lnfrastrutture, il Pd Calabria: Calabria di nuovo penalizzata come l’intero Sud

Il Pd Calabria ha evidenziato quanto sia «grave» la decisione, da parte del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, di togliere 2,5 miliardi di euro «per le infrastrutture del Sud e dirottato questi fondi in favore di quelle settentrionali, confermando di voler spaccare il Paese e di scippare al Mezzogiorno le risorse per le opere necessarie, per esempio a velocizzare la linea ferroviaria Lamezia Terme-Catanzaro e la Sibari-Porto Salvo in Calabria».

Per i dem «si tratta dell’ennesima riprova di quanto la Lega, che condiziona il governo Meloni, sia pericolosa per l’unità nazionale e per il futuro del Sud. Proprio di recente, il Carroccio aveva spinto a ridurre all’osso le somme del Pnrr già destinate alle regioni meridionali e accelerato sul progetto dell’autonomia differenziata, che, in spregio ai fondamenti della Costituzione, mira ad impoverire il Mezzogiorno per arricchire il Nord».

«In Parlamento e nelle piazze continueremo a combattere contro queste manovre dei ministri leghisti, avallate dalla rassegnazione delle altre forze di governo e dal silenzio imbarazzante delle varie rappresentanze del centrodestra, che – conclude il comunicato dei dem calabresi – seguitano a negare o a nascondere i fatti accaduti e le esigenze dei cittadini e territori meridionali, in particolare della Calabria». (rcz)

Il PD Calabria interroga Occhiuto per la paventata chiusura della Jonio-Tirreno

Il Pd Calabria ha presentato una interrogazione, a risposta scritta, al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per sapere come la Giunta regionale intende affrontare e gestire la paventata chiusura della Jonio-Tirreno, la strada di collegamento tra le due relative coste del territorio provinciale di Reggio Calabria, comprendente 42 Comuni.

L’iniziativa del gruppo dem arriva dopo settimane di assiduo confronto con gli amministratori del territorio e dopo l’ultima iniziativa pubblica organizzata dal Pd regionale, alla presenza di Marco Simiani e Nicola Irto, che ha avuto luogo a Cittanova.

In particolare i consiglieri dem con l’interrogazione depositata a palazzo Campanella, primo firmatario il capogruppo Mimmo Bevacqua, chiedono al presidente Occhiuto «quali iniziative intende intraprendere verso il Governo nazionale per richiamare la necessaria attenzione e sollecitare le adeguate risposte e nei confronti di Anas al fine di far conoscere agli amministratori locali e ai cittadini gli interventi da realizzare e al fine di garantire la certezza dei tempi di chiusura dell’arteria; se si è attivato per programmare valide e sicure alternative al percorso inibito; se sono previsti interventi di messa in sicurezza e riqualificazione della SP 5 Limina-Mammola e della SP 1 Cittanova-Locri».

Infine, qualora la chiusura fosse indispensabile, il gruppo del Pd chiede al governo regionale  «se intende prendere in considerazione la possibilità di riconoscere ristori economici agli operatori economici che, irrimediabilmente, subiranno contraccolpi negativi dalla chiusura della strada». (rrc)

Riforma Consorzi, il Pd: Un provvedimento sbagliato nel merito e nel metodo

Il gruppo del Pd in Consiglio regionale ha votato no alla riforma dei Consorzi di bonifica imposta da Roberto Occhiuto, sottolineando come si tratta di «un provvedimento sbagliato nel merito e nel metodo che svilisce il ruolo del Consiglio regionale».

«Con questa scelta – ha spiegato il capogruppo Mimmo Bevacqua, nel corso del suo intervento a nome dei consiglieri dem – ha determinato  suo de profundis del ruolo del Consiglio. Porre la fiducia su una materia come quella dei consorzi che difficilmente potrebbe essere inquadrata tra le materie di interesse diffuso per la collettività, vuol dire far diventare il meccanismo una regola da utilizzare per qualsiasi materia e non un istituto straordinario ed eccezionale».

