Fino al 3 dicembre, al Circolo di Riunione di Lamezia Terme, sarà possibile visitare l’esposizione dell’opera Giuditta mostra la testa di Oloferne, del 1640 circa, appartenente alla Collezione Giuseppe Speziali.
Il 28 novembre protocollo tra Fondazione Trame e Csv Calabria
Martedì 28 novembre, a Lamezia, alle 11, al Civico Trame, sarà siglato un protocollo d’intesa tra Csv Calabria Centro e la Fondazione Trame Ets.
L’obiettivo dell’intesa è quello di sviluppare un percorso ampio e condiviso caratterizzato dal coinvolgimento degli enti del terzo settore, delle istituzioni, dei cittadini in diverse attività ed iniziative che possano contribuire a rafforzare la dimensione dell’antimafia sociale. Il protocollo è finalizzato alla creazione di una rete di soggetti impegnata nella programmazione e realizzazione di attività, servizi ed iniziative volte a concretizzare un percorso condiviso di antimafia sociale, promuovendo il radicamento ed il rafforzamento della cultura della partecipazione democratica e della cittadinanza attiva nelle nostre comunità. (rcz)
LAMEZIA – Al Museo Archeologico una visita sulla “Condizione femminile nella società della Grecia Antica”
Si intitola Passeggiata nella storia: La condizione femminile nella società della Grecia Antica l’evento organizzato dal Museo Archeologico Lametino in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Il Polo, infatti, con una apertura straordinaria propone una passeggiata serale tra i reperti archeologici ritrovati a Terina, subcolonia di Crotone, con focus sulla condizione della donna nell’antica Grecia.
LAMEZIA – Giovedì si espone l’opera “Giuditta mostra la testa di Oloferne”
Giovedì 24 novembre al Circolo di Riunione di Lamezia Terme, sarà esposta l’opera Giuditta mostra la testa di Oloferne di Gregorio Preti col sostegno di Fineco Bank. L’opera, del 1640 circa, appartiene alla collezione Giuseppe Speziali.
L’evento è stato organizzato dall‘Associazione Culturale Arete Ets, per promuovere e valorizzare il patrimonio artistico calabrese, dopo Il trionfo di Galatea di Luca Giordano della collezione d’arte privata calabrese Romano Carratelli e Gli Evangelisti Luca e Giovanni di Mattia Preti della Collezione Carlo Perri.
Si riunisce in Calabria la rete sindacale per le migrazioni nell’area Mediterranea-Sub Sahariana
Domani mattina, al T Hotel di Lamezia Terme, si terrà la settima Assemblea Generale della Rete Sindacale per le Migrazioni nell’area Mediterranea – Sub Sahariana (RSMMS).
La rete di sindacati africani (sub sahariani e magrebini) ed europei discuterà degli scenari regionali e delle risposte sindacali per una nuova visione del diritto di migrare come parte di una politica di sviluppo universale e sostenibile.
RSMSS rappresenta un’esperienza originale di coordinamento tra sindacati di tre regioni coinvolte dal flusso migratorio che ruota attorno al bacino del Mediterraneo e all’Africa Occidentale. La Rete oggi è composta da 30 centrali sindacali di 16 Stati: Algeria, Belgio, Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Francia, Italia, Mali, Marocco, Mauritania, Niger, Portogallo, Senegal, Spagna, Togo e Tunisia.
Il coordinamento generale dal 2022 è stato affidato alla Cgil nel riconoscimento dell’impegno e dell’esperienza maturata nel corso degli anni a favore dei diritti dei migranti, a livello sia nazionale sia internazionale. Aprirà i lavori il Segretario Generale Cgil Calabria Angelo Sposato. Interverranno, tra gli altri, la Segretaria Nazionale Cgil Maria Grazia Gabrielli e il Segretario Aggiunto della Confederazione Sindacale Africana (CSI-Africa) Joel Akhator Odigie.
La situazione internazionale si sta rapidamente deteriorando e la percezione della mobilità umana alimenta sempre più politiche restrittive e repressive. È urgente spostare il dibattito dalla chiusura delle frontiere tra Stati finalizzata a limitare e contenere la mobilità umana per affrontare le cause profonde e le condizioni di vita che spingono le persone a migrare. Che si tratti di ambiente, guerre o povertà, è prioritario allinearsi alla realtà delle tendenze strutturali che guidano la mobilità umana, per sviluppare risposte responsabili che sostengano i diritti.
