Il M5S: Governo punta su opere sbagliate in Calabria

Iportavoce del Movimento 5 stelle eletti in Calabria hanno ribadito come il Governo punti sulle opere sbagliate nella regione.

«A che serve collegare Calabria e Sicilia – hanno chiesto – col mega progetto del Ponte sullo Stretto se la viabilità interna alle due regioni di fatto è inesistente? La domanda assume ancora più rilievo nel momento in cui il Governo boccia il tracciato che da Praia a Mare taglia all’interno fino a Tarsia, bloccando ogni prospettiva sull’alta velocità».

«Non è un mistero – hanno proseguito – che l’orografia della nostra regione sia complicata. Ma non riusciamo a scorgere un impegno da parte del ministero ai Trasporti per ovviare a queste problematiche nel tentativo di far diventare la Calabria una regione normale».

«I dati in nostro possesso parlano chiaro – hanno spiegato – per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina servono 12,5 miliardi. La Regione Sicilia contribuirà con il 10% del totale, 1 miliardo presi dai fondi sviluppo e coesione 2021-2027 e 200 milioni da quelli 2014-2020 (cioè fondi estrapolati dai Por con tutto ciò che significa: meno bandi, meno interventi sul sociale). È probabile, a questo punto, che venga ripetuta in Calabria una operazione simile».

«La Salerno-Reggio Calabria, 207 km di ferrovia ad alta velocità – hanno illustrato – costerebbe più o meno la stessa cifra del Ponte, 12-13 miliardi. Al momento però sono previsti solo i 2 miliardi per il primo lotto Battipaglia Romagnano, presi dai fondi del Pnrr, con un impegno a fare il raddoppio della galleria Santomarco tra Paola e Cosenza sebbene non esista alcun programma di investimento per la realizzazione dell’opera».

«Il che –hanno continuato gli esponenti pentastellati –pregiudica anche il futuro del porto di Gioia Tauro: senza alta velocità e senza passaggio di merci da Tarsia per l’Adriatica il porto resterebbe solo di transhipment e l’occupazione limitata alla sola area del porto escludendo ogni prospettiva di sviluppo per la Calabria».

«Non vogliamo entrare nel dibattito – hanno  concluso – su quale sia il miglior tracciato per l’alta velocità ferroviaria ma è necessario sottolineare che il servizio attualmente offerto agli utenti diventa ogni giorno più scadente. Caso emblematico il tempo di percorrenza del Frecciargento Reggio Calabria-Roma che ha subito un aumento di ben 20 minuti». (rcz)

Il presidente Occhiuto. Falso il definanziamento a rete ferroviaria Jonica

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha assicurato che il «definanziamento della linea ferroviaria jonica è una fake news».

P«eriodicamente  – ha spiegato –si legge del presunto definanziamento di 40 milioni di euro destinati all’elettrificazione della linea ferroviaria Jonica, a favore di Regioni del Nord, quali ad esempio il Veneto. Vorrei sgombrare una volta per tutte il campo da equivoci: questa è semplicemente una fake news. Anzi, proprio perché la nostra Regione ha tanti progetti già esecutivi e dunque immediatamente cantierabili, la Calabria è riuscita ad avere più risorse di quelle che originariamente le spettavano: un grande risultato che rivendico».

«Piuttosto che di un definanziamento da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, ad esempio – ha detto ancora – la nostra Regione è riuscita ad ottenere 128 milioni di euro in più per il completamento della Trasversale delle Serre. Soldi evidentemente sottratti ad altri territori che hanno mostrato una minore efficienza, alla pari di ciò che forse accadeva in passato per la Calabria».

«Tornando alla linea ferroviaria Jonica – ha proseguito – la sua elettrificazione è una delle priorità del mio governo regionale e, lo ripeto, nessun definanziamento è stato ad oggi compiuto nei confronti della Calabria».

«I lavori stanno andando avanti – ha spiegato ancora – e stanno avanzando senza intoppi: dall’elettrificazione della tratta Sibari-Crotone (Lotto 2a) a quella della tratta Crotone-Catanzaro Lido (Lotto 2b), fino all’elettrificazione della tratta Lamezia Terme-Catanzaro (Lotto 1), a cui si aggiunge anche l’intervento di velocizzazione della tratta Lamezia Terme-Settingiano».