«È questo l’aspetto più grave e sconcertante della giornata odierna – ha spiegato – silenziare il dissenso, cancellare il dibattito significa piegare l’istituzione democratica al volere dell’uomo solo al comando. E in tale contesto, al di là della sua irricevibilità nella forma, la proposta di riforma sui Consorzi presenta dubbi, perplessità e criticità nel merito. È nel merito che, da settimane, si è aperto un dibattito con posizioni chiare e nette. Anche noi diciamo basta a Consorzi mal gestiti, ma da 4 anni chi c’è alla guida del governo di questo settore? Cosa è stato fatto in termini di programmazione e controllo per dare risposte a chi chiedeva supporto e sostegno?».

Il capogruppo ha poi ricordato la proposta di riforma presentata dal Pd durante le scorse settimane che neanche è stata esaminata in Commissione come pure il regolamento prevede.

«Avevamo provato – ha ricordato Bevacqua – a coinvolgere i sindacati e i rappresentanti degli stessi Consorzi per arrivare ad una riforma, necessaria e urgente, ma in modo condiviso e ascoltando opinione e proposte di tutti gli attori coinvolti. Il governatore, invece, ha voluto proseguire a colpi di accetta. E la domanda che tanti di noi si stanno ponendo in questi giorni è: qual è il reale  motivo per il quale si decide di tagliare e impedire ogni discussione su una riforma che impatta fortemente sul mondo agricolo? Di certo si tratta di un segnale di estrema debolezza politica».

«Il testo del disegno di legge predisposto e imposto dal Presidente Occhiuto, proprio per la modalità con il quale è stato predisposto è zeppo di errori evidenti che si sarebbero potuti evitare. Ad esempio la legge non contiene alcun richiamo alla intesa Stato-Regioni del 18 settembre 2008  che definisce i criteri per il riordino dei consorzi di bonifica;  né fa alcun riferimento ai comprensori su territori definiti sulla base di unità idrografiche ed idrauliche omogenee sia per la difesa del suolo sia per la gestione delle acque. Così come è chiaro che l’estensione all’intero territorio regionale, non favorirebbe una vera partecipazione dei Consorziati né alla gestione del Consorzio, che diventerebbe un Ente ancor più lontano dagli agricoltori, né alla programmazione del territorio». 

«Anche noi – ha detto ancora Bevacqua – eravamo e siamo convinti della necessità di una riforma strutturale e organica per il settore. Lungi da noi, infatti, difendere o garantire sacche di parassitismo o cattive gestioni. Sappiamo bene la situazione in cui versano, in particolar modo, alcuni Consorzi. Abbiamo partecipato, in questi mesi, ad iniziative pubbliche, a scioperi come quello dei lavoratori dell’ente di Trebisacce e conosciamo bene i problemi legati agli stipendi, al tfr, al pagamento dei fornitori. Riteniamo, però, che per una più efficace razionalizzazione strutturale si debba seguire proprio lo schema dell’Intesa Stato-Regioni già citata del 2008».

«E siamo partiti da questa premessa – ha continuato – per elaborare la nostra proposta di legge. Avevamo proposto di arrivare a fusione degli attuali comprensori in numero non superiore a 5 e su ogni comprensorio istituire un Consorzio, questo avrebbe richiesto il buon senso e la ragionevolezza per immaginare un’organizzazione territoriale diversa».

«L’articolazione territoriale dei Consorzi – ha concluso – era frutto di studi e attenzione ai territori e non di improvvisazione ed approssimazione, come emerge da questa proposta di legge che, ne siamo sicuri, presto dovrà essere modificata». (rrc)

Bevacqua (PD): Regione faccia chiarezza su sparizione della locomotiva a vapore di Carlopoli

Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Domenico Bevacqua, ha chiesto alla Regione di fare chiarezza in merito alla sparizione della «storica locomotiva a vapore che è stata trasferita verso ignota destinazione senza che nessuno sapesse niente. Un autentico paradosso considerato che si stratta di un bene vincolato dalla Soprintendenza Archeologica».

