Gran finale a Reggio per I Walk the line

Palazzo San Giorgio abbraccia centinaia di studenti col progetto I Walk the line, realizzato dalla Città Metropolitana attraverso la sua società SviProRe. La sede del Comune, infatti, per la sua fase finale è stata invasa non solo dai giovani delle scuole del territorio metropolitano, ma anche dai numerosi professionisti che hanno preso parte negli ultimi anni all’importante percorso di inclusione sociale, promosso e finanziato dal Ministero dell’Interno.

«Grazie al lavoro di numerosi professionisti della nostra città, abbiamo realizzato gli obiettivi che il Ministero ci indicava a seguito del finanziamento Pon Legalità 2014-2020 – haspiegato il sindaco metropolitano, Giuseppe Falcomatà – I Walk The Line ci ha permesso di dialogare con e insieme ai giovani attraverso il giusto linguaggio cercando di trasferire loro le regole per ‘rigare dritto’. Perché soltanto attraverso la legalità, la trasparenza, lo studio e la correttezza si possono raggiungere importanti obiettivi».
«Mi auguro che questa non sia la giornata finale, ma una solo fase intermedia – ha concluso il primo cittadino – Che il dialogo con i giovani continui!».
All’interno dell’aula consiliare Pietro Battaglia di Palazzo San Giorgio, decine di studenti hanno ascoltato con attenzione le parole delle istituzioni e delle tante figure professionali che hanno animato il viaggio di ‘I Walk The Line’.
«Sono stati centrati tutti gli obiettivi ed il Ministero è rimasto entusiasta del lavoro svolto – ha spiegato Domenica Catalfamo, dirigente della Città Metropolitana – abbiamo chiesto al Ministero di poter proseguire anche per il prossimo anno e si spera si possa raggiungere anche questo obiettivo per poter accompagnare soprattutto i ragazzi a rischio dispersione scolastica almeno fino alla conclusione dell’anno in corso».
Soddisfatto per l’ultimo appuntamento del 2023 di ‘I Walk The Line’, anche Michele Rizzo, amministratore unico di Svi.Pro.Re., società ideatrice ed organizzatrice del progetto finale.
«Abbiamo girato tutta la provincia di Reggio, incontrato centinaia di studenti e coinvolto attivamente migliaia di ragazzi. Abbiamo parlato di legalità, bullismo, territorio e tradizione. Abbiamo cercato di fare innamorare i ragazzi del proprio territorio, per farli stare qui, per non farli andare via, per dargli fiducia e speranza e allontanarli dall’illegalità – spiega l’ideatore del progetto finale di ‘I Walk The Line’ Michele Rizzo, amministratore unico della Svi.Pro.Re. – .Nel percorso conclusivo i ragazzi ci hanno chiesto aiuto, i dati che abbiamo raccolto, in riferimento al bullismo, sono allarmanti. Dispiace dirlo ma le mamme, i papà e gli insegnanti non parlano lo stesso linguaggio dei giovani, non utilizzano il loro slang».
«Questa società – ha concluso Rizzo rivolgendosi agli studenti – ha bisogno di cambiamenti che non possiamo fare noi boomer ma voi ragazzi, con le vostre idee».
Presente, in collegamento video, anche il sottosegretario Wanda Ferro, che ha salutato e ringraziato gli organizzatori e tutti gli operatori del settore e sottolineato l’importanza del progetto dall’alta valenza sociale. Obiettivi pienamente raggiunti dunque dalle decine di operatori e professionisti del territorio metropolitano che hanno promosso, con le loro innumerevoli attività, la cultura, la legalità ed il lavoro come riscatto sociale e territoriale.

«È una gioia vedere così tanti studenti e giovani invadere gli uffici comunali. L’evento conclusivo è stato creato per loro al termine di un lungo percorso ricco di emozioni. Siamo felici del lavoro svolto e della grande macchina organizzativa. Abbiamo trasmesso i valori della legalità e abbiamo cercato di far comprendere ai nostri giovani le infinite potenzialità della nostra terra. È stata un’esperienza fantastica per i destinatari del progetto ma anche per chi era dall’altra parte, per gli educatori e per i tanti professionisti meno giovani». Queste le parole di Domenico Mantegna, consigliere metropolitano, delegato alle Politiche Sociali. Accanto a lui il coordinatore unico Sergio Rugolino, soddisfatto per il percorso avviato nel 2019.
«Siamo in una fase conclusiva delle attività ma ci auguriamo che non finisca qui – ha spiegato Sergio Rugolino, coordinatore tecnico di I Walk The Line – L’opera svolta in questi anni ha visto numerosi protagonisti e partner, tra cui scuole, cooperative sociali, case-famiglia, soggetti del terzo settore, tribunali, Calabria Lavoro e Svi.Pro.Re. In questi anni siamo riusciti a raggiungere le finalità che riguardano l’inclusione sociale e lavorativa. Che il viaggio adesso possa continuare…». (rrc)