«A tutto questo – ha continuato il governatore – si aggiungono inoltre una serie di interventi di manutenzione straordinaria nella tratta Sibari-Crotone: l’obiettivo è quello di consentire il raggiungimento della velocità di 200 km/h, che insieme all’elettrificazione della linea consentirà il transito dei treni più moderni».

«In termini di investimenti, e quindi di risorse e di tempistiche – ha evidenziato –, è opportuno sottolineare che tutti hanno il target dell’attivazione entro il 2026. Al momento le progettazioni sono tutte completate, inclusa l’elettrificazione della tratta Catanzaro Lido-Melito».

«Per tutti gli interventi finanziati – ha concluso – anche l’iter autorizzativo è già completato o in corso di completamento. Entro i primi mesi del 2024, pertanto, saranno completate le procedure di affidamento, così da dare inizio alle opere entro la fine dello stesso anno, per completarle entro il 2026». (rcz)

Infrastrutture, da Regione ok a 129 mln per Cis Volare

Sono 129 mln di euro la somma che la Giunta regionale, guidata da Roberto Occhiuto, ha stanziato per il Cis Volare, di cui è avvenuta la sottoscrizione.

Con lo stesso atto è stato designato referente unico del Contratto istituzionale di sviluppo il dirigente generale del Dipartimento infrastrutture e lavori pubblici, Claudio Moroni, il quale dovrà, tra l’altro, predisporre un protocollo d’intesa per definire gli impegni degli enti coinvolti nell’attuazione del Cis Volare.

Con altri atti deliberativi del presidente Occhiuto, in seguito alle dimissioni della dottoressa Iole Fantozzi, nominata dal Consiglio dei ministri sub commissario alla sanità, Tommaso Calabrò è stato nominato dirigente generale ad interim del Dipartimento tutela della salute.

Claudio Maria Medaglia è stato nominato nuovo commissario straordinario dell’Arpacal. Sostituisce il generale Emilio Errigo, che andrà a ricoprire il ruolo di commissario ministeriale per la bonifica di Crotone, Cerchiara e Cassano. Maria Carmela Iannini è stata, invece, nominata commissario straordinario dell’Aterp.

La Giunta ringrazia Emilio Errigo e Paolo Petrolo, fino ad oggi commissari rispettivamente dell’Arpacal e dell’Aterp, per il lavoro svolto, per la professionalità, e per la collaborazione sempre dimostrata nei confronti di questo governo regionale.

La Giunta, poi, su proposta congiunta del presidente Occhiuto e dell’assessore ai trasporti, Emma Staine, ha rimodulato l’intero piano spesa, pari a oltre 100 milioni di euro provenienti da fondi di Programma di azione e coesione (Pac) Infrastrutture e Reti 2014/2020, che andavano spesi entro il 2026 e che sarebbero andati perduti a causa della complessità del progetto originario del 2010, mai avviato.

Nello specifico, 20 milioni di euro saranno utilizzati dal Comune di Reggio Calabria per azioni di mobilità sostenibile (parcheggi, stazioni di interscambio, corsie riservate con sistema di semafori intelligenti per i bus).

Con la restante cifra è stato programmato l’acquisto di nuovi treni, ibridi ed elettrici, per potenziare i servizi di trasporto pubblico regionale e migliorare i collegamenti sul territorio reggino (circa 46 milioni di euro), 25 milioni di euro saranno destinati a politiche del lavoro, 7 milioni di euro saranno investiti sugli aeroporti e un 1,5 milioni di euro sulle ferrovie turistiche.

Circa 66 milioni di euro su 100 che la Giunta oggi ha riprogrammato – con lo scopo di non perdere i finanziamenti – sono stati assegnati all’area metropolitana di Reggio Calabria. Ulteriori 34 milioni di euro verranno riprotetti su un altro strumento di programmazione, in modo da poterli riutilizzare nel territorio reggino per le finalità originarie. L’area metropolitana di Reggio Calabria aveva 100 milioni di euro a disposizione e continuerà ad avere la medesima cifra, senza perdere neanche un euro.