«L’Associazione Ferrovie in Calabria ha segnalato quanto avvenuto al Ministero della Cultura che ha risposto di non avere nessuna informazione in ordine allo storico locomotore. Il ministero ha poi invitato il governo regionale ad agire celermente per verificare dove si trova la locomotiva e mettere in atto tutte le iniziative necessarie per la tutela di un bene divenuto, a tutti gli effetti, facente parte del patrimonio culturale collettivo del Comune di Carlopoli. A tali richieste – ha detto ancora Bevacqua – ci associamo pienamente ricordando che proprio l’Amministrazione comunale di Carlopoli, nel 2018, aveva inoltrato apposita richiesta per avere in affidamento la locomotiva alla società Ferrovie della Calabria senza avere alcuna risposta in merito».

«L’occasione sarebbe utile a questo punto per fare immediata luce su quanto avvenuto – ha concluso Bevacqua – e procedere all’affidamento del locomotore al Comune di Carlopoli che ne farebbe un attrattore turistico e culturale». (rcz)

Il Pd Calabria: Da oggi riapre la Sila-Mare per Longobucco

Da Mezzogiorno riapre «la strada statale 177 Sila-Mare” per Longobucco, nel tratto iniziale interrotto a causa del crollo, avvenuto più avanti, della campata centrale del viadotto Ortiano 2». È quanto ha annunciato il Pd Calabria, in cui ricorda, in proposito, l’impegno decisivo dei parlamentari dem Marco Simiani e Nicola Irto, segretario del partito calabrese, che nei mesi scorsi avevano coinvolto al riguardo l’ingegnere Francesco Caporaso, responsabile Anas per la Calabria, e a parte interrogato il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, per quanto di competenza impegnandolo al fine di normalizzare la «viabilità sulla Statale 177», accertare le cause del crollo del viadotto Ortiano 2 e definire insieme alla stessa Anas il cronoprogramma, con i relativi finanziamenti, di tutti gli interventi necessari a garantire la sicurezza della circolazione sulla Statale “Sila-Mare”».

«La nostra regione, le sue coste ed aree interne – sottolineano i dem calabresi nel loro comunicato – non possono essere trascurate, abbandonate e dimenticate. Con i nostri parlamentari e con i nostri consiglieri regionali, guidati dal capogruppo Domenico Bevacqua, continueremo ad esercitare forti pressioni sul governo in carica, che deve rimettere al centro dell’attenzione il Sud e dunque la Calabria. L’Italia è una e non può essere divisa con l’autonomia differenziata o con altri progetti discriminatori». (rcs)

Questione di fiducia sui Consorzi, il gruppo del Pd: Ennesimo atto che svilisce Consiglio regionale

Il gruppo del Pd in Consiglio regionale ha evidenziato come «in oltre cinquant’anni di regionalismo, il funzionamento della massima Assemblea legislativa calabrese non era stato mai mortificato in un modo così riprovevole e costretto a piegarsi alla prepotenza di un uomo solo al comando: l’apposizione della questione di fiducia sulla riforma dei Consorzi di bonifica evidenzia un’arroganza istituzionale senza precedenti».

«A essere mortificata – hanno spiegato i dem – non è soltanto la funzione della minoranza consiliare, ma il ruolo di tutti i consiglieri, compresi i tanti di maggioranza contrari a questo stravolgimento normativo. E c’è di più: il silenziamento del dibattito, taglia fuori anche le categorie direttamente interessate, i sindacati e tutti gli attori del territorio. A questo punto non comprendiamo l’utilità della seduta di commissione già convocata per lunedì 31, in occasione della quale erano in calendario le diverse audizioni».

«È davvero questo il concetto di democrazia che intende portare avanti il presidente Occhiuto? – ha chiesto il gruppo del Pd –. E davvero i consiglieri regionali di maggioranza sono disposti ad accettare senza fiatare l’annullamento del loro ruolo e delle loro prerogative? Noi speriamo ancora di no e continueremo le interlocuzioni con tutti i gruppi consiliari: si tratta di una questione che va ben al di là delle naturali divisioni fra maggioranza e opposizione. Qui sono in gioco le fondamenta della democrazia rappresentativa». (rrc)

Da Longobucco il Pd Calabria annuncia emendamento per completare la Sila-Mare

Da Longobucco il PD calabrese ha annunciato un emendamento per completare la Sila-Mare.

