REGGIO – Al MarRC il concerto del Conservatorio “F. Cilea”

È con il concerto del Conservatorio di Musica “Francesco Cilea” di Reggio Calabria che si chiude la stagione estiva delle Notti d’Estate al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Un palinsesto vario, che ha riscosso successo di pubblico e di visitatori, come conferma anche il numero delle presenze dei mesi estivi, complice anche il Cinquantesimo anniversario dal rinvenimento dei Bronzi di Riace. L’offerta culturale ha contribuito a rendere sempre di più il Museo inclusivo e dinamico, con mostre temporanee, musica, incontri d’autore, astronomia, storia ed enogastronomia, in sinergia con enti e associazioni del territorio.

Si parte alle 17.30 con la presentazione del catalogo della mostra Mediterraneo a cura di Giammarco Puntelli e del responsabile Libri dell’editoriale Giorgio Mondadori dottor Carlo Motta, alla presenza del Sindaco ff. della Città Metropolitana, Carmelo Versace, del consigliere delegato alla Cultura Filippo Quartuccio e del Direttore del MArRC che ospita la conferenza, Carmelo Malacrino. 

Per il sindaco Carmelo Versace: «La mostra, all’interno del fitto programma per le celebrazioni del Cinquantesimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi, è un inno al Mediterraneo, quel mare che ha restituito le statue dopo averle custodite per oltre 2000 anni, che non smette mai di sorprendere e di rivelarsi». 

«Con questi due appuntamenti – ha dichiarato il direttore del Museo, Carmelo Malacrino – si conclude una meravigliosa stagione estiva durante la quale, complice l’allentamento delle misure di prevenzione della pandemia e le celebrazioni per i Bronzi di Riace, il Museo è tornato a riabbracciare appassionati, turisti e visitatori con grande soddisfazione per tutto lo staff del MArRC».

«Sono risultati che ci premiano in un anno particolarmente importante – ha continuato Malacrino – in cui sono stati, e continueranno ad essere, molti gli eventi dedicati al Cinquantesimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace. Con un ringraziamento anche alle numerose associazioni ed istituzioni che, in sinergia, hanno collaborato alla realizzazione di tutti questi eventi, contribuendo a far riscoprire la fruizione della cultura e tutto il patrimonio che abbiamo la fortuna di custodire».

Protagonisti del concerto di domani sera gli studenti Marco Cuzzilla, Francesca Canale, Silvia Ielo, Raffaela Marrazzo, Giovanni Saccà, Rosamaria Scopelliti e Simona Vazzana della classe di Canto della Prof.ssa Maria Rita De Matteis Grazzini. Gli allievi, accompagnati al piano da Massimiliano Grazzini, si esibiranno con performance liriche con musiche da Verdi a Puccini, da Bizet a Morricone, con al “centro” Cilea, il compositore palmese che ha portato in alto il nome della Calabria nel mondo.

«Con questo concerto si conclude un ulteriore periodo di fruttuosa collaborazione tra il Museo Archeologico di Reggio Calabria e il Conservatorio Cilea, che dal giugno scorso ha visto esibirsi 50 studenti e neodiplomati nelle sale e sulla terrazza della “casa” dei Bronzi di Riace, celebrando i 50 anni del ritrovamento – ha commentato Francesco Romano, direttore del Conservatorio “Cilea” –. Grazie alla grande sensibilità e disponibilità del direttore Malacrino, siamo certi che anche in futuro i nostri studenti potranno esibirsi in questo magnifico luogo unendo l’emozione della buona musica con la contemplazione delle opere d’arte della nostra storia millenaria in un sentimento di bellezza senza tempo, da condividere con i sempre più numerosi visitatori».

Come di consueto, con il biglietto d’ingresso (dalle 20.00 al costo di 3 euro) sarà possibile accedere alle sale espositive, partecipare agli eventi in terrazza e visitare le quattro mostre espositive: “Il vaso sui vasi. Capolavori dal Museo Nazionale Jatta di Ruvo di Puglia”; “Oltre l’emergenza. Attività e restauri dopo l’alluvione del 2018” al livello E; la mostra fotografica sulla scalinata monumentale piacentiniana: “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” con foto di Luigi Spina; la mostra: “L’Età degli Eroi. La Magna Grecia e i Bronzi di Riace” in piazza Paolo Orsi. La prenotazione non è necessaria ed è fortemente raccomandato l’uso della mascherina chirurgica. (rrc)

 

Al MArRC si presenta il documentario sulla Vara della Madonna della Consolazione

Si intitola La Vara, il restauro aperto, il documentario sul restauro della Vara della Madonna della Consolazione di Reggio Calabria che sarà presentato domani, giovedì 8 settembre, alle 19.30, promosso dal Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Calabria.