Infine, su indicazione della vicepresidente con delega all’istruzione, Giusi Princi, la Giunta ha approvato lo stanziamento di 16 milioni di euro per contrastare l’aumento delle spese scolastiche a cui sono andate incontro le famiglie calabresi in questo nuovo inizio di anno scolastico. L’importante misura vedrà quali beneficiari 36mila studenti frequentanti gli istituti secondari calabresi i cui nuclei familiari abbiano un reddito Isee fino a 15.748,78. (rcz)

L’OPINIONE / Maria Elena Senese: La Calabria ha bisogno di un nuovo piano infrastrutturale scolastico

di MARIA ELENA SENESE – In Calabria si contano sulle dita di una mano le scuole che sono, totalmente, in regola con le previsioni relative alla sicurezza.

Certificati di agibilità inesistenti, piani della prevenzione incendi non attuati sembrano essere la regola in un panorama infrastrutturale che, per una percentuale molto alta, vede le scuole calabresi costruite prima degli anni settanta.

È questa una situazione inaccettabile, che segnaliamo da tempo, che non vedrà mutamenti concreti in tempi brevi anche alla luce del rischio di non edere finalizzati i fondi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Con questi finanziamenti, infatti, sono solo 16 i progetti di nuove scuole finanziati in Calabria, con il record negativo della provincia di Reggio Calabria che si è vista finanziare un solo progetto.

La Calabria ha bisogno di un nuovo piano infrastrutturale scolastico che, segua le indicazioni dell’Unione europea, sia finalizzato alla costruzione di nuovi edifici scolastici e faccia, concretamente, delle scuole luoghi di inclusione e apprendimento moderni ed efficienti.

Ma analizziamo qualche numero, in ciò aiutandoci con i dati pubblicati da cittadinanzattiva e raccolti dal portale Open data sulle scuole.

Intanto, dobbiamo dire che in Calabria ci sono oltre 2000 scuole presenti sul territorio e di queste 1286 sono costruite in zona 1 per quanto riguarda il rischio terremoti, mentre 864 sono quelle realizzate in zona 2.

In Calabria si attesta al 18,75% la percentuale delle scuole che hanno un certificato anti incendio.

Nella nostra regione, ancora, sono solo 461 gli edifici scolastici che hanno una mensa e, allo stato attuale, ammontano a 80 gli interventi approvati, per un montante di quasi 30 milioni di euro, che dovrebbero portare alla costruzione di 46 nuove mense, alla demolizione, ricostruzione e ampliamento di 11 strutture di refettorio e alla riqualificazione e riconversione di altre 23.

Per la messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole, invece, la Calabria avrà una dote di 34 milioni di euro su un plafond di risorse che ammonta a quasi 4 miliardi di euro.

Ad oggi, infatti, in Calabria solo 175 scuole (l’8,2% del totale) ha avuto interventi di adeguamento sismico; 28 scuole (solo l’1,3%) hanno ricevuto interventi di miglioramento sismico e 259 edifici scolastici (pari al 12,2% del totale) hanno registrato una progettazione antisismica.

Questi fondi serviranno a finanziare l’adeguamento e il miglioramento sismico di 10 scuole in tutta la regione; l’efficientamento di 3 istituti scolastici e la demolizione e ricostruzione di 5 strutture.

In questo quadro, poi, riprendiamo la segnalazione fatta dal mondo associazionistico e chi chiediamo che fine abbia fatto la mappatura satellitare delle scuole volute dal ministro Bussetti. Ma non solo, ciò che ci preoccupa è anche che l’osservatorio nazionale sull’edilizia scolastica si sia riunito una volta sola e lo abbia fatto nel lontano 2021.

Siamo convinti, infine, che sia determinante pensare anche al futuro delle nostre scuole, oltre il Piano nazionale di ripresa e resilienza, e pensare di dare continuità ai fondi per l’edilizia scolastica andando ad intercettare altri canali di finanziamento. (ms)

[Maria Elena Senese è segretario generale di Fenealuil Calabria]

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Il Polo infrastrutture di Rfi impedirà a mafie di operare nei cantieri

di GIACOMO SACCOMANNO – Nel tempo la sinistra sembrava fosse il baluardo dell’antimafia… poi nei fatti è risultato, invece, che ha saputo sfruttare le parole ed anche, a volte, le risorse, in barba agli annunci! La Lega, invece, a trazione Salvini, non annuncia, ma opera ed a volte non riesce nemmeno a dare comunicazione della concreta azione, essendo queste tante che possono anche sfuggire. E di qualche giorno orsono un provvedimento importante che chiude le porte alla criminalità organizzata nei cantieri e nei lavori di movimento terra che erano nelle mani delle mafie.