I canali migratori regolari sono presentati come l’alternativa alla situazione catastrofica della regione. Tuttavia, questi canali tardano a essere attivati e le sfide che ne derivano non vengono affrontate da coloro che ne chiedono l’istituzione. Il divario tra la retorica politica e la realtà dei potenziali migranti sembra aumentare, trasformando le politiche migratorie in un esercizio di facciata che spiana la strada all’accaparramento delle competenze e soffoca i profili considerati poco qualificati in meccanismi restrittivi e inefficienti.
Nell’assemblea si discuterà del contributo che i sindacati possono dare a politiche migratorie più eque e degli ostacoli, i rischi e le pratiche di dialogo che devono essere messe in atto se si vuole che la migrazione regolare sia una vera opportunità. (rcz)
L’OPINIONE / Franco Cimino: La ripresa del dialogo tra Catanzaro e Lamezia per progetto area urbana
di FRANCO CIMINO – Affetti insostituibili e ineguagliabili mi hanno portato fuori Città e felicemente trattenuto, per cui non posso partecipare all’incontro odierno promosso da Piero Amato, e da pochi altri, sulla possibilità-necessità di riprendere il progetto area urbana Catanzaro-Lamezia. Del cortese invito nuovamente ringrazio.
Tuttavia, assenza, invito, tema in discussione, non mi sottraggono al dovere, di dire, anche da qui, il mio pensiero. Lo rappresento brevemente, essendo a molti osservatori nota la mia posizione in merito, che pure molto chiaramente avevo inserito, come elemento strategico, nel mio programma elettorale di candidato a sindaco nel 2006, nella convinzione ferma che per fare il Sindaco, in qualunque Città, piccola o grande, del mondo occorra visione e coraggio. Senza queste caratteristiche, al posto del primo cittadino potrebbe esserci un qualsiasi amministratore di condominio, alla cui figura mi riferisco con stima e rispetto solo per il fatto che loro non possano fare nulla senza avere i soldi già pronti. Neppure cambiare una lampadina della scala.
Questa posizione non ho mai abbandonato, conoscendo bene dell’Area Urbana pensata, sia il valore, sia la fragilità, sia gli errori commessi per sminuirne il valore e accentuarne la fragilità. Un rapido passaggio, mi consento, prima di dire, scusandomi se risultasse troppo personale. È che, da una parte, sono quasi sollevato dal fatto di non esserci oggi. La politica, per me, è atto personale, come la fede, ma che diventa sociale( l’Io che si fa il Noi) per la sua vocazione di risolvere i problemi della comunità e di “ creare” il bene per gli altri. Bene per la Città. Che è Bellezza. Da ritrovare. Difendere. Conservare. Consegnare a chi verrà dopo. La politica è, pertanto, futuro che cammina sul presente. Quello buono, che reca sulle solide spalle il passato carico di beni e valori.
Politica, pertanto, è emozione. Delicatezza umana. Il luogo dell’incontro odierno è, come dice l’invito, la sede dell’ex DC. Mi permetto una sola correzione, la Dc non è ex, come non lo è il Psi e il Pci. Questi partiti non sono mai stati sciolti, per cui fino a quando esisterà un solo loro militante e “credente”, nessuno di questi è ex, cosa finita, realtà consumata. In quelle stanze, erano tantissime, vi ho passato una vita intera, la mia prima lunga vita. In una, in particolare, la stanza più grande, quella del segretario provinciale della Dc e poi del Ppi, vi sono stato circa otto anni. Mi procura una certa sofferenza ritornarvi, anche per la rabbia che provo di non sapere a chi siano andati a finire, in quanto beni materiali, gli immobili che sono commercialmente diventati quella sede.