«Per la seconda volta – si legge in una nota – nell’arco di un mese il Pd insieme al gruppo regionale del partito ha fatto tappa a Longobucco, epicentro dell’isolamento dei comuni di montagna e simbolo di una Calabria che non può e non deve scomparire. Insieme a segretari ed amministratori del territorio il Pd ha reiterato con i fatti la solidarietà e l’impegno nei confronti di una comunità ferita e spaventata per l’isolamento in cui si ritrova per il crollo del ponte Sila-mare avvenuto 3 mesi fa».

«Alla presenza dell’onorevole Marco Simiani, capogruppo Pd nella commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera – prosegue la nota – abbiamo discusso della situazione emergenziale che interessa Longobucco e coinvolge i cittadini. L’occasione però è stata anche buona per rilanciare il tema della mobilità che interessa tutto il territorio calabrese focalizzando il dibattito sulla statale 106 e l’elettrificazione della linea ionica».

Il dibattito introdotto da Rosi Murrone del circolo locale ha registrato gli interventi della presidente del comitato civico longobucchese Maria Teresa Bisogno, del segretario Pd di Cariati Peppino Cufari, della capogruppo del Pd di Mirto Crosia Maria Teresa Aiello, del segretario cittadino di Corigliano Rossano Franco Madeo. Tutti gli interventi hanno evidenziato le difficolta che vive la fascia ionica cosentina soprattutto in relazione ai temi legati alla mobilità e al diritto alla salute. 

Il capogruppo del Pd, in consiglio regionale, nativo di Longobucco,  nel corso del suo intervento ha rimarcato l’impegno del partito ad ogni livello manifestatosi attraverso la presentazione di mozioni, interpellanze e interrogazioni poste al governo anche tramite il question-time in Consiglio regionale e nei due rami del Parlamento al fine di sollecitare e ottenere risposte certe per come poi avvenuto con i 9 milioni di euro annunciati dal ministro Salvini. 

Il vicepresidente del consiglio regionale, Franco Iacucci, da parte sua si è soffermato sui rischi che correrebbe la Calabria se dovesse essere approvata l’ autonomia differenziata che determinerebbe la fine dell’unita del Paese e renderebbe sempre più difficile agganciare il Nord al Sud dell’Italia in termini di diritti essenziali, compresa l’istruzione ovviamente.

L’onorevole Simiani, con il suo intervento, ha rimarcato l’impegno complessivo del partito nazionale sulla vicenda del ponte Sila-mare affermando anche che è stato assunto come occasione simbolica per rendere tangibile il nuovo corso del Pd, partito solidale e attento ai territori e ai loro bisogni. A tal fine ha annunciato la presentazione di un emendamento, alla prima occasione utile, per ottenere l’importo necessario per completare i lavori dalle strada Longobucco mare. 

Simiani ha affermato che la Calabria è «una regione che ha una percentuale elevatissima di Comuni situati nelle aree interne, i cui cittadini non possono godere di quei diritti esercitati invece da chi, semplicemente, vive in aree urbane. La distanza, in questi casi, rappresenta la prima forma di disuguaglianza. Abbiamo il dovere di continuare a discutere di mobilità per creare le infrastrutture necessarie ad una ottimale qualità della vita».

«Nelle stagioni di governo del centrosinistra, nazionale e regionale – ha concluso – l’impegno del Pd non è mai mancato sul tema, a partire dall’elettrificazione della linea ionica, dall’alta velocita e anche con i tre miliardi stanziati per la statale ionica dei quali, incomprensibilmente, si vanta il ministro Salvini». (rcs)

Il PD calabria: Grave bocciatura emendamento per la stabilizzazione dei circa 400 tirocinanti calabresi

Il Pd Calabria in una nota ha «ritenuto gravissimo che in Commissione Lavoro la maggioranza abbia bocciato alla Camera l’emendamento per la stabilizzazione dei circa 400 tirocinanti calabresi utilizzati nei ministeri».

«A questi lavoratori precari il centrodestra – continua la nota – ha sbattuto la porta in faccia, creando un nuovo dramma sociale ed evitando di risolvere un’ingiustizia tremenda, perpetrata da anni».