Con il restauro aperto al pubblico realizzato dal Segretariato Regionale, il Ministero della Cultura ha dato la possibilità di vedere in modo diverso un’opera d’arte che ha un significato profondo ed antico nella cultura del territorio. Si è offerta l’anticipazione del futuro di un’opera che a mano a mano è stata restituita alla sua origine. L’ingresso in cantiere infatti ha permesso al pubblico di vedere i restauratori al lavoro e di partecipare alle scelte metodologiche. Le attività di restauro sono state seguite non solo in presenza ma anche attraverso videoclip riassuntivi in un insieme di proposte, come la mostra pannellare sulla storia della Vara, filmati divulgativi e visite guidate. 

In vista della processione il documentario racconta questa operazione storica e condivisa con la città, segue le diverse tappe del restauro dall’inizio dei lavori alla riconsegna alla comunità, è stato realizzato dalla casa di produzione “Living Camera” di Reggio Calabria.

I lavori di restauro della Vara sono cominciati presso la sala “Federica Monteleone” del Consiglio Regionale a Reggio Calabria dopo la fase di aggiudicazione della procedura per il loro l’affidamento e sono stati finanziati tramite una Convenzione tra la Regione Calabria e il Segretariato Regionale del MiC per la Calabria, nell’ambito del “Progetto per la tutela e la valorizzazione dei grandi attrattori religiosi e degli edifici di pregio” per un importo di 120.000 euro, Fondi per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020 – Patto per lo sviluppo della Regione Calabria.

Durante il corso della conferenza stampa del 2 gennaio 2020 gli architetti del Segretariato responsabili del procedimento e degli allestimenti hanno illustrato le varie le fasi del “Restauro aperto” al pubblico: la procedura prevista dalla normativa per l’affidamento dei lavori di restauro, le Convenzioni alla base del progetto, i criteri dell’offerta economicamente più vantaggiosa, cosa avrebbe previsto il restauro conservativo e le manifestazioni culturali che si sarebbero svolte “Intorno alla Vara” durante i mesi di apertura del cantiere.

La monumentale Vara è una macchina processionale composta da una struttura metallica, disposta per il trasporto a spalla per mezzo di barre di legno, su cui poggia una cornice d’argento, che accoglie il cinquecentesco dipinto di Nicolò Andrea Capriolo ed è decorata da altorilievi ed ex voto risalenti al XVIII secolo. È composta da una struttura portante metallica e da sontuose lavorazioni artistiche, costituite da cornici e modanature rivestite da lamine in argento sbalzate, bulinate, cesellate. La base è arricchita da due candelieri a sette bracci digradanti e da quattro agli angoli, mentre la sommità accoglie lo stemma di San Giorgio ed una corona in argento.

Dal punto di vista conservativo la Vara, pregevole opera di argenteria messinese, presentava lacune delle lamine metalliche ed era in un pessimo stato di conservazione, dovuto principalmente alla natura dei materiali che lo costituiscono, particolarmente sensibili alle condizioni microclimatiche, aggravate dall’azione di agenti aggressivi e da manutenzioni che hanno contribuito, attraverso puliture con prodotti non idonei, a innescare processi di corrosione. Inoltre, tutte le superfici in argento e rame dorato ed in ottone erano coperte da polveri grasse, depositi superficiali, nonché gocce di cera di candele, sostanze in parte inglobate e rese compatte da protettivi superficiali applicati durante precedenti interventi manutentivi. La lucentezza delle lamine in argento era offuscata da un pesante strato di solfuro d’argento. Non erano pertanto più apprezzabili le lavorazioni superficiali realizzate dagli argentieri, con il sapiente uso di martellinature e cesellature, che trattarono le superfici, lucide e brillanti, satinate e vibranti, leggermente opache, accanto a zone in ombra lasciate quasi grezze. L’apparato decorativo inoltre, a causa delle vibrazioni e sollecitazioni causate dalle cadenzate processioni alla quale la Vara è sottoposta, presentava numerose lesioni delle lamine. 

I lavori di restauro sono cominciati a gennaio del 2020 e sono stati completati nel luglio dello stesso anno. Attraverso la collaborazione tra il Ministero della Cultura, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e l’Università della Calabria di Cosenza è stato possibile analizzare e conoscere meglio i materiali che compongono il prezioso manufatto e le tecniche esecutive con cui è stata realizzata l’opera. Il restauro di un’opera d’arte recupera il tempo passato, ripercorre l’azione dei secoli che si impadroniscono della materia. Esprime l’idea del tempo che fa parte dell’opera stessa, perché essa non è solo testimonianza di una creazione avvenuta in un certo tempo, ma vive nel tempo. E, vedendola da vicino, la Vara era in realtà più danneggiata di come si potesse immaginare, nonostante fosse protetta dalla tradizione, dalla devozione di molti. E forse la cosa più difficile è stato avere a che fare con un’opera emotivamente così impegnativa. Grande. Ricca di sontuose lavorazioni artistiche. Realizzata con lamine in argento, elementi in bronzo a cera persa, rame dorato e leghe metalliche come l’ottone, montate con chiodini in argento. Con il restauro sono apparse le lavorazioni superficiali realizzate dagli argentieri. 