Infatti, da quei lontanissimi anni non vi ho messo più piede, se non per poco tempo, e per quel corridoio, a destra entrando dal vasto ingresso quadrato, poi ridotto a un rettangolo stretto, in cui ha avuto breve residenza il piccolo partito, che si diceva, mentendo a sé stesso, voler essere la continuità di quella grande storia ideale e politica. Detto questo, sintetizzo, i tre punti che mi fanno ritenere la ripresa della discussione necessaria e interessante. Anche qui, una breve premessa che è memoria e cuore. Riguarda due democristiani che si sono molto spesi per questa grande idea. Il primo è Federico Maria Ferrara, l’impetuoso avvocato con i baffi di antico cavaliere, che, con il solito Cesare Mulè, fu il primo a parlare della necessità per Catanzaro (allora era questa la motivazione) di aprirsi al territorio della Piana, pena la sua progressiva perdita di peso politico e di ricchezza. Ricordo che ne parlava con forza anche oratoria all’interno del Consiglio Comunale, quello ricco di grandi personalità in tutti i settori dell’aula. Pochi, anche all’interno del nostro partito gli diedero retta. Ero proprio un ragazzo, allora, addirittura delegato del Giovanile della sezione di Marina, la Martelli.
Ma l’idea mi prese già tanto. Il secondo è Franco Fiorita, che ne fece un cavallo di battaglia durante la sua segreteria provinciale, quando spinse con più forza, sull’intesa, faticosamente raggiunta tra il Psi e la Dc (naturalmente con i tradizionali alleati del Pri e del Psdi), siglata quasi formalmente dai due leader più forti, Peppino Petronio e Carmelo Pujia. I quali si impegnarono, e non poco, per procurare le risorse economiche necessarie sia a livello regionale che nazionale. Io, che quel progetto ereditai quando arrivai in Galleria Mancuso da segretario, lo sostenni con decisione fin dall’inizio, costruendo su questo una grande passione per Lamezia e la sua Piana. E quell’idea che la Calabria o crescerà tutta insieme, e contemporaneamente, o resterà, peggiorando, al punto in cui è stata da sé stessa relegata. E che questa crescita non vi potrà mai essere senza la costruzione di una reale sua unità e politica e culturale e sociale. Unita soprattutto territoriale, la quale passa dalla costruzione di un’area attrezzata al centro del suo territorio, dove è lungamente aperto un vuoto divenuto voragine e povertà. Elemento di divisione e di rottura anche territoriale. Questo, il primo punto di riflessione.
Il secondo, la necessità di realizzare quel progetto è quantomai stringente per molti motivi. Ne sottolineo i più importanti. La possibilità che le due Città, Lamezia e Catanzaro, affrontino le le loro reciproche gravi debolezze aprendosi al vasto territorio che si trovano davanti, riprendendo immediatamente un dialogo assurdamente interrotto e che attraverso di esso, insieme, partecipino alla più larga discussione riguardante, in particolare in epoca Pnrr, lo viluppo dell’intera Calabria. Sviluppo che abbia, non dimentichiamolo, anche un capoluogo vivo e vivace, finalmente restituito al suo prestigio e al ruolo che ogni vero capoluogo dovrebbe avere, e una città, distante solo 34 chilometri, che ben risponda alla sua naturale vocazione e a quel ruolo che Arturo Perugini, suo padre fondatore, le aveva assegnato. Se le due Città, attraverso i loro vertici, riprenderanno a parlarsi, con intelligente responsabilità, potrebbero più facilmente essere allontanati, per essere poi definitivamente superati, quei meccanismi psicologici e di arretratezza culturale, su cui sono state costruite quelle chiusure che hanno favorito le fortune elettorali di pochi e la debolezza delle popolazioni.
Sono i soliti nostri difetti caratteriali. E, cioè, l’invidia, la gelosia, i particolarismi, il campanilismo. E quello strano senso di appartenenza che, tra l’altro, contrasta fortemente con lo spirito individualistico fortemente divisivo delle stesse singole comunità. Si pensi a quello che a Lamezia separa ancora Nicastro, Sant’Eufemia e Sambiase. E quello che a Catanzaro lascia ancora i tradizionali quartieri luoghi a sé stanti, chiusi e distanti l’uno dall’altro e tutti insieme da quelli nuovi costruiti irrazionalmente su un territorio depredato e abbandonato. L’altro elemento, che ancora resta come ostacolo e come vecchia resistenza all’idea, è l’equivoco creato allora da quanti quell’idea non avevano ben compreso. E cioè che su quell’asse, che Petronio e Pujia non a caso avevano denominata “attrezzata”, potesse nascere la grande Catanzaro assorbente quel che sarebbe rimasta della indebolita Lamezia.
