PARITÀ DI GENERE, MOTORE DI SVILUPPO
SE SUSSISTONO LE MEDESIME OPPORTUNITÀ

di DALILA NESCI – La parità di genere è uno straordinario motore di crescita e uno dei capisaldi più rilevanti e urgenti dell’agenda di sviluppo e progresso dei Paesi. L’Italia risulta oggi al 14° posto in Europa per parità di genere, con un punteggio del Gender Equality inferiore alla media europea.

Per la prima volta il nostro Paese si è impegnato nella definizione di una Strategia Nazionale per promuovere le Pari Opportunità e la Parità di Genere, individuando cinque priorità strategiche: lavoro, reddito, competenza, tempo e potere.
A tal fine è stata istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, la Cabina di regia interistituzionale, che ha funzione di raccordo tra i vari livelli istituzionali coinvolti, al fine di garantire il coordinamento fra le azioni a livello centrale e territoriale e di individuare e promuovere le buone pratiche condivise.
Stamani, in occasione della seduta di insediamento e in rappresentanza del Ministero per il Sud e la Coesione territoriale, ho sottolineato la necessità di colmare i divari territoriali sulla condizione femminile e dei minori, attraverso l’individuazione di target specifici per il Mezzogiorno.
Declinare la Strategia a livello territoriale costituisce una delle principali condizioni per l’effettivo perseguimento delle priorità strategiche. L’azione del Governo, infatti, sarà orientata a modulare l’entità delle misure proposte in funzione dei divari esistenti sul territorio, in modo da garantire il progresso nelle aree caratterizzate da maggiori ritardi.
È impegno costante del Governo sostenere le Amministrazioni Pubbliche e le imprese nel saper cogliere le opportunità offerte dal PNRR, che, da una parte, favoriscono l’accesso a nuovi posti di lavoro, dall’altra pongono la riduzione del divario occupazionale di genere come una delle maggiori sfide per il Mezzogiorno.
L’obiettivo è ambizioso e mira a rendere l’Italia un Paese dove persone con condizioni personali o sociali differenti abbiano le medesime opportunità di sviluppo e di crescita, di accesso al mondo dell’istruzione e del lavoro, senza disparità di trattamento economico o dignità, e possano realizzare il proprio potenziale con consapevolezza di una uguaglianza garantita e senza compromessi.
Nel Mezzogiorno bisogna identificare target specifici per attuare le politiche di parità di genere. È necessario garantire ad ogni persona le medesime opportunità di sviluppo e di crescita, personali e professionali, di accesso al mondo dell’istruzione e del lavoro, senza disparità di trattamento economico o dignità. La Strategia Nazionale per la parità di genere va valorizzata anche alla luce del PNRR. La Strategia è infatti in linea con il PNRR e ne rappresenta un importante riferimento, sia per le ricadute sistemiche, che in termini di verifica e monitoraggio attraverso i vari livelli amministrativi. Nel PNRR la promozione dell’empowerment femminile e il contrasto alla discriminazione di genere sono obiettivi trasversali di tutte le Missioni.
Le misure previste dalla Strategia Nazionale per la Parità di Genere saranno attuate dalle Amministrazioni centrali, dalle Regioni e dagli Enti locali, sulla base delle competenze e professionalità presenti nel contesto istituzionale. Per questo sarà importante facilitare l’assistenza e l’accesso al PNRR agli enti locali tramite l’utilizzo dell’assistenza tecnica della PA Centrale. (dn)

A Reggio un convegno su “Storie di donne: Riflessioni comuni per un futuro sempre più paritario”

Storie di donne: Riflessioni comuni per un futuro sempre più paritario è il titolo del convegno, svoltosi nei giorni scorsi, promosso dalla Città Metropolitana e dal consigliere delegato alle Pari opportunità, Filippo Quartuccio.

Hanno partecipato l’assessora alla Parità di genere del Comune di Reggio Calabria, Angela Martino, la presidente della Commissione Pari opportunità di Palazzo San Giorgio, Teresa Pensabene, la coordinatrice della Commissione PO del Fofi, Daniela Musolino, la responsabile nazionale PO dell’Ami, Anna Bellantoni, e l’esperta in materia di Parità, Maria Emanuela De Vito.