È stato approvato l’atto di “direzione e coordinamento” del Polo Infrastrutture, presieduto dal prof. Dario Lo Bosco, per delega del CdA di Rfi, che ne è “capofila” e che comprende Anas, Italferr e Ferrovie del Sud Est. La disposizione serve ad evitare che le terre scavate dalle gallerie vengano messe nei camion e portati a discarica e poi per costruire i rilevati stradali e ferroviari si comprano i materiali dalle cave. Finalmente, questo atto, da oggi, evita sprechi enormi, impatti ambientali rilevanti e poi, soprattutto, contrasta le mafie e le illegalità che si infiltrano proprio nei movimenti terre, discariche e cave.

Un successo di tutto il gruppo e, in particolare, del Ministro Salvini, che si batte per la lotta alle mafie ed agli sprechi, nel silenzio operativo e senza vuoti annunci, ma con atti ed azioni concrete, che impediranno, seriamente, quelle “infiltrazioni” che finora sono state, stranamente, consentite da chi ha sempre portato il cappello dell’antimafia soltanto parlata. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]

QUEL “DIRITTO ALLA MOBILITÀ” NEGATO
AI CALABRESI, COSTRETTI A “FUGGIRE”

di FRANCESCO COSTANTINO – È innegabile la diretta dipendenza tra il ritardo di sviluppo delle aree meridionali, e più in particolare di quelle calabresi e siciliane, e la inadeguata dotazione di infrastrutture e di servizi che le caratterizzano in ogni settore.

Limitando lo sguardo alle sole infrastrutture che consentono ai calabresi la mobilità delle persone e delle merci, sia interna che verso le rotte nazionali e internazionali, emerge una situazione di desolante noncuranza e sottovalutazione.

La peculiarità della Regione Calabria è quella di essere un territorio prevalentemente montano con una popolazione residente per oltre il 50% nelle aree tecnicamente classificate come “Aree Interne”.

Queste aree sono sempre più difficilmente raggiungibili utilizzando arterie stradali datate e carenti di manutenzione ordinaria programmata e straordinaria pur in presenza di fondi prevalentemente europei all’uopo destinati. 

In pratica, si registra un sostanziale abbandono di territori divenuti progressivamente sempre più inaccessibili con riflessi che si riverberano negativamente sui delicati equilibri degli ecosistemi locali generando dissesti idrogeologici i cui effetti negativi si manifestano  financo sulle aree costiere.

Sostanzialmente il sistema viario calabrese si appoggia sul versante tirrenico alle dorsali costituite dalla S.S. 18 e all’autostrada A2 e sul versante Jonico alla dorsale S.S. 106. Su queste dorsali si innestano le principali connessioni in direzione Est-Ovest rappresentate dalle trasversali di seguito indicate.

  • S.S. 534 che collega lo svincolo della A2 in corrispondenza di Firmo con Sibari;
  • S.S. 283 o trasversale delle Terme Luigiane che collega la costa tirrenica nei pressi di Guardia Piemontese con l’Autostrada A2  e la piana di Sibari.;
  • S.S. 107 Silana-Crotonese che si innesta sulla S.S. 18 presso Paola e raggiunge la S.S. 106 presso Crotone;
  • S.S. 280 che collega l’aeroporto di Lamezia con Catanzaro Lido;
  • S.S. 182 o trasversale delle Serre che collega l’A2 all’altezza di Vibo con la S.S. 106 all’altezza di Soverato;
  • S.S. 682 Jonio-Tirreno che collega lo svincolo di Rosarno dell’A2 con la S.S. 106 in corrispondenza di Gioiosa Jonica.

Le aree interne sono al loro volta collegate alle trasversali in vario modo con arterie secondarie. Le popolazioni calabresi attendono da decenni che venga completato tanto l’ammodernamento dell’autostrada A2 quanto quello della S.S. 106 Jonica. 