A Palmi la musica di ‘I Walk The Line’ strega gli studenti con la danza tra innovazione e tradizione

È con la storia degli antichi e tradizionali strumenti musicali che a Palmi è iniziato il quarto e ultimo capitolo del viaggio di I Walk the line, dedicato alle tradizioni del territorio metropolitano di Reggio Calabria.  Tre gli appuntamenti ideati dalla Svi.Pro.Re., nell’ambito del progetto della Città Metropolitana di Reggio Calabria, che rappresentano le ultime fermate di un percorso intenso e unico, vissuto con emozione da centinaia di studenti della provincia reggina, desiderosi di partecipare alle innumerevoli iniziative di ‘I Walk The Line’ tra legalità, bullismo, territorio e tradizione.

Gli antichi strumenti musicali sono stati i veri protagonisti della mattinata di ieri, all’interno della Casa della Cultura Leonida Repaci, in cui è andato in scena un mini festival della musica con momenti didattici di storia delle antiche tradizioni musicali alternati a storie di vita di giovani artisti e brevi esibizioni artistiche. Sul palco la lira, l’organetto, il tamburello, la chitarra battente, il flauto e poi lei, sua maestà la zampogna.
«Un’iniziativa dalla straordinaria valenza fortemente voluta e promossa dalla Città Metropolitana che giunge anche a Palmi – spiega il sindaco e consigliere metropolitano Giuseppe Ranuccio –. ‘I Walk The Line’ mira a contrastare l’illegalità ed il bullismo puntando all’esaltazione del territorio e delle tradizioni nostrane. E’ un invito a rigare dritto rivolto alle nostre nuove generazioni attraverso la promozione e la conoscenza delle tradizioni popolari ed artistiche. Proprio dalla memoria delle nostre tradizioni possono nascere occasioni di lavoro per i giovani che intendono investire sul nostro territorio».
Presente all’interno della Casa ‘L. Repaci’, l’amministratore unico di Svi.Pro.Re. Michele Rizzo che, insieme al capo progetto e fondatore del Mu.Stru.Mu Demetrio Spagna, al suo vice presidente Nina Maria Miceli, a Simona Spagna (responsabile cultura Mu.Stru.Mu.) ed Alessio Laganà, coordinatore Linguaggio Giovani e direttore artistico, hanno messo in piedi una vera kermesse musicale di altissimo livello.
«Il Museo dello strumento musicale di Reggio Calabria, al momento chiuso, non perde la sua funzione, che è quella di promuovere, valorizzare, proteggere e conservare gli strumenti musicali e metterli al servizio di tutti, compresi i giovani. Ai giovani dico di amare e praticare i nostri strumenti antichi – spiega Demetrio Spagna –. La liuteria ad esempio è un settore nevralgico nel panorama musicale mondiale. In Calabria e in provincia di Reggio sono pochi quelli titolati e il nostro compito deve essere quello di consentire a tanti giovani di ottenere questo ambito titolo».
Parola poi a Sergio Di Giorgio, coordinatore Liuteria del progetto.
«Vogliamo far conoscere alcuni strumenti molto antichi con radici profonde nella nostra Magna Grecia e che nel tempo hanno assunto forme e significati diversi cercando di trovare un contatto con una modernità che ci allontana dalla conoscenza diretta del suono ma che, ahinoi, abbiamo sempre nelle nostre tasche. Perché imparare la zampogna? Perché è un utensile che ci aiuta a capire come funziona il mondo, che ci insegna a vederlo da un altro punto di vista e che ci consente di affrontare con la stessa attitudine tutti gli altri ambiti del sapere».
Storia e antiche tradizioni ma anche suoni contemporanei e moderni che devono dialogare per far comprendere alle nuove generazioni ogni potenzialità, di ogni singolo suono e strumento, antico e contemporaneo.
«Il rap non è la malattia ma è il sintomo di una società malata – spiega Kento –. Abbiamo bisogno di espressioni artistiche e di raccontare la nostra realtà anche nella maniera più spietata che è quella più realistica. Dare un forza espressiva ad un ragazzo, mettere una penna in mano ad un ragazzo vuol dire dare fiducia ad un giovane ed esortarlo a tirare fuori contenuti differenti».
Tradizione e innovazione dunque possono e devono dialogare per creare qualcosa di interessante per le nuove generazioni. Le note cambiano ma il suono rimane uguale. Dalla musica rap a quella elettronica con il performer Yosonu.
«Oggi parliamo di emozioni ed il canale espressivo più importante è il nostro corpo e la comunicazione non verbale – spiega il performer Yosonu –. Aderisco a questo progetto per far comprendere ai ragazzi come è possibile utilizzare oggi lo strumento più green che abbiamo, e che guarda caso è anche lo strumento con cui manifestiamo le nostre emozioni. È importante portare avanti le tradizioni tramite un sistema innovativo per evitare la dispersione e la distanza dall’educazione e dall’istruzione».
Tradizione e innovazione dunque hanno permesso di scatenare l’entusiasmo di un giovane pubblico gioioso e pulsante in grado di esprimere sentimenti e frustrazioni. Soprattutto in ambienti sociali difficili in cui la musica può essere un’alternativa alla violenza, al delinquere, e costituire una valida opportunità per non soccombere alla durezza del quotidiano. (rrc)

