A San Sisto dei Valdesi si è parlato del venerabile Padre Bernardo Maria Clausi

di MARIACHIARA MONACOPasseggiando tra i vicoli di San Sisto dei Valdesi, si può carpire l’eco di Padre Bernardo Maria Clausi, “gemma” della diocesi cosentina.

Ars Enotria, in collaborazione con l’Associazione “Padre Bernardo Maria Clausi”, ha ripercorso, grazie ai giovani della Pro Loco di San Vincenzo La Costa, i passi di un sacerdote, che aveva il potere di trasmettere valori inestimabili e universali, di cui oggi avremmo molto bisogno, come quelli della pace e dell’amore.

Un iter che ha avuto inizio con la visita alla casa nativa del Venerabile, seguendo Franco Bartucci, referente dell’associazione “Padre Bernardo Maria Clausi”, per poi spostarsi nella Congrega, dove ha accolto i numerosi visitatori, Concetta Serpe, priora della Confraternita dell’Immacolata.

In un mondo sempre più dominato dai conflitti, e dove vige la regola dell’homo homini lupus, il Venerabile lascia aperto uno spiraglio, assaporando quei piccoli dettagli pieni zeppi d’amore che spesso non vediamo, ma che ci salvano la vita. Un iter dunque, alla scoperta di un rivoluzionario della chiesa, che, come San Francesco di Paola, ha fatto della sua “destinazione”, il cuore dei fedeli.

A tal proposito, l’Arcivescovo di Cosenza–Bisignano, Mons.Giovanni Checchinato, ha voluto vista l’occasione, mandare un messaggio:    «Carissime e carissimi tutti i partecipanti all’itinerario culturale organizzato da Ars Enotria APS dai Convegni di Cultura Maria Cristina e altre associazioni. Innanzitutto il mio saluto e l’augurio per una buona esperienza di condivisione e di scoperta di San Sisto dei Valdesi che ha dato i natali a padre Bernardo Maria Clausi, figlio spirituale di San Francesco di Paola, che ci auguriamo di vedere presto sugli altari».

Un excursus a 360°quello compiuto da Ars Enotria, che ripercorre tutta la vita di Padre Clausi, dagli albori fino al declino e al ricordo, di colui che è considerato il testimone divino dei cristiani.

Come una quercia secolare, le radici del Venerabile, si intersecano e germogliano, sotto la guida di don Giuseppe Mazzuca, accedendo prima agli ordini minori, poi a quelli maggiori, e ricevendo il presbiterato in Monteleone, oggi Vibo Valentia. Passano pochi anni, e gioco del destino nel 1817, venne  nominato proprio collaboratore di don Giuseppe Mazzuca, nella parrocchia di San Michele Arcangelo di San Sisto dei Valdesi, un ritorno, che elegge Padre Clausi come punto di riferimento per l’intera comunità, grazie alla sua magnanimità e alla carità verso i poveri e i sofferenti. E dove sotto il suo sguardo attento, vide nascere la Congrega dell’Immacolata, (luogo di rilievo, che, secondo l’attuale Priore, Concetta Serpe, ha cementificato il legame tra il Venerabile e la comunità, sotto il segno della preghiera e della fiducia verso il prossimo).

Peraltro il legame speciale con i suoi concittadini si capta da un epistolario contenente circa 500 lettere, che Padre Clausiscambiava puntualmente con i fedeli, così da poter essere presente anche in absentia, visto che il soggiorno a “casa” non fu lungo. Infatti nel 1830 di spostò al convento collegio di San Francesco di Paola ai Monti in Roma dove vi giunse con la fama di “frate che fa i miracoli”, iniziando così un nuovo percorso di vita pubblica che lo porterà in giro per l’Italia.

Sulla scia di San Francesco di Paola, le suole del Venerabile Clausi, si sono consumate percorrendo tutta la penisola ancora frammentata. Rispettato da Papa Gregorio XVI°, (che gli diede in dono un medaglione con incisa l’immagine della madonna “Mater Gratiae et Misericordiae”), e da Papa Pio IX (che ne seguì con trepidazione gli ultimi anni della sua vita fino alla morte), egli riuscì ad “unire” personaggi che sui libri di storia hanno un peso ed una misura, come Carlo Alberto di Savoia, Ferdinando II di Borbone, fino ad arrivare a figure come Silvio Pellico, San Giovanni Bosco e la beata Maria Cristina di Savoia. Il Venerabile era rispettato e amato da tutti, portatore di una pace interiore che alimenta e nutre le anime gentili.