Intanto numerosi viadotti ed altre opere d’arte dislocate lungo il tracciato di queste fondamentali dorsali cominciano a risentire gli effetti del tempo e si avvicinano, in molti casi, alla conclusione del ciclo vitale che consente la percorrenza condizioni di sicurezza.

In siffatta condizione quello che potrà accadere a seguito dell’annunciata prossima chiusura  prolungata della galleria della Limina lungo il tracciato della S.S. 682 è facilmente prevedibile: una già precaria e limitata condizione di mobilità che riguarda un vasto bacino territoriale verrà ulteriormente aggravata per un periodo programmato in 20 mesi ma che, considerando la storia realizzativa degli interventi strutturali alle nostre latitudini, è sottoposto al rischio di subire prolungamenti insopportabili.

Nel merito specifico della chiusura della galleria avevo già in precedenza espresso la mia opinione personale su questo stesso giornale. 

Provo ora a meglio precisarla perché le proposte operative di utilizzare percorsi viari alternativi che molti suggeriscono, attesa l’ampiezza temporale del disservizio, non mi convincono.

Non  mi convincono perché la galleria di cui si parla, di lunghezza ragguardevole pari a 3200 mt, è percorribile  nelle 2 direzioni di marcia con due sole corsie senza corsie di emergenza laterali e senza spartitraffico: Una vera trappola potenziale in caso di incidente. 

Nessun intervento manutentivo potrà cambiarne la sagoma della galleria e dunque anche ad intervento ultimato avremo sempre una struttura percorribile in condizioni di sicurezza molto limitate non dissimili da quelle attuali.

Perché, allora non ritardare l’intervento manutentivo per il tempo necessario a progettare e realizzare una moderna galleria sostitutiva  a doppia canna (soluzione A), oppure realizzare una galleria ad una sola canna con corsia di emergenza (soluzione B) da utilizzare per la percorrenza in una sola direzione, rendendo successivamente la galleria esistente opportunamente manutenuta percorribile nella direzione opposta a quella della galleria di nuova costruzione. 

La tempistica realizzativa, ridotta al massimo utilizzando la procedura sperimentata per la realizzazione del ponte Morandi di Genova, dovrebbe essere la seguente. 

Prima Fase: mantenimento del traffico stradale nell’attuale galleria per tutto il tempo necessario alla realizzazione della 2^ galleria;

Seconda Fase. Questa dipenderebbe dalla tipologia scelta per la costruzione della nuova galleria in quanto, in caso di scelta per la soluzione A coinciderebbe con il solo tempo di costruzione della nuova galleria. In caso invece di scelta per la soluzione B quest’ultima dovrebbe, per un tempo corrispondente alla conclusione delle opere manutentive sulla galleria esistente, funzionare a doppio senso di marcia;

Terza Fase  tempo zero se si scegliesse la soluzione A oppure tempo corrispondente a quello occorrente per la conclusione delle opere manutentive sulla galleria esistente  se si scegliesse la soluzione B.

Il tempo per agire con fondi del Pnrr, se si scegliesse il metodo di azione ponte Morandi di Genova, ci sarebbe ancora e in ogni caso sarebbe insopportabile accettare che a determinare la scelta dovesse essere la limitatezza delle risorse finanziarie disponibili. 

Per molto meno, in altre aree territoriali, sono state recuperate e impiegate ben altre risorse. 

Ci vuole coraggio a proporre, o imporre, che venga presa in considerazione una delle 2 soluzioni prima prospettate, ma rassegnarsi a soffrire aggravamenti del diritto alla mobilità per un tempo enorme quale quello prospettato senza peraltro ottenere con gli interventi solo manutentivi  programmati significativi miglioramenti della transitabilità in sicurezza nella galleria esistente è una rassegnazione che giudico somigliante molto ad una resa rassegnata. (fc)

Il ministro Salvini: Falso il taglio di 2,5 mld per le opere al Sud

È «falso» il taglio dei 2,5 miliardi per le infrastrutture al Sud per finanziare le opere al Nord. È quanto ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, rispondendo a Il Sussidiario.

