Siclari (FI): Tutti i mali della sanità in Calabria in un’intervista tv

Il senatore azzurro Marco Siclari in un’intervista video di Giovanni Cedrone per Sanità Informazione spiega la difficile situazione della sanità in Calabria e della costante emigrazione nel resto d’Italia cui sono sottoposti i pazienti calabresi per potersi curare in maniera adeguata.
«Serve un tavolo tecnico – spiega Siclari a Sanità Informazione – composto dal Ministero della Salute, dal Ministero Economia e Finanze e i direttori delle strutture sanitarie regionali calabresi, a partire dal Dipartimento della sanità calabrese. Dobbiamo far capire che c’è una emergenza e che deve essere affrontata prima che arrivino le disgrazie». E, con rammarico, ammette: «Da medico non faccio altro che trasferire i pazienti dalla Calabria al resto d’Italia».

L’intervista a Marco Siclari di Sanità Informazione

Grande cordoglio in Calabria per Marrelli e le tre vittime del lavoro

28 ottobre 2018 – Grande cordoglio e profonda emozione in tutta la Calabria per la tragedia di Crotone dove hanno perso la vita tre operai (Luigi Ennio Colacino, Mario Cristofaro, Santo Bruno) e il dott. Massimo Marrelli, il chirurgo-dentista molto noto per le sue strutture sanitarie create nel Crotonese. Marrelli, 59 anni, era molto conosciuto in tutta la regione per il suo dinamismo e le sue grandi capacità, oltre che in campo medico, soprattutto imprenditoriali nel campo della sanità. La tragedia ha creato sconcerto per le nuove vittime del lavoro – una funesta contabilità che in Calabria continua inesorabilmente a crescere – ma anche per la notorietà del dott. Marrelli (la moglie Antonella Stasi è stata vicepresidente della Regione nella passata legislatura): aveva fondato il gruppo ospedaliero Marrelli Health nel 1978 e recentemente era stato al centro delle cronache per le sue iniziative a difesa dei posti di lavoro del suo Marrelli Hospital, una clinica privata di altissimo livello, che aveva di fatto accorciato i tempi di attesa per le ricerche diagnostiche dei calabresi. La Calabria piange compatta uno dei suoi figli più dinamici e più brillanti.
Impegnato anche in diverse aziende agricole e nella tv locale Esperia Tv, Marrelli è stato un calabrese doc che si è sempre battuto per dare ai suoi conterranei la possibilità di curarsi nella regione ed era sempre presente in qualsiasi situazione operativa, sia in campo sanitario ma pure nei lavori di restauro o di fatica, a fianco dei collaboratori che lo stimavano e lo apprezzano moltissimo per la sua totale disponibilità.
Su Facebook una pagina nera, voluta dai lavoratori del suo gruppo, esprime i sentimenti di grande dolore e di cordoglio dei suoi collaboratori. La camera ardente è stata allestita al Marrelli Hospital.
Il presidente della Regione, Mario Oliverio ha detto: «Sono letteralmente sconvolto dalla tragedia di stanotte a Isola Capo Rizzuto. Quattro vite umane travolte rappresentano un prezzo troppo grande. Alle famiglie colpite da questo tremendo lutto giungano le mie più sentite condoglianze. Ho sentito Antonella Stasi, moglie dell’imprenditore Massimo Marrelli. Gli ho espresso il mio cordoglio per la morte di Massimo, un imprenditore di successo che con la sua vulcanica energia, il suo lavoro e la sua determinazione ha realizzato tanto».
Il sen. Marco Siclari (Forza Italia) ha così postato su FB: «È una domenica di dolore e lacrime per la Calabria che piange quattro suoi figli morti sul lavoro.
Il mio pensiero va alle quattro vittime della frana avvenuta a #Crotone e alle loro famiglie.
Ho conosciuto Massimo Marrelli in occasione del “caso Marrelli” e da subito ho compreso il suo amore verso Crotone e la Calabria. Per questo motivo mi legato a Massimo sin dal primo momento ed abbiamo iniziato a fare squadra per salvare qualcosa di prezioso per la salute dei calabresi e non solo.