Quel progetto era ed è tutt’altro che questo. Invero, potrebbe essere (oggi che a sud è già operante, sebbene con errori enormi e incultura profonda, l’area Metropolitana di Reggio, e a nord si vorrebbe costruire la grande Cosenza, cosa che considero assai utile), la grande e felice opportunità per noi di realizzare nell’area centrale, per quella vocazione di cui ho detto sopra, un’area ancora più forte di quella metropolitana statuita per legge. Una realtà nuova e moderna, davvero originale, quale motore di un nuovo sviluppo della Calabria. Uno sviluppo che punti decisamente alla valorizzazione delle risorse peculiari e a quel rapporto tra economia e ricerca scientifica, garantito dalla nostra Università. Nostra nel senso che si trova all’interno di quest’aerea, ma che è e deve continuare essere Universita della Regione. Potrei aggiungere altre considerazioni. Ma ci sarà tempo e luogo e spazio per farle. Qui, in un articolo, non vi sono. Trovo piuttosto la possibilità di dire brevemente la mia idea più forte, che potrà dare più consistenza al progetto originario e maggiore determinazione alla nostra Città nel sostenerla.
Anche questa sarebbe nota per averla cantata in tutte le messe. In sintesi, la nuova Catanzaro c’è. Essa potrà sorgere nell’abbraccio e nella generosità. Nell’abbraccio che deve lanciare verso quel territorio da cui potrà nascere la Città della cultura e della Scienza, della Bellezza e della religiosità, delle multiculturalità e della storia intrecciata di tante storie. Il territorio che va da Squillace-Borgia fino a Taverna, la città del mare e dei monti. La Città della Magna Graecia e di Mattia Preti. Nella generosità, quella di offrire, per essere sanata e razionalizzata, mantenendosi catanzarese a tutti gli effetti, l’area fatta crescere male, cosiddetta di Germaneto.
Qui sono sorte e operano positivamente strutture e istituzioni e altre, come il nuovo ospedale il nuovo stadio, potrebbero sorgere presto, che sono a totale servizio di tutta la Calabria. Questa realtà, non deve più pesare solo sulle spalle del capoluogo ma deve essere, disponibile come dovremmo renderla, spazio Regione. E questo anche nella visione più coerente che il Capoluogo possa essere riconosciuto, quale Città speciale, per cui rinnovare la richiesta di una legge per il capoluogo. Si lavori su questo terreno. Con convinzione e visione politica. E insieme nasceranno la nuova area centrale sull’asse Lamezia-Catanzaro, la nuova area metropolitana, la nuova Lamezia, la nuova Catanzaro. E la nuova Calabria. (fc)
LAMEZIA – Si presentano i risultati del percorso “Strade di memoria”
Domani pomeriggio, a Lamezia Terme, alle 17, al Tip Teatro, saranno illustrati i risultati dio Strade di memoria, il percorso promosso dal Progetto Policoro di Lamezia Terme che, a partire dal mese di marzo, ha coinvolto persone di ogni età nel segno dell’interscambio tra le generazioni, della riscoperta dei luoghi e degli spazi più significativi del patrimonio storico-culturale cittadino, rimettendo al centro le relazioni e la comunità.
All’evento conclusivo, parteciperanno il tutor diocesano del progetto Policoro e direttore Caritas Diocesana don Fabio Stanizzo, il presidente dell’Azione Cattolica diocesana Luca Torcasio, l’animatrice di comunità del progetto Elvira Pelle, l’assessore alla cultura del Comune di Lamezia Terme Giorgia Gargano. Interverrà all’iniziativa il vicesegretario nazionale del Movimento Lavoratori Azione Cattolica Maurizio Biasci.