«Tutte le opere verranno realizzate, da Sud a Nord. In questi mesi abbiamo fatto un approfondimento sull’andamento dei vari cantieri e abbiamo semplicemente rimodulato le dotazioni finanziarie», ha spiegato Salvini, ricordando che «abbiamo dato fondi per i cantieri che ne necessitavano già nel 2023, trasferendoli da quelle opere che invece partiranno solo dal 2024 e che otterranno tutti gli stanziamenti necessari al momento giusto».

«Ricordo che ho l’onore di guidare il Mit da circa nove mesi – ha detto ancora – il centrosinistra che polemizza è stato al ministero quasi ininterrottamente nell’ultimo decennio. Mi stupisce che ora vogliano dare lezioni su opere che evidentemente non sono stati in grado di realizzare».

Quindi, ha ribadito il ministro, non ci sarà «nessuno spostamento di fondi da una parte all’altra del Paese: con questa logica, significa che dovremmo rinunciare ad alcuni investimenti e non è nostra intenzione».

«Peraltro – ha aggiunto – ricordo che abbiamo rilanciato il progetto di Ponte sullo Stretto che porterà almeno 100mila posti di lavoro tra Calabria e Sicilia, e tra investimenti già concretizzati o in previsione, ci ha convinti a prevedere maxi interventi nelle due regioni da 75 miliardi complessivi tra strade e ferrovie. In Italia abbiamo già attivato 4mila cantieri per migliorare la circolazione di auto e treni. Solo in infrastrutture ferroviarie ci sono 125 miliardi di euro. I numeri sono più forti di qualsiasi fake news».

«Contiamo che la prima pietra del ponte sullo Stretto – ha proseguito – possa essere posata tra un anno e siamo convinti che il progetto, che aveva già superato tutti i passaggi tecnici e burocratici, debba solo essere aggiornato. Sarà un’opera green che consentirà di ripulire un tratto di mare dove oggi c’è un traffico pazzesco con relativo inquinamento e disagio dei cittadini».

«Le ultime grandi opere pubbliche sono state realizzate grazie alla legge obiettivo voluta dal governo di centrodestra guidato da Silvio Berlusconi – ha ricordato ancora –. In Italia abbiamo un problema di eccesso burocratico, di sfiducia e purtroppo una forte componente ideologica che si contrappone a qualsiasi novità ingegneristica e infrastrutturale».

Salvini cita «il no del Pci all’Autostrada del sole, come i più recenti no al Mose di Venezia, che ora invece si sta confermando una scelta azzeccata, per non parlare di Tap, Tav, Ponte sullo Stretto. A me piace incarnare l’Italia che vuole correre, sognare, costruire. Con buonsenso e rispetto del territorio, e risultati concreti”. Vale a dire? “Il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia, per esempio, sarà una straordinaria opera green perché consentirà l’abbattimento di inquinamento, a partire da quello del mare».

«Abbiamo già approvato il nuovo codice degli appalti – ha concluso – che semplifica e velocizza le procedure per i nuovi cantieri. E i primi dati sono molto incoraggianti». (rrm)

Infrastrutture, Mit: Investimenti straordinari da 75 mld per Calabria e Sicilia

Sono 47 miliardi di euro la somma con cui il ministero delle Infrastrutture vuole rilanciare le infrastrutture al Sud, anche in vista della realizzazione del Ponte sullo Stretto. Nello specifico, 28 mld saranno utilizzati per strade e autostrade di Calabria e Sicilia.

In Sicilia sono progettati investimenti per circa 15 miliardi di euro con particolare attenzione alle strade statali di collegamento, alle tangenziali di Palermo, Agrigento e Catania e ai lavori dell’autostrada Siracusa – Gela.

In Calabria è previsto un piano di investimenti complessivo pari a 12,8 miliardi per strade e autostrade, 3 dei quali già stanziati con decreto per la SS106 Jonica, su cui l’investimento complessivo è di circa 9 miliardi. Per la rete ferroviaria, in Sicilia sono programmati investimenti per 13 miliardi. Tra gli altri: il nuovo collegamento veloce Palermo – Catania – Messina, il ripristino ed elettrificazione della linea Palermo-Trapani via Milo, i collegamenti con gli aeroporti di Trapani Birgi e di Fontanarossa, la Caltagirone-Gela, per fare qualche esempio di opere attese da tempo.