Per confortare i buoni Padre Bernardo diceva: «Tale flagello sarà generale per tutto il mondo e tutto sugli empi ed al sopravvenire di questo flagello non si potrà fare altro che pregare: ed a quelli che resteranno sembrerà di essere rimasti soli per la terribilità del medesimo. Dopo questo terribile caos, seguirà una portentosa riordinazione generale. Rinascerà l’ordine, si farà giustizia a tutti e tale sarà il trionfo della Chiesa che non avrà avuto mai uno simile».

Ci sono diverse testimonianze che attestano la presenza spirituale e la vicinanza del Venerabile alla sua comunità. Molti sono i racconti di fedeli, che hanno trovato nella sua figura, la strada di casa, proprio com’è accaduto ad una donna, originaria di San Sisto dei Valdesi ma trapiantata da molti anni a Chicago.

Si tratta di un episodio, uno dei tanti, che spiega la grandezza, e la bellezza che può donare la fede.

«Dopo essere entrata nella dimensione del coma, causato da un brutto incidente – afferma – la mia famiglia ha chiesto attraverso la preghiera, un intervento al Venerabile, affinché mi potessi risvegliare da quell’incubo».

Perché nella catabasi è necessario provare a riscoprire la luce della vita. 

Una lux che ha illuminato il corpus della donna, e che grazie alla determinazione dei suoi cari, il tempestivo intervento medico, e la mano invisibile del Venerabile, è riuscita a risalire, come un’araba fenice.

Ecco chi era Padre Clausi, un amico, un fratello a cui affidare la propria vita per farla germogliare, anche oltreoceano.

Molti sono gli italiani che pur non vivendo più nel Bel Paese, seguono da lontano il suo processo di Beatificazione, che dovrebbe concludersi al più presto. Una pietra miliare per il territorio, che fa di San Sisto dei Valdesi, l’epicentro della fede e della bellezza, un unicum da non sottovalutare. (mm)

A Paola il convegno sulla figura del Venerabile Clausi nel 34° anniversario delle virtù eroiche

di FRANCO BARTUCCINel 34° anniversario della proclamazione delle virtù eroiche del Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi, riconosciute con proprio decreto dal Papa Giovanni Paolo II, oggi Santo, datato appunto 11 dicembre 1987, l’Uciim di Paola e l’Ordine dei Minimi ne hanno ricordato la figura e l’opera con una manifestazione promossa nell’Auditorium del Santuario per una riflessione sul tema Persone e comunità per l’inclusione sociale

Per il contenuto trattato e’ stata una serata emozionante, di condivisione e gioia grazie all’impegno profuso dall’Uciim di Paola e dall’Ordine dei Minimi nell’organizzare questo particolare evento arricchito anche da una mostra di opere d’arte, alla quale hanno partecipato ventisei artisti calabresi, che si sono presentati mettendo in mostra sculture e dipinti dedicati alle figure della Madonna, di San Francesco di Paola e del Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi.

Lo spazio dedicato alla presentazione della figura del Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi, nato a San Sisto dei Valdesi il 26 novembre 1789 e deceduto nel Santuario di Paola il 20 dicembre 1849, moderato dalla docente Angela Maria Schiavo e presieduto dalla prof.ssa Maria Assunta Lattuca, animatrice ed organizzatrice dell’evento insieme a Padre Domenico Crupi, dell’Ordine dei Minimi, si è aperto con un canto del corale del Santuario, diretto dal maestro Sonia Berardi e con un breve saluto da parte del Padre Provinciale Francesco Trebisonda, che ha subito detto che nel Santuario  ci sono tre stelle a cui guardare con fede e devozione: San Francesco di Paola, San Nicola di Longobardi e il Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi.

Per questo sono stati invitati i Sindaci di Paola, Roberto Perrotta, e di San Vincenzo La Costa, Gregorio Iannotta, due comuni legati da tre anni da un rapporto di gemellaggio proprio in funzione dei sentimenti di comune pratica e interesse della storia del Venerabile Clausi, a partecipare alla manifestazione che ha consentito loro di rinnovare la volontà di promuovere quanto necessario per tutelare tale patrimonio religioso fino alla conclusione del processo di beatificazione ravvivandone la memoria nelle rispettive comunità amministrate. Una presenza che ha portato loro allo scambio di doni augurali.