Nel corso dell’iniziativa si è registrato anche il contributo di Andrea Catizone, Direttrice del dipartimento Pari Opportunità di Ali, componente del comitato scientifico della Fondazione “Nilde Iotti” ed autrice del libro “Le sindache d’Italia”.

Per il Consigliere metropolitano Quartuccio, si è trattato di «un momento che si inserisce appieno fra le attività che la Città Metropolitana, ormai da diverso tempo, sta promuovendo rispetto alle Pari opportunità ed alla parità di genere».

«Le ospiti illustri – ha aggiunto – ci hanno aiutato a riflettere sul ruolo che la donna ha nella società, nel mondo del lavoro, della famiglia e nel contesto in cui si trova a vivere la propria quotidianità. Il nostro compito, dunque, è quello di continuare a riflettere su una materia delicata e complessa e, in questo caso, abbiamo deciso di farlo con chi si occupa di aiutare le donne in difficoltà, spesso vittime di violenze dentro e fuori le mura domestiche».

«L’intervento di Andrea Catizone, volto noto della tv ed autrice del libro sindache d’Italia – ha concluso il consigliere metropolitano delegato – è sicuramente servito ad approfondire questi temi sui quali il convegno si è concentrato per lanciare idee e proposte utili all’amministrazione pubblica ed alle realtà associative così da accorciare, sempre di più, le distanze che ancora esistono nelle Pari opportunità».

L’iniziativa di Palazzo “Crupi”, parte integrante delle celebrazioni organizzate in occasione della Giornata internazionale della donna, ha suscitato grande interesse anche nell’assessora reggina Angela Martino impegnata a riflettere «sul ruolo e sull’emancipazione delle donne in politica e negli apparati istituzionali».

«Grazie anche alla presenza della scrittrice Andrea Catizone – ha detto – che ha dedicato il suo ultimo scritto alle storie delle prime sindache d’Italia e alle tante altre donne che hanno avuto l’onore e l’onere di guidare importanti città del nostro Paese, crediamo che giornate come questa debbano essere fonte d’ispirazione per ogni ragazza che deve credere di poter dare un apporto importante alla crescita sociale e alla vita istituzionale e politica di Reggio Calabria e dell’Italia intera». (rrc)

 

TRA DISUGUAGLIANZE E PARI OPPORTUNITÀ
UN PARADOSSO DA SUPERARE IN CALABRIA

di ANNA COMI – La Calabria ha bisogno di un circolo virtuoso che metta insieme la parte sana della nostra comunità, che crei un ponte tra coloro che hanno voglia di mettersi a disposizione del proprio territorio e chi è stato chiamato a guidare la cosa pubblica calabrese.

Fin da subito dico che la Calabria, in questa delicata fase storica, ha bisogno di prestare la massima attenzione alla transizione ecologica, istituendo un gruppo di lavoro dedicato, ma soprattutto di dare vita ad un assessorato regionale per il superamento del gender gap.

Nella nostra terra, infatti, è ancora troppo marcata la diseguaglianza fra le donne e gli uomini all’interno del mercato del lavoro.

È paradossale, infatti, che le donne spesso più preparate, più titolate dei loro colleghi abbiano notevoli difficoltà a recuperare il gap occupazionale e salariale che le opprime.

Così come la diseguaglianza è, purtroppo, ancora assai marcata nel mondo della politica.

Creare una struttura dipartimentale, affidarla alle cure di una donna in grado di mescolare sapientemente conoscenze manageriali e impegno politico, potrebbe essere un punto di svolta per la nostra terra in un momento in cui l’Europa, che si è riscoperta solidale, ha messo a disposizione della Calabria una importante dote finanziaria.

Così come sarebbe auspicabile l’apertura di una nuova stagione concorsuale – come sostenuto dal nostro segretario generale Santo Biondo – per liberare sul territorio le nostre giovani risorse professionali e frenare la loro fuga lontano dalla Calabria.

La dote messa a disposizione dall’Europa non può essere sprecata, deve essere canalizzata verso progetti di sviluppo concreti e non dispersa in mille rivoli; una dote che deve aiutare le donne calabresi ad uscire dai bassi fondi delle classifiche sugli indici occupazionali; una dote che deve puntare sullo sviluppo di idee imprenditoriali che, mettendo al centro il patrimonio calabrese, punti ad offrire nuove occasioni occupazionali alle donne ed ai giovani della nostra regione.