L’intervento, il cui ultimo precedente risaliva al 1960, ha nuovamente reso visibili alcuni aspetti, quali la policromia dei materiali impiegati o i particolari decorativi della cornice, che l’ossidazione delle superfici aveva coperto. Inoltre, sono stati riposizionati in maniera stabile due coppie di candelabri in argento e la medaglia del pittore Vincenzo Cannizzaro. Infine, sono stati apportati significativi miglioramenti al sistema di illuminazione e di diffusione dell’audio e alla componente meccanica. Ai portatori della Vara è stato consegnato un libretto di manutenzione e una lista di controlli da attivare in occasione delle processioni. 

Nell’ambito delle indagini preliminari, è stato realizzato un rilievo fotogrammetrico, basato su tecniche di modellazione analitica, che ha restituito un modello tridimensionale che rappresenta uno straordinario documento dello stato della Vara nella sua fase antecedente al restauro. Le analisi metallografiche hanno permesso di caratterizzare i metalli – argento, rame e ottone – e di determinarne la microstruttura, al fine di individuare e mappare la presenza di trattamenti superficiali, la direzione di eventuali linee di deformazione plastica, la misura degli spessori e la presenza di fenomeni corrosivi e di altre patologie di tipo metallurgico.

Dopo aver eseguito i test secondo una metodologia consolidata dall’Opificio delle Pietre Dure e dall’Istituto Centrale per il Restauro, si è proceduto con la pulitura delle superfici, anche nelle parti in cui la lamina di argento è sbalzata, cesellata e bulinata. Particolare attenzione è stata posta nella rimozione dei processi di solfurazione presenti nei sottosquadri, al fine di far riemergere gli effetti chiaroscurali creati dai maestri argentieri con i diversi strumenti di lavorazione. 

Il 14 maggio 2020, dopo due mesi di sospensione dovuti al lockdown, è ripartito il restauro della Vara. Questo tempo interrotto ha lasciato inalterati i pezzi già restaurati. E, per la riapertura del cantiere, è stato preparato un apposito piano di sicurezza su indicazioni del protocollo condiviso tra il Governo e le parti sociali. Questo piano di sicurezza, ad integrazione di quello per i rischi generici, ha riguardato la riorganizzazione del layout di cantiere, l’aggiornamento e la rimodulazione del cronoprogramma dei lavori e l’aggiornamento dei costi della sicurezza direttamente connessi al contenimento dell’epidemia. Il Consiglio Regionale ha collaborato con il Segretariato Regionale per consentire che i lavori si potessero svolgere in massima sicurezza per tutti.

La festa legata al culto della Madonna della Consolazione fa parte ormai di un patrimonio culturale. La Vara ed il suo quadro sono quindi un bene culturale da tutelare, in quanto sono testimonianza dell’identità e della storia delle istituzioni collettive e religiose del territorio. La prima celebrazione documentata della festività reggina risale al 1592. Secondo i parametri indicati dalla Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa ratificata proprio nel 2020 dall’Italia, la Vara è patrimonio della comunità proprio per il significato e il contenuto che questa gli attribuisce. Il culto della Madonna della Consolazione di Reggio Calabria costituisce infatti una delle tradizioni popolari più sentite e antiche della Calabria ed è indissolubilmente legato alla storia artistica e religiosa del quadro e della sua Vara.

Il documentario racconta l’impegno mai interrotto del Ministero della Cultura, con i suoi gruppi di lavoro composti dal personale del Segretariato Regionale del MiC per la Calabria e della Soprintendenza ABAP per la città di Reggio Calabria e Vibo Valentia, per il recupero della Vara come bene etnoantropologico da conservare. Da conservare e custodire, perché contribuisce a testimoniare un’umanità e insieme l’identità e la storia di una comunità e del suo territorio. (rrc)

I giovedì al Museo dei Bronzi: appuntamento con l’Astronomia

Nuovo appuntamento del giovedì al MArRC, il Museo dei Bronzi, sotto le stelle, sulla terrazza panoramica  che si affaccia sullo Stretto.

Stasera, giovedì 25 agosto, alle ore 21, il Planetario Pythagoras- Città Metropolitana di Reggio Calabria in sinergia con il MArRC guiderà il pubblico in un itinerario tra astronomia ed archeologia.