Caro Massimo continueremo, insieme, questo percorso per il diritto alla salute dei calabresi e sono sicuro che sarai sempre accanto a noi per lottare per i diritti di tutti. Non ho altre parole, ma solo tanta amarezza per una scomparsa che lascia un vuoto incolmabile».
Espressioni di cordoglio sono giunte dal coordinatore regionale della Lega, Domenico Furgiuele: «Sono ancora incredulo e addolorato per la tragica scomparsa dell’amico Massimo Marrelli e dei suoi collaboratori. L’ultima volta c’eravamo visti a Crotone, in occasione della visita del sottosegretario Fugatti al Marrelli Hospital; non posso credere che se ne sia andato così. Mi aveva raccontato dei suoi progetti futuri, ma anche delle sue amarezze che però non prendevano mai il sopravvento su una tempra inossidabile, tipica degli spiriti illuminati. Mancherà terribilmente ai suoi cari, alla sua comunità di lavoro, ma anche a questa nostra terra, perché il suo talento imprenditoriale sapeva onorarla e illustrarla come pochi, anche ben al di là dei confini nazionali. Un pensiero di cordoglio giunga alle famiglie colpite da questa nuova inaccettabile tragedia del maltempo. Non si può morire così».
Jole Santelli, deputata azzurra e vicesindaco di Cosenza ha espresso così il suo cordoglio: «4 persone muoiono per una frana a Crotone, una tragedia che si abbatte su quattro famiglie. Fra loro anche Massimo Marrelli, un uomo che ha fatto tanto per Crotone e per la Calabria realizzando anche Centri di eccellenza sanitaria che hanno aiutato tanti calabresi».
La deputata pd Enza Bruno Bossio: «La tragedia di Crotone ci lascia addolorati e carichi di commozione. Quattro persone hanno perso la vita: tre operai e l’imprenditore Massimo Marrelli. Con tutto il cuore siamo vicini alle famiglie e ai lavoratori della clinica che perdono in modo così ingiusto il loro capitano coraggioso. Un grande abbraccio ad Antonella». Ha detto ancora la deputata dem: «Ho incontrato Massimo Marrelli qualche giorno fa a Roma: era a fianco dei lavoratori della sua azienda, impegnato in prima linea nella vertenza per salvare la sua clinica e il destino di centinaia di famiglie. È questa l’immagine di lui che conserverò per sempre in questo giorno di dolore per la sua tragica scomparsa insieme a tre operai. Un imprenditore dal piglio energico, determinato e fino alla fine insieme ai suoi lavoratori. La tragedia di Crotone mi lascia senza parole e con un carico di commozione e mestizia».
Il deputato pentastellato Massimo Carmelo Misiti: «”Esprimo il più profondo cordoglio alla dottoressa Stasi e a tutti i familiari del dottore Marrelli e dei tre operai, Mario Cristofaro, Santo Bruno e Luigi Ennio Colacino, che con lui hanno perso la vita la scorsa notte. Morti che creano un senso di impotenza e di immenso dolore. Con il dottore Marrelli non abbiamo mai avuto occasione di conoscerci bene, ma nutrivo stima per la sua capacità imprenditoriale».
Secondo la deputata Maria Tripodi (FI) «La Calabria paga ancora una volta un prezzo altissimo, non si può morire per una frana generata forse dal maltempo. Sconvolta mi stringo con dolore alle famiglie dei tre operai e di #MassimoMarelli, imprenditore caparbio che amava la nostra terra».
«Una tragedia immane – ha detto il sindaco di Crotone Ugo Pugliese che ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali delle vittime di Isola Capo Rizzuto. – «Provo un dolore profondo. Piango la morte di quattro persone. Sono sconvolto, addolorato e con me tutta la comunità cittadina. La tragedia si è consumata nella proprietà del dott. Massimo Marrelli che aveva come missione il lavoro, era il suo impegno quotidiano, era la sua vita ma aveva anche una visione ampia di comunità e di socialità. C’è spazio solo per il dolore per le vittime, il cordoglio per le famiglie, la vicinanza alle tante persone che fanno parte del Gruppo Marrelli». (rkr)

Siclari (FI) I nuovi voli non bastano, la Calabria è in emergenza

Il senatore Marco Siclari commenta con spirito critico le scelte annunciate ieri da Sacal a Lamezia sulla ripresa dei voli da tutti e tre gli aeroporti calabresi: «La Calabria si è accontentata per troppi decenni ecco perché abbiamo una disoccupazione al 70%, il reddito procapite più basso di Italia, la sanità fallita ecc. Noi, nuovi politici, se vogliamo distinguerci dalla politica del passato che ha procurato i peggiori fallimenti della Calabria, non dobbiamo e non possiamo sposare l’idea del contentino o della rassegnazione, ne possiamo accontentarci delle scelte che vengono prese se esse servono a garantire una sopravvivenza difficile e provvisoria di un’azienda il cui servizio è determinante e vitale per la crescita della Calabria. Partendo da questa considerazione mi sento in dovere di affermare che oltre ad avviare questo nuovo percorso, il Tito Minniti così come l’aeroporto di Crotone hanno necessità di essere rilanciati garantendo i voli anche nelle stagioni invernali per permettere a chi vive a Reggio e lavora fuori di partire la mattina e rientrare in giornata, almeno verso le destinazioni principali del nostro Paese e rafforzare con altre rotte la stagione estiva. Le scelte della Sacal rappresentano, senza dubbio, un punto d’inizio fondamentale per gli scali calabresi e, in particolare per quello reggino, ma non di certo un punto di arrivo.
«Per la Calabria – afferma il giovane senatore azzurro – non esiste altro futuro possibile se non quello che passa dal rilancio delle infrastrutture, dal sistema di trasporto, dai porti turistici e dal porto di Gioia Tauro. Per questo motivo la mia attività in Senato sugli scali reggini, sui porti e sull’alta velocità rimarrà sempre costante e continua nel monitorare e sollecitare gli interventi necessari affinché la nostra regione esca dall’isolamento a cui è stata costretta da anni di cattiva gestione e politica assente. Non capisco perché il Ministro Toninelli non ha ancora voluto rispondere alla mia interrogazione parlamentare dove chiedo di finanziare la continuità territoriale dello scalo reggino e crotonese garantendo così sempre più rotte e più voli. Ringrazio De Felice per il suo difficile lavoro e per questo importante passo di Sacal che, comunque, non rappresenta l’obiettivo finale a cui auspichiamo e che non può non coincidere con la spinta di tutto il territorio reggino. L’obiettivo della politica calabrese deve essere quello di creare LAVORO, e questo può avvenire soltanto se si investe negli aeroporti, porti e alta velocità, permettendo ai turisti di venire a visitare una terra meravigliosa e incentivando gli imprenditori, calabresi e non, a investire sul settore turistico creando lavoro utilizzando il potenziale inespresso dei nostri luoghi.
«Serve uno sforzo comune e dopo De Felice tocca agli amministratori locali e regionali, che fino a oggi non hanno fatto niente per incrementare lo sviluppo imprenditoriale e turistico nemmeno investendo su quei servizi che mancano e che sono necessari per accogliere chi vuole investire.  Lo stesso vale per il Governo che ha approvato il Def prevedendo investimenti inferiori per diversi miliardi al Sud rispetto al Nord destinando il 28% dei fondi (includendo anche i fondi europei) rispetto al 34% che spetta di diritto al sud. Serve un impegno concreto della politica e servono progetti in assenza dei quali il Governo continuerà a tagliare risorse e fondi al Sud» – ha concluso il senatore Siclari. (rp)

SICLARI E TRIPODI: PER TONINELLI IL PONTE SIGNIFICA SOLO SOLDI BUTTATI

Ieri al Senato, dopo le dichiarazioni del ministro Toninelli in aula, il senatore Marco Siclari e la deputata Maria Tripodi reggini con la senatrice Urania Papatheu e la deputata Matilde Siracusano messinesi hanno fatto una dichiarazione congiunta, stigmatizzando la posizione del responsabile delle Infrastrutture e dei Trasporti.
«Se per il ministro Toninelli – hanno affermato i parlamentari – il Ponte sullo Stretto e le conseguenti opere per portare l’alta velocità in Calabria e Sicilia sono soldi buttati si dovrebbe dimettere. Il Sud e in particolare le due regioni che si affacciano sullo Stretto hanno bisogno di grandi opere per gettare le basi di una grande rinascita.Toninelli, con le sue dichiarazioni, offende l’operato anche della Lega che nel 2001 ha stanziato con tutto il centrodestra i fondi necessari per questa grande opera e per la rinascita del Sud. Lo venga a chiedere ai calabresi e ai siciliani se sono soldi buttati. Solo tramite la grande opera del ponte saremo in grado di portare l’alta velocità in Calabria coinvolgendo la costa ionica e tutta la Sicilia fino a Palermo. L’imponente lavoro di progettazione già fatto e di opere propedeutiche già realizzate per accogliere la Grande Opera non può essere buttato per l’ennesimo capriccio dei 5S che preferiscono pagare la penale di 1 miliardo piuttosto che realizzarla dando decine di migliaia di posti di lavoro per almeno 20 anni e investendo sul rilancio del Sud. La grande opera è persino in Project Financing. Quindi di quale costo parla Toninelli?».

MetroCity dice sì per spostare gli approdi di Villa San Giovanni a sud

1° ottobre – Arriva finalmente l’ok dalla Metrocity sullo spostamento degli approdi di Villa San Giovanni a sud, nell’area di Acciarello. Il sindaco Giovanni Siclari più volte, anche con missive, dopo che il Consiglio di Villa si è espresso favorevolmente all’unanimità, ha chiesto al sindaco Falcomatà di prendere la medesima decisione per dare impulso positivo e avviare il tanto atteso iter di spostamento degli approdi così da liberare il centro città dall’intenso traffico.
«Questo è un risultato ottenuto grazie a una continua concertazione tra gli enti interessati. Con il sindaco Falcomatà e con il vice sindaco Mauro abbiamo collaborato affinché quest’obiettivo comune potesse trovare presto una soluzione – ha confermato il sindaco Siclari – Stimolati più volte dal sottoscritto, è stata finalmente approvata la delibera, considerando la richiesta esplicita da parte della Regione Calabria di esprimere una voce unanime per ottenere il finanziamento. Adesso che abbiamo raggiunto quest’importante risultato possiamo proseguire, con questa stessa sintonia, e far partire l’iter interessando anche il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture tramite il nostro riferimento, il senatore Marco Siclari, puntando anche ad ottenere fondi europei».
È stato proprio il Vicesindaco Mauro a relazionare sui nuovi approdi a sud di Villa San Giovanni, punto approvato all’unanimità. Mauro ha sottolineato l’importanza di un approdo alternativo che non obblighi soprattutto i mezzi pesanti a passare per il centro cittadino, evitando, così, inquinamento acustico e ambientale, e dando luogo ad uno snellimento del traffico veicolare. Mauro ha, in sostanza, evidenziato come gli approdi dei mezzi pesanti al porto di Reggio non li voglia nessuno. Non li vuole il comune capoluogo, non li vuole la Regione e non lo vogliono i villesi.
«Diversi incontri istituzionali sul punto si sono avuti con il sindaco Siclari – ha dichiarato Mauro – e la sua maggioranza e in piena sinergia istituzionale abbiamo deciso di combattere insieme questa battaglia. Gli approdi dei mezzi pesanti non devono essere ubicati nel centro delle comunità e questo vale per Reggio così come per Villa. Insieme al sindaco Siclari combatteremo per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati nell’esclusivo interesse delle nostre comunità».
Dal primo cittadino villese arriva il plauso al consiglio Metropolitano, al sindaco Falcomatà, Riccardo Mauro e Antonino Castorina per aver votato questa fondamentale delibera. «Li ringrazio perché fattivamente viene dato un grosso aiuto a Villa per eliminare dal nostro centro cittadino il passaggio dei mezzi pesanti. È solo un primo passo ma adesso sappiamo di poter combattere insieme questa battaglia che riguarda entrambe le città. Nessuno deve subire i disagi del traffico veicolare e dei mezzi pesanti, per questo adesso andrò alla Regione Calabria, insieme a Falcomatà, per chiedere il finanziamento degli approdi a sud», ha concluso Siclari. (rrc)

SICLARI (FI): L’INTERVENTO AL SENATO SULL’AUDIZIONE DI OLIVERIO

Ieri Scura ed oggi il Governatore #Oliverio per illustrare alla Commissione Igiene e Sanita Pubblica del Senato (per la prima volta nella storia calabrese) il “#dirittoallasalute in #Calabria”, calpestato dalla politica.Dopo aver fatto domande specifiche sulle responsabilità di Oliverio, ho concluso:“La Calabria sembra un deserto. Per avere i nostri #diritti dobbiamo andare altrove: migriamo per il diritto alla #salute, per il diritto alla #formazione, per il diritto a #lavoro. Tutto questo ha un comune denominatore: la #politica”.Tra poco pubblicherò il video dell’audizione di #Scura. Vi abbraccio. Marco#calabresiatestaalta #forzasud#forzacalabria #salviamolacalabria

Pubblicato da Marco Siclari Senato su Giovedì 20 settembre 2018

Dopo l’audizione del commissario straordinario alla sanitàMassimo Scura, oggi è toccato al presidente della Regione Mario Oliverio confrontarsi con la Commissione Sanità del Senato.
«Il commissario ha le ore contate – ha detto il sen. Siclari (FI) – ed Oliverio non ha scuse sullo smantellamento del Dipartimento Salute in Calabria. La Calabria ha iniziato ad avere giustizia. La Calabria è stata al centro del lavoro del Senato per 2 intere giornate sul diritto alla salute. Non è mai accaduto in questi 11 anni di commissariamento per questo ringrazio la Commissione Igiene e Sanità per aver accettato di dare priorità alla mia richiesta di portare in audizione con urgenza i vertici responsabili della sanità calabrese, il commissario Massimo Scura e il Governatore Mario Oliverio».
Il senatore Marco Siclari dopo aver messo Scura di fronte alle sue responsabilità, oggi, non ha fatto sconti ad Oliverio incalzato da domande che hanno messo in luce la mancata programmazione e ribadendo come la politica non abbia saputo dare una linea da seguire al commissario. Così Siclari ha messo fine al tentativo di inscenare l’ennesimo scarica barile delle responsabilità sul disastro che riguarda la sanità in Calabria.
«Se è vero che il commissario ha potere su tutta la sanità è anche vero che la politica avrebbe dovuto vigilare sul suo operato ma, soprattutto, suggerire le linee guida o quantomeno un’idea programmatica basata sul bisogno salute della regione. Una guida, un’indicazione al commissario serviva ed è mancata – Siclari ha incalzato così Oliverio – La politica ha enormi responsabilità rispetto ai problemi che vivono i pazienti e le famiglie dei calabresi. L’incompatibilità tra lei è Scura non può giustificare lo smantellamento che è sotto gli occhi di tutti. Gli sforzi fatti dalla politica non sono stati sufficienti anche in relazione al dipartimento della salute. Servono risposte perché in Calabria c’è un deserto e, ormai, siamo costretti ad emigrare per tutto, studio, lavoro e salute e tutto questo ha un unico denominatore, la politica. Aver nominato un commissario non consente alla politica di lavarsene le mani».
Oliverio dopo aver ringraziato Siclari per la convocazione che lui stesso attendeva da anni, ha trovato il senatore pronto a metterlo difronte a responsabilità che, nonostante le facoltà del commissario, riguardano strettamente la politica.
Siclari ha chiesto ad Oliverio come intende impostare la sua governance della sanità calabrese se, fino ad oggi, non è riuscito neanche a scegliere, dopo una serie di avvisi di reclutamento, né il Dirigente Generale del Dipartimento Tutela della Salute, né ulteriori dirigenti in settori strategici? Se può spiegare i criteri di nomina per il reclutamento della carica in questione.
Oliverio non ha potuto far altro che ammettere la situazione di emergenza e chiedere ai parlamentari di dare una mano alla Calabria per uscire dallo stato desertico in cui si trova, ammettendo, in sostanza, le difficoltà che la politica ha riscontrato nel gestire un commissariamento che secondo Siclari, dopo aver mostrato il suo fallimento, è arrivato alla fine.
«Il commissario Scura evidentemente non si aspettava la mia relazione dettagliata, con dati tecnici aggiornati a luglio del 2018, che ha permesso a tutti i senatori presenti in Commissione di conoscere una realtà diversa da quella raccontata fino a oggi. Per l’occasione ho preferito mettere da parte il “politichese” e parlare solo con dati alla mano considerando il ruolo tecnico dell’ingegnere Scura. Dati inconfutabili che hanno permesso a tutti di comprendere la necessità di un’inversione di rotta, un cambiamento che passa inequivocabilmente dalla rimozione del commissario perché in Calabria non esiste più il diritto alla salute ma l’emergenza salute. Scura, adesso, ha le ore contate e questo lo conferma anche il comunicato di un parlamentare cinque stelle che conferma il lavoro fatto in commissione. Non è più accettabile che il 22% dei cittadini calabresi sia costretto ad andare a farsi curare fuori regione quando il dato nazionale non supera il 5% nelle altre regioni. Con questi dati non si può parlare di buona sanità quando non esiste neppure una struttura per l’emergenza neonatale o quando strutture di eccellenza non vengono messe in condizioni di prestare assistenza. Continuare così, oltre a distruggere ulteriormente l’intero compartimento sanità rischia di creare serie ricadute in senso occupazionale con centinaia di medici e personale sanitario che potrebbero perdere il posto di lavoro. Abbiamo il dovere di interrompere questo sistema e per questo martedì 25 settembre a Lamezia Terme aspetto tutti gli amministratori, senza alcuna distinzione o colore politico, i rappresentanti di categoria, i medici e tutti i cittadini che vogliono partecipare, alla conferenza stampa dove avrò modo di illustrare i dati che hanno messo a nudo Scura portandolo al capolinea. Questo dimostra che finalmente si è avviato un percorso di politica attiva e che al Senato non è seduto Marco Siclari ma è seduta l’intera Calabria e per questo i problemi saranno sempre portati nelle sedi istituzionali opportune, cosa che in passato non è avvenuta, con lo scopo di dare delle risposte e tutelare i diritti dei cittadini prima di tutto». (rp)

PORT AUTHORITY DELLO STRETTO: REGGIO E VILLA DIPENDERANNO DA MESSINA

8 settembre – Nuovo “regalo” del Governo alla Calabria: il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ha dato il via libera ufficiale all’Autorità portuale dello Stretto di Messina (la sedicesima in Italia) alla quale dovranno far riferimento i porti di Reggio e Villa. Con buona pace della famosa ZES e dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, in difficoltà quest’ultima – secondo il Ministero – a gestire il traffico passeggeri dell’area dello Stretto, i cui porti (Reggio e Villa) saranno aggregati a quelli di Messina e Milazzo. Gioia diventerà così il primo porto della Calabria (insieme con Vibo, Crotone e Corigliano) ma la Calabria di fatto dovrà rinunciare a un bel pezzo di autonomia amministrativa in un territorio il cui sviluppo è ancora da programmare.
Le prime perplessità sono venute, ovviamente, dalla sponda calabrese. Della dura presa di posizione del sen. Marco Siclari (FI) riferiamo nella sezione Calabria Parlamento, ma anche il fratello Giovanni, sindaco di Villa San Giovanni ha ritenuto opportuno far conoscere il disappunto che tale decisione porta nella sua città. Annunciando una dura e netta opposizione alla «scelta scellerata del Governo di concedere, di fatto, alla Sicilia, le competenze sul porto di Villa» il sindaco Siclari afferma: «Invece di portare avanti posizioni discutibili e che non producono alcun effetto positivo per la nostra città, perché i parlamentari del M5S non si adoperano per lo spostamento degli approdi a sud? Non abbiamo più notizie dell’On. Dieni, dalla quale ci aspettavamo importanti battaglie per il suo territorio. Stiamo ancora aspettando che i grillini presentino la proposta degli approdi a sud per diminuire l’inquinamento determinato dal passaggio dei mezzi pesanti in città. le emergenze da affrontare non mancano ma si preferisce consegnare la nostra maggiore risorsa alla Sicilia, rimanendo spettatori di scelte altrui piuttosto che prendere seriamente l’unico progetto che realmente serve alla città».
Quella del MIT è stata una decisione che oltre ad estromettere, di fatto, i reali protagonisti territoriali rischia di mettere in discussione la presenza del comune di Villa nella Zes. Lo stesso senatore Marco Siclari, più di due mesi fa, si era opposto al Governatore della Sicilia dicendo no all’authority dello Stretto ma a nulla è servito perché «per il Governo e per Oliverio la Calabria è una terra da svuotare».

Giovanni Siclari, sindaco di Villa San Giovanni

«Stiamo pagando il prezzo di capricci politici basati su un campanilismo insensato. Qui si parla del futuro delle nostre città e non possiamo permettere che sia una decisione presa da chi fa la voce più grossa. Senza dubbio la politica regionale ha le sue colpe se è andata avanti la linea della divisione dei porti calabresi ma di certo noi non rimarremo in silenzio a guardare. Martedì 11 settembre, infatti, durante la seduta del consiglio comunale – ha confermato il sindaco Siclari – porterò la questione all’attenzione di tutti chiedendo, se è il caso, di firmare una mozione per dire no a una scelta non condivisa. Siamo fermamente contrari a questa decisione piovuta dall’alto – ha concluso il primo cittadino Giovanni Siclari – non è pensabile che una decisione del genere venga presa senza consultare chi vive quotidianamente il territorio e conosce le sue esigenze. Contrasteremo in tutte le sedi opportune questa scelta scellerata che rischia solo di danneggiare Villa. Se i 5S vogliono davvero fare qualcosa per la città portino avanti, adesso che sono al Governo, il progetto per liberare Villa dal traffico gommato, anche questa è un’ulteriore dimostrazione che le motivazioni che hanno spinto alla creazione di questa autorità dello Stretto non sono valide. Toninelli sostiene che il porto di Villa e di Reggio debbano essere divisi da quello di Gioia Tauro perché hanno specificità diverse ma in realtà non è così perché da Villa passa un quantitativo di traffico gommato notevole. Quindi, il trasporto sullo Stretto non è dedicato unicamente ai passeggeri e questo è un dato che non può essere trascurato. Non consentiremo che siano altri a decidere sul futuro della nostra città senza interpellarci, faremo sentire la nostra voce e diremo no ad una nuova autorità che rischia seriamente di danneggiarci».
«La scelta – dicono al Ministero delle Infrastrutture – va nella direzionen di tutela e valorizzare la peculiarità dello Stretto di Messina, un territorio altamente svantaggiato e attraversato ogni giorno da tantissimi passeggeri, molti dei quali pendolari. A queste persone – spiegano al Ministero – è giusto dare un servizio di trasporto adeguato e per questo è emersa la necessità di dotare la zona di un’autorità di sistema portuale ad hoc».
Spiegazioni che lasciano molto a desiderare e sarebbe opportuno che la Calabria facesse sentire, attraverso i suoi rappresentanti, la propria voce, soprattutto per capire quali “vantaggi” possano venire da una gestione “esterna”. Comunque, il progetto di Toninelli per arrivare in porto (è il caso di dirlo…) ha un bello scoglio da superare: occorre l’assenso delle due regioni interessate. A Messina stanno già facendo festa, in Cittadella e in Parlamento i nostri parlamentari sono ancora in vacanza? (s)

CROTONE DEVE CONTINUARE A VOLARE, SICLARI: «COSÍ È UN DISASTRO!»

In prima fila nel corteo di mobilitazione per l’aeroporto di Crotone, il sen. Marco Siclari ha ribadito il suo impegno nei confronti degli aeroporti di Crotone e Reggio. «Non si può pensare – ha dichiarato Siclari – di lasciare morire un Aeroporto come Crotone o Reggio Calabria. La politica ha le sue responsabilità in questo disastro ma io non resterò in silenzio a guardare, anzi, ho già pronta un’interrogazione parlamentare nella quale chiederò conto al ministro Toninelli sulle scelte scellerate che hanno portato a questa situazione di emergenza e sulle inadempienza della Sacal. Se ci saranno gli estremi chiederò al ministro di procedere alla risoluzione del contratto di concessione».
Partecipe fino alla fine il senatore Marco Siclari, in una prima fase durante il convegno organizzato dal gruppo consigliare di Forza Italia del comune di Crotone, ha raccolto le istanze del comitato Pro aeroporto e dei tanti cittadini presenti prendendo impegni seri e concreti. Un impegno che si è subito materializzato con la partecipazione al sit-in di fronte all’aeroporto di Crotone che proprio oggi vola per l’ultima volta verso Pisa. In testa al corteo Siclari ha gridato il suo sdegno verso chi, Oliverio in primis, ha segnato il collasso degli aeroporti di Crotone e Reggio portando avanti una politica disfattista e accentratrice su Lamezia.
«Ringrazio i cittadini e i gruppi di Crotone che mi hanno contattato. Ho accettato immediatamente e di buon grado l’invito perché sono convinto, e perseguo questa strada fin dal primo giorno della mia elezione, che lo sviluppo della Calabria deve essere unico e unito e che bisogna lavorare a un progetto di rilancio e di sviluppo che non può esistere senza gli aeroporti di Reggio e Crotone. Per questo – ha detto con veemenza Siclari durante il corteo – ho accolto l’appello prendendo l’impegno ad approfondire, tramite un’interrogazione parlamentare, se la Sacal è adempiente o meno rispetto al contratto. Il ministro Toninelli dovrà darci delle risposte. Dobbiamo portare avanti una battaglia comune per la Calabria e per questo oggi sono qui, in questo affollatissimo corteo, senza temere i pregiudizi sulla politica».
Un intervento accolto positivamente dai tanti presenti che hanno avuto modo di apprezzare anche l’impegno che il senatore azzurro sta portando avanti sulla sanità.
«In Calabria viviamo di emergenze perché qui è stato calpestato il nostro diritto, sancito dalla Costituzione, all’uguaglianza. Curarsi è impossibile e, adesso grazie al Governatore e ai sindaci di Falcomatà e Pugliesi, anche volare per andare a cercare le cure fuori ci sarà reso impossibile. Dopo l’audizione dei responsabili della sanità calabrese in commissione sanità darò conto in conferenza stampa delle risultanze e non farò sconti a nessuno perché il commissariamento ha fallito. Porterò la vostra voce in aula e insieme costruiremo un progetto serio per la Calabria. Un vero padre non fa differenza tra i figlio e io, senatore eletto nel collegio di Reggio Calabria, mi sento di rappresentare la voce di tutti i calabresi senza distinzioni. Sono figlio del Sud e la Calabria è la mia terra madre», ha concluso il senatore azzurro. (rp)

TRIPODI (FI): A SAN LUCA I CARABINIERI PRESIDIO DI LEGALITÀ

In qualità di capogruppo di Forza Italia in Commissione Difesa di Montecitorio l’on. Maria Tripodi ha fatto visita nel cuore dell’Aspromonte a San Luca, al Presidio anti ‘ndrangheta dei Carabinieri attiguo al Santuario di Polsi, in provincia di Reggio Calabria.
L’on. Tripodi accolta dal Capitano Soriano e dai militari presenti in loco, ha manifestato vivo compiacimento per l’istituzione del Presidio emblema dello Stato e della legalità, e ha espresso rinnovata vicinanza delle Istituzioni all’Arma. La visita si è conclusa con la tappa al santuario della Madonna di Polsi, meta di migliaia di fedeli.
«Credo – ha detto l’on. Tripodi – di ottemperare con la mia costante presenza sul territorio, all’impegno assunto in campagna elettorale con gli elettori che mi hanno scelto quale loro rappresentante. Il legame con la mia terra è solido e sono convinta sia necessario, lavorare, lavorare e ancora lavorare, con grande umiltà, per essere interlocutore credibile dei calabresi. Se vogliamo colmare il gap tra politica e cittadini disgustati dalla cattiva gestione della cosa pubblica dobbiamo essere per primi noi eletti a dare l’esempio. In Calabria ci attendono grandi sfide elettorali. Con i colleghi Cannizzaro e Siclari, siamo in prima linea e continueremo ad esserlo, per ridare una speranza a questa terra vilipesa da gestioni fallimentari. I vertici nazionali del nostro Movimento dal Presidente Berlusconi ad Antonio Tajani hanno già avuto modo di testare il lavoro portato avanti, il coordinamento provinciale reggino, infatti ha da poco registrato sotto la regia del collega Cannizzaro, l’adesione di 150 validi e preparati amministratori locali, che si riconoscono nel nostro di Forza Italia. E’ un risultato che ci spinge a fare sempre meglio, a queste latitudini chiosa il cielo è più che mai azzurro». (rp)

EMERGENZA MALTEMPO: INTERROGAZIONE URGENTE DI SICLARI (FI) AL PREMIER CONTE

Il maltempo che ha investito la Calabria in queste ultime ore, provocando disagi e seri problemi alla popolazione, ha spinto il sen. Marco Siclari a un’interrogazione parlamentare urgente per avere dal premier Conte risposte che vadano verso una direzione chiara: prevenzione.
«Confermo – scrive il sen. Siclari – il mio totale schieramento a favore dei sindaci, non solo della mia Calabria che in questi giorni è stata più volta colpita e messa in ginocchio ma di tutti i comuni di Italia perché con l’arrivo della stagione delle piogge non possiamo più permettere che accadano tragedie o che intere città vengano distrutte per mancanza di interventi preventivi, per distrazioni politiche o menefreghismo o, ancora peggio, per ingiusta qualificazione dei codici di allerta che genera incomprensione di lettura da parte dei comuni
«Siamo stanchi di dover assistere solo alla gestione delle emergenze. I Comuni con le risorse risicate che hanno a disposizione non possono essere abbandonati a gestire tragedie e sciagure che si potrebbero, invece, prevenire ed evitare. Questo sistema di codici di allerta, diramata fin troppo spesso, ha mostrato delle lacune evidenti. È chiaro che se ogni giorno un sindaco si trova a dover diramare un allerta meteo, anche quando poi splende il sole,  prima o poi la stessa finirà per non sortire più alcun effetto sui cittadini che, come è accaduto in diverse occasioni, verrà considerata non attendibile.
«Al premier Conte chiederò se ha valutato, anche in virtù degli ultimi accadimenti che hanno visto la Calabria triste protagonista, come intervenire in tal senso e proporrò di rivedere l’intero sistema di allerta che, guardando ai fatti, sembra non essere efficiente e adeguato. Dobbiamo essere vicino alle istituzioni territoriali e non combatterle, se i sindaci hanno espresso dubbi circa il sistema di monitoraggio e avviso dell’allerta meteo, il segnale non va contrastato o ignorato, va accolto per lavorare a delle modifiche che, oggi più che mai, appaiono necessarie.
«Ribadisco, inoltre, al Ministro Costa che nessun torrente e nessun fiume nessuna collina in Italia, ha un sistema di monitoraggio all’accesso, per cui chiunque può accedere anche se sconsigliato dai sindaci e dagli enti preposti, per cui trovo ingiusto e inopportuno gridare al giustizialismo su queste basi prendendosela con i Sindaci. Che pretesa è quella di capire di chi è la responsabilità della mancata vigilanza? Il ministro Costa dovrebbe avere quest’istinto giustizialista su tutto, capire quali sono le esigenze del territorio calabrese e, almeno in questo momento, stare vicino alle famiglie delle vittime», ha concluso il senatore azzurro. (rp)