In Calabria per la rete ferroviaria è previsto un piano di investimenti di 34,8 miliardi, di cui 16 miliardi di euro già finanziati: 15,9 miliardi per la Salerno – Reggio Calabria, 230 milioni per l’adeguamento tecnologico della linea Battipaglia e Reggio Calabria e ancora la Variante di Cannitello e la Linea Rosarno-S. Ferdinando. Salvini è determinato a utilizzare tutte le risorse europee pur di recuperare decenni di immobilismo. Al dicastero è vissuta con piena soddisfazione anche l’attenzione agli investimenti sulle opere da parte di quei partiti, ora all’opposizione, che hanno guidato il Mit nell’ultimo decennio e sono stati protagonisti in vari esecutivi nazionali senza rispondere alla fame di cantieri e sviluppo a cui Salvini sta invece dando risposte da Sud a Nord. (rrm)

Infrastrutture, Mit: Nessuna opera cancellata, da Salvini attenzione per tutta Italia

Il ministero delle Infrastrutture, tramite una nota, ha specificato che «nessuna delle opere immaginate nel Pnrr ereditato dall’attuale governo verrà cancellata».

«Al massimo saranno finanziate con altri fondi per rispettare gli accordi con l’Europa e assicurare la realizzazione dell’infrastruttura – continua la nota del Mit –.  È quanto ampiamente chiarito, in più occasioni, sia da questo dicastero che dal Vicepremier e Ministro Matteo Salvini. Proprio Salvini è determinato a realizzare il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia: porterà benefici a tutto il Paese e almeno 100mila posti di lavoro solo nel Sud».

«È, quindi, – si legge ancora – ridicolo accusarlo di scarsa attenzione per il Mezzogiorno. Eppure, nelle ultime ore assistiamo all’ennesima campagna di menzogne che verrà giudicata nelle sedi opportune. Peraltro, si ribadisce che proprio il Mit ha assicurato di utilizzare i fondi europei e anzi si è detto disponibile a gestirne altri, per esempio per rafforzare il piano di riqualificazione delle case e delle periferie. Un obiettivo importante da Nord a Sud, dopo decenni di scarsi investimenti». (rrm)

Rimodulazione Pnrr, Lo Schiavo: la politica calabrese si mobiliti contro il saccheggio di Salvini

Il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo si è rivolto a tutta la politica calabrese, affinché si mobiliti contro «la rimodulazione dei fondi del Pnrr operata dal ministero delle Infrastrutture, guidato dal vicepremier Matteo Salvini, con la quale si sottraggono ben 2,5 miliardi di euro destinati alle regioni del Mezzogiorno per garantire la copertura di opere pubbliche concentrate in Piemonte, Lombardia e Veneto».

«Siamo di fronte ad un nuovo, volgare, gioco delle tre carte con il quale il ministro leghista-nordista mai pentito, con una mano sventola la carta illusoria della mega opera del Ponte sullo Stretto – ha detto Lo Schiavo –  e con l’altra sottrae con destrezza fior di risorse alle infrastrutture del Sud Italia, per destinarle al completamento di altre opere casualmente concentrate oltre la Linea Gotica. Un autentico saccheggio ai danni del Sud quello che emerge dall’informativa dello stesso Salvini che dirotta i fondi sull’alta velocità Verona-Padova, sul secondo lotto di Vicenza, sul terzo valico dei Giovi e sul nodo di Genova. Una maxi-rimodulazione ovviamente a danno di opere previste al Sud e in Calabria, dove, in particolare, erano in programma interventi sulle linee ferroviarie Lamezia Terme-Catanzaro e Sibari-Melito Porto Salvo».

«Un colpo di mano inaccettabile, in linea con gli intendimenti leghisti celati dal disegno dell’Autonomia differenziata, e rispetto al quale, questa volta, mi auguro non vi siano complicità da parte del Governo regionale – ha concluso –. Auspico, al contrario, che si levi forte la voce di condanna da parte di tutto il Consiglio regionale e anche dalla Giunta, a stigmatizzare questo atteggiamento predatorio che rischia solo di far sprofondare ancor di più una regione che, più di altre, ha fame di infrastrutture moderne ed efficienti». (rrc)