Durante la serata, il dott. Giuseppe Ciancia, esperto di antropologia culturale, offrirà una spiegazione del legame che intercorre tra il mare e la navigazione astronomica.

«Il tema, legato alla costellazione della Balena, che il dottore Giuseppe Ciancia, esperto del Planetario Metropolitano, tratterà durante la serata, ci riporta alle nostre origini magno-greche, di cui il nostro museo è testimone – afferma la Direttrice del Planetario Pythagoras, Angela Misiano. Qual è il legame tra la costellazione della Balena ed il drago di Caulonia scoperto negli anni ’60 a Monasterace Marina? La costellazione della Balena ha origini mediterranee? Cosa la lega al mare e alla navigazione astronomica?

 Il dott. Giuseppe Ciancia risponderà ai quesiti attraverso un viaggio nello spazio e nel tempo ricco di suggestioni, emozioni e punti di contatto tra la storia dell’astronomia e la geografia mitica del periodo arcaico – conclude la Misiano».

Alla conversazione del dott. Ciancia seguirà un momento suggestivo in cui, grazie a strumenti messi a disposizione dallo staff del Planetario, sarà possibile osservare il cielo con tutte le costellazioni visibili.

«La serata in programma per stasera con il Planetarium Pythagoras è frutto delle sinergie ormai consolidate con le istituzioni, gli enti e le numerose associazioni operanti sul territorio, volte a confermare il ruolo del MArRC quale principale attrattore culturale e inclusivo – afferma Carmelo Malacrino, direttore del Museo. Ringrazio la prof.ssa Angela Misiano per il suo costante entusiasmo nel diffondere conoscenze scientifiche anche tra il grande pubblico. Lavorare insieme resta il modo più efficace per celebrare il Cinquantesimo Anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace».

Il Museo, fino al 10 settembre, ogni giovedì e sabato sarà aperto fino alle 23.00, con ultimo ingresso alle 22.30. Dalle 20.00 il costo del biglietto sarà di soli 3 euro. Al MArRC si entra senza prenotazione, con l’uso fortemente raccomandato della mascherina chirurgica. (rrc)

La fondazione di Reggio raccontata al Museo dei Bronzi dal prof. Felice Costabile

Un viaggio alla scoperta della fondazione di Reggio: questa sera imperdibile appuntamento con il prof. Felice A. Costabileal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria..

La conversazione “La fondazione di Reggio. Dal mito alla storia” a cura del Prof. Felice A. Costabile, che è promossa dal Touring Club Italiano, Sezione di Reggio,.inizierà alle 21. Decano di Ateneo e Ordinario di Diritto Romano nell’Università Mediterranea di Reggio Calabria il prof. Costabile è membro onorario della Società Archeologica di Atene e Socio dell’Istituto Archeologico Germanico.

«Sono grato al Touring Club Italiano, Sezione di Reggio Calabria, per questa solida collaborazione, maturata durante gli anni e ora in occasione del Cinquantesimo anniversario dal ritrovamento dei Bronzi di Riace – dichiara Carmelo Malacrino, direttore del Museo. Ringrazio anche il Prof. Costabile, che sabato scorso ha anche ricevuto il premio “Bronzi di Riace” per gli Studi Interdisciplinari per l’archeologia. Sono giorni di grande successo per il MArRC, al centro di un circuito proficuo di comunicazione, partecipazione e inclusione, certamente positivo per la Città di Reggio e tutto il territorio calabrese. Sono soddisfatto – conclude Malacrino – di quanto fatto fino a questo momento, con il supporto delle istituzioni, delle associazioni e del personale del Museo».

Il Prof. Costabile, stasera, guiderà il pubblico in un viaggio lungo secoli, alla scoperta della storia millenaria di Reggio, a partire dal suo mito di fondazione.

«La fondazione di Reggio, attorno al 725 a.C., è un evento storico di cui i Greci stessi conservarono tuttavia una memoria circonfusa dalla leggenda- dichiara il Prof. di Diritto Romano, Felice A. Costabile. Le fonti tramandano che l’Oracolo di Apollo a Delfi ordinò loro di fondare la città dove il fiume Apsia (Calopinace) sfociava in mare: lì una femmina abbracciata a un maschio (una vite intrecciata a un fico selvatico) avrebbe reso riconoscibile il luogo indicato. In questo percorso -continua- lo spettatore sarà portato ad attraversare in navigazione il mare fantastico del mito e la storia che riemerge suggestiva ma concreta dalla terra, i cui spettacolari ritrovamenti archeologici sono custoditi in gran parte nel Museo reggino, ma anche nei musei di Napoli e di Londra, dove sono migrati nei secoli scorsi- conclude».