 

A Cittanova si chiude il ciclo di I Walk the Line dedicato al territorio

Si è concluso, a Cittanova, il ciclo di incontri dedicati al Territorio di I Walk the Line, il progetto di inclusione sociale della Metrocity RC e ideato dalla Svi.Pro.Re.

«La vostra Calabria è il regno della biodiversità», ha detto il sindaco di Cittanova Francesco Cosentino, davanti a decine di studenti coinvolti nel progetto della Città Metropolitana di Reggio Calabria dedicato ai ragazzi dai 14 ai 25 anni.

Il viaggio conclusivo di ‘I Walk The Line’, che ha l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale di soggetti a rischio devianza, si accinge così alle sue battute finali in attesa dell’ultimo capitolo in programma la prossima settimana dedicato alle ‘Tradizioni’.

All’interno della sala del cine-teatro ‘Gentile’, nella mattinata di ieri, il sindaco di Cittanova ha accolto i giovani studenti, spiegando loro l’importanza della conoscenza del proprio territorio.

«La Calabria possiede tre parchi naturali con la più alta percentuale a livello nazionale di patrimonio boschivo. Il Parco Nazionale del Pollino, il Parco Nazionale della Sila e poi il nostro amato Parco Nazionale dell’Aspromonte. Questa è la Calabria e questa è la nostra ricchezza – spiega il primo cittadino – Il rispetto del nostro territorio porta a generare rispetto tra cittadini e persone».

Durante l’incontro, moderato dal giornalista Vincenzo Comi, presente anche la guida ufficiale del Parco d’Aspromonte Luca Lombardi che ha anticipato ai giovani alcune caratteristiche della villa ‘Carlo Ruggiero’.

«A breve faremo insieme un giro all’interno della villa comunale di Cittanova. Molti di voi già la conoscono ma sono sicuro che dopo il giro all’interno del magnifico orto botanico avrete numerose informazioni e dettagli in più che vi permetteranno di conoscere, nel vero senso della parola, uno dei luoghi più belli della nostra terra. Siate curiosi, fate domande, ammirate i dettagli e osservate ogni angolo perché non sarà una passeggiate come le altre…».

Si tratta di un unicum ambientale e naturalistico di grande valore, un orto botanico di eccezionale bellezza e rarità. All’interno della Villa Comunale ‘Carlo Ruggiero’, realizzata nel 1880, vengono custoditi due dei centouno alberi che si trovano nel territorio della Regione Calabria, inseriti nell’elenco del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali quali Alberi Monumentali d’Italia.

«Sono davvero orgoglioso che nell’ambito del ciclo finale di ‘I Walk The Line’, ideato dalla Svi.Pro.Re., sia stata scelta Cittanova – continua il sindaco Cosentino –. La visita di oggi al nostro orto botanico deve rappresentare per i ragazzi un momento di riflessione sia per il suo valore faunistico che storico e culturale. Sono convinto che i ragazzi troveranno spunti notevoli e torneranno a casa arricchiti. Consapevoli che la ricchezza più importante che hanno è il tempo. Meglio lo utilizzano e più vantaggi avranno per la loro vita».