Strade di memoria, redatto dal Progetto Policoro diocesano con l’ausilio della Caritas Diocesana lametina e il supporto della Fondazione Caritas Diocesana, è tra i sei vincitori in tutta Italia del XVII bando di progettazione sociale dal titolo “Idee in movimento”, indetto dal Movimento Lavoratori di Azione Cattolica in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro, Progetto Policoro, Caritas Italiana, e 8×1000 alla Chiesa Cattolica.
Tra i partner del progetto, Open space APS, Scenari Visibili, Manifest Blog, Associazione Anni D’argento, “Un anthurium per Francesco”, Agesci zona Reventino, Festival delle erranze e della filoxenia, IntegrAzioni Calabria e l’Agriturismo Trigna. (rcz)
LAMEZIA – Il 14 novembre i presenta la nuova stagione del Teatrop
Martedì 14 novembre, a Lamezia Terme, alle 15.30, nel foyer del Teatro Comunale Grandinetti, sarà presentata la nuova stagione del Teatro Ragazzi della Compagnia teatrale Teatrop, con la direzione artistica di Pierpaolo Bonaccurso.
La rassegna “Teatro Ragazzi 2023-2024” è co-finanziata con risorse PSC Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso di Programmi di Distribuzione Teatrale e Programmi di Produzione Teatrale della Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura.
La stagione del Teatro Ragazzi prevede una rosa di spettacoli realizzati da compagnie teatrali composte da attori professionisti provenienti da tutta Italia. La finalità di un cartellone così ricco di storie e temi pregnanti, è quella di offrire la possibilità ai giovani spettatori di riflettere su tematiche importanti come l’importanza dell’amicizia, della fiducia in se stessi, passando anche dalla conoscenza della lingua inglese e dall’ecologia perché, nei tempi in cui viviamo, non si possono davvero ignorare la cura e il rispetto per l’ambiente
Il sipario del Teatro comunale Grandinetti si alzerà il 22 e 23 novembre prossimo per la pièce “Il gatto con gli stivali” che sarà messa in scena dalla compagnia teatrale “Gran Teatrino di Bari”. Uno spettacolo per trattare la prossimità al mondo degli animali attraverso il teatro professionale dei burattini. Per “Il gatto con gli stivali” è previsto anche uno spettacolo pomeridiano al Chiostro Caffè Letterario, il 24 novembre alle 18.
Il 4 e 5 dicembre alunni e studenti delle scuole saranno deliziati da “Le favole della saggezza” a cura della compagnia teatrale “I Teatrini”. In scena con la musica dal vivo e le maschere alcune delle più famose favole di Esopo. Il 18 e il 19 dicembre La Mansarda -Teatro dell’Orco porterà in scena “Gennarino nel Paese di Babbo Natale”.
Il primo spettacolo del 2024 è in programma per il 24 e 25 gennaio prossimi: la compagnia Crest presenterà “Giovannin senza parole”. In occasione del Carnevale, l’8 e il 9 febbraio si esibirà la compagnia lametina Teatrop con “I musicanti di Brema”, spettacolo di narrazione con musica dal vivo e disegni in sand art. Il 26 marzo 2024 in cartellone è previsto lo spettacolo “Il gatto e la volpe (aspettando Mangiafuoco)”, a cura della compagnia Teatro del Cerchio, lo spettacolo si è aggiudicato il Premio “Padova Amici di Emanuele Luzzati” al 40mo Festival nazionale del teatro per ragazzi in pieno svolgimento a Padova. La rassegna si concluderà l’11 e il 12 aprile con la Compagnia “MatutaTeatro” che porterà in scena “Cappuccetto Red”, uno spettacolo in cui si gioca con la lingua inglese.
I promotori della rassegna tengono a sottolineare che, anche per quest’anno, il costo dei biglietti rimane invariato rispetto all’anno passato; una scelta voluta che vuol essere un invito rivolto soprattutto alle famiglie e alle scuole per invogliare grandi e piccini a scoprire la magia del teatro. (rcz)
LAMEZIA – Sabato si parla delle donne nella storia della Calabria
Sabato 11 novembre, a Lamezia Terme, alle 17, nella Sala Sedna di Via Tevere, si terrà un incontro per parlare delle donne nella storia della Calabria, organizzato da AIParC Lamezia, associazione no profit presieduta da Dora Anna Rocca con la collaborazione di AIParC Cosenza, presieduta da Tania Frisone Severino.