È stata, peraltro, una settimana di grande fermento culturale, quella di Ferragosto, al Museo Archeologico di Reggio Calabria. Giorni intensi, anche per il flusso di visitatori che ha fatto registrare numeri importanti che premiano gli sforzi del MArRC alla ripresa delle attività dopo la pandemia e in coincidenza con il Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi.

Ultimo in termini cronologici, l’evento Magnagrecàntico, andato in scena giovedì sulla terrazza panoramica del museo. La metaconferenza, a cura del Prof. Daniele Castrizio, ha visto la partecipazione, con l’accompagnamento di canzoni e narrazioni, del musicantore Fulvio Cama e con il supporto visivo prodotto da Saverio Autellitano.

Il Museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle 9.00 alle 20.00 con ultimo ingresso alle 19.30. Nei giorni di giovedì e sabato, fino al 10 settembre, previsto il prolungamento dell’orario fino alle 23.00, con ultimo ingresso alle 22.30. Dalle 20.00, per Notti d’estate, il costo del biglietto sarà di soli 3 euro e permetterà la visita del Museo, l’accesso alle quattro mostre temporanee in esposizione: “Il vaso sui Vasi. Capolavori dal Museo Nazionale Jatta di Ruvo di Puglia”; “Oltre l’emergenza. Attività e restauri dopo l’alluvione del 2018”; “I Bronzi di Riace. Un percorso per Immagini”; “L’Età degli Eroi. La Magna Grecia e i Bronzi di Riace”, e la partecipazione agli eventi sulla terrazza panoramica del Museo. (rrc)

Al Museo dei Bronzi stasera MagnaGrecàntico con Daniele Castrizio e Fulvio Cama

Stasera al Museo Archeologico Nazionale di Reggio, per gli appuntamenti de Le Notti d’estate al MAaRc lo spettacolo di Daniele Castrizione e il musicantore Fulvio Cama Magnagregàntico. Musica e immagini per raccontare in modo originale (e piacevolissimo) per il pubblico la storia dei Bronzi

La serata fa parte dell’intenso programma di eventi per celebrare il Cinquantesimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi nel mare di Riace. In queste settimane decine di migliaia di visitatori hanno voluto ammirare e rendere omaggio a questi due capolavori della grande bronzistica greca del V secolo a.C., simboli della cultura di tutto il territorio. Molteplici le iniziative proposte dal MArRC tra conferenze, concerti e ben quattro diverse mostre temporanee, offerte senza alcun sovrapprezzo sul normale biglietto d’ingresso. 

Tra queste sta riscuotendo successo la grande esposizione inaugurata venerdì 12 agosto, nel suggestivo spazio di Piazza Paolo Orsi, dal titolo L’età degli Eroi. La Magna Grecia e i Bronzi di Riace: un tributo di tutti i principali Musei dell’Italia meridionale e della Calabria alle due statue che rendono celebre il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria in tutto il mondo.

Stasera, giovedì 18 agosto, torneranno gli appuntamenti delle Notti d’Estate al MArRC, con un evento promosso in collaborazione con il Centro Internazionale Scrittori della Calabria. Proprio i Bronzi di Riace saranno protagonisti della serata con Magnagrecàntico, un racconto con musica e immagini ideato dal prof. Daniele Castrizio e dal musicantore Fulvio Cama.

«Una Notte d’Estate che il Museo dedica tutta ai Bronzi di Riace – commenta il direttore Carmelo Malacrino. Una storia tra ipotesi e suoni evocativi per celebrare gli Eroi venuti dal mare a cinquant’anni dal loro ritrovamento. Ringrazio Daniele Castrizio, componente del Comitato Scientifico del Museo, e gli altri narratori di questo affascinante racconto, che certamente coinvolgerà tutto il pubblico presente. Ringrazio anche il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, presieduto da Rosita Loreley Borruto, per la continua collaborazione, volta alla promozione di una cultura inclusiva».

Magnagrecàntico è a metà strada tra uno spettacolo e una conferenza multimediale, nell’ottica della public history, la divulgazione scientifica aperta a tutti i tipi di pubblico e a tutte le età anagrafiche, che riesce a coniugare assieme diverse discipline. Oltre a Cama e a Castrizio, che ne cura il racconto storico-archeologico, saranno presenti il grafico Saverio Autellitano e Dario Zema alle percussioni. 

Spiega il prof. Castrizio: «Attraverso le canzoni appositamente composte, la narrazione video e le spiegazioni scientificamente corrette, si approfondirà in modo piacevole la storia dei Bronzi di Riace a 50 anni dalla loro scoperta, cercando di chiarirne la provenienza, la paternità artistica, l’identificazione dei soggetti rappresentati, il contesto storico, il loro significato morale e politico, il restauro a Roma, il viaggio verso Costantinopoli, interrotto da un incidente ancora non compreso completamente».