Chiuso il terzo ciclo dedicato alla scoperta del territorio, mercoledì 29 novembre si aprirà a Palmi l’ultimo capitolo rivolto alle tradizioni popolari, nello specifico alla promozione degli strumenti musicali tipici del territorio metropolitano. Uno sprint finale, scandito dal racconto di esperti musicisti, a suon di zampogna, tamburelli e chitarra battente. (rrc)

I Walk the line arriva nel cuore dell’Aspromonte

La linea di ‘I Walk The Line’, il progetto di inclusione sociale della Metro City, la cui parte finale è stata ideata ed organizzata da Svi.Pro.Re., continua a tracciare il proprio solco lungo i sentieri dell’Aspromonte tra i boschi di Gambarie. Dopo la visita al borgo incantato di Gerace, la nota località montana del Comune di Santo Stefano in Aspromonte ha accolto i numerosi studenti reggini ammaliati dai colori straordinari dell’autunno e dai maestosi faggeti.

«La vita è una linea, un cammino sul filo, dal quale spesso si può cadere. E a volte le cadute sono causate da cattive scelte. Il percorso finale di I Walk The Line ha come obiettivo quello di non farvi cadere, di farvi capire quali sono le scelte giuste e cosa fare per evitare i pericoli della vita e della rete. Dopo le settimane su legalità e bullismo, siamo entrati nel capitolo dedicato al territorio».

Sono le parole dell’amministratore unico Michele Rizzo che invita gli studenti a reagire, ad essere protagonisti e allo stesso tempo ad approfondire le potenzialità del territorio metropolitano e a coglierne ogni opportunità.

«Abbiate a cuore il vostro territorio, amatelo, rispettatelo e sfruttatelo nel migliore dei modi. Sappiate che ora tocca a voi. Rimboccatevi le maniche e inventatevi un lavoro, state a Reggio e siate, come ha detto il magistrato dott. Lico, la migliore versione di voi stessi. A voi il compito di risollevare le sorti del nostro territorio».

Oltre 40 studenti dell’istituto scolastico ‘Istituto tecnico commerciale ‘Raffaele Piria’ e dell’istituto tecnico tecnologico ‘Panella-Vallauri’ hanno partecipato attivamente al secondo appuntamento del ciclo dedicato al ‘Territorio’.

«La linea da cui partire non può che essere quella della legalità – spiega il sindaco di Santo Stefano in Aspromonte, Francesco Malara –. Se di base non c’è un comportamento corretto che segue le norme è impensabile poter costruire qualcosa di positivo per il proprio territorio. In una terra ricca come la nostra le opportunità devono essere sfruttate nel modo corretto e secondo la legge. Purtroppo ultimamente si da valore solo alle cose che hanno un prezzo e non alle cose che abbiamo gratuitamente e che la natura ci dona. Dobbiamo invertire questa triste tendenza. Perché rispettare la natura significa proteggere il prossimo».
«Come si fa a camminare sulla linea, a non cadere? – chiede Luca Lombardi ai ragazzi –. È importante riconoscere i veri valori, e noi come guide ufficiali del Parco Nazionale del Parco d’Aspromonte, insegniamo proprio questo, a saper riconoscere le caratteristiche virtuose ed uniche della nostra terra. Con la seconda tappa di Gambarie entreremo nel vivo del ciclo sul territorio, in quanto la meta più ricca sotto l’aspetto naturalistico. Percorreremo il sentiero qualificato come ‘faggeta del benessere’ certificato dal CNR come idoneo alla terapia forestale. Sarà un percorso straordinario».

Parola infine, prima di indossare lo zaino in spalla, alle immagini realizzate dal video Maker Pietro Vizzari. In un emozionante video si sono alternati decine e decine di panorami mozzafiato, dal mare alla montagna, dai borghi antichi della provincia al lungomare di Reggio Calabria, dalle innumerevoli  bellezze architettoniche dei 97 comuni della Città Metropolitana, ai prodotti tipici della nostra terra.‘I Walk The Line’ terminerà il suo viaggio con l’ultimo ciclo finale di incontri dedicati alle tradizioni, alla valorizzazione degli strumenti musicali, come la zampogna, l’organetto o il tamburello.