«Su assurda richiesta del governo, l’emendamento era stato ritirato dal deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro e fatto suo dal deputato del Pd Arturo Scotto, che l’aveva presentato in piena coscienza nell’interesse dei tirocinanti calabresi – continua la nota –. Data l’insensibilità e la mancanza di coraggio dell’esecutivo Meloni e della propria maggioranza, il Pd si assume la responsabilità – conclude il comunicato dei dem calabresi – di ripresentare lo stesso emendamento al Senato, non appena lì arriverà il testo del relativo provvedimento, tramite il nostro segretario, senatore Nicola Irto». (rcz)

Lunedì il Pd Calabria a Longobucco per chiedere soluzioni per uscire dall’isolamento

Chiedere soluzioni urgenti per far uscire dall’isolamento Longobucco. È questo l’obiettivo della manifestazione del Pd Calabria in programma lunedì 3 luglio a Longobucco.

Alla manifestazione prenderà parte il capogruppo del Pd a palazzo Campanella Mimmo Bevacqua, i consiglieri regionali Ernesto Alecci, Antonio Billari, Amalia Bruni, Francesco Iacucci e Raffale Mammoliti, oltre ai dirigenti dem e agli amministratori locali.

A concludere i lavori sarà il senatore e segretario regionale del partito Nicola Irto.

L’obiettivo dell’iniziativa, oltre ad esprimere vicinanza ai cittadini che stanno vivendo un momento particolarmente difficile, è quello di richiamare l’attenzione delle Istituzioni, del governo regionale e di quello nazionale rispetto alla situazione venutasi a verificare dopo il crollo della nevralgica infrastruttura.

«La manifestazione di lunedì si inquadra in un percorso stabilito dal gruppo consiliare regionale che toccherà più Comunità calabresi ed in particolare i piccoli centri ricchi di storia ricchezza e bellezze culturali e spesso abbandonati da una politica miope a livello nazionale e regionale. Iniziamo da  Longobucco perché non possiamo permettere che tale comunità subisca ulteriori penalizzazioni e ingiustizie – spiega il capogruppo Bevacqua – senza interventi straordinari per ripristinare la viabilità, l’intero territorio si troverebbe a rivivere l’incubo dell’isolamento con conseguenze inevitabili sulla qualità della vita dei cittadini e sull’economia del comprensorio».

«Il rischio spopolamento per le aree interne della nostra Regione – ha evidenziato – è sempre drammatico e il governo di centrodestra,  sembra sordo a ogni richiesta proveniente dai territori montani. Come Pd abbiamo messo in atto tutte le azioni possibili derivanti dall’essere forza di minoranza al governo nazionale e regionale e proseguiremo lungo la strada intrapresa».

Il senatore Nicola Irto ha garantito la vicinanza alla popolazione da parte del Pd ad ogni livello. «Il nostro è il partito dei diritti e dell’uguaglianza sociale – le parole di Irto – e sarà portavoce delle istanze e delle necessità dei cittadini di Longobucco e della Calabria completamente dimenticate dal centrodestra». (rcs)

Dall’Assemblea Pd netto no al Ponte: Al Sud non serve una cattedrale nel deserto

«Al Sud non serve una cattedrale nel deserto, ma infrastrutture moderne e al passo con il resto del Paese e dell’Europa». È quanto è stato detto dall’Assemblea del Partito Democratico Calabria, ribadendo il suo no al Ponte sullo Stretto, almeno nelle condizioni attuali  e con le modalità scelte dal governo.
«La  posizione del Pd sull’idea del Governo di realizzazione di questo progetto di Ponte sullo Stretto non può che essere contraria – viene evidenziato –. E non per questioni pregiudiziali, ma per concrete analisi sullo stato complessivo delle infrastrutture di Calabria e Sicilia, sulla fattibilità stessa dell’opera e sul metodo utilizzato dal governo nazionale per riattivare la progettazione che è assolutamente inaccettabile. In questo contesto il Ponte sullo Stretto diverrebbe un’opera inutile per la Comunità che rappresentiamo».
«Questo “no” si rafforza poi in relazione ai forti, motivati e concreti dubbi di fattibilità, impatto ambientale e copertura finanziaria – viene spiegato –. Il nostro impegno, dunque, sarà rivolto a bloccare l’iter scellerato avviato dal governo per riportare l’attenzione sulla vera urgenza dei nostri territori che è quella di realizzare tutte le infrastrutture strategiche e prioritarie per l’intero Sud e per la Calabria, cominciando dall’evitare che restino incompleti i progetti finanziati con i fondi del Pnrr».
«Rendere le infrastrutture al Sud moderne, europee e ugualmente efficienti rispetto a quelle del Nord  – evidenziano i dem – è un passaggio necessario e fondamentale per affrontare successivamente, ma in maniera costruttiva, concreta e coinvolgendo tutti i soggetti preposti, eventuali discussioni sulla costruzione del Ponte e sulla stessa realizzazione dell’autonomia differenziata».  