«Sarà un viaggio culturale e didascalico che metterà in scena la storia dei Bronzi di Riace» conclude Rosita Loreley Borruto, Presidente del Centro Internazionale Scrittori della Calabria, che introdurrà lo spettacolo. (rrc)

REGGIO – La mostra “L’età degli eroi”

Fino al 23 ottobre è possibile visitare, nel suggestivo spazio di Piazza Paolo Orsi al Museo Archeologico di Reggio Calabria, è possibile visitare la mostra “L’età degli eroi. La Magna Grecia e i Bronzi di Riace”.

L’esposizione, al centro delle celebrazioni per il Cinquantesimo anniversario della scoperta delle due statue celebri in tutto il mondo, è «un progetto di grande prestigio – ha evidenziato il direttore del Museo, Carmelo Malacrino –. utta la Magna Grecia insieme per i Bronzi di Riace. Un percorso espositivo che nasce come omaggio dei grandi musei archeologici dell’Italia meridionale, da quello di Napoli a quello di Taranto, dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei a quello di Paestum e Velia, dal Museo Nazionale di Matera al Parco Archeologico di Sibari, fino a tutti i musei archeologici della Calabria, afferenti alla Direzione Regionale Musei e alla Soprintendenza. Ogni Istituto – conclude Malacrino – è presente con reperti identitari sul tema degli “Eroi”, proprio come tributo ai più noti “Eroi venuti dal mare”, i Bronzi di Riace».

Il percorso si apre con un monumentale cratere a figure rosse portato dal Mann di Napoli, la cui scena dialoga con un bel torso in marmo bianco proveniente dal foro di Scolacium, uno dei siti più suggestivi della Calabria ionica. Si procede con un bel cratere a campana del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, esposto accanto ad altri importanti reperti, tra cui una bella testa di Ercole in marmo bianco. 

Un ricco corredo funerario proveniente da Cuma e comprendente una preziosa urna in argento introduce alla seconda sezione, dominata dalla grande statua del Doriforo scoperta nella Palestra sannitica di Pompei e portata sulla sponda dello Stretto grazie alla generosità del Museo partenopeo. 

Segue un lussuoso corredo della seconda metà del IV secolo a.C., scoperto a Montescaglioso, che rappresenta su ben tre vetrine l’omaggio offerto dal Museo Nazionale di Matera. Anche il Parco Archeologico di Sibari porta in mostra, tra le altre, un’opera fortemente identitaria, la cd. Dama di Sibari. Seguono i musei calabresi di Crotone, Lamezia e Vibo Valentia, dell’antica Kaulon, di Locri e infine delle città greche di Medma e Metauros, rispettivamente Rosarno e Gioia Tauro.

«È una straordinaria immagine della Magna Grecia tutta unita, ma anche un’importante occasione di promozione per i musei calabresi – ha concluso Malacrino –. Accanto a ogni vetrina, infatti, ci sarà un pannello di presentazione, che costituirà anche un invito per decine di migliaia di visitatori a proseguire il loro viaggio in questi posti meravigliosi dell’archeologia calabrese. Ringrazio tutti i direttori dei Musei coinvolti per l’entusiasmo con il quale hanno partecipato a questo progetto e tutto il personale amministrativo, tecnico, scientifico e AFAV che, assieme a quello del Museo di Reggio, ha reso possibile questa esposizione: un meraviglioso omaggio ai Bronzi di Riace». 

Fino al 23 ottobre, dunque, i visitatori potranno arricchire la loro esperienza non solo con i quattro livelli di collezione permanente e la Sala dei magnifici Bronzi di Riace e di Porticello, ma anche con ben quattro mostre temporanee. Infatti, la mostra che si inaugurerà domani si aggiunge alla prestigiosa esposizione fotografica di Luigi Spina sul tema “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini”. Al Livello E, inoltre, sono allestite “Il vaso sui vasi. Capolavori del Museo nazionale Jatta di Ruvo di Puglia” e “Oltre l’emergenza. Attività e restauri dopo l’alluvione del 2018”. 

Per tutto il ponte di Ferragosto il MArRC sarà regolarmente aperto con il consueto orario 9.00  – 20.00, con il prolungamento fino alle 23.00 nella serata di sabato 13 agosto. Il Museo sarà aperto anche martedì 16 agosto. (rrc)

REGGIO – Successo per la conferenza di Mario Micheli sul mistero dei Bronzi

Sulla terrazza del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, grande successo per la conferenza del prof. Mario Micheli, che ha relazionato sui risultati degli interventi di restauro di operati sui Bronzi di Riace tra il 1992 e il 1995. 