Sarà un’altra occasione per far comprendere ai giovanissimi le infinite potenzialità della Città Metropolitana di Reggio Calabria, un territorio unico e meraviglioso. (rrc)

Dopo Locri “I Walk the Line” lunedì riparte da Gerace

Lunedì 20 novembre si aprirà il terzo capitolo di I Walk the Line, il progetto di inclusione sociale della Città Metropolitana, la cui parte finale è stata ideata ed organizzata dalla società in house ‘Svi.Pro.Re’, dedicato al territorio e alla sua scoperta. Prima tappa l’incantato borgo di Gerace dove oltre 50 ragazzi avranno l’opportunità di ammirarne le bellezze.

Prima della tappa di Gerace, il progetto ha chiuso il capitolo dedicato al bullismo a Locri, dopo le tappe di Reggio, Taurianova, Caulonia e Rosarno, all’interno dell’IPSIA (Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato).

L’appuntamento nella locride, che ha coinvolto importanti relatori, ha chiuso il secondo ciclo di incontri dedicati al bullismo. Presenti al tavolo dei relatori il presidente del CSI Reggio Calabria Paolo Ciucciú, l’avv. Alessandra Callea, moderatrice e capo progetto, l’avv. Francesca Chirico e Onofrio Maccarone, Cartoon Animator.

«Abbiamo accolto con grande entusiasmo l’iniziativa promossa dalla Città Metropolitana che tende a sensibilizzare le nuove generazioni sui pericoli insiti nell’utilizzo dei device e che ha l’obiettivo di contrastare i fenomeni diffusi del bullismo e del cyberbullismo – ha spiegato il dirigente scolastico Gaetano Pedullà –. Sappiamo che già dal 2017 il legislatore con la legge del 29.5.2017 n. 71 ha dettato le linee guida per prevenire questi fenomeni. Sicuramente è più insidioso il cyberbullismo e purtroppo come ci insegna la cronaca quotidiana rappresenta un tema scottante».

«La scuola – ha concluso il prof. Pedullá – ha un ruolo fondamentale per prevenire le forme più aggressive ed insidiose del bullismo».

In gioco il benessere psicofisico dei ragazzi, sempre più coinvolti e immersi nella vita virtuale e meno in quella reale.

«È importante far capire ai ragazzi la convenienza nel non commettere errori durante la loro vita – ha commentato Rudi Lizzi, consigliere metropolitano – Spesso deviati dall’utilizzo dei social i giovanissimi non si rendono conto come alcuni commenti o azioni o comportamenti superflui possano danneggiare e nei casi peggiori rovinare definitivamente la vita dei propri coetanei. Errori che si pagano in modo molto caro».

«‘I Walk The Line’ vuole far capire ai ragazzi – ha concluso – che non conviene commettere certi tipi di errori. La Città Metropolitana è vicina agli studenti dell’intera provincia e continuerà ad accompagnarli in questo percorso di crescita, mano per mano».

All’interno dell’aula magna dell’istituto, centinaia di studenti hanno ascoltato con attenzione gli interventi dei relatori mentre fuori l’artista Krish realizzava un murales contro il bullismo.

Ad animare l’evento, il truck di Studio54 Network che ha fatto da megafono all’incontro conclusivo del secondo step di ‘I Walk The Line’. (rrc)

Riprendono a Reggio gli incontri di I walk the line

No bullying è il murales dell’artista Krish che ha preso vita durante il primo incontro del nuovo capitolo di I Walk The Line, il progetto promosso dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e targato Svi.Pro.Re e svoltosi al Liceo artistico “Preti-Frangipane” di Reggio Calabria.

I Walk The Line è il progetto di inclusione sociale promosso dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria nell’ambito del Pon Legalità 2014-2020.

Nel corso dell’incontro, moderato dall’avv. Alessandra Callea, capo progetto del secondo ciclo di appuntamenti nelle scuole dedicati al bullismo, si è parlato, appunto, di bullismo, cyberbullismo, body shaming e violenza di genere.

«Parleremo ai ragazzi di temi molto seri ma con un approccio snello, veloce e a tratti anche divertente che permetta ai giovani di comprendere i rischi che si celano dietro ad alcune espressioni o utilizzo di parole che io definisco ‘di conflitto’».