«L’iniziativa, realizzata grazie alla collaborazione di più soggetti istituzionali e non – ha detto la prof.ssa Maria Assunta Lattuca – si colloca in una cornice più ampia di progettualità e riscoperta del patrimonio storico, artistico e culturale attraverso la conoscenza del Venerabile, della sua immensa e profonda personalità e spiritualità in un periodo storico non troppo lontano e decisamente attuale per taluni aspetti di malessere sociale e personale».

«Il Venerabile – ha spiegato – è stato diffusamente riconosciuto come figura rappresentativa di quell’interiorità volta all’Umanità nel senso di propensione e sano impegno civile per una società che si riconosce Comunità universale, inclusiva e sostenibile.  Il risultato ottenuto con la nostra iniziativa, in termini di esperienza e condivisione di sentimenti sani, di battiti di speranza e di pulsioni di ricostruzione “in orizzontale”, può leggersi come conquista di quella rinnovata Fede verso l’Altro e verso quella “verticalità” che, al di là della specifica appartenenza religiosa, libera la dimensione piena della fratellanza universale per un dialogo incessante ed edificante».

«È infatti – ha detto ancora – il seme dell’Umanità ritrovata e riconquistata nell’esplorazione della personalità del Clausi a consegnarci l’idea che attraverso l’impegno diretto di ciascuno di noi, in Amicizia vera e libera della catena utilitaristica, possa costruirsi una dimensione sociale, personalistica e comunitaria che garantisca la piena realizzazione della virtù umana per eccellenza: la felicità! Concetto, questo, che si caratterizza nella sua duplice ed inseparabile unicità : fede e ragione, anima e corpo, individuo e società, persona e comunità. E per essere felici è indispensabile la promozione di continui ” patti di comunità” tra le diverse istanze ed agenzie formative e di integrazione territoriali».

L’incontro è entrato nel vivo con l’intervento di Franco Bartucci, autore di un libretto sulla figura del Venerabile, che ne ha percorso l’aspetto biografico dall’inizio della sua vita alla fine, collocato in un periodo storico caratterizzato dalle lotte costitutive del Paese Italia, in cui si è distinto per il suo impegno religioso tanto da essere definito dall’Arcivescovo dell’epoca, Mons Narni Mancinelli, la “perla” e  la “gemma” della diocesi cosentina. Questo nella sua prima parte della vita impegnato come sacerdote nel suo paese di origine di San Sisto dei Valdesi; mentre gli ultimi ventuno anni, come frate dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola ha portato in giro, superando i confini dei diversi stati che componevano il nostro Paese, il messaggio francescano della carità e dell’amore in soccorso degli ultimi e dei poveri come degli afflitti per ragioni di salute, sostenuto dalla stima di Papi, come Gregorio XVI° e Pio IX°;  di Re come Ferdinando II° di Borbone e Carlo Alberto di Savoia; nonché dall’amicizia e reciproco aiuto di San Vincenzo Pallotti.

Una figura amata e cercata in Calabria, come in tantissime località del nostro Paese, prima e dopo l’Unità d’Italia, tanto che la sua memoria rimase viva per tantissimi anni, portata dai nostri emigranti in quelle parti del mondo dove trovavano ragioni di vita, come in Argentina, Stati Uniti, Canada e altri Paesi della nostra Europa.

«Entrando nella conoscenza della sua vita ed il posto dove il Venerabile Clausi è venuto alla luce, San Sisto dei Valdesi, luogo noto come sede di conflitti religiosi nel 1561, può essere considerato – ha sostenuto Franco Bartucci, nel concludere il suo intervento – il segno divino di una pacificazione tra esseri umani e religioni, mirata a dare valore all’unità dei cristiani ancora oggi valida e alla ricerca di uno stato di consolidamento».

Sulla  descrizione della spiritualità del Venerabile padre Bernardo Maria Clausi è toccato parlarne al postulatore del processo di beatificazione in corso, padre Ottavio Laino, dell’Ordine dei Minimi, che ben conosce questa figura a lui cara, il cui interesse risale al periodo di studio che lo portò il 18 dicembre 1974 ad acquisire il titolo di Dottore in Teologia, presso la Pontificia Università Lateranense, con una Tesi avente come argomento lo studio della figura del frate minimo padre Bernardo Maria Clausi, morto in odore di santità il 20 dicembre 1849 presso il Santuario di San Francesco in Paola. Soltanto l’11 dicembre 1987, come sopra precisato, con decreto pontificio di Giovanni Paolo II (oggi Santo), vengono riconosciute al frate minimo le virtù eroiche che lo portano ad essere considerato come Venerabile. Un percorso processuale, iniziato il 15 dicembre 1862, durato ben 125 anni grazie al decreto pontificio di cui sopra.

Per Padre Ottavio Laino la figura del Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi può essere considerato come un Minimo che illumina i Minimi (i Penitenti), nel cammino di riflessione sulla loro identità-missione, alle soglie del terzo millennio.

«Il Venerabile Clausi è stato un imitatore del fondatore San Francesco di Paola nel mistero dell’amore incarnato e nell’amore verso il prossimo. Il senso della vita, della vocazione e di tutto il cammino ascetico e apostolico del Clausi – ha puntualizzato padre Ottavio Laino – si fonda sul mistero d’Amore Trinitario, in sé stesso, cioè in Dio e nella partecipazione dell’umanità a questo divino Mistero. Il Clausi esprimeva la sua opera, soprattutto nell’umile e grande impegno del Mistero del Sacramento della Penitenza e della predicazione, della direzione spirituale, oltre che nelle opere di carità».

«Quando il Minimo sansistese – ha detto ancora – doveva intraprendere un’opera apostolica, si preparava più con la preghiera che con lo studio. Anzi il suo vero studio era la preghiera, come esorta lo spirito dei Minimi. In essa trovava la vera guida delle anime. Per tutti il Clausi, era l’apostolo inviato dal Signore e tutti andavano a Lui, e se ne tornavano, come avveniva con S. Francesco, consolati».

Il terzo intervento è stato quello della prof.ssa Annabella D’Atri, docente di filosofia all’Università della Calabria, la quale, dopo aver sentito le precedenti relazioni, ha detto che «il venerabile è stato testimone e anche ‘vittima’ del conflitto fra fede e ragione che la rivoluzione francese del 1789, simbolicamente data della nascita dello stesso padre Bernardo, acuisce, determinando anche come conseguenza la chiusura del  Convento di Paola».

«La sua vita eroicamente virtuosa – ha detto – che lo ha condotto anche a soccorrere i miseri e bisognosi, durante l’epidemia di  colera a Roma, stimola non solo i cristiani, ma anche tutti i cittadini nella loro ricerca di una vita eticamente ben vissuta, presentandosi come esempio possibile di dedizione agli altri. La sua fede gioiosa costituisce  il carburante che gli fornisce l’energia per potersi spendere per gli altri seguendo la sua spontanea vocazione agli altri».

A chiudere i lavori è intervenuto il prof. Giuseppe Bruno, dirigete scolastico e consigliere regionale dell’UCIIM, affermando: «Quando si parla di  santità non si può non parlare di condivisione. Condividere la sorte dell’uomo, farsi carico delle sue sofferenze dei suoi dolori, della sua disperazione che aveva come prospettiva ultima solo la morte e salvarlo da tutto ciò, è stata la missione del Nostro Salvatore Gesù Cristo e di conseguenza lo è di tutti coloro, come Il Venerabile Clausi, che si sono sforzati, contando sul Suo indispensabile aiuto, di seguire le sue orme».

«Oggi in un’era che molti pensatori non esitano a definire “post umana ”, pure, molti di questi stessi pensatori, ricorrono a questo termine, “Condivisione”, per superare la crisi, anzi la serie di crisi che come un castello di carte sta vedendo crollare pezzo dopo pezzo la società tecno mercantile nata dallo sviluppo unidirezionale e, alla fine, autodistruttivo del Capitalismo».

«Mi sembra una scelta opportuna che si concludano gli interventi  di questo evento – ha precisato il prof. Bruno – con un taglio educativo, dando cioè la parola all’UCIIM, organizzatrice assieme all’Ordine dei Minimi della manifestazione. L’UCIIM è infatti un’ associazione di Docenti, fondata nell’immediato dopoguerra da Gesualdo Nosengo, considerato dalla Chiesa un “Testimone”, ed ha fatto la storia della scuola Italiana almeno fino agli anni Ottanta-Novanta ed è oggi una delle principali associazioni italiane di formazione del Personale Docente». 

Una serata che ha portato ad esprimere parole di apprezzamento ed impegni nel sostenere la figura del Venerabile Clausi in un rapporto di conoscenza nell’ambito del mondo della scuola. (fb)

Al Santuario di Paola venerdì si ricorda la figura del Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi

di FRANCO BARTUCCI L’Ucim di Paola con l’Ordine dei Minimi hanno promosso per venerdì 10 dicembre, presso il Santuario di San Francesco di Paola, un pomeriggio d’incontri sociali e di  intrattenimento culturale avente come tema: Persone e Comunità per l’inclusione sociale, con al centro la presentazione della figura del Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi, dell’Ordine dei Minimi, nato a San Sisto dei Valdesi (San Vincenzo La Costa) il 26 novembre 1789 e deceduto in odore di santità, presso il Santuario di Paola, il 20 dicembre 1849.

Il programma prevede per le ore 15.30 la fase di arrivo presso la Basilica, dove le persone che interverranno saranno accolte per un momento di preghiera e di attraversamento della porta Santa per vivere il proprio giubileo di riconciliazione con il Signore e contestualmente, nel rispetto delle regole di sicurezza anti covid, si potrà visitare, guidati, la cella dove il Venerabile Clausi ha vissuto ed è morto.

Per le ore 16,30, nell’Auditorium sottostante la nuova Chiesa, è previsto un convegno dedicato alla conoscenza della vita sacerdotale e monastica del Venerabile Clausi con gli interventi istituzionali di saluti da parte del Padre Provinciale dell’Ordine dei Minimi, padre Francesco Trebisonda; nonché dei Sindaci di Paola e San Vincenzo La Costa, Roberto Perrotta e Gregorio Iannotta.

Seguono, introdotte e moderate da Angela Maria Schiavo, docente dell’Istituto Commerciale “Gentili” di Paola, delle relazioni sulla figura del Venerabile padre Bernardo Maria Clausi ad opera di padre Ottavio Laino, Postulatore del processo di beatificazione, Franco Bartucci, giornalista e segretario Associazione Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi con sede a San Sisto dei Valdesi, Annabella D’Atri, docente di storia della filosofia presso l’Università della Calabria e Giuseppe Bruno, dirigente scolastico e consigliere regionale dell’Ucim.

Sono previsti dei momenti musicali all’inizio e alla fine dell’incontro a cura della Corale del Santuario diretta dalla Maestra Sonia Berardi; mentre nello spazio adiacente la sala convegni sarà organizzata una mostra di opere d’arte dedicate alla figura del Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi, alla quale hanno aderito 26 artisti calabresi. Ai partecipanti, artisti e referenti scolastici, l’Ucim ha pensato di consegnare alla fine degli attestati ricordo. (rcs)

A San Vincenzo La Costa ricorda il venerabile Padre Bernardo Maria Clausi nel 232 esimo anniversario dalla nascita

di FRANCO BARTUCCI – Padre Bernardo Maria Clausi, frate dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, proclamato Venerabile da San Giovanni Paolo II con proprio decreto datato 11 dicembre 1987, ha vissuto esattamente sessant’anni della sua vita, deceduto a Paola nel Santuario di San Francesco il 20 dicembre 1849, facendo una vita religiosa monastica in giro per l’Italia con missioni religiose spirituali partendo da Paola nelle città  di Roma, Napoli, Torino, Palermo, ed altre invitato dai reggenti dell’epoca come Carlo Alberto di Savoia, Ferdinando II di Borbone, per non parlare della stima che hanno avuto nei suoi confronti due Papi, come Gregorio XVI e il Beato Pio IX.

Per quanto riguarda la città di Roma la sua permanenza è sempre stata nel convento e la relativa chiesa di San Francesco di Paola ai Monti, dove ha esercitato le funzioni tra il 1830 e il 1849 in diversi periodi di padre correttore del convento stesso. Era noto come “il frate dei miracoli” ed i luoghi da lui frequentati divenivano meta di visite ed incontri alla ricerca di conforto e serenità.

Oggi, grazie all’impegno dell’Ucim di Paola, in accordo con lo stesso Ordine dei Minimi, sono state organizzate due giornate di conoscenza e preghiera iniziando con un incontro proprio a San Sisto dei Valdesi, luogo di nascita del Venerabile Clausi, con il supporto della locale “Associazione Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi”, nonché dell’Amministrazione Comunale di San Vincenzo La Costa che ha con il Comune di Paola un rapporto di gemellaggio in onore proprio del Venerabile Sansistese.

Un rapporto di gemellaggio che troverà un’ occasione di maggiore intensità di rapporti nella giornata del prossimo 10 dicembre a Paola presso il Santuario di San Francesco, con vari momenti celebrativi  il cui programma è in fase di allestimento.

Intanto, l’incontro di oggi è servito per conoscere bene il Venerabile Clausi attraverso la illustrazione di una breve biografia del periodo iniziale della sua vita che va dal 1789 al 1827. Una figura di religioso ben nota nella nostra regione, in attesa di beatificazione, di grande modernità per i valori vissuti durante i suoi sessant’anni di vita trascorsi in giro per l’Italia non ancora unita, rispettato ed apprezzato da due Re regnanti, Carlo Alberto di Savoia e Ferdinando II di Borbone, nonché da Silvio Pellico ed altre figure significative di quel tempo, come Vittorio Emanuele II ch’ebbe modo di sposarlo, San Giovanni Bosco e la beata Maria Cristina di Savoia. 

In questo excursus sulla vita del Venerabile Clausi vanno ricordati i rapporti avuti con  due pontefici che lo hanno seguito con particolare stima: Gregorio XVI° ,che gli diede in dono un medaglione con incisa l’immagine della madonna “Mater Gratiae et Misericordiae”, nota come “La madonnina” miracolosa, nonchè il beato Pio IX°, che ne seguì con trepidazione gli ultimi anni della sua vita fino alla morte avvenuta in odore di santità nel santuario di San Francesco di Paola nella nottata del 20 dicembre 1849.

Prima di giungere a Roma nel 1830 abbastanza intensi furono gli anni della sua formazione iniziata fin da giovane nella sua San Sisto dei Valdesi, dove tra il 1813 e il 1816, sotto la guida del parroco, don Giuseppe Mazzuca, si prepara alla vita sacerdotale. Tra il 1816 e il 1817 accede agli ordini minori e quelli maggiori, ricevendo il presbiterato in Monteleone, oggi Vibo Valentia. Nel 1817 viene nominato collaboratore di don Giuseppe Mazzuca nella parrocchia di San Michele Arcangelo di San Sisto dei Valdesi ed economo interino fin dal 1821. Dal 1822 al 1827 esercita nella stessa parrocchia il suo ministero sacerdotale divenendo punto di riferimento e richiamo per il suo zelo sacerdotale, nell’intera diocesi cosentina.

La sua collaborazione con i parroci del circondario (Montalto Uffugo, San Benedetto Ullano, San Fili, Rende, Castiglione Cosentino, Cosenza) e il gran bene che produce con la parola e con l’esempio, con l’assistenza pastorale e la carità verso  i poveri e i sofferenti in particolare, lo fanno apprezzare dal suo Arcivescovo, Mons. Domenico Narni Mancinelli, che lo definisce la “gemma” e la “perla” della diocesi cosentina. Nel 1827 di mala voglia l’Arcivescovo gli consente di abbracciare la vocazione religiosa dei Minimi di San Francesco di Paola, arrivando a professare i voti il 18 aprile 1828.

Nel 1830 viene trasferito al convento collegio di San Francesco di Paola ai Monti in Roma e vi giunge con la fama di “frate che fa i miracoli”, iniziando così un nuovo percorso di vita pubblica che lo porterà in giro per l’Italia e che sarà oggetto di illustrazione nella giornata del prossimo 10 dicembre con gli interventi di Padre Ottavio Laino, postulatore del processo di beatificazione; Annabella D’Atri, docente di storia della filosofia presso l’Università della Calabria; Francesco Bartucci, componente Associazione “Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi” di San Vincenzo La Costa; Giuseppe Bruno, dirigente scolastico e consigliere regionale dell’Ucim; Caterina Malito, presidente della sezione di Paola dell’Ucim; Maria Assunta Lattuca, docente dell’Ucim e curatrice dell’iniziativa.

Ciò non ci impedisce di fare in anticipo alcuni accenni importanti della sua vita vissuta fuori dalla Calabria nella sua attività pastorale,  esercitata a Roma dal 1830 al 1849, presso il convento collegio di San Francesco di Paola ai Monti, pregiandosi del rapporto di amicizia  di San Vincenzo Pallotti, con il quale intratteneva un rapporto di soccorso reciproco.  In tanti confluivano ai Monti per godere della sua parola espressa con  semplicità ed umiltà avendo il dono della profezia e della bilocazione, non trascurando i miracoli che accadevano a seguito delle invocazioni, che lui attribuiva il merito al medaglione della “Madonnina” regalatagli da Papa Gregorio XVI.

Altre cose sono state anticipate all’inizio del servizio ed è giusto continuare su quanto emergerà nell’incontro di Paola del prossimo 10 dicembre. Attualizzandone la figura anche in questo periodo pandemico,  causato dal Covid – 19 , ne esce una immagine significativa guardando alle profezie che pronunciava sui flagelli, il cui dire fanno parte delle testimonianze raccolte in occasione dell’apertura del processo ordinario, apertosi presso il Vicariato di Roma il 15 dicembre 1862, per il riconoscimento delle virtù eroiche. Eccone alcuni: «… I mali che affliggono questa povera umanità, attraverso altre più vaste rivoluzioni e guerre fratricide, si accresceranno in modo che sembreranno usciti tutti i demoni dall’inferno sulla terra, ed i buoni vivranno in un vero martirio per le persecuzioni dei cattivi. Le cose dovranno arrivare al colmo e, quando la mano dell’uomo non potrà fare più nulla e tutto sembrerà perduto, allora Iddio vi porrà la sua mano e tutto si compirà in un baleno e tale sarà la dolcezza che ognuno proverà nel cuore che gli sembrerà di gustare la dolcezza del Paradiso. Gli empi medesimi dovranno confessare di essere ciò accaduto per mano di Dio. Il flagello sarà terribile e tutto sugli empi: sarà di genere nuovo e affatto inaudito. Si uniranno il cielo e la terra e si convertiranno grandi peccatori».

Per confortare i buoni Padre Bernardo diceva: «Tale flagello sarà generale per tutto il mondo e tutto sugli empi ed al sopravvenire di questo flagello non si potrà fare altro che pregare: ed a quelli che resteranno sembrerà di essere rimasti soli per la terribilità del medesimo. Dopo questo terribile caos, seguirà una portentosa riordinazione generale. Rinascerà l’ordine, si farà giustizia a tutti e tale sarà il trionfo della Chiesa che non avrà avuto mai uno simile».

Quello che ci sta accadendo attorno con questa pandemia estesa in tutto il mondo è un evento reale che pone a tutti l’obbligo di riflettere responsabilmente su di se, sui propri comportamenti nel rapporto con gli altri, nel contesto di una comunità e di una società esposta a nuovi cambiamenti sociali, economici e politici. Il mondo e la vita sta cambiando e avremo del tempo per partecipare alla costruzione di quella strada che ci porterà in Paradiso per come ha profetizzato il nostro Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi, con una raccomandazione speciale a quelle persone che si collocano tra coloro che son contro il vaccino o il “green pass” e che costituiscono un vero pericolo al momento per la società per come dimostrano i dati che vengono rilevati giornalmente sull’andamento della pandemia.

Un virus che può essere sconfitto abbandonando pregiudizi, paure e ignoranza culturale, acquisendo un senso della vita vissuta non in forma egoistica e conflittuale, ma nella comprensione di appartenenza ad una umanità fortemente sociale ed aperta all’amore della vita nel rispetto di ogni essere umano. (fb)

Da Roma a San Vincenzo La Costa (CS) ricordando online la figura del Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi

di FRANCO BARTUCCI

L’anniversario della nascita (26 novembre 1789) e del battesimo 27 novembre 1789) del venerabile Padre Bernardo Maria Clausi, frate dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, sono stati ricordati a distanza di 241 anni dal postulatore del processo di Padre Ottavio Lainobeatificazione, padre Ottavio Laino, attraverso una conversazione online intrattenuta dalla Chiesa di San Andrea delle Fratte in Roma, oggi in festa per l’anniversario della medaglia miracolosa, con i componenti dell’Associazione “Padre Bernardo Maria Clausi” di San Sisto dei Valdesi, del comune di San Vincenzo La Costa, luogo di nascita del Venerabile.

Da Roma a San Vincenzo La Costa (Cosena) per ricordare e commemorare questa figura di religioso, in attesa di beatificazione, di grande modernità per i valori vissuti durante i suoi sessant’anni di vita trascorsi in giro per l’Italia non ancora unita, rispettato ed apprezzato da due Re regnanti, Carlo Alberto di Savoia e Ferdinando II di Borbone, nonché da Silvio Pellico ed altre figure significative di quel tempo, come Vittorio Emanuele II che lo sposò, San Giovanni Bosco e la beata Maria Cristina di Savoia. 

Un frate minimo che testimoniava in giro tra i diversi regni del nostro Paese i valori religiosi  vissuti e testimoniati dal suo padre religioso, San Francesco di Paola, con un amore infinito verso la Santissima Trinità, ispiratrice di una testimonianza fraterna della misericordia, solidarietà e soccorso nei confronti dei poveri e degli afflitti. Per questo fu apprezzato dai due Pontefici, Gregorio XVI, che gli diede in dono un medaglione con incisa l’immagine della Madonna “Mater Gratiae et Misericordiae”, nota come “La Madonnina” miracolosa, e dal beato Pio IX, ed aiutato nella sua attività pastorale,  esercitata a Roma dal 1830 al 1849, presso il convento collegio di San Francesco di Paola ai Monti, da San Vincenzo Pallotti, con il quale intratteneva un rapporto di fraterna amicizia e soccorso reciproco.

In tanti confluivano ai Monti per godere della sua parola espressa con tanta semplicità ed umiltà avendo il dono della profezia e della bilocazione, ma soprattutto per effetto dei miracoli che accadevano  e  che lui indicava il merito al medaglione della “Madonnina”. Una figura straordinaria di quel tempo deceduto a Paola nel Santuario di San Francesco il 20 dicembre 1849 in odore di santità. San Papa Giovanni Paolo II ne ha riconosciuto le virtù eroiche con proprio decreto datato 11 dicembre 1987.

Una figura religiosa che si innesta nel nostro tempo caratterizzato dall’epidemia Covid – 19 attraverso un opuscolo stampato nel 1886, custodito dal Patriarca di Venezia La Fontaine, con l’imprimatur del Can. Fraccaro di Padova, avendo come titolo: Curiosità profetiche  con dentro una attenta relazione intitolata: Il flagello predetto dal Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi, nella quale vengono riportate alcune testimonianze fatte da fedeli e suoi conoscenti in occasione del processo ordinario apertosi presso il Vicariato di Roma il 15 dicembre 1862 per il riconoscimento delle virtù eroiche.

Ecco ciò che riferirono a proposito delle profezie di Padre Bernardo sui flagelli che l’umanità avrebbe vissuto: « …I mali che affliggono questa povera umanità, attraverso altre più vaste rivoluzioni e guerre fratricide, si accresceranno in modo che sembreranno usciti tutti i demoni dall’inferno sulla terra, ed i buoni vivranno in un vero martirio per le persecuzioni dei cattivi. Le cose dovranno arrivare al colmo e, quando la mano dell’uomo non potrà fare più nulla e tutto sembrerà perduto, allora Iddio vi porrà la sua mano e tutto si compirà in un baleno e tale sarà la dolcezza che ognuno proverà nel cuore che gli sembrerà di gustare la dolcezza del Paradiso. Gli empi medesimi dovranno confessare di essere ciò accaduto per mano di Dio. Il flagello sarà terribile e tutto sugli empi: sarà di genere nuovo e affatto inaudito. Si uniranno il cielo e la terra e si convertiranno grandi peccatori».

Per confortare i buoni Padre Bernardo diceva: «Tale flagello sarà generale per tutto il mondo e tutto sugli empi ed al sopravvenire di questo flagello non si potrà fare altro che pregare: ed a quelli che resteranno sembrerà di essere rimasti soli per la terribilità del medesimo. Dopo questo terribile caos, seguirà una portentosa riordinazione generale. Rinascerà l’ordine, si farà giustizia a tutti e tale sarà il trionfo della Chiesa che non avrà avuto mai uno simile».

Quello che ci sta accadendo attorno, con questa pandemia estesa in tutto il mondo, è un evento reale che pone a tutti l’obbligo di riflettere responsabilmente su di se, sui propri comportamenti nel rapporto con gli altri, nel contesto di una comunità e di una società esposta a nuovi cambiamenti sociali, economici e politici. Il mondo e la vita sta cambiando e avremo del tempo per partecipare alla costruzione di quella strada che ci porterà in Paradiso per come ha profetizzato il nostro Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi. (rrm)

In copertina, il busto Venerabile Clausi Santuario di Paola