L’evento rientra nell’ambito de I grandi incontri organizzati dalla Direzione del Museo insieme all’Associazione Culturale Amici del Museo.

In apertura, il direttore, dr. Carmelo Malacrino, dopo aver sottolineato la piena collaborazione intercorrente con l’Associazione “Amici del Museo” ha presentato il conferenziere, illustrandone l’ampio è ricco curriculum vitae, mettendo in evidenza il suo rapporto quasi personale con le statue greche recuperate cinquanta anni fa sulla costa ionica, e la vita attività accademica e didattica svolta nell’ambito dell’Università Roma 3. 

È stata, quindi, la volta del presidente dell’Associazione, prof. Francesco Arillotta, il quale ha, anch’egli, richiamato i legami storici tra l’istituzione museale reggina è la sua Associazione,. Egli, quindi, ha evidenziato il valore culturale dell’evento, proprio sotto il profilo della maggiore conoscenza del “mistero” che da sempre aleggia attorno ai Bronzi. Arillotta, per la circostanza, ha fatto omaggio, al prof. Micheli, di una copia del «Repertorio della Carta Archeologica di Reggio Calabria» pubblicata nel 2011 dall’Associazione.. 

Ha preso, quindi, la parola l’accademico. Egli, arricchendo il suo dire con una ampia serie di immagini, ha rifatto il percorso degli interventi di restauro e di conservazione delle statue, fin dal momento in cui furono recuperate dal mare. Prima a è Reggio Calabria, poi all’Istituto del Restauro della Soprintendenza Archeologica di Firenze, infine negli ambienti predisposti nel Palazzo Campanella del Consiglio Regionale calabrese.

Un grande impegno profuso dalle varie equipe di restauratori, per un recupero totale dei preziosi manufatti e per le comprenderne meglio le tecniche artistiche usate dai loro creatori. Grazie al loro lavoro intelligente, tante emergenze sono state superate, tanti passaggi sono stati chiariti. Innanzitutto, Micheli ha affermato che diversa è la struttura tecnica delle statue: omogenea quella della statua A, disomogenea quella della statua B, che, addirittura, presenta parti del suo corpo, come una gamba, realizzate separatamente e poi ricomposte nell’intero. Interessante la tecnica della sovrapposizione stratigrafica dell’argilla usata per la creazione della sagoma da usare come base per la fusione bronzea. Dalle significative, profonde differenze tecniche rilevate fra le due composizioni, il prof. Micheli ha tratto la considerazione di un intervento di due artisti diversi, ai quali attribuire la paternità delle statue.

Una annotazione particolare: in uno dei gli strati di argilla fresca sono rimaste le impronte digitali di questo anonimo scultore di due mila e cinquecento anni fa.  Un lungo e convinto applauso ha chiuso la brillante conversazione del prof. Micheli, a testimonianza del vivo interesse che la sua scientifica esposizione ha suscitato negli astanti. 

Il mistero del Bronzi di Riace, oggi, è un po’ meno profondo. (rrc)

 

REGGIO – Al MarRC il concerto del Conservatorio Cilea

Domani sera, alle 21, sulla terrazza del Museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, è in programma il concerto gli studenti e neodiplomati della classe di Canto della prof.ssa Serenella Fraschini del Conservatorio “Francesco Cilea”.

«Grazie alla grande sensibilità e disponibilità del direttore del Museo –ha dichiarato Francesco Romano, da quest’anno alla guida del Conservatorio reggino – il nostro Istituto può contribuire alle celebrazioni per il Cinquantesimo del ritrovamento dei Bronzi proprio nella “casa” di questi ultimi».

Si accede senza prenotazione. Dalle ore 20:00 il costo del biglietto è 3 euro. Ultimo ingresso alle ore 22:30.

Il programma della serata contempla musiche di Rossini, Bellini e Donizetti, massimi esponenti del belcanto, e di Puccini, che con il suo pluralismo stilistico portò il melodramma italiano in una dimensione europea coniugando tradizione e innovazione.

Sarà un “viaggio” tra opere note e meno note dell’Ottocento, tra neoclassicismo e verismo, con dieci brani tratti da La cambiale di matrimonio (1810), Il Pirata (1827), L’elisir d’amore (1832), I Puritani (1835), Roberto Devereux (1837), Don Pasquale (1843), La bohème (1896).

Il soprano Delia Mazzamati e i baritoni Angelo Parisi e Domenico Cagliuso si alterneranno in duetti e arie, mentre il tenore Yijie Ke duetterà con quest’ultimo in un brano dell’Elisir.

Al pianoforte Matteo Lattarulo, della classe del prof. Maurizio Innocenti. Le note di sala e la presentazione saranno a cura della studentessa Sofia Fava.