Più di 150 studenti hanno partecipato in modo attento, interessato e soprattutto attivo. Come difendersi dal cyberbullismo, quali parole non utilizzare nei commenti social, chi contattare e quali le azioni prioritarie nel caso in cui si è vittima di comportamenti aggressivi e violenti che si scatenano sul web e che spesso comportano gesti estremi.

«A questo proposito i numeri dei suicidi in Italia sono altissimi – ha ricordato l’amministratore unico di Svi.Pro.Re, Michele Rizzo –. Durante il 2023, al mesi di agosto si contano 608 suicidi e 541 tentati suicidi. Sono tanti, tantissimi, quasi tre al giorno. Ai ragazzi diciamo di chiedere aiuto, di non rassegnarsi e di ribellarsi».

Reagire dunque e rompere il silenzio per contrastare ed abbattere il muro del bullismo.

«A volte le famiglie non sono presenti e spesso l’inerzia incide più dell’azione – ha spiegato la prof. Paola Minniti –. Il bullismo è stato sempre presente nelle nostre vite ma era più latente e compresso in una società che aveva maggiori regole di etica morale. Oggi i giovani non hanno ideali ed è per questo che progetti come questi risultano fondamentali».

La logica del gruppo, si sa, diventa spietata ed è quindi doveroso da parte del mondo degli adulti, insegnare a rigare dritto e a non uniformarsi.

«Il progetto iniziato circa due anni fa vede coinvolte le 3 aree della Città Metropolitana, la zona centrale, quella ionica e l’area tirrenica, con attività  gestite da circa 60 professionisti al cui vertice c’è il coordinatore generale dott. Sergio Rugolino – ha spiegato la dott.ssa Rita Leuzzi, orientatrice del progetto –. Ci sono poi 3 coordinatori di aria, assistenti sociali, psicologi, orientatori, educatori, animatori e amministrativi che svolgono le attività di progetto in equipe per supportare i ragazzi dai 14 ai 25 al fine di contrastare il loro disagio sociale ed aiutarli  nell’inserimento al mondo del lavoro. A tal fine da poco abbiamo attivato circa 110 tirocini sia di inclusione sociale che extra curriculari con il partenariato di Azienda Calabria Lavoro».

L’incontro è stato intervallato da alcuni interessanti ed originali video realizzati per sensibilizzare le nuove generazioni sul fenomeno del bullismo dai video maker reggini Onofrio Maccarone e Daniele Melara.

«Il titolo del mio intervento ‘Giochiamo tutti un’altra partita’ rappresenta l’idea di come il CSI voglia stimolare i ragazzi in un ‘gioco’ alternativo al ‘gioco’ brutale del bullismo – ha spiegato il presidente CSI Reggio, Paolo Cicciù – Con lo sport  si allontana la dipendenza dal gioco virtuale o da internet. È importante giocare in campo e non ‘fuori’ dal campo».

Secondo un recente studio un ragazzo in media trascorre sui social o su internet oltre cinque ore al giorno.

«È un tempo enorme – ha spiegato la prof.ssa Angela Busacca –. Spesso superiore a quello dedicato all’aria aperta e di interazione con gli amici. È molto facile quindi, in un mondo virtuale dai confini sfocati, superare la linea tra il lecito e l’illecito. Può capitare infatti, in modo anche involontario, di conferire i propri dati e che gli stessi vengano in modo illecito. L’utilizzo della rete deve passare da tre parole: conoscere, capire e poi condividere».

Ed è proprio sul concetto delle parole che si è soffermata la dott.ssa Francesca Chirico.

«Abbiamo ragionato insieme ai ragazzi sulle parole del bullismo attraverso due vocaboli, confine e social. Il confine deve essere inteso come frontiera che ci consente di stare uno di fronte all’altro. Social è lo spazio invece, senza confini e senza filtri, che i ragazzi vivono ogni giorno e nel quale, spesso, non percepiscono il limite che li porta ad entrare violentemente nel campo delle fragilità. Impariamo dunque ad usare le parole responsabilmente perché spesso le parole uccidono, usandole nel modo giusto possiamo salvare vite».