Il segretario regionale Nicola Irto ha detto a chiare lettere: «Non assumiamo una posizione strumentale, ma legata attentamente alla condizione che vivono Calabria e Sicilia. La rete viaria e ferroviaria delle due Regioni ha necessità di investimenti straordinari per essere resa efficiente e in grado di garantire il diritto alla mobilità dei cittadini. Soltanto dopo avere recuperato il gap con il resto del Paese possono avviarsi altre discussioni, compresa quella sulla realizzazione di un’opera come il Ponte sullo Stretto o della stessa autonomia differenziata».

Il senatore Antonio Misiani, componente della segreteria nazionale con delega a economia, finanze, imprese e infrastrutture, al quale sono state affidate le conclusioni del dibattito in corso a Villa San Giovanni, ha ribadito: «Il metodo adottato dal governo è inaccettabile. Sono stati bocciati quasi tutti i nostri emendamenti al decreto, non è stata avviata nessuna interlocuzione con i soggetti interessati e, soprattutto, ci sono incertezza gravissime sulla fattibilità dell’opera, sul suo impatto ambientale e sulle coperture finanziarie».

«È evidente che il Pd metterà in campo tutto il proprio impegno per bloccare l’iter avviato dal governo che sembra impegnato più che altro in una mera attività di propaganda senza avere nessuna intenzione di realizzare investimenti davvero in grado di risolvere i problemi delle Comunità del Sud dell’Italia». 

Nel corso dell’Assemblea, inoltre, è stata nominata la segreteria regionale e istituito i Dipartimenti.La nomina per la segreteria regionale  che risulta così composta: Maria Chiara Chiodo (Scuola, pari opportunità); Francesca Dorato (Transizione ecologica, sostenibilità); Marwa El Afia (Diritti e cittadinanza); Pasquale Mancuso (Aree interne); Salvatore Monaco (Enti Locali), Luigi Muraca (Giustizia e Legalità); Gino Murgi (Volontariato, Terzo settore); Paolo Pappaterra (Fondi europei, Pnrr); Giuseppe Peta  (Organizzazione); Anna Pittelli  (Welfare e lavoro); Damiano Silipo  (Economia e sviluppo economico); Franca Sposato (Trasporti, infrastrutture); Teresa Esposito (di diritto nella qualità di coordinatrice Donne Democratiche).

Partecipano alla Segreteria regionale anche il Tesoriere regionale e il Segretario dei Giovani democratici. La delega alla Sanità è seguita, temporaneamente, dal Segretario regionale. Ulteriori saranno assegnate successivamente.

Sono stati, altresì, istituiti i seguenti Dipartimenti: Cultura; Fondi europei e Pnrr; Giustizia e diritti; Giovani, istruzione, innovazione e lavoro; Politiche agricole; Politiche per la parità; Salute; Sviluppo economico, terzo settore, missione PMI e Transizione ecologica, sostenibilità e infrastrutture.

n conclusione dei lavori di ieri, l’Assemblea regionale del Pd ha condiviso l’allarme  in ordine alla modifiche che il centrodestra vorrebbe introdurre alla legge sulla fusione dei Comuni.

«Avvieremo le più opportune iniziative – si legge nella nota – sia in Consiglio regionale che fuori, per opporci a una modifica che il governo regionale vuole introdurre per bypassare i Consigli comunali e rendere semplicemente consultivo l’eventuale referendum successivo alla proposta di fusione dei Comuni. Si tratta di una scelta insensata, che non ha precedenti in Italia, e che punta a non confrontarsi con la volontà dei cittadini e dei loro rappresentanti, così come potrebbe avvenire già con la fusione di Cosenza, Rende e Castrolibero». (rrc)