Davanti a noi c’è la sfida del corretto utilizzo dei fondi del Pnrr e della riprogrammazione di quelli del Por.

Ecco, sono convinta che nella nostra Calabria sia importante, nel disegnare questi investimenti o nel ripensarli, prestare molta attenzione alle tematiche del mondo femminile.

Progetti come quello fortemente voluto dalle donne della Uil Calabria, in particolare modo dalla Uiltec, sull’uso della ginestra per l’industria tessile, dovrebbero trovare un posto in cima ai pensieri di chi gestisce la cosa pubblica regionale.

Anche in Calabria, poi, si deve porre la massima attenzione al tema della sicurezza sul posto di lavoro. Anche per questo i prossimi 11 e 12 novembre arriverà in Calabria – a Cosenza e Reggio Calabria – il truck del tour Uil 2021. Sarà quella l’occasione per ribadire a gran voce, con il sostegno del Segretario generale Pierpaolo Bombardieri, che l’Italia riparte se riparte il Mezzogiorno, che il Sud riparte se riparte la Calabria.

Nella convinzione che sia necessario affrontare le diseguaglianze del Paese, le diseguaglianze della Calabria, partendo dalle donne e dai giovani, per costruire una società più giusta ed equa.

Per le donne, per le quali non basta investire nei servizi degli asili nido ancora purtroppo carenti, occorre potenziare anche il tempo pieno nelle scuole primarie, i servizi pre e post scuola e potenziare strutture che aiutino le donne alla cura dei familiari non autosufficienti. Alle donne, infine, è giusto dare la possibilità di crescere economicamente e socialmente sostenendo le loro idee nel fare impresa. (ac)

[Anna Comi è responsabile Coordinamento Pari Opportunità e Politiche di Genere Uil Calabria]

Lucia Anita Nucera: Serve un dibattito a livello nazionale, regionale e locale su discriminazione sulle donne

Lucia Anita Nucera, presidente Commissione Pari Opportunità del Comune di Reggio Calabria, ha auspicato che, in merito alla discriminazione nei confronti delle donne, si apra «un dibattito a livello nazionale, regionale e locale, e che coinvolga più soggetti, al fine di evidenziare un problema che emerge solo quando ci sono episodi di discriminazione ma che poi, torna nell’oblio».

Nucera, infatti, si è detta d’accordo con la giornalista e scrittrice Rula Jebreal in merito alla presenza, sopratutto maschile, in molti contesti a discapito delle donne: «si chiamano manels ma, in realtà,  si tratta di discriminazione nei confronti delle donne che continuano ad essere considerate inferiori agli uomini».

«È una battaglia culturale – ha evidenziato Nucera – che dobbiamo portare avanti. Infatti, anche se in apparenza sembra che le donne siano considerate al pari degli uomini, purtroppo in molti ambienti, come in  politica, sono emarginate, escluse, delegate a ruoli minori e la proporzione di rappresentanza maschile rispetto alle donne è sempre a vantaggio dei primi. La parità di genere, purtroppo, resta ancora un baluardo, una frase di circostanza a cui non seguono però, azioni concrete».

«Non è pensabile – ha proseguito Lucia Anita Nucera – che in un Paese civile siano necessarie le quote rosa per tutelare i diritti delle donne che, altrimenti, sarebbero messe da parte ad appannaggio degli uomini, per qualcosa che dovrebbe essere automatico anziché  tutelato. Le disparità che emergono, spesso trovano una corsa ai ripari o vane giustificazioni del momento, ma la verità è che  siamo ancora culturalmente molto lontani dal raggiungere la parità di genere, che resta un monito solo di facciata senza avere un effettivo riscontro. Come se le donne debbano dimostrare sempre la loro competenza e capacità, quando per gli uomini vengono date per scontate».  (rrc)

Graziano (PD): Il cambiamento passa anche dal rilancio delle pari opportunità

Intervenire sulle disuguaglianze e rivoluzionare la Regione sul piano sociale, lavorativo ed economico. Su questi temi si è incentrato l’incontro del Partito Democratico della Calabria, che si è confrontato «con donne che rappresentano le donne».

Il commissario regionale del Partito Democratico, ha dichiarato che «il cambiamento passa, anche, dal rilancio delle Pari Opportunità su cui c’è molto da fare, come dimostra la battaglia in Calabria per la doppia preferenza».