A conclusione dell’incontro il prof. Matteo Flora, già protagonista nei giorni scorsi a Reggio Calabria, ha parlato in collegamento streaming agli studenti del ‘Preti-Frangipane’ offrendo loro importanti consigli su come segnalare un contenuto privato non autorizzato su Meta. (rrc)

Si chiude a Caulonia il primo capitolo dedicato alla legalità di “I walk the line”

È alla presenza dei giovani di Caulonia che si è chiuso il primo capitolo di I walk the line, il programma di inclusione sociale promosso dall’Ente metropolitano in collaborazione con il ministero dell’Interno e previsto dal Pon Legalità 2014-2020 ‘Percorsi di inclusione sociale e lavorativa per particolari soggetti a rischio devianza’ e realizzato dalla Svi.Pro.Re.

Ed è proprio alla legalità che è stato dedicato questo primo percorso in cui si è parlato dei rischi e pericoli della rete tra revenge porn, aumento di reati del web e danni devastanti per gli adolescenti. Un percorso ricco di confronto e approfondimenti per cui è «stato sviluppato il logo dell’albero della legalità», ha spiegato Michele Rizzo, amministratore unico di Sviprore.

«Il tronco è costituito dalla parola stessa che genera numerosi rami tra cui rami ‘speranza’, ‘onestà’, ‘rispetto’ e ‘fiducia’. Il team di Svi.Pro.Re ha preso davvero a cuore il progetto perché è rivolto ai nostri giovani – ha aggiunto – e contiene al suo interno grandi sfide. Rispetto all’uso consapevole del cellulare alcune azioni online non sono ancora normate, perché la tecnologia corre più veloce della normativa». Alcune puntate della ‘serie’ I walk the Line le trovate già online – ha ricordato ai ragazzi –. Vi invito a seguire questa bella storia fatta di tanti altri piccoli racconti. Vogliamo stimolarvi a non fare grossi errori, vogliamo indirizzarvi sulla strada giusta stando lontani dai rischi».

Angela Faraone, capo progetto, parlando di legalità e di uso consapevole del cellulare, ha dato un consiglio agli studenti dell’istituto Tecnico Agrario di Caulonia: «Un primo consiglio prima di iniziare, sentitevi liberi ma ripristinate il contatto con la realtà. Allenatevi allo spirito critico e fate le vostre esperienze con responsabilità e consapevolezza utilizzando la rete come ‘risorsa’ e facendo attenzione che non diventi una prigione».

«Questo progetto è un ulteriore segno di come sia importante stare insieme per far crescere i nostri giovani con modelli di riferimento sani. Stiamo operando su diversi indirizzi con la Città Metropolitana, oggi qui presente, con la Regione Calabria, dove siete in questo momento un consigliere regionale di Caulonia, Salvatore Cirillo, che sollecitiamo continuamente e lui, in piena sintonia, porta avanti molte iniziative rivolte anche ai nostri giovani», ha detto il sindaco di Caulonia, Francesco Cagliuso, in prima fila insieme al vicesindaco della Metrocity, Carmelo Versace.

«Uniamoci e stiamo insieme – ha detto ancora – facciamo rete per aiutare i ragazzi in percorsi virtuosi come ‘I Walk The Line’. Come sindaco di uno dei paesi della provincia più distanti da Reggio, non posso non chiedere alle istituzioni di dialogare sempre di più per intraprendere nuovi percorsi e per sviluppare altri progetti rivolti ai nostri ragazzi».

Il primo cittadino, ringraziando i colleghi sindaci presenti, in particolare, Giorgio Tropeano, primo cittadino di Stilo, e Giuseppe Trono, sindaco di Stignano, e i colleghi docenti che hanno preso parte all’incontro, in primo luogo quelli dell’Istituto Agrario, mentre si è dispiaciuto per l’assenza di altri istituti scolastici che non hanno preso parte all’iniziativa formativa: «Penso che un istituto di mille ragazzi che sta a 6 km non può non essere oggi qui. Lo dico perché in questi anni da docente ho avuto delle belle esperienze, ricordo Domenico quando è stato arrestato, ricordo Antonio quando la notte lo hanno trasferito a Trapani perché aveva fatto una stupidaggine, ed io sono in Sicilia perché la famiglia non ci poteva andare».