Nell’incontro, moderato dalla giornalista Saveria Maria Gigliotti, interverranno relatori del calibro di Giorgio Marcello ricercatore di sociologia all’Unical, Don Giacomo Panizza, fondatore della comunità Progetto Sud a Lamezia Terme e Giuseppe Trebisacce, già Professore ordinario di storia della pedagogia all’Unical ed editore della Jonia editrice.
Il testo a cura di AIParC Cosenza, in particolare nelle figure di Tania Frisone, Nella Matta, Marilù Sprovieri è un testo scritto a più mani grazie all’apporto di studiosi, uomini di cultura, giornalisti ed anche studenti. Il testo che è giunto alla sua seconda edizione grazie al successo della prima, considera una Calabria vista attraverso la storia di alcune donne calabresi tenaci, delle loro conquiste, della loro ostinazione nel perseguire il raggiungimento di quei diritti a loro un tempo negati.
Donne che se pur messe in secondo piano per i tempi in cui le stesse operavano, oggi vengono portate alla luce e tolte da quell’oblio in cui erano costrette come anche il recente film di Paola Cortellesi C’è ancora domani, al suo debutto come regista ha voluto evidenziare, producendo una pellicola in bianco e nero, un abbandono del colore voluto che ribadisce come i diritti non debbano mai essere dati per acquisiti. Così il secondo volume delle donne nella storia della Calabria sarà presentato anche a Lamezia.
Tra queste donne ostinate, caparbie, ci sono anche delle lametine. Così come nella prima edizione delle donne nella storia della Calabria erano presenti Giovannina Cannistrà ed Amalia Bruni, in questa seconda edizione sono presenti una religiosa: Suor Marina Mandrino che ha realizzato l’Istituto Tommaso Fusco a Lamezia Terme ed una laica: Emma Leone della comunità Progetto Sud di cui si conoscerà di più nel corso dell’incontro. Far emergere storie poco note al grande pubblico è l’intento dell’Associazione no Profit la cui sede nazionale è a Reggio e che in Calabria sta operando in modo da creare sinergie e reti tra istituzioni.
Tra le considerazioni di Nella Matta una delle curatrici del libro troviamo le seguenti :«Il nostro è stato un riequilibrio storico e sociale. Abbiamo diradato molte tenebre ed acceso tante luci». Ricordiamo inoltre che sia Nella Matta che Giuseppe Trebisacce (i quali saranno presenti sabato dalle 17 alle 19 a Lamezia Terme in occasione della discussione su questa nuovo produzione letteraria), hanno ricevuto il 19 Ottobre scorso dal sindaco di Cosenza Franz Caruso, a Palazzo dei Bruzi il premio per meriti culturali su richiesta della Commissione Cultura di Cosenza. (rcz)
LAMEZIA – Si presenta il progetto Trame a scuola
Domani mattina, a Lamezia, alle 11, al Civico Trame, sarà presentato il progetto Trame a scuola.
La Fondazione Trame ETS è stata selezionata da Ferrovie dello Stato Italiane, Associazione Civita e Produzioni dal Basso come vincitrice del bando “riGenerazione Futuro”, l’iniziativa che sostiene progetti innovativi capaci di produrre un impatto durevole e sostenibile sui territori, per lanciare una raccolta fondi a sostegno dei laboratori nelle scuole primarie e secondarie del territorio lametino.
«10.000 euro è l’obiettivo della nostra raccolta – viene spiegato in una nota – raggiungendo almeno il 40% (4.000 euro) tramite le donazioni dei cittadini, la Fondazione potrà ottenere l’erogazione del restante 60% (6.000 euro) da parte di Ferrovie dello Stato Italiane e realizzare così il progetto di educazione alla legalità e alla lettura destinato agli istituti scolastici del lametino #trameascuola».
Partecipano Nuccio Iovene, presidente Fondazione Trame, Maria Teresa Morano, responsabile progetto Trame a scuola e Claudia Caruso, referente progetto Trame a Scuola. (rcz)