«Ma questo tema – ha aggiunto – abbraccia anche il lavoro, la famiglia, la quotidianità e non ultima la sicurezza dal momento che la pandemia ha purtroppo accentuato le difficoltà e le sacche di disagio. Ma bisogna iniziare a parlare di questi temi, perché spesso manca la lettura più basilare degli eventi e la Calabria deve fare grosso scatto in avanti su questo. Anche in ottica europea e nel contesto del Recovery, e della strategia finalizzata al superamento dei divari tra questo territorio e il resto del Paese. Divario che è prima di tutto di genere e che deve farci trovare pronti perché si tratta di una sfida cruciale».

Interventi di spessore e carichi di contenuti quelli di Enrichetta Alimena, Lucia Nicoletti, Marina Caleffi, con la moderazione di Teresa Esposito, hanno consegnato a Nicola Irto riflessioni su quella che si presenta come un’occasione irripetibile per intervenire sulle diseguaglianze e rivoluzionare la Regione sul piano sociale, lavorativo ed economico che serviranno al futuro presidente per costruire un “piano per le donne”.
Un cambiamento prima di tutto culturale e un approccio sistemico che alimenti circoli virtuosi. Tutti i progetti devono avere l’obiettivo di realizzare la parità’ di genere. Una chance da cogliere per rilanciare la Regione e essere in taluni settori anche un esempio d piccoli ma significativi modelli percorribili su scala nazionale. Anche in tema di servizi territoriali, la riflessione ha posto l’attenzione su quanto sia importante farsi trovare pronti con progetti innovativi e credibili pensati all’interno di un nuovo sistema di protezione sociale.  Più fondi non bastano per una nuova progettualità, serve un impulso riformatore degno di questo nome.
Il tema della parità di genere deve entrare a pieno titolo nel dibattito politico e in Calabria questo aspetto diventa ancor più importante, perché «sulla nostra regione – ha evidenziato il candidato alla presidenza della Regione Calabria, Nicola Irto – si concentrano sempre aspettative e attese maggiori rispetto ad altri contesti, come dimostra anche la battaglia per la doppia preferenza portata a compimento qualche anno fa e su cui peraltro anche altre regioni erano in forte ritardo. Ma tantissime sono le cose che questa regione deve ancora fare».
«Su tutti – ha aggiunto – il grande tema delle riforme, ovvero di una stagione di ampio respiro che tracci la rotta di questa regione. A cominciare dalla sanità che il primo consiglio regionale della prossima legislatura dovrà affrontare, nel quadro di una strategia di riordino, prospettiva e indicazione chiara dell’idea di sanità del futuro che vogliamo avere. Ripartendo dall’assistenza territoriale, dal basso, dalla necessaria attività di filtro verso gli snodi ospedalieri e poi di integrazione sociosanitaria. Più generale poi, occorre aprire, anche sull’onda del Covid, una forte discussione sulla sanità pubblica e sul ruolo centrale dello Stato, ridisegnando ruoli e competenze. Il Covid ha assorbito gran parte delle energie, ha bloccato la prevenzione e la gestione degli altri problemi, rallentando le visite specialistiche e gli interventi. Uno scenario che esploderà nei prossimi anni».
«Le risorse del Recovery – ha ribadito Irto – devono essere utilizzate proprio in funzione post Covid, disegnando uno spazio adeguato per le politiche di genere che nel Sud e in Calabria in particolare, sono la vera scommessa e la base stessa del percorso di riscatto. Essere innovatori e riformatori significa avere coraggio delle scelte. Donne, giovani e sud sono i tre ambiti sui quali si gioca la nostra partita».
Cecilia D’Elia, portavoce della Conferenza nazionale delle democratiche, ha concluso i lavori con un’ampia disamina sul lavoro che è stato fatto ma soprattutto su quanto deve essere messo in campo, alla luce del Pnrr, per consentire un riscatto alle donne di Calabria e non solo.
«Grazie a Nicola Irto che si è messo a disposizione di tutti noi – ha affermato D’Elia – iniziando un percorso impegnativo, nel quale spero ci sarà presto modo di venire a sostenere con la nostra presenza».
«Vincere la battaglia in Calabria è importante per fare vincere il paese. C’è bisogno di futuro, si può fare e noi sosterremo Nicola sulla strada delle innovazioni» ha concluso la dirigente nazionale. (rrm)