«Dico questo – ha aggiunto – per sottolineare l’importanza di fare rete, di stare vicino ai nostri giovani, di essere, come amministratori e docenti, educatori attivi che devono saper ascoltare i bisogni dei ragazzi e sostenerli nel loro percorso di crescita. In questa sala ci sono gli studenti dell’Istituto Agrario, sono contento della loro presenza, e ringrazio la dirigente e tutti gli insegnanti presenti con i quali stiamo lavorando su diversi progetti di formazione. Noi siamo Comune capofila di Ambito territoriale sociale, che ha al suo interno molte professionalità che sostengono le famiglie più disagiate, e comprendiamo la necessità di costruire un rapporto sinergico». «Ecco perché – ha concluso il sindaco Cagliuso, rivolgo l’appello di continuare a stare tutti insieme per i nostri ragazzi, che sono il presente e soprattutto il futuro del nostro Paese».

Presenti all’interno dell’Auditorium sia ragazzi beneficiari, soggetti a rischio devianza, sia i ‘very normal people’, tecnicamente definiti nel progetto ‘destinatari’.

«Con il cellulare si può attaccare il mondo. Si possono diffondere video, foto pedo pornografici. Proprio qualche settimana fa ho condannato una persona – afferma il magistrato Raffaele Lico –. Ricordate che non è ‘figo’ commettere una violenza sessuale né tantomeno diffondere video hard che riguardano i votri coetanei. Attenti al revenge porn, la condivisione di materiale pornografico senza il consenso della persona inquadrata non deve rappresentare una cosa ‘normale’. Non considero tutto questo molto intelligente. Sappiate che si va in galera. Siate agitati, siate movimentati si, divertitevi ma state attenti e soprattutto ma studiate».

«Abbandonate l’idea del gruppo – ha ribadito – il criterio per cui ‘tanto lo fanno tutti’. Siate la versione migliore di voi stessi. Non arrivate ad essere miei ‘clienti’. Con questo strumento si può essere imputati di moltissimi reati. Abbiate l’intelligenza e l’amor proprio di lasciar perdere, dissociatevi dalle cose stupide. E non aspettate la messa alla prova».

Proprio sul revenge porn si è soffermata poi la dott.ssa Anna Bellantoni, presidente dell’associazione avvocati matrimonialisti italiani.

«Spesso il reato si consuma per vendetta, per rabbia o frustrazione o per la rottura di un rapporto. Molte vittime di revenge porn sono tra i 16 e i 26 anni. E spesso a pubblicare le immagini sono ex o hacker – ha spiegato l’avv. Bellantoni –. Sappiate che le conseguenze per le vittime sono devastanti tra cui danni morali, di reputazione e provare vergogna, impotenza e tristezza. State attenti ragazzi perché si rischia grosso».

Dal revenge porn agli haters ovvero i ‘leoni da tastiera’.

«Dalla diffamazione a mezzo social all’istigazione al suicidio, questo è il tema che ho trattato stamattina – ha spiegato Nancy Stilo – Sento una grande responsabilità perché parlare ai giovani di queste tematiche non è mai facile. Spero di aver generato in loro messaggi di fiducia e speranza. Dietro ogni haters ci sono persone frustrate che accumulano rabbia dietro una tastiera. Comprendere l’aspetto psicologico di queste persone è importante anche per difendersi dai loro attacchi».

La dott.ssa Sofia Ciappina ha analizzato, nella parte finale dell’incontro, alcuni aspetti psicologici offrendo alla platea di studenti altri preziosi ed interessanti spunti

«Il vostro mondo è bombardato di informazioni, ma è necessario sviluppare un pensiero critico prima di affidarsi al vostro YouTuber preferito. É molto importante alla vostra età costruire la propria identità. Sapete perché ci piace il cellulare? Perché stimola il Sistema dopaminergico del piacere. Quindi occhio ai pericoli della rete, perché spesso quella stessa rete che ci distrae e tanto piace rappresenta una trappola dalla quale risulta poi difficile uscire».

L’incontro di Caulonia si è concluso con il monito dell’Ispettore della Polizia Postale, esperto di sicurezza, il dott. Luigi Filippelli.

«Sentiamo parlare molto di intelligenza artificiale. È un mondo che ancora non conosciamo bene. Oggi tutto è connesso alla rete, le nostre lavatrici, i televisori, i frigoriferi, Alexa. Certo una grande comunità. Se Facebook e Instagram sono gratis lo sono perché il prodotto siamo noi. L’internet delle cose e l’intelligenza artificiale ad oggi rappresenta un oceano difficile anche per la polizia da arginare».

Il progetto ‘I Walk The Line’ proseguirà nelle prossime settimane con gli altri capitoli dedicati al bullismo, al territorio e alla tradizione. (rrc)