’avvio al servizio nel territorio regionale di un numero complessivo di operatori volontari pari a circa 2700 unità».

«Il Servizio civile universale – aggiunge – rappresenta un’importante occasione di formazione personale e professionale per le nuove generazioni e, in particolare, per chi risiede in territori che presentano maggiori criticità e bisogni sociali. Grazie al lavoro del Ministro Dadone, per finanziare il servizio civile sono state impiegate le risorse del Fondo nazionale, gli stanziamenti previsti dal Pnrr, quelli del Programma operativo nazionale Iniziativa Occupazione Giovani nonché i fondi previsti per l’attuazione della sperimentazione del servizio civile digitale».

«In questo modo è stato possibile emanare un bando per la selezione di un numero di giovani estremamente ampio che, soprattuto in questo momento storico, rappresenta – ha concluso Nesci – un’iniziativa importante a favore delle nuove generazioni». (rrm)