PARI OPPORTUNITÀ, MODIFICARE LA LEGGE.
VA INTRODOTTA LA PREFERENZA DI GENERE

Prima della chiusura della passata legislatura, la proposta di legge avanzata da Flora Sculco sull’introduzione della preferenza di genere nella legge elettorale aveva registrato una solenne bocciatura in Consiglio regionale. Una cosa di cui la passata assemblea avrebbe dovuto vergognarsi:  «Oggi – dichiarò il presidente Mario Oliverio – è stata scritta una pagina buia e triste per la Calabria, perché è stata rappresenta la nostra regione per quello che non è: come una regione arretrata, non al passo con i cambiamenti che a livello nazionale ed europeo sono già largamente in atto. Non nego che tutto ciò mi crea grande tristezza e lo dico aldilà delle appartenenze». Era il 15 aprile 2019. Lo stesso presidente del Consiglio Nicola Irto aveva sottolineato che «Si è persa un’occasione per rendere migliore la nostra democrazia. Sono stato fermamente a favore della doppia preferenza in tutti questi mesi, continuo a esserlo e lo sarò fino in fondo. E’ una battaglia di civiltà, ci ho creduto fino a oggi e continuerò a spendermi perché la parità di genere in politica è un dovere a cui la Calabria non può e non deve sottrarsi».

Quanto avrebbe inciso sulle elezioni regionali dello scorso 26 gennaio l’eventuale preferenza di genere? Domanda insidiosa per chi continua a traccheggiare intorno all’argomento. Adesso i tempi sono maturi per provvedere alle modifiche necessarie sul piano normativo e culturale e non si cerchino altre scuse dilatorie perché i calabresi non sono disposti più a tollerarli. Un monito in questo senso è venuto da Cinzia Nava e Monica Falcomatà, presidente e vicepresidente della Commissione regionale per l’uguaglianza dei diritti e le pari opportunità fra uomo e donna, dopo l’invito del Governo alle sei Regioni ancora inadempienti (tra le quali c’è la Calabria, in compagnia di Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Puglia e Valle d’Aosta) a provvedere alle modifiche necessarie per inserire nella legge elettorale la preferenza di genere, come previsto dalla legge n. 20 del 2016 sulla pari opportunità tra uomini e donne nell’accesso a cariche elettive.

«Fin dal suo insediamento – hanno sottolineato la Nava e la Falcomatà – la nostra Commissione ha ritagliato uno spazio prioritario di intervento per promuovere iniziative che andassero nella direzione di sollecitare la riduzione del gap sulla partecipazione attiva delle donne alla vita politica calabrese valorizzandone il loro ruolo anche nelle istituzioni, in particolare attraverso l’introduzione della doppia preferenza di genere, vera punta di diamante della democrazia paritaria».

«L’occasione offerta – hanno proseguito Cinzia Nava e Monica Falcomatà – dal recente invito del Governo rivolto alle sei Regioni inadempienti ad adeguarsi alla legge n. 20 del 2016 sulla promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive, nonché la scelta annunciata dalla Liguria di andare al voto con la doppia preferenza e ancora la posizione espressa dalla Regione Puglia che deciderà a breve l’adeguamento sono tutti elementi funzionali a ribadire che i tempi sono maturi sul piano normativo e culturale affinché il meccanismo volto a garantire l’equilibrio di genere nei Consigli regionali venga ben presto declinato in un testo normativo».

«La Commissione – è stato specificato – vuole continuare a portare avanti con determinazione questa battaglia per la Calabria, rivolgendo un appello alla sensibilità politica e istituzionale dei presidenti di Giunta e Consiglio affinché anche la nostra Regione non rimanga tra le ultime a dotarsi di questo strumento normativo indispensabile per garantire la qualità della democrazia e della rappresentanza. Ribadisce, inoltre, la propria disponibilità, nel solco di quanto già fatto, ad offrire il proprio impegno concreto nell’ambito dell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali per assicurare azioni di supporto e di sensibilizzazione nei vari passaggi che porteranno, come si auspica, all’allineamento anche della nostra Regione alla doppia preferenza di genere».

È opportuno ricordare che la legge vigente nella Regione Calabria prevede un unico voto di preferenza con l’unico vincolo che le liste comprendano, «a pena di inammissibilità, candidati di entrambi i sessi». La proposta di legge della Sculco prevedeva che non ci potevano essere nelle liste percentuali di appartenenza di genere superiori al 60% facendo riferimento a una legge nazionale. Disse Oliverio dopo la bocciatura: «Non c’è stata la volontà politica di affrontare un tema fondamentale ed importante relativamente ad una proposta complessiva di riforma della legge elettorale. Né si può ricorrere a distinzioni manichee, facendo riferimento a maggioranze e a minoranze. Quando si costituì il gruppo di lavoro, [il 12 marzo 2019, si provò a lavorare sul progetto, ndr] infatti, lo si è fatto sulla valutazione convergente che le regole del gioco vanno scritte insieme, aldilà degli schemi precostituiti di maggioranza e minoranza. Nel rispetto delle regole del gioco». Il risultato si è visto nell’aula di Palazzo Campanella. Il nuovo Consiglio dovrebbe farsi carico di mettere mano alla legge elettorale: oltre alla preferenza di genere, c’è il caso del voto disgiunto che non è previsto (ovvero si può votare per il presidente di una coalizione ed esprimere il voto per un altro gruppo politico). Due elementi che farebbero la differenza alle prossime consultazioni elettorali del 2025. (mcg)

 

SOVERIA MANNELLI – Tutela diritti e Pari Opportunità, un dibattito

Partecipato dibattito su Pari Opportunità come tutela dei diritti in tema di discriminazioni – violenza di genere – fragilità sociali – disabilità a Soveria Mannelli, alla Casa delle Idee.

L’incontro è stato organizzato dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Soveria Mannelli, composta da Angela Davoli, presidente, Lorena Virgilio, vicepresidente, Maria Francesca Colosimo, segretaria, e dalle componenti effettive Ilenia GrimaldiMaria Giulia ColosimoAngela Rita ColosimoAntonella Pascuzzi.

Nel corso dell’evento è stato illustrato il programma delle attività della Commissione, e saranno affrontate le delicate tematiche oggetto del Convegno individuando le tutele in sinergia con le Istituzioni, gli Organismi di Pari Opportunità e le strutture sul territorio. Il lavori saranno aperti con i saluti del Sindaco di Soveria Mannelli, Leonardo Sirianni, del Parroco di Soveria Mannelli, Don Roberto Tomaino, del Parroco di Serrastretta, Don Antonio Costantino, del Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Girifalco, Capitano Felice Bucalo, e del Presidente dell’ASD Lucky Friends, Rosario Cortese.

Interventi di Angela Davoli, Presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Soveria Mannelli. Relazionano Carlotta Santoro, Commissario della Questura di Catanzaro, Cinzia Nava, Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Calabria, Antonietta Stumpo, Consigliere Parità della Regione Calabria, Elena Morano Cinque, Consigliere Parità della Provincia di Catanzaro, Caterina Ermio, Referente per la violenza di genere dell’ASP di Catanzaro, Anna Fazzari, Psicologa CLES – Partner Centro Antiviolenza “Demetra”, e Rosalba Viscomi, Commissione Pari Opportunità del Consiglio Nazionale Forense. (rcz)

RENDE: OGGI L’INCONTRO CON TONIA STUMPO

13 settembre – Oggi, a Rende, alle 17.30, presso la sala della Biblioteca “Quattromiglia”, si svolgerà l’incontro “Parità di accesso alle cariche elettive. Doppia preferenza di genere in Calabria”.
L’evento fa parte di “Viaggio in Calabria”, un tour a sostegno della proposta di legge sulla doppia preferenza di genere organizzato dal Consigliere Tonia Stumpo.
Saranno presenti alla conferenza stampa Marcello Manna, sindaco di Rende, Marina Pasqua, Assessore alle Pari Opportunità, Rosa Masi, presidente CPO Ordine Avvocati Cosenza, Giuliana Mocchi, presidente CUG Università della Calabria, Mariarosalba Bernaudo, direttivo regionale “What Women Want”, e la giornalista Simona De Maria.
«Siamo lieti di ospitare e sostenere l’iniziativa promossa – ha dichiarato l’Assessore Marina Pasqua – e sostenere l’iniziativa promossa per garantire la parità  di genere in politica e di cui il Consigliere Stumpo è stata la prima firmataria. Riteniamo sia una battaglia culturale e di civiltà che debba interessare, in maniera trasversale, i luoghi della politica». (rcs)