«Questa settimana sarà densa di eventi in attesa dell’anniversario dei Bronzi che cadrà il prossimo martedì 16 agosto. Sono contento che, tra queste, vi sia anche il concerto del Conservatorio Cilea che ha inaugurato il programma di Notti d’estate per il Cinquantesimo del rinvenimento delle due statue – ha dichiarato Carmelo Malacrino, direttore del Museo –. La musica sulla terrazza panoramica del MArRC è un’opportunità di promozione e valorizzazione delle nostre eccellenze e dei giovani, e si unisce alle fruttuose collaborazioni, sinergie e reti istituzionali che il nostro Museo porta avanti da anni, rendendolo uno spazio inclusivo per tutta la collettività. Ringrazio il Direttore Francesco Romano, i docenti e gli studenti del “Cilea” per le straordinarie emozioni che, ogni volta, regalano al pubblico e ai visitatori». (rrc)

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio si “veste” con i colori del Pride

In occasione del Pride, in programma sabato 30 luglio a Reggio Calabria, sulla facciata del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria sarà affissa la bandiera arcobaleno.

«La cultura è un’arma vincente contro ogni discriminazione – ha dichiarato il direttore Carmelo Malacrino –. Da anni il MArRC è diventato un luogo inclusivo e dinamico, nella consapevolezza che solo attraverso il rispetto e la valorizzazione delle identità di ciascuno si potranno superare vecchi e inutili stereotipi. Ho accolto con piacere l’invito di Arcigay di esporre la loro bandiera sulla facciata del Museo, con l’auspicio che possa colorare d’arcobaleno gli animi di tanti che ancora subiscono offese e oltraggi».

«Il MArRC è il museo di tutti – ha concluso Malacrino –, contro ogni forma di violenza, fisica o psicologica».

Il Museo Archologico è stato tra i primi enti ad aderire all’iniziativa con lo slogan: “Tutti unici, nessuno diverso”. Dagli inizi del mese di luglio, infatti, ha lanciato la campagna social #kissandshare, l’hashtag con il quale i visitatori possono condividere le foto scattate in Museo, taggando i profili social: facebook, instagram e twitter. Un’iniziativa ancora valida, per fare rete e contestualmente contribuire alla promozione delle meraviglie della Calabria antica, custodite al MArRC. (rrc)

REGGIO – Al MArRC incontro con Cecilie Hollberg, direttrice della Galleria del’Accademia di Firenze

Domani sera, a Reggio, alle 21. sulla Terrazza del Museo Archeologico Nazionale, è in programma l’incontro con Cecilie Hollberg, direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze.

All’interno del programma per il Cinquantesimo anniversario dal ritrovamento dei Bronzi di Riace, quest’anno tornano i Grandi Incontri al MArRC, la serie di prestigiosi appuntamenti che il direttore Carmelo Malacrino ha programmato con esperti del settore, per condividere con il pubblico le esperienze e le testimonianze più significative ed eccellenti nella rete museale italiana. L’incontro è stato promosso dal Touring Club Italiano, Sez. di Reggio Calabria.

 «Sono particolarmente grato a Cecilie Hollberg – ha detto Malacrino –, alla quale mi lega un profondo sentimento di stima e amicizia. La ringrazio aver accolto il nostro invito di raggiungere la Calabria per raccontare la sua straordinaria esperienza a capo di uno dei musei più importanti d’Italia, celebre in tutto il mondo anche per la presenza del David di Michelangelo».

 «Sono contenta di poter partecipare alle “Notti d’Estate”, volute dal direttore del MArRC, un collega molto bravo che stimo – ha commentato la Hollberg. Un’occasione eccezionale per celebrare i Bronzi di Riace, due capolavori ritrovati esattamente mezzo secolo fa, tra le più significative testimonianze dell’arte greca, famosi in tutto il mondo. Anche per la Galleria dell’Accademia di Firenze è un anniversario importante, infatti celebriamo i 140 anni da quando è stata inaugurata, il 22 luglio del 1882, la Tribuna della Galleria, concepita appositamente dall’architetto Emilio de Fabris per custodire e preservare dalle intemperie il David di Michelangelo, collocato, fino a 9 anni prima, sull’Arengario di Palazzo Vecchio. Una felice concomitanza che avrò il piacere di condividere e raccontare, insieme ai grandi lavori che stiamo ultimando al museo, al pubblico di questa interessantissima manifestazione».

Fino al 10 settembre ogni giovedì e sabato il MArRC sarà aperto fino alle 23.00, con ultimo ingresso alle 22.30. Dalle 20.00 il costo del biglietto sarà di soli 3 euro. Al MArRC si entra senza prenotazione, con l’uso fortemente raccomandato della mascherina chirurgica